_AGO1006

Bosco Verticale: forestazione metropolitana

Bosco Verticale© , dello studio Stefano Boeri di Milano, il più bel grattacielo al mondo, è un progetto di forestazione metropolitana che contribuisce a rigenerare l’ambiente e la biodiversità urbana senza implicare una espansione della città nel territorio.

Un nuovo modello di densificazione in altezza del verde e del costruito all’interno della città. Si collega alle politiche di riforestazione e rinaturalizzazione dei bordi delle grandi aree urbane e metropolitane, i Metroboschi,: due dispositivi di sopravvivenza ambientale, due modi per ricostruire un rapporto tra natura e città nel territorio e nelle città dell’Europa contemporanea.

Bosco Verticale

Bosco verticale

Il primo esempio di Bosco Verticale, composto da due torri di 110 e 76 metri, verrà realizzato nel centro di Milano all’interno del progetto Porta Nuova ai margini del quartiere Isola e ospiterà 900 alberi (alti fino a nove metri) oltre a numerosi arbusti e piante floreali. In termini di quantità di alberature il Bosco Verticale a Milano equivale a una superficie boschiva di circa 10.000 mq. Sparse sul territorio l’area equivalente in villette unifamiliari sarebbe pari a 50.000 mq.

Bosco verticale

Bosco verticale

Bosco verticale

Bosco Verticale è un sistema che ottimizza, recupera e produce energia, aiutando a costruire un microclima e a filtrare le polveri sottili nell’ambiente urbano. La diversità delle piante e le loro caratteristiche producono umidità, assorbono CO2 e polveri, producono ossigeno, proteggono dall’irraggiamento e dalla polluzione acustica, migliorando il comfort dell’abitare e risparmiando energia. L’irrigazione delle piante avverrà, per larga parte, attraverso un impianto centralizzato di filtrazione dell’acque grigie. Addizionalmente, una superficie di 500 mq di panelli solari e sistemi che usufruiscono dell’energia geotermica sono alcune delle innovazioni ecocompatibili che presenta il progetto.

La gestione del verde nel Bosco Verticale sarà centralizzata e affidata ad una agenzia che avrà uno sportello aperto al pubblico. Ogni “cellula” di manutenzione del verde verticale potrà infatti essere utilizzata per la raccolta di dati e divulgazione utili a valutare nel tempo la funzionalità ecologica del sistema: un know-how tramandabile e divulgabile, che cresce e evolve insieme con il Bosco Verticale.

Dopo Milano, il giardino verticale andrà a Losanna. Qui, infatti, lo Studio Boeri progetterà la Torre dei Cedri: 117 metri d’altezza, affacciati sul lago di Lemano. Il nuovo edificio ospiterà 24mila piante, tra cui 100 alberi di cedro, 6.000 arbusti e 18.000 tra perenni, ricadenti e tappezzanti. Sarà il primo grattacielo ad avere alberi sempreverdi: un progetto architettonico importante, anche per il contributo ecologico che fornisce. Le foglie, infatti, fissano le polveri sottili, assorbono l’anidride carbonica e producono ossigeno.

“Continua la sfida per migliorare la qualità urbana e aumentare la biodiversità delle specie nelle nostre città” afferma l’architetto Boeri.

Torre dei cedri

La torre sarà composta da 36 piani destinati non solo a residenze private, ma anche ad uffici e servizi; sarà dotata di una palestra e ospiterà sulla copertura un ristorante panoramico. Al progetto hanno partecipato la Buro Happold Engineering per la parte ingegnerisctica e l’agronoma Laura Gatti per la componente vegetale, sarà realizzata dal noto costruttore svizzero Bernard Nicod

(Fabiana Cambiaso Università La Sapienza)