Girabusciò

Girabusciò nasce dal tentativo di dare nuova forma alla tradizionale lavorazione dell'osso della zona di Bisacquino. Partendo da questo assunto si è pensato di spostare l'ambito del progetto dai coltelli agli oggetti da cucina realizzando in particolare un cavatappi. Il tutto è stato tradotto in una forma estremamente razionale tenendo presente la semplicità di produzione e la riproducibilità in serie per consentirne la fabbricazione utilizzando solo le risorse presenti sul territorio. Il cavatappi è composto da due lamine in acciaio inox rivestite in osso e collegate da un cilindro (su cui è avvitata una spirale) che fa da perno per la rotazione, disposto eccentricamente rispetto al cerchio di diametro maggiore presente su una delle estremità. Questa particolare disposizione permette di sfilare il tappo dalla bottiglia trasformando il movimento rotatorio del cavatappi, che scorre sul collo della bottiglia, in una traslazione verticale del punto di rotazione. Alla fine del movimento i due fori circolari presenti sui profili esterni permettono l'inserimento delle dita per facilitare l'estrazione completa del tappo. Il sistema permette la riduzione dello sforzo necessario al completamento dell'operazione, grazie alla lunghezza del braccio della leva. Per quanto riguarda l'applicazione degli strati d'osso sulla superficie esterna delle lamine, per ottenere la massima aderenza, si è optato per una soluzione che unisce ad un collante acrilico tre viti a scomparsa che richiamano il meccanismo interno. La particolarità del segno nasconde la vera natura di apribottiglie come il gesto cela alla vista il tappo stuzzicando la curiosità di chi osserva fino a scoprire la reale funzione in un assenza, come nel gioco di un prestigiatore.

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