FONDOVALLE E LB VERSO IL COMPASSO D’ORO 2020

23 ottobre 2019

Lo scorso 14 ottobre, si è svolta a Milano la serata dell’ADI Design Index 2019, che completa le candidature al Compasso d’Oro 2020.

L'ADI, Associazione per il disegno industriale, ha esaminato 970 candidature tra prodotti, progetti e servizi, selezionando poi i 378 che, insieme ai 178 reclutati nel 2018, sono candidati al premio del XXVI Compasso d’Oro, il più importante riconoscimento nel mondo del disegno industriale, che premia e valorizza la qualità del design italiano. La selezione comprende il meglio del saper fare italiano, mostrando il Made in Italy in tutte le sue sfumature.

Tra i prodotti selezionati, per la sezione “Design dei materiali e dei sistemi tecnologici”, 20Pure di Ceramica Fondovalle, una lastra in gres porcellanato tecnico di aspetto simile alla pietra, di dimensioni 324x163 cm e spessore 2 cm.

20pure è stato realizzato grazie alla tecnologia Naturetech dell’azienda LB, punto di riferimento nella progettazione e realizzazione di impianti per la produzione di impasti e gres porcellanato per l’industria ceramica, in grado di creare effetti estetici sul prodotto che replicano l’unicità e l’esclusività tipiche dei materiali naturali d'origine. Questi effetti – legno, marmo, granito, pietre naturali - comprendono la vena passante nella massa, particolarmente evidente sulle lastre spessorate. 

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20Pure nella colorazione “Cardoso”

Il risultato è una finitura del bordo della lastra identica a quella della superficie, che ne consente l'applicazione come top e piano di lavoro, senza ulteriori lavorazioni oltre al taglio e alla foratura per alloggiare lavabi o piani e alla sagomatura dei bordi per risaltare la continuità delle vene e la ricchezza del materiale. 

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La collaborazione tra Ceramica Fondovalle e LB mira a proporre un impiego a tutto tondo del prodotto ceramico, ammettendo dunque non solo gli utilizzi più tradizionali come pavimenti e rivestimenti, ma proponendosi anche come vero elemento d’arredo.

Le lastre 20Pure erano già state protagoniste dell'installazione "Il castello dorato" di LB presso il cortile dell’Università Statale di Milano in occasione del Fuorisalone 2018, realizzata in collaborazione con l’architetto Francesco Lucchese

Installazione “Il castello dorato”, Fotografia di Beppe Raso
Installazione “Il castello dorato”, Fotografia di Beppe Raso

Maggiori Info:

www.adi-design.org/homepage.html

www.fondovalle.it

www.lb-technology.it

Marco Mignatti

News dalle aziende

WAC, un grande Cristallo Metallico

12 Gennaio 2019

Il progetto di ampliamento del Walker Art Center di Minneapolis, una costruzione esistente disegnata nel 1971 da Edward Larrabee Barnes, nella forma di un regolare e monolitico volume di mattoni a pianta quadrata, ha generato un edificio che rapportandosi al corpo esistente ne ha scomposto per addizioni sequenziali la regolarità dell'impianto, sia a livello planimetrico, sia dal punto di vista dello sviluppo tridimensionale della nuova architettura. Walker Art Center

Un edificio aperto a quanto lo circonda – trasparente e pieno di terrazze con viste spettacolari sulla città – e flessibile. Ma anche un nuovo parco di 16mila metri quadrati e una grande piazza proprio di fronte all’ingresso. Walker Art Center

“Ben più di un museo”, il Walker Art Center offrirà un auditorium per spettacoli di danza, teatro e concerti da 350 posti, oltre a un nuovo caffè, ristorante, negozi, spazio per eventi speciali e un “garden lounge”. I progettisti lo definiscono “Una lanterna” e “Una visione confusa di un corpo solido traslucido e trasparente”, grazie alla “pelle” che coprirà il nuovo edificio: un tessuto bianco retro-illuminato e sospeso tra mille onde a uno scheletro metallico. Walker Art Center

Il progetto, firmato dallo studio Herzog & de Meuron, affianca un primo corpo basso e vetrato al museo preesistente. L'addizione architettonica prosegue con un secondo volume, ancora ruotato e di dimensioni maggiori, ma che segue la stessa figura e materiale del primo e ospita gli uffici del museo e spazi a disposizione per artisti e conferenze. Walker Art Center

La sequenza dei primi volumi si propone com soluzione per connettere al volume di mattoni il nuovo monolite rivestito di lastre di alluminio appositamente lavorate, che accoglie il grande teatro, il ristorante e l'atrio di ingresso. Oltre all'invenzione compositiva e al rapporto che gli edifici instaurano con il luogo che li ospita, emerge un alto grado di sperimentazione nella definizione della “pelle” dell'involucro edilizio, specie dal punto di vista materico-espressivo. Il lavoro sul materiale diventa una delle componenti primarie del progetto, caratterizzandone la figura e la forma finali e risolvere il rapporto con il contesto. Pensato come un “cristallo architettonico” rivestito da una superficie resa tridimensionale da una sperimentale lavorazione di piegatura-sgualcitura, di attente e studiate perforazioni, la particolarità della texture si declina al fine di rendere la lastra-tipo un elemento leggero, increspato e vibrante, quasi in movimento. Il nuovo volume, caratterizzato da un andamento prismatico e segnato da due grandi tagli-aperture, brilla nel paesaggio della città riflettendo le luci del giorno e della notte, ponendosi come inequivocabile landmark, che si confronta e raffronta con il paesaggio circostante. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.herzogdemeuron.com Immagini: © Herzog & de Meuron; © Cameron Wittig.

Marco Mignatti

Architettura

Build4future. Cooperazione per l’edilizia del futuro

06 Dicembre 2018

Le nuove tendenze globali rendono ormai necessarie nuove soluzioni nel settore edile. Il Fraunhofer Innovation Engineering Center (IEC), insieme a 12 piccole e medie imprese del settore edile altoatesino ha avviato un dettagliato progetto di ricerca in questo senso. Sviluppo di metodi innovativi e sostenibili, processi artigianali, innovazioni tecnico-organizzative e molta pianificazione: questi i principali focus affrontati dal team di ricerca che fa parte del progetto Build4future. Sostenuto dalla provincia e con la partecipazione della Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano, dell’agenzia CasaClima e del TIS Innovation Park per gli aspetti scientifici, si pone obiettivi molto importanti come tracciare delle vere e proprie strategie per l’industrializzazione dei processi nella costruzione di edifici personalizzati. La necessità nasce dalla situazione attuale delle imprese di costruzione altoatesine. Queste infatti sono prevalentemente di piccola o media grandezza e hanno un buon livello di conoscenza tecnica al loro interno, ma questo non basta se si pongono in concorrenza con aziende di altri paesi europei che operano a un costo più basso. Per cogliere questa sfida dunque, ed essere al passo con le esigenze del futuro, all’inizio del 2011, è stato creato il progetto di cooperazione Build4Future, in cui l’economia collabora con la scienza per sviluppare le necessarie strategie e provvedimenti. A KlimaHouse 2014, l’Istituto ha partecipato insieme a tutto il gruppo Build4future per sensibilizzare il pubblico al tema dell’innovazione sostenibile e soprattutto per lanciare un chiaro segnale che spinga tutti ad andare nella stessa direzione. La parola chiave sembra essere cooperazione tra i diversi attori che operano nel settore nei diversi momenti di progettazione, pianificazione e realizzazione. Fraunhofer Italia Istituita a fine 2009 a Bolzano è un ramo della Società Fraunhofer, considerata la prima organizzazione per la ricerca applicata in Europa. Il nome si deve al fisico e astronomo tedesco Joseph von Fraunhofer.  I progetti a cui si dedica la Società sono di livello internazionale e capaci di toccare più discipline: l’ottica generale di collaborazione mira a creare un sistema di rete per ottenere i risultati desiderati dai diversi progetti di innovazione. www.fraunhofer.it/it/Progetti/Build4Future.html  

Carlo Bardelli

Bioedilizia

Che cos’è la piattaforma Rilancio Italia?

Rilancio Italia 2020 nasce con l’obiettivo di aiutare professionisti e imprese a gestire tutte le fasi del processo per l'ottenimento degli incentivi offerti dal Superbonus 110%. I numerosi e complicati documenti spesso rappresentano un ostacolo per famiglie e professionisti per l’ottenimento dei vantaggi previsti dalla normativa. Per questo Rilancio Italia 2020 ha creato questo sistema semplice, chiaro e totalmente sicuro che permette di monitorare all’interno di un’unica piattaforma tutte le pratiche necessarie per la defiscalizzazione. Non solo, ogni fase viene accompagnata dal supporto tecnico di un esperto, pronto a risolvere dubbi e a rispondere alle domande più frequenti. In caso di errore o mancato completamento di qualche fase, la piattaforma inserisce degli alert per evitare degli stop all'interno del processo o addirittura la perdita dei benefici.
L’obiettivo è quello di rendere semplici cose apparentemente complicate e anche l’accessibilità è tra i punti di forza di Rilancio Italia 2020: la piattaforma è disponibile da pc, da tablet e da cellulare.

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Superbonus 110%

Un cemento fotocatalitico

 

Un materiale ecocompatibile, innovativo e di elevata qualità che, oltre a garantire protezione, abbatte gli agenti inquinanti nei centri urbani grazie all’azione fotocatalitica attivata dalla luce del sole. TunnelUmbertoIRoma

Poiché lo smog, da anni, rovina di giorno in giorno palazzi, monumenti e interi centri urbani, in edilizia e architettura si è dato ampio spazio alla ricerca di materiali in grado di mantenere inalterata nel tempo la qualità estetica degli edifici e, una della soluzioni valide. Sperimentate con successo è TX Active®, il cemento “mangia smog” principio brevettato da Italcementi Group, azienda leader nel settore dei materiali per l’edilizia.

PiazzadelComunediCorvaraBZ

TX Active® viene applicato sulla superficie in quanto è la sola porzione che interagisce con l’atmosfera; il principio fotocatalitico non viene impiegato in applicazioni strutturali ma solo laddove sia possibile mantenere spessori modesti: da alcuni centimetri fino a pochi millimetri.

Per le sue importanti proprietà è stato applicato a molte opere architettoniche di pregio la cui bellezza viene preservata con l’effetto autopulente. Italcementi Group approccia il mondo dell’edilizia con le più avanzate tecnologie messe a punto dalla ricerca con una forte vocazione per la qualità e l’innovazione.

www.italcementi.it

Materiali

L'arte è sacra. Soprattutto l'architettura

12 Dicembre 2018

Il rinnovato impulso all'edilizia liturgica, la sostenibilità delle chiese nel contesto urbano e le proprietà miracolose del gres porcellanato. "Dio è nei dettagli" , come disse l'architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe, uno dei maestri del Movimento Moderno. Mai espressione fu più appropriata, se pensiamo all'architettura sacra e all'attenzione prestata ai particolari aspetti tecnici della progettazione, al ruolo sociale di un edificio liturgico e ai significati che un luogo di culto può acquistare una volta inserito nel contesto urbano.  Aspetti tornati fondamentali dopo il Concilio Vaticano II - con figure come il Cardinale Larcaro votate a promuovere una costruzione religiosa costantemente in dialogo con la città - e resi protagonisti del dibattito sull'architettura contemporanea anche per merito delle numerose opere di edilizia religiosa progettate da archistar come Richard Meier, Le Corbusier, Mario Botta, Renzo Piano e Tadao Ando. Ma soprattutto grazie al rinnovato impulso della Conferenza Episcopale Italiana, impegnata a sostenere il settore organizzando concorsi per l'ideazione e realizzazione di nuove chiese: solo nell'ultimoperiodo, oltre al bando di committenza per la diocesi di Mantova sono in via di definizione quelli per Lucca, Monreale e Forlì. L’attivismo dei committenti ecclesiastici è in controtendenza rispetto al generale rallentamento del settore, con un calo complessivo di nuove edificazioni del 44% negli anni dal 2006 al 2012 e una situazione del mercato non residenziale che sta faticosamente provando ad invertire il trend. Una ripresa che sembra basarsi soprattuttosullo sviluppo delle tendenze di sostenibilità ambientale ed urbana, orientamento da sempre caro alla stessa CEI. Se progettazione green e riqualificazione sono il futuro possibile dell’architettura, l’edilizia sacra si pone “per vocazione” nel solco di quella “ecologia umana” alla quale sovente hanno fatto riferimento anche gli ultimi pontificati:l’attenzione all’efficienza energetica dell’edificio, la selezione accurata di materiali non pericolosi per la salute, la scelta di sistemi costruttivi che favoriscano l’esposizione solare delle strutture di culto e di impianti tecnologicamente all'avanguardia. Gli esempi virtuosi non mancano, dalle oltre 700 chiese tedesche con pannelli fotovoltaici installati sul tetto al Sacro Cuore Immacolato di Maria a Brembo di Dalmine (Bergamo), dove i progettisti dello studio Pbeb hanno realizzato una chiesa all’interno di una fabbrica in disuso. Un edificio liturgico sempre meno connotato dal carattere di monumento e sempre più da quello di architettura con precise caratteristiche funzionali, come ad esempio accessibilità universale e sicurezza. Oltre a rispettare l’equilibrio con l’ambiente circostante, sia esso paesaggio o tessuto urbano. In particolare, la maggior parte delle costruzioni religiose in grado di proporre un linguaggio contemporaneo associanol’innovazione di forme e materiali alla riconoscibilità di un luogo dedicato alla spiritualità, cardine dell’identità locale e punto di riferimento per il contesto sociale di appartenenza.  L’ecosostenibilità è pertanto il principale obiettivo di un’architettura sacra che mira ad esprimere il concetto di comunità, attraverso l’utilizzo di materiali green che rappresentano la sintesi di estetica contemporanea e qualità funzionale. A proposito dei materiali, la ceramica è storicamente una soluzione molto utilizzata per la realizzazione di edifici religiosi, per il rivestimento di pareti interne o nel caso della decorazione di cupole e colonnati. Un ruolo di primo piano ribadito oggi dal gres porcellanato, con le sue proprietà "miracolose" quanto ad adattabilità a diversi cromatismi e spazi di dimensioni variabili grazie alla disponibilità di formati e spessori differenti. Queste proprietà, assieme all'eliminazione degli smalti, permettono l'impiego del materiale sia in esterno che in interno, come nel caso del gres porcellanato firmato DSG Ceramiche e scelto dagli studi associati Itinera e Itaca Architetti per il progetto proposto al concorso per la parrocchia di Santa Maria del Carmine (Napoli) indetto dall'Arcidiocesi di Sorrento-Castellamare di Stabia. I prodotti DSG che nello specifico sono stati selezionati per l'eventuale realizzazione di questa struttura ecclesiastica sono Luserna e Basaltina, entrambi nella versione bocciardata: lastre di gres porcellanato che resistono all'abrasione, con coefficiente di attrito R11 perfettamente idoneo all'uso ad alto traffico ed effetto pietra ideale per valorizzare le estensioni più vaste. Un dettaglio estetico fondamentale per la resa di un basamento unico che, nelle intenzioni dei progettisti, ha visivamente origine dalla croce all'interno della chiesa e raggiunge l'esterno della costruzione percorrendone per intero il perimetro e componendosi nel sagrato in un sedile che offresimbolicamente accoglienza. La relazione inscindibile fra vita quotidiana dei credenti e liturgia viene infatti richiamata dai principi cui si è ispirato il progetto ed è rappresentata da una pavimentazione che, a livello visivo, elimina qualsiasi soluzione di continuità tra le varie parti dell’architettura sacra.  Tornando alle citazioni, e specialmente a un altro prestigioso rappresentante del Movimento Moderno come Le Corbusier, "L'architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce". Una luce che, in certi casi più di altri, può davvero dirsi di origine divina.

Qui sono disponibili le texture 3D di DSG.

Marco Mignatti

Architettura

TUTORIAL 1: Creare un oggetto 3D BIM di arredamento con Revit.

Parte 1

La creazione di Oggetti BIM, altrimenti chiamati famiglie in Revit, è di fondamentale importanza per il completamento dei modelli progettuali 3D BIM e per il loro adeguato funzionamento.

Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati nella rete per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.

Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito che pertanto possono essere interrogate, modificate, contabilizzate ecc.

Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli  Architettonici come porte, finestre, rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.

Grazie a questo tutorial vedremo come realizzare una famiglia di Revit ed in particolare verrà spiegata passo dopo passo la creazione di un oggetto 3D BIM di arredamento.

La cosa più semplice da fare è cominciare da una delle Revit Families di arredamento presenti su questo sito per capire come è stata realizzata.

Prendiamo come esempio una sedia e più precisamente il file .rfa “Solo S62”

https://www.syncronia.com/it/modelli-3d-bim-cad-sedie/bb-italia/solo 

All’apertura il file dell’oggetto di Arredamento “Sedia” si presenta così:

 

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Oltre a svolgere una funzione di completamento grafico, in questo caso di arredamento, una famiglia di Revit ha al suo interno una serie di informazioni e funzioni che le permettono di dialogare con il modello 3D di progetto che è destinato ad ospitarla.

Queste informazioni e funzioni vengono definite parametri e sono l’output prestazionale della famiglia.

Ogni Famiglia di Revit, avrà pertanto parametri specifici, la cui realizzazione è molto più complessa di quanto possa essere la realizzazione di un Blocco di Autocad.

Se prendiamo come esempio un Infisso (Finestra o una Porta), che come è facile intuire deve avere la possibilità di soddisfare le soluzioni Architettoniche del Progetto BIM 3D, questo dovrà essere progettato per adeguarsi a tali richieste nel modo più semplice possibile senza per questo dover ogni volta essere fisicamente modificato.

A tale scopo servono i parametri di una famiglia BIM 3D.  

Verifichiamo adesso quali sono i parametri della famiglia di Arredamento esempio: per far ciò è sufficiente cliccare su Family Types della scheda Properties del menu Create.

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Il menu che si apre “Family Types” ci fornisce tutte le informazioni sui parametri della famiglia di Arredamento

In questo caso vediamo che ci sono tre tipologie di parametri:

  • Materials and Finishes;
  • Dimensions;
  • Identity Data.

All’interno della prima tipologia troviamo i parametri della Famiglia BIM di Arredamento:

  • Pillow;
  • Frame;
  • Foot.

È importante precisare che la Famiglia di Revit presa ad esempio, è un oggetto di Arredo, una Sedia, che il produttore fornisce con dimensioni fisse e materiali che possono essere scelti a catalogo.

La possibilità di scelta dei materiali della Sedia costituisce la variabile progettuale che viene controllata dai parametri della famiglia di Revit.

Ognuno di questi parametri ha un valore che se ben impostato, una volta ospitata la famiglia all’interno del modello di progetto BIM, può essere modificato con lo scopo, come detto in precedenza di associare un materiale personalizzato all’oggetto BIM di Arredamento ed in particolare al cuscino, piuttosto che al telaio o al piede della sedia.

Per verificarlo è sufficiente cliccare sul valore di riferimento per “Pillow” ad esempio ed associare un materiale diverso da quello impostato di default all’oggetto di Arredamento “Sedia” da scegliere dal “Material Browser” a disposizione.

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Ora a tutto ciò che nella famiglia di Revit corrisponde a “Pillow” viene associato un materiale diverso, nello specifico e unicamente come esempio un vetro.

Verifichiamo pertanto quale parte dell’oggetto di arredamento ha cambiato aspetto.

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Si può notare che sia il cuscino di seduta che lo schienale dell’oggetto di Arredamento hanno effettivamente cambiato materiale, ciò sta ad indicare che ad entrambi è associato il parametro “Pillow”.

Ora vedremo come sono associati i parametri della tipologia “Materials and Finishes” alle varie parti della famiglia di Revit in esame.

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Selezionando lo schienale della sedia si attivano le proprietà dell’oggetto specifico, e in “Materials and Finishes” è associato il materiale “Glass”. Subito a destra si nota un pulsante.

Si tratta del comando per impostare l’associazione del parametro materiale alla forma geometrica selezionata.

Selezionando il pulsante si entra nel menu di associazione o creazione di parametri materiale dell’oggetto BIM di Arredo preso ad esempio.

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È evidenziato il parametro alla quale è associata la geometria selezionata dell’oggetto di arredo ed è qui che ritroviamo il parametro “Pillow” della tipologia “Materials and Finishes”.

A questo punto si può scegliere di associare alla selezione un altro parametro esistente (Foot o Frame) oppure creare un nuovo parametro, allo scopo per esempio di avere la possibilità di differenziare il materiale tra lo schienale e la seduta della famiglia di Revit.

Per far ciò si seleziona il pulsante “Aggiungi parametro” e compare il menù “Proprietà del Parametro” in riferimento al nuovo parametro da realizzare che chiameremo “Pillow 2”.

Dopo la creazione del nuovo parametro verifichiamo se lo stesso compare tra i parametri della famiglia: torniamo a  cliccare su Family Types della scheda Properties del menu Create del file “.rfa”.

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Come si può notare il nuovo parametro “Pillow 2” è ora presente e correttamente posizionato all’interno della tipologia “Materials and Finishes” della nostra Sedia.

Allo stesso possiamo associare un nuovo materiale in modo analogo a quanto fatto in precedenza.

Per verificare che la nostra famiglia BIM funzioni correttamente è necessario caricarla  all’interno di un file di progetto Revit:

  • aprire un nuovo progetto dal menu a tendina “R” e selezionare “Nuovo”; “Progetto”, “Modello Architettonico”

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Il nuovo ambiente di lavoro si presenta come una vista di pianta vuota.

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  • Dal menu a tendina “Scambia finestre” tornare alla famiglia di Revit in costruzione selezionandola tra le viste aperte.

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  • Caricare l’oggetto di arredo  sedia nel modello BIM di progetto.
  • Ora abbiamo l’oggetto BIM di arredamento all’interno di un ambiente progettuale di Revit e possiamo verificarne il funzionamento semplicemente selezionandolo.

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Nella barra proprietà selezionare “Modifica tipo” e si apre il menu delle proprietà del tipo della famiglia 3D importata.

Come prova sostituire i materiali associati ai parametri “Pillow”, “Pillow2”, “Frame” e “Foot” creandone di nuovi o usando quelli già presenti nel “Material Browser”  di Revit.

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Ora visualizzare il modello Bim in vista 3D e impostare lo stile di visualizzazione in Realistico.

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Come si può notare ad ogni elemento della famiglia di Revit è stato associato un Parametro del tipo “Materials and Finishes” e ad ognuno di questi può essere associato un diverso materiale.

Pertanto La possibilità di scelta dei materiali dell’oggetto di Arredo Sedia controllata dai parametri della famiglia di Revit è soddisfatta.

 

Scopri i nostri modelli 3D di sedie e tavoli:

https://www.syncronia.com/it/download-modelli-3d-modelli-bim-sedie-e-tavoli

 

Marco Mignatti

Co-founder Syncronia.com

Tutorial

Facciate in movimento. Il legno per nuove costruzioni

15 Febbraio 2019

Un volume asimmetrico in legno. Una costruzione dai profili irregolari, formata da diversi pannelli che ne caratterizzano le facciate. É la nuova sede della Perathoner, azienda che realizza scultore in legno, nel cuore delle Dolomiti. nuova sede della Perathoner, Bergmeisterwolf Architekten

E proprio qui, in un territorio che custodisce la natura e fa delle tradizioni artigianali locali un’eccellenza, lo studio d’architettura Bergmeister Wolf Architekten ha progettato un edificio in armonia con il contesto e la natura del luogo. nuova sede della Perathoner, Bergmeisterwolf Architekten

Pur essendo un’architettura viva che s’inserisce in maniera forte nel paesaggio proprio per l’a-simmetria dei profili, la nuova sede della Perathoner rispetta pienamente i valori del luogo e rispecchia le attività dell’azienda. Dall’esterno, la costruzione sembra una grande scultura,  e le diverse sfumature di colore dettate dal legno ricordano i diversi stadi che caratterizzano i processi di produzione artistica e artigianale. nuova sede della Perathoner, Bergmeisterwolf Architekten

La struttura è in legno, composta da pannelli triangolari sovrapposti. La copertura invece è costruita da scandole in larice, trattate con diverse tipologie di invecchiamento, trattamenti che ne determinano il  colore, che cambia. In questo gioco di movimento, formato dai pannelli si creano delle aperture da cui filtra la luce naturale. E proprio da qui, di notte, viene invece diffusa la luce artificiale con un forte effetto scenico. I materiali che completano l'architettura sono l'acciaio e il vetro. www.bergmeisterwolf.it

Edoardo Croci

Facciate

Sustainable Smart Insulation. Sviluppo di pannelli isolanti per edilizia in carta da macero e pcm

Un estratto della Tesi di Laurea Magistrale in Design & Engineering, A.a. 2010/2011 di Marta Musitelli Scuola del Design, Politecnico di Milano Relatore: Prof.ssa Barbara Del Curto Correlatore: Prof.ssa MariaPia Pedeferri Sustainable Smart Insulation è il titolo della tesi di ricerca svolta da Marta Musitelli presso il Politecnico di Milano. Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di pannelli isolanti ecosostenibili ed innovativi, realizzabili tramite l’utilizzo di due componenti: la cellulosa, ottenuta dal riciclaggio della carta da macero, e i materiali a cambiamento di fase (Phase Change Materials o PCMs), sostanze capaci di accumulare e rilasciare calore in modo programmato. Attraverso la miscelazione delle due sostanze durante la fase di lavorazione del macero, è stato possibile ottenere un materiale composito con caratteristiche del tutto nuove, nelle quali si uniscono le proprietà termiche dei due componenti. In campo edilizio, i PCM sono impiegati e studiati da diversi anni per migliorare le capacità di isolamento termico delle pareti. Le fibre di cellulosa vengono invece utilizzate come materiale coibente ecologico. Lo scopo della ricerca è quello di ottenere un pannello isolante di matrice cellulosica arricchito dalle proprietà termiche dei PCM e di effettuare degli studi e delle prove per verificarne l’idoneità nel contesto d’uso. Sono state proposte e sperimentate diverse idee per ottimizzare le proprietà del materiale, quali: leggerezza, resistenza meccanica, resistenza al fuoco, resistenza all’assorbimento di acqua e sostenibilità ambientale. La presenza di zone d’aria all’interno della struttura di un materiale riduce la densità e al tempo stesso migliora le proprietà isolanti. Allo scopo di ottenere un pannello più performante e leggero sono state sperimentate diverse tecniche di inclusione dell’aria all’interno del nuovo materiale in carta da macero e PCM, quali ad esempio:
  1. Processo di liofilizzazione
  2. Processo di lievitazione
  3. Distribuzione di fiocchi
  4. Modellazione della forma
Un efficace metodo per ottenere vuoti d’aria all’interno di una struttura è la liofilizzazione. Portando a basse temperature una sostanza contenente acqua si ottengono dei cristalli di ghiaccio ed il volume di acqua aumenta. Mantenendo le basse temperature si procede all’abbattimento della pressione fino ad un valore tale da permettere la sublimazione del ghiaccio in vapore tramite un leggero aumento di temperatura. In questo modo si evita la formazione della fase liquida di acqua che impregnerebbe le fibre e causerebbe il collasso della struttura. A seconda della concentrazione di acqua immessa nella polpa si ottengono risultati differenti. L’aumento di volume e la perdita di peso sono evidenti in entrambi i casi: con una concentrazione di acqua pari a 10 volte il peso del cartone si ottiene una consistenza leggera ma a granuli; con una concentrazione di acqua di circa il doppio della precedente si ottiene una consistenza leggera e più omogenea. Un secondo metodo sperimentato consiste nell’utilizzo di agenti lievitanti, come ad esempio il Bicarbonato di Sodio, in grado di decomporsi ad alte temperature e di creare particelle di anidride carbonica all’interno della polpa bagnata, che durante la fase di asciugatura in stufa aumentano di volume grazie all’ebollizione dell’acqua. L’aggiunta di Bicarbonato di Sodio in diverse quantità conferisce risultati differenti: il pannello realizzato con 30% di Bicarbonato mostra un notevole aumento di spessore rispetto al pannello senza additivi; il pannello con 50% di Bicarbonato mostra un aumento di spessore ulteriore rispetto al precedente arrivando ad essere circa il doppio del pannello senza additivi. Un terzo metodo sperimentato è quello di ottenere una struttura leggera tramite la stratificazione dei fiocchi di cellulosa che si ottengono dalla sfibratura del cartone. Questo metodo permette di ottenere leggerezza grazie all’aria che rimane intrappolata fra le fibre disordinate, ma non risultano adatti all’utilizzo in campo edilizio poiché non sono lavorabili e resistenti meccanicamente. Sfoglia il pdf e continua a leggere la ricerca
Materiali

Onde d’acciaio

20 Gennaio 2019

Un lamiera di acciaio forata e piegata caratterizza la nuova facciata dell’ Edogawa Garage Club a Tokyo. Un exterior ispirato al movimento delle onde, una second skin cangiante che avvolge interamente il vecchio fabbricato e lo rende attuale.

Il nuovo schermo metallico esterno è composto da una serie di lastre modulari di metallo perforate che permettono alla luce naturale di filtrare e la ventilazione attraverso i pannelli. Le variazioni cromatiche sono evidenziate dai cambiamenti di luminosità che producono un gioco di  colori  inaspettati, oro e argento che arricchiscono la natura versatile della facciata.

Edogawa-Garage-Club-Junichi-Ito-1

Nessuna demolizione per il vecchio edifici, ma un'opera di restyling che recupera il vecchio e lo rinnova. Un'idea firmata dallo studio nipponico Jun'ichi Ito Architect & Associates. Un progetto innovativo e green anche, poiché non genera rifiuti dovuti dagli smantellamenti.

www.ito-jun.com  

Edoardo Croci

Facciate