Progettazione sostenibile di una Urban Farm ad Hanoi (Vietnam)

Progettazione di una Urban Farm all’interno del Phu Do village, un piccolo villaggio tradizionale che si trova nella zona ovest della città di Hanoi, la capitale del Vietnam, storicamente luogo di produzione e di lavorazione del riso, alimento principale della tradizione culinaria vietnamita. Le Urban Farm si configurano come degli “orti urbani“, ovvero sistemi di orti e campi coltivati fruibili da parte dei cittadini. Essi rappresentano dei piccoli polmoni verdi all’interno delle città piegate dall’inquinamento, luoghi in cui gli abitanti possono incontrarsi, socializzare, coltivare la propria terra e raccoglierne i frutti. Le Urban Farm contribuiscono al recupero di aree urbane dismesse o degradate, inoltre la loro creazione, serve a sensibilizzare la società all’ecosostenibilità e al rispetto per la natura. L’obiettivo è quello di recuperare uno spazio urbano fortemente degradato, e di realizzare un’architettura bioclimatica con l’ausilio di strategie progettuali passive, che minimizzando l’uso di impianti meccanici, massimizzano l’efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente al fine di soddisfare i requisiti interni di comfort termico. Il tema progettuale si inserisce nell’ambito della partecipazione alla XVI edizione del “Premio Compasso Volante – Ettore Zambelli”, un concorso internazionale per studenti, promosso dal Politecnico di Milano, dall’Università degli Studi di Palermo, dalla Kogakuin University di Tokyo, dal Singapore Poliyechnic e dalla National University of Civil Engineering di Hanoi. Il processo di concezione e sviluppo del progetto si è basato su un approccio sostenibile, che ha permesso sin dalle prime fasi, di attenzionare gli aspetti legati al contenimento dei consumi energetici attraverso delle soluzioni che hanno poi caratterizzato l’aspetto architettonico. Si è inizialmente analizzata l’area di progetto, contraddistinta da uno stretto rapporto tra natura e costruito. Successivamente, tenendo conto del programma funzionale e delle strategie sostenibili che si è scelto di perseguire, è stato affrontato il progetto della Urban Farm, pensando l’edificio come la prosecuzione della natura stessa, in cui i campi invadono il tetto generando un continuum visivo tra la campagna e il villaggio. All’interno del progetto è possibile riscontrare uno stretto legame tra l’uso dei materiali e la concezione strutturale e tecnologica, che si esprime tanto nella ricerca di una sintesi tra forma e struttura, quanto nella loro complementarietà con l’ambiente, frutto di una stretta interazione tra soluzioni passive, insite nella concezione della costruzione, e soluzioni attive. Inoltre la definizione del sistema tecnologico e la scelta dei materiali sono stati indirizzati verso una ottimizzazione delle risorse. Il comportamento dell’edificio nei diversi regimi è stato studiato attraverso modelli informatici, che ne hanno testato la risposta alle diverse sollecitazioni termiche al fine di realizzare le migliori condizioni di comfort termoigrometrico interno, mantenendo sotto controllo i consumi di energia.

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