Casa al Gianicolo - Roma.

Una sintesi dell'intervento è stata quella di riassumerlo (prima in fase progettuale poi esecutiva) tramite alcune poetiche esternazioni di Giò Ponti*, diventate indispensabili elementi di lettura di questa residenza romana: 1. “IL PAVIMENTO E’ UN TEOREMA” * - il disegno del pavimento, a doghe differenziate, scansiona i pieni e i vuoti dei volumi costruiti diventando il tema conduttore del progetto. ("...percorrerlo sia un’avventura ...non soltanto pedestre” *). 2. “LA FINESTRA E’ UNA TRASPARENZA (E’ LA VISTA, E’ LA VITA)” * - priorità assoluta alla luce e agli affacci a tutta altezza (sia interni – vedi stanza giochi bambino - che esterni). 3. “LA STANZA E’ UN MONDO” * - raccontare il mondo di una stanza tramite l’architettura degli interni; la cucina e il soppalco-teatro di gioco dei bambini, due mondi a confronto, specchiati, visti e riflessi l’uno nell’altro. Il mondo interno dei giochi di un bambino, visto da una parte, il mondo dei “grandi”, dall’altra. (“Gli spettacoli spaziali dell’architettura” *) 4. “LA VOLTA E’ UN VOLO” * - una volta in cristallo trasparente per eliminare ogni confine visivo e guardare oltre per poi vedere ombre riflesse sul soffitto della stanza patronale (“…il soffitto è il coperchio della stanza: è il suo cielo” *). 5. “LA SCALA E’ UNA VORAGINE” * - la scala che collega il 4° livello al 7° livello incassata tra tue pareti, distaccata dalle stesse (“…la scala più bella è quella con ogni andata fra muro e muro. Chiusa. Vedi una rampa alla volta e non sai dove finisce. Potrebbe non finire mai. Può essere di gradini scuri e pareti chiare” *). Lo studio in sezione, ancor prima di quello in planimetria, è stato fondamentale per distribuire gli spazi sui diversi livelli di quota imposti, oltre a rispondere alle diverse richieste funzionali della committenza.L’appartamento, infatti, si caratterizza per la disposizione su sette livelli di quota: sei le quote imposte dalla preesistenza, la settima (il grande soppalco), invece, creata, in fase progettuale. Circa un terzo del grande appartamento (250 mq circa) è stato destinato alla zona giorno, living e cucina, con affaccio e accesso diretto al giardino privato; il soppalco (in legno e ferro), realizzato su disegno, attraversa in maniera longitudinale i due ambienti; la ringhiera del soppalco è il prolungamento in sezione dei pieni e vuoti della zona living, mentre il disegno della pavimentazione, a grandi doghe differenziate ai fini della scansione dei volumi, li proietta a terra (pianta), rafforzando il senso di sconfinamento tra un livello e l’altro. Il soppalco con funzione di zona relax-lettura nella prima parte, si trasforma poi in “spazio gioco bambino” (con accesso dalla camera) nell’ambiente cucina, schermato dalla grande parete di cristallo temperato trasparente. La cucina e lo “spazio gioco bambino” in questo modo interagiscono, si guardano e si lasciano guardare. Entrambi spazi conviviali e “teatro di giochi”: i fornelli e l’arte del cucinare da una parte, dall’altra la leggerezza, l’allegria e l’inventiva del bambino. La sera, come in un teatro, il sipario (un telo utilizzato per oscurare il vetro) si chiuderà. Ricorrono nuovamente nel soffitto del bagno della camera padronale le lastre in cristallo temperato trasparente, questa volta con andamento orizzontale,: infatti risultano funzionali allo spazio, lasciandosi attraversare dall’illuminazione naturale oltre a fungere da piano-diaframma, quasi immateriale ed invisibile, sul quale ci si può “reinventare” di volta in volta, creando un gioco di ombre proiettate sul soffitto della camera quasi a creare un cielo stellato.

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