padiglione

Fibra di carbonio e robot.
Il padiglione “coleottero”

L’Istituto per Design Informatico (ICD) e l’Istituto di Strutture edilizie e Progettazione Strutturale (ITKE) dell’Università di Stoccarda hanno realizzato un padiglione che ricorda visivamente e materialmente un insetto, o meglio un coleottero. Il gruppo di lavoro non è certo nuovo a questi progetti: recente è infatti un altro padiglione basato sull’esoscheletro di un’aragosta e una struttura progettata e costruita invece sul modello dello scheletro di un riccio di mare.

Il progetto è basato sullo sviluppo robotizzato per moduli delle doppie strutture composte da strati di fibra di carbonio: in questo modo l’intera architettura rimane minima e leggera, permettendo un elevato grado di libertà geometrica. Si estende su una superficie di 50 metri quadrati, ma pesa solo 593 chilogrammi.

Beetle-Shells-Structure-7-495x350

Il team di ricercatori e studenti ha utilizzato modelli 3D ad alta risoluzione di vari gusci di scarabeo – noti come elitre – per condurre un’analisi delle strutture interne complesse, lavorando a stretto contatto con biologi e paleontologi dell’Università di Tuebingen.

Beetle-Shells-Structure-6-495x350

Queste strutture sono state poi convertite in una serie di principi di progettazione, realizzati con vetro e fibra di carbonio polimeri rinforzati per dare il padiglione un rapporto resistenza-peso ottimale.

“Il progetto presenta un nuovo approccio alle strutture in fibra composita in architettura”, ha spiegato ICD ricercatore e membro del team Marshall Prado.