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Sindrome dell’Edificio Malato: il gres porcellanato può curarla

Ogni giorno respiriamo nell’aria di case e uffici micro-particelle nocive causa di molteplici patologie: si parla di Sindrome da Edificio Malato e l’antidoto consiste nell’utilizzo di materiali meno trattati chimicamente e con emissioni ridotte.

Il recente Decreto Sblocca Italia, definendo tra gli altri punti un “pacchetto casa” per agevolare il mercato edile e immobiliare attraverso semplificazioni burocratiche e detrazioni fiscali, portato l’attenzione su un fenomeno molto delicato dell’architettura contemporanea: la cosiddetta Sindrome dell’Edificio Malato (Sick Building Syndrome).

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Nota come SBS e ufficialmente riconosciuta a livello globale, questa sindrome comporta allergie, emicranie, difficoltà respiratorie, problemi di concentrazione ed altre patologie più o meno gravi dovute al rilascio all’interno degli edifici di sostanze nocive o persino tossiche presenti nei materiali impiegati per la costruzione o l’arredamento. Particelle tanto piccole e insidiose quali pollini, batteri e polveri che si annidano praticamente ovunque. Ogni giorno respiriamo nell’aria di case e uffici queste micro particelle: polvere in primis, ma anche pitture, vernici, solventi, formaldeide, benzene nonché funghi, batteri e muffe generati dall’esposizione all’umidità di alcune forme decomposte dei materiali da costruzione. È evidente, dunque, che la prima e più efficace cura alla Sindrome dell’Edificio Malato è l’impiego sistematico di approcci sostenibili alla costruzione e materiali selezionati accuratamente per individuare quelli di provenienza certificata, poco trattati chimicamente e “low-emitting” ovvero a emissioni particolarmente ridotte o persino pari a zero.

Tra questi ultimi si contraddistingue il gres porcellanato, grazie alle sue peculiarità intrinseche. La fabbricazione del gres prevede infatti che in fase finale gli impasti che lo compongono vengano cotti a temperature molto elevate per arrivare al punto di greificazione. Tale processo conferisce le caratteristiche di inerzia chimica che rende questo materiale resistente ai reagenti chimici e in grado di evitare il rilascio di sostanze contaminanti, trattandosi di una superficie compatta, resistente, inerte e dura.

Nel frattempo mentre il Governo, attraverso incentivi e agevolazioni, sostiene l’architettura contemporanea nelle scelte in direzione di sostenibilità e green building, nascono figure sempre più specializzate in questa “patologia edile”. Anche in Italia inizia quindi ad affermarsi il ruolo professionale dell’“Esperto dell’Edificio Salubre”: il primo corso ufficiale si è concluso lo corso febbraio 2014 a Venezia. Una professione presente ormai da tempo in Europa in accordo alle direttive emanate dall’UE e alle segnalazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità che invita a intervenire sul patrimonio edilizio esistente, sottolineando che «le persone trascorrono fino al 95% della loro esistenza in ambienti chiusi e si ammalano di Sindrome da Edificio Malato». Contestualmente, l’Agenzia Americana per la Protezione dell’Ambiente ha affermato che «a volte i problemi dell’aria negli ambienti chiusi sono il risultato di una scadente progettazione, costruzione, manutenzione o attività degli occupanti».

Dunque, per curare il problema alla base – in fase di “progettazione e costruzione” – torna in primo piano l’utilizzo di un materiale profondamente adatto come si dimostra il gres porcellanato: DSG Ceramiche ha individuato nella creazione di lastre 4.8 mm particolarmente adatte alla ristrutturazione di edifici esistenti la risposta all’esigenza di intervenire sul patrimonio edilizio, proponendo un prodotto che è di fatto il nuovo orizzonte del risparmio energetico in ceramica. La riduzione di spessore che definisce il 4.8 mm comporta un minor impatto ambientale in termini di consumo di energia, materie prime, materiali d’imballo e trasporti. A conferma di queste specificità, parlano in numeri del mercato architettonico francese per esempio, dove la richiesta di questa soluzione è particolarmente alta a causa dei numerosi edifici storici da “curare” pur mantenendo intatto l’alto valore artistico ed estetico.

Nella società contemporanea, in cui l’attenzione alle scelte green in ambito architettonico e non solo è costantemente in crescita, le aziende produttrici di materiali al servizio di progettisti, architetti e designer sono chiamate a fornire lastre in gres porcellanato, così come altri materiali, ideate certamente per l’architettura in quanto tale ma anche quali strumenti di prevenzione la cui tecnologia rappresenti un enorme potenziale in termini di ambiente e salute unitamente ad accorgimenti estetici e funzionali.