Dalla ricerca ALPI nasce SILVER RAIL: legno e metallo insieme, per un elogio alla luce

Il legno esplora, attraverso il metallo, nuove espressioni progettuali che indagano il tema della riflessione della luce: questo è l’approccio alla base di Silver Rail, l’ultima proposta di ALPI, prima azienda al mondo ad aver industrializzato il processo manifatturiero del legno ricomposto, oggi indiscusso riferimento tecnologico per il comparto ligneo. Alla base di Silver Rail, la profonda attività di R&D - peculiarità del DNA aziendale - che ha portato ALPI allo sviluppo di materiali concepiti per interagire con la luce, confermando il suo ruolo di partner professionale e la profonda abilità nell’interpretare ed anticipare i trend del mercato con soluzioni sempre più sofisticate in termini sia estetici sia tecnologici capaci  di concretizzare ogni idea progettuale dei pubblici di riferimento: grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract. Superficie decorativa in legno, attraversata da linee metalliche che riflettono la luce, Silver Rail è un materiale dal design moderno - applicabile a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali - che unisce alla morbidezza e al calore del legno la lucentezza e il rigore del metallo. Una proposta innovativa frutto di una sofisticata tecnologia e delle attente lavorazioni sartoriali tipici di ALPI; sintesi tra due materiali apparentemente in antitesi, concepito per intercettare il trend emergente della luminosità nella decorazione di interni, nell’anno che l’UNESCO ha dedicato alla luce e alle tecnologie basate su di essa. Silver Rail si presta a infinite possibilità di personalizzazione: dalla scelta del colore e disegno dalla vasta gamma di legni ALPI alla definizione del numero e dell’intervallo tra le linee metalliche, che possono essere rette da geometrie regolari e precise o progettate in disegni più sinuosi. Opportunamente illuminato offre piacevoli effetti luminosi conferendo carattere agli ambienti e arricchendo il disegno di oggetti e arredi. Silver Rail disponibile nelle versioni ALPIlignum e ALPIkord: ALPIlignum Il prodotto capostipite: cuore e simbolo dell’universo ALPI, massima espressione dell’attività di R&D e del perfetto connubio tra innovazione tecnologica e sapere artigiano. Una linea di legni che offre personalizzazione e varietà estetiche illimitate: può riprodurre colori e venature delle essenze naturali (oltre 120 le proposte a catalogo) o realizzare Design Wood con inedite figurazioni cromatiche all’insegna della massima creatività. ALPIlignum è un legno tranciato che può essere applicato a ogni superficie e prodotto in spessori diversi a seconda della destinazione di utilizzo. Un prodotto quindi estremamente versatile capace di soddisfare ogni esigenza progettuale in termini funzionali ed estetici. Si ottiene con un particolare processo produttivo che sfoglia il legno (Pioppo, Tiglio o Ayous), rigorosamente di origine controllata, lo tinge per immersione e lo "ricompone", sovrapponendo i fogli di legno tinti, in un nuovo tronco. L'assenza dei difetti tipici del legno tradizionale, la costanza e la riproducibilità di colori e dimensioni lo rendono perfetto per realizzare velocemente produzioni singole o di serie. ALPIkord La linea di legni prefiniti trattata con prodotti e vernici allo stato dell’arte per esaltare la naturalità di tutti i legni della gamma ALPIlignum, applicati su un supporto e infine verniciati. Il risultato è un pannello di legno di grandi dimensioni, pronto per l’applicazione su qualsiasi superficie, che permette la riduzione dei tempi di lavorazione, verniciatura e installazione. Alla praticità delle finiture ALPIkord si aggiungono quindi le proprietà di qualità, unicità e customizzazione, oltre che le certificazioni ambientali, proprie di ALPIlignum, Inoltre, anche per ALPIkord è disponibile a richiesta la certificazione FSC, la più importante a livello internazionale, che attesta l'origine sostenibile del nostro legno. ALPI, wood&more: radici italiane per un’eccellenza internazionale Leader assoluto nella produzione di superfici decorative in legno multilaminare, ALPI è stata la prima azienda al mondo ad industrializzare il processo manifatturiero del legno ricomposto, definendo così nuovi standard qualitativi. A decretarne l’unicità, la perfetta coesistenza tra tecnologia e lavoro manuale: da un lato infatti ALPI è pura innovazione che anticipa le richieste del mercato; dall’altro, minuziosa sartorialità. Una realtà d’eccellenza che grazie alla profondità delle collezioni - applicabili a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali – abbinata alla capacità di progettare soluzioni bespoke è indiscusso riferimento tecnologico per il comparto del legno. Partner professionale per grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract a 360° spaziando dall’hôtellerie ai multi-apartment, dal retail agli uffici e spazi pubblici. Quello che distingue ALPI nel panorama mondiale è il controllo diretto dell’intera filiera, dal tronco al legno finito, partendo dalla gestione forestale tramite la catena di custodia assicurando così la garanzia d’origine legale e sostenibile del legno e la totale tracciabilità del prodotto. ALPI è quindi garanzia di un prodotto eco-responsabile, versatile e di design. Alla base, ingenti investimenti in R&D, materie prime di altissima qualità, tecnologia all’avanguardia e minuziose lavorazioni sartoriali. Altre importanti peculiarità sono l’ampiezza di gamma e la grande capacità di saper rispondere alle richieste specifiche di una committenza molto diversificata, anche attraverso lo studio e la progettazione di linee customizzate e collezioni one off. Oggi ALPI – guidata da Vittorio Alpi, nipote del fondatore – si sviluppa su un insediamento industriale di 180.000 mq. (di cui 52.000 coperti) in Italia e 346.500 ( di cui oltre 67.000 coperti) in Africa, con una capacità produttiva di oltre 30 milioni di metri quadri annui, una distribuzione capillare in oltre 60 paesi. Si distingue per affidabilità e solidità con un fatturato in crescita che nel 2014 ha superato i 130 milioni di euro.  www.alpi.it
Materiali

Nuova eco-casa firmata Italcementi. Nel segno della sostenibilità

10 Gennaio 2019

Italcementi Group al fianco di Mario Cucinella sarà partner tecnico per la costruzione di una casa da 100 mq a 100mila euro, costruita con i migliori materiali e le più avanzate tecniche eco-sostenibili. Il nuovo modello di abitazione, ideato dall’architetto bolognese nel segno della sostenibilità in architettura, testimonia il continuo impegno di Italcementi Group nella ricerca e nell’innovazione. I tecnici del Centro Ricerca e Innovazione del Gruppo lavorano infatti in stretta collaborazione con lo studio Cucinella per lo sviluppo di materiali da costruzione, tecniche per l’isolamento termico e acustico e processi di industrializzazione per la riduzione dei costi di costruzione della eco-casa. La prefabbricazione non standardizzata, con elementi strutturali leggeri e attrezzature mobili, consente infatti di diversificarne l’aspetto sia esterno che interno.

Carlo Bardelli

Bioedilizia

Home for uncertain times 2035

15 gennaio 2020

Home for uncertain times 2035

Message for a future

 

Una Design Exhibition

Questa mostra è il risultato finale del percorso didattico di Innovation Studio, un laboratorio di progettazione del Master in Product Service System Design della Scuola del Design del Politecnico di Milano.

91 designers/15 idee per le nostre case nel 2035

 

Luogo:

COMBO

Ripa di Porta Ticinese, 83 - Milano

 

Il nostro futuro è INCERTO

Abbiamo PAURA ma SPERIAMO per il meglio

Ci saranno CAMBIAMENTI CLIMATICI DRAMMATICI

Il nostro ruolo come DESIGNER è di SUGGERIRE nuovi stili di vita

 

La mostra intende inviare un messaggio per un possibile futuro prendendo in considerazione i drammatici cambiamenti climatici che sperimenteremo nei prossimi 15 anni. I manufatti incarnano l'incertezza attraverso il disordine e l'accumulo: oggetti che ingombrano le nostre vite oggi creano lo sfondo per i nostri progetti. In questa incertezza i nostri progetti ci danno speranza per un futuro.

 

INNOVATION STUDIO quest'anno si è concentrato sulla progettazione di sistemi/prodotto per un futuro molto incerto e imprevedibile. Un futuro influenzato dai cambiamenti climatici che potrebbero trasformare alcune delle nostre pratiche quotidiane. Queste trasformazioni, non necessariamente drammatiche, possono interrompere le nostre abitudini per una vita migliore su questo pianeta, migliorando il senso di comunità, l'umanità e la qualità delle interazioni sociali. I designer, come sempre, avranno un ruolo cruciale nella concezione di prodotti e servizi a supporto delle persone in questo ambiente in evoluzione.

Il cambiamento climatico sta già influenzando le persone e gli stili di vita attuali. Alcuni territori nel mondo stanno già vivendo eventi meteorologici estremi mentre altre stanno appena

iniziando a percepire alcune trasformazioni. Nei prossimi decenni sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che la maggior parte delle città in tutto il mondo dovranno adattarsi e tentare di mitigare alcune delle condizioni che stanno emergendo.

Senza voler avere una visione distopica, ci sono alcune caratteristiche del futuro che possiamo prevedere con fiducia mentre le condizioni ambientali vengono trasformate. Le temperature saranno più estreme con ondate di calore più lunghe, picchi di calore molto più alti, minore differenza di temperatura tra giorno e notte. Eventi meteorologici imprevedibili ed estremi saranno più frequenti con bombe d’acqua, uragani e alluvioni più frequenti anche in luoghi che non sono mai stati esposti a questo tipo di eventi. Il rischio di incendi aumenterà. Potremmo avere nuovi insetti e parassiti che invadono i nostri habitat. Nella maggior parte dei luoghi ci saranno trasformazioni nel nostro rapporto con l'acqua. Alcuni luoghi avranno carenza d'acqua, altri subiranno inondazioni. Le città costiere vedranno un certo grado di innalzamento del mare con conseguenze sulle aree residenziali e agricole. L'entità e la gravità di questi cambiamenti dipenderanno molto dal livello di intervento che avverrà nei prossimi anni.

Con il passare degli anni, possiamo aspettarci che i governi e le autorità locali attuino dei cambiamenti per affrontare le nuove condizioni climatiche e introducendo una serie di nuove normative. Da una progressiva riduzione dell'uso di combustibili fossili per l'energia, a leggi sempre più severe su materie plastiche e rifiuti in generale. Potrebbero esserci incentivi a trasformare gli edifici per garantire un migliore isolamento, tetti verdi, produzione autonoma di energia solare e stoccaggio dell'acqua. Le tasse sul carbonio relative a viaggi, trasporti e produzione possono anche influire sul costo o sulla disponibilità di alcuni beni ed esperienze che diamo per scontati oggi.

Indipendentemente dal modo in cui le società, i governi e la politica reagiranno a questi cambiamenti e se verranno intraprese azioni per trasformare le società in meglio per affrontare il riscaldamento globale, il cambiamento delle condizioni climatiche sarà presente e molto probabilmente determinerà alcune delle nostre pratiche quotidiane e della nostra cultura materiale. Nuovi prodotti emergeranno accanto a nuove condizioni di vita e saranno sviluppate nuove pratiche che a loro volta guideranno nuovi servizi.

 

Progettare per la casa del futuro in questo nuovo contesto climatico significa concepire sistemi e prodotti progettati per vivere in un ambiente fisico ma anche in un ambiente sociale in cui alcune pratiche quotidiane sono mutate dalle nuove normative in materia di mobilità o energia. Anche i comportamenti umani possono essere cambiati riguardo all'uso di alcuni materiali o alle diete a base di rifiuti o di piante, ecc.

Questi cambiamenti possono influenzare direttamente o indirettamente tutti gli aspetti della vita quotidiana e della vita domestica.

 

CREDITI

Professori:

Valentina Auricchio

Stefana Broadbent

Marta Corubolo

Fabio Di Liberto

Ilkka Suppanen

 

Tutor del corso:

Corina Macnovit

Vanessa Monna

 

Una mostra curata da:

Nina Fois

Giacomo Rho

Anna Riti

Hannah Roche

Emma Teli

Virginia Luisa Volontè

Chenfan Zhang

 

Studenti:

Sara Airoldi, Andrés Alfonso Hernàndez Alzate, Mariana Romero Arango, Masoumeh Asadi, Mehrdad Atariani, Amirmohammad Azizi, Giorgia Bartolomeo, Beril Beden, Tommaso Bernardi, Beatriz Bonilla Berrocal, Arianna Bosio, Federico Bossi, Luiza Braga, Anna Buccarelli, Brenda Cadena, Eleonora Campana, Juliana dos Santos Netto Campos, Martina Carozza, Alessandro Ceccato, Yuzhi Chen, Chuhan Cheng, Naiyi Chia, Angela Corrado, Carolina De Maria, Valentina Facoetti, Beatrice Feltracco, Nina Fois, Marcella Gadotti, Mariah Madureira Giacchetta, Ismael Godinez, Alessandro Grati, Nicolàs Salom Guzmàn, Bin He, Jerome Hompes, Giulia Ianes, Elena Iannella, Marcello Iudice, Le Jiaqi, Ryohei Kawagishi, Alessia Kayalibay, So Jeong Kim, Isadora Koike, Orçun Kumova, Xiayu Li, Xiaoyong Liug, Francisca Lucas, Zhengang Lou, Wen Luo, Davide Macchi, Francesca Masnaghetti, Arianna Meroni, Riccardo Orlando Miele, Giacomo Montefalcone, Ettore Mordenti, Hiroki Morimoto, Sophia Motta, Madina Ómirbekova, Alessia Orizio, Federica Parolisi, Anvith Patil, Claudia Pelosi, Federica Piazzi, Jéssica Pinto, Martina Platini, Adellia Pranindita, Yao Qiushun, Xingyu Quan, Yasmina Rasamny, Giacomo Rho, Anika Rieth, Anna Riti, Hannah Roche, Alessandra Rota, Candela Piancatelli Ruiz, Dumitru Samson, Vittoria Scatiggio, Nardin Shafik, Valeria Soffientini, Angela Stellaccio, Siyu Tang, Emma Teli, Agustina Toderi, Brenda Villafana, Virginia Luisa Volontè, Pan Shin Wan, Qiuyue Wang, Lai Xiaoting, Selin Yilmaz, Banghan Yin, Qiu Yu, Chenfan Zhang.

 

Arianna Saini

News dalle aziende

Metalli Planium per gli scenari d'aeroporto

Un “manto” di Calamina posata a pavimento ricopre gli interni di un aeroporto; Blu Avio e Grigio Antracite per un’ambientazione non solo da fotografia: Planium ha installato lastre di Calamina e di Acciaio Goffrato nei due importanti Aeroporti della Capitale del mondo, New York, avvalendosi del sistema di posa innovativo a secco PL01 Invisible, con aggancio “one-click” tra piastrelle. Molto venduto con la Calamina è anche il sistema di posa a secco MG01 Magnetic Floor, munito di sottofondo magnetico che si lega all’anima metallica contenuta nella finitura.

Calamina

 

News dalle aziende

TUTORIAL 4: Revit family – introduzione alla famiglia nidificata

Famiglie nidificate revit: cosa sono? Come si utilizza una famiglia nidificata? Quando si usa la nidificazione delle famiglie? Guida introduttiva al concetto di famiglia nidificata applicata ad un insieme di oggetti di arredo.

 

La creazione di Oggetti BIM (altrimenti detti famiglie in Revit) è fondamentale per il completamento dei modelli 3D BIM e per il loro corretto funzionamento. Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati su Internet per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.


Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito; le informazioni possono essere interrogate, modificate, contabilizzate, ecc.


Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli Architettonici come porte, finestre, texture e rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.

 

L'obbiettivo di questa pagina è quello di spiegare in modo semplice ed esaustivo le famiglie revit nidificate, descrivendone funzionalità e finalità ed insegnandoti ad utilizzarle.

 

Che cos'è una famiglia nidificata ?

Una famiglia nidificata è un insieme di più oggetti bim accomunati da alcune caratteristiche e che differiscono tra loro solo per alcuni elementi. Per citare alcuni esempi: in un modello di porta posso installare diverse maniglie, quindi la famiglia revit “porta” dovrà contenere la famiglia nidificata “maniglia”; allo stesso modo, una “sedia” potrà contenere diversi tipi di “schienali”; una “poltrona” potrebbe contenere diversi tipi di “braccioli”... ecc.

In questo tutorial procederemo alla creazione di una famiglia nidificata unendo più oggetti di arredo in un’unica famiglia parametrica che come output prestazione ha una variabile numerica nel numero di oggetti stessi.

Prenderemo come esempio il caso di un tavolo che comprenda tre, quattro o più sedie.

 

Perché creare una famiglia nidificata ?

Creare una famiglia nidificata revit è utile perché la famiglia nidificata è uno strumento fondamentale nella realizzazione di oggetti particolarmente complessi: il BIM offre la possibilità di arricchire un progetto di molteplici informazioni, tuttavia questa complessità può funzionare correttamente e senza essere ridondante solo se gestita correttamente. Le Revit family, pertanto, devono essere costruite seguendo regole specifiche per garantire la prestazione finale assegnata. Uno dei sistemi che sta alla base della costruzione di una Revit Family complessa è proprio il concetto di nidificazione, che consiste nel nidificare (inserire), una o più famiglie all’interno di un'altra al fine di controllarne contemporaneamente i parametri e quindi le prestazioni finali.

 

Come creare una famiglia nidificata con variabile numerica

Come sempre la cosa migliore per imparare un argomento è esemplificare, pertanto dedicheremo questo tutor ad un classico esempio di creazione di una variabile numerica in una famiglia nidificata: considereremo un oggetto di arredo, un tavolo con sedie, in cui l’output funzionale sarà la possibilità di variare il numero delle sedute.

Cominciamo con lo scaricare due famiglie revit (file .rfa) già predisposte, ovvero un tavolo e una sedia.

 

1 imm

                                                                                       Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 1

 

  • Apri i due file contemporaneamente e carica la sedia (IM58.rfa) all’interno del tavolo (T160.rfa) semplicemente selezionando la prima e digitando il comando “carica nel progetto” o “carica nel progetto e chiudi” se si vuole chiudere questa famiglia.
  • Posiziona la sedia all’interno della vista del tavolo e passa alla visualizzazione in pianta.
  • Ora la famiglia Sedia, è nidificata all’interno della famiglia Tavolo; al fine di avere una nuova famiglia diversa da entrambe le famiglie native, salva e rinomina in modo specifico.
  • Allinea la sedia al tavolo come se fosse la prima di una serie di sedie che devono essere posizionate tutte intorno allo stesso.

 

2 imm

                                                                                     Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 2

 

Come è facile immaginare ora dovremmo copiare la sedia in moto rotatorio attorno al centro del tavolo, ma la variabile (parametro) che dobbiamo inserire è proprio il numero di sedie che vogliamo destinare alla nostra soluzione di arredo, pertanto:

  • Usa il comando “Matrice” all’interno della scheda Modifica;
  • Seleziona “Radiale” (perché, in questo caso, la ripetizione dell’oggetto deve essere circolare);
  • Lascia la spunta “Raggruppa e associa”;
  • Seleziona “Ultimo”;
  • Posiziona il centro di rotazione in corrispondenza del centro del tavolo (intersezione dei piani principali);
  • digita 360 in “Angolo” e premi Invio.
     
3 imm

                                                                                       Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 3

 

In questo modo viene generata una matrice radiale dell’oggetto sedia nel numero di 3 elementi (dato di default) che viene visualizzato sia all’interno della barra delle funzioni attiva sia lungo la linea di generazione del percorso di copia dell’oggetto sedia.

 

4 imm

                                                                                        Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 4

 

Lasciando il comando aperto, modificando il numero sul percorso vedremo modificare il numero delle sedie che la matrice genera attorno al tavolo. Possiamo affermare che il comando matrice funziona come un raggruppamento parametrico, ha al suo interno la variabile numerica già predisposta.


Prova ad aumentare pertanto il numero delle sedie da 3 a 5, in modo da verificare che la matrice si comporti effettivamente in modo corretto. 
 

5 imm

                                                                                        Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 5

 

È importante approfondire un dettaglio: le sedie generate fanno parte come detto di un raggruppamento parametrico grafico (Matrice) e il suo comportamento subirà le direttive della Matrice fintanto che rimarrà all’interno di tale raggruppamento e pertanto è indispensabile non modificarla in tal senso.
Ciò viene graficamente evidenziato selezionando una singola sedia: questa oltre a diventare blu apparirà contornata da una linea tratteggiata. 
 

6 imm

                                                                                          Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 5

 

Ora è necessario legare la proprietà insita del comando matrice di generare una variabile numerica degli oggetti ad un parametro che ne governerà il funzionamento e che dovrà comparire tra le proprietà della famiglia “Tavolo + sedie”. In poche parole, bisogna creare il parametro "numero sedie" che comanderà quante sedie dovrà generare la famiglia "Tavolo + sedie".


La procedura è molto semplice e del tutto simile a quanto abbiamo visto in precedenza per la creazione di un nuovo parametro:

  • selezioniamo il percorso della matrice;
  • selezioniamo “Aggiungi parametro” dal menu a tendina “Testo di etichetta”

 

7 imm

                                                                                         Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 6

 

  • Nella scheda delle proprietà che compare digita il nome del nuovo parametro (che chiameremo, per semplicità, “Numero sedie”). Nota che i campi “Disciplina” ma soprattutto “Tipo di parametro” non sono modificabili, questo perché l’unica variabile associabile alla Matrice è un numero intero.
  • Importante in questo caso specifico selezionare “Istanza”. Questo ci permetterà, come vedremo in seguito, di modificare il numero delle sedie nella nostra famiglia all’interno di un ambiente di progetto, senza dover accedere alle proprietà del tipo.

 

8 imm

                                                                                          Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 6

 

Ora verifica che il nuovo parametro “Numero sedie” sia stato generato e che funzioni correttamente:
    -    accediamo al menu “Tipi di Famiglia” dalla scheda “Proprietà”;
    -    Verifica che il nuovo parametro sia correttamente raggruppato in “Altro”;
    -    prova a modificare il numero, per esempio da 5 a 6;


L’associazione applicata tra il parametro a la matrice è corretta, l’output prestazionale della famiglia prefissato è raggiunto.

 

9 imm

                                                                                         Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 7

 

Per concludere, prova ad inserire la famiglia all'interno di un ambiente progettuale: selezionando si nota che, nella barra delle proprietà, compare il parametro “Numero sedie”.

(Come anticipato in precedenza, avendo generato tale parametro come “Istanza” questo adesso è modificabile immediatamente senza entrare nelle proprietà del tipo)


Prova a modificare il numero delle sedie, per esempio da 6 a 4 e guarda il risultato.
 

10 imm

Tutto funziona correttamente.

Staff tecnico Syncronia

Tutorial

IN SCENA L’ARTE DEL METALLO. L’ECCELLENZA PLANIUM IN 4 FINITURE

Quattro le finiture classiche Planium, protagoniste di questo scenario.


Quattro grandi lastre metalliche per rappresentare le texture Planium: Rame spazzolato Planium è la prima tra le finiture in mostra a non farsi dimenticare, se consideriamo che la spazzolatura regala al metallo la qualità della lucentezza e del colore, che è appunto ramato, e si intravedono le onde vorticose tipiche degli spazzolati; laddove invece la satinatura regola in un senso più ordinato la seconda delle quattro lastre, un Acciaio Inox freddo, elegante, verticale, un po’ ieratico, stupendo nel contrasto con lo sfondo; la Tela, cioè la doppia satinatura, rende un vero e proprio oggetto di culto la terza lamina, un Ottone: come un tessuto intrecciato prezioso dal carattere antico, avvalorato ulteriormente da una cromia dorata. L’Ottone, che ha per sua stessa natura una nota verde che lo rende “freddo” rispetto all’oro, grazie ad una doppia satinatura acquisisce un colore più strutturato e caldo, meno luminoso ma più accogliente.

A completare l’idillio, e in qualche modo a chiuderlo, la Calamina sulla destra si presta naturalmente a una concezione di per sé già artistica. Perché? Per un connubio tra cromia che genera una tinta cangiante, mutevole nel tempo che in essa si attua spontaneamente. Il dominio del Blu come dell’Antracite lascia però spazio all’Avio, addirittura un sottofondo Magenta percepibile in alcuni punti: un metallo variegato e “complesso”, da scoprire con uno sguardo attento…

News dalle aziende

Walks of Design

15 Dicembre 2018

New B&B Italia Designs 2018

 

atoll

 

B&B ATOLL
design by Antonio Citterio

«B&B Atoll è una collezione trasversale che riprende elementi della tradizione, come il “bolster” (cuscini a rullo), associandoli a una struttura di sostegno fine e rigorosa che si inserisce nel linguaggio contemporaneo . È trasversale perché può essere utilizzato in un numero elevato di situazioni, da quelle più formali, quando accostato alle poltrone, a quelle informali, grazie alla possibilità di avere una composizione a L con il daybed come elemento terminale.»

                                                                                                                                                                                                              Antonio Citterio

 

B&B Atoll, il nuovo sistema di sedute componibili di Antonio Citterio, il cui nome rimanda alle omonime formazioni coralline, è l’espressione ricercata di una forma estetica equilibrata e di uno stile contemporaneo deciso, allo stesso tempo estremamente elegante. Punto di partenza del sistema sono tre piattaforme di base - cm 190 e 240 con profondità cm 90, cm 130 con profondità cm 140 - che si completano con elementi bracciolo e schienale a formare tipologie diverse: divani a pozzetto, dormeuse, terminali angolari, elementi singoli oppure componibili con elementi chaise longue e pouf. Le strutture presentano linee leggere e sottili e sono applicate su sostegni alti in pressofusione con profili metallici a sottolineare la linea tra le strutture stesse e l’imbottitura; due le finiture previste, peltro e cromato nero. A dare ulteriore carattere alla proposta, un elemento di appoggio da orchestrare a piacere: un cuscino a rullo in due dimensioni - cm 65 e 90 - vincolato con cinghie in pelle a una struttura in pressofusione. Un accessorio da inserire liberamente tra il cuscino sedile e la struttura di base per offrire un ulteriore sostegno e diventare a scelta un elemento bracciolo o schienale. B&B Atoll si rivela così essere un progetto dinamico, con un grado di adattamento compositivo sempre nuovo e con la possibilità di creare molteplici tipologie di sedute, da quelle relax più informali a quelle più formali, grazie anche all’utilizzo di cuscini schienale complementari.

bull

 

BULL
design by Naoto Fukasawa

«Come espresso dal nome (toro in italiano), si tratta di un tavolo con 4 sostegni che poggiano saldamente a terra. Ho disegnato un tavolo dall’ aspetto molto solido abbinandolo ad una sedia di grande eleganza, come se fossero una coppia. Insieme assomigliano proprio a
“La Bella e la Bestia”. Dopo tutto, la bestia è un tavolo davvero molto bello.»

                                                                                                                                                                                                               Naoto Fukasawa

 

Con il tavolo Bull, Naoto Fukasawa vuole trasmettere la sensazione immediata di un oggetto di grande solidità, al contempo estremamente raffinato. Una formula stilistica che fa parte del linguaggio peculiare del designer e che, nel caso di Bull, riesce a raggiungere attraverso una sottile tensione strutturale tra gli elementi: le gambe dalla generosa sezione tonda che, sebbene leggermente inclinate, danno la sensazione di essere solidamente “piantate a terra” a reggere, per contrasto, un piano sottile che appare come fosse semplicemente appoggiato sulla struttura. Disponibile in due dimensioni - cm 240 e 280 - Bull è proposto interamente in legno di rovere nelle varianti chiaro, grigio, nero e fumigato, oppure con struttura in rovere e piano in marmo nelle versioni nero Marquinia o bianco statuarietto di Carrara, entrambe con finitura opaca.

belle

 

BELLE
design by Naoto Fukasawa

«Dal sostegno dello schienale e dai braccioli di questa elegante sedia traspare il suo carattere, sottolineato dalla linea ad angolo ottuso attorno alla zona dei gomiti. Nella parte inferiore, tutte e quattro le gambe sono leggermente incurvate verso l’esterno per dare un tocco classico.
La sedia si chiama “Belle” in riferimento alla storia de “La Bella e la Bestia”.»

                                                                                                                                                                                                               Naoto Fukasawa

 

In un gioco di rimandi letterali e formali, la sedia Belle è il contraltare delicato e femminile del tavolo Bull. Dalle linee arrotondate e con il sedile imbottito rivestito in pelle, riprende il particolare della sezione tonda delle gambe del tavolo e, nello sviluppo verso il basso, inserisce una piccola curvatura che dona un tocco aggraziato. Verso l’alto le gambe si innestano nello schienale con braccioli dalla ricercata forma a «gomito». Due le soluzioni per lo schienale: legno di rovere nelle stesse varianti previste per la struttura - chiaro, grigio, nero e fumigato - oppure rivestimento in pelle, in abbinamento alla seduta, ottenuto grazie ad una particolare tecnologia produttiva.

harbor

 

HARBOR
design by Naoto Fukasawa

“È stato lavorando alla progettazione della famiglia di sedute Papilio che ho compreso che la forza iconica di B&B Italia sta nel lavorare sulla schiuma di poliuretano come massa. Da qui l’idea di scolpire una forma da questo materiale, come se stessi creando una scultura da un blocco di marmo di Carrara. Per me, B&B Italia è sinonimo di “sculture in poliuretano”.
Il nome Harbor deriva dall’idea di avere un luogo al quale fare ritorno. Volevo anche che questa seduta desse l’accogliente sensazione di avvolgere il corpo”.

                                                                                                                                                                                                               Naoto Fukasawa

 

La serie di poltrone e pouf Harbor, presentata con successo nel 2017, si arricchisce di un nuovo divano altrettanto contemporaneo e sinuoso. Un ampliamento di gamma all’insegna della continuità progettuale, frutto della ricerca di Fukasawa sulle sedute a forma di tronco di cono rovesciato. Il divano riprende in particolare la forma scultorea ed ergonomica della poltrona da conversazione raddoppiandone l’accoglienza per arrivare ad ospitare due persone. Proposto in tessuto o pelle, è dotato di una cerniera metallica a vista nella parte posteriore dello schienale che, oltre ad essere un dettaglio decorativo, permette la sfoderabilità del rivestimento.

colosseo

 

COLOSSEO
design by Naoto Fukasawa

«Come le poltrone Harbor, scavate da una massa conica capovolta, questi tavolini sono stati realizzati inizialmente con lo stesso procedimento. Tuttavia, il loro aspetto risultava troppo massiccio e pesante così ho rimosso altra materia e i suoi archi assomigliano a quelli romani del Colosseo»

 

                                                                                                                                                                                                               Naoto Fukasawa

 

Colosseo si inserisce in una categoria di prodotti di grande successo: gli accessori di servizio. Elementi di arredo che cambiano la funzione a seconda delle occasioni e delle necessità passando, nel caso di Colosseo, da tavolino a pouf. Nel progettare questo nuovo oggetto, Fukasawa è arrivato alla forma desiderata pensando ad un solido a forma di tronco di cono rovesciato alleggerito da incavi a forma di arco che ne disegnano la superficie, creando così un’assonanza con la struttura della famosa arena romana, da cui prende il nome. Realizzato in poliuretano rigido verniciato in sedici colori lucidi, Colosseo è disponibile in due dimensioni: diametro cm 40 x 45 altezza e diametro cm 50 x 55 altezza.

eda-mame

 

EDA-MAME
design by Piero Lissoni

«È come se fosse una superficie, un modello di “Möbius”. Eda-Mame è stranamente piena di curve, ti accoglie e, se vuoi, ti permette anche di bere un aperitivo, quasi fosse un tavolo imbottito.»

 

                                                                                                                                                                                                                      Piero Lissoni

 

Caratterizzato da uno sviluppo organico che si ispira alla forma del fagiolo di soia tipico della cucina orientale, Eda-Mame è un elemento di arredo di forte impatto grazie al disegno scultoreo in grado di caratterizzare lo spazio con grande incisività. Una proposta che fonde in un solo oggetto tre tipologie di seduta: con schienale alto, relax e pouf. Ed è proprio grazie alla sua natura triplice che Eda-Mame si rivela estremamente versatile nell’uso sia in ambito residenziale sia pubblico, anche per sottolineare aree co-working, di passaggio e sosta come le hall degli alberghi. Schiumato in stampo, Eda-Mame è rivestito con un tessuto elasticizzato che presenta una leggera impuntura. La base di sostegno è realizzata da traverse con piedini in tondino d’acciaio, il tutto con finitura verniciata peltro.

Jack

 

JACK
design by Michael Anastassiades

«Questo sistema di libreria è nato come esercizio di assemblaggio di tondini dello stesso diametro. Il design finale è una configurazione essenziale, che offre una struttura e una modularità ideali per adattarsi a un’ampia gamma di ambienti. Le soluzioni tecniche sono discrete e consentono
di creare composizioni adattabili ad ogni stanza. La sua disciplina deriva dalle regole strutturali utilizzate per passare da una forma a quella successiva, in un assemblaggio che dà vita a una composizione coesa.»

                                                                                                                                                                                                     Michael Anastassiades

 

Jack è il risultato della prima collaborazione tra B&B Italia e Michael Anastassiades. Noto per essere un virtuoso della luce, il designer cipriota ha progettato un sistema di libreria modulare che colpisce per il grado di perfezione tecnologica. Una sfida progettuale che, nel cercare un
linguaggio innovativo, recupera e modernizza un classico del design: la libreria da centro stanza degli anni Cinquanta, trasformata in un complemento con una struttura essenziale, ma architettonica.
L’intuizione geniale risiede nell’aver nascosto gli elementi ingegneristici di sostegno, ivi compresi quelli che reggono i piani di appoggio in laminato, all’interno di montanti verticali a sezione tonda realizzati in estruso d’alluminio e uniti da un sistema esclusivo di regolazione telescopica terra-soffitto, completamente invisibile. Il sistema viene proposto in 14 altezze, che variano da cm 219 a 323 e risolvono tutte le quote intermedie, mentre i ripiani sono previsti in due lunghezze, cm 75 e 90 con profondità cm 30. Due le finiture per montanti e ripiani per soluzioni monocolore: bianco gesso e nero, entrambi opachi.

Alanda

 

ALANDA ’18
design by Paolo Piva

Il tavolino Alanda, pezzo icona che ha inaugurato gli anni Ottanta, viene rieditato in omaggio a Paolo Piva, grande architetto e designer scomparso lo scorso anno. Classico di grande successo e complemento d’arredo vintage tra più popolari del mercato, Alanda è un oggetto di design tra i più rappresentativi di un’epoca ricca di segni stilistici forti e audaci, molto spesso in dialogo con l’architettura, di cui il design replicava in miniatura i virtuosismi. E il reticolato di Alanda, allo stesso tempo piedistallo e supporto del piano, ricorda per l’appunto un gruppo di piramidi rovesciate, una struttura geodetica che lo ha sempre caratterizzato quasi fosse un oggetto magico, catalizzatore di energia positive. Alanda ’18 è proposto con struttura in tondino d’acciaio verniciato nero lucido e piano in cristallo extralight o fumé. Due le dimensioni: cm 120 x 120 e cm 120 x 180.

 

New Maxalto Designs 2018

 

Nidus

 

NIDUS
design by Antonio Citterio

«Nidus è un divano senza braccioli, curvo, per un utilizzo formale, come seduta da conversazione.
È un prodotto di cui sentivo la mancanza nei miei progetti di interior design, pensato per ambienti di grandi dimensioni, dove esiste il bisogno di creare soggiorni con gruppi di sedute differenti. È un prodotto che si inserisce nella sperimentazione di creare divani con schienali alti, che danno un certo comfort a una seduta adatta alla socializzazione.»


                                                                                                                                                                                                                  Antonio Citterio


La collezione di imbottiti Nidus nasce con un’esigenza precisa: creare una serie di proposte formali dall’aria disinvolta, per momenti di socializzazione e conversazione in un contesto armonico e rilassato. Un obiettivo che Antonio Citterio ha raggiunto attraverso un’attenzione particolare ai dettagli strutturali quale per esempio lo sviluppo avvolgente dei divani curvi, previsti in due dimensioni. Una soluzione che, unitamente all’assenza dei braccioli e allo schienale alto, permette di coinvolgere le persone tra loro in modo inedito, fresco e vivace. Un approccio estroverso che si riflette anche nelle poltrone, divise in tre tipologie di cui solo un modello provvisto di braccioli, pensate come elementi da aggregare nello spazio in modo libero. Tutti i pezzi Nidus, oltre alla possibilità di essere corredati da un comodo poggiatesta rimovibile, presentano la caratteristica di avere i piedini rivestiti nello stesso tessuto o pelle delle sedute, con l’aggiunta di un piccolo dettaglio metallico di base che, oltre ad essere decorativo, garantisce una protezione dagli urti.

Caratos

 

CARATOS
design by Antonio Citterio

«Dopo 25 anni nei quali abbiamo presentato prodotti che utilizzano materiali e processi artigianali, ho sentito l’esigenza di proporre un pezzo “stampato”, una sedia con struttura in fusione, frutto di un significativo investimento industriale per il marchio. Nello stesso tempo volevo che il “disegno” di questo nuovo prodotto fosse parte della collezione Maxalto. Caratos è un prodotto assolutamente contemporaneo, ma che rievoca alcuni oggetti del Novecento, in grado di richiamare l’idea del bronzo, tramite una finitura opaca “piena”, che assorbe la luce,
e la grande qualità del rivestimento in pelle, che rimanda all’idea della “selleria”.»


                                                                                                                                                                                                                  Antonio Citterio


Sedie in due versioni, poltrona, pouf e tavolini sono le nuove proposte che vanno ad ampliare la serie Caratos, inaugurata l’anno scorso. Nuove proposte che rafforzano i tratti essenziali del progetto originario rendendolo tuttavia più morbido attraverso l’introduzione di forme avvolgenti,
pur mantenendo la leggera struttura in pressofusione d’alluminio verniciato grafite o ambra. Le sedute sono caratterizzate da schienali imbottiti che contribuiscono a formare il bracciolo, offrendo una seduta libera da qualsiasi costrizione posturale e favorendo conversazioni e relazioni con i vicini. I pouf e i tavolini riprendono il disegno delle strutture e si pongono come complementi ideali delle sedute per creare aree conversazione e ambienti living.

 

New B&B Italia Outdoor Collection 2018

 

Bay

 

BAY
design by Doshi Levien

Bay è una collezione di sedute da esterno composta da divano in due dimensioni, poltrona e poltrona con schienale alto, che si distinguono per l’aspetto scultoreo e monolitico, al contempo visivamente leggero. Avvolgenti volumi intrecciati realizzati in fibra di polipropilene, con un doppio intreccio che crea “tasche d’aria”, che donano trasparenza e leggerezza, sono combinati con sedute imbottite dalle sembianze di rocce e si completano con morbidi cuscini per offrire grande comfort. Ricercata la proposta cromatica che prevede due colori per l’intreccio, tortora e antracite, da abbinare alle raffinate tonalità di tessuti tinta unita e fantasia previsti per i rivestimenti di sedute e cuscini.

Tabour

 

TABOUR OUTDOOR
design by Doshi Levien

Nuova versione outdoor per Tabour, grandi pouf presentati in versione indoor nel 2016. Di forma ovale allungata e quadrata, simili a creature marine primordiali o a grandi animali unicellulari, associano sensualità dei volumi e alta tecnologia dei materiali. I rivestimenti in tessuto sono tesi sulla struttura imbottita tramite una sorta di “bottone” oversize, di fatto un vassoio verniciato nelle varianti bianco, tortora e antracite.

Fiore

 

FIORE
design by Naoto Fukasawa

Fiore è la nuova serie di tavoli da esterno, rotondi e quadrati in due altezze, realizzati in cemento nelle varianti bianco e greige. “Molti anni fa ho chiamato le mie sedie “Papilio”, perché la loro silhouette evocava le farfalle” - spiega Naoto Fukasawa - “Ora ho chiamato questo nuovo tavolo “Fiore” perché è un tavolo a cui le sedie Papilio stanno intorno come le farfalle volano intorno al fiore. Credo che questa introduzione di Fiore insieme alle sedie Papilio crei un bell’ambiente outdoor per un caffè o un pasto veloce”. Una proposta outdoor all’insegna della flessibilità, pensata per un utilizzo sia in ambito residenziale sia pubblico.

Tobi-Ishi

 

TOBI-ISHI OUTDOOR
design by Barber & Osgerby

L’iconico tavolo Tobi-Ishi, la cui ispirazione orientale è dichiarata fin dal nome, chiara allusione alle pietre levigate usate con funzione ornamentale nei tradizionali giardini giapponesi, viene ora proposto in versione bassa in cemento ad enfatizzarne l’aspetto scultoreo e materico.
Due le varianti: grigio e antracite.

Edoardo Croci

Materiali

Hygroskin: superfici materiche viventi per l'exterior

09 Ottobre 2018

Spesso basta ispirarsi alla natura per mettere a punto progetti tanto sofisticati da risultare addirittura “viventi” e quasi pensanti. In questo caso, è la biomimetica la fonte d’ispirazione per Hygroskin e Hygroscope, due padiglioni capaci di modificare autonomamente le proprie caratteristiche fisiche, per rispondere ai cambiamenti dell’ambiente circostante. Le due strutture sono state esposte al Centre Pompidou e al Frac Centre di Orléans, all'interno della mostra  “Multiversités creative”,  evento promotore di installazioni in cui si riuniscono arte, architettura, ingegneria e biometrica. La paternità del progetto va al professore architetto Menges Achim di Stoccarda che, con il contributo dei colleghi Steffen Reichert e Oliver David Krieg, è riuscito a mettere a punto due strutture metereosensitive semplicemente sfruttando le proprietà naturali del legno attraverso la biomimetica. L’igroscopicità si riferisce alla capacità degli oggetti di assorbire o cedere umidità dall’ambiente circostante a seconda della necessità dell’oggetto stesso. Nel caso di un edificio questa caratteristica permette di autoregolare i livelli di umidità interna senza alcun tipo di aiuto tecnologico o umano, ma semplicemente prelevandola dall’aria esterna quando l’ambiente è troppo secco e cedendola quanto troppo umido. Utilizzando le caratteristiche intrinseche del legno e la biomimetica, i due padiglioni sfruttano il meccanismo igroscopico senza richiedere alcun tipo di energia esterna o processo metabolico. Questo concetto è perfettamente applicato nel padiglione Hygroskin, in mostra permanente presso il Frac Centre di Orlean, il cui involucro è stato realizzato sovrapponendo ad una struttura in acciaio una serie di pannelli lignei in abete rosso, nella cui parte centrale sono stati collocati dei sottilissimi fogli triangolari in legno a formare delle particolari aperture, cuore pulsante della biomimetica del padiglione. La precisione millimetrica con cui sono stati intagliati questi elementi, grazie ad una stampante 3D laser robotizzata, permette ad Hygroskin di reagire naturalmente al cambiamento delle condizioni climatiche esterne: quando piove e l’umidità aumenta, le aperture si richiudono su se stesse, mentre durante le giornate soleggiate quando la temperatura interna aumenta i sottili fogli lignei si contraggono, aumentando l’ampiezza delle aperture. HygroSkin exterior HygroSkin esterno L’altro progetto proposto e realizzato dal professore Menges Achim spinge i risultati ottenuti con Hygroskin verso una sensibilità ambientale molto più complessa. Il padiglione è stato soprannominato Hygroscope e si trova in mostra permanente al Centre Pompidou di Parigi, dove sono state create due copie identiche rispettivamente inserite all’interno di due teche in vetro: una al cui interno sono riprodotte con esattezza le condizioni climatiche di Parigi; mentre nella seconda è riprodotto lo stesso microclima del museo in base all’umidità emanata dal numero di visitatori. achimmenges hygroscope achimmenges hygroscope La biomimetica di Hygroscope diventa un indicatore visivo delle differenti condizioni climatiche. Ciascuna apertura di Hygroscope, realizzata ad hoc per forma e dimensione partendo da sottili fogli di legno, risponde alle variazioni di umidità in maniera del tutto personale, in base alla direzione delle fibre, al rapporto lunghezza spessore, alla composizione naturale interna, fornendo simultaneamente migliaia di informazioni, estremamente utili per gli sviluppi futuri di architetture “metereosensitive” in gradi di adattarsi perfettamente al contesto. achimmenges hygroscope   www.achimmenges.net Immagini: © ICD University of Stuttgart  

Edoardo Croci

Facciate

Padiglione bionico in legno compensato

Nel 2011 l'istituto dell’Università di Stoccarda di Progettazione delle strutture portanti e delle costruzioni ha realizzato una costruzione sperimentale temporanea in legno ispirata ai principi della Bionica. La struttura è stata ideata, progettata e realizzata attraverso un processo condiviso tra ricerca e insegnamento. Il progetto si è avvalso di procedure innovative di simulazione e progettazione computerizzata oltre che di metodologie di esecuzione assistite dal calcolatore per la trasposizione costruttiva di principi strutturali esistenti in natura. In particolare, l’esperimento si è concentrato sull’analisi e la traduzione delle strutture ossee a placca di un particolare tipo di riccio di mare.

ICD ITKE Research Pavilion

La particolarità innovativa dell’esperimento consiste nella possibilità di applicare, mediante calcolatore, i principi bionici desunti da una struttura naturale su modelli geometrici di varia tipologia ottenendo contemporaneamente un’altissima efficienza strutturale. In questo caso l’obbiettivo è stato puntualmente raggiunto rendendo possibile la realizzazione dell’intero padiglione, in tutta la sua complessa morfologia, attraverso l’esclusivo utilizzo di pannelli di legno compensato di spessore estremamente ridotto (6,5 mm) impostati sullo sviluppo di un sistema modulare che permette un elevato grado di adattabilità e di prestazioni.

ICD ITKE Research Pavilion

Il padiglione è organizzato come struttura a due livelli gerarchici. Al primo, le articolazioni dei fogli di compensato sono incollati insieme per formare una cella; nel secondo livello, un collegamento a vite semplice unisce insieme le cellule, consentendo il montaggio e lo smontaggio del padiglione. Il sistema modulare di piastre poligonali è collegato insieme in corrispondenza dei bordi. Tre bordi si incontrano in un punto solo, un principio che consente la trasmissione delle forze normali e tangenziali, ma non momenti flettenti tra le articolazioni, risultando così un cuscinetto a curvatura, con struttura deformabile. A differenza delle tradizionali costruzioni leggere, dotate di forme ottimizzate, questo nuovo principio di disegno può essere applicato ad un'ampia gamma di geometria personalizzata. Necessario l'ancoraggio al suolo per resistere a carichi del vento.

ICD ITKE Research Pavilion

Le piastre e le articolazioni di ciascuna cella sono state prodotte con il sistema robotico di fabbricazione dell'università. Ciò ha permesso la produzione economica di oltre 850 componenti geometricamente diverse, così come oltre 100.000 giunzioni. Dopo la produzione robotica, i pannelli di compensato sono stati uniti insieme per formare le celle. Il montaggio dei moduli prefabbricati è stato effettuato presso il campus della città dell'Università di Stoccarda. Tutto il lavoro di progettazione, ricerca, fabbricazione e costruzione sono stati eseguiti congiuntamente da studenti e ricercatori.

(Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.icd.uni-stuttgart.de www.itke.uni-stuttgart.de  

Bioedilizia

Esagoni d’alluminio curvato

16mila moduli esagonali in alluminio caratterizzano il Museo Soumaya di Città del Messico, un’architettura imponente  realizzata in sei anni dall’architetto Fernando Romero. Un edificio che ha più le caratteristiche di una scultura, descritta come “abbagliante”, “sgargiante” e della quale è stato anche detto “impossibile da costruire”. Una sfida che, invece, l’architetto sudamericano (uno dei più giovani del paese) ha vinto.

museosoumaya

 

La difficoltà è data dall’exterior: una facciata riflettente e lucida, sulla quale gli esagoni d’alluminio sembrano in bilico. Una struttura di grandi dimensioni e molto pesante, per la quale è stato necessario progettare uno scheletro di 28 colonne verticali in acciaio curvato e sette solette di rinforzo che incorniciano l’architettura. Un effetto reticolare difficile da realizzare e studiato grazie a un sofisticato software tecnologico sviluppato dalla Geometrica - network internazionale che sviluppa software e applicazioni per il  building.

View of the Museo Soumaya --the second m

Questo software ha permesso al team di architetti e ingegneri di visualizzare il progetto in un modello tridimensionale e effettuare tutti i calcoli necessari in modo che la struttura, all’apparenza in bilico, fosse invece ben salda e in equilibrio. In digitale sono stati posizionati tutti gli esagoni in modo da studiarne l’orientamento e il grado di curvatura della superficie per adattare la forma al modello reticolare di base, valutando anche possibili naturali variazioni della struttura in acciaio e calcestruzzo. Il risultato è sorprendente perché il reticolo esterno diventa cornice affascinante che nasconde le colonne di sostegno e quasi 100mila elementi tubolari della struttura portante. museo_soumaya_slide

Una curiosità, quest’architettura vuole essere anche uno scrigno. Voluto da Carlos Slim Helu, l’uomo più ricco del mondo, il Museo Soumaya - che prende il nome della moglie di Slim morta nel 1999 - conserva una prestigiosa collezione d’arte internazionale: con 66mila opere è la più grande di tutta l’America Latina. L’accesso alla collezione è gratis. Dal momento che molti messicani non possono permettersi di viaggiare all’estero per vedere collezioni d’arte, Carlos Slim Helu ha voluto ospitare una prestigiosa collezione internazionale in Messico. L'edificio comprende 20.000 metri quadrati di spazio espositivo divisi tra cinque piani, oltre a un auditorium, bar, uffici, un negozio di souvenir e una hall multiuso. Il piano superiore è il più grande spazio del museo, con il tetto sospeso che si affaccia sulla città. www.fr-ee.org www.geometrica.com

Facciate