Land Art a Parigi. Il vetro protetto da un involucro di legno

30 Novembre 2018

La natura dialoga con la città. L’architetto francese Stephane Malka, in passato artista e autore di graffiti, ha presentato a Parigi il progetto di un ristorante dall’exterior molto particolare. Un involucro in legno protegge una struttura trasparente in vetro. Un incontro di materiali diversi per rappresentare il rapporto con la natura. EP7 restaurant stephane malka “Il ristorante EP7 - spiega l’artista - evoca il mito, rappresenta il ritorno a un’architettura originale, ricorda una montagna, un bosco, una raduna. Rappresenta il desiderio di riconnettersi con le nostre radici, generando un rapporto più armonioso con la natura”. Un progetto, sintetizza Stephane Malka, di arte urbana, Land Art. EP7 restaurant stephane malka Il legno grezzo diventa la corteccia che, con profili irregolari, ricopre, quasi a dominarlo, l’edificio. Quest’ultimo è stato realizzato con grandi vetrate trasparenti che, s’intravedono tra un tronco e l’altro fino a dominare sulla facciata principale. Anche la vegetazione caratterizza l’esterno dell’edificio: fiori, alberi e pianti crescono sulle pareti verticali. EP7 restaurant stephane malkaIl locale si sviluppa su tre livelli, l’interior è privi di elementi architettonici invasivi; l’ambiente è bianco, dominano le trasparenze e la luce naturale. Scelte che valorizzano la corteccia in legno che domina fino a penetrare lungo il perimetro dell’edificio. EP7 restaurant stephane malkaUn’architettura che vuole essere anche una provocazione, un ibrido da costruzione e opera d’arte.   www.stephanemalka.com

Carlo Bardelli

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Dalla ricerca ALPI nasce SILVER RAIL: legno e metallo insieme, per un elogio alla luce

Il legno esplora, attraverso il metallo, nuove espressioni progettuali che indagano il tema della riflessione della luce: questo è l’approccio alla base di Silver Rail, l’ultima proposta di ALPI, prima azienda al mondo ad aver industrializzato il processo manifatturiero del legno ricomposto, oggi indiscusso riferimento tecnologico per il comparto ligneo. Alla base di Silver Rail, la profonda attività di R&D - peculiarità del DNA aziendale - che ha portato ALPI allo sviluppo di materiali concepiti per interagire con la luce, confermando il suo ruolo di partner professionale e la profonda abilità nell’interpretare ed anticipare i trend del mercato con soluzioni sempre più sofisticate in termini sia estetici sia tecnologici capaci  di concretizzare ogni idea progettuale dei pubblici di riferimento: grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract. Superficie decorativa in legno, attraversata da linee metalliche che riflettono la luce, Silver Rail è un materiale dal design moderno - applicabile a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali - che unisce alla morbidezza e al calore del legno la lucentezza e il rigore del metallo. Una proposta innovativa frutto di una sofisticata tecnologia e delle attente lavorazioni sartoriali tipici di ALPI; sintesi tra due materiali apparentemente in antitesi, concepito per intercettare il trend emergente della luminosità nella decorazione di interni, nell’anno che l’UNESCO ha dedicato alla luce e alle tecnologie basate su di essa. Silver Rail si presta a infinite possibilità di personalizzazione: dalla scelta del colore e disegno dalla vasta gamma di legni ALPI alla definizione del numero e dell’intervallo tra le linee metalliche, che possono essere rette da geometrie regolari e precise o progettate in disegni più sinuosi. Opportunamente illuminato offre piacevoli effetti luminosi conferendo carattere agli ambienti e arricchendo il disegno di oggetti e arredi. Silver Rail disponibile nelle versioni ALPIlignum e ALPIkord: ALPIlignum Il prodotto capostipite: cuore e simbolo dell’universo ALPI, massima espressione dell’attività di R&D e del perfetto connubio tra innovazione tecnologica e sapere artigiano. Una linea di legni che offre personalizzazione e varietà estetiche illimitate: può riprodurre colori e venature delle essenze naturali (oltre 120 le proposte a catalogo) o realizzare Design Wood con inedite figurazioni cromatiche all’insegna della massima creatività. ALPIlignum è un legno tranciato che può essere applicato a ogni superficie e prodotto in spessori diversi a seconda della destinazione di utilizzo. Un prodotto quindi estremamente versatile capace di soddisfare ogni esigenza progettuale in termini funzionali ed estetici. Si ottiene con un particolare processo produttivo che sfoglia il legno (Pioppo, Tiglio o Ayous), rigorosamente di origine controllata, lo tinge per immersione e lo "ricompone", sovrapponendo i fogli di legno tinti, in un nuovo tronco. L'assenza dei difetti tipici del legno tradizionale, la costanza e la riproducibilità di colori e dimensioni lo rendono perfetto per realizzare velocemente produzioni singole o di serie. ALPIkord La linea di legni prefiniti trattata con prodotti e vernici allo stato dell’arte per esaltare la naturalità di tutti i legni della gamma ALPIlignum, applicati su un supporto e infine verniciati. Il risultato è un pannello di legno di grandi dimensioni, pronto per l’applicazione su qualsiasi superficie, che permette la riduzione dei tempi di lavorazione, verniciatura e installazione. Alla praticità delle finiture ALPIkord si aggiungono quindi le proprietà di qualità, unicità e customizzazione, oltre che le certificazioni ambientali, proprie di ALPIlignum, Inoltre, anche per ALPIkord è disponibile a richiesta la certificazione FSC, la più importante a livello internazionale, che attesta l'origine sostenibile del nostro legno. ALPI, wood&more: radici italiane per un’eccellenza internazionale Leader assoluto nella produzione di superfici decorative in legno multilaminare, ALPI è stata la prima azienda al mondo ad industrializzare il processo manifatturiero del legno ricomposto, definendo così nuovi standard qualitativi. A decretarne l’unicità, la perfetta coesistenza tra tecnologia e lavoro manuale: da un lato infatti ALPI è pura innovazione che anticipa le richieste del mercato; dall’altro, minuziosa sartorialità. Una realtà d’eccellenza che grazie alla profondità delle collezioni - applicabili a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali – abbinata alla capacità di progettare soluzioni bespoke è indiscusso riferimento tecnologico per il comparto del legno. Partner professionale per grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract a 360° spaziando dall’hôtellerie ai multi-apartment, dal retail agli uffici e spazi pubblici. Quello che distingue ALPI nel panorama mondiale è il controllo diretto dell’intera filiera, dal tronco al legno finito, partendo dalla gestione forestale tramite la catena di custodia assicurando così la garanzia d’origine legale e sostenibile del legno e la totale tracciabilità del prodotto. ALPI è quindi garanzia di un prodotto eco-responsabile, versatile e di design. Alla base, ingenti investimenti in R&D, materie prime di altissima qualità, tecnologia all’avanguardia e minuziose lavorazioni sartoriali. Altre importanti peculiarità sono l’ampiezza di gamma e la grande capacità di saper rispondere alle richieste specifiche di una committenza molto diversificata, anche attraverso lo studio e la progettazione di linee customizzate e collezioni one off. Oggi ALPI – guidata da Vittorio Alpi, nipote del fondatore – si sviluppa su un insediamento industriale di 180.000 mq. (di cui 52.000 coperti) in Italia e 346.500 ( di cui oltre 67.000 coperti) in Africa, con una capacità produttiva di oltre 30 milioni di metri quadri annui, una distribuzione capillare in oltre 60 paesi. Si distingue per affidabilità e solidità con un fatturato in crescita che nel 2014 ha superato i 130 milioni di euro.  www.alpi.it

 

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Un cemento fotocatalitico

 

Un materiale ecocompatibile, innovativo e di elevata qualità che, oltre a garantire protezione, abbatte gli agenti inquinanti nei centri urbani grazie all’azione fotocatalitica attivata dalla luce del sole. TunnelUmbertoIRoma

Poiché lo smog, da anni, rovina di giorno in giorno palazzi, monumenti e interi centri urbani, in edilizia e architettura si è dato ampio spazio alla ricerca di materiali in grado di mantenere inalterata nel tempo la qualità estetica degli edifici e, una della soluzioni valide. Sperimentate con successo è TX Active®, il cemento “mangia smog” principio brevettato da Italcementi Group, azienda leader nel settore dei materiali per l’edilizia.

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TX Active® viene applicato sulla superficie in quanto è la sola porzione che interagisce con l’atmosfera; il principio fotocatalitico non viene impiegato in applicazioni strutturali ma solo laddove sia possibile mantenere spessori modesti: da alcuni centimetri fino a pochi millimetri.

Per le sue importanti proprietà è stato applicato a molte opere architettoniche di pregio la cui bellezza viene preservata con l’effetto autopulente. Italcementi Group approccia il mondo dell’edilizia con le più avanzate tecnologie messe a punto dalla ricerca con una forte vocazione per la qualità e l’innovazione.

www.italcementi.it

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Residenza di lusso, tutta in cemento

Il cemento come materiale architettonico per una residenza di lusso. Il giovane architetto messicano Abraham Cherem (Cherem Arquitectos) ha recentemente completato il progetto di una residenza alla periferia di Mexico City, costruita per un noto calciatore locale. Cherem Arquitectos, House P, Bosque Real, Huixquilucan, Messico Il progetto è basato sullo studio delle viste della casa e della circolazione della luce al suo interno. L’architetto ha sovrapposto due parallelepipedi di cemento realizzando un insieme complesso di rettangoli e pareti curve. L’obiettivo è quello di minimizzare la vista sulla periferia degradata della metropoli, concentrando lo sguardo sul vasto patio centrale. Cherem Arquitectos, House P, Bosque Real, Huixquilucan, Messico   I muri, spessi 44 cm alternano pareti lisce a superfici corrugate. All’interno le pareti sono concepite come tende di cemento, che regolano gli spazi e l’ingresso della luce nelle diverse ore del giorno. Cherem Arquitectos, House P, Messico, pianta del piano terra   L’uso del cemento si inspira all’opera degli architetti brasiliani Lina Bo Bardi e Oscar Niemayer
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Fibra di carbonio e robot. Il padiglione "coleottero"

02 Ottobre 2018

L'Istituto per Design Informatico (ICD) e l'Istituto di Strutture edilizie e Progettazione Strutturale (ITKE) dell’Università di Stoccarda hanno realizzato un padiglione che ricorda visivamente e materialmente un insetto, o meglio un coleottero. Il gruppo di lavoro non è certo nuovo a questi progetti: recente è infatti un altro padiglione basato sull'esoscheletro di un'aragosta e una struttura progettata e costruita invece sul modello dello scheletro di un riccio di mare. Il progetto è basato sullo sviluppo robotizzato per moduli delle doppie strutture composte da strati di fibra di carbonio: in questo modo l’intera architettura rimane minima e leggera, permettendo un elevato grado di libertà geometrica. Si estende su una superficie di 50 metri quadrati, ma pesa solo 593 chilogrammi.

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Il team di ricercatori e studenti ha utilizzato modelli 3D ad alta risoluzione di vari gusci di scarabeo - noti come elitre – per condurre un'analisi delle strutture interne complesse, lavorando a stretto contatto con biologi e paleontologi dell'Università di Tuebingen.

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Queste strutture sono state poi convertite in una serie di principi di progettazione, realizzati con vetro e fibra di carbonio polimeri rinforzati per dare il padiglione un rapporto resistenza-peso ottimale. "Il progetto presenta un nuovo approccio alle strutture in fibra composita in architettura", ha spiegato ICD ricercatore e membro del team Marshall Prado.  

Edoardo Croci

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Materiali naturali. Dai banani, un prodotto pregiato ed ecologico

15 Marzo 2019

I fusti dei banani, che tradizionalmente erano destinati ad essere scartati, oggi diventano un nuovo materiale naturale.

green bladeGreen Blade è il prodotto semifinito pregiato ed ecologico presentato al Made dall’azienda francese FIBandCo, frutto di una lavorazione eseguita su queste piante. Il risultato è un rivestimento di placcatura naturale, etica e sostenibile.

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Green Blade ha l’aspetto del legno ed è proposto in quattro colori caldi ottenuti grazie a un processo di fabbricazione, senza impiego di acqua né di prodotti chimici. Un materiale che nasce in natura e che viene trattato con una lavorazione eco e responsabile.

Nelle mani di architetti, designer e progettisti diventa materiale versatile. Utilizzato soprattutto sotto forma di placcatura, viene impiegato per rivestire pannelli architettonici e non solo, ma anche per rivestire cucine, mobili e realizzare oggetti di design grazie alla flessibilità, agli spessori sottili e all’effetto traslucido.

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Valore aggiunto, la FIBandCo è un’impresa impegnata nello sviluppo sostenibile. A capo dell’azienda, due giovani ingegneri francesi poco più che trentenni ex studenti dell’ESIEE di Parigi, l'École de l'Innovation Technologique, che hanno messo a punto questo particolare procedimento tecnico innovativo che permette di valorizzare i fusti dei banani in piccole unità installate nel cuore dei bananeti.

L’azienda è stata fondata a Martinica, nel cuore delle piantagioni, una scelta che permette di ottimizzare le risorse e ridurre le emissioni di carbonio. Il processo di lavorazione delle fibre non richiede l’uso di alcun agente chimico e l’azienda produce l’energia che consuma grazie ai pannelli solari.

Uno stile decisamente green oriented!

www.fibandco.fr  

Marco Mignatti

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Tecnologie a secco: pannelli di alluminio forato e acciaio

Lo studio parigino aasb_agence d'architecture suzelbrout ha realizzato nel cuore di Parigi un interessante intervento di rivalorizzazione del patrimonio esistente, trasformando una vecchia costruzione pubblica multipiano in un edificio residenziale per giovani lavoratori.

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Il lavoro si è aggiudicato la certificazione Patrimoine, Habitat & Environnement (PH&E), relativa all'ottenimento dell'efficienza energetica e ambientale nei casi di ristrutturazione edilizia per edifici collettivi. 1308148775-herve-abbadie-10-333x5001

Il progetto consiste nell'ampliamento dell'edificio esistente, un monolite di 31 metri di altezza a pianta rettangolare, attraverso un'addizione volumetrica: all'ossatura esistente di calcestruzzo armato è stata "affiancata" una nuova struttura di acciaio che permette l'incremento della superficie abitabile di ciascun livello. Dal punto di vista distributivo, il nuovo edificio, che si sviluppa per 10 piani, accoglie 141 appartamenti (attrezzati anche per i disabili) di piccolo taglio, con spazi comuni sia interni che esterni. La scelta di adottare per il volume annesso una struttura portante di acciaio ha permesso, unitamente all'impiego di tecnologie a secco per l'involucro e a elementi prefabbricati per i blocchi servizi, di razionalizzare e ottimizzare il processo costruttivo, oltre a garantire un buon grado di flessibilità distributiva e una migliore gestione delle future operazioni di manutenzione del fabbricato.

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I singoli alloggi, hanno una superficie di circa 14 mq di cui quelli verso il giardino, grazie al nuovo volume annesso, dispongono di balconi comuni a larghezze variabili che, parzialmente protetti dall'incidenza diretta della luce naturale dalla pelle esterna metallica traforata, ampliano lo spazio abitativo. L'impianto distributivo interno è semplice e funzionale: una zona di servizio verso la parte interna del piano e una zona soggiorno/notte verso la facciata, adeguatamente schermata per garantire sia comfort termoigrometrico che privacy all'utente. Le finiture e gli arredi interni riprendono il motivo metallico esterno: i tamponamenti verticali, i pannelli che chiudono il vano cottura e le ante dell'armadio sono infatti costituiti da pannelli forati di alluminio che occultano parzialmente i vivaci colori degli interni.

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La struttura dell'involucro esterno di alluminio è connessa alla struttura retrostante tramite montanti e traversi metallici e ancorato superiormente con profili tubolari che funzionano da puntoni alla copertura. Tale rivestimento in pannelli modulari di alluminio anodizzato con fori seriali realizzati con tecnologia a laser conferisce, oltre a una nuova e più dinamica immagine al costruito, una variabilità quasi infinita di cromatismi alle facciate. Alle proprietà riflettenti del materiale, che si modifica secondo le condizioni di luce, si unisce il particolare trattamento dei fronti; la pelle continua di alluminio è, infatti, modulata da forature in corrispondenza dei balconi e delle finestre degli appartamenti che fanno trasparire l'involucro opaco dell'edificio: pannelli di laminato dai colori brillanti che conferiscono all'intervento un'immagine giovane e moderna. Dietro la membrana metallica, lungo sia la porzione di edificio preesistente che la nuova realizzazione, un cappotto esterno e un rivestimento di pannelli laminati ad alta pressione dai colori accesi garantiscono il perfetto isolamento dello stabile. L'impiego dei pannelli forati, infatti, permette di conferire leggerezza al manufatto, evitando, nello stesso tempo, il surriscaldamento del metallo e quindi delle chiusure perimetrali e degli ambienti retrostanti.

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Sulla copertura piana sono installati una serie di pannelli fotovoltaici che contribuiscono, insieme al cappotto esterno, ai serramenti ad alte prestazioni (in alluminio anodizzato del tipo bassoemissivo dotati di microventilazione) e alle scelte impiantistiche (doppio sistema di ventilazione), alla realizzazione di un edificio energeticamente efficiente.    (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza)

 

Crediti: suzelbrout.com  Immagini: ©  Hervé Abbadie; © Frédéric DelangleEdificio residenziale per giovani lavoratori, Parigi, Franciaaasb_agence d'architecture suzelbrout / Suzel Brout, Leslie MandalkaArea: 3751 mqCompletato: 2011Materiali: Pannelli modulari di alluminio anodizzato, Acciaio Applicazioni: Involucro, Struttura

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Sustainable Smart Insulation. Sviluppo di pannelli isolanti per edilizia in carta da macero e pcm

Un estratto della Tesi di Laurea Magistrale in Design & Engineering, A.a. 2010/2011 di Marta Musitelli Scuola del Design, Politecnico di Milano Relatore: Prof.ssa Barbara Del Curto Correlatore: Prof.ssa MariaPia Pedeferri Sustainable Smart Insulation è il titolo della tesi di ricerca svolta da Marta Musitelli presso il Politecnico di Milano. Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di pannelli isolanti ecosostenibili ed innovativi, realizzabili tramite l’utilizzo di due componenti: la cellulosa, ottenuta dal riciclaggio della carta da macero, e i materiali a cambiamento di fase (Phase Change Materials o PCMs), sostanze capaci di accumulare e rilasciare calore in modo programmato. Attraverso la miscelazione delle due sostanze durante la fase di lavorazione del macero, è stato possibile ottenere un materiale composito con caratteristiche del tutto nuove, nelle quali si uniscono le proprietà termiche dei due componenti. In campo edilizio, i PCM sono impiegati e studiati da diversi anni per migliorare le capacità di isolamento termico delle pareti. Le fibre di cellulosa vengono invece utilizzate come materiale coibente ecologico. Lo scopo della ricerca è quello di ottenere un pannello isolante di matrice cellulosica arricchito dalle proprietà termiche dei PCM e di effettuare degli studi e delle prove per verificarne l’idoneità nel contesto d’uso. Sono state proposte e sperimentate diverse idee per ottimizzare le proprietà del materiale, quali: leggerezza, resistenza meccanica, resistenza al fuoco, resistenza all’assorbimento di acqua e sostenibilità ambientale. La presenza di zone d’aria all’interno della struttura di un materiale riduce la densità e al tempo stesso migliora le proprietà isolanti. Allo scopo di ottenere un pannello più performante e leggero sono state sperimentate diverse tecniche di inclusione dell’aria all’interno del nuovo materiale in carta da macero e PCM, quali ad esempio:
  1. Processo di liofilizzazione
  2. Processo di lievitazione
  3. Distribuzione di fiocchi
  4. Modellazione della forma
Un efficace metodo per ottenere vuoti d’aria all’interno di una struttura è la liofilizzazione. Portando a basse temperature una sostanza contenente acqua si ottengono dei cristalli di ghiaccio ed il volume di acqua aumenta. Mantenendo le basse temperature si procede all’abbattimento della pressione fino ad un valore tale da permettere la sublimazione del ghiaccio in vapore tramite un leggero aumento di temperatura. In questo modo si evita la formazione della fase liquida di acqua che impregnerebbe le fibre e causerebbe il collasso della struttura. A seconda della concentrazione di acqua immessa nella polpa si ottengono risultati differenti. L’aumento di volume e la perdita di peso sono evidenti in entrambi i casi: con una concentrazione di acqua pari a 10 volte il peso del cartone si ottiene una consistenza leggera ma a granuli; con una concentrazione di acqua di circa il doppio della precedente si ottiene una consistenza leggera e più omogenea. Un secondo metodo sperimentato consiste nell’utilizzo di agenti lievitanti, come ad esempio il Bicarbonato di Sodio, in grado di decomporsi ad alte temperature e di creare particelle di anidride carbonica all’interno della polpa bagnata, che durante la fase di asciugatura in stufa aumentano di volume grazie all’ebollizione dell’acqua. L’aggiunta di Bicarbonato di Sodio in diverse quantità conferisce risultati differenti: il pannello realizzato con 30% di Bicarbonato mostra un notevole aumento di spessore rispetto al pannello senza additivi; il pannello con 50% di Bicarbonato mostra un aumento di spessore ulteriore rispetto al precedente arrivando ad essere circa il doppio del pannello senza additivi. Un terzo metodo sperimentato è quello di ottenere una struttura leggera tramite la stratificazione dei fiocchi di cellulosa che si ottengono dalla sfibratura del cartone. Questo metodo permette di ottenere leggerezza grazie all’aria che rimane intrappolata fra le fibre disordinate, ma non risultano adatti all’utilizzo in campo edilizio poiché non sono lavorabili e resistenti meccanicamente. Sfoglia il pdf e continua a leggere la ricerca
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La malta ceramizzata trasforma le superfici. Innovazione e design

La malta ceramizzata fibro rinforzata riveste le pareti di ambienti in e outdoor. 3D surface

Questa è tra le novità presentate dall’azienda fiorentina 3D Surface al Made Expo: una collezione nuova dal design ricercato sviluppata con l’utilizzo di speciali materiali ceramizzati.

3D surface

Si tratta di tredici texture decorative dal design organico e ricercato, formate da elementi che dialogano l’uno con l’altro. In fiera, all’interno della mostra laboratorio di Architettura, è stato possibile toccare con mano le nuove “pareti scultura”. Le superficie si animano, le pareti cambiano pelle e si trasformano.

3D surface

 

É un’innovazione nell’abituale scenario dei rivestimenti. Architetti, designer e progettisti hanno tra le mani una materia versatile che gli permette di concepire soluzioni nuove, sfruttando al meglio la qualità tattile e scultorea di queste texture.

3D surface

Inoltre questi materiali consentono di progettare soluzioni continue, le superfici sono prive di interruzioni o giunture. Un cambiamento interessante che unisce innovazione, ricerca e design.

 

www.3dsurface.it

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Polli-Bricks, “mattoni” in plastica riciclata

04 Ottobre 2018

EcoARK a Taipei, Taiwan, è la prima struttura funzionale al mondo fatta di Polli-Bricks™.

Non solo una nuova aggiunta allo skyline della città, location di numerosi eventi musicali e pubblici, ma anche nuovo punto di riferimento per il futuro degli edifici green. Aderente allo slogan "ridurre, riutilizzare e riciclare", EcoARK, alto nove piani, presenta un involucro ricoperto da 1,5 milioni di bottiglie di plastica riciclata, ed è stato presentato al Taipei International Exposition Flora, da novembre 2010 ad aprile 2011.

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Pesa il 50% in meno di un edificio convenzionale, pur essendo abbastanza forte da resistere ai fenomeni della natura tra cui il fuoco, ed è composto da pannelli solari e Polli-Bricks™ ottenuti da rifiuti rielaborati in un infuso termoplastico, un nuovo materiale sviluppato dalla MINIWIZ. E' stato inoltre smontato e distribuito ad oltre 100 scuole elementari e superiori in tutto il Taiwan per insegnare l'importanza del riciclaggio.

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Polli-Brick trascende molte delle norme riguardanti i materiali di rivestimento. Il prodotto è completamente riciclato ed è formato da una rivisitazione della onnipresente bottiglia di plastica PET. La particolare struttura ottagonale facilita un auto-assemblaggio, ma è estremamente forte nonostante pesi circa 1/5 dei tradizionali sistemi di facciate continue.

Polli

Inoltre, la sua trasparenza consente l'illuminazione naturale degli interni, mentre le sue eccellenti proprietà isolanti controllano le temperature interne. Al di là del pre- e del post- risparmio energetico, il prodotto è "verde" anche sotto altri punti di vista, non ultimo l'approvvigionamento dei materiali: il processo di costruzione utilizza bottiglie plastiche riciclate localmente, così anche i costi di trasporto per i materiali da costruzione sono notevolmente ridotti.

Tra i vantaggi, la trasparenza lo rende compatibile con le luci LED. Le facce piane dei moduli sono infatti facilmente integrabili con i progetti di illuminazione per fornire un pacchetto all-in-one di energia verde volto a ridurre la presenza di fattori inquinanti nell'ambiente. Polli-Brick permette un risparmio dei costi, una eco-coscienza, e funzionalità. Ha recentemente vinto il premio Earth Award 2010 come miglior prodotto, riportando tale definizione da parte dei giudici: "Il primo rivestimento architettonico al mondo carbon-neutral riciclato al 100% e re-ingegnerizzato da sole bottiglie di plastica. Il sistema include la possibilità di illuminazione a LED a energia solare, rendendo qualsiasi Polli-Brick una fonte rinnovabile di energia oltre a essere un gradevole esempio di architettura".

(Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.miniwiz.com  

Marco Mignatti

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