Pixel Building

Pixel Building

Situato in un’area strategica a nord del centro di Melbourne, il Pixel Building, progettato dallo Studio 505 e completato nel 2010, è il primo edificio australiano con emissioni di anidride carbonica pari a zero.
 Uno dei più significativi esempi di architettura sostenibile dell’intera Australia, per le soluzioni tecnologiche adottate, in grado di garantire un bassissimo impatto ambientale.

L’edificio deve il suo nome all’approccio progettuale caratterizzato dall’integrazione di molteplici discipline e al particolare aspetto delle facciate che, tramite l’utilizzo di pannelli colorati e di forma irregolare richiama la conformazione di una composizione di pixel.

I pannelli, ricavati da materiale di scarto riciclato, montati su una struttura metallica che sembra staccarsi dalla facciata, oltre garantire una particolare identità estetica all’edificio, sono concepiti per assicurare un’adeguata luminosità degli spazi interni e una corretta schermatura solare.

Dal punto di vista tecnologico l’edificio riesce a provvedere autonomamente al proprio fabbisogno energetico e raggiunge una produzione di energia maggiore di quanto esso stesso ne riesca a consumare. Risultato ottenuto tramite un grande impianto fotovoltaico installato sul tetto dell’edificio, con un sistema di orientamento automatico che garantisce un rendimento del 40% superiore rispetto a pannelli fissi; e particolari turbine eoliche, visibili anche in facciata, ciascuna in grado di fornire un apporto energetico paragonabile al 60% di quello di cui necessita una tipica casa di Melbourne. Inoltre, buon livello di isolamento garantito da vetrate ad alte prestazioni, stratigrafia della copertura in grado di migliorare i livelli di resistenza termica e il grado di isolamento acustico dell’edificio.

Il tetto, ricoperto da manto verde con vegetazione autoctona, è fornito di un sistema di filtraggio dell’acqua piovana che può essere immagazzinata in una grossa cisterna interrata e riutilizzata all’interno dell’edificio per scopi non potabili, come lo scarico dei wc e delle docce. Grazie a questo, il sistema potrebbe, se necessario, essere temporaneamente scollegato dalla rete di approvvigionamento idrico ed essere autosufficiente per tutto il quantitativo d’acqua richiesto.

Il sistema di aerazione è concepito per ottimizzare il comfort interno evitando i consumi dei classici sistemi di ventilazione: attraverso un particolare sistema di controllo, l’aria fresca può penetrare naturalmente all’interno dell’edificio ed essere convogliata nelle tubature passanti nella pavimentazione.

Una speciale pompa di calore ad assorbimento acqua-ammoniaca, prodotta in Europa, é utilizzata per riscaldare e raffreddare l’edificio: fornisce una produzione a basso impatto ambientale con efficienze energetiche fino al 40% superiori rispetto alle migliori caldaie a gas generalmente disponibili sul mercato.

Importante sottolineare l’impiego di un calcestruzzo che permette di dimezzare le emissioni di anidride carbonica durante la sua fase di preparazione. La politica sostenibile poi, è stata estesa oltre la progettazione dello stabile. Scegliendo di ridurre l’impatto ambientale non solo dell’edificio ma anche dei suoi fruitori, il progetto incoraggia l’uso di trasporto alternativo, come mezzi pubblici e biciclette, senza fornire posteggi per il personale.

Grazie all’approccio sostenibile, il Pixel Building ha ottenuto il punteggio più alto di “Green Stars” mai assegnato dal Green Building Council of Australia, più una prestigiosa serie di premi a livello internazionale che ha portato la Grocon, società coordinatrice del progetto, a definire il Pixel Building come “uno degli edifici più sostenibili al mondo”.

(Fabiana Cambiaso – UniversitàLa Sapienza)

www.studio505.com.au