Sliding House, la casa in legno sospesa sulla costa

16 Febbraio 2019

In Canada, nell’Upper Kingsburg, in un antico villaggio vicino a Halifax, Sliding House: una casa per le vacanze concepita come una scatola elementare, intagliata e scavata con incisioni che ne alterano la simmetria, con effetti di instabilità e di falsi dinamismi. Una costruzione sorella dei fienili di quel lembo di costa canadese che scivola verso il mare e, nello stesso tempo, si appropria del terreno in profondità, esprimendo un senso di appartenenza con il paesaggio primitivo della Nova Scotia. La casa è appoggiata a terra come una nave sul mare, un po’ sprofondata e un po’ sospesa, come in attesa di un’altra onda che la sospinga giù verso il mare che si trova lì, a meno di cinquecento metri. La casa sta per salpare: la linea del tetto corre parallela alla pendenza del terreno e l’effetto visivo è che la casa è sul punto di scivolare verso l’oceano, come una nave pronta a lasciare il bacino di carenaggio. L’inclinazione del tetto esalta quella della collina che, in realtà, è di soli sei gradi. Rivolta fieramente verso il mare, il fronte ovest della casa mostra un’espressione ambigua, quasi antropomorfa, come un volto atteggiato in una curiosa smorfia asimmetrica. L’occhio orizzontale che la sormonta è una loggia semplice, di foggia nautica, interamente di legno, come tutti gli interni della casa. “Louis Kahn” ricorda Brian MacKay-Lyons “pensava che un edificio non dovesse avere più di due materiali, di cui uno era il vetro” e questa superba casa è concepita in quello spirito di semplicità che è profondamente radicato nel modernismo americano; e che, oltre all’architettura di Kahn, riguarda l’arte di Sol LeWitt e la musica di John Cage, che furono entrambi giovani frequentatori del Nova Scotia College of Art and Design University. Sliding House è un monumento elementare, una costruzione sorella dei fienili e delle costruzioni rurali di quel lembo di costa canadese che scivola verso il mare e, nello stesso tempo, si ‘conficca’ nel terreno in profondità, esprimendo un senso di appartenenza e di comunione con il paesaggio antico e primitivo della Nova Scotia. L'edificio nasce da un incontro tra David Peters e Rhonda Rubinstein, coppia di creativi con figlioletto, Dashel, e Brian MacKay-Lyons, architetto di talento che appartiene a una famiglia con radici secolari nella regione di Halifax. Sette anni fa la coppia decide di costruirsi una residenza estiva in Canada e Peters si rivolge a Brian MacKay-Lyons, che conosce da trent’anni e per cui ha lavorato come grafico e come progettista del sito web dello studio. David e Rhonda acquistano dall’architetto un lotto di terreno nell’Upper Kingsburg, un antico villaggio (fondato nel 1750) vicino ad Halifax, dove MacKay-Lyons possiede un terreno di una ventina di ettari su cui ha già costruito, in 25 anni, 12 case. La coppia chiede un progetto rapido e relativamente economico per una casa per le vacanze di circa centocinquanta metri quadrati, e MacKay- Lyons, con il socio Talbot Sweetapple, immagina un parallelepipedo intagliato e scavato con incisioni che ne alterano la simmetria e conferiscono un effetto di instabilità e suggeriscono accenni di falso movimento. Sul lato nord, la casa si protegge dai venti freddi con uno spessore consistente, una grande camera d’aria in cui sono alloggiati le scale, i servizi, la cucina con il camino. Sul lato opposto, verso sud, una finestra a nastro apre al sole del mezzogiorno, e alla vista dei prati e dell’oceano, con un ambiente che è a metà tra il soggiorno e la veranda, un habitat estivo protetto e accogliente, una passeggiata panoramica che termina, su entrambi i lati brevi, con due logge affacciate sul paesaggio. Lato sud della casa, a metà tra soggiorno e veranda. La struttura è in legno, le pareti esterne sono interamente rivestite da una pelle continua di lamiera ondulata, un materiale industriale, freddo, che contrasta con gli interni in pioppo. Contrasto tra interno ed esterno dell'edificio. L’effetto delle centinaia di assicelle di pioppo, dalla colorazione che varia tra il rosso, il decolorato e lo sbiancato, genera un pattern intenso con effetti Optical, nell’ipnotica totale uniformità di pavimenti, pareti e soffitti.

Edoardo Croci

Architettura

Abitare il borgo: nuove forme, modelli e texture

25 Ottobre 2018

Contrà Leopardi recupera il “modello storico” dei borghi antichi, rielaborati alla luce di conquiste che garantiscono migliori condizioni di vita e soluzioni tecnologiche innovative improntate al risparmio energetico. Contrà Leopardi

L'intervento, opera dello studio Toti Semeraro, si compone di 15 blocchi residenziali da 2 a 4 piani che racchiudono 36 unità abitative in provincia di Treviso, costruiti in un calibrato equilibrio di pieni e di vuoti, fitto tessuto di piazze, slarghi, calli, giardini e terrazze.

Contrà Leopardi Contrà Leopardi

Il benessere abitativo è garantito dall'impiego di materiali naturali ed eco-compatibili, come il laterizio e l'intonaco in Nigra Padoana che permettono all'edificio di "respirare" e non rilasciano sostanze inquinanti, garantendo un clima salubre all'interno delle case. La Nigra Padoana è un intonaco traspirante di calce idraulica naturale, che riproduce una miscela storica molto diffusa nell'area veneta. Tale materiale è stato applicato sia sui muri delle abitazioni sia su quelli dei giardini, per creare un effetto di avvolgimento visivo. Particolare attenzione è stata dedicata al contenimento energetico volto ad ottimizzare il sistema dell'involucro edilizio. Il lavoro di ricerca ha portato alla realizzazione di una nuova tipologia di parete, un sistema-muro di 48,5 cm di spessore brevettato da Canova. Le caratteristiche di questo sistema sono: - Utilizzo di materiali tradizionali quali laterizio, intonaco in calce naturale, cocciopesto e cemento, che garantiscono stabilità nel tempo. - Realizzazione di una doppia parete: la parte interna, con uno spessore di 25 cm, che può essere portante o meno, e un involucro esterno di 18 cm che avvolge l'intera struttura portante per evitare la formazione di ponti termici. Tra i due blocchi di laterizio vi è una camera d'aria di 2 cm nella quale è inserito il sistema di aggancio della parete esterna alla struttura interna. - Utilizzo di blocchi di laterizio porizzato, in cui è presente un gran numero di micro cavità, fra loro non comunicanti, ottenute miscelando all'argilla materiali combustibili naturali come farina di legno e paglia. Durante la cottura questi elementi bruciano senza lasciare residui e si ottengono blocchi più leggeri e con minore conduttività termica. I blocchi hanno inoltre una particolare geometria dei fori che riduce i moti convettivi dell'aria ed aumenta la resistenza termica. - Utilizzo di materiali naturali: contribuiscono a creare un clima salutare e consentono alle pareti di respirare, evitando la formazione di condensa all'interno dell'abitazione e della parete stessa. Oltre al laterizio sopra descritto, la parete è realizzata con intonaco esterno traspirante di calce naturale. - Elevata massa, che garantisce inerzia e accumulo termico. Contrà Leopardi

La muratura è stata certificata dal Laboratorio di analisi Ri.Cert. e brevettata. Lungo i percorsi principali il progetto ha inserito dei "variatori" architettonici che racchiudono le terrazze, fungendo da frangisole, schermature e supporto per i rampicanti. Questi elementi sono realizzati con tralicci di legno di iroko, con strutture in ferro verniciato rivestite da lamiere microforate e microstirate, con "canneti" di legno di cedro. Particolarità del progetto sono degli scuri a filo esterno con struttura in acciaio e finitura in intonaco, realizzata con la stessa miscela utilizzata per gli intonaci dei muri. Una volta chiusi, gli scuri modificano la forometria della parete celando le aperture di finestre e porte. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.contraleopardi.it www.semerano.com Immagini: © Carlo Carossio; © Toti Semeraro

Marco Mignatti 

Bioedilizia

L'arte è sacra. Soprattutto l'architettura

11 Ottobre 2018

Il rinnovato impulso all'edilizia liturgica, la sostenibilità delle chiese nel contesto urbano e le proprietà miracolose del gres porcellanato. "Dio è nei dettagli" , come disse l'architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe, uno dei maestri del Movimento Moderno. Mai espressione fu più appropriata, se pensiamo all'architettura sacra e all'attenzione prestata ai particolari aspetti tecnici della progettazione, al ruolo sociale di un edificio liturgico e ai significati che un luogo di culto può acquistare una volta inserito nel contesto urbano.  Aspetti tornati fondamentali dopo il Concilio Vaticano II - con figure come il Cardinale Larcaro votate a promuovere una costruzione religiosa costantemente in dialogo con la città - e resi protagonisti del dibattito sull'architettura contemporanea anche per merito delle numerose opere di edilizia religiosa progettate da archistar come Richard Meier, Le Corbusier, Mario Botta, Renzo Piano e Tadao Ando. Ma soprattutto grazie al rinnovato impulso della Conferenza Episcopale Italiana, impegnata a sostenere il settore organizzando concorsi per l'ideazione e realizzazione di nuove chiese: solo nell'ultimoperiodo, oltre al bando di committenza per la diocesi di Mantova sono in via di definizione quelli per Lucca, Monreale e Forlì. L’attivismo dei committenti ecclesiastici è in controtendenza rispetto al generale rallentamento del settore, con un calo complessivo di nuove edificazioni del 44% negli anni dal 2006 al 2012 e una situazione del mercato non residenziale che sta faticosamente provando ad invertire il trend. Una ripresa che sembra basarsi soprattuttosullo sviluppo delle tendenze di sostenibilità ambientale ed urbana, orientamento da sempre caro alla stessa CEI. Se progettazione green e riqualificazione sono il futuro possibile dell’architettura, l’edilizia sacra si pone “per vocazione” nel solco di quella “ecologia umana” alla quale sovente hanno fatto riferimento anche gli ultimi pontificati:l’attenzione all’efficienza energetica dell’edificio, la selezione accurata di materiali non pericolosi per la salute, la scelta di sistemi costruttivi che favoriscano l’esposizione solare delle strutture di culto e di impianti tecnologicamente all'avanguardia. Gli esempi virtuosi non mancano, dalle oltre 700 chiese tedesche con pannelli fotovoltaici installati sul tetto al Sacro Cuore Immacolato di Maria a Brembo di Dalmine (Bergamo), dove i progettisti dello studio Pbeb hanno realizzato una chiesa all’interno di una fabbrica in disuso. Un edificio liturgico sempre meno connotato dal carattere di monumento e sempre più da quello di architettura con precise caratteristiche funzionali, come ad esempio accessibilità universale e sicurezza. Oltre a rispettare l’equilibrio con l’ambiente circostante, sia esso paesaggio o tessuto urbano. In particolare, la maggior parte delle costruzioni religiose in grado di proporre un linguaggio contemporaneo associanol’innovazione di forme e materiali alla riconoscibilità di un luogo dedicato alla spiritualità, cardine dell’identità locale e punto di riferimento per il contesto sociale di appartenenza.  L’ecosostenibilità è pertanto il principale obiettivo di un’architettura sacra che mira ad esprimere il concetto di comunità, attraverso l’utilizzo di materiali green che rappresentano la sintesi di estetica contemporanea e qualità funzionale. A proposito dei materiali, la ceramica è storicamente una soluzione molto utilizzata per la realizzazione di edifici religiosi, per il rivestimento di pareti interne o nel caso della decorazione di cupole e colonnati. Un ruolo di primo piano ribadito oggi dal gres porcellanato, con le sue proprietà "miracolose" quanto ad adattabilità a diversi cromatismi e spazi di dimensioni variabili grazie alla disponibilità di formati e spessori differenti. Queste proprietà, assieme all'eliminazione degli smalti, permettono l'impiego del materiale sia in esterno che in interno, come nel caso del gres porcellanato firmato DSG Ceramiche e scelto dagli studi associati Itinera e Itaca Architetti per il progetto proposto al concorso per la parrocchia di Santa Maria del Carmine (Napoli) indetto dall'Arcidiocesi di Sorrento-Castellamare di Stabia. I prodotti DSG che nello specifico sono stati selezionati per l'eventuale realizzazione di questa struttura ecclesiastica sono Luserna e Basaltina, entrambi nella versione bocciardata: lastre di gres porcellanato che resistono all'abrasione, con coefficiente di attrito R11 perfettamente idoneo all'uso ad alto traffico ed effetto pietra ideale per valorizzare le estensioni più vaste. Un dettaglio estetico fondamentale per la resa di un basamento unico che, nelle intenzioni dei progettisti, ha visivamente origine dalla croce all'interno della chiesa e raggiunge l'esterno della costruzione percorrendone per intero il perimetro e componendosi nel sagrato in un sedile che offresimbolicamente accoglienza. La relazione inscindibile fra vita quotidiana dei credenti e liturgia viene infatti richiamata dai principi cui si è ispirato il progetto ed è rappresentata da una pavimentazione che, a livello visivo, elimina qualsiasi soluzione di continuità tra le varie parti dell’architettura sacra.  Tornando alle citazioni, e specialmente a un altro prestigioso rappresentante del Movimento Moderno come Le Corbusier, "L'architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce". Una luce che, in certi casi più di altri, può davvero dirsi di origine divina.

Qui sono disponibili le texture 3D di DSG.

Marco Mignatti

Architettura

Planium: Scacchiere in metallo

Planium realizza dei pavimenti metallici dal grande impatto visivo: la posa a scacchiera conferisce personalità all'intero ambiente.

Per rinnovare si possono scegliere materiali diversi e Planium ha da tempo arricchito l’offerta proponendo finiture in metallo: è facile riscoprire il calore di Bronzo, Rame e Ottone, comprendere la lucentezza di Acciaio Inossidabile Liscio e Goffrato. Ci si lascia incantare dal fascino della Calamina, dell’Acciaio Ossidato e da quello del Cemento Inossidabile.

Se ancora non è sufficiente, osate con uso alternativo della posa ed effetto reversibilità.

AP01 Lay Floor, SM02 Evolution, PL01 Invisible, MG01 Magnetic - posare un pavimento che non si incolla è la garanzia che sarà nuovamente trasformabile. Spingendosi in abbinamenti particolari, si potranno creare combinazioni inedite di finiture e colori. 

Un pavimento metallico che diventa bicolore, a scacchiera, a mosaico, bianco e nero; il vintage anni ‘20-‘30 verrà reinterpretato con contaminazioni urbane, ma non si limiterà a questo. Sarà uno stile nuovo, fatto di equilibri, di fasi, di alternanza e di chiaro/scuro.

Scacchiera bronzo e calamina

News dalle aziende

Grosso Legnoarchitetture supporta il Padiglione America alla Biennale Architettura di Venezia

Venezia, 22 Aprile 2021. In occasione della 17° Mostra internazionale di Architettura a Venezia, Grosso Legnoarchitetture, supporta un’opera al padiglione America della Biennale 2021 che esplora il sistema costruttivo in legno tipico delle costruzioni americane. L’azienda Italiana, che dal 1968 è specialista nella lavorazione del legno, è stata scelta dagli architetti e curatori della mostra Paul Preissner e Paul Andersen per la sua competenza ed esperienza nella realizzazione di costruzioni speciali in legno su misura. “Una realizzazione di perfetta sintesi dei valori dell’azienda – spiega Stefano Grosso, Ceo di Grosso Legnoarchitetture – che si sintetizzano nel nostro costante sostegno alla passione per il legno, per le costruzioni speciali, nella creatività e nella ricerca nella qualità assoluta e nel gusto. Siamo onorati di poter contribuire alla realizzazione di questa opera architettonica e poter portare in campo le nostre competenze e la tecnologia costruttiva italiana che ha permesso che il cantiere procedesse velocemente, ordinato e preciso grazie alla progettazione esecutiva e al pretaglio eseguito presso i nostri stabilimenti”. Paul Preissner e Paul Andersen sono i due architetti che, dopo aver vinto con questa idea la open call per il padiglione, hanno curato il progetto e commissionato ai vari costruttori tra cui, Grosso Legnoarchitetture, la realizzazione dell’opera architettonica. Nel progettare il padiglione USA, i due hanno voluto dare al legno il ruolo da protagonista. I visitatori entreranno nello spazio espositivo attraverso un’installazione che riproduce la struttura delle wood frame house. Con un sviluppo di tre piani, appoggiata alla facciata del padiglione, l’opera funge a sua volta da spazio espositivo. All’interno, i visitatori potranno spostarsi tra i diversi livelli, osservando lo scheletro grezzo, toccando le travi lamellari e respirando l’odore del legno. “Nella realizzazione di quest’opera - dice Stefano Grosso- i curatori della mostra hanno voluto dare rilevanza, in grande stile, ad un metodo costruttivo che in America è sempre stato noto e che in Europa si è sviluppato solo recentemente anche grazie alla passione che noi costruttori italiani di case e strutture in legno abbiamo sempre avuto: determinazione e visione imprenditoriale ci hanno spinto negli anni ed adattarci all’evoluzione dell’edilizia moderna, crescere, rinnovarci e fare in modo che il legno divenisse un materiale sempre più apprezzato e utilizzato nelle costruzioni”.

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Nuovi landmark urbani. La crescita verticale di Londra

25 Novembre 2018

Nuovi grattacieli crescono. Le città guardano sempre più in alto con progetti verticali, e Renzo Piano presenta la sua nuova torre: alta 224 metri, sarà realizzata a Londra. Il progetto dell’architetto italiano è uno degli oltre 260 grattacieli in fase di costruzione o di progettazione nella città britannica, a testimonianza di un trend ancora molto forte. Edifici così alti e impattanti si pongono l’obiettivo di riqualificare un’area delle moderne metropolitane.

grattacieli

The Sharp, progettato da Renzo Piano (è stato inaugurato nel 2012), ha valorizzato London Bridge, una delle zone più alla moda della città. Anche Paddington Tower, questo il nome della nuova architettura, ha l’obiettivo di riqualificare il quartiere da cui prende il nome.

NEW PROJECT RENZO PIANO

La Paddington Tower sarà un grattacielo di vetro, avrà 65 piani e ospiterà circa 200 abitazioni, oltre a uffici, negozi, bar e ristoranti. L’obiettivo è terminare i lavori entro 2020, due anni dopo l’apertura della nuova stazione ferroviaria di Paddington: il grattacielo vuole trasformare una zona della città che diventerà presto un nodo ferroviario interessante.

NEW PROJECY RP

L’architettura sarà completamente vetrata per riflettere le luci della città, sarà alta ed elegante e avrà anche un particolare importante: un giardino sospeso sulla città che tutti potranno visitare.

London

La crescita verticale di Londra è sotto i riflettori. La città britannica era conosciuta anche come la ‘città bassa’, con pochi grattacieli nati in alcune zone come simbolo di modernità ed innovazione. Ora non è più così. Questo cambiamento verso l’alto, a detta di molti, sembra essere l’unico modo per affrontare la crisi degli alloggi e contrastare la densità della città. Anche se le abitazioni progettate in questi nuovi grattacieli avranno costi importanti, le moderne architetture tendono a essere sempre più riconoscibili. Nascono così nuovi landmark urbani, catalizzatori di energia, moderni centri aggregatori per aree urbane anche meno frequentate.

Altezza grattacieli Londra

Edoardo Croci

Architettura

SAIE 2015 - Le sfide del futuro: risparmio energetico e abitare green

SAIE si fa promotore di una nuova sensibilità culturale che affonda le radici nei nuovi modelli di costruire, attenti oggi più che mai alla qualità della vita delle persone. Nell’ultimo decennio il mondo dell’edilizia ha assistito a un vero e proprio cambio di paradigma. Oggi il punto di partenza del costruire sono il rispetto per un ambiente sempre più in pericolo e le esigenze di una società in grande trasformazione. Costruire, oggi, significa creare per migliorare la qualità della vita delle persone, nel presente e per il futuro.     Riqualificazione energetica, recupero di edifici e tecnologia all’avanguardia per progettare la casa del futuro: è quanto è stato presentato alla 51° edizione di SAIE, il Salone internazionale dell’edilizia italiana. logoSAIESmartHous_ILNUOVOSAIE  

Al centro del nuovo SAIE SMART HOUSE, nell’area del Centro Servizi di BolognaFiere allestita come l’interno di una grande casa intelligente e sostenibile è stato presentato SMART HOUSE LIVING, un progetto che si compone di 4 anime: una mostra - Smart House Solution - in cui è stata rappresentata la nuova cultura dell'abitare sostenibile, che ha permesso ai visitatori di ‘toccare con mano’ applicazioni concrete e soluzioni tecnologiche innovative; un percorso ludico e partecipativo  - la Ruota della Sostenibilità -  per avvicinare il pubblico alla cultura a “triplo zero” (zero consumi, zero emissioni, zero rifiuti); i Forum di approfondimento sui temi del progettare, costruire e abitare le case di domani; la BIG Energy Idea, ovvero una ‘emotional room’ dell’innovazione raccontata attraverso video e suoni: un progetto nato per spingere al cambiamento attraverso la conoscenza. SAIE_bologna  

Nell’area SMART HOUSE LIVING  si è parlato di energia in occasione del forum “Building & Innovation”. L’incontro è stato incentrato sul rapporto tra Clima, energia e abitare. Entro il 2050, infatti, l’energia nell’edilizia dovrà essere ridotta dell’80% (fonte Energy Roadmap 2050) ed entro il 2020 l’Europa sta imponendo case a energia quasi zero (NZEB): questo significa che le abitazioni in costruzione e in ristrutturazione dovranno rispettare requisiti ben precisi, di efficienza energetica e di sostenibilità. A intervenire, tra gli altri, la docente dell’Università di Roma Tre Chiara Tonelli,che con il suo team ha vinto il premio internazionale Solar Decathlon di Parigi per la progettazione di una casa all’avanguardia capace di catturare l’energia attraverso pannelli flessibili integrati.

Saie  

Il tema del ri-uso è stato affrontato da “Re-energize” dove si è discusso dei modelli di intervento sul patrimonio esistente e del ruolo delle utilities nel risparmio energetico mentre “Re-industry” ha focalizzato l’attenzione sul rinnovamento industriale dei servizi innovativi per la gestione della sicurezza e del comfort negli ambienti di vita e lavoro. SAIE_stampanti_3D  

Nella Digital Smart Building si è parlato di tecnologia e di come queste innovazione possano rilanciare dell’edilizia. Molta della fibra ottica posata risulta ancora inutilizzata. Dallo scorso luglio infatti con il decreto Sblocca Italia, "tutti gli edifici di nuova costruzione devono essere equipaggiati con un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete”. La normativa rende perciò obbligatoria la predisposizione nelle nuove abitazioni e in quelle oggetto di importanti ristrutturazioni. Esprit Nouveau _Saie   Novità 2015 è stato SAIE #Idrogeo: un’area informativa ed espositiva dedicata al tema del recupero e messa in sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico, che in questa edizione 2015 si è focalizzata sul tema della salvaguardia del territorio urbano grazie al lavoro degli ingegneri e in particolare della geotecnica”. Non solo edilizia ma anche tanto ‘green’ nella nuova edizione del SAIE. All’interno del percorso ‘Abitare’ il gruppo #Landmaking ha organizzato Costruire Verde, un’area in cui sono riunite alcune delle eccellenze italiane nel campo del verde non più solo ornamentale, ma soprattutto strutturale. L’interesse del mondo delle costruzioni si indirizza sempre più verso l’efficientamento energetico degli edifici esistenti, sia attraverso il miglioramento delle prestazioni che con l’ausilio di nuovi e più moderni sistemi e soluzioni impiantistiche. Costruire sostenibile    

#progettare consapevole, #costruire sostenibile per un' #abitare responsabile: questo il nuovo paradigma di SAIE.

Architettura

Tutti i colori dell'estate Planium

Sono le cromie della Charme Collection a determinare la combinazione vincente per l’estate, per via del dominio delle leghe del rame, il Bronzo e l’Ottone, che si giostrano sulle sfumature del dorato.

Un naturalismo di cromatismo ed essenzialità che in Planium coincide non soltanto con le finiture, ma fa rima anche col posare a secco, tramite i suoi sistemi studiati per non necessitare di colle, stucchi, siliconi e altre sostanze nocive; come AP01 Lay Floor, il più veloce in assoluto perché ad appoggio, con sottofondo in sughero a garantire fonoassorbenza e aderenza reversibile…

Ottone spazzolato, la bellezza è senza tempo

Dall’unione di rame e zinco nasce l’ottone, un materiale duttile, resistente, malleabile. Il suo colore restituisce a una ricchezza senza tempo, che si spinge ben oltre i trend del momento.                                                                           

Brushed brass

Ottone satinato e Tela di Ottone. Riflessi emozionali

Ai caldi riflessi dorati dell’ottone, già cangiante di suo, si sovrappone una raffinata satinatura lineare. La Tela di ottone, ricavata con una satinatura doppia, è come un tessuto che scandisce un intreccio di “fili” sottili e ortogonali, che rendono la superficie più articolata e “calda".

Brass Cloth

Bronzo spazzolato, il colore del Sole

Per la più pregiata lega del rame, Planium opta per una finitura unica, quella del bronzo spazzolato, che rende gli ambienti inediti e sofisticati. Il suo tono ocra chiaro, ricco di luce preziosa, concede raffinata eleganza e luminosità.                                                                                  

Brushed bronze


 

 

 

News dalle aziende

Basket Apartments, listelli di legno e rete metallica tridimensionale

06 Gennaio 2019

Lo studio sloveno di architettura OFIS (Rok Oman, Spela Videcnik) attraverso il progetto di student housing nella periferia parigina, realizza il complesso connubio tra invenzione e progetto sostenibile, in un contesto di non semplice sviluppo come quello della periferia metropolitana della capitale francese,intervenendo con segni forti, sia dal punto di vista urbano che architettonico, realizzando contemporaneamente dinamismo e razionalità. Basket Apartments

Il progetto si trova ai margini del Parco La Villette nel XIX distretto di Parigi, landmark urbano ultimato a metà degli anni novanta da Bernard Tschumi. Sul lato nord-est passa la nuova linea tranviaria della città e su quello sud-ovest vi è un un campo di calcio e, al di sotto, un deposito di tram. Il lotto ha una configurazione molto particolare, lungo circa 200m e largo solo 11m. I progettisti sloveni hanno tenuto fede alle richieste dell’amministrazione cittadina, inclini ad uno sviluppo urbano più sostenibile, passando per le scelte dei rivestimenti e per lo sfruttamento delle risorse naturali, come la luce e l’acqua piovana. Basket Apartments Ispirandosi probabilmente ai giovani fruitori, lo studio ha posto al centro della propria ricerca la facciata, disegnando due fronti principali diversi. Progettano un volume con 192 moduli abitati distribuiti su 11 piani, che sfrutta al massimo l’area a disposizione, Ofis trova poi nei balconi l’elemento di variazione della facciata principale: sulla strada des Petits Ponts ospita monolocali di varie dimensioni simili a scatole sovrapposte e aggettanti, realizzati in legno. Orientati tutti in modo casuale per diversificare i punti di vista e il ritmo della facciata questi 'basket', come dice il nome stesso del progetto, piccoli “cesti”-rifugi per il singolo, si combinano all’interno di un sistema dinamico, riducendo così le proporzioni dell'edificio. Basket Apartments

Il fronte verso il campo di calcio è, invece, racchiuso in una rete metallica tridimensionale in laminato HPL (ad alta resistenza superficiale) dietro la quale vi sono i corridoi di accesso ai vari appartamenti. Basket Apartments

Lungo i corridoi che esternamente all’edificio guidano agli ingressi degli appartamenti sui piani, la rete di protezione presenta uno sviluppo a 'zig zag' per l’intera estensione orizzontale e verticale del prospetto: in questo modo la maglia metallica si è trasformata in un’opportunità per dare anche a una facciata secondaria un’identità specifica. Basket Apartments Basket Apartments

La razionalità con cui sono stati distribuiti gli spazi abitativi e le funzioni minime per gli abitanti ha dettato anche le regole dell’efficienza energetica. L’isolamento esterno (20 cm di spessore) si combina con un’adeguata climatizzazione: il sistema di ventilazione meccanica a doppio flusso, con riciclo dell’aria calda esausta, assicura la qualità dell’aria tutto l’anno, cui concorre anche la doppia esposizione, con l’ingresso sul fronte ovest e il balcone portafinestra sul fronte est. Ciò garantisce anche la costante presenza della luce naturale, che non manca nemmeno nelle parti comuni come i corridoi e soprattutto le scale allocate in volumi vetrati. Sul tetto sono installati 300 mq di pannelli fotovoltaici per l’approvvigionamento di energia elettrica e l’acqua piovana è raccolta in bacini e riutilizzata per l’irrigazione dei giardini comuni. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.ofis-a.si Fotografie: ©Tomaz Gregoric.

Edoardo Croci

Architettura

Ceramica o corian?

15 Novembre 2018

Ceramica o Corian, Cristalplant, Cristalite? Barbara del Curto ne parla in un’intervista rilasciata a designrepubblica.it Scegliere la ceramica o i nuovi materiali è difficile. E spiega: “Entrambi sono versatili, adatti per cucina, bagno e complementi d’arredo”. E là dove si penserebbe di trovare la tradizione, s’incontra l’innovazione: “La ceramica ha sì una storia millenaria, ma oggi viene lavorata con strumenti così tecnologici da poter essere declinata in un numero infinito di texture, colori, spessori così da poter essere combinata con altri materiali e trovare applicazioni per opere pubbliche, rivestimenti,…”. Ma cosa distingue l’una degli altri? Sono tutti resistenti al calore, ai graffi, agli urti, alle macchie. E sono inerti, igienici, facili da pulire e da mantere. “Ma i nuovi materiali presentano dei vantaggi: sono meno freddi al tatto, sono realizzati con stampi termoformabili e quindi sono più facilmente modellabili e sono ripristinabili: se si macchia la superficie, basta passarvi una pasta o carta abrasiva. E se il top si rompe, si può ripararei in mdo invisibile”.

Marco Mignatti

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