Legno di cannella per il Cassia Coop Training Centre

18 Marzo 2019

Andreas G. Gjertsen e Yashar Hanstad sono due architetti scandinavi. Cresciuti professionalmente nella cuore della progettualità e dell’innovazione. Il prossimo 25 settembre saranno ospiti del Salone internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, a raccontare il loro progetto per i coltivatori di cannella dell’Indonesia.

Cassia Co-op Training Centre by TYIN tegnestue architects

Un budget di 30milioni di euro, per un lavoro che ha coinvolto anche studenti e giovani architetti. E che parte da un racconto. Un uomo d’affari di origine francese, dopo aver attraversato la Sumatra (la terza isola più grande dell’arcipelago indonesiano) è arrivato in Norvegia, a Trondheim, presso lo studio dei progettisti. A loro raccontò la vita dei coltivatori di cannella, spiegando anche che l’85% di tutta la cannella consumata nel mondo viene prodotto proprio in quella terra, la Sumatra. Una storia che non tralasciava anche tristi particolari, tra cui la condizione umana, e anche economica, a cui tutti i lavoratori erano sottomessi. Cassia Co-op Training Centre by TYIN tegnestue architects

Impressionati, Andreas e Yashar hanno deciso di investire su questa terra. E di progettare una scuola per i coltivatori di cannella. É nato il Cassia Coop Training Centre: un istituto che ha anche l’obiettivo di stabilire nuovi principi: gli operai ricevono una paga, un programma di assistenza sanitaria e hanno accesso alle scuole e l'istruzione.

Cassia Co-op Training Centre by TYIN tegnestue architects

Architettura locale L’edificio è una costruzione progettata con materiali leggeri. É stata realizzata in legno di cannella, poggia su una base in mattone (di produzione locale) e cemento. Il legno è stato scelto per richiamare la natura e il bosco attorno al quale è stata costruita l’architettura.

Cassia Co-op Training Centre by TYIN tegnestue architects

Era molto importante riuscire a creare un clima ventilato, riducendo l’impatto dei raggi solari. Per questo, e per la necessità di rispondere ai requisiti antisismici, è stato realizzato un blocco centrale intorno al quale sono state progettate, divise in blocco, le diverse funzioni (laboratori, cucina, …). Elemento d’unione, una copertura continua rivestita con lamiere metalliche e stuoie di bambù. Nel progetto sono stati coinvolto 70 lavoratori locali, una scelta dettata dalla necessità di ridurre i costi e anche dalla volontà di sensibilizzare la popolazione.  

Marco Mignatti

Bioedilizia

Exterior: i pannelli traforati e galleggianti di Gilles Bouchez

11 Dicembre 2018

Per il progetto di ampliamento dell’edificio della comunità dei comuni di Lacq (Mourenx, Francia), l'architetto Gilles Bouchez ha ideato un sistema frangisole realizzato nella tecno-superficie DuPont™ Corian®, al fine di regolare l’accumulo termico di una facciata di vetro esposta a sud. Sviluppati in collaborazione con Créa Diffusion, laboratorio certificato per la lavorazione di DuPont™ Corian®, questi pannelli traforati e leggermente in rilievo, hanno un tasso di aperture del 30%,un risultato tecnico unico e inedito. Dupont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5065 L’architetto Gilles Bouchez spiega: "Volevo un'alternativa estetica e contemporanea ai frangisoli in legno o tela, una soluzione di rottura, qualcosa di molto bianco che non accumulasse calore, traforato per permettere alla luce e alla vista di filtrare, e senza struttura visibile.  La mia idea era quella di ottenere dei pannelli che sembrano galleggiare, visibili internamente ed esternamente, con una sensazione di spessore data dalle ombre dei pannelli stessi.” DuPont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5117 La comunità dei comuni di Lacq (CCL) è un ente pubblico di cooperazione intercomunale (EPCI), ampliato il 1 gennaio 2011, attraverso la fusione delle comunità dei comuni di Arthez de Bèarn, Lacq, Lagor e Mone.  La comunità dei comuni comprende 47 comuni rurali e industriali, raggruppa 35 400 abitanti e si estende su una superficie di 534,2 kilometri quadrati. Fin dalla sua fondazione nel 1974, la CCL agisce per la diversificazione economica della zona industriale.  Oltre alla costruzione di un ambiente favorevole alla creazione di posti di lavoro, la comunità opera anche attraverso l'acquisizione di terreni, lo sviluppo e la commercializzazione di aree di attività, e il finanziamento di infrastrutture. Per favorire la creazione di nuove imprese e l'espansione delle imprese già esistenti, la CCL supporta la ricerca di finanziamenti, fornisce assistenza tecnica nella realizzazione di progetti, e dà loro anche un sostegno finanziario. DuPont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5072 "Questa soluzione proposta da Gilles Bouchez ci ha entusiasmato per la capacità di rispondere perfettamente alle esigenze, apportando la funzionalità del frangisole insieme a un’estetica originale e innovativa," spiega Dominique Bernard, Vice-Presidente della CCL, responsabile del progetto di ampliamento. Due diverse altezze di pannelli (3 metri di altezza x 2 metri di larghezza x 12 millimetri di spessore) sono state lavorate per coprire una facciata di 40 metri di lunghezza e 6 metri di altezza, per una superficie totale di 251 metri quadri.  La resistenza ai raggi UV dei pannelli in DuPont™ Corian® è stata testata e confermata su edifici realizzati in precedenza come l’Hotel Seeko’o di Bordeaux, la cui facciata, dopo cinque anni, è rimasta intatta.  DuPont™ Corian® ha ricevuto l’idoneità tecnica del CSTB (Centre Scientifique et Technique du Bâtiment) (n° 02/11 1472) all’utilizzo come rivestimento di facciate. Per essere in linea con la facciata di vetro montata senza struttura apparente, e consentire agli occupanti degli uffici di beneficiare di questi frangisole senza vedere la struttura di sostegno, è stato sviluppato un sistema di aggancio simile a quello utilizzato per il vetro: un insieme di cavi verticali in acciaio inox, distanziati ogni 65 cm, su cui sono stati "agganciati" i pannelli realizzati con la tecno-superficie DuPont™ Corian®. DuPont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5252 L’architetto Gilles Bouchez ha inoltre previsto l’illuminazione dei pannelli, grazie a file di LED posizionate sul suolo e a mezza altezza, tra i pannelli in DuPont™ Corian® e la facciata in vetro, orientate verso l’alto al fine di restituire al meglio l’effetto del rilievo, giocando al contempo sulla varietà di colori offerti dal LED, e cangianti a seconda del tempo e degli eventi (una luce dorata quando il tasso idrometrico è elevato o a Natale, per esempio).  L’architetto ha anche pensato che al calar del sole, nel momento in cui gli occupanti degli uffici utlizzano la luce artificiale, quest’ultima potesse venir riflessa sui pannelli in DuPont™ Corian®, incidendo positivamente sul calo del consumo energetico. Dupont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5051

La tecno-superficie DuPont ™ Corian ® ha reso possibile la realizzazione delle soluzioni desiderate: grazie alla sua facilità di taglio, sono state effettuate diverse dimensioni di perforazione; grazie alla sua termoformabilità, è stato ottenuto il rilievo desiderato senza giunti visibili e sono stati fabbricati pannelli di grandi dimensioni.  Resistente ai raggi UV, DuPont™ Corian® è un materiale che non ha bisogno di essere sostituito in caso di impatto, ma può essere facilmente riparato e rinnovato tramite levigatura.  Inoltre, una facciata in DuPont™ Corian® non necessita di una rimessa a nuovo dopo pochi anni, una semplice pulizia con alta pressione è sufficiente.

Marco Mignatti

 

Facciate

Flou

Salone del mobile Milano

09/14 - 04 - 2019

BRIGHT EXPERIENCE

Ripensare l’interior design in funzione della luce: è lei, infatti, la chiave di lettura delle novità Flou 2019. 

Una luce delicata e onirica che delimita gli spazi e segna il passaggio da situazioni domestiche notturne, intime e raccolte ad atmosfere diurne, serene e gioiose. Una luce che asseconda il desiderio di rifugiarsi nel proprio rassicurante nido e al tempo stesso invoglia ad aprirsi, ospitare, condividere, socializzare. Una luce dove protagonista è il bianco abbinato a frizzanti tocchi di colore, che dà vita ad ambienti e situazioni che esprimono brio, vitalità ed allegria. 

Luce e colore 

Uno spazio bianco interrotto da pennellate verde forest e arancio pumpkin, i colori base della collezione Flou 2019. Non il bianco minimalista dei decenni passati, ma interprete di un nuovo concept espositivo la cui matrice progettuale è identificabile, originale, non omologata. Un bianco fondale di un palcoscenico che contribuisce a far risaltare la valenza dei prodotti, a spezzare la continuità dei grigi e dei neri, a calibrare nuances e sfumature, ad esaltare la corposità dei tessuti ed evidenziare la raffinatezza di dettagli e finiture: una “bright experience” nuova, dinamica, sorprendente. L’involucro neutro fa da cornice a soluzioni d’arredo dove freschezza, vitalità e colori creano un mood avvincente in cui è facile riconoscersi e immedesimarsi.

KOI

Design Carlo Colombo

Koi è caratterizzato da una semplice armonia. La sua morbidezza e la sua generosità sono espresse dal nome, che nel linguaggio giapponese simboleggia fedeltà e amore, principi fondamentali ai quali mi sono ispirato nel disegnarlo.

Carlo Colombo

Un letto matrimoniale dalle linee pulite ed essenziali, che rimanda immediatamente l’idea di un lusso discreto e non esibito. La forma rigorosa della testata, incorniciata dalla preziosa struttura in metallo che scende a formare i piedini, è addolcita dal tessuto sapientemente lavorato a trapuntature verticali, che la slanciano e donano al letto un disegno accogliente e sofisticato.

Disponibile in versione matrimoniale, con base fissa, base contenitore, base con movimento elettrico e con la nuova base Leonardo. Rivestimento in tessuto o pelle completamente sfoderabile. Dettagli testata nelle finiture nickel nero lucido o brunito opaco.

 

 

KOI1

      

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LEONARDO 

Design flou

Il Sistema Leonardo segna un deciso passo avanti nella quarantennale cultura del dormire dell’azienda; nasce dalla volontà di recuperare il valore delle cose fatte a mano di una volta e ha i suoi punti di eccellenza nell’artigianalità delle lavorazioni e nella naturalità delle preziose fibre impiegate: canapa, crine di cavallo, cotone, cachemire.

Alto di gamma e totalmente prodotto in Italia, si articola in quattro elementi - base, materasso, materassino e guanciale – che agiscono in modo sinergico, rispondendo alle più esigenti aspettative di comfort e offrendo elevatissime prestazioni in termini di sostegno, ergonomia ed elasticità. 

Il Sistema Leonardo sarà presentato in spazi esclusivi negli showroom dei rivenditori autorizzati, dove i potenziali fruitori potranno immergersi in un’esperienza emozionale, tattile, visiva e olfattiva, con la sensazione di trovarsi realmente in una camera da letto progettata per regalare bellezza, benessere e comfort ineguagliabili.

                                                                        

flou leonardo 1

BASE. La struttura in multistrato di abete rivestita in tessuto di cotone assicura la massima elasticità. I due strati superiori, composti da molle biconiche e molle insacchettate, forniscono sostegno ed ergonomia.

E’ applicabile a tutti i letti compatibili della collezione Flou.

MATERASSO. “100% organico” è un esempio unico di artigianalità italiana, evidenziata dalla giffatura manuale presente non solo sui lati ma anche sui fianchi. Il blocco ergonomico - due strati di molle insacchettate e due di micromolle - è racchiuso da una ricca imbottitura simmetrica di crine di cavallo, cotone, canapa, lattice e cachemire. Stratificazione e volume delle imbottiture sono studiati per rispondere in modo ottimale alle sollecitazioni del peso corporeo. Tre i differenti gradi di rigidità disponibili: soft, medium, rigido.

MATERASSINO. Non un elemento di correzione del materasso bensì imprescindibile completamento del Sistema Leonardo. Unico nel suo genere, ha un’anima in crine racchiusa in due strati di lattice. La canapa da un lato e il cachemire dall’altro rendono il materassino adatto ad ogni stagione: il cachemire assicura tepore nelle stagioni rigide mentre la canapa – dalle note proprietà igroscopiche – disperde l’umidità in quelle calde. Due strati di chiusura in piuma agiscono efficacemente sulla termoregolazione, aumentando il grado di accoglienza.

GUANCIALE. La fodera esterna, coordinata a quella del materasso, è in tessuto pied-de-poule, con profili a coda di topo. L’imbottitura in falda di canapa, falda di cachemire e piuma pregiata (80% piumino e 20% piumetta) assicura un appoggio dal comfort ineguagliabile.

 

 

MYPLACE

Design Emanuela Garbin

Quando ho immaginato Myplace avevo in mente di dare forma a un pensiero: quello di avere nel tuo spazio - nel tuo abitare lo spazio - un posto dove stare e che fosse il tuo posto, confortevole, accogliente, informale. Un posto dove rifugiarsi dopo una giornata infernale, dove ridere guardando un film, dove svelare un segreto ad un amico, sbalordirsi per un gossip, leggere un libro, fare l’amore, esplorare un pezzo di mondo senza spostarsi di un centimetro.

Emanuela Garbin

Il divano Myplace interpreta appieno l’idea del designer: vivere con passione. Tre diverse profondità di seduta rispondono alle più esigenti aspettative in termini di relax e comodità. Le composizioni possono essere convenzionali, ovvero collocabili a parete, oppure a ventaglio diventando protagoniste centrali del living. La libertà compositiva di sedute, braccioli e schienali – in tutto venti elementi – permette la più ampia e svariata personalizzazione. 

I tavolini Myplace, dal piano in cemento spazzolato a mano, hanno forme di pentagoni e esagoni irregolari e costituiscono il complemento ideale del divano, inserendosi tra le sedute e assecondando armoniosamente la curvatura delle composizioni.

Divano disponibile con rivestimento in tessuto o pelle completamente sfoderabile.  

Tavolini con struttura in metallo brunito opaco o nickel nero lucido e piano in finitura cemento Velasca disponibile nei colori: neve, cemento e lava. 

myplace 1

 

BINARIO

Design Pinuccio Borgonovo

Alla base del progetto l’idea di avvicinare mondi diversi del nostro quotidiano, come l’ambiente domestico e lo spazio pubblico, coniugando in un unico concept sistemico le rispettive caratteristiche ed esigenze. Forme sobrie e funzionali definiscono l’estetica e il comfort del prodotto che si adatta a spazi lavorativi sempre più domestici e a spazi abitativi sempre meno generosi.

Pinuccio Borgonovo

Divano in linea a due o a tre posti dal carattere nobile e rassicurante. La sobrietà della linea si accompagna a un’immagine di lievità, sottolineata dal particolare doppio piedino che lo mantiene alto da terra. La seduta di profondità moderata e lo schienale di altezza contenuta denotano un attento studio delle proporzioni, a garanzia di un comfort eccezionale. 

BINARIO 1

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I grandi cuscini in piuma, posizionabili a piacere, riprendono il dettaglio sartoriale delle cuciture in rilievo presenti sul perimetro dei braccioli, conferendo all’insieme un tratto raffinato, elegante e distintivo.

Divano due posti (170x85 cm) o tre posti (242x85 cm), disponibile con rivestimento in tessuto o pelle completamente sfoderabile. Piedini nella finitura brunito opaco.

 

NEW BOND

Design Matteo Nunziati

NEWBOND 1La panca disegnata per Flou nasce dall’esigenza di realizzare una seduta sospesa, aerea e che esaltasse al tempo stesso l’eccellenza dell’azienda nella lavorazione dei tessuti e delle pelli.

Matteo Nunziati

Completamento ideale dell’omonimo letto, la panca New Bond ne riprende le indubbie qualità sartoriali. La struttura imbottita, sostenuta da esili gambe cilindriche in metallo, è completata da cuscini rifiniti da accurate cuciture a vista. Struttura e cuscinatura, riprendendo il motivo che caratterizza il letto, sono collegate da particolari cinghie in pelle ton-sur-ton o a contrasto: un dettaglio di design che ne sottolinea la raffinatezza.  

Rivestimento in tessuto o pelle completamente sfoderabile. Le cinghe sono, in ogni versione, in pelle. Gambe in metallo nelle finiture brunito opaco o nickel nero lucido.

 

 

Guardaroba 16.32 “Private

Design Emanuela Garbin

Guardaroba 16.32 si evolve e con Private diventa più attento, più particolareggiato, si prende cura delle tue attitudini e dei tuoi outfit al dettaglio, sottolinea i tuoi dresscode, mette in ordine, raccoglie, separa, ordina.

Emanuela Garbin

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Naturale evoluzione degli armadi Flou, Private spicca per la progettualità ricercata e la marcata attenzione all’estetica, per l’innovativa modalità di fissaggio dell’attrezzatura e soprattutto per l’infinita possibilità di personalizzazione. Private consente una vera e propria catalogazione, rispondendo alle più svariate e personali esigenze di differenziazione del contenuto dell’armadio. Due le finiture degli interni: Light per esaltare tessuti e colori; Dark per evidenziare le tonalità di abiti e accessori. Ricche varianti contraddistinguono i cassetti, completati da vuotatasche, scatole e vassoi: con ripiani e frontali in legno o grès porcellanato nelle finiture Concrete e Liquorice oppure totalmente in vetro, con o senza luce, per far risaltare il contenuto. Private si completa con due inedite ante: Pool e Velasca.


flou private 4flou privateAnta Pool 

Vetro trasparente o riflettente grigio con maniglia che corre per tutta la lunghezza dell’anta. Un’anta che ripara, scherma ma al tempo stesso svela il contenuto in modo garbato, discreto ed elegante. 

Dettaglio del portapantaloni estraibile a rastrelliera con il comodo ripiano vuota tasche. Il top è in gres porcellanato Concrete.

Dettaglio della cassettiera con illuminazione e frontali e top in vetro; contenitori di varie misure e accessori dedicati per i cassetti assicurano ordine e valorizzano il contenuto.

Gli interni del Guardaroba 16.32 Private nella nuova finitura Light, che esalta colori e tessuti; sono coordinati all’anta Velasca color neve: la spatolatura a mano del cemento rende ogni pannello unico e irripetibile.

 

 

 

Anta Velasca

Cemento spessore 3 mm: un materiale resistente, solido e materico che tuttavia trasmette una sorprendente sensazione di morbidezza. La spatolatura eseguita totalmente a mano rende ogni anta Velasca unica e irripetibile. Proposta in tre tonalità – Neve, Cemento, Lava – è la scelta sicura di chi apprezza rigore, eleganza e spirito contemporaneo.

 

velasca

COLLEZIONE TESSILE

La collezione tessile 2019 interpreta in modo creativo le ultime tendenze della moda, prendendo spunto dall’eleganza dei tessuti maschili rivisitati in chiave contemporanea. Il risultato è una collezione dal tratto distintivo, raffinato e decorativo, la cui classicità senza tempo rispecchia appieno i valori Flou.

Tessuti corposi, consistenti, di trama forte, di aspetto rigoroso ma duttili e morbidi al tatto giocano in piacevole contrasto con rasi lucidi e brillanti. Le tinte sono forti, decise: l’arancio pumpkin e il verde forest, accostati al classico bianco, delineano tre distinti ambienti colore, dando vita ad un contorno unico e seducente. I toni neutri bianco latte e grigio antracite riscoprono nuove armonie; i colori forti mischiati al bianco esprimono originalità e freschezza; i rasi ingentiliti da macro e micro geometrie creano effetti particolarmente attraenti.

tessile

Le importanti disegnature – Principe di Galles e macro geometrie ispirate alla rafia di Vienna – si intrecciano a motivi jacquard e micromotivi tipici della cravatteria.

Le rigorose, giganti geometrie, ammorbidite da macro pennellate e paesaggi Toile de Jouy, sfumano quasi in falsi uniti dando vita a contrasti inediti. 

NATEVO by FLOU

CCCube

Design Carlo Colombo

Gli elementi di CCCube sono caratterizzati da forme razionali e rigorose. La struttura realizzata come l’archetipo del contenitore è valorizzata dal basamento, che dona al prodotto una sofisticata ironia, un dettaglio in grado di stupire e incuriosire l’osservatore. In un prodotto Natevo inoltre non poteva mancare il sapiente inserimento della luce, vero e proprio “fil rouge” che svolge il ruolo di protagonista e valorizza tutto ciò che lo circonda.

Carlo Colombo

CCCCube

Il sistema di elementi modulari con fissaggio a muro CCCube si presta come complemento di arredo ideale sia del living che della zona notte. Moduli a giorno, con anta a ribalta, con cassetti o con vano a giorno e cassetto possono essere utilizzati singolarmente o liberamente accostati e offrono una grande versatilità di impiego. L’aspetto monolitico e geometrico degli elementi è alleggerito dalla luce proveniente dai LED alloggiati nel lato in appoggio alla parete e nell’esile quanto robusta gamba che li sostiene: un dettaglio estetico e funzionale distintivo.  

Struttura in rovere caffè o grigio spazzolato. 

 

BABELE

Design Matteo Nunziati

Babele – mobile contenitore e allo stesso tempo lampada – è una forma ispirata alle antiche architetture dello Yemen. L’idea è la sintesi di un oggetto iconico ed architettonico multifunzionale, tecnologico, ma allo stesso tempo elegante e senza tempo.

Matteo Nunziatibabelebabele2

Di forma piacevolmente arrotondata, questa libreria girevole ha quattro ripiani orizzontali e divisori verticali di profondità diverse studiati per riporre adeguatamente libri, vasi e oggetti d’affezione. 

La struttura in metallo e legno incorpora al centro una colonna dotata di LED che oltre a illuminare funge da asse di rotazione. Babele ha una linea apparentemente semplice ma estremamente sofisticata, è un oggetto prezioso realizzato con particolari tecniche di lavorazione, soluzioni costruttive all’avanguardia ed accorgimenti studiati per garantire la sua perfetta stabilità. 

Struttura in metallo finitura anodic bronze o brunito opaco e legno rovere caffè o grigio spazzolato. 

Accensione lampada a LED con interruttore, telecomando o Casambi (controllo smart lighting da smartphone o tablet).

 

ASHAA

Design Stefano Bigi

Espressione di forme fluide e delicate, magia di riflessi nel suo cuore sferico. Un incontro inaspettato tra poesia e scultura, fatto di legno, vetro e luce.

Stefano Bigi

Cattura la scena la lampada da terra Ashaa dalla forte valenza arredativa. La struttura, formata da otto snelle doghe in legno curvato, si innalza inglobando e sorreggendo nella parte centrale una grande sfera di cristallo. Le strisce lignee e il top incorporano LED che, interagendo con il cristallo, creano effetti luminosi magici e sorprendenti.

Disponibile in rovere caffè o grigio spazzolato; la sfera è in cristallo trasparente, fumé o bronzato. In due altezze: 193 cm e 245 cm, quest’ultima prevede un terminale metallico a cannocchiale per fissaggio a soffitto. Accensione tramite interruttore a pedale o Casambi (controllo smart lighting da smartphone o tablet).

ashaa

BRISCOLA

Design Pinuccio Borgonovo

La ricerca di una forma che trasmettesse immediatamente una sensazione di comfort, utilizzando dimensioni importanti e con chiari riferimenti al passato.

Pinuccio Borgonovo

BRISCOLA

Pensata per essere accostata a ogni tipo di tavolo, la sedia Briscola ha un profilo sinuoso e avvolgente. Il comfort della seduta, assicurato da base e schienale costituiti da un unico guscio schiumato, la rendono inseribile in qualsiasi contesto. La linea tondeggiante, che contrasta con i tagli decisi del rivestimento, conferisce alla sedia un aspetto ricercato, con evidenti richiami al mondo dell’automotive. I dettagli sartoriali ingentiliscono il rigore della struttura in metallo.

Rivestimento schienale e seduta in tessuto o pelle completamente sfoderabile. Struttura in metallo nelle finiture brunito opaco, anodic bronze e greige opaco.

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News dalle aziende

Una serra sospesa tra parco e città

Disegnato dagli Architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR, il nuovo ristorante sulla terrazza del Palazzo dell’Arte rappresenta, insieme al Padiglione “Arts & Foods” a cura di Germano Celant, una delle più rilevanti iniziative della Triennale di Milano per Expo 2015. Dopo aver restaurato la terrazza panoramica sopra il salone d’onore secondo il progetto originario di Giovanni Muzio, la Triennale di Milano offre al suo pubblico una nuova dimensione di ristorazione di qualità, curata dallo chef stellato Stefano Cerveni.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano

Da sempre le esposizioni della Triennale di Milano hanno definito una sintesi tra design e sperimentazione architettonica; in tali occasioni il parco si trasformava in un plateau teatrale dei nuovi miti per l'abitare urbano e l'edificio di Muzio diveniva un mirabile dispositivo di promozione culturale.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_9

Il progetto di OBR, vincitore del concorso d’idee indetto dalla Triennale di Milano nel luglio 2014, interpreta la tradizione della Triennale con una soluzione leggera, rigorosa e dinamica. Il ristorante è pensato come una serra trasparente immersa nel verde e sospesa sul Parco Sempione, con una vista spettacolare del Castello Sforzesco e dell’intero skyline di Milano. Salendo sulla terrazza del Palazzo dell’Arte, si viene accolti da un orto aromatico concepito dal paesaggista Antonio Perazzi, dietro il quale si articola il padiglione vetrato del ristorante (33 x 5 metri), arretrato rispetto ai portali della facciata storica.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_8

La Triennale è da sempre un riferimento della vita sociale e culturale di Milano. Il ristorante come serra sospesa tra parco e città nasce dall’idea di valorizzare la terrazza del Palazzo dell’Arte come luogo di forte socialità urbana, spazio sensibile in perpetua evoluzione che interagisce in virtù degli scambi dinamici tra interno ed esterno” - Paolo Brescia e Tommaso Principi.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_7

 Il padiglione, completamente apribile su tutto il perimetro, è caratterizzato da una leggera struttura modulare in acciaio inox che consente un facile e veloce montaggio e smontaggio direttamente in situ, combinando tecnologie industriali con sapienza artigianale. Il disegno della struttura, ingegnerizzata da Buro Happold e Milan Ingegneria e realizzata dalla ditta Capoferri, riprende le geometrie delle campate storiche di Muzio.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_6

Una grande tenda mobile di 400 metri quadri fluttua sospesa sopra il padiglione vetrato. Aprendosi completamente su un lato, essa fa funzionare il padiglione come una serra bioclimatica termoregolante, con modalità d’uso differenti tra giorno/notte ed estate/inverno, e permettendo agli ospiti di pranzare riparati dal sole o di cenare sotto le stelle. Come una videoinstallazione, la tenda sospesa sulla serra si anima di immagini e di luci studiate da Guido Bianchi, rimandando agli eventi promossi da Triennale per Expo e offrendo ai propri ospiti un’esperienza unica tra alta cucina e design, sospesa tra parco e città.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_5

Il padiglione è lungo 33 metri, largo 4,7, alto 3 e ha una superficie di circa 150mq.

Il progetto architettonico è stato sviluppato da Paolo Brescia, Tommaso Principi e Andrea Casetto di OBR, con il supporto di Maddalena D’Alfonso, e prevede la realizzazione di un padiglione vetrato sopra la terrazza del Palazzo dell’Arte della Triennale di Milano, recentemente restaurato dall’arch. Alessandro Pedron.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_4

@alchimag

©-Gianluca-Di-Ioia

Architettura

Kimano, il parquet decorato che diventa arredo

Il parquet si decora. E diventa arredo. La Xilo 1934, azienda specializzata (anche) nel settore dei pavimenti in legno, ha presentato al Cersaie 2015 un prodotto di grande interesse: il pavimento di design Kimano. Parliamo di un parquet decorato,  espressione di uno stile unico che unisce l’eleganza del prodotto in legno all’estetica di un rivestimento classico. XILO_KIMANO4.jpg

Un prodotto made in italy che presenta anche vantaggi, tra cui facile manutenzione, oltre ad essere più resistente ai graffi e, in caso di danni, la superficie è riparabile. Inoltre, è naturale: nessuna formaldeide né emissioni tossiche, ma solo verniciatura d’acqua con un maggior strato protettivo. Kimono, disponibile in più formati, è indicato per installazioni su fondi radianti e raffrescati; è indoneo per posa incollata e flottante.

XILO_KIMANO.jpg XILO_KIMANO2.jpg

E soprattutto da' vita a nuove ambientazioni. il parquet non è più solo rivestimenti per ambienti interni ed esterni, ma diventa materia per personalizzare le nostre stanze e creare disegni geometrici o figure che ne cambiano l'aspetto. 

Kimano è stato realizzato dall’artista palermitana Fiorella Bonanno. Figlia d’arte, un amore per le decorazioni nato fin dalla giovane età, Bonanno si dedica con passione allo studio e alla riproduzione su legno delle decorazioni tipiche siciliane, mantenendo vive le tradizioni artistiche della sua terra. www.xilo1934.it  

Materiali

Acciaio riciclato, pannelli fotovoltaici e legno di scarto per il primo quartiere "Carbon Neutral"

19 Novembre 2018

Molteplici esempi di insediamenti residenziali testimoniano come da qualche anno, in Europa, la sostenibilità in architettura sia sempre più applicata alla dimensione urbana e non solo al singolo edificio. Il modello di sviluppo sotteso a questa tendenza è l’Ecoquartiere una tipologia insediativa in grado di associare alle tecnologie costruttive e ai principi progettuali tipici della bioarchitettura quello dell’aggregazione sociale, contemplando in tal modo i tre principali fattori della sostenibilità: preservazione dell’ambiente, fattibilità economica e benessere sociale. BedZed2

Il quartiere BedZED, Beddington Zero (fossil) Energy Development, costituisce il primo esempio di comunità Carbon Neutral realizzata.  Progettato dall'architetto Bill Dunster e dal gruppo ZEDfactory, è stato realizzato dal Peabody Trust, associazione operante nel settore dell'edilizia sociale, e nasce con l'obiettivo di esplorare le potenzialità di uno sviluppo urbano sostenibile ad alta densità a zero emissioni inquinanti e consumi energetici. Costruito su di un'area dismessa a sud di Londra, BedZED è un insediamento di 82 alloggi a conduzione mista (abitazione sociale, convenzionata e in vendita) con più di 3000mq di spazi dedicati al lavoro, servizi, commercio e usi ricreativi. BedZed1

I materiali sono tutti di recupero e prodotti ad una distanza inferiore ai 35 km dal sito, così da ridurre l'impatto ambientale dovuto alle emissioni nocive dei camion. In particolare, il 60% dei mattoni è fabbricato sul posto, il legno proviene da foreste sostenibili ed il ferro da una stazione ferroviaria demolita. Sotto l'asfalto, uno strato di vecchie bottiglie frantumate garantisce il drenaggio dell'acqua piovana. Il risparmio energetico è garantito attraverso l'orientamento dell'edificio e l’involucro edilizio altamente isolato, cinque volte superiore agli standard, grandi finestre a sud caratterizzate da doppi o tripli vetri e serre solari consentono di accumulare il calore in inverno.

bedzed21

Il ricambio dell’aria e la sua circolazione negli ambienti sono ottenuti con un sistema di ventilazione naturale attraverso camini a vento che contraddistinguono i tetti dell’abitato. Tetti verdi aumentano l'inerzia termica dell'edificio ma anche il valore ecologico del sito e la capacità di assorbimento del carbonio. Le scelte costruttive si declinano in struttura in acciaio riciclato per gli uffici; struttura in calcestruzzo per le residenze; impiego di un numero minimo di elementi prefabbricati e di sistemi ad alta tecnologia uniti a materiali edilizi tradizionali del luogo. cupr_bedzed_2007-1 L'energia necessaria agli appartamenti è generata da 777 mq di pannelli fotovoltaici posti sulle pareti a sud e da una centrale termica (impianto di cogenerazione alimentato da biomasse)che brucia legno di scarto proveniente da aziende locali, ovvero dalla potatura degli alberi di Boroughs, sutton e Croydon. Un apposito sistema sul tetto, convoglia le acque piovane poi raccolte in apposite vasche e riutilizzate per lo scarico dei bagni e per innaffiare le piante. ofnz_pep.ecn.nl_bedzed6

BedZED, i cui costi di realizzazione sono davvero poco superiori rispetto a quelli di un insediamento standard, è stato progettato per essere costruito ovunque, considerando che in Inghilterra, entro il 2016, ogni nuova costruzione dovrà essere alimentata con energia rinnovabile prodotta sul posto, questa sua caratteristica diviene fondamentale. Nel quartiere, inoltre, sono molto utilizzati il car sharing ed il car pooling nonché una scooter elettrici. Anche la spesa, attraverso un sistema di distribuzione del cibo a chilometri zero, oltre a ridurre gli impatti legati al trasporti delle merci o delle persone, favorisce lo sviluppo di un sistema economico locale. qbow_mattkatiebrown.files.wordpress.com_bedzed2 (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.zedfactory.com/zed www.bioregional.com Immagini: © 2010 Andrew Butterton; © 2010 ZEDfactory Ltd; ©2009One Planet Living; ©2008 The Independent

Carlo Bardelli

Bioedilizia

FONDOVALLE E LB VERSO IL COMPASSO D’ORO 2020

23 ottobre 2019

Lo scorso 14 ottobre, si è svolta a Milano la serata dell’ADI Design Index 2019, che completa le candidature al Compasso d’Oro 2020.

L'ADI, Associazione per il disegno industriale, ha esaminato 970 candidature tra prodotti, progetti e servizi, selezionando poi i 378 che, insieme ai 178 reclutati nel 2018, sono candidati al premio del XXVI Compasso d’Oro, il più importante riconoscimento nel mondo del disegno industriale, che premia e valorizza la qualità del design italiano. La selezione comprende il meglio del saper fare italiano, mostrando il Made in Italy in tutte le sue sfumature.

Tra i prodotti selezionati, per la sezione “Design dei materiali e dei sistemi tecnologici”, 20Pure di Ceramica Fondovalle, una lastra in gres porcellanato tecnico di aspetto simile alla pietra, di dimensioni 324x163 cm e spessore 2 cm.

20pure è stato realizzato grazie alla tecnologia Naturetech dell’azienda LB, punto di riferimento nella progettazione e realizzazione di impianti per la produzione di impasti e gres porcellanato per l’industria ceramica, in grado di creare effetti estetici sul prodotto che replicano l’unicità e l’esclusività tipiche dei materiali naturali d'origine. Questi effetti – legno, marmo, granito, pietre naturali - comprendono la vena passante nella massa, particolarmente evidente sulle lastre spessorate. 

FOTO 1
20Pure nella colorazione “Cardoso”

Il risultato è una finitura del bordo della lastra identica a quella della superficie, che ne consente l'applicazione come top e piano di lavoro, senza ulteriori lavorazioni oltre al taglio e alla foratura per alloggiare lavabi o piani e alla sagomatura dei bordi per risaltare la continuità delle vene e la ricchezza del materiale. 

FOTO2

 

FOTO 3

La collaborazione tra Ceramica Fondovalle e LB mira a proporre un impiego a tutto tondo del prodotto ceramico, ammettendo dunque non solo gli utilizzi più tradizionali come pavimenti e rivestimenti, ma proponendosi anche come vero elemento d’arredo.

Le lastre 20Pure erano già state protagoniste dell'installazione "Il castello dorato" di LB presso il cortile dell’Università Statale di Milano in occasione del Fuorisalone 2018, realizzata in collaborazione con l’architetto Francesco Lucchese

Installazione “Il castello dorato”, Fotografia di Beppe Raso
Installazione “Il castello dorato”, Fotografia di Beppe Raso

Maggiori Info:

www.adi-design.org/homepage.html

www.fondovalle.it

www.lb-technology.it

Marco Mignatti

News dalle aziende

Win Your Design con Horm

Horm presenta WIN YOUR DESIGN, un concorso rivolto ai progettisti d’arredo ai quali chiede di presentare entro il 20 Dicembre 2021 un progetto di interior design (reale o concettuale) di un ambiente residenziale o commerciale.


Il brand mette in palio un buono spesa del valore di 30.000€ (iva esclusa) da utilizzare per l’acquisto dei suoi prodotti,
I progetti saranno valutati da una giuria di esperti in architettura ed interior design composta da

  • Fabio Novembre
  • Roberto Palomba
  • Karim Rashid

 

La scelta di realizzare questo concorso rappresenta un'opportunità non solo per i progettisti ma anche per Horm, brand curioso di esplorare le visioni di nuovi ambienti realizzati da architetti e interior designer di tutto il mondo. 


La direzione artistica del brand desidera individuare talenti, arricchire la dimensione del prodotto e collaborare con una community la cui creatività è da sempre fonte di ispirazione nel creare nuove armonie dell'abitare.


Per iniziare subito a progettare, il listino prezzi e i file CAD dei prodotti sono disponibili nel sito dedicato https://winyourdesign.horm.it/.


I progettisti potranno iscrivervi al concorso inviando un file ZIP tramite il form presente nella sezione “upload” del sito Win your Design, allegando anche una breve spiegazione del concept e delle scelte funzionali. Oltre agli elaborati grafici, il file zip dovrà contenere anche la lista dei prodotti Horm utilizzati nel progetto e il loro relativo costo.


La deadline per l’iscrizione è il 20 Dicembre 2021

 

Il brand
HORM propone uno stile “contemporary design” dove convivono influenze mediterranee, giapponesi, scandinave e nordamericane, reinterpretate dalla cultura, dalla passione e dall’artigianalità del Made in Italy.
La collezione è rivolta al mercato Residenziale, ma è utilizzabile anche per il Soft Contract. Dedicata a un pubblico adulto, colto e consapevole, che vuole conferire ai suoi ambienti un carattere esclusivo e raffinato, coniugando estetica, funzionalità e pregio dei materiali.

Scopri di più
 

CASE URSELLA: PROGETTARE CON IL BIM

9 gennaio 2020

CASE URSELLA: CASE PREFABBRICATE PROGETTATE CON IL BIM

L’EVOLUZIONE DELLA PREFABBRICAZIONE

Risalente all’inizio del secolo scorso, l’attività imprenditoriale nasce con la produzione di laterizi in Baviera in una fornace gestita dal capostipite Ursella Giuseppe.

Nel dopoguerra, precorrendo i tempi della prefabbricazione, grazie anche all’apporto dei figli, cominciò lo sviluppo tecnologico di elementi costruttivi  realizzabili in Stabilimento.

Noti architetti friulani, durante gli anni ‘50, trovarono nella Case Ursella la soluzione per realizzare opere edilizie altrimenti difficili da erigere in cantiere.

I primi elementi tridimensionali furono realizzati nel 1968 per la produzione di guardiole da collocare lungo il fiume Tagliamento.

Dalla sua invenzione negli anni 1975-76 dalla allora E.M.EUrsella spa, il Block-Volume, elemento cardine del metodo costruttivo delle Case Ursella, ha permesso di produrre in maniera industrializzata l’intera struttura portante degli edifici, così da rendere più snello e controllato il montaggio dell’abitazione in loco.

Con l’avanzamento tecnologico negli anni furono poi superate le limitazioni dovute al peso della struttura in cemento armato ed ulteriormente migliorato l’isolamento.

 

 

Evoluzione del Block-Volume
Evoluzione del Block-Volume

 

Costruzione tipo Case Ursella
Costruzione tipo Case Ursella

 

PREFABBRICAZIONE MODERNA - DESIGN E SISTEMA COSTRUTTIVO

 

Il sistema brevettato delle Case Ursella, che sfrutta soprattutto elementi tridimensionali in cemento armato chiamati Block-Volume, permette una progettazione architettonica ed un interior design completamente liberi per abitazione a piano unico e multipiano.

Adattandosi ad ogni esigenza permette di soddisfare le richieste estetiche, garantendo al contempo benessere e confort abitativo oltre che resistenza e sicurezza della struttura.

Tutte le superfici sono finite, isolate e chiodabili grazie alla struttura brevettata composta da doppia maglia di acciaio, un involucro esterno in cemento armato, uno strato centrale di materiale isolante ad alta densità ed un involucro interno realizzato con impasto di leca e cemento.

Altra peculiarità di questa tecnologia sta nelle fondazioni. Appositamente studiate, permettono la creazione del vuoto sanitario sotto il piano abitabile senza la necessità degli igloo e getto del magrone.

Per gli scantinati invece, è stata sviluppata una struttura a doppia lastra di cemento armata con rete elettro saldata e tralicci di collegamento nel cui vuoto intermedio viene poi colato il calcestruzzo di riempimento.

Strutture Case Ursella
Strutture Case Ursella

 

SVILUPPARE PREFABBRICATI CON IL BIM

 

Guidati dall’esigenza di rispondere in tempi brevi alle richieste di mercato e sfruttando la standardizzazione industriale con cui vengono costruiti gli elementi, a partire dal 2015 si è intrapreso un percorso di digitalizzazione dell’intero processo produttivo, ottenendo già in fase di progettazione architettonica e trattativa un sostanziale miglioramento, fornendo in tempo reale al cliente un riscontro tangibile su ogni modifica richiesta, sia dalla parte grafica 3D che computazionale.

La maturazione degli strumenti software abbinata all’obiettivo di incremento dei benchmark professionali ha permesso l’adozione delle tecnologie BIM in azienda, facendo così diventare la Case Ursella la prima impresa friulana a sviluppare internamente una libreria di oggetti intelligenti in grado di assistere il progettista nello studio approfondito di ogni singola struttura.

In questo modo si vanno ad eliminare le imprecisioni e gli errori e si diminuisce di conseguenza il grado di non conformità in fase di realizzazione dell’immobile.

Il primo passo di questo percorso è stata la formazione di tutto il personale interno dell’ufficio tecnico all’utilizzo della piattaforma Archicad e la formazione specifica sulla programmazione GDL ad uno dei soci dell’azienda, nella persona di Lorenzo Fornasiero, così da poter implementare costantemente ed in completa autonomia la libreria di oggetti utilizzati.

Grazie all’introduzione della piattaforma BIM, fin da subito, si è beneficiato di un netto aumento della produttività a livello progettuale riducendo i tempi di effettivo disegno al 25%. Il risparmio è stato osservato anche durante la fase computazionale poiché le informazioni contenuto in ogni elemento BIM permettono di ottenere in maniera automatica le distinte ed i computi in base alle specifiche definite.

Interfaccia strumenti per l’ufficio tecnico
Interfaccia strumenti per l’ufficio tecnico

 

PROGETTARE LA CASA FINITA IN STABILIMENTO

 

Forti di uno sviluppo tecnologico di oltre 40 anni e implementando il sistema BIM si è riusciti ad arrivare alla generazione in maniera quasi completamente automatica degli elaborati per la carpenteria ed il montaggio.

Attraverso la programmazione GDL è stato possibile creare una serie di semilavorati e manufatti capaci di auto-catalogarsi, generare distinte dei componenti e creare progetti di insieme.

Grazie a ciò ora è possibile progettare una casa completa utilizzando il sistema BIM, partendo dalla fase architettonica fino ad arrivare alle tavole per il montaggio in cantiere.

In questo modo si sono abbattuti notevolmente i tempi ed i costi di progettazione, oltre ad aver avuto a disposizione fin da subito un modello tridimensionale interattivo della casa al finito con cui verificare ogni dettaglio prima ancora dell’inizio della produzione.

Fondazione della casa
Piano abitazione
Piano abitazione

 

PROGETTA ASSIEME A NOI

 

Il traguardo che Case Ursella vuole raggiungere è quello di generare oggetti sempre più completi e funzionali in modo da aumentare ulteriormente l’efficienza del processo, semplificando la progettazione e rendendo disponibile il metodo ai professionisti che desidereranno adottare questa tecnica per la progettazione dei loro edifici.

Per raggiungere questo obbiettivo, sono già stati creati degli oggetti che permettono al progettista di sviluppare, in pochi minuti, un modello concettuale planivolumetrico secondo gli standard delle Case Ursella, permettendo di avere fin da subito un’anteprima di una casa già conforme e realizzabile.

Modello concettuale e strutturale
Modello concettuale e strutturale

 

Interfacce per la progettazione planivolumetrica
Interfacce per la progettazione planivolumetrica

 

 

Un ringraziamento speciale ad Ilder Bertani della Academy Virtualgeo per il supporto datoci durante tutto il percorso

 

Arianna Saini

Architettura

Le Metaphone®: materiali “vibranti”che producono suoni

Non si tratta della solita sala concerti “Le Metaphone” è un vero e proprio strumento musicale urbano sotto forma di edificio. Accanto ai 600mq di pannelli fotovoltaici che alimentano e coprono con le rinnovabili il fabbisogno energetico della struttura, trovano posto una varietà incredibile di materiali e componenti costruttivi “acustici” capaci di produrre suoni. Costruito al posto di una ex miniera di carbone nella cittadina francese di Oignies e progettato dagli architetti francesi Herault Arnod Architectes, Le Metaphone è un edificio intelligente che interagisce con la città. META-AMORIN

L’involucro esterno è un mosaico di materiali inseriti sopra alla struttura nera in calcestruzzo, che spaziano da pannelli in vetro satinato, al legno, all’acciaio corten, proiettandosi sulla piazza esterna a formare un portico aperto adatto ai concerti estivi. Tra la massa in cemento e la facciata esterna sono realizzate delle passerelle sospese per installare la strumentazione musicale che genera il suono diffuso dal rivestimento. META-AMORIN

Il progetto, quindi, oltre ad ospitare una sala concerti, diventa uno “strumento di musica urbana" grazie alla conformazione delle pareti esterne. I pannelli, permettono attraverso differenti proprietà acustiche, di produrre la composizione musicale trasmessa tramite sensori. Gli elementi strumentali integrati nelle facciate ed in copertura, pannelli vibranti ed elementi acustici in grado di produrre una ricca varietà di suoni controllabile da una cabina di regia interna alla quale sono connessi attraverso un apposito impianto, permettono, accanto alle melodie degli artisti, che lo stesso edificio si trasformi in uno strumento musicale dei più performanti.

META-AMORIN

L'organizzazione modulare dell'interno permette di avere degli spazi flessibili che consentono di configurare la sala concerti con differenti capienze (500 o 1000 sedute) in funzione dell'evento ospitato. META-AMORIN

Secondo gli Herault Arnod Architectes esistono due principi di produzione del suono: meccanico, con strumenti acustici e interfacce elettroniche, e sistemi elettroacustici, dotati di elementi concavi montati su particolari piattaforme che agiscono come membrane altoparlanti per la diffusione dei suoni, lo stesso principio da sempre applicato nel settore automobilistico. Seguendo questa teoria i progettisti hanno realizzato una facciata prototipo dove sperimentare i differenti sistemi, realizzando 8 moduli da 1.2 metri dotati per metà di “strumenti acustici” e per metà di piastre vibranti per la diffusione dei suoni. L’esperimento ha dato vita a quella che oggi è una delle sale concerto più innovative e particolari del settore. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.herault-arnod.fr © André Morin; © Marie Clérin  

Materiali