Villa Amoras, Costa Smeralda

VILLA AMORAS COSTA SMERALDA – SARDEGNA Anno: 2006 Questa grande villa in Costa Smeralda si basa su alcuni concetti o suggestioni fondamentali che hanno strutturato ogni scelta progettuale. Primo fra tutti è il riferimento alle strutture rurali della Gallura e del nord della Sardegna, agli “stazzi” o “cuili”, ovvero a dei semplicissimi corpi edilizi di ridotte dimensioni in pietra con una copertura a capriata semplice a due falde. Tutta la villa è di fatto costruita sulla somma di più corpi semplici accostati ed assommati uno contro l’altro a costruire una sorta di corte dissimetrica ed irregolare verso monte al riparo dal forte vento proveniente dal mare, a nord. Si costruisce così quasi un micro villaggio, o meglio una micro struttura agricola. Ma delle strutture rurali, il progetto coglie anche un altro elemento, che ampliato a dismisura diviene altro pur mantenendo concettualmente l’origine agricola: la continuità terra_acqua. Spesso dei minuscoli corsi d’acqua entravano nelle strutture rurali per uso domestico o legato all’allevamento del bestiame, qui questo passaggio o rivolo d’acqua si ingigantisce e diviene piscina che sviluppandosi principalmente nello spazio della corte a monte, si infila sotto il salone, mostrandosi attraverso un pavimento di cristallo, per riapparire e riaffiorare a nord in continuità visiva ed ideale con il mare. Grazie ad un gioco ottico legato ai dislivelli altimetrici, la piscina_rivolo sembra difatti generare lo specchio azzurro a nord verso la Maddalena. La villa_villa-ggio si costruisce su un solo piano ed ogni apertura, ogni finestra, ogni rapporto tra interno ed esterno è calcolato, controllato, voluto. Questo rapporto interno_esterno fondato dalle viste, dalle vedute, questo intendere l’architettura come una cornice al paesaggio è un altro dei principi informatori del progetto. Ogni finestra inquadra un punto scelto del paesaggio, interiorizzando così l’esterno, portando dentro il paesaggio e stabilendo una continuità visiva intero ed esterno. Un principio che diviene didascalico nelle grande finestra del salone, oltre 14 metri di lunghezza e a tutta altezza, finestra abnorme che porta dentro la casa il giardino, la costa, il mare, l’isola della Maddalena. La grande finestra è incorniciata da un grande architrave in lamiera di bronzo, che la incappuccia schermandola in parte dal sole e dal vento del nord. La villa si divide tra un corpo principale più ricco e lussuoso organizzato sempre a sua volta in piccoli corpi aggregati, ed un corpo separato più secco e povero, tutto in pietra che contiene le camere degli ospiti. I materiali utilizzati sono il granito bianco della Gallura, il granito rosa, l’intonaco bianco, il bronzo, il cristallo e il teak. Gli interni hanno una loro autonomia, sia rispetto ai parametri figurativi dell’architettura esterna, sia uno con l’altro, ovvero ogni stanza è pensata come una micro-realtà e la casa diviene la somma di queste differenti micro- realtà. La camera da letto padronale riprende nel soffitto l’idea di un mezzo scafo di una barca rovesciata, mentre le pareti in granito che continuano dentro la doccia e nel bagno sono come una lama lapidea che attraversa lo spazio. La cucina riprende stilemi arabi sia nell’arredo che nelle forme con delle nicchie illuminate a led, mentre il soffitto è a volta spezzata, come una struttura industriale ottocentesca. Il salone invece ritorna al mare con un soffitto a mezza barca rovesciata, in legno di quercia ed un arredo che rimanda a storie marine soprattutto nelle luci. Ne sono un esempio i due lampadari centrali “Echinoidea”, a forma di riccio di mare. La stanza relax riprende le curve e le sinuosità del granito scavato dal vento e la tradizione dell’architettura di Vietti e di Guell in Costa Smeralda. Così tutte le altre stanze, ognuna un racconto differente. Le luci assumono importanza particolare in tutta la casa sia all’interno che all’esterno secondo una doppia filosofia: o come apparecchi luminosi scenografici o come fonti luminose non apparenti destinate a far divenire luminosi o illuminati alcuni elementi architettonici e di arredo. Un complesso sistema che rende la villa suggestiva di notte e di giorno e dove il progetto luce è altrettanto strutturante sempre al seguito delle forme scelte e mai casuale.

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