ristorante Convoglia - Roma

ristorante Convoglia - Roma
Nuovo concept per la ristorazione di qualità, all'interno dell'Ala Mazzoniana della Stazione Termini, in Roma. Sviluppati su tre livelli, i 1900 metri quadri dell'intervento accolgono caffetteria, osteria, gastronomia, take-away, pizzeria, steak-house, wine-bar, ristorante a la carte, area eventi, per una offerta gastronomica di qualità a 360 gradi. Negli anni ’40 l’architetto Angiolo Mazzoni realizza a Roma l’edificio laterale della Stazione Termini, su via Giolitti, lungo oltre 300 metri e alto quasi 30. Riveste le altissime volte con mattoncino sabbiato, e utilizza marmi pregiati provenienti da tutta l’Italia. L’amplissima area (destinata già nel progetto originale ad ospitare il ristorante della stazione) viene caratterizzata da una monumentale cappa centrale completamente rivestita in marmo Breccia Medicea, alta oltre10 metri, lunga quasi 20 e larga 6. Nei primi anni 2000, nel quadro di un recupero generale di tutta l’area della Stazione Termini, la società Grandi Stazioni cura l’adeguamento tecnico-funzionale anche di questo spazio, realizzando due mezzanini hi-tech in acciaio e cristallo. A coronamento di questa operazione di riqualificazione e restyling, viene sviluppato il concept “CONVOGLIA-Viaggio di Sapori”, un progetto di ristorazione innovativo, di gusto contemporaneo. Le linee guida del concept gastronomico -semplicità, qualità, sincerità, naturalità- identificano anche l’allestimento, attraverso un’interfaccia diretta cibo-architettura, basata sull’analogia delle caratteristiche sensoriali e percettive. I sensi vengono coinvolti in un’unica esperienza globale, armonica; una sinfonia di strumenti diversi, ma accordati su un unico registro. La scelta di utilizzare largamente materiali naturali quali il legno, il rame, l’acciaio, sono la diretta conseguenza di tali premesse programmatiche. La molteplicità dell’offerta gastronomica (l’osteria, la pizzeria, la steak house, il wine bar, la caffetteria, la gastronomia, il take-away, il ristorante a la carte, con cucina completamente a vista) è stata interpretata frazionando lo spazio, con la realizzazione di zone differenziate, anche a quote diverse, utilizzando più soluzioni per le pavimentazioni (legno di rovere e quarzi rossi) ottenendo così, a dispetto della vastità dello spazio complessivo, scorci confortevoli, angoli riservati, ricchezza di ambientazioni. Il benessere del cliente è stato curato anche dal punto di vista della percezione subliminale. La scelta delle sedute, ad esempio: la sedia in legno (naturale e laccato), ha una immagine fortemente evocativa: rappresenta l’archetipo della sedia, quella stratificata nella memoria di noi tutti, che ci portiamo dentro fin dalla nostra infanzia. Per quanto riguarda il wine bar invece, è stata fatta una scelta più radicale, di rottura e distinzione dal circostante: un segno cromatico deciso, fortemente caratterizzante, con poltroncine dalla linea essenziale, rosso bordeaux. La forte rilevanza architettonica del complesso esistente e la sua importanza storica hanno orientato la scelta progettuale verso un allestimento non mimetico, per rispettare e lasciare leggibile lo spazio architettonico originario. Questa volontà ha portato, tra l’altro, a disarticolare il disegno dei banconi rispetto al profilo della Cappa soprastante, per sottolinearne i reciproci caratteri di discontinuità

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