Interazioni: volumi vetrati e schermature metalliche

03 Dicembre 2018

Con i suoi 34.000 metri quadrati di spazio disponibile su 15 piani, il Civil Justice Centre di Manchester è il palazzo di giustizia più grande mai costruito in Gran Bretagna dopo la Royal Courts of Justice di Londra. Aperto e accessibile, il nuovo edificio ospita 47 aule di tribunale, 75 aule di consultazione oltre a uffici e spazi di supporto.

Civil Justice Centre di Manchester

“Dall'esterno, esso segnala e mostra letteralmente l'accessibilità dei tribunali. Questo palazzo è parte della città, e la città è parte del palazzo” spiega lo studio di architettura Denton Corker Marshall, autore del progetto. “I tribunali e gli uffici sono espressi come lunghe forme rettilinee, articolate a livello di ogni piano, che si proiettano a ciascuna estremità del palazzo come una variegata composizione di compattezza e vuoto. Questi elementi stabiliscono collettivamente un profilo dell'edificio dinamico e distintivo, e formano una potente e scultorea interazione di luce e di ombra, profondità e complessità”.

Civil Justice Centre di Manchester

Esempio di involucro eco-efficiente o ambientalmente interattivo, l'edificio è stato realizzato secondo i principi della sostenibilità ambientale. La parte pubblica si distingue per la presenza di un doppio involucro vetrato contenente i volumi opachi sospesi delle sale d'attesa. Gli uffici sono contenuti in blocchi di vetro colorato schermati da un diaframma metallico.

Civil Justice Centre di Manchester

Tutte le zone dell'edificio sono ventilate in modo naturale e le aule di tribunale sono servite da un sistema ibrido di ventilazione. Nell'edificio è stata adottata una strategia ambientale che può essere riassunta in 5 punti: - scaffali di luce per re-direzionare la luce in profondità nell'edificio; atrio centrale e corridoi perimetrali che agiscono come spazi tampone dal punto di vista termico e acustico; corti ventilate naturalmente utilizzando un plenum a pavimento; riflessione dei rumori provenienti dalla strada; raffrescamento supplementare utilizzando il pozzo scavato per questo obiettivo.

Civil Justice Centre di Manchester

Grazie a queste caratteristiche, la struttura ha ottenuto la valutazione “Excellent” del sistema di classificazione BREEAM.

Civil Justice Centre di Manchester

Il Manchester Civil Justice Centre è vincitore del RIBA/English Partnerships Sustainability Award, uno dei premi assegnati ogni anno dal Royal Institute of British Architects. È stato inoltre uno dei sei progetti candidati al prestigioso Stirling Prize, poi aggiudicato al complesso residenziale “Accordia” di Cambridge. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.dentoncorkermarshall.com  

Carlo Bardelli

Architettura

Exterior: i pannelli traforati e galleggianti di Gilles Bouchez

11 Dicembre 2018

Per il progetto di ampliamento dell’edificio della comunità dei comuni di Lacq (Mourenx, Francia), l'architetto Gilles Bouchez ha ideato un sistema frangisole realizzato nella tecno-superficie DuPont™ Corian®, al fine di regolare l’accumulo termico di una facciata di vetro esposta a sud. Sviluppati in collaborazione con Créa Diffusion, laboratorio certificato per la lavorazione di DuPont™ Corian®, questi pannelli traforati e leggermente in rilievo, hanno un tasso di aperture del 30%,un risultato tecnico unico e inedito. Dupont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5065 L’architetto Gilles Bouchez spiega: "Volevo un'alternativa estetica e contemporanea ai frangisoli in legno o tela, una soluzione di rottura, qualcosa di molto bianco che non accumulasse calore, traforato per permettere alla luce e alla vista di filtrare, e senza struttura visibile.  La mia idea era quella di ottenere dei pannelli che sembrano galleggiare, visibili internamente ed esternamente, con una sensazione di spessore data dalle ombre dei pannelli stessi.” DuPont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5117 La comunità dei comuni di Lacq (CCL) è un ente pubblico di cooperazione intercomunale (EPCI), ampliato il 1 gennaio 2011, attraverso la fusione delle comunità dei comuni di Arthez de Bèarn, Lacq, Lagor e Mone.  La comunità dei comuni comprende 47 comuni rurali e industriali, raggruppa 35 400 abitanti e si estende su una superficie di 534,2 kilometri quadrati. Fin dalla sua fondazione nel 1974, la CCL agisce per la diversificazione economica della zona industriale.  Oltre alla costruzione di un ambiente favorevole alla creazione di posti di lavoro, la comunità opera anche attraverso l'acquisizione di terreni, lo sviluppo e la commercializzazione di aree di attività, e il finanziamento di infrastrutture. Per favorire la creazione di nuove imprese e l'espansione delle imprese già esistenti, la CCL supporta la ricerca di finanziamenti, fornisce assistenza tecnica nella realizzazione di progetti, e dà loro anche un sostegno finanziario. DuPont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5072 "Questa soluzione proposta da Gilles Bouchez ci ha entusiasmato per la capacità di rispondere perfettamente alle esigenze, apportando la funzionalità del frangisole insieme a un’estetica originale e innovativa," spiega Dominique Bernard, Vice-Presidente della CCL, responsabile del progetto di ampliamento. Due diverse altezze di pannelli (3 metri di altezza x 2 metri di larghezza x 12 millimetri di spessore) sono state lavorate per coprire una facciata di 40 metri di lunghezza e 6 metri di altezza, per una superficie totale di 251 metri quadri.  La resistenza ai raggi UV dei pannelli in DuPont™ Corian® è stata testata e confermata su edifici realizzati in precedenza come l’Hotel Seeko’o di Bordeaux, la cui facciata, dopo cinque anni, è rimasta intatta.  DuPont™ Corian® ha ricevuto l’idoneità tecnica del CSTB (Centre Scientifique et Technique du Bâtiment) (n° 02/11 1472) all’utilizzo come rivestimento di facciate. Per essere in linea con la facciata di vetro montata senza struttura apparente, e consentire agli occupanti degli uffici di beneficiare di questi frangisole senza vedere la struttura di sostegno, è stato sviluppato un sistema di aggancio simile a quello utilizzato per il vetro: un insieme di cavi verticali in acciaio inox, distanziati ogni 65 cm, su cui sono stati "agganciati" i pannelli realizzati con la tecno-superficie DuPont™ Corian®. DuPont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5252 L’architetto Gilles Bouchez ha inoltre previsto l’illuminazione dei pannelli, grazie a file di LED posizionate sul suolo e a mezza altezza, tra i pannelli in DuPont™ Corian® e la facciata in vetro, orientate verso l’alto al fine di restituire al meglio l’effetto del rilievo, giocando al contempo sulla varietà di colori offerti dal LED, e cangianti a seconda del tempo e degli eventi (una luce dorata quando il tasso idrometrico è elevato o a Natale, per esempio).  L’architetto ha anche pensato che al calar del sole, nel momento in cui gli occupanti degli uffici utlizzano la luce artificiale, quest’ultima potesse venir riflessa sui pannelli in DuPont™ Corian®, incidendo positivamente sul calo del consumo energetico. Dupont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5051

La tecno-superficie DuPont ™ Corian ® ha reso possibile la realizzazione delle soluzioni desiderate: grazie alla sua facilità di taglio, sono state effettuate diverse dimensioni di perforazione; grazie alla sua termoformabilità, è stato ottenuto il rilievo desiderato senza giunti visibili e sono stati fabbricati pannelli di grandi dimensioni.  Resistente ai raggi UV, DuPont™ Corian® è un materiale che non ha bisogno di essere sostituito in caso di impatto, ma può essere facilmente riparato e rinnovato tramite levigatura.  Inoltre, una facciata in DuPont™ Corian® non necessita di una rimessa a nuovo dopo pochi anni, una semplice pulizia con alta pressione è sufficiente.

Marco Mignatti

 

Facciate

Suggestioni orientali per in termoarredo dalle alte prestazioni

Ridea presenta BambOOO, disegnato da Meneghello Paolelli Associati: il nuovo radiatore spicca per l'originale interpretazione del classico tubolare e per l’assoluta qualità Made in Italy che contraddistingue da sempre il brand.

Il design essenziale, moderno ed elegante ispirato alle canne di una foresta di bambù consente un armonioso inserimento sia in contesti contemporanei sia in spazi dall'impronta più classica. Peculiarità di BambOOO è il collettore che diventa un componente estetico in grado di donare sinuosità alle forme del radiatore.

Realizzato totalmente in alluminio riciclato, è un prodotto ad alta resa termica di notevole leggerezza e flessibilità d’utilizzo che unisce la forte valenza estetica alle alte prestazioni con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Questo modello garantisce, infatti, notevoli vantaggi, tra cui l'adattabilità agli impianti che si servono di acqua a bassa temperatura, nel rispetto dell'ambiente e dell'economicità di utilizzo.

BambOOO è attualmente disponibile nella versione idraulica e in quella elettrica, con elettronica INSIDE D EcoDesign 2018. La prima si declina nell'ampia palette cromatica Ridea che consente un'elevata personalizzazione, la seconda per il momento esclusivamente nella finitura bianco sablè e nero antracite sablè.

News dalle aziende

Learning from Vernacular. Fango, legno e pietra

28 Novembre 2018

Capanne di fango, abitazioni in legno, case in pietra. Le architetture di tutto il mondo cambiano, si evolvono e si adattano all'ambiente, al clima e ai materiali locali. Nascono ottimi esempi di edilizia sostenibile, espressione delle culture tradizionali.

Schule, Anna Heringer

“Learning from Vernacular" è la mostra in scena, fino al 29 settembre, al Vitra Design Museum. Un’occasione per scoprire esempi di architettura tradizionale: un design contemporaneo che nasconde nuove forme di costruzione. Dal Sud dell’Africa, all’Egitto, dalla Cina, alla Malesia fino al Camerun; architetture in legno, progetti spettacolari in bamboo fino a strutture che assomigliano a tunnel e sono state realizzate con erba di palma. Togo Tamberma, Tata Photos, Deidi von Schaewen

La mostra presenta i progetti residenziali dell'Università Auburn di Rural Studio in Alabama, le collaborazioni tra artigiani e architetti in India, l'opera dell'architetto Carin Smuts nelle township sudafricane o le strutture di bambù del colombiano  Simón Vélez.  Pellicole, fotografie e piani illustrano come i rispettivi edifici siano stati costruiti e trasmettono la vita quotidiana dei loro abitanti. Learning from Vernacular Learning from Vernacular Learning from Vernacular

Con i suoi 40 modelli, la mostra presenta un vero e proprio panorama dell'architettura mondiale. E apre gli occhi del pubblico per l'abbondante varietà di materiali, forme, tecniche di costruzione che esistono al di fuori del mercato commerciale globalizzato e si tramandano di generazione in generazione. In questi casi, le funzioni sociali delle architetture sono spesso altrettanto importante quanto l’ estetica o l’economia. Grazie ai numerosi esempi di materie prime rinnovabili e soluzioni energeticamente neutrali offre numerosi spunti per lo sviluppo sostenibile delle risorse. Learning from vernacular è stata realizzata grazie alla raccolta completa dell'École Polytechnique Fédérale di Losanna (EPFL). Questa collezione comprende più di 700 modelli architettonici in scala 1:20 e molti documenti. La collezione è a sua volta parte di un grande archivio dedicato all'architettura moderna, il cui direttore Pierre Frey è il curatore della mostra. Uno dei pionieri della pratica edilizia sostenibile e sociale è l’architetto Anna Heringer che il prossimo 19 settembre terrà al Vitra Museum una conferenza sui progetti in paesi come la Cina, il Marocco o in Bangladesh, dove ha sviluppato un approccio unico al design architettonico che strettamente coinvolge le comunità e materiali locali. www.design-museum.de www.anna-heringer.com  

Marco Mignatti

Bioedilizia

Padiglione bionico in legno compensato

Nel 2011 l'istituto dell’Università di Stoccarda di Progettazione delle strutture portanti e delle costruzioni ha realizzato una costruzione sperimentale temporanea in legno ispirata ai principi della Bionica. La struttura è stata ideata, progettata e realizzata attraverso un processo condiviso tra ricerca e insegnamento. Il progetto si è avvalso di procedure innovative di simulazione e progettazione computerizzata oltre che di metodologie di esecuzione assistite dal calcolatore per la trasposizione costruttiva di principi strutturali esistenti in natura. In particolare, l’esperimento si è concentrato sull’analisi e la traduzione delle strutture ossee a placca di un particolare tipo di riccio di mare.

ICD ITKE Research Pavilion

La particolarità innovativa dell’esperimento consiste nella possibilità di applicare, mediante calcolatore, i principi bionici desunti da una struttura naturale su modelli geometrici di varia tipologia ottenendo contemporaneamente un’altissima efficienza strutturale. In questo caso l’obbiettivo è stato puntualmente raggiunto rendendo possibile la realizzazione dell’intero padiglione, in tutta la sua complessa morfologia, attraverso l’esclusivo utilizzo di pannelli di legno compensato di spessore estremamente ridotto (6,5 mm) impostati sullo sviluppo di un sistema modulare che permette un elevato grado di adattabilità e di prestazioni.

ICD ITKE Research Pavilion

Il padiglione è organizzato come struttura a due livelli gerarchici. Al primo, le articolazioni dei fogli di compensato sono incollati insieme per formare una cella; nel secondo livello, un collegamento a vite semplice unisce insieme le cellule, consentendo il montaggio e lo smontaggio del padiglione. Il sistema modulare di piastre poligonali è collegato insieme in corrispondenza dei bordi. Tre bordi si incontrano in un punto solo, un principio che consente la trasmissione delle forze normali e tangenziali, ma non momenti flettenti tra le articolazioni, risultando così un cuscinetto a curvatura, con struttura deformabile. A differenza delle tradizionali costruzioni leggere, dotate di forme ottimizzate, questo nuovo principio di disegno può essere applicato ad un'ampia gamma di geometria personalizzata. Necessario l'ancoraggio al suolo per resistere a carichi del vento.

ICD ITKE Research Pavilion

Le piastre e le articolazioni di ciascuna cella sono state prodotte con il sistema robotico di fabbricazione dell'università. Ciò ha permesso la produzione economica di oltre 850 componenti geometricamente diverse, così come oltre 100.000 giunzioni. Dopo la produzione robotica, i pannelli di compensato sono stati uniti insieme per formare le celle. Il montaggio dei moduli prefabbricati è stato effettuato presso il campus della città dell'Università di Stoccarda. Tutto il lavoro di progettazione, ricerca, fabbricazione e costruzione sono stati eseguiti congiuntamente da studenti e ricercatori.

(Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.icd.uni-stuttgart.de www.itke.uni-stuttgart.de  

Bioedilizia

TUTORIAL 2: Revit family – l’oggetto di arredamento 3D BIM nel progetto.

Guida all’inserimento di una famiglia di arredo all’interno di un progetto architettonico

 

 Revit family 

In questo tutorial continueremo ad approfondire la relazione tra i parametri della famiglia di Revit presa ad esempio, ovvero la sedia “Solo S62”  e il loro funzionamento all’interno di un progetto architettonico.


Ricordiamo che la creazione di Oggetti BIM comunemente detti famiglie in Revit è fondamentale per il completamento dei modelli 3D BIM e per il loro corretto funzionamento.


Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati su Internet per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.


Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito che pertanto possono essere interrogate, modificate, contabilizzate ecc.


Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli Architettonici come porte, finestre, texture e rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.


Nel tutorial precedente ci siamo concentrati sul funzionamento della tipologia di parametri Materiali e finiture, ora vedremo come sono stati creati gli altri parametri presenti all’interno del nostro oggetto di arredo e come utilizzarli all’interno di un ambiente BIM di progetto.
Ci concentriamo in particolare sui Tipi di Parametri “Dati Identità”.

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                                                                                                            Revit – parametri della famiglia – dati identità

Queste informazioni, generalmente fornite dal produttore dell’oggetto di arredo, possono essere molto utili per esempio per la compilazione di Abachi di arredamento o per visualizzarne le caratteristiche all’interno di layout progettuale. 


Come prima cosa vediamo come si crea un nuovo parametro:


-    cliccare sull’icona “nuovo parametro”; inserire il nome del nuovo parametro da assegnare alla famiglia (ad esempio “Finitura”) ;
-    nel menù a tendina “Disciplina” selezionare “Comune”;
-    nel menù a tendina “Tipo di Parametro” selezionare “Testo”;
-    nel menù a tendina “Raggruppamento parametro in” selezionare “Dati Identità”.

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                                                                                                                 Revit – parametri della famiglia – dati identità 2

Abbiamo così creato un nuovo parametro della Famiglia BIM all’interno della tipologia “Dati Identità” a cui andiamo ad associare un valore corrispondente per esempio “Pelle e alluminio spazzolato” preso dal catalogo del produttore di Interior Design specifico.


In analogo modo sono stati creati tutti i parametri “Dati Identità” della Famiglia di Revit scaricata.


Ora vedremo come queste informazioni possono essere sfruttate in un ambiente di progetto BIM.


Supponiamo di dover impostare una soluzione di arredamento all’interno di un modello BIM 3D già preparato, caricando il nostro 3D Object e posizionandolo in una vista di pianta all’interno di un locale già etichettato come tale, come ad esempio una “living room”.


Dal menù “Crea” selezionare “Carica nel progetto” e posizionare con il mouse la sedia all’interno del locale scelto.

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                                                                                                                Revit – famiglia di arredo – inserimento nel progetto

Nota chiave

Ora abbiamo l’oggetto BIM di arredamento all’interno di un ambiente progettuale di Revit e possiamo verificarne le caratteristiche semplicemente selezionandolo come fatto in precedenza e le informazioni contenute al suo interno, i suoi parametri, possono essere interrogati e richiamati per dettagliare correttamente un progetto di Arredo attraverso note o creazione di abachi specifici.

Vediamo ora come avere un riscontro di annotazione in vista.

Il modo più semplice è assegnare una etichetta all’oggetto di arredo attraverso l’uso della nota chiave.

Nell’ ambiente progettuale, in “Annota”, nel menù a tendina “Nota chiave” selezionare  “Nota chiave elemento” e quindi selezionare la nostra sedia.

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                                                                                                                           Revit – famiglia di arredo – nota chiave


Graficamente apparirà una nota, che richiama esattamente il testo del parametro “Nota chiave” contenuto all’interno della famiglia di Arredamento selezionata. 


Per verificarlo, selezionare l’oggetto di Interior Design, nella barra proprietà selezionare “Modifica tipo” e si apre il menu delle proprietà del tipo della famiglia 3D importata.

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                                                                                                                           Revit – famiglia di arredo – nota chiave 2

Questo è un primo esempio di come, oltre a svolgere una funzione di completamento grafico, in questo caso di arredamento, una famiglia di Revit ha al suo interno una serie di informazioni e funzioni che le permettono di dialogare con il modello 3D di progetto che è destinato ad ospitarla. 


Questi parametri, che in precedenza abbiamo definito come l’output prestazionale della famiglia di Revit, possono essere richiamati in ogni momento e in maniera diversa a seconda di quali siano le esigenze progettuali e all’interno di un Progetto BIM 3D.


Ora completiamo una soluzione di arredamento scaricando e inserendo ulteriori oggetti di Design come ad esempio:


-    un tavolo;
-    uno o più elementi divano; 
-    una chaise longues; 
ecc.
posizioniamo le famiglie, elementi di interior design, all’interno del progetto di arredo e come in precedenza assegniamo una etichetta all’oggetto BIM attraverso l’uso della nota chiave.

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                                                                                                                               Revit – famiglia di arredo – nota chiave 3


Analogamente a quanto visto in precedenza per l’elemento di arredo “sedia” abbiamo ora per “divano”, “tavolo” e “chaise longue” un’annotazione che richiama esattamente il testo del parametro “Nota chiave” contenuto all’interno della famiglia di Arredamento. 

Abaco degli arredi

Nel caso volessimo arricchire il nostro layout architettonico con ulteriori informazioni sugli elementi d’arredo, senza troppo appesantire la veste grafica è consigliato usare un abaco.


Gli abachi di Revit funzionano come maschere che contengono e richiamano al loro interno i parametri di tutto il modello BIM 3D, è pertanto possibile e in maniera molto efficace costruire uno o più abachi di arredamento che contengano al loro interno molte più informazioni sugli elementi di arredo inseribili in un progetto Architettonico.


Nel Browser di progetto, tasto destro su “Abachi/Quantità” e selezionare “Nuovo abaco/quantità

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                                                                                                                                                  Abaco degli arredi – creazione

Dal menù a tendina successivo selezionare “Arredi”

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                                                                                                                                                Abaco degli arredi – creazione 2

La nuova maschera che compare è l’interfaccia di costruzione dell’abaco degli arredi che stiamo impostando.


Sulla colonna di sinistra vediamo i campi selezionabili, su quella di destra vediamo i campi che desideriamo inserire all’interno della nostra tabella. Questi campi, altro non sono che la relazione tra i parametri presenti all’interno delle famiglie di revit e il loro richiamo (campo) all’interno del progetto architettonico.


Procedere inserendo soltanto i “campi” necessari alla descrizione dei singoli oggetti di Interior Design che costituiscono il nostro progetto di arredamento. Per aiutarci a compilare correttamente l’abaco in questo senso, basta come fatto in precedenza, selezionare uno degli oggetti e con “Modifica tipo” verificare quali parametri sono contenuti all’interno delle famiglie di Revit e che vogliamo richiamare nel nostro abaco.

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                                                                                                                                              Abaco degli arredi – creazione 3


Selezioniamo i seguenti campi nella colonna di sinistra e con la freccia verde aggiungiamoli all’abaco (la freccia rossa elimina il campo dall’abaco):


-    Nota chiave;
-    Descrizione;
-    Produttore;
-    Costo;
-    URL;
-    Modello;
-    Immagine. 

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                                                                                                                                                Abaco degli arredi – creazione 4


L’abaco che viene generato è una nuova vista all’interno del Browser di progetto e si presenta come una tabella che ha in colonna i campi e in riga tutti gli elementi riconosciuti come “Arredo” all’interno del Modello BIM.


Il primo campo, “Nota chiave” richiama esattamente quanto in precedenza visualizzato all’interno della vista in pianta del progetto Architettonico, gli altri campi tutte le specifiche informazioni (parametri) richiamati.  Tuttavia si nota come ci siano due campi senza informazioni di sorta, ovvero il campo “Costo” e il campo “Immagine”.


In merito al primo, utile per preventivare e dare immediato riscontro visivo del costo di ogni elemento è sufficiente modificare ogni famiglia di Arredo inserendo un costo per ognuna; tornando nella vista di pianta, selezionare ogni singolo oggetto di interior design con “Modifica tipo” entrare nelle proprietà del tipo della famiglia di Revit e inserire un preventivo o un costo da catalogo (i valori inseriti sono puramente indicativi).

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                                                                                                                                                  Abaco degli arredi – creazione 5


L’abaco degli arredi è adesso aggiornato con i costi dei singoli elementi di arredo.

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                                                                                                                                                 Abaco degli arredi – creazione 6

Al fine di migliorare poi la veste grafica dell’abaco è utile fornire un’anteprima degli elementi di arredo inseriti nel progetto Architettonico.


Per far ciò è necessario caricare le immagini degli stessi (scaricabili agli stessi indirizzi URL) dal menù “Inserisci”, “Gestisci immagini”, “Aggiungi” nella scheda di gestione delle immagini che viene visualizzata.

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                                                                                                                                    Abaco degli arredi – gestione immagini 1


Ora è possibile, tornando alla vista “Abaco degli arredi” collegare ogni Elemento di Interior Design ad una sua immagine di anteprima selezionando la cella corrispondente. Di nuovo si visualizza il selettore di “Gestisci immagini”, selezionare l’immagine dell’Arredo corrispondente e ripetere l’operazione per ogni altra sedia, tavolo, divano, chaise longue presenti nel progetto Architettonico.

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                                                                                                                                Abaco degli arredi – gestione immagini 2

Ora l’abaco degli arredi ha tutte le immagini di anteprima caricate.
Per visualizzarle è necessario, trascinare la vista “Abaco degli arredi” all’interno di una tavola di progetto.

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                                                                                                                  Abaco degli arredi – inserimento in tavola di progetto

Tutorial

Cemento e acciaio. Il bio Museum firmato Frank O. Gehry

30 Novembre 2018

Cemento e acciaio sono i protagonisti dello scheletro del nuovo Biomuseum of Panama progettato da Frank O. Gehry. Biomuseum Frank Gehry Biomuseum Frank Gehry

Una struttura eclettica, asimmetrica, sporgente e arzigogolata con tettoie che si sovrappongono, fino a formare un collage di forme e colori che cattura gli occhi.

L’edificio è composto da tre elementi principali: il museo, la galleria di design e il parco. La struttura si basa su fitti “alberi” in cemento che reggono vari metalli placcati simili a tettoie in una serie di geometrie curve e piegate.

Biomuseum Frank Gehry

“Il ponte della vita” è il nome del museo, concepito con lo scopo di insegnare e diffondere l’importanza delle biodiversità. Una forma irregolare che sembra una rappresentazione delle forze naturali che modellano il nostro mondo.

Biomuseum Frank Gehry

Biomuseum Frank Gehry

Gli elementi strutturali diventano anche punti di istruzione che descrivono l’effetto del genere umano sull’ecosistema panamense. Panama non è solo uno dei luoghi con più diversità biologiche al mondo, ma è anche la patria di alcuni degli ecosistemi più studiati.

www.biomuseopanama.org

www.foga.com

Marco Mignatti

Architettura

Incorniciare un'idea

In occasione di Milano Design City Lualdi presenta Altaj, il nuovo progetto firmato dallo studio SBGA | Blengini Ghirardelli, che sottolinea l'importanza del dettaglio nella progettazione. Nell’ambito di una conversazione con l’azienda i designer illustrano il risultato concreto di questo approccio al progetto.

                                                                      Altaj Door marble

Milano, 7 ottobre 2020 - Il nuovo progetto di porta disegnato da SBGA | Blengini Ghirardelli per Lualdi si ispira ad Altaj - letteralmente “montagna dorata” - il sistema montuoso asiatico conosciuto fin dai tempi della civiltà del bronzo per la sua influenza artistica verso i vicini territori della Cina.

Altaj è concepita per andare oltre il minimalismo della porta a filo muro. La porta firmata da SBGA | Blengini Ghirardelli infatti non scompare nella parete, ma è anzi evidenziata dal profilo metallico che incornicia l'anta e ne esalta la finitura. L'aspetto decorativo della porta emerge così dalla parete sottolineandone il significato simbolico di attraversamento, di passaggio.

“Altaj – spiega l'architetto Blengini - nasce dalla volontà di unire l’essenzialità delle forme alla ricerca tecnologica e all’efficienza. Spingendo al massimo sulle potenzialità espressive di questo oggetto e sulle sue possibilità di customizzazione”. Altaj infatti è costituita da una sottile intelaiatura, che - uscendo dal muro con uno spessore minimo di 1,5 cm - ha l’effetto di una cornice filiforme. Il bordo che gira sui quattro lati crea così la tridimensionalità dell’oggetto, sia nella vista allineata alla parete, sia in quella opposta dove l’anta è contenuta nella nicchia creata dallo spessore del muro.

La simmetria della cornice e l’assenza di battuta costituiscono un elemento decorativo molto efficace anche quando la porta si trova in posizione di apertura.

Altaj, per le sue caratteristiche di leggerezza, si presta ad essere ricoperta con materiali differenti, dal legno al grès, dal cuoio alla carta da parati, per creare effetti visivi definiti e diventare protagonista dello spazio grazie ad un tratto inconfondibile e innovativo.

 

Il Talk: l'importanza del dettaglio nel progetto

La presentazione della porta Altaj è l'occasione per Lualdi di fare una riflessione insieme allo studio SBGA | Blengini Ghirardelli sullo stato attuale dell'interior design, indirizzando il pensiero verso nuovi spazi abitati che siano in grado di rispondere alle necessità del vivere contemporaneo. Gli architetti Giuseppe Blengini e Agostino Ghirardelli si addentrano così all'interno degli ambienti domestici, riflettendo sul significato del progetto e pensando ai dettagli come strumenti funzionali.

Un confronto che parte dal lavoro svolto dallo Studio, dal momento della sua fondazione fino ad arrivare ad oggi: un percorso di collaborazione con le aziende italiane che supportano con determinazione la ricerca tecnologica e di stile nel design. Questo dialogo aperto è un'occasione preziosa per indagare dove si posa oggi lo sguardo e il pensiero degli architetti, spaziando dal design a grandi interventi di pianificazione urbana.

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Altaj Door detailAltaj handle Lualdi

News dalle aziende

Fibra di carbonio e robot. Il padiglione "coleottero"

L'Istituto per Design Informatico (ICD) e l'Istituto di Strutture edilizie e Progettazione Strutturale (ITKE) dell’Università di Stoccarda hanno realizzato un padiglione che ricorda visivamente e materialmente un insetto, o meglio un coleottero. Il gruppo di lavoro non è certo nuovo a questi progetti: recente è infatti un altro padiglione basato sull'esoscheletro di un'aragosta e una struttura progettata e costruita invece sul modello dello scheletro di un riccio di mare. Il progetto è basato sullo sviluppo robotizzato per moduli delle doppie strutture composte da strati di fibra di carbonio: in questo modo l’intera architettura rimane minima e leggera, permettendo un elevato grado di libertà geometrica. Si estende su una superficie di 50 metri quadrati, ma pesa solo 593 chilogrammi.

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Il team di ricercatori e studenti ha utilizzato modelli 3D ad alta risoluzione di vari gusci di scarabeo - noti come elitre – per condurre un'analisi delle strutture interne complesse, lavorando a stretto contatto con biologi e paleontologi dell'Università di Tuebingen.

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Queste strutture sono state poi convertite in una serie di principi di progettazione, realizzati con vetro e fibra di carbonio polimeri rinforzati per dare il padiglione un rapporto resistenza-peso ottimale. "Il progetto presenta un nuovo approccio alle strutture in fibra composita in architettura", ha spiegato ICD ricercatore e membro del team Marshall Prado.  

Materiali

Residenza di lusso, tutta in cemento

Il cemento come materiale architettonico per una residenza di lusso. Il giovane architetto messicano Abraham Cherem (Cherem Arquitectos) ha recentemente completato il progetto di una residenza alla periferia di Mexico City, costruita per un noto calciatore locale. Cherem Arquitectos, House P, Bosque Real, Huixquilucan, Messico Il progetto è basato sullo studio delle viste della casa e della circolazione della luce al suo interno. L’architetto ha sovrapposto due parallelepipedi di cemento realizzando un insieme complesso di rettangoli e pareti curve. L’obiettivo è quello di minimizzare la vista sulla periferia degradata della metropoli, concentrando lo sguardo sul vasto patio centrale. Cherem Arquitectos, House P, Bosque Real, Huixquilucan, Messico   I muri, spessi 44 cm alternano pareti lisce a superfici corrugate. All’interno le pareti sono concepite come tende di cemento, che regolano gli spazi e l’ingresso della luce nelle diverse ore del giorno. Cherem Arquitectos, House P, Messico, pianta del piano terra   L’uso del cemento si inspira all’opera degli architetti brasiliani Lina Bo Bardi e Oscar Niemayer
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