Parco Acquatico con Centro Benessere a Cefalù

Progetto e direzione dei lavori: Arch. Salvatore Curcio Committente: Igac spa Propgetto: 2003 Realizzazione: 2004/2007 Progetto e Direzione dei lavori. Il progetto elaborato per la società I.G.A.C. s.p.a. riguarda la realizzazione di un parco acquatico con annesso centro benessere. La committenza da subito ha avuto un ruolo da protagonista in questo esercizio progettuale, sopratutto al momento della definizione del complesso programma funzionale. In questo momento di dialogo si è definita la necessità di realizzare una struttura capace di funzionare indipendentemente dalla struttura alberghiera a cui è collegata. La nuova costruzione prossima alla struttura alberghiera dista circa 6 km da Cefalù, sul versante occidentale. Originariamente questo spazio era adibito a giardino e nella sua disorganicità, manteneva un naturale rapporto visivo con il resto del paesaggio costiero sottostante, vari terrazzamenti di terreno collegati tra loro da delle rampe ne disegnavano il suolo. Nel suo complesso era segnata dalla presenza di alcuni accessi pedonali e carrabili e ad una vecchia costruzione rurale adibita a deposito attrezzi per il personale alberghiero. Gli elementi di questa elaborazione progettuale sono dunque definiti in due grandi categorie: la prima quella relativa al territorio e alle sua naturale vocazione a diventare paesaggio; la seconda il programma funzionale strumento alla base della teoria architettonica del movimento moderno e a cui la contemporaneità dà valore di principio ordinatore nelle elaborazioni formali e diagrammatiche che caratterizzano la ricerca progettuale. Lo strumento attraverso cui queste invarianti divento progetto e quindi spazio è quello del percorso. La scelta di utilizzare il percorso come metodo per la ricerca progettuale oltre che di natura funzionale è una volontà attraverso cui si attribuiscono al progetto urbano e alla teoria della città il ruolo di portatori di significato. In questo assetto architettonico la nuova struttura è una realtà ben integrata con il preesistente. L’equilibrio, tra livelli diversificati di densità urbana e caratteristiche volumetriche degli spazi, si risolve nella dimensione urbana: dalle zone più ricche di edifici, piazze, percorsi, mura, a quelle più aperte e ariose, la cui misura dell’uomo nel suo procedere sfuma lentamente fino a confondersi con quella del paesaggio. Il costruito è parte del territorio, appartiene alla storia della città nei suoi elementi tipologici e nelle sue caratteristiche morfologiche. Il lungo portico ad occidente segna il limite tra il plateatico della piscina e l’urbano del centro benessere articolato come una villa romana attorno al patio. Un vero e proprio impluvio in cui la piscina termale costituisce l’elemento scenografico al quale guardano le grandi vetrate. Lo spazio si svolge in questo modo senza soluzione di continuità, gli ambienti sono attraversati da un continuo gioco di rimandi fisici e visuali fino a oltrepassare nuovamente il portico verso la scoperta della luce del tramonto, la luce della città di Cefalù. A questo forte rapporto con gli elementi primari, con la complessità dello svolgersi degli ambienti, il progetto risponde con forme pure in cui il bianco dell’intonaco, la pavimentazione in legno e l’acqua sono funzionali al racconto del progetto di architettura. La forma è un’architettura che da sempre appartiene al suo luogo e che è inserita tettonicamente come una grande piastra dalla quale emerge come un oggetto prezioso la memoria della preesistenza trasformata per accogliere una nuova funzione. Questa architettura ha l’ambizione di inserire un ulteriore tassello nel campo della ricerca che ha caratterizzato la storia dell’architettura di questa piccola città.

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