Straw Bale Cafè: innovazione e sperimentazione con legno e paglia

Il nuovo Straw Bale Cafè si trova all'interno dell'Herefordshire College of Technology nelle Midlands inglesi, opera degli architetti di Hewitt Studios, su commissione del Preside della facoltà e realizzato nel giro di pochissimi mesi.

Straw Bale Cafe

Il caffè ha un centinaio di posti e costituisce l'ampliamento di un edificio esistente, si configura non solo come semplice bar ma come un vero e proprio “social hub” per i fruitori del Campus. In pianta è visibile la differenza tra la parte vecchia dell'edificio, che è stata solo ristrutturata, e la parte nuova, totalmente in legno. Dall'esterno le due parti non si distinguono, poiché il rivestimento in doghe di cedro accomuna entrambe.

Gli studenti del College, inoltre, sono stati direttamente coinvolti fin dall'inizio nella progettazione e costruzione dell'edificio, avvalendosi dell'aiuto di alcuni studenti della School of the Built Environment dell'Università di Nottingham.

Straw Bale Cafe

Per evitare l'impatto del cantiere all'interno del Campus universitario e ridurre i tempi di costruzione, si è deciso di optare per una struttura prefabbricata con un sistema portante a pannelli di legno (telaio) riempiti di paglia, assemblati in una “flying factory” istituita per l'occasione in uno dei fabbricati del College.

Un sistema low-tech che fa abbondante uso delle risorse naturali disponibili in loco. La paglia usata per l'isolamento – un sottoprodotto dell'industria agricola – arriva, infatti, dai campi limitrofi e dell'Università stessa, così come il legno del rivestimento esterno e della copertura, cedro rosso occidentale, che proviene dai 150 acri di bosco di proprietà del College.

Una progettazione attenta ha consentito di ridurre la produzione di rifiuti utilizzando materiali nelle misure disponibili ( utilizzo di pannelli di compensato della dimensione standard di 1200 mm). Il legname dei telai dei pannelli proviene da scarti dell'industria del legno. Ogni pannello è stato tagliato utilizzando macchinari CNC per minimizzare gli scarti riutilizzati poi nella caldaia a biomassa del College.

Straw Bale Cafe

La paglia del riempimento dei pannelli fornisce un valore di trasmittanza tre volte migliore rispetto a quanto richiesto dalle norme inglesi, consentendo una riduzione del fabbisogno energetico. Ognuno dei pannelli di 3x3,2 m sottrae circa 1400 kg di CO2  dell'atmosfera.

Il rivestimento a verde verticale delle pareti esterne è costituito da varietà indigene scelte in vivai della zona: minimizza l'impatto visivo del progetto, riducendo al contempo le emissioni di CO2 attraverso una migliore regolazione della temperatura e un maggior isolamento.

L'edificio, grazie anche all'elevata coibentazione fornita dalla paglia, necessita di poca energia per il riscaldamento e raffrescamento; l'energia elettrica è prodotta in loco attraverso una combinazione di pannelli fotovoltaici in copertura e turbine eoliche che permettono di generare oltre 5 kW di elettricità.

Architettonicamente lo Straw Bale Cafè è uno spazio contemporaneo dalle linee semplici e moderne che fornisce un modello accessibile per la realizzazione di edifici sostenibili. Tra i principali vantaggi del tipo di costruzione è la possibilità di poter essere smantellato con facilità alla fine della sua vita utile e molti  componenti possono essere riusati e/o riciclati.

Il sistema costruttivo è brevettato dalla ditta inglese ModCell® ed è oggetto di un Programma Europeo di Ricerca per l'Eco-Innovazione Tecnologica, EuroCell.

Nel giugno del 2013, l'edificio è stato insignito del premio LABC Technical Innovation Award.

(Fabiana Cambiaso)

www.hewittstudios.co.uk

Immagini: © ModCell®; © Hewitt Studios LLP; © John Hewitt; © Paul Younger

Materiali

Basket Apartments, listelli di legno e rete metallica tridimensionale

06 Gennaio 2019

Lo studio sloveno di architettura OFIS (Rok Oman, Spela Videcnik) attraverso il progetto di student housing nella periferia parigina, realizza il complesso connubio tra invenzione e progetto sostenibile, in un contesto di non semplice sviluppo come quello della periferia metropolitana della capitale francese,intervenendo con segni forti, sia dal punto di vista urbano che architettonico, realizzando contemporaneamente dinamismo e razionalità. Basket Apartments

Il progetto si trova ai margini del Parco La Villette nel XIX distretto di Parigi, landmark urbano ultimato a metà degli anni novanta da Bernard Tschumi. Sul lato nord-est passa la nuova linea tranviaria della città e su quello sud-ovest vi è un un campo di calcio e, al di sotto, un deposito di tram. Il lotto ha una configurazione molto particolare, lungo circa 200m e largo solo 11m. I progettisti sloveni hanno tenuto fede alle richieste dell’amministrazione cittadina, inclini ad uno sviluppo urbano più sostenibile, passando per le scelte dei rivestimenti e per lo sfruttamento delle risorse naturali, come la luce e l’acqua piovana. Basket Apartments Ispirandosi probabilmente ai giovani fruitori, lo studio ha posto al centro della propria ricerca la facciata, disegnando due fronti principali diversi. Progettano un volume con 192 moduli abitati distribuiti su 11 piani, che sfrutta al massimo l’area a disposizione, Ofis trova poi nei balconi l’elemento di variazione della facciata principale: sulla strada des Petits Ponts ospita monolocali di varie dimensioni simili a scatole sovrapposte e aggettanti, realizzati in legno. Orientati tutti in modo casuale per diversificare i punti di vista e il ritmo della facciata questi 'basket', come dice il nome stesso del progetto, piccoli “cesti”-rifugi per il singolo, si combinano all’interno di un sistema dinamico, riducendo così le proporzioni dell'edificio. Basket Apartments

Il fronte verso il campo di calcio è, invece, racchiuso in una rete metallica tridimensionale in laminato HPL (ad alta resistenza superficiale) dietro la quale vi sono i corridoi di accesso ai vari appartamenti. Basket Apartments

Lungo i corridoi che esternamente all’edificio guidano agli ingressi degli appartamenti sui piani, la rete di protezione presenta uno sviluppo a 'zig zag' per l’intera estensione orizzontale e verticale del prospetto: in questo modo la maglia metallica si è trasformata in un’opportunità per dare anche a una facciata secondaria un’identità specifica. Basket Apartments Basket Apartments

La razionalità con cui sono stati distribuiti gli spazi abitativi e le funzioni minime per gli abitanti ha dettato anche le regole dell’efficienza energetica. L’isolamento esterno (20 cm di spessore) si combina con un’adeguata climatizzazione: il sistema di ventilazione meccanica a doppio flusso, con riciclo dell’aria calda esausta, assicura la qualità dell’aria tutto l’anno, cui concorre anche la doppia esposizione, con l’ingresso sul fronte ovest e il balcone portafinestra sul fronte est. Ciò garantisce anche la costante presenza della luce naturale, che non manca nemmeno nelle parti comuni come i corridoi e soprattutto le scale allocate in volumi vetrati. Sul tetto sono installati 300 mq di pannelli fotovoltaici per l’approvvigionamento di energia elettrica e l’acqua piovana è raccolta in bacini e riutilizzata per l’irrigazione dei giardini comuni. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.ofis-a.si Fotografie: ©Tomaz Gregoric.

Edoardo Croci

Architettura

Una serra sospesa tra parco e città

Disegnato dagli Architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR, il nuovo ristorante sulla terrazza del Palazzo dell’Arte rappresenta, insieme al Padiglione “Arts & Foods” a cura di Germano Celant, una delle più rilevanti iniziative della Triennale di Milano per Expo 2015. Dopo aver restaurato la terrazza panoramica sopra il salone d’onore secondo il progetto originario di Giovanni Muzio, la Triennale di Milano offre al suo pubblico una nuova dimensione di ristorazione di qualità, curata dallo chef stellato Stefano Cerveni.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano

Da sempre le esposizioni della Triennale di Milano hanno definito una sintesi tra design e sperimentazione architettonica; in tali occasioni il parco si trasformava in un plateau teatrale dei nuovi miti per l'abitare urbano e l'edificio di Muzio diveniva un mirabile dispositivo di promozione culturale.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_9

Il progetto di OBR, vincitore del concorso d’idee indetto dalla Triennale di Milano nel luglio 2014, interpreta la tradizione della Triennale con una soluzione leggera, rigorosa e dinamica. Il ristorante è pensato come una serra trasparente immersa nel verde e sospesa sul Parco Sempione, con una vista spettacolare del Castello Sforzesco e dell’intero skyline di Milano. Salendo sulla terrazza del Palazzo dell’Arte, si viene accolti da un orto aromatico concepito dal paesaggista Antonio Perazzi, dietro il quale si articola il padiglione vetrato del ristorante (33 x 5 metri), arretrato rispetto ai portali della facciata storica.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_8

La Triennale è da sempre un riferimento della vita sociale e culturale di Milano. Il ristorante come serra sospesa tra parco e città nasce dall’idea di valorizzare la terrazza del Palazzo dell’Arte come luogo di forte socialità urbana, spazio sensibile in perpetua evoluzione che interagisce in virtù degli scambi dinamici tra interno ed esterno” - Paolo Brescia e Tommaso Principi.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_7

 Il padiglione, completamente apribile su tutto il perimetro, è caratterizzato da una leggera struttura modulare in acciaio inox che consente un facile e veloce montaggio e smontaggio direttamente in situ, combinando tecnologie industriali con sapienza artigianale. Il disegno della struttura, ingegnerizzata da Buro Happold e Milan Ingegneria e realizzata dalla ditta Capoferri, riprende le geometrie delle campate storiche di Muzio.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_6

Una grande tenda mobile di 400 metri quadri fluttua sospesa sopra il padiglione vetrato. Aprendosi completamente su un lato, essa fa funzionare il padiglione come una serra bioclimatica termoregolante, con modalità d’uso differenti tra giorno/notte ed estate/inverno, e permettendo agli ospiti di pranzare riparati dal sole o di cenare sotto le stelle. Come una videoinstallazione, la tenda sospesa sulla serra si anima di immagini e di luci studiate da Guido Bianchi, rimandando agli eventi promossi da Triennale per Expo e offrendo ai propri ospiti un’esperienza unica tra alta cucina e design, sospesa tra parco e città.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_5

Il padiglione è lungo 33 metri, largo 4,7, alto 3 e ha una superficie di circa 150mq.

Il progetto architettonico è stato sviluppato da Paolo Brescia, Tommaso Principi e Andrea Casetto di OBR, con il supporto di Maddalena D’Alfonso, e prevede la realizzazione di un padiglione vetrato sopra la terrazza del Palazzo dell’Arte della Triennale di Milano, recentemente restaurato dall’arch. Alessandro Pedron.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_4

@alchimag

©-Gianluca-Di-Ioia

Architettura

Polli-Bricks, “mattoni” in plastica riciclata

04 Ottobre 2018

EcoARK a Taipei, Taiwan, è la prima struttura funzionale al mondo fatta di Polli-Bricks™.

Non solo una nuova aggiunta allo skyline della città, location di numerosi eventi musicali e pubblici, ma anche nuovo punto di riferimento per il futuro degli edifici green. Aderente allo slogan "ridurre, riutilizzare e riciclare", EcoARK, alto nove piani, presenta un involucro ricoperto da 1,5 milioni di bottiglie di plastica riciclata, ed è stato presentato al Taipei International Exposition Flora, da novembre 2010 ad aprile 2011.

POLLI

Pesa il 50% in meno di un edificio convenzionale, pur essendo abbastanza forte da resistere ai fenomeni della natura tra cui il fuoco, ed è composto da pannelli solari e Polli-Bricks™ ottenuti da rifiuti rielaborati in un infuso termoplastico, un nuovo materiale sviluppato dalla MINIWIZ. E' stato inoltre smontato e distribuito ad oltre 100 scuole elementari e superiori in tutto il Taiwan per insegnare l'importanza del riciclaggio.

polli brick

Polli-Brick trascende molte delle norme riguardanti i materiali di rivestimento. Il prodotto è completamente riciclato ed è formato da una rivisitazione della onnipresente bottiglia di plastica PET. La particolare struttura ottagonale facilita un auto-assemblaggio, ma è estremamente forte nonostante pesi circa 1/5 dei tradizionali sistemi di facciate continue.

Polli

Inoltre, la sua trasparenza consente l'illuminazione naturale degli interni, mentre le sue eccellenti proprietà isolanti controllano le temperature interne. Al di là del pre- e del post- risparmio energetico, il prodotto è "verde" anche sotto altri punti di vista, non ultimo l'approvvigionamento dei materiali: il processo di costruzione utilizza bottiglie plastiche riciclate localmente, così anche i costi di trasporto per i materiali da costruzione sono notevolmente ridotti.

Tra i vantaggi, la trasparenza lo rende compatibile con le luci LED. Le facce piane dei moduli sono infatti facilmente integrabili con i progetti di illuminazione per fornire un pacchetto all-in-one di energia verde volto a ridurre la presenza di fattori inquinanti nell'ambiente. Polli-Brick permette un risparmio dei costi, una eco-coscienza, e funzionalità. Ha recentemente vinto il premio Earth Award 2010 come miglior prodotto, riportando tale definizione da parte dei giudici: "Il primo rivestimento architettonico al mondo carbon-neutral riciclato al 100% e re-ingegnerizzato da sole bottiglie di plastica. Il sistema include la possibilità di illuminazione a LED a energia solare, rendendo qualsiasi Polli-Brick una fonte rinnovabile di energia oltre a essere un gradevole esempio di architettura".

(Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.miniwiz.com  

Marco Mignatti

Materiali

I TONI SCURI SFUMATI DELLA CALAMINA E LE NOTE ACCESE E DORATE DELL'OTTONE

Grigio Antracite con Blu Avio e Oro, freddo e caldo, scuro e chiaro, un contrasto cromatico di buon gusto del quale l’Arte ha fatto uso trasversale. Per Planium questo accostamento comporta il mettere l’uno a fianco dell’altro due metalli: l’acciaio Calamina e l’Ottone. Non ripetendo con linearità l’abbinamento, ma portandolo a un livello più alto di innovazione. Planium ha progettato sistemi di posa innovativi a secco per installazioni a pavimento di queste texture metalliche: con aggancio magnetico, MG01 Magnetic Floor; AP01 Lay, con posa ad appoggio; PL01 Invisible, con installazione One-click; SM02 Evolution, meccanico con viti angolari a vista che garantiscono un effetto stilistico Industrial. Questi permettono un risparmio di tempo, energia e denaro in quanto sono adatti anche per rapidità di posa e rimozione a stand fieristici e alle installazioni temporanee. Vi sono, a completamento dell’offerta, i tradizionali sistemi a colla per fissare a pavimento e a parete, AC01 Stick-on e AC02 Stick-on.

 

Planium Calamine and Brass

 

Nuova eco-casa firmata Italcementi. Nel segno della sostenibilità

10 Gennaio 2019

Italcementi Group al fianco di Mario Cucinella sarà partner tecnico per la costruzione di una casa da 100 mq a 100mila euro, costruita con i migliori materiali e le più avanzate tecniche eco-sostenibili. Il nuovo modello di abitazione, ideato dall’architetto bolognese nel segno della sostenibilità in architettura, testimonia il continuo impegno di Italcementi Group nella ricerca e nell’innovazione. I tecnici del Centro Ricerca e Innovazione del Gruppo lavorano infatti in stretta collaborazione con lo studio Cucinella per lo sviluppo di materiali da costruzione, tecniche per l’isolamento termico e acustico e processi di industrializzazione per la riduzione dei costi di costruzione della eco-casa. La prefabbricazione non standardizzata, con elementi strutturali leggeri e attrezzature mobili, consente infatti di diversificarne l’aspetto sia esterno che interno.

Carlo Bardelli

Bioedilizia

Il campionario delle texture metalliche Planium

Il campionario delle texture metalliche di Planium prevede diverse collezioni che esauriscono la curiosità di chi attraverso rivestimenti e pavimenti vuole poter scegliere ogni sfumatura cromatica e materica:


Silver Collection: ne fanno parte l’Acciaio Inox classico e quello Goffrato, caratterizzato da una lavorazione storica del metallo;


Charme Collection: dedicata ai “metalli caldi”, ovvero il Rame e l’Ottone, la sua lega cangiante. Dominano il rossastro e il dorato;


Eclipse Collection: di indubbia eleganza, con due Acciai: la Calamina tendente al Blu e al Grigio e l’Acciaio Ossidato dai toni bruni;


Art Collection: con il Cemento Inox, un tipo particolare di Acciaio di forte luminosità su scala di grigi. 


Alcune di queste texture - l’Acciaio Ossidato, l’Acciaio Inox, il Rame, l’Ottone - possono essere trattate attraverso la satinatura che conferisce giochi di ombra e luce molto particolari al metallo stesso.  
A questo link puoi avere una panoramica del campionario delle texture Planium da ordinare: https://www.terenzisrl.it/IT/shop/campione
 

Friem Headquarters: quando l'involucro è in lamiera di acciaio

4 Febbraio 2019

A Segrate, Milano, gli architetti di Onsitestudio si sono occupati della riorganizzazione di una sede aziendale, la Friem Spa, dettata, oltre che da esigenze meramente pratiche, anche dalla necessità di trasformare e rafforzare la propria immagine, ri-catalizzando l'attenzione del territorio circostante.

Friem Headquarters

Il lotto d'intervento è pressoché rettangolare e con due lati disposti lungo le vie di comunicazione. I progettisti hanno scelto di costruire l'edificio in modo che esso stesso fosse il limite del lotto: così facendo, viene a delinearsi nettamente lo spazio, uno interno intimo e tranquillo e una fascia esterna, compresa tra le strade esistenti e il fabbricato stesso, di parcheggi a uso pubblico. La nuova sede aziendale ospita spazi per la ricerca al piano terra, rivolti verso il giardino interno, e gli uffici amministrativi al piano primo. Friem Headquarters

Il volume si piega intorno all'angolo del lotto e si allunga con due corpi aggettanti a sbalzo, caratterizzati da nastri vetrati continui, protetti con un leggero arretramento rispetto al filo facciata dell'edificio; il primo aggetta verso il giardino interno e ospita gli spazi direzionali; il secondo si protende verso la strada e ospita gli uffici operativi. All'estremo ovest, verso la strada statale, un volume monolitico e omogeneo si erge a segnalare la sua presenza con un elemento verticale, una torre destinata alle centrali tecnologiche.

Friem Headquarters

Le facciate sono completamente definite da un involucro continuo di lamiere stirate, sagomate e forate di acciaio inox opaco. L’acciaio è l’AISI 304 inox, con spessore pari a 2 mm, tagliato in lastre alte 4-4,5 m. La texture degli elementi metallici è stata sviluppata in più fasi, inizialmente cercando di utilizzare elementi industriali standard, quali lamiere stirate e forate, per poi arrivare a una soluzione specificamente disegnata, per assecondare l’idea di un rivestimento la cui varietà e particolarità siano manifeste a più livelli, tanto in pianta quanto in prospetto. In corrispondenza delle parti vetrate, il rivestimento metallico continua e conserva la sua forma, ma è forato. La presenza di numerose piccole fessure ovali permette alla pelle metallica di filtrare la luce con differenti gradi di apertura, in relazione all’esposizione solare e al livello di intimità degli spazi interni. Friem Headquarters

L’unico ambiente caratterizzato esclusivamente da luce zenitale è l’ingresso. La scelta del rivestimento metallico, così come l’uso di elementi prefabbricati assemblati prevalentemente a secco (profilati di acciaio per le strutture e pannelli di cartongesso per le pareti), è stata dettata dalla volontà di snellire e semplificare la cantierizzazione, velocizzando i tempi, riducendo lo spazio per lo stoccaggio dei materiali in fase di costruzione e migliorando la qualità edilizia del prodotto finito. L'edificio è stato progettato per soddisfare i requisiti previsti per la classe energetica A-CENED. Friem Headquarters

La copertura metallica prevede la copertura con pannelli fotovoltaici in silicio amorfo. Diverse le strategie per l'efficienza energetica: un sistema performante di chiusure opache e trasparenti, schermatura contro le radiazioni solari, tende interne, pompe di calore, recupero dell'acqua piovana per l'irrigazione, doppi vetri ad alte prestazioni. La stratigrafia delle pareti si compone di pannelli sandwich in legno e in lana minerale con uno spessore di 150 mm, accoppiato all'esterno con una membrana traspirante, impermeabile e resistente alle raggi UV e all'interno di un rivestimento in gesso. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.onsitestudio.it mmagini: © Filippo Romano; © Onsitestudio; © Helene Binet

Carlo Bardelli

Facciate

Pyramidenkogel, la torre più alta

19 Marzo 2019

Nel comune di Keutschach am See in Carinzia, regione austriaca rinomata per varietà e bellezza dei suoi paesaggi, sarà inaugurata a giugno 2013 Pyramidenkogel, la nuova torre panoramica in legno più alta al mondo. Realizzata da Rubner Holzbau e progettata dallo Studio di Architettura Klaura, Kaden + Partners di Klagenfurt, questa innovativa costruzione è un mirabile punto di osservazione che raggiunge quasi 100 metri di altezza. pyramidenkoge_kramer

16 potenti supporti in legno disposti a ellisse formano una struttura a cestello, avvitato a spirale nel cielo, che si erige come una spettacolare scultura immersa nello splendido ambiente circostante, offrendo un importante contributo al rilancio del turismo di questa regione. Questo ambizioso progetto rappresenta una nuova frontiera nell'ambito delle grandi opere verticali in legno, sia per la concezione moderna della struttura sia per la ricerca e l'applicazione di tecnologie costruttive all’avanguardia che valorizzano le elevate prestazioni di questo materiale: resistenza statica, sicurezza, velocità di realizzazione, eco-compatibilità e performance energetiche. Pyramidenkogel torre

La torre si sviluppa su 10 livelli regolari con una altezza di 6,40 metri ciascuno, in cima ai quali sono state progettate due piattaforme di 3,20 metri, esposte per la vista panoramica. L'intera struttura è composta da 16 pali in legno lamellare di provenienza locale, irrigiditi da 10 anelli ellittici e 80 puntoni diagonali. La sede di Rubner Holzbau in Austria (Ober-Grafendorf) si occupa della produzione di circa 500 m3 di legno lamellare, di 1.000 m2 in X-Lam e di 300 tonnellate di acciaio, in collaborazione con la ditta Zeman, fornendo al sito tutti i materiali necessari per la realizzazione dell’opera, nel pieno rispetto del calendario di consegna. L'alto grado di prefabbricazione e i tempi di costruzione contenuti consentono di pianificare sia la quantità di lavoro in cantiere sia di coordinare le diverse fasi di messa in opera, assicurando così molteplici benefici e un notevole risparmio in termini di costi. Da tutte le piattaforme della torre, i visitatori potranno godere di una splendida vista a 360° sui laghi e sulle vallate della Carinzia, fino a raggiungere, tramite scale o ascensore, la Skybox a circa 60 metri di altezza, protetti dalle finestre panoramiche. Particolarmente originale è lo scivolo più lungo d’Europa che da 50 metri conduce direttamente al piano terra e offre, a tutti coloro che lo desiderano, un’esperienza unica e divertente. Per la sua esclusività, Skybox sarà a disposizione, inoltre, come location per eventi e manifestazioni. Iniziati nel febbraio 2013, i lavori procedono come da agenda e l'apertura della torre è prevista a giugno 2013. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.klaura-kaden.at www.rubner.com   Klaura+Kaden+Partners Pyramidenkogel, Carinzia, Austria Materiali: Legno lamellare, acciaio Applicazione: Involucro, struttura Apertura: giugno 2013 Immagini: © DI Heimo Kramer; © Graf Holztechnik.

Edoardo Croci  

Architettura

Soft House. Una facciata tessile dinamica, low-energy e in legno

11 Marzo 2019

La città di Amburgo si trasformerà, fino a settembre, nella capitale europea dell’architettura sostenibile anticipando le tendenze delle smart city del futuro, per trovare una risposta innovativa ai problemi più urgenti dell’abitare urbano contemporaneo. softhouse-alchimag-slide

L’occasione è l‘International Building Exhibition (IBA), evento con oltre un secolo di storia, nato nel 1901, ed oggi più che mai spinto verso l'i innovazione green del settore delle costruzioni. Centinaia sono le proposte progettuali sorte in poche settimane tra le strade di Amburgo con paternità internazionale. Architetti, paesaggisti, urbanisti, ingegneri si incontrano per mettere in atto le più svariate soluzioni architettoniche legate alla realtà e, soprattutto, esportabili in qualunque altro contesto. Soft House

Tra i protagonisti indiscussi dell’IBA, troviamo un team pluripremiato proveniente dal Massachussets Institute of Technology (MIT), autori della “Soft House”. “Un’architettura adatta a rispondere ai continui cambiamenti del nostro tempo”, sottolinea l’architetto Sheila Kennedy docente del MIT e team leader dello studio KVA Matx, dove le infrastrutture energetiche non sono fini a se stesse, ma interpretate come mezzo per creare edifici innovativi dove le tecnologie sono protagoniste. Soft House Inserita nella comunità di Wilhelmsburg Island, Soft House presenta: - una facciata dinamica a sud realizzata con una rete di strisce in materiale tessile integrate alle celle fotovoltaiche e applicati ad un sistema ad assi orizzontale ad inseguimento solare. Gli elementi fotovoltaici sono sempre orientati verso il sole captando il massimo quantitativo di energia pulita per alimentare l’abitazione. Nello stesso tempo il tessuto della facciata si trasforma in un brise-soleil naturale: schermatura che protegge i locali interni dal calore durante i mesi estivi, lasciando penetrare la luce in profondità nel periodo invernale; - una struttura in legno leggero e componenti lignei mobili che trasformano la solida struttura perimetrale delle classiche Passivehaus tedesche, in uno spazio abitabile flessibile e modellabile, perfettamente rispondente agli standard Passivehaus. - energia prodotta dalle “tende fotovoltaiche” è trasferita direttamente all’impianto di illuminazione al LED, indispensabile per mantenere basso il livello di emissioni di carbonio.

Soft House

La Soft House è la chiara dimostrazione di come la tecnologia energetica, possa trasformarsi in un complemento di design che contribuisce all’efficienza energetica delle costruzioni a basso consumo, oltre ad essere completamente smontabile e riciclabile alla fine del ciclo di vita dell'edificio. “Abbiamo bisogno di raggiungere la massima creatività e la flessibilità per scoprire fin dove ci possono portare i nuovi materiali”, afferma Sheila Kennedy . “Le applicazioni più interessanti per i nuovi materiali sono quelle che lavorano a differenti livelli, una volta raggiunto questo obiettivo, saremo in grado di inserirci nel mercato, rivoluzionando l’architettura sostenibile”. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.kvarch.net web.mit.edu Immagini: © 2013 Kennedy & Violich Architecture   Soft House, Kennedy & Violich Architecture Superficie unità residenziali: 4/180 mq Completato: Marzo 2013 Materiali: Legno, Membrane tessili Applicazioni: Struttura, Involucro, Schermature.

Carlo Bardelli    

Facciate