Vetro o marmo?

08 Gennaio 2019

Un guscio esterno per proteggere il prezioso contenuto all'interno. Ecco l’obiettivo della facciata della Library della di Essen, Accademia di musica e arte nella regione della Renania Settentrionale-Vestfalia.

Una particolare struttura cristallina caratterizza un lato dell’edificio. L’exterior è composto da pannelli in vetro che regalano un suggestivo effetto ottico: grazie all’impiego di una particolare tecnica fotografica applicata al vetro, gli spettatori vivono l’illusione di essere di fronte a un materiale lapideo.

Folkwang University2

Quest'immagine riproduce la pietra grezza nelle sue dimensioni originali. In questo modo si possono intravedere le ombre di chi si trova oltre la facciata e la luce naturale viene filtrata all’interno della biblioteca. Di notte, invece, l’edificio illumina anche lo spazio esterno.

La facciata è agganciata alla struttura portante dell’edificio in cemento armato grazie a un sistema a montanti verticali. I pilastri in calcestruzzo sono stati dimensionati e posizionati in funzione delle proporzioni delle scaffalature interne, dove sono custoditi i volumi della biblioteca.

Per il rivestimento dei pilastri è stato utilizzato il medesimo legno di ciliegio impiegato per scaffali e arredi, non tutti però sono stati pensati come elementi portanti: all’interno delle cavità di alcuni di questi passano le tubazioni degli impianti di condizionamento dell’aria.

L’edificio è stato progettato dall’architetto Max Dudler, in collaborazione con il fotografo Stefan Müller. La Folkwang University è un edificio di grande fascino, ricavato all’interno del vecchio monastero benedettino di St. Ludgerus.

www.maxdudler.com

Edoardo Croci

Facciate

Shift housing, la casa che dialoga con il contesto

28 Ottobre 2018

Lo studio di architettura AquiliAlberg ha ultimato a Cremona un progetto residenziale. La tipologia proposta riprende quella della casa a schiera che viene però rimanipolata e reinterpretata dallo studio milanese per valorizzare al meglio le caratteristiche del sito in cui s'inserisce e del contesto, quello del parco naturale del fiume Serio. Il progetto di housing si sviluppa su un’area di circa mille metri quadrati ed è occupato da sei appartamenti che si sviluppano su due piani fuori terra, con il primo piano rialzato per garantire una maggiore privacy ed, allo stesso tempo, proiettare gli interni delle abitazioni verso la prorompente natura su cui il lato principale dell’edificio affaccia. L’idea progettuale è partita da uno studio attento della tipologia abitativa e della qualità generale dello spazio, dell’orientamento e della relazione con il contesto circostante. Obiettivo fondamentale della ricerca perseguita, il dialogo e la valorizzazione reciproca tra architettura e paesaggio, affinché dalla sintesi di elementi artificiali e naturali si arrivi a una qualità elevata dell’abitare. Per valorizzare la relazione tra edificio e ambiente naturale, sono state pensate quindi delle ampie logge esterne private che aggiungono spazio altrimenti non edificabile alle abitazioni e, contemporaneamente, valorizzino la relazione interno-esterno traendo il massimo vantaggio dalla splendida vista sul parco naturale.

Carlo Bardelli

Bioedilizia

GIUSEPPINA E NAPOLEONE RIVIVONO A PARIGI GRAZIE ALLA MAESTRIA DI MOSAICISTI FRIULANI

27 Febbraio 2020

GIUSEPPINA E NAPOLEONE RIVIVONO A PARIGI GRAZIE ALLA MAESTRIA DI MOSAICISTI FRIULANI

Dopo lo splendido progetto di mosaico realizzato a Venezia per la boutique di Palazzo Torres, Friul Mosaic realizza i mosaici con tessere di oro e smalto della nuova boutique parigina Dolce & Gabbana.
In collaborazione con Eric Carlson, studio Carbondale.

Giuseppina letteralmente “accompagna” le signore lungo la scala fino al reparto dedicato a loro, mentre Napoleone fa altrettanto con i signori. 
«Pazzesco arrivare in cima alla scala con il viso dell’imperatrice che osserva i tuoi acquisti» ha commentato un’ospite della maison».

Lo store parigino di Dolce & Gabbana è un tuffo nell'era napoleonica: marmi, legni pregiati, mosaici di vetro e smalto: la nuova boutique del brand è una capsula del tempo che riporta allo splendore delle corti europee. Un lusso da Ancien Régime che spazia dall’oro e il rosso del Barocco, ai cipriati e pastelli del Rococò, un décor massimalista con ricami che riprendono arazzi e dipinti parietali del Rinascimento. A esprimere questa estetica della stravaganza pura non sono solo le collezioni di abbigliamento, accessori e gioielleria, ma anche il mosaico realizzato da Friul Mosaic nella boutique parigina appena restaurata in Rue du Faubourg St. Honoré nel cuore di Parigi. 

Napoleone Bonaparte - foto: Alessandra Chemollo

Giuseppina Bonaparte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Napoleone Bonaparte e Joséphine de Beauharnais accompagnano rispettivamente nella boutique uomo e in quella della donna, nelle loro riproduzioni fatte a mano a mosaico in vetro e smalto dei ritratti di Baron François Gérard. Una scala in marmo rosso Rouge de Roi collega i due piani dello store, dove il design rispecchia a tratti l'estetica francese e quella italiana. «Ci sono volute 4500 ore di incollaggio e 200 ore di posa per ultimare una realizzazione che è un vero e proprio elogio alla bellezza - racconta Barbara Bertoia, una delle titolari del laboratorio di San Martino al Tagliamento fondato dal padre William – un progetto che ci rende orgogliosi, tanto più che Dolce&Gabbana ci hanno scelto nuovamente dopo una prima positiva collaborazione per la loro boutique di Venezia». 
«La sfida, - continua Bertoia -, è stata è stata quella di adattare l’opera pittorica alle esigenze tecniche dell’arte musiva, raggiungendo un risultato organico e piacevole. Poiché le due riproduzioni dovevano essere il più possibile fedeli all’originale in termini di colori, dettagli ed effetto finale dell’opera, abbiamo utilizzato gli smalti veneziani che con la loro vasta gamma di colori ci hanno consentito di creare delle sfumature e dei minuziosi particolari dei tessuti e dei mantelli. Abbiamo utilizzato anche una buona quantità di ori veneziani per poter dare risalto alle corone ed ai gioielli oltre che ai dettagli dei troni e delle vesti delle due figure. Il numero di tessere è davvero difficile da quantificare anche perché per la realizzazione dei volti e dei vestiti abbiamo dovuto utilizzare la tecnica del micromosaico, l’unica in grado di riprodurre così fedelmente i due dipinti». 

Preparazione mosaico Giuseppina Bonaparte
Bozzetto preparatorio per il mosaico di Giuseppina Bonaparte

 

Il team di artisti artigiani di Friul Mosaic ci ha lavorato per tre mesi, utilizzando tessere d’oro e smalti veneziani, stando attenti a mantenere alti i livelli di qualità e dettaglio oltre a rispettare i tempi stretti richiesti dal committente. 
Realizzati “a rovescio”, come da dettami della tecnica inventata per il mosaico moderno dal maestro sequalsese Giandomenico Facchina (altro friulano diventato famoso a Parigi, dove decorò l’Opera), i ritratti, alti 7 metri e larghi 5, sono stati poi portati in Francia con un trasporto dedicato su camion. Giunti alla boutique, sono stati messi a dimora dai mosaicisti di Friul Mosaic.
«Il tutto – sottolinea Bertoia – dovendo anche fare i conti con la scala presente nel negozio e dietro la quale sono stati collocati: una sfida in più che abbiamo affrontato con tutta la passione che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro». 

Il team di artisti al lavoro
Team di artisti al lavoro 

 

Il progetto di Parigi è la testimonianza di quanto l’artigianato italiano possa essere bello e prezioso in tutto il mondo. Nel prossimo futuro di Friul Mosaic ci sono nuove commesse da parte del settore. «L’alta moda – conclude Barbara Bertoia – è un ambito che sta richiedendo molti mosaici esclusivi e con il quale, quindi, stiamo collaborando positivamente.

Fase di lavorazione
Fase di lavorazione
 

*Foto dei Bonaparte in mosaico realizzate in boutique da Alessandra Chemollo

Azienda: Friulmosaic
Vias S. Giacomo, 42
33096 San Martino al Tagliamento PN Italia
tel. +39 0434899217
www.friulmosaic.com

 

Press Office: tac comunic@azione
tel. +39 0248517618
tel. +39 0185351616
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Edoardo Croci

Fibra di carbonio e robot. Il padiglione "coleottero"

02 Ottobre 2018

L'Istituto per Design Informatico (ICD) e l'Istituto di Strutture edilizie e Progettazione Strutturale (ITKE) dell’Università di Stoccarda hanno realizzato un padiglione che ricorda visivamente e materialmente un insetto, o meglio un coleottero. Il gruppo di lavoro non è certo nuovo a questi progetti: recente è infatti un altro padiglione basato sull'esoscheletro di un'aragosta e una struttura progettata e costruita invece sul modello dello scheletro di un riccio di mare. Il progetto è basato sullo sviluppo robotizzato per moduli delle doppie strutture composte da strati di fibra di carbonio: in questo modo l’intera architettura rimane minima e leggera, permettendo un elevato grado di libertà geometrica. Si estende su una superficie di 50 metri quadrati, ma pesa solo 593 chilogrammi.

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Il team di ricercatori e studenti ha utilizzato modelli 3D ad alta risoluzione di vari gusci di scarabeo - noti come elitre – per condurre un'analisi delle strutture interne complesse, lavorando a stretto contatto con biologi e paleontologi dell'Università di Tuebingen.

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Queste strutture sono state poi convertite in una serie di principi di progettazione, realizzati con vetro e fibra di carbonio polimeri rinforzati per dare il padiglione un rapporto resistenza-peso ottimale. "Il progetto presenta un nuovo approccio alle strutture in fibra composita in architettura", ha spiegato ICD ricercatore e membro del team Marshall Prado.  

Edoardo Croci

Materiali

Nasce la partnership tra Syncronia e Jannelli&Volpi

Nel contesto del fuorisalone (17/22 aprile 2018), Jannelli&Volpi presenta l'evento 'Wallpaper Land', a cura di Matteo Ragni Studio. 

‘Wallpaper Land’ nasce dal voler raccontare il dietro le quinte di un’azienda - Jannelli&Volpi - che ha fatto della sua italianità e capacità produttiva altamente tecnologica, il successo nel settore della carta da parati. Che esporta da quasi sessant’anni, in tutto il mondo.Una storia che parla del prodotto. In fabbrica. Il luogo da cui partono le storie che scorrono e sono narrate sui rolli, che diventano carte da parati e viaggiano per arrivare a destinazione. Negli ambienti di chi ha scelto di raccontarle, sui muri delle singole architetture.

Nel contesto di questo evento, presenta il nuovo format PROJECT LOUNGE, che l’azienda italiana - leader nel settore dei rivestimenti murali e tessuti d'arredo - ha deciso di dedicare al contract - che occuperà in modo permanente un’intera sala al primo piano della sua storica sede di Milano (Via Melzo 7) - ideata per essere punto di incontro tra la fase produttiva e il prodotto, per professionisti e ambienti contract. Con la progettazione ideata insieme a Matteo Ragni Studio, la Project Lounge di Jannelli&Volpi vede protagonisti Syncronia - grazie alla partnership appena avviata - isieme a Hay, VeryWood e Waldmann.


Architettura