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Milan Design week 2015

THE PLACE TO BE. Perché B&B Italia ha la capacità di costruire un percorso, di mantenere nel dialogo con i suoi abituali progettisti e i suoi interlocutori il filo conduttore della sua storia e del suo DNA. Che è quello di creare arredi che esprimono ricerca, innovazione e creatività, quest’ultima mai fine a se stessa.
Fedele alle sue origini, ma permeabile a nuovi stimoli, anche quest’anno B&B Italia si presenta con una serie di novità che sono progetti autentici, la cui realizzazione ha richiesto studio, sviluppo, prototipazione, messa a punto, verifiche e cambi di rotta. Sono storie appassionanti perché la sfida è quella di creare qualcosa che sia durevole nel tempo, che venga apprezzato da un pubblico internazionale e che risponda a bisogni reali, sia stilistici sia funzionali.

Obiettivo che, in molti casi, coincide con l’evoluzione di un modello che si modifica e aumenta le sue varianti, crescendo non solo in termini numerici, ma anche in qualità e performance. A tutto ciò corrisponde un discorso etico, basato sulla convinzione che ogni progetto è di per se stesso un patrimonio che non va sprecato.

Con Michel Effe, il nuovo sistema di sedute di Antonio Citterio, viene aggiunto un capitolo importante a una storia iniziata nel 2012 con Michel, il primo componibile della serie. Nato aereo grazie all’altezza del piedino e ai volumi della seduta, continua ad essere scelto da chi ama la modernità, da chi preferisce gli arredi che nascondono la loro solidità dietro un’immagine leggera. Lo scorso gennaio è stato presentato Michel Club, evoluzione di Michel. L’orientamento verso una nuova tipologia tecnica formale che riproporziona il rapporto tra struttura e cuscinatura rende Michel Club una proposta di design più tradizionale seppur contemporaneo. Il sottosedile è più alto e corrisponde a un abbassamento dei sostegni, offrendo una seduta lounge. A caratterizzare il sistema un’ampia varietà di elementi che consentono di interpretare con estrema flessibilità lo spazio living e di configurare differenti tipologie compositive e funzionali, dal formale al conviviale. Cuscini schienali confortevoli con supporto poggiatesta e cuscini complementari di varie dimensioni permettono di offrire sedute relax o da conversazione, all’insegna del comfort e dell’eleganza. Ora la nuova proposta è Michel Effe che ricerca e trova una maggiore essenzialità rispetto ai suoi predecessori. Inalterate alcune caratteristiche, tra cui le due profondità, rivela un nuovo disegno grazie alla semplificazione della seduta che si sviluppa con un unico cuscino. Più secco, ma non meno confortevole, elimina tutto ciò che è superfluo. I suoi 36 elementi componibili e i 5 pouf, oltre ai quattro divani lineari, consentono un’ampia gamma di configurazioni. La struttura viene presentata nella nuova finitura verniciata peltro, che affianca quelle cromata nera e nichelata bronzata già presenti in collezione.

Con il tavolo Oskar, Vincent Van Duysen si inserisce nella tradizione più architettonica del progetto d’arredo, sia guardando alle esperienze dei maestri sia proponendo, con il suo vocabolario distintivo, un pezzo capace di instaurare un dialogo con lo spazio in cui è collocato. La relazione tra piano e gambe basata su una certa distanza, il disegno della struttura che “afferra” le gambe, la curvatura dei piani bombati, la rastrematura dei bordi, la forma smussata delle gambe: tutti elementi che comportano una notevole complessità del disegno ma che, infine, giungono a un esito di grande nitidezza. Proporzioni, giochi di volumi e materiali concorrono alla sua armonia. Tra questi ultimi si distinguono, per il piano, il vetro cattedrale dalla superficie irregolare e dalle leggere tonalità verdi, cui si affiancano in alternativa il marmo statuarietto bianco, quello nero marquinia e i legni, sia naturali che laccati. Le gambe sono in legno naturale o laccato, tra cui la nuova versione verde smeraldo lucido prevista esclusivamente in abbinamento al piano in cristallo cattedrale. Oskar è previsto in tre dimensioni, due rettangolari ed una quadrata.
Sempre di Vincent Van Duysen i nuovi contenitori a cassetti Surface che riprendono tutte le caratteristiche di accostamento di materiali e finiture della precedente serie di tavolini.

Tre nuove sedie offrono soluzioni diverse a un tema che continua a stimolare l’immaginazione dei progettisti. Charlotte di Antonio Citterio è un omaggio alla leggerezza. La scocca è completamente rivestita e lascia percepire sul fianco il profilo della struttura in alluminio sottolineando l’andamento della seduta. Il rivestimento è in cuoio tagliato al vivo, stampato con effetto “elefante”, in sei diverse colorazioni (naturale, nero, testa di moro, verde fango, verde bottiglia, bordeaux). Anche la struttura in alluminio presenta una serie di alternative che la mettono in rilievo nelle finiture spazzolato lucido, peltro, verniciato nickel bronzato, oppure la mimetizzano con il rivestimento nelle finiture verde bottiglia, bordeaux.

Papilio Shell di Naoto Fukasawa, che cita con il suo nome una precedente famiglia di sedute di grande successo firmata dal designer giapponese, ha una storia indipendente. Originata da una scocca, il cui disegno sottolinea l’accoglienza e la comodità, esprime una notevole versatilità che la rende utilizzabile in situazioni molto diverse tra loro, non solo di natura domestica. Papilio Shell è prevista in due versioni: con scocca in materiale plastico in tre varianti di colore (bianco, tortora, nero) e con scocca imbottita e rivestita, in un’ampia gamma di tessuti e pelli. Le diverse tipologie delle basi le conferiscono aspetto e uso diversi: il tubolare cromato o verniciato la semplifica, rendendola anche sovrapponibile nella versione con scocca in materiale plastico; le gambe in legno di rovere, in numerose varianti, la rendono più sofisticata; le razze in alluminio spazzolato lucido o verniciato, con o senza ruote, le conferiscono un carattere più tecnico.

Husk di Patricia Urquiola propone, accanto alla versione con gambe in pressofusione già presente in catalogo, nuove varianti che ne ampliano l’uso e ne modificano la percezione. Ora la base può essere in legno di rovere (chiaro, nero, grigio e fumigato), oppure a 4 razze in alluminio, con o senza ruote, in un’ampia gamma di finiture.