Negli ultimi anni il design for kids sta progressivamente uscendo dalla dimensione esclusivamente legata al prodotto, rivolgendosi a temi come spazi, servizi, città, territori e benessere.
In questo contesto si inserisce la Milano Kids Design Week, piattaforma che durante la settimana del design milanese si attiva maggiormente con l’obiettivo di attuare una riflessione progettuale sul rapporto tra design e infanzia.
L’edizione 2026, dedicata al tema “Chiedersi perché?”, propone una lettura del mondo dei bambini attraverso la domanda “perché”, tipica dell’infanzia. Essa diventa infatti un metodo per interrogare abitudini, oggetti e spazi, riflettendo in modo critico e invitando allo scambio di prospettive tra designer, aziende e istituzioni culturali.
MKDW Visions: nuove prospettive per il design for kids
Uno dei filoni centrali della settimana è rappresentato dalle nuove MKDW Visions, una raccolta di riflessioni e contributi che esploreranno nuove traiettorie per il design destinato all’infanzia.
Il tema non riguarda soltanto la progettazione di giocattoli o prodotti dedicati, ma si estende a una riflessione più ampia sul ruolo del progetto nel costruire ambienti di crescita: spazi domestici, contesti educativi, ambienti urbani e di condivisione, capaci di supportare lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei bambini.
Per i professionisti del settore, il design for kids rappresenta oggi un terreno fertile per ripensare il rapporto tra prodotto, servizio e ambiente, con particolare attenzione al benessere psico-fisico e alla qualità dell’esperienza nello spazio.
Milano Kids Design Week - Nanan
Il retail come spazio di sperimentazione progettuale
Un altro ambito di sperimentazione della Milano Kids Design Week riguarda la collaborazione con il settore retail, interpretato non solo come luogo di vendita ma come spazio narrativo e progettuale.
In questa direzione si inserisce la collaborazione con Città del sole, storico punto di riferimento per il gioco creativo. Durante la Design Week, alcuni store di Milano e dell’hinterland ospiteranno micro installazioni che reinterpretano i prodotti all’interno dello spazio espositivo, trasformandoli in elementi di racconto e interazione sul tema dei perché.
Anche lo store Nanan di Piazza Virgilio diventerà un luogo di esperienza progettata: attraverso una caccia al tesoro dedicata ai bambini, guidata dal peluche Tato, lo spazio retail si trasforma in un ambiente esplorativo in cui il progetto dialoga con il gioco, l’immaginazione e la dimensione narrativa.
Laboratori come pratica progettuale
Un elemento centrale della Milano Kids Design Week è rappresentato dai laboratori, sviluppati da The Playful Living, che propongono ai bambini esperienze di progettazione e sperimentazione.
Attraverso i Laboratori del Perché, i partecipanti sono invitati a interrogarsi sulle scelte progettuali, come ad esempio “perché questa forma?”, “perché questo materiale?”, “perché questo spazio?”, avvicinandosi così al metodo del design.
Tra le esperienze più significative vi è il percorso realizzato con Save the Children presso il Punto Luce Gallaratese, dove i ragazzi hanno lavorato alla progettazione esplorando strumenti di modellazione e introduzioni alla stampa 3D. Il progetto si conclude con un momento di restituzione che mette al centro il processo creativo e le potenzialità future di queste esperienze formative.
Progettare per l’infanzia, progettare per la città
Guardare alla progettazione per l’infanzia significa oggi affrontare una riflessione più ampia sul futuro degli spazi urbani.
I bambini rappresentano infatti un indicatore sensibile della qualità degli ambienti: spazi pubblici, arredi urbani, luoghi di gioco e contesti educativi diventano strumenti attraverso cui progettare città più inclusive, accessibili e orientate al benessere.
In questo senso, la Milano Kids Design Week si propone come una piattaforma capace di attivare dialoghi tra designer, aziende, istituzioni culturali e mondo educativo, aprendo nuove prospettive sul ruolo del progetto nel costruire ambienti di crescita più consapevoli.
Perché progettare per i bambini significa progettare per il futuro della città.

