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Dupont: l’incontro materico tra Corian e Luce

Appena è arrivato ha spopolato: il corian. Vediamone la sua relazione speciale con le sorgenti luminose a Dupont.

C’è anche l’azienda che realizza un’acquasentiera in corian, la Acritec di Meda, come noto uno dei poli dell’arredamento più importanti in Italia. Sul mercato per 1.500 euro, antibatterica come tutte le altre in pietra non potranno mai esserlo.

Il corian e la luce: una relazione magica ed emozionante, aperta ad infinite possibilità espressive.
Materiale in continua evoluzione, grazie alle eccellenti qualità tecnico-estetiche e all’estrema versatilità progettuale, il Corian, inventato e prodotto da Dupont, è traslucente in certi colori e spessori, e rivela il massimo della sua radiosità e profondità quando esposto alla luce. “La luce che lo attraversa viene trasformata in modo molto particolare”, spiega Claudio Greco, public and media relation manager Emea. L’azienda riunisce nell’unità di business “Building innovation” tutti i prodotti per il mondo del design, dell’architettura e dell’edilizia.

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Come può essere definita la relazione tra questo materiale e la luce e in che modo la luce interpreta le sue caratteristiche?
Corian interpreta la luce con la sua profondità materica mentre la sua solidità sembra celarsi, come per incanto, quando incontra la luce. Da solido diventa etereo, sembra portarsi al confine tra due differenti stati fisici – solido e gassoso – galleggiando in una sorta di momento fisico assolutamente speciale. La luce viene trasformata e differenti fonti di luce trasformano la materialità del corian in modi molto differenti. E’ un materiale camaleontico e il suo camaleontismo si accentua ulteriormente quando si trova ad interagire proprio con la luce. E’ opportuno segnalare che i colori chiari sono generalmente traslucenti e che DuPont ha inoltre sviluppato una serie di particolari colori dotata di superiore traslucenza.

Tra le creazioni luminose finora realizzate, quali esprimono al meglio le potenzialità?
E’ difficile fare classifiche della creatività: ogni designer ha trovato ed espresso qualcosa di diverso, con occhi molto diversi. Tra le creazioni che hanno maggiormente attirato l’attenzione del pubblico del design si possono segnalare le grandi lampade circolari disegnate da Marc Newson nel 2003; la grande parete disegnata nel 2004 da Ron Arad per l’evento “lo-rez-dolors-tabula-rasa” a Milano e Mosca, collegata con fibre ottiche a proiettori speciali che la trasformavano in un gigantesco schermo pixelato. E ancora, le poetiche riflessioni della luce sulla superficie di fantastici tavoli proposte da Ingo Maurer nel 2005 oppure la cucina disegnata da Jean Nouvel nel 2007, caratterizzata da affascinanti giochi di luce originati dalla traslucenza delle ante e degli armadi. Anche Rosita e Luca Missoni hanno disegnato delle sedute colorate  per l’evento “Corian®  loves Missoni” nel 2008.  Lo studio Amanda Levete Architects ha realizzato sinuose e scultoree forme  trasformate dalla luce a led nel 2009.

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La combinazione con le sorgenti luminose può dar vita a prodotti con potenzialità commerciali o si limita a suggestive creazioni artistiche?
L’esplorazione dell’interazione del corian con la luce è partita molti anni fa al confine tra arte e design, perchè il materiale si presta eccezionalmente bene a esprimere la creatività di architetti, designer e artisti, ma è oggi utilizzato anche per prodotti commerciali, tra cui possiamo citare alcune serie di lampade di Delta Light, Lumen Center Italia, Quattrifolio, Inside, Light Style by Ruggiu, Ilti Luce, Exposed, Status e in moltissime applicazioni d’illuminotecnica in ambienti pubblici e contract, come negozi e showroom, hotel, centri benessere, aeroporti, stazioni, yacht.

Quali sono le ragioni del crescente successo e quali le prospettive future per il suo impiego?
Le ragioni del successo nelle applicazioni di illuminotecnica sono le stesse che sono alla base in ogni altro settore: la grande versatilità e modellabilità e la sua espressività’ sensoriale (visuale, tattile). La luce che lo attraversa viene trasformata in modo molto particolare, la profondità di del  materiale solido, “tridimensionale”, trasforma la luce come fosse un moderno alabastro e interagendo con essa si muove al confine tra antico e moderno, perché appare come un materiale un pò terrestre e un pò spaziale, insieme romantico e high-tech.

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Come si pone rispetto al tema della sostenibilità ambientale?
La sostenibilità ambientale è al centro della filosofia aziendale di Dupont, ben oltre il corian, e interessa ogni attività da molti anni. Per quanto riguarda il materiale nello specifico, entrando nel concreto, occorre ricordare prima di tutto che la durata e la facilità di pulizia e manutenzione forniscono di per sé vantaggi ambientali superiori rispetto a materiali più convenzionali. Il corian ha ottenuto negli anni una varietà di certificazioni sulle sue prestazioni ambientali in USA, Europa e Asia. Gli scarti di lavorazione sono riutilizzati nella produzione stessa. Dupont sta, inoltre, per introdurre sul mercato alcune innovative serie di colori con elevato contenuto di materiale riciclato. Ricordiamo che Dupont ha inventato il maggior numero di man-made material come Neoprene, Nylon, Lycra, Teflon, Kevlar, Mylar, Nomex, Tyvek, Dacron, Cordura, Coolmax, la gran parte mnarchi registrati come il corian stesso.

www.corian.it