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I progettisti, modelli architettura progetto rendering 3d texture su Syncronia Progetto architettura arredo e riqualificazione urbana, di fronte all'unité de abitation di corviale, roma, italy, realizzato da Paolo Gioffreda

ARREDO E RIQUALIFICAZIONE URBANA, di fronte all'Unité de Abitation di Corviale, Roma, Italy

Visualizzazioni: 7775

1. OBIETTIVI E FINALITA' DELL'INTERVENTO
PREMESSA:
UNA RIQUALIFICAZIONE PER ULTIMARE, IN MODO NON INVASIVO, UN PROGETTO ARCHITETTONICO-URBANISTICO, INCOMPIUTO DA TRENT'ANNI
L'essenza della commessa è quella riqualificare aspetto e funzionalità delle aree esterne di accesso al cosiddetto, da molti ma non da tutti, “serpentone di cemento”; a questo obiettivo ne consegue l'inderogabile sostegno per la reputazione del fabbricato. Ci si è orientati nella più giusta e coerente ridefinizione di uno spazio esterno moderno, progettato negli anni settanta ma mai ultimato, per soddisfare un'efficienza più contemporanea, in fruibilità, raccolta rifiuti differenziata, sostenibilità in materiali, risparmio energetico ed in manutenzione, allo scopo di restare in un ambito aderente al tema in oggetto ed alla propria connessione con il contesto urbano nel quale oggi si inserisce.
L'intento del progetto quindi è quello di dare migliore disposizione ed aggiornamento alle funzionalità del luogo, con interventi di ristrutturazione degli spazi e dell'arredo urbano, non solo con prodotti ed attrezzature, ben posizionati ed innovativi sostenibilmente, ma anche di renderli pertinenti e relazionarli con l’architettura per antonomasia di Corviale, ovvero il Movimento Moderno lecorbusieriano.
2. MOTIVAZIONI E SVILUPPI PROGETTUALI
UN DUPLICE OBIETTIVO:
a) LA RIAPPROPIAZIONE SIMBOLICA DELLE VERITÁ DA CUI É STATO GENERATO
b) LA RISPOSTA PER UN RILANCIO QUALITATIVO DI ROMA CAPITALE PER ARREDO E PAESAGGIO URBANO, PER LE SUE POLITICHE DI RIQUALIFICAZIONE, SIA DELLE PERIFERIE, SIA DEL TESSUTO CONSOLIDATO
Questo progetto tende a trasformare la concezione dell'ormai stereotipo denominato “serpentone”, di un immagine del sogno periferico mancato o del fallimento delle città di fondazione, piuttosto puntando sulla percezione di questi nuovi spazi, non solo di entrata, uscita e breve sosta di attesa, ma anche di sosta medio-lunga in grado di sensibilizzare e coinvolgere attivamente soprattutto gli abitanti di Corviale nella riqualificazione, seppur step by step, con il comune target che possa progettare nuovi vessilli per il quartiere, come seme nuovo per future occasioni concrete di migliore fusione ed inserimento socio-culturale.
Nel progetto si tende a riscoprire lo spazio aperto come luogo integrante degli spazi antropizzati, liddove si trovano oggetti in genere molto stereotipati, con standard dimensionali e di comfort ormai datati. Inoltre si è voluto opporre la una nuova percezione, di outdoor living dello spazio pubblico, al trending che sta trascinando le energie e le operosità lavorative e ricreative verso isolamento e spersonalizzazione; così si è progettato ambienti di condivisione dove socializzare, per concepire lo spazio pubblico come un rimedio contro la solitudine e la tensione sociale.
Perciò si è cercato di fornire l’opportunità ai fruitori di considerare anche la mutazione dei rapporti uomo/uomo, natura/natura, uomo/natura, la mutazione di materiali e sistemi sempre più resistenti alla corrosività ambientale ed ai fenomeni vandalici, ma anche la mutazione sociale, ovvero come si sta evolvendo l'esigenza di vivere in nuove realtà condivise, confortevolmente sostenibili, il tutto in una chiara prospettiva di riappropriazione degli spazi pubblici urbani.
Quindi non solo stereotipi di prodotti, bensì la presentazione di arredi ed infrastrutture esistenti in una chiara prospettiva anche ludico-ginnica, che consenti svago e ricreazione, ma anche riflessione sulla condizione attuale dello spazio pubblico urbanizzato. per favorire un’idea di città curata, sicura, condivisa in maniera attiva, capace di accogliere sia utenti quotidiani che occasionali, un'idea di città amministrata in forma affidabile e sostenibile.
Lo spazio pubblico dunque predisposto a divenire un esteso ed autentico laboratorio di sollecitazione continuativa per cittadini: nel momento in cui i centri storici persisteranno ad esprimere la sorgente ricchissima di cultura passata artistico-culturale, le periferie, in termini sia architettonico-urbanistici, diverranno i luoghi primari di meditazione sul nostro futuro sociale ed economico.
3. INSERIMENTO URBANISTICO E VINCOLI
Nel 1997, da parte del Comune di Roma, è stato redatto un Programma di Recupero Urbano (PRU)del quartiere di Corviale, ovvero un programma integrato di trasformazioni urbanistiche che prevede di concentrare sull’area cospicui finanziamenti sia pubblici che privati.
Il “Programma di Recupero Urbano” Corviale: interventi pubblici e privati
Si tratta di un documento sintetico che riepiloga gli interventi, pubblici e privati, previsti fin dal 2005 nel “Pru”, “Programma di Recupero Urbano”, relativo a Corviale 232, che prevedeva: Interventi privati 174 milioni, Interventi pubblici 44 milioni, Fondi pubblici 13 milioni per un totale di 231 milioni.
In relazione agli 11 “Pru” previsti per Roma prevedevano ben 1.617 milioni di euro di investimenti privati, a fronte di 183 milioni pubblici, per un totale di 1.800 milioni di euro.
L’ambito territoriale interessato dal programma di recupero urbano di Corviale si estende all’interno del territorio della XV Circoscrizione, per circa 660 ettari.
La delimitazione di larga massima dell’area di riqualificazione è individuabile ad est dal Parco Regionale Valle dei Casali, a sud dal sistema ambientale e fluviale del Tevere e delle sue golene, ad ovest dal Parco Regionale Torretta Massimi-Valle della Magliana ed a nord da via della Pisana.
Nel territorio, prevalentemente collinare, ricadono i piani di zona di Corviale, Portuense, Colli Portuensi sud e Colli Portuensi nord.
Diversi sono i fattori che determinano uno stato di degrado del territorio.
In primo luogo una forte carenza del sistema viario e di trasporto pubblico su ferro.
Sussiste poi un deficit delle strutture di servizio, con un forte stato di degrado di quelle esistenti, nonché si appalesa il mancato completamento dei piani di zona ove è stata realizzata solo l’edilizia sovvenzionata senza l’edificazione dei relativi servizi e dove le aree necessarie, tra l’altro, non sono state perfezionate dal punto di vista espropriativo.
In generale, l’ambito di Corviale presenta una diffusa carenza di qualità urbana, intesa sia come mancanza di spazi rappresentativi che da una caotica contiguità di tessuti edilizi eterogenei, spesso di origine spontanea.
Inotre si è tenuta in considerazione la G2 (Guida per la qualità degli interventi).
Nella G2 sono concentrati gli direttive per la conservazione e consigliate le facoltà per rendere adeguato alle necessità attuali l'incomparabile ricchezza della città con schede che permettono la consonanza con gli elaborati di "Sistemi e Regole" e con la "Carta per la qualità".
Inoltre ci si basa fondamentalmente su una serie di analisi e di studi riguardanti soprattutto l’esame dello stato di fatto, attraverso anche un’analisi di tipo storico-urbanistico dello spazio urbano denominato “Alloggi IACP Corviale”. Più precisamente si tratta dello spazio pubblico antistante l'edificio in corrispondenza delle cinque "piazzette" di ingresso al grande complesso residenziale. Tali accessi, infatti, sono fra loro indistinguibili perchè privi dipropria connotazione. L'opera interesserà anche l'intera via Poggio Verde ed i due slarghi dove confluiscono via dei Sampietri e via Mazzacurati. L'andamento orografico è quasi tutto pianeggiante. Inoltre, ’’intervento di sistemazione dello stesso si inserisce all’interno di una strategia complessiva di recupero e riqualificazione delle periferie, volta a salvaguardare e valorizzare il consistente patrimonio storico-architettonico come parte essenziale dell’identità locale e del miglioramento di vita ed attività sociali.
La progettazione sarà adeguata alle prescrizioni di legge riguardante il contesto progettuale relativo ad interventi di arredo urbano e riqualificativi di aree degradate o mai finora ultimate. Nello specifico si tratta di:
N.T.A. Del P.R.G.;
La Tutela Limitata, prevista nel PTP n, 15/8 Valle del Tevere non è cogente perchè, secondo quanto previsto dall'art. 19 della L.R. 24/98, è localizzata su area priva di vincoli ai sensi del D.L. n. 490/99, Titolo II;
Codice della Strada (D.L. n. 285/92);
Normativa sull'abbattimento delle barriere architettoniche.
Come indicato dal documento preliminare alla progettazione non vi sono nè vincoli di legge relativi al contesto, nè impatti delle opere sulle componenti ambientali.
Verrà inoltre seguita la normativa prescrizionale, acclusa nei "Criteri di Progettazione", ovvero dell'allegato contenuto al bando dei Programmi di Recupero Urbano.
Corviale è il nome della zona urbanistica 15f del XV Municipio di Roma Capitale. Si estende sul suburbio S.VIII Gianicolense. Con il nome "Corviale" o più correttamente "Nuovo Corviale" (detto il "Serpentone") viene inteso un fabbricato gigantesco costruito sulla sommità di un crinale collinare lungo la via Portuense. Doveva essere il primo quartiere satellite o città satellite in grado di offrire ai suoi abitanti tutti i servizi necessari. La logica dell'intervento, rivelatasi ben presto visionaria, si ispira alle soluzioni residenziali del primo razionalismo e presenta chiari riferimenti, sviliti da un'attuazione non ortodossa nel momento della realizzazione dell'opera, alle teorie sulle "Unites d'Habitation" di Le Corbusier, di cui un esempio si trova a Marsiglia.
Si accede ai lotti mediante cinque ingressi, attraverso cinque piccole piazze-nodi. L'area delle piazzette, oggi priva di specifiche qualità spaziali e ambientali in quanto destinata esclusivamente a parcheggio ciclomotori e autoveicoli, che occupano abusivamente in quattro dei larghi l'area destinata alla fermata dei mezzi di trasporto pubblico. A parte qualche panca o sedia portata sui larghi dai residenti, vi è un'assoluta assenza di opere di arredo urbano (inclusa quella di pensiline e sedute della fermate ATAC) le piazze-nodi, semplicemente pavimentate con lastre di calcestruzzo prefabbricate con ghiaia a vista, necessitano di interventi mirati, sia restituire alla città uno spazio pubblico qualificato da vivere, sia a reinventarne l'identità, grazie alla riscoperta e alla valorizzazione dei frammenti della sua memoria genetica.
Il progetto si prefigge pertanto lo scopo di migliorare l’aspetto estetico e funzionale attraverso interventi che prevedono:
RIQUALIFICAZIONE DELLA FASCIA A VERDE
RIQUALIFICAZIONE INGRESSO PRINCIPALE DI ACCESSO CON ARREDO IDENTIFICATIVO-RAPPRESENTATIVO NEL CONTESTO STORICO-ARCHITETTONICO DEL LUOGO
INSERIMENTO n°5 GOLFI FERMATE ATAC CON SPAZIO DI SEDUTA STRUTTURALE (MESSA IN SICUREZZA DEL PERCORSO DI FERMATA ATAC E DELL'ATTRAVERSAMENTO PEDONALE)
RIQUALIFICAZIONE PIAZZETTA DI FRONTE AL IV INGRESSO
il tutto comprensivo dell'adeguamento degli impianti strettamente connessi all’opera, che dovranno pertanto garantire la riorganizzazione ottimale dei sottoservizi di destinazione pubblica, quali smaltimento acque bianche, secondo i criteri di riorganizzazione dei vari impianti.
L’intervento coniugherà la configurazione di uno spazio pubblico moderno ed accogliente, privo di barriere architettoniche, con la minimizzazione dell’impatto sul paesaggio urbano e sull’ambiente, effettuando una scelta dei materiali nel rispetto anche cromaticamente dell’assetto e dell’aspetto degli edifici circostanti.
L’intervento, che va ad operare in un contesto urbano consolidato e per una corretta stesura di un intervento progettuale in materia di recupero e riqualificazione urbana non può prescindere dalla valutazione della capacità in relazione allo spazio esistente con le situazioni di margine ad esso immediatamente referenti, cogliendo l’occasione per definire lo spazio piazza come spazio collettivo in cui si concretizzano gli obiettivi di carattere sociale, ambientale e tecnologico-funzionale.
Lo spazio prettamente destinato a piazza dovrà essere destinato esclusivamente ad area pedonale, eccetto che eventi emergenziali, facendo si che nel complesso vengano mantenute caratteristiche funzionali, generando uno spazio estetico aperto e di facile manutenzione.
L’illuminazione di detto spazio urbano potrà essere realizzata sia con l’impiego di corpi illuminanti tradizionali, con corpi illuminanti di nuova concezione, anche incassati nella sede pedonale, atti a qualificare lo scenario piazza con illuminazione diretta ed indiretta, senza dispersione energetica verso l'alto, con corpi illuminanti come gli attuali "a globo".
Il progetto dovrà inoltre rispettare tutte le normative relative ad una corretta fruizione degli spazi pubblici da parte dei disabili, rispettando nello specifico le prescrizioni contenute nel D.P.R. 24-07-1996 e nel D.M. n.236 del 14-06-1989.
Riguardo l'acquisizione dei vari pareri amministrativi e delle compatibilità con eventuali prescrizioni x tutela e le componenti ambientali del contesto circostante, l'intervento si inquadra nella categoria degli interventi di arredo urbano e riqualificazione e non sono previsti, sia in fase di realizzazione, sia in fase di esercizio, effetti sulle componenti ambientali e sulla salute dei cittadini e di ogni sorta di fruitori.
L'intervento, come descritto in relazione e dal progetto, non prevede aumento di volume e le modifiche attengono anche a sostituzioni di arredo urbano già esistente ma ammalorato.
L'intervento non è quindi tale da produrre impatti ambientali di alcun genere, mentre contribuirà alla riqualificazione urbana di un ambito sempre più significativo di Corviale.
Per quello che concerne la presenza di vincoli archeologici ed ambientali, il luogo urbano in questione, Corviale, è la sesta delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV, estesa lungo la destra della Via Portuense, fra via del Casaletto e il fosso della Magliana.
Le modeste testimonianze archeologiche (tomba arcaica di Poggio Verde, villa romana all’Infernaccio) indicano come in epoca romana il territorio fosse coperto di selve, solcate solo nel I sec. d.C. dalla Via Portuensis. La situazione rimane invariata fino al 1527, quando la famiglia Mattei tenta una colonizzazione agraria intorno alla torre doganale al confine fra le diocesi di Roma e Porto (Casetta Mattei). Nel 1802 Pio VII avvia una nuova colonizzazione, anch’essa senza esito. Il nuovo proprietario, l’Ospedale Santo Spirito, fraziona il territorio in contee (piccole tenute), alcune delle quali destinate alla prosperità, altre al fallimento, altre all’urbanizzazione.
La storia recente inizia nel 1972, con la progettazione del Complesso IACP Nuovo Corviale, dell’architetto Mario Fiorentino, ispirato alle unités d’habitation di Le Corbusier. Fin dalle prime assegnazioni e occupazioni le parti destinate a servizi rimangono incompiute, lasciando il posto al degrado e a un lungo difficile recupero. Il dibattito su come reinventare Corviale è ancora aperto.
Risiedono nel quartiere, al 31 dicembre 2009, 14.044 abitanti. Vi sono due chiese parrocchiali. Il territorio retrostante è dal 1996 costituito nella riserva naturale Tenuta dei Massimi.
Così come descritto nel Documento Preliminare (art. 5, comma 15 del Regolamento LL.PP.), riguardo l'opera pubblica n: 29 "Arredo e Riqualificazione dello spazio pubblico a Corviale" inserita nel "Programma di Recupero Urbano a Corviale" non risulta alcun vincolo di legge relativo allo stesso contesto.
L’intervento progettato, prevedendo l'adeguamento dei sottoservizi e dell’illuminazione pubblica oltre il rifacimento della pavimentazione, comporterà l’esecuzione gli scavi a profondità media di circa 60-70cm, che potranno raggiungere anche 1,2 mt. circa di profondità, in corrispondenza dei basamenti dei pali dell’illuminazione o dei pozzetti delle reti. L’esecuzione di dette lavorazioni non dovrà pertanto avvenire con le modalità e secondo le prescrizioni impartire dalla Soprintendenza ai beni archeologici. L’indagine di tipo conoscitivo ha portato alla apprendimento che lo spazio piazza in epoca precedente risultava.
4. SCELTE TECNICHE DI ARREDO URBANO
Si è evitato un'eccessiva mescolanza di materiali diversi e dissonanti fra loro, favorendo la sostenibilità ed utilizzando, per quanto realizzabile, valori cromatici accentranti sulla percezione di un unico materiale la cui costituzione si fonde ed armonizza all'edificio finora anche esternamente incompiuto, divenendo sia parte integrante di quella visiva connessione, percettiva del passante, fra architettura ed urbanistica e sia epilogo del linguaggio del progetto originario nella sua finalità, per quanto concerne il rapporto estetico-funzionale, riguardo momenti e condizioni di input ed output, fra interno ed esterno.
Con gli intenti progettuali si sono anche incorporati organicamente gli impianti elettrici e di adduzione/smaltimento idrici, come elementi interrispondenti alla struttura dell'edificio, proprio per permettere di far evolvere riqualificazione ed arredo urbano come parte costitutiva e riqualificatrice dell'edificio esistente.
Le panchine saranno delle più solide ed indistruttibili possibili, dato l'uso che se ne è fatto finora, così come per gli elementi in legno del percorso ginnico attrezzato. In struttura mista (c.a. e muratura) e rivestite in lastre di peperino o travertino, raccorderanno adeguatamente con forme e materiali dell'arredo prescelto nelle piazzette, verranno collocate lungo l'intera via di Poggio Verde, con disposizione alternata da entrambi i lati e distanziate l'una dall'altra. Queste potranno alloggiare fino a tre persone ciascuna, al fine di rendere gli spazi più accoglienti, permettendo alle persone di riposare e di ammirare il paesaggio. Verrebbe così a configurarsi una prima area lineare, con adeguata illuminazione, meglio frequentata con maggior sicurezza, agibilità e servizi, che possa distillare e il poderoso varco di percezione del paesaggio fra l'edificato ed il vasto territorio naturale circostante.
Nel complesso non mancano di certo i posti auto, quindi quelli non previsti che attualmente vengono usati proprio all'ingresso delle piazzette, limitando enormemente fruibilità e sicurezza dei passanti I dissuasori e/o archetti parapedonali sul bordo della strada, posizionati accuratamente, per impedire ai veicoli di posizionarsi davanti ai marciapiedi inclusi nelle aree di intervento. Tali veicoli oggi impediscono di salvaguardare anche una regolare entrata ed uscita dei passeggeri sui mezzi di trasporto pubblico che sostano proprio a quell'altezza di ciascuna piazzetta! Qualora fosse proprio necessario recuperare quel numero di posti auto, sarà possibile intervenire oltre i marciapiedi lungo la via, creando delle aree di parcheggio equivalenti al numero dei posti auto attualmente presenti irregolarmente, proprio laddove l'area pedonale e quella viaria andrebbero a dialogare, alla maniera dei princìpi della piazza all'italiana. Ne consegue che verrebbe a regolarizzarsi anche la normativa sulle infrastrutture riguardo le caratteristiche accessorie di varie tipologie di trasporto pubblico, potendo così posizionare delle pensiline con sedute comprensive di pannelli pubblicitari e produzione di energia rinnovabile, allo scopo di fornire ai viaggiatori sia riparo dalle intemperie, sia soste ombreggianti, oltre ad un regolare segnale visivo di presenza delle stesse fermate.
Allo scopo di permettere alle persone di vedere bene anche di notte, per aumentare la sicurezza ma anche la semplice sensazione di sicurezza di chi transita in tali luoghi, sono previste lampade da illuminazioni pubblica, per illuminare tali aree di notte, sui bordi della strada, sui marciapiedi, ai bordi dei perimetri e dei piedistalli delle sculture/fontane delle piazzette. Per l'illuminazione di sicurezza/sorveglianza verranno collocate affianco a telecamere wireless su pali (posti sulle intersezioni fra il perimetro delle piazzette e le diagonali planimetriche passanti per i fuochi della figura policentrica di altezza adeguata alla migliore resa illuminotecnica relativa allo spazio da coprire); per l'illuminazione pedonale di sosta, camminamento e di individuazione morfologica degli spazi fruibili, verranno collocate a filo pavimento. Tali fonti luminose verranno inoltre alimentate da impianto cogenerativo di energia rinnovabile, mediante pannelli posizionati sui pali suddetti, ma anche allacciati alla rete elettrica comunale.
I cartelli con i nomi delle strade identificano le stesse per facilitare il lavoro a persone come postini, personale di emergenza o turisti che hanno bisogno di indicazioni precise e univoche sulla propria posizione.
PAVIMENTAZIONE
Le pavimentazioni sono di disegno differente e bi-cromatiche (non si discostano dalla gamma del bianco e grigio di quelli espressi dall'edificio), realizzate con pietra o gres porcellanato altamente resistente alla rottura, antigelivo ed antisdrucciolo.
PAVIMENTAZIONE PER NON VEDENTI
Pavimento per non vedenti (in granito o resiliente per esterni), allo scopo di raggiungere pari opportunità, con la nuova pavimentazione "tattilo-plantare" per un tessuto urbano più vivibile sulla rete delle strade misurate dai passi dei pedoni con il bastone bianco. Un manto speciale per i pedoni disabili, capace di lanciare segnali tattili precisi per individuare la fermata dell'autobus, il passaggio zebrato della strada. È un sistema che permette ai non vedenti di orientarsi attraverso la punta del bastone. Il sistema prevede infatti delle scanalature impresse sulla superficie, che consentiranno ai non vedenti di trovare la strada per l’ingresso al portone, l’attraversamento delle piazze-nodi, della strada, per salire sul il bus o il taxi senza bisogno di farsi guidare. Una mappa in braille renderà conto del percorso, che terminerà con una piastrella dotata di semisfere in rilievo.
CESTINI PORTARIFIUTI
Cestini differenziati per la raccolta dei rifiuti nelle strade e nei punti più frequentati, come i cinque ingressi al complesso residenziale di Via Poggio Verde a Corviale.
Con il posizionamento di questi cestini per rifiuti, viene alzata di livello la qualità ambientale: è un miglioramento funzionale che riqualifica, oltre all'area di progetto, anche la costituzione ed il valore dell’arredo urbano in se stesso. Pertanto questa scelta va a migliorare l’immagine di Corviale ma anche, mediante essa come esempio, il decoro urbano in quanto tale, come modello di futuri interventi in altre aree, non solo capitoline.
I cestini con quattro settori di differenziazione (umido, carta, vetro, lattine e plastica) sono alla vista gradevoli e capienti.
5. PROGETTO
AREA (A): RIQUALIFICAZIONE DELLA FASCIA A VERDE
Ci si è orientati coerentemente ai contenuti emersi dal "Regolamento del verde" approvato il 13/09/2012 dalla Giunta Capitolina. Un vero e proprio “piano regolatore” del patrimonio naturale cittadino che tutela le aree verdi pubbliche e private, fissandone i criteri di gestione. I cinque punti principali del nuovo regolamento:
1) La progettazione e la realizzazione di tutte le aree verdi e delle alberate stradali, anche nei comprensori privati, devono essere di qualità e tenere necessariamente conto dei fattori agronomici, ecologici, botanici, di biodiversità animale e vegetale, paesaggistici, urbanistici e le vocazioni d’uso che caratterizzano ciascun sito.
2) La scelta delle specie vegetali (alberi, arbusti, siepi, tappeti erbosi) deve essere motivata e corretta. Occorre in particolar modo favorire i successivi interventi di gestione e manutenzione, prevedendo eventuali future interferenze con opere e strutture attigue.
3) Tutte le opere a verde devono essere sostenibili e limitare al massimo l’uso di energia e acqua provenienti da reti o da fonti esterne.
4) Ogni intervento urbanistico, edilizio, viario che incida su preesistenti aree verdi, o alberature, deve indicare opportune “opere di mitigazione che assicurino un positivo bilancio ambientale”.
5) Nelle aree di cantiere viene prescritta la salvaguardia delle alberature, con il divieto di scavare in prossimità delle piante e di danneggiarne la chioma o l’apparato radicale. Per questo è vietato l’uso di mezzi pesanti sui terreni dove sono presenti radici e sono rese obbligatorie apposite strutture di protezione attorno alle piante.
PERCORSI VITA E PEDONALE CON PAVIMENTAZIONE ECOCOMPATIBILE
L'impianto della riqualificazione prevede, oltre al rifacimento dell'attuale percorso pedonale, senza alterare il suo attuale tracciato, la realizzazione di un percorso vita posizionato lungo la fascia di verde al di là della strada, dal terzo al quinto accesso al complesso abitativo. La tipologia particolare del percorso ginnico-sportivo prevede una serie di esercizi appositamente studiati da esperti psicomotricisti, eseguibili da tutti in piena libertà e comprende (tramite indicazioni su cartelli illustrativi) tra l'altro esercizi di di coordinamento neuro muscolare, esercizi di respirazione e recupero, di articolabilità, allungamento e rafforzamento muscolare. Il percorso è volutamente curvilineo, per vivacizzare il bowling green attuale, secondo la logica “paesistica” di permettere al cono visivo dei fruitori di visualizzare di continuo prospettive visive diverse. Viene così a generarsi un percorso libero nella sua complessità per instaurare una dinamica relazione diretta fra gli uomini e gli spazi, sia quelli che fruiscono, sia quelli che visualizzano. L'esperienza dello spazio nasce dal movimento, ed in questo progetto, l'architettura stessa del percorso è destinata a delimitarlo, indirizzarlo, gestirlo. Il fruitore infatti, si muove e percepisce lo spazio in movimento in un continuo mutare di relazioni spaziali dinamiche interagenti. Pertanto se è l'agire a caratterizzare lo spazio, simultaneamente è il percorso del progetto a qualificare l'agire in esso. Inoltre, al suo interno, il percorso è articolato in diverse stazioni, che prevedono tracciati ed attrezzature inamovibili, che possono essere fruite in modo diverso da ciascuno. L'arredo sarà caratterizzato dall'impiego di materiali assolutamente ecologici necessitanti di scarsa manutenzione ed in grado di fornire un impatto minimo all'ambiente.
Viene prevista una pavimentazione antishock eco-compatibile, caratterizzata da un’ottima capacità di assorbimento degli urti ed un elevato potere antiscivolo, anche su superficie bagnata. In conglomerato certificato AN001 (ecologico non bituminoso, drenante, atermico e tagliafiamma, con l'utilizzo di prodotti inorganici privi di simboli di pericolosità e fasi di rischio, totalmente privo di sostanze derivate da idrocarburi, materie palstiche in qualsiasi forma), rappresenta la soluzione ottimale per la realizzazione di giardini pubblici, parchi tematici, aree sportive, parchi giochi bambini (vedi paragrafo seguente), aree polifunzionali e camminamenti.
Disponibile in diverse colorazioni è la soluzione ottimale per la realizzazione di superfici con un ottimo effetto estetico perfettamente integrabili con l’ambiente circostante.
Servendosi di seste preformate è inoltre possibile creare, durante la fase di posa, qualsiasi figura o alternanze di colore, secondo le richieste del DD.LL..
La posa, semplice e veloce garantirà tempi di pedonabilità estremamente ridotti.
In sintesi risulta un tipo di pavimentazione:
1) Non bituminoso
2) Completamente atossico
3) Applicabile senza emissioni di CO2
4) Drenante/isolante
5) Antiscivolo
6) Fotocatalitico (proprietà riduttive gas di scarico automobili)
7) Ottimo effetto estetico
8) Pedonabilità e carrabilità in tempi estremamente ridotti
OPERE A VERDE
Attualmente sono presenti alberi ad alto fusto di Eucalyptus, Pinus pinea e Tilia vulgaris ed il progetto prevede la messa a dimora, in raggruppamenti e prevalentemente lungo il percorso vita, delle seguenti specie arbustive:
Laurus nobilis (alloro)
Myrtus communis (mirto)
Erica carnea (erica)
Arbutus unedo (corbezzolo)
PANCHINE
Le condizioni attuali delle panchine ammalorate non permettono una condizione di sicurezza per i cittadini, pertanto verranno sostituite con nuovi modelli di sedute con sistema antivandalico, fissate con viti antifurto a scomparsa.

ILLUMINAZIONE
Il costo dell'illuminazione pubblica si aggira fra il 15 ed il 25% del totale delle spese energetiche di Roma Capitale e si può avvicinare al 50% di quelle elettriche. Le riduzioni dei consumi di elettricità che si possono ottenere mediante interventi di razionalizzazione degli impianti possono essere consistenti e vanno pertanto perseguite.
In un impianto di illuminazione si considerano "sorgenti di luce" sia quelle che illuminano in modo corretto le aree a cui sono assegnate, sia quelle disperdono luce andando ad illuminare direttamente il cielo. Entrambe si dicono "punti luce". Solitamente ogni punto luce è formato da un'armatura e da una lampada. Scopo principale di un'armatura è quello di convogliare la luce solo nell'area e nelle direzioni a cui è assegnata. E' proprio per l'errata progettazione di questi dispositivi che si crea, oltre all'inquinamento luminoso, uno sproporzionato spreco di energia e, quindi, di conseguente inquinamento atmosferico.
Attualmente è presente il sistema di illuminazione che maggiormente disperde luce, il peggiore ovvero quello dei "lampioni a palla". Questi globi, purtroppo hanno caratteristiche completamente opposte a quelle che dovrebbero avere per una corretta illuminazione: la lampada è montata all'interno di una coppa di vetro sorretta da un palo. Proprio per queste caratteristiche fanno poca luce al suolo (dove serve), e irradiano invece quasi tutta la loro energia verso l'alto lasciando buie le aree che invece necessitano di luce. Lampade come queste sono state montate solo perchè risultano "belle di giorno, quando sono spente"! Ma in nome della bellezza si spreca un sacco di luce a spese dei contribuenti. Pertanto verranno sostituite con lampade a luce led, diffusa direzionalmente.
Inoltre, in questa ottica, si rende possibile avere interventi futuri realizzabili che ricadono in tre categorie principali, di cui la prima prevista nel progetto:
sostituzione di componenti e sistemi con altri più efficienti (lampade, alimentatori, corpi illuminanti, regolatori);
adozione di sistemi automatici di regolazione, accensione e spegnimento dei punti luce (sensori di luminosità, sistemi di regolazione del flusso);
installazione di sistemi di telecontrollo e di gestione energetica della rete di illuminazione.
Inoltre, la corretta scelta dei corpi illuminanti permette di ottimizzare la distribuzione del flusso luminoso ed il rendimento di riflessione e la manutenzione. A tal fine oltre alla geometria giocano un ruolo importante i materiali.
Per quanto riguarda la seconda categoria di interventi si segnala la possibilità di installare riduttori di flusso. Tali dispositivi consentirebbero risparmi energetici ragguardevoli, nell'ordine del 30%, ma il loro impiego è in parte ostacolato dalle prescrizioni della norma UNI 10439. In pratica le riduzioni di consumi conseguibili tenendo conto delle citate limitazioni è nell'ordine del 15-20%.
I sistemi di telecontrollo e gestione energetica della rete di illuminazione pubblica permettono di ottenere il massimo risultato. L'accensione e lo spegnimento delle lampade può essere controllato al fine di evitare che sensori di luminosità sporcati da inquinamento ed altro allunghino l'intervallo di funzionamento. La manutenzione può essere condotta in modo più razionale e meno costoso, anche in considerazione della riduzione di efficienza delle lampade nel periodo precedente il fuori servizio definitivo. Il monitoraggio continuo della rete consente inoltre di individuare facilmente le aree con consumi anomali ed anche di pianificare al meglio la strategia di sviluppo della rete.
AREA (B): RIQUALIFICAZIONE INGRESSO PRINCIPALE DI ACCESSO CON ARREDO IDENTIFICATIVO-RAPPRESENTATIVO NEL CONTESTO STORICO-ARCHITETTONICO DEL LUOGO
Nell'elemento all'ingresso sullo spartitraffico a rotatoria verranno rimosse le attuali betonelle in cemento, rimpiazzate da una pavimentazione/disegno, che si irradia dal basamento che sostiene l'elemento rappresentativo a bassorilievo.
Per l'arredo identificativo e rappresentativo del luogo si è scelto lo stesso materiale che funge anche da basamento dello stesso, riferito al modulor come emblema dell'architettura moderna del XX secolo, proprio per sottolineare che la funzione diviene forma, ovvero è l'uomo che mediante la propria funzione “scolpendo” la forma genera lo spazio abitativo ideale, mostrato dallo stesso basamento da cui viene sorretto. Le Corbusier, archetipo del Modernismo, sosteneva che la città è uno strumento di lavoro e che non si rivoluziona facendo rivoluzioni (come sventare o demolire il cosiddetto “serpentone”), ma portando soluzioni. Ecco da dove può ripartire la città, come laboratorio del nuovo, come svariati ambienti, ciascuno che ritrovi la propria identità, in cui sostenere soluzioni e calibrare le nostre capacità di concepire euritmia: da sempre l'evoluzione sociale ed economica proviene da problemi tecnici ed artistici risolti coerentemente e felicemente. Ecco da dove potrà rivalutarsi Corviale, nella presenza del modulor lecorbusieriano che mostra, posto all'ingresso viario principale, la natura e la vera essenza originaria alla quale si sono affiliati i progettisti dell'Unità di Abitazione di Corviale, luogo che potrà così riqualificare i propri stessi valori nell'utilizzo visivo, semplice ed immediato, a denso carattere pedagogico, di cui l'attuale società ne ha estremo bisogno.
La figura verrà riprodotta da artigiani secondo i disegni e le dimensioni in scala naturale. L'aspetto sarà simile agli innumerevoli stili, finora riprodotti da altrettanti disegnatori, alla maniera dei primi schizzi della figura umana del modulor di Le Corbusier, questo anche per non gravare maggiormente sull'importo delle opere ed evitare di proporre e far proporre in futuro opere, seppur significative in se stesse, ma fuori del contesto storico-architettonico.
AREA (C): INSERIMENTO n°5 GOLFI FERMATE ATAC CON SPAZIO DI SEDUTA STRUTTURALE (MESSA IN SICUREZZA DEL PERCORSO DI FERMATA ATAC E DELL'ATTRAVERSAMENTO PEDONALE)
DATO IL CONTINUO SUPERAMENTO DELL'AREA DI FERMATA ATAC DA PARTE DI MOLTE VETTURE, CHE CAUSA PROBLEMI DI SICUREZZA PASSEGGERI, ACCUMULO TRAFFICO PER CINQUE SOSTE A MEZZO PUBBLICO AD OGNI TRANSITO SU VIA POGGIO VERDE, FRUIBILITA' LIMITATA AI LARGHI PER I PEDONI E COSI' VIA DICENDO, SI RITIENE INDISPENSABILE COLLOCARE, OLTRE AI DISSUASORI, IN CONTINUITA' DELLE STRISCIE PREFERENZIALI ATAC (IN PORFIDO O PIETRA O DEL TIPO GOCCIOLATO, PER RENDERLE PERMANENTEMENTE EFFICIENTI E PRIVE DI CONTINUE MANUTENZIONI - separate dalle altre corsie di marcia mediante due strisce continue affiancate, una bianca di 12 cm di larghezza ed una gialla di 30 cm -), MA ANCHE DI ALTRI ELEMENTI DI SEGNALETICA ORIZZONTALE, COME LE CALOTTE - di diametro pari a 30 cm ed altezza di 3cm -, A DISSUADERE DAI PARCHEGGI ILLECITI:
Segnaletica stradale orizzontale permanente su porfido, cemento e pietra con bicomponente epossidico a rapida essiccazione (fuori polvere 19 minuti), ha un forte potere legante su pavimentazioni in porfido, cemento, autobloccanti e superfici bitumate.
• Garanzia delle prestazioni fino a 3.000.000 di passaggi ruote
• Durata tre volte superiore rispetto alla segnaletica tradizionale eseguita con vernici spartitraffico
• Garantisce un'ottima rifrangenza nelle ore notturne (circa 300mcd/mq) poiché composto da una formula particolare studiata per garantire una migliore visibilità anche di giorno mostrando un elevato valore cromatico e una eccezzionale protezione dallo smog,nero gomma e sporco in genere, inoltre e' autopulente con la pioggia
• La posa del prodotto puo essere eseguita anche poche ore dopo la stesura dell'asfalto.
Vantaggi:
• Chiusura in tempi brevi dei cantieri stradali
• Segnaletica efficiente da subito
• Meno preoccupazioni per direttori dei lavori ed imprese
• Ottima soluzione per tangenziali e superstrade
La segnaletica stradale orizzontale permanente, del tipo gocciolato, viene applicata con resine bi-componenti per la sua finitura variegata è detta anche "gocciolato" o "strutturato". La finitura a gocce favorisce il deflusso delle acque garantendo il drenaggio di qualunque superficie. In caso di pioggia inoltre si ha il massimo della rifrangenza sia orizzontale che verticale per lo spessore in rilievo e la segnaletica non è mai coperta dall'acqua a tutto vantaggio della sicurezza
• ottima resistenza all'attrito
• resistenza all'usura del traffico pesante
• ottimo l'impiego su asfalto esistente
• rifrangenza al 100% nelle ore diurne
• durata 3-5 anni
DELINEATORE CIRCOLARE
La CALOTTA è un delineatore circolare in poliuretano colorato in pasta ad alta resistenza per segnaletica stradale orizzontale. E’ indicata per delimitare le corsie riservate ai mezzi pubblici, aree riservate, piazzali ecc. senza essere d’ostacolo alla circolazione e facilmente scavalcabile in caso di emergenza. La superficie della CALOTTA è antiscivolo grazie al particolare disegno zigrinato. Date le particolari caratteristiche del materiale di cui si compone, presenta un’ottima resistenza meccanica all’abrasione, agli agenti atmosferici e di mantenimento del colore.
Viene fissata alla pavimentazione con tassello meccanico o chimico e con adesivo bituminoso o resina epossidica.
SEGNALETICA COMPLEMENTARE E DI SICUREZZA CALOTTE DIAMETRO CM. 30 ALLUMINIO ED ACCIAIO INOX (OMOLOGAZIONE D.M.LL.PP. N° 1552/89 E N° 3983/1986) Le calotte in acciaio INOX e ALLUMINIO con 36 tacche antiscivolo posate ad intervalli regolari, provocano il sobbalzo degli autoveicoli e determinano un avviso agli automobilisti, stimolandone il rientro immediato nella propria corsia. Possono essere impiegate come rafforzamento della segnaletica orizzontale sia urbana che extra urbana.
Particolarmente idonee per industrie (percorsi interni), attrezzature speciali di aree e parcheggi. Presentano i seguenti vantaggi:
1) nessuna pericolosità per la circolazione
2) rapida posa in opera
3) elevato indice di percezione diurna e notturna
4) alta resistenza agli urti e schiacciamenti
5) scarsa manutenzione
6) nessuna interruzione per scavalcamenti ordinari e di emergenza (ingressi carrai dei fabbricati, entrata ed uscita dalla pista di taxi, ambulanze, pompieri, polizia ecc.)
7) facile smaltimento delle acque piovane che possono defluire secondo le pendenze e scarichi esistenti
8) durata illimitata
9) elevate qualità estetiche ed un ottimo inserimento ambientale.
PAVIMENTAZIONE PER NON VEDENTI
Pavimento per non vedenti (in granito o resiliente per esterni), allo scopo di raggiungere pari opportunità, con la nuova pavimentazione "tattilo-plantare" per un tessuto urbano più vivibile sulla rete delle strade misurate dai passi dei pedoni con il bastone bianco. Un manto speciale per i pedoni disabili, capace di lanciare segnali tattili precisi per individuare la fermata dell'autobus, il passaggio zebrato della strada. È un sistema che permette ai non vedenti di orientarsi attraverso la punta del bastone. Il sistema prevede infatti delle scanalature impresse sulla superficie, che consentiranno ai non vedenti di trovare la strada per l’ingresso al portone, l’attraversamento delle piazze-nodi, della strada, per salire sul il bus o il taxi senza bisogno di farsi guidare. Una mappa in braille renderà conto del percorso, che terminerà con una piastrella dotata di semisfere in rilievo.
AREA (D): RIQUALIFICAZIONE PIAZZETTA DI FRONTE AL IV INGRESSO
Attualmente è presente una piazzetta a pianta quadrata, disgiiunta sia spazialmente, sia esteticamente da quella dello stesso IV ingresso.
Inoltre resta ulteriormente chiusa in se stessa mediante ulteriore delimitazione di muretto in muratura intonacato di altezza pari a 40 cm ca.. Nondinmeno risulta di ostacolo alla continuità del bowling green della fascia a verde ed anche del nuovo percorso vita previsto dal progetto. Al fine di risolvere tali incongruenze legate ad estetica, fruibilità e raccordo con gli spazi adiacenti, il progetto prevede la rimozione di muretto e pavimentazione di quella attuale.
PERCEZIONE VISIVA DEI FRUITORI NELLE CONCENTRICITA'
Dalla concentricità della pavimentazione, la nostra percezione visiva individua e ci consente di venire accolti, in primis, una piazza tanto più ampia, quanto più circolare di quella attuale, mediante le due seguenti percezioni:
1) il prolungamento, attraverso il piano stradale, di linee concentriche immaginarie, per la Legge della Continuità della Gestalt;
2) l'incremento effettivo, sia dimensionale dello spazio, sia della sensazione di accoglimento e raccoglimento spaziale nelle concentricità, anche sul contesto tridimensionale, con la microarchitettura delle panchine, in muratura, rivestite e collocate lungo le massime estensioni degli archi delle circonferenze pavimentali.
Quindi grazie sia al completamento del rapporto configurativo spazi/piazzette (di ingresso e sulla fascia verde), lungo l'asse fabbricato/via Poggio Verde, sia alla nuova connessione atta ad una fruibilità omogenea, che possa ridurre l'impatto separatore di distacco fra il fabbricato e l'ambiente circostante, si viene anche ad attenuare una linearità “ininterminabile”, finora ampiamente criticata dal senso comune, non solo nei riguardi del complesso residnziale, ma anche di Via Poggio Verde che, ancor di piò, la rimarcava.

Photogallery progetto ARREDO E RIQUALIFICAZIONE URBANA, di fronte all'Unité de Abitation di Corviale, Roma, Italy

Progetto architettura arredo e riqualificazione urbana, di fronte all'unité de abitation di corviale, roma, italy realizzato da Paolo GioffredaProgetto architettura arredo e riqualificazione urbana, di fronte all'unité de abitation di corviale, roma, italy realizzato da Paolo GioffredaProgetto architettura arredo e riqualificazione urbana, di fronte all'unité de abitation di corviale, roma, italy realizzato da Paolo GioffredaProgetto architettura arredo e riqualificazione urbana, di fronte all'unité de abitation di corviale, roma, italy realizzato da Paolo GioffredaProgetto architettura arredo e riqualificazione urbana, di fronte all'unité de abitation di corviale, roma, italy realizzato da Paolo GioffredaProgetto architettura arredo e riqualificazione urbana, di fronte all'unité de abitation di corviale, roma, italy realizzato da Paolo GioffredaProgetto architettura arredo e riqualificazione urbana, di fronte all'unité de abitation di corviale, roma, italy realizzato da Paolo GioffredaProgetto architettura arredo e riqualificazione urbana, di fronte all'unité de abitation di corviale, roma, italy realizzato da Paolo GioffredaProgetto architettura arredo e riqualificazione urbana, di fronte all'unité de abitation di corviale, roma, italy realizzato da Paolo Gioffreda