Friem Headquarters: quando l'involucro è in lamiera di acciaio

4 Febbraio 2019

A Segrate, Milano, gli architetti di Onsitestudio si sono occupati della riorganizzazione di una sede aziendale, la Friem Spa, dettata, oltre che da esigenze meramente pratiche, anche dalla necessità di trasformare e rafforzare la propria immagine, ri-catalizzando l'attenzione del territorio circostante.

Friem Headquarters

Il lotto d'intervento è pressoché rettangolare e con due lati disposti lungo le vie di comunicazione. I progettisti hanno scelto di costruire l'edificio in modo che esso stesso fosse il limite del lotto: così facendo, viene a delinearsi nettamente lo spazio, uno interno intimo e tranquillo e una fascia esterna, compresa tra le strade esistenti e il fabbricato stesso, di parcheggi a uso pubblico. La nuova sede aziendale ospita spazi per la ricerca al piano terra, rivolti verso il giardino interno, e gli uffici amministrativi al piano primo. Friem Headquarters

Il volume si piega intorno all'angolo del lotto e si allunga con due corpi aggettanti a sbalzo, caratterizzati da nastri vetrati continui, protetti con un leggero arretramento rispetto al filo facciata dell'edificio; il primo aggetta verso il giardino interno e ospita gli spazi direzionali; il secondo si protende verso la strada e ospita gli uffici operativi. All'estremo ovest, verso la strada statale, un volume monolitico e omogeneo si erge a segnalare la sua presenza con un elemento verticale, una torre destinata alle centrali tecnologiche.

Friem Headquarters

Le facciate sono completamente definite da un involucro continuo di lamiere stirate, sagomate e forate di acciaio inox opaco. L’acciaio è l’AISI 304 inox, con spessore pari a 2 mm, tagliato in lastre alte 4-4,5 m. La texture degli elementi metallici è stata sviluppata in più fasi, inizialmente cercando di utilizzare elementi industriali standard, quali lamiere stirate e forate, per poi arrivare a una soluzione specificamente disegnata, per assecondare l’idea di un rivestimento la cui varietà e particolarità siano manifeste a più livelli, tanto in pianta quanto in prospetto. In corrispondenza delle parti vetrate, il rivestimento metallico continua e conserva la sua forma, ma è forato. La presenza di numerose piccole fessure ovali permette alla pelle metallica di filtrare la luce con differenti gradi di apertura, in relazione all’esposizione solare e al livello di intimità degli spazi interni. Friem Headquarters

L’unico ambiente caratterizzato esclusivamente da luce zenitale è l’ingresso. La scelta del rivestimento metallico, così come l’uso di elementi prefabbricati assemblati prevalentemente a secco (profilati di acciaio per le strutture e pannelli di cartongesso per le pareti), è stata dettata dalla volontà di snellire e semplificare la cantierizzazione, velocizzando i tempi, riducendo lo spazio per lo stoccaggio dei materiali in fase di costruzione e migliorando la qualità edilizia del prodotto finito. L'edificio è stato progettato per soddisfare i requisiti previsti per la classe energetica A-CENED. Friem Headquarters

La copertura metallica prevede la copertura con pannelli fotovoltaici in silicio amorfo. Diverse le strategie per l'efficienza energetica: un sistema performante di chiusure opache e trasparenti, schermatura contro le radiazioni solari, tende interne, pompe di calore, recupero dell'acqua piovana per l'irrigazione, doppi vetri ad alte prestazioni. La stratigrafia delle pareti si compone di pannelli sandwich in legno e in lana minerale con uno spessore di 150 mm, accoppiato all'esterno con una membrana traspirante, impermeabile e resistente alle raggi UV e all'interno di un rivestimento in gesso. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.onsitestudio.it mmagini: © Filippo Romano; © Onsitestudio; © Helene Binet

Carlo Bardelli

Facciate

Un cemento fotocatalitico

Un materiale ecocompatibile, innovativo e di elevata qualità che, oltre a garantire protezione, abbatte gli agenti inquinanti nei centri urbani grazie all’azione fotocatalitica attivata dalla luce del sole. TunnelUmbertoIRoma

Poiché lo smog, da anni, rovina di giorno in giorno palazzi, monumenti e interi centri urbani, in edilizia e architettura si è dato ampio spazio alla ricerca di materiali in grado di mantenere inalterata nel tempo la qualità estetica degli edifici e, una della soluzioni valide. Sperimentate con successo è TX Active®, il cemento “mangia smog” principio brevettato da Italcementi Group, azienda leader nel settore dei materiali per l’edilizia.

PiazzadelComunediCorvaraBZ

TX Active® viene applicato sulla superficie in quanto è la sola porzione che interagisce con l’atmosfera; il principio fotocatalitico non viene impiegato in applicazioni strutturali ma solo laddove sia possibile mantenere spessori modesti: da alcuni centimetri fino a pochi millimetri.

Per le sue importanti proprietà è stato applicato a molte opere architettoniche di pregio la cui bellezza viene preservata con l’effetto autopulente. Italcementi Group approccia il mondo dell’edilizia con le più avanzate tecnologie messe a punto dalla ricerca con una forte vocazione per la qualità e l’innovazione.

www.italcementi.it

Materiali

Legno di cannella per il Cassia Coop Training Centre

18 Marzo 2019

Andreas G. Gjertsen e Yashar Hanstad sono due architetti scandinavi. Cresciuti professionalmente nella cuore della progettualità e dell’innovazione. Il prossimo 25 settembre saranno ospiti del Salone internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, a raccontare il loro progetto per i coltivatori di cannella dell’Indonesia.

Cassia Co-op Training Centre by TYIN tegnestue architects

Un budget di 30milioni di euro, per un lavoro che ha coinvolto anche studenti e giovani architetti. E che parte da un racconto. Un uomo d’affari di origine francese, dopo aver attraversato la Sumatra (la terza isola più grande dell’arcipelago indonesiano) è arrivato in Norvegia, a Trondheim, presso lo studio dei progettisti. A loro raccontò la vita dei coltivatori di cannella, spiegando anche che l’85% di tutta la cannella consumata nel mondo viene prodotto proprio in quella terra, la Sumatra. Una storia che non tralasciava anche tristi particolari, tra cui la condizione umana, e anche economica, a cui tutti i lavoratori erano sottomessi. Cassia Co-op Training Centre by TYIN tegnestue architects

Impressionati, Andreas e Yashar hanno deciso di investire su questa terra. E di progettare una scuola per i coltivatori di cannella. É nato il Cassia Coop Training Centre: un istituto che ha anche l’obiettivo di stabilire nuovi principi: gli operai ricevono una paga, un programma di assistenza sanitaria e hanno accesso alle scuole e l'istruzione.

Cassia Co-op Training Centre by TYIN tegnestue architects

Architettura locale L’edificio è una costruzione progettata con materiali leggeri. É stata realizzata in legno di cannella, poggia su una base in mattone (di produzione locale) e cemento. Il legno è stato scelto per richiamare la natura e il bosco attorno al quale è stata costruita l’architettura.

Cassia Co-op Training Centre by TYIN tegnestue architects

Era molto importante riuscire a creare un clima ventilato, riducendo l’impatto dei raggi solari. Per questo, e per la necessità di rispondere ai requisiti antisismici, è stato realizzato un blocco centrale intorno al quale sono state progettate, divise in blocco, le diverse funzioni (laboratori, cucina, …). Elemento d’unione, una copertura continua rivestita con lamiere metalliche e stuoie di bambù. Nel progetto sono stati coinvolto 70 lavoratori locali, una scelta dettata dalla necessità di ridurre i costi e anche dalla volontà di sensibilizzare la popolazione.  

Marco Mignatti

Bioedilizia

Tor Vergata: un Campus bioclimatico a Roma

26 Gennaio 2019

Concept innovativo della residenza universitaria per il Campus dell'Università di Tor Vergata a Roma. Progettato dal prof. arch. Marco Tamino con la IngeniumRe, il modello organizzativo proposto aggrega le residenze ma anche ambienti di studio, di soggiorno, di ristorazione e per il tempo libero, attorno ad una corte interna verde che oltre a svolgere un importante ruolo bioclimatico, rappresenta anche uno spazio di incontro e di studio e quindi anche il centro aggregativo e simbolico della piccola comunità che si insedia in ogni unità residenziale. Campus bioclimatico, Roma

Le 17 unità che compongono il complesso, sono organizzate, all'interno di un grande parco (di cinque ettari) attrezzato per lo sport e la vita associata e dove sono ammessi solo percorsi pedonali e ciclabili, mentre le auto restano fuori, nei grandi parcheggi di arrivo esterni. Superando il concetto degli edifici/barriera, degli oggetti architettonici "chiusi" rispetto al territorio che li circonda, i palazzi del campus sono "permeabili" e accolgono al proprio interno la rete dei percorsi e il sistema degli spazi comuni e dei giardini, che formano il tessuto connettivo dell'intero complesso edilizio.

Campus bioclimatico, Roma

I volumi architettonici presentano geometrie elementari, mentre la ricchezza del progetto risiede nella leggerezza, nella trasparenza e nel gioco dei colori, dei riflessi e delle penetrazioni visive e delle interazioni che annullano la consueta distinzione interno/esterno. Un involucro leggero e traslucido in vetro grezzo retroventilato alternato a rivestimenti in travertino romano e in blocchi lapidei con effetti cromatici diversi offrono scorci architettonici inconsueti e creano al tempo stesso una efficace protezione climatica per lo spazio abitato.

Campus bioclimatico, Roma

La riproposizione del "tipo edilizio" della casa a corte introduce una mitigazione termica e la ventilazione naturale negli ambienti. Inoltre il cappotto termico, le pareti ventilate, gli schermi solari, si integrano con l'ottimizzazione degli impianti e con l'utilizzo di energie rinnovabili per produrre forti risparmi e ridurre l'emissione di CO2. Campus bioclimatico, Roma

Punti chiave: copertura con energie rinnovabili per il 70% del fabbisogno di energia per la produzione di acqua calda (400.000mw/anno); pannelli fotovoltaici per l’illuminazione stradale (25 mw/anno); emissioni di CO2 evitate:1150 quintali/anno; alto rendimento impiantistico (COP 4) con risparmio del 25% rispetto agli impianti più diffusi; illuminazione con lampade LED per gli esterni e fluorescenti per gli interni, in grado di apportare un risparmio del 30%. Per la protezione passiva: schermi frangisole offrono un’elevata protezione dall‘irraggiamento solare;  pareti coibentate a cappotto con alto valore di isolamento (trasmittanza 0,3) riducono il fabbisogno energetico per la climatizzazione; corti interne attrezzate con piante e rampicanti hanno forte impatto sul microclima mitigando le temperature e fornendo umidità e ventilazione naturale. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.campusxroma.it    

Edoardo Croci

Bioedilizia

Myfair House. Vegetazione metallica

18 Febbraio 2019

Le facciate si valorizzano fino a diventare progetti di decorazione urbana. E nella City, quella che prima era più un’esigenza tecnica,  ora sta diventando una moda. Non solo edifici pubblici che si rinnovano, proprio a partire dall’exterior, ma anche private home che acquistano fascino grazie a rivestimenti di prestigio.

Mayfair House

Lo studio d’architettura britannico Squire&Partners ha ristrutturato un’abitazione privata di tre piani, Myfair House, nella Myfair Conservation Area, a Westminster, proprio a partire dall’exterior. È un brillante esempio di decorazione in architettura.

Mayfair House

Prendendo ispirazione dallo sviluppo urbanistico del quartiere e, in particolare da un edificio del 1.800 le cui facciate sono ricoperte da foglie e rampicanti, gli architetti hanno rivestito l’exterior e anche il tetto dell’abitazione con oltre 4.000 elementi metallici a forma di foglia: ciascuna foglia è stata ripiegata e rivestita in alluminio ppc. Perché il progetto richiamasse la vegetazione che caratterizza le abitazioni inglesi, che cambia colore con il mutare delle stagioni, anche questi elementi metallici sono stati realizzati in diverse tonalità cromatiche, che vanno dal rosso all’arancione.

Mayfair House

Il progetto di grande impatto è frutto di un lavoro di ricerca durato tre anni, realizzato in partnership con il produttore svizzero Tuchschmid. www.squireandpartners.com    

Edoardo Croci

Architettura

TUTORIAL 4: Revit family – introduzione alla famiglia nidificata

Famiglie nidificate revit: cosa sono? Come si utilizza una famiglia nidificata? Quando si usa la nidificazione delle famiglie? Guida introduttiva al concetto di famiglia nidificata applicata ad un insieme di oggetti di arredo.

 

La creazione di Oggetti BIM (altrimenti detti famiglie in Revit) è fondamentale per il completamento dei modelli 3D BIM e per il loro corretto funzionamento. Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati su Internet per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.


Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito; le informazioni possono essere interrogate, modificate, contabilizzate, ecc.


Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli Architettonici come porte, finestre, texture e rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.

 

L'obbiettivo di questa pagina è quello di spiegare in modo semplice ed esaustivo le famiglie revit nidificate, descrivendone funzionalità e finalità ed insegnandoti ad utilizzarle.

 

Che cos'è una famiglia nidificata ?

Una famiglia nidificata è un insieme di più oggetti bim accomunati da alcune caratteristiche e che differiscono tra loro solo per alcuni elementi. Per citare alcuni esempi: in un modello di porta posso installare diverse maniglie, quindi la famiglia revit “porta” dovrà contenere la famiglia nidificata “maniglia”; allo stesso modo, una “sedia” potrà contenere diversi tipi di “schienali”; una “poltrona” potrebbe contenere diversi tipi di “braccioli”... ecc.

In questo tutorial procederemo alla creazione di una famiglia nidificata unendo più oggetti di arredo in un’unica famiglia parametrica che come output prestazione ha una variabile numerica nel numero di oggetti stessi.

Prenderemo come esempio il caso di un tavolo che comprenda tre, quattro o più sedie.

 

Perché creare una famiglia nidificata ?

Creare una famiglia nidificata revit è utile perché la famiglia nidificata è uno strumento fondamentale nella realizzazione di oggetti particolarmente complessi: il BIM offre la possibilità di arricchire un progetto di molteplici informazioni, tuttavia questa complessità può funzionare correttamente e senza essere ridondante solo se gestita correttamente. Le Revit family, pertanto, devono essere costruite seguendo regole specifiche per garantire la prestazione finale assegnata. Uno dei sistemi che sta alla base della costruzione di una Revit Family complessa è proprio il concetto di nidificazione, che consiste nel nidificare (inserire), una o più famiglie all’interno di un'altra al fine di controllarne contemporaneamente i parametri e quindi le prestazioni finali.

 

Come creare una famiglia nidificata con variabile numerica

Come sempre la cosa migliore per imparare un argomento è esemplificare, pertanto dedicheremo questo tutor ad un classico esempio di creazione di una variabile numerica in una famiglia nidificata: considereremo un oggetto di arredo, un tavolo con sedie, in cui l’output funzionale sarà la possibilità di variare il numero delle sedute.

Cominciamo con lo scaricare due famiglie revit (file .rfa) già predisposte, ovvero un tavolo e una sedia.

 

1 imm

                                                                                       Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 1

 

  • Apri i due file contemporaneamente e carica la sedia (IM58.rfa) all’interno del tavolo (T160.rfa) semplicemente selezionando la prima e digitando il comando “carica nel progetto” o “carica nel progetto e chiudi” se si vuole chiudere questa famiglia.
  • Posiziona la sedia all’interno della vista del tavolo e passa alla visualizzazione in pianta.
  • Ora la famiglia Sedia, è nidificata all’interno della famiglia Tavolo; al fine di avere una nuova famiglia diversa da entrambe le famiglie native, salva e rinomina in modo specifico.
  • Allinea la sedia al tavolo come se fosse la prima di una serie di sedie che devono essere posizionate tutte intorno allo stesso.

 

2 imm

                                                                                     Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 2

 

Come è facile immaginare ora dovremmo copiare la sedia in moto rotatorio attorno al centro del tavolo, ma la variabile (parametro) che dobbiamo inserire è proprio il numero di sedie che vogliamo destinare alla nostra soluzione di arredo, pertanto:

  • Usa il comando “Matrice” all’interno della scheda Modifica;
  • Seleziona “Radiale” (perché, in questo caso, la ripetizione dell’oggetto deve essere circolare);
  • Lascia la spunta “Raggruppa e associa”;
  • Seleziona “Ultimo”;
  • Posiziona il centro di rotazione in corrispondenza del centro del tavolo (intersezione dei piani principali);
  • digita 360 in “Angolo” e premi Invio.
     
3 imm

                                                                                       Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 3

 

In questo modo viene generata una matrice radiale dell’oggetto sedia nel numero di 3 elementi (dato di default) che viene visualizzato sia all’interno della barra delle funzioni attiva sia lungo la linea di generazione del percorso di copia dell’oggetto sedia.

 

4 imm

                                                                                        Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 4

 

Lasciando il comando aperto, modificando il numero sul percorso vedremo modificare il numero delle sedie che la matrice genera attorno al tavolo. Possiamo affermare che il comando matrice funziona come un raggruppamento parametrico, ha al suo interno la variabile numerica già predisposta.


Prova ad aumentare pertanto il numero delle sedie da 3 a 5, in modo da verificare che la matrice si comporti effettivamente in modo corretto. 
 

5 imm

                                                                                        Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 5

 

È importante approfondire un dettaglio: le sedie generate fanno parte come detto di un raggruppamento parametrico grafico (Matrice) e il suo comportamento subirà le direttive della Matrice fintanto che rimarrà all’interno di tale raggruppamento e pertanto è indispensabile non modificarla in tal senso.
Ciò viene graficamente evidenziato selezionando una singola sedia: questa oltre a diventare blu apparirà contornata da una linea tratteggiata. 
 

6 imm

                                                                                          Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 5

 

Ora è necessario legare la proprietà insita del comando matrice di generare una variabile numerica degli oggetti ad un parametro che ne governerà il funzionamento e che dovrà comparire tra le proprietà della famiglia “Tavolo + sedie”. In poche parole, bisogna creare il parametro "numero sedie" che comanderà quante sedie dovrà generare la famiglia "Tavolo + sedie".


La procedura è molto semplice e del tutto simile a quanto abbiamo visto in precedenza per la creazione di un nuovo parametro:

  • selezioniamo il percorso della matrice;
  • selezioniamo “Aggiungi parametro” dal menu a tendina “Testo di etichetta”

 

7 imm

                                                                                         Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 6

 

  • Nella scheda delle proprietà che compare digita il nome del nuovo parametro (che chiameremo, per semplicità, “Numero sedie”). Nota che i campi “Disciplina” ma soprattutto “Tipo di parametro” non sono modificabili, questo perché l’unica variabile associabile alla Matrice è un numero intero.
  • Importante in questo caso specifico selezionare “Istanza”. Questo ci permetterà, come vedremo in seguito, di modificare il numero delle sedie nella nostra famiglia all’interno di un ambiente di progetto, senza dover accedere alle proprietà del tipo.

 

8 imm

                                                                                          Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 6

 

Ora verifica che il nuovo parametro “Numero sedie” sia stato generato e che funzioni correttamente:
    -    accediamo al menu “Tipi di Famiglia” dalla scheda “Proprietà”;
    -    Verifica che il nuovo parametro sia correttamente raggruppato in “Altro”;
    -    prova a modificare il numero, per esempio da 5 a 6;


L’associazione applicata tra il parametro a la matrice è corretta, l’output prestazionale della famiglia prefissato è raggiunto.

 

9 imm

                                                                                         Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 7

 

Per concludere, prova ad inserire la famiglia all'interno di un ambiente progettuale: selezionando si nota che, nella barra delle proprietà, compare il parametro “Numero sedie”.

(Come anticipato in precedenza, avendo generato tale parametro come “Istanza” questo adesso è modificabile immediatamente senza entrare nelle proprietà del tipo)


Prova a modificare il numero delle sedie, per esempio da 6 a 4 e guarda il risultato.
 

10 imm

Tutto funziona correttamente.

Staff tecnico Syncronia

Tutorial

Facciate in movimento. Il legno per nuove costruzioni

15 Febbraio 2019

Un volume asimmetrico in legno. Una costruzione dai profili irregolari, formata da diversi pannelli che ne caratterizzano le facciate. É la nuova sede della Perathoner, azienda che realizza scultore in legno, nel cuore delle Dolomiti. nuova sede della Perathoner, Bergmeisterwolf Architekten

E proprio qui, in un territorio che custodisce la natura e fa delle tradizioni artigianali locali un’eccellenza, lo studio d’architettura Bergmeister Wolf Architekten ha progettato un edificio in armonia con il contesto e la natura del luogo. nuova sede della Perathoner, Bergmeisterwolf Architekten

Pur essendo un’architettura viva che s’inserisce in maniera forte nel paesaggio proprio per l’a-simmetria dei profili, la nuova sede della Perathoner rispetta pienamente i valori del luogo e rispecchia le attività dell’azienda. Dall’esterno, la costruzione sembra una grande scultura,  e le diverse sfumature di colore dettate dal legno ricordano i diversi stadi che caratterizzano i processi di produzione artistica e artigianale. nuova sede della Perathoner, Bergmeisterwolf Architekten

La struttura è in legno, composta da pannelli triangolari sovrapposti. La copertura invece è costruita da scandole in larice, trattate con diverse tipologie di invecchiamento, trattamenti che ne determinano il  colore, che cambia. In questo gioco di movimento, formato dai pannelli si creano delle aperture da cui filtra la luce naturale. E proprio da qui, di notte, viene invece diffusa la luce artificiale con un forte effetto scenico. I materiali che completano l'architettura sono l'acciaio e il vetro. www.bergmeisterwolf.it

Edoardo Croci

Facciate

Festa del Legno: Novello Case celebra la Cultura Sostenibile

Un'azienda specializzata nella produzione di case in legno, un materiale che è sinonimo di ecologia, sicurezza, sostenibilità e risparmio energetico. Novello Case, nata nel 1956 come piccola azienda artigianale a gestione famigliare, ha investito energie e risorse nel settore della #bioedilizia fino ad arrivare a sviluppare nel 2008 la Divisione 'Ambiente', dedicata all' #architetturasostenibile. Proprio per celebrare l'impegno aziendale in questo settore, un impegno che negli anni si è tradotto anche in importanti investimenti in Ricerca e Sviluppo, Novello Case ha recentemente organizzato un Open Day speciale: una giornata di festa dedicata a questo materiale, un'occasione per scoprire da vicino i progetti di bioedilizia e informarsi sulle tecniche di costruzione sostenibile.

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Definirlo “Open Day” sarebbe riduttivo: l’evento organizzato lo scorso 26 settembre da Novello case si è rivelato una vera e propria festa!

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Come sfondo dell’evento è stato scelto il nuovo quartier generale di Novello: si tratta del più grande edificio in legno a uso industriale in Europa, per un totale di 17mila metri quadrati. Un meeting point significativo per una giornata che ha visto come protagonista il legno e i suoi possibili usi in bioarchitettura.  

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Oltre 4000 gli invitati: non solo professionisti del legno ma anche famiglie con bambini (almeno 500 hanno partecipato). Novello, infatti, ha organizzato un ampio spazio dedicato ai più piccoli, oltre a percorsi guidati, attività multimediali, spazi per consulenze e per mostrare i prodotti tipici del territorio.

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Un grande successo per quello che potrebbe essere il primo di una serie di eventi. Obiettivo finale: diffondere la cultura ecosostenibile che è alla base della filosofia di Novello.   novello_festa del legno_party_n

Proprio nei mesi scorsi il Green Building Council ha diffuso il Green Building Economic Study 2015, un documento che evidenzia la crescita costante di questo settore. Solo nel 2014 negli stati Uniti ha dato lavoro a più di 2 milioni di persone. L'USGBC è l'organo che certifica il grado di sostenibilità negli edifici. Secondo il report, l'industria dell'architettura sostenibile è cresciuta di 15 volte e solo nel 2014 in questo settore sono stati investiti 129 miliardi di dollari – circa 112 miliardi di euro. novello_festa del legno_wood

 

Bioedilizia

Avete un bagno di piccole dimensioni e non sapete come arredarlo?

Spesso ci troviamo a fare i conti con le dimensioni del nostro bagno: arredarlo allora sembra un’impresa complicata, ma basta qualche piccolo accorgimento per renderlo accogliente e ben accessoriato, senza rinunciare al DESIGN.

I radiatori sono di solito gli elementi considerati più ingombranti. In un bagno già piccolo, bisogna scegliere con estrema cura il termoarredo adatto in modo da avere la necessaria potenza riscaldante senza rubare troppo spazio al resto.

Ridea propone la collezione OTHELLO, nella versione mono-slim: come dice il nome, un radiatore affusolato ad una sola colonna, adatto ad ambienti ridotti, ma con resa termica perfetta pari a quella dei radiatori “fratelli” più ingombranti.

Othello mono slim è perfetto, inoltre per tutte le stagioni; disponibile nella versione ad acqua, da allacciare al priorio impianto di riscaldamento, o elettrica, da utilizzare solo in caso di necessità anche in periodi dell’anno in cui il riscaldamento, per norma, deve essere spento, ma le temperature, soprattutto la mattina, non aiutano la sveglia.

La famiglia OTHELLO comprende termoarredi dalle forme morbide e arrotondate, con diverse finiture dai colori moda come bianco sablè, champagne, antracite, azzurro o bordeaux, ed elementi cromati in contrasto per abbinarsi perfettamente alle tonalità scelte per il proprio arredobagno.

Le diverse dimensioni dei radiatori della linea OTHELLO permettono di trovare il termoarredo perfetto per ogni metratura: il modello Mono-slim, con la sua forma allungata e dalle forme smussate, occupa uno spazio minimo. La barra cromata orizzontale si rivela un pratico scalda-salviette: tutto in un solo pezzo.

Passiamo ora ad alcuni spunti per arredare bagni di piccole dimensioni:

I COLORI: è importante puntare su quelli chiari e luminosi, per riflettere la luce. Se volete tinteggiare le pareti, fatelo a tutta altezza, per creare l’illusione ottica di uno spazio più grande. Se invece optate per le piastrelle, sceglietele lucide e brillanti, sempre nei toni chiari.

Le TRASPARENZE sono fondamentali per alleggerire un locale piccolo, quindi il box doccia meglio in vetro o cristallo. Sfruttate l’interno con colonne porta-oggetti da appendere, e scegliete un piano a filo pavimento, per consentire il passaggio senza “salti” tra una superficie e l’altra e una maggiore libertà di movimento.

L’ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE deve essere ben disposta nei punti strategici: scegliete con cura anche i modelli di clip o plafoniere, in modo che siano poco ingombranti, ma comunque d’impatto.

I SANITARI sospesi e di forme arrotondate contribuiscono di sicuro a creare ariosità nella stanza, così come l’uso di pensili e mensole aiuta a sfruttare il più possibile lo spazio a disposizione.

Gli SPECCHI poi possono dare un grande contributo: una superficie grande, posizionata sopra il lavabo, è sia funzionale sia estetica perché aiuta nella routine quotidiana e moltiplica i volumi.

 

Othello Mono slim di Ridea

 

News dalle aziende

DUCASSE SUR SEINE

21 ottobre 2019

L'inaugurazione del prestigioso ristorante "Ducasse Sur Seine" è avvenuta alla fine di settembre 2018. L'elegante e moderno battello da 40 metri con motore elettrico è stato appositamente progettato per Alain Ducasse dall'architetto navale Gérard Ronzatti. Al designer couturier Maurizio Galante e a Tal Lancman è stata affidata la direzione creativa e culturale del ristorante galleggiante che doveva riflettere l'eccellenza dello chef vivente più stellato del mondo, nonchè la particolarità di questo progetto.

 

"Alain Ducasse è in perpetua ricerca, una sorta di mago gustativo, che esplora costantemente nuove strade. Ci è piaciuto lavorare insieme e inventare soluzioni per celebrare, a modo nostro, questo nuovo territorio che ci ha offerto il fiume! Nelle sue creazioni, Ducasse si destreggia tra semplicità e raffinatezza. Ci siamo relazionati sublimando elementi semplici per creare un'atmosfera unica, abbracciando la Senna come nostra musa ispiratrice".

 

Per armonizzarsi con il magnifico ambiente, che comprende il Pont de l'Alma, il ponte Jena, la Torre Eiffel e il passaggio delle barche sul fiume, i due designer hanno creato un linguaggio visivo direttamente ispirato al movimento e ai riflessi della Senna. Portando l'esterno all'interno, hanno concepito l'atmosfera particolarmente squisita di Ducasse Sur Seine per sincronizzarsi con l'ambiente circostante; la nozione di movimento, riflesso e fluidità dell'acqua, nonché "forme d'acqua" che sono espresse attraverso una moltitudine di sfaccettature hanno ispirato il design. Nel ristorante vengono esplorati motivi di onde e increspature. Il soffitto della grande sala è stato realizzato da PLANIUM Srl con 3.000 lamine metalliche dallo spessore millimetrico e con sviluppo tridimensionale, in diverse tonalità di argento e oro. Un sistema LED integrato tra le onde conferisce un sottile effetto di movimento. Questa illuminazione, ideata dall'artista della luce Franck Franjou, è coordinata con le luci scintillanti della Torre Eiffel.

 

Le onde metalliche a soffitto sono state realizzate in alluminio preanodizzato nelle tonalità argento e oro, spessore 0,5 mm. Sono state ancorate su una rete in metallo lucido, elettrosaldate con minuteria di assemblaggio sempre in metallo lucido, curando ogni dettaglio sino alla perfezione voluta. Il montaggio delle onde su rete è stato studiato per rendere l’installazione sul soffitto della sala ristorante del prestigioso battello, precisa e rapida.

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Soffitto in alluminio anodizzato: Planium Srl

Progetto: Arch. Navale Gérard Ronzatti

Creative Direction Interior Design: Maurizio Galante & Tal Lancman

Fotografia: Pierre Monetta

 

Arianna Saini

Architettura