Walks of Design

15 Dicembre 2018

New B&B Italia Designs 2018

 

atoll

 

B&B ATOLL
design by Antonio Citterio

«B&B Atoll è una collezione trasversale che riprende elementi della tradizione, come il “bolster” (cuscini a rullo), associandoli a una struttura di sostegno fine e rigorosa che si inserisce nel linguaggio contemporaneo . È trasversale perché può essere utilizzato in un numero elevato di situazioni, da quelle più formali, quando accostato alle poltrone, a quelle informali, grazie alla possibilità di avere una composizione a L con il daybed come elemento terminale.»

                                                                                                                                                                                                              Antonio Citterio

 

B&B Atoll, il nuovo sistema di sedute componibili di Antonio Citterio, il cui nome rimanda alle omonime formazioni coralline, è l’espressione ricercata di una forma estetica equilibrata e di uno stile contemporaneo deciso, allo stesso tempo estremamente elegante. Punto di partenza del sistema sono tre piattaforme di base - cm 190 e 240 con profondità cm 90, cm 130 con profondità cm 140 - che si completano con elementi bracciolo e schienale a formare tipologie diverse: divani a pozzetto, dormeuse, terminali angolari, elementi singoli oppure componibili con elementi chaise longue e pouf. Le strutture presentano linee leggere e sottili e sono applicate su sostegni alti in pressofusione con profili metallici a sottolineare la linea tra le strutture stesse e l’imbottitura; due le finiture previste, peltro e cromato nero. A dare ulteriore carattere alla proposta, un elemento di appoggio da orchestrare a piacere: un cuscino a rullo in due dimensioni - cm 65 e 90 - vincolato con cinghie in pelle a una struttura in pressofusione. Un accessorio da inserire liberamente tra il cuscino sedile e la struttura di base per offrire un ulteriore sostegno e diventare a scelta un elemento bracciolo o schienale. B&B Atoll si rivela così essere un progetto dinamico, con un grado di adattamento compositivo sempre nuovo e con la possibilità di creare molteplici tipologie di sedute, da quelle relax più informali a quelle più formali, grazie anche all’utilizzo di cuscini schienale complementari.

bull

 

BULL
design by Naoto Fukasawa

«Come espresso dal nome (toro in italiano), si tratta di un tavolo con 4 sostegni che poggiano saldamente a terra. Ho disegnato un tavolo dall’ aspetto molto solido abbinandolo ad una sedia di grande eleganza, come se fossero una coppia. Insieme assomigliano proprio a
“La Bella e la Bestia”. Dopo tutto, la bestia è un tavolo davvero molto bello.»

                                                                                                                                                                                                               Naoto Fukasawa

 

Con il tavolo Bull, Naoto Fukasawa vuole trasmettere la sensazione immediata di un oggetto di grande solidità, al contempo estremamente raffinato. Una formula stilistica che fa parte del linguaggio peculiare del designer e che, nel caso di Bull, riesce a raggiungere attraverso una sottile tensione strutturale tra gli elementi: le gambe dalla generosa sezione tonda che, sebbene leggermente inclinate, danno la sensazione di essere solidamente “piantate a terra” a reggere, per contrasto, un piano sottile che appare come fosse semplicemente appoggiato sulla struttura. Disponibile in due dimensioni - cm 240 e 280 - Bull è proposto interamente in legno di rovere nelle varianti chiaro, grigio, nero e fumigato, oppure con struttura in rovere e piano in marmo nelle versioni nero Marquinia o bianco statuarietto di Carrara, entrambe con finitura opaca.

belle

 

BELLE
design by Naoto Fukasawa

«Dal sostegno dello schienale e dai braccioli di questa elegante sedia traspare il suo carattere, sottolineato dalla linea ad angolo ottuso attorno alla zona dei gomiti. Nella parte inferiore, tutte e quattro le gambe sono leggermente incurvate verso l’esterno per dare un tocco classico.
La sedia si chiama “Belle” in riferimento alla storia de “La Bella e la Bestia”.»

                                                                                                                                                                                                               Naoto Fukasawa

 

In un gioco di rimandi letterali e formali, la sedia Belle è il contraltare delicato e femminile del tavolo Bull. Dalle linee arrotondate e con il sedile imbottito rivestito in pelle, riprende il particolare della sezione tonda delle gambe del tavolo e, nello sviluppo verso il basso, inserisce una piccola curvatura che dona un tocco aggraziato. Verso l’alto le gambe si innestano nello schienale con braccioli dalla ricercata forma a «gomito». Due le soluzioni per lo schienale: legno di rovere nelle stesse varianti previste per la struttura - chiaro, grigio, nero e fumigato - oppure rivestimento in pelle, in abbinamento alla seduta, ottenuto grazie ad una particolare tecnologia produttiva.

harbor

 

HARBOR
design by Naoto Fukasawa

“È stato lavorando alla progettazione della famiglia di sedute Papilio che ho compreso che la forza iconica di B&B Italia sta nel lavorare sulla schiuma di poliuretano come massa. Da qui l’idea di scolpire una forma da questo materiale, come se stessi creando una scultura da un blocco di marmo di Carrara. Per me, B&B Italia è sinonimo di “sculture in poliuretano”.
Il nome Harbor deriva dall’idea di avere un luogo al quale fare ritorno. Volevo anche che questa seduta desse l’accogliente sensazione di avvolgere il corpo”.

                                                                                                                                                                                                               Naoto Fukasawa

 

La serie di poltrone e pouf Harbor, presentata con successo nel 2017, si arricchisce di un nuovo divano altrettanto contemporaneo e sinuoso. Un ampliamento di gamma all’insegna della continuità progettuale, frutto della ricerca di Fukasawa sulle sedute a forma di tronco di cono rovesciato. Il divano riprende in particolare la forma scultorea ed ergonomica della poltrona da conversazione raddoppiandone l’accoglienza per arrivare ad ospitare due persone. Proposto in tessuto o pelle, è dotato di una cerniera metallica a vista nella parte posteriore dello schienale che, oltre ad essere un dettaglio decorativo, permette la sfoderabilità del rivestimento.

colosseo

 

COLOSSEO
design by Naoto Fukasawa

«Come le poltrone Harbor, scavate da una massa conica capovolta, questi tavolini sono stati realizzati inizialmente con lo stesso procedimento. Tuttavia, il loro aspetto risultava troppo massiccio e pesante così ho rimosso altra materia e i suoi archi assomigliano a quelli romani del Colosseo»

 

                                                                                                                                                                                                               Naoto Fukasawa

 

Colosseo si inserisce in una categoria di prodotti di grande successo: gli accessori di servizio. Elementi di arredo che cambiano la funzione a seconda delle occasioni e delle necessità passando, nel caso di Colosseo, da tavolino a pouf. Nel progettare questo nuovo oggetto, Fukasawa è arrivato alla forma desiderata pensando ad un solido a forma di tronco di cono rovesciato alleggerito da incavi a forma di arco che ne disegnano la superficie, creando così un’assonanza con la struttura della famosa arena romana, da cui prende il nome. Realizzato in poliuretano rigido verniciato in sedici colori lucidi, Colosseo è disponibile in due dimensioni: diametro cm 40 x 45 altezza e diametro cm 50 x 55 altezza.

eda-mame

 

EDA-MAME
design by Piero Lissoni

«È come se fosse una superficie, un modello di “Möbius”. Eda-Mame è stranamente piena di curve, ti accoglie e, se vuoi, ti permette anche di bere un aperitivo, quasi fosse un tavolo imbottito.»

 

                                                                                                                                                                                                                      Piero Lissoni

 

Caratterizzato da uno sviluppo organico che si ispira alla forma del fagiolo di soia tipico della cucina orientale, Eda-Mame è un elemento di arredo di forte impatto grazie al disegno scultoreo in grado di caratterizzare lo spazio con grande incisività. Una proposta che fonde in un solo oggetto tre tipologie di seduta: con schienale alto, relax e pouf. Ed è proprio grazie alla sua natura triplice che Eda-Mame si rivela estremamente versatile nell’uso sia in ambito residenziale sia pubblico, anche per sottolineare aree co-working, di passaggio e sosta come le hall degli alberghi. Schiumato in stampo, Eda-Mame è rivestito con un tessuto elasticizzato che presenta una leggera impuntura. La base di sostegno è realizzata da traverse con piedini in tondino d’acciaio, il tutto con finitura verniciata peltro.

Jack

 

JACK
design by Michael Anastassiades

«Questo sistema di libreria è nato come esercizio di assemblaggio di tondini dello stesso diametro. Il design finale è una configurazione essenziale, che offre una struttura e una modularità ideali per adattarsi a un’ampia gamma di ambienti. Le soluzioni tecniche sono discrete e consentono
di creare composizioni adattabili ad ogni stanza. La sua disciplina deriva dalle regole strutturali utilizzate per passare da una forma a quella successiva, in un assemblaggio che dà vita a una composizione coesa.»

                                                                                                                                                                                                     Michael Anastassiades

 

Jack è il risultato della prima collaborazione tra B&B Italia e Michael Anastassiades. Noto per essere un virtuoso della luce, il designer cipriota ha progettato un sistema di libreria modulare che colpisce per il grado di perfezione tecnologica. Una sfida progettuale che, nel cercare un
linguaggio innovativo, recupera e modernizza un classico del design: la libreria da centro stanza degli anni Cinquanta, trasformata in un complemento con una struttura essenziale, ma architettonica.
L’intuizione geniale risiede nell’aver nascosto gli elementi ingegneristici di sostegno, ivi compresi quelli che reggono i piani di appoggio in laminato, all’interno di montanti verticali a sezione tonda realizzati in estruso d’alluminio e uniti da un sistema esclusivo di regolazione telescopica terra-soffitto, completamente invisibile. Il sistema viene proposto in 14 altezze, che variano da cm 219 a 323 e risolvono tutte le quote intermedie, mentre i ripiani sono previsti in due lunghezze, cm 75 e 90 con profondità cm 30. Due le finiture per montanti e ripiani per soluzioni monocolore: bianco gesso e nero, entrambi opachi.

Alanda

 

ALANDA ’18
design by Paolo Piva

Il tavolino Alanda, pezzo icona che ha inaugurato gli anni Ottanta, viene rieditato in omaggio a Paolo Piva, grande architetto e designer scomparso lo scorso anno. Classico di grande successo e complemento d’arredo vintage tra più popolari del mercato, Alanda è un oggetto di design tra i più rappresentativi di un’epoca ricca di segni stilistici forti e audaci, molto spesso in dialogo con l’architettura, di cui il design replicava in miniatura i virtuosismi. E il reticolato di Alanda, allo stesso tempo piedistallo e supporto del piano, ricorda per l’appunto un gruppo di piramidi rovesciate, una struttura geodetica che lo ha sempre caratterizzato quasi fosse un oggetto magico, catalizzatore di energia positive. Alanda ’18 è proposto con struttura in tondino d’acciaio verniciato nero lucido e piano in cristallo extralight o fumé. Due le dimensioni: cm 120 x 120 e cm 120 x 180.

 

New Maxalto Designs 2018

 

Nidus

 

NIDUS
design by Antonio Citterio

«Nidus è un divano senza braccioli, curvo, per un utilizzo formale, come seduta da conversazione.
È un prodotto di cui sentivo la mancanza nei miei progetti di interior design, pensato per ambienti di grandi dimensioni, dove esiste il bisogno di creare soggiorni con gruppi di sedute differenti. È un prodotto che si inserisce nella sperimentazione di creare divani con schienali alti, che danno un certo comfort a una seduta adatta alla socializzazione.»


                                                                                                                                                                                                                  Antonio Citterio


La collezione di imbottiti Nidus nasce con un’esigenza precisa: creare una serie di proposte formali dall’aria disinvolta, per momenti di socializzazione e conversazione in un contesto armonico e rilassato. Un obiettivo che Antonio Citterio ha raggiunto attraverso un’attenzione particolare ai dettagli strutturali quale per esempio lo sviluppo avvolgente dei divani curvi, previsti in due dimensioni. Una soluzione che, unitamente all’assenza dei braccioli e allo schienale alto, permette di coinvolgere le persone tra loro in modo inedito, fresco e vivace. Un approccio estroverso che si riflette anche nelle poltrone, divise in tre tipologie di cui solo un modello provvisto di braccioli, pensate come elementi da aggregare nello spazio in modo libero. Tutti i pezzi Nidus, oltre alla possibilità di essere corredati da un comodo poggiatesta rimovibile, presentano la caratteristica di avere i piedini rivestiti nello stesso tessuto o pelle delle sedute, con l’aggiunta di un piccolo dettaglio metallico di base che, oltre ad essere decorativo, garantisce una protezione dagli urti.

Caratos

 

CARATOS
design by Antonio Citterio

«Dopo 25 anni nei quali abbiamo presentato prodotti che utilizzano materiali e processi artigianali, ho sentito l’esigenza di proporre un pezzo “stampato”, una sedia con struttura in fusione, frutto di un significativo investimento industriale per il marchio. Nello stesso tempo volevo che il “disegno” di questo nuovo prodotto fosse parte della collezione Maxalto. Caratos è un prodotto assolutamente contemporaneo, ma che rievoca alcuni oggetti del Novecento, in grado di richiamare l’idea del bronzo, tramite una finitura opaca “piena”, che assorbe la luce,
e la grande qualità del rivestimento in pelle, che rimanda all’idea della “selleria”.»


                                                                                                                                                                                                                  Antonio Citterio


Sedie in due versioni, poltrona, pouf e tavolini sono le nuove proposte che vanno ad ampliare la serie Caratos, inaugurata l’anno scorso. Nuove proposte che rafforzano i tratti essenziali del progetto originario rendendolo tuttavia più morbido attraverso l’introduzione di forme avvolgenti,
pur mantenendo la leggera struttura in pressofusione d’alluminio verniciato grafite o ambra. Le sedute sono caratterizzate da schienali imbottiti che contribuiscono a formare il bracciolo, offrendo una seduta libera da qualsiasi costrizione posturale e favorendo conversazioni e relazioni con i vicini. I pouf e i tavolini riprendono il disegno delle strutture e si pongono come complementi ideali delle sedute per creare aree conversazione e ambienti living.

 

New B&B Italia Outdoor Collection 2018

 

Bay

 

BAY
design by Doshi Levien

Bay è una collezione di sedute da esterno composta da divano in due dimensioni, poltrona e poltrona con schienale alto, che si distinguono per l’aspetto scultoreo e monolitico, al contempo visivamente leggero. Avvolgenti volumi intrecciati realizzati in fibra di polipropilene, con un doppio intreccio che crea “tasche d’aria”, che donano trasparenza e leggerezza, sono combinati con sedute imbottite dalle sembianze di rocce e si completano con morbidi cuscini per offrire grande comfort. Ricercata la proposta cromatica che prevede due colori per l’intreccio, tortora e antracite, da abbinare alle raffinate tonalità di tessuti tinta unita e fantasia previsti per i rivestimenti di sedute e cuscini.

Tabour

 

TABOUR OUTDOOR
design by Doshi Levien

Nuova versione outdoor per Tabour, grandi pouf presentati in versione indoor nel 2016. Di forma ovale allungata e quadrata, simili a creature marine primordiali o a grandi animali unicellulari, associano sensualità dei volumi e alta tecnologia dei materiali. I rivestimenti in tessuto sono tesi sulla struttura imbottita tramite una sorta di “bottone” oversize, di fatto un vassoio verniciato nelle varianti bianco, tortora e antracite.

Fiore

 

FIORE
design by Naoto Fukasawa

Fiore è la nuova serie di tavoli da esterno, rotondi e quadrati in due altezze, realizzati in cemento nelle varianti bianco e greige. “Molti anni fa ho chiamato le mie sedie “Papilio”, perché la loro silhouette evocava le farfalle” - spiega Naoto Fukasawa - “Ora ho chiamato questo nuovo tavolo “Fiore” perché è un tavolo a cui le sedie Papilio stanno intorno come le farfalle volano intorno al fiore. Credo che questa introduzione di Fiore insieme alle sedie Papilio crei un bell’ambiente outdoor per un caffè o un pasto veloce”. Una proposta outdoor all’insegna della flessibilità, pensata per un utilizzo sia in ambito residenziale sia pubblico.

Tobi-Ishi

 

TOBI-ISHI OUTDOOR
design by Barber & Osgerby

L’iconico tavolo Tobi-Ishi, la cui ispirazione orientale è dichiarata fin dal nome, chiara allusione alle pietre levigate usate con funzione ornamentale nei tradizionali giardini giapponesi, viene ora proposto in versione bassa in cemento ad enfatizzarne l’aspetto scultoreo e materico.
Due le varianti: grigio e antracite.

Edoardo Croci

Materiali

Federal Building: tensione spaziale e sostenibilità

25 Marzo 2019

ll San Francisco Federal Building, vincitore del primo premio internazionale per la sostenibilità e l’umanità voluto dal gruppo austriaco Zumtobel, scaturisce dalle scelte di Morphosis, dettate dall’intelligenza di coniugare ardite soluzioni formale ed alte prestazioni energetiche che rispettano l'ambiente.

GSA Building

Lo studio di Santa Monica, icona nel panorama mondiale delle costruzioni, delinea questo stabile non troppo grande – solo 18 piani d’altezza – e non troppo vasto, eppure talmente diverso da apparire fuori dagli schemi. Frutto di un concorso, la sede delle funzioni pubbliche federali di San Francisco si apre su una nuova piazza,  progettata da Morphosis in collaborazione con Richard Haag, dove la pavimentazione lascia spazio al verde.

GSA Building

Un’area pubblica conviviale, cui fa da sponda un lungo edificio a quattro piani annesso alla torre grazie a una copertura metallica continua. Un volume basso che si rastrema, introdotto dai progettisti per ristabilire la simmetria con il contesto urbano, fatto di palazzi bassi su maglia stradale molto stretta. Morphosis, invece, progetta un edificio che sembra statico e massivo, ma che poi si rivela in grado di “respirare”.

GSA Building

Una facciata di metallo semitrasparente maschera il prospetto sud: una griglia continua fatta di frangisole, che ricopre fronte e che ripiega sulla copertura. Si fora nel centro dell’edificio con una forma regolare rara, poi scende e si piega, si alza e si abbassa fino a smaterializzarsi toccando il terreno. Un impeto di forme che nascondono le necessità di ventilazione della struttura. Sul lato opposto, paraste di vetro azzurro-verde segnano la verticalità del volume, riflettendo la luce.

GSA Building

La copertura metallica è rotta a sud da una terrazza panoramica, un giardino sospeso ospitato all’interno del grande foro quadrato che dall’esterno funge da cornice, mentre dall’interno è come un cannocchiale puntato sulla città. Questo è uno dei luoghi – assieme alla lobby d’entrata alta 27 metri e ad altre postazioni ai vari piani – ideati per l’incontro e il relax dei dipendenti. In un ambiente del genere, dove lavorano 1.500 persone, molte soluzioni sono state pensate per aumentare la sensibilità ecologica degli utenti e in chiave di prevenzione alle malattie. Fra le altre, ascensori per normodotati che si fermano ogni tre piani, obbligando i fruitori a percorrere alcune rampe di scale. Un contributo alla lotta all’obesità, molto diffusa negli Usa. All’interno, è da segnalare lo sviluppo della sezione verticale: un dialogo fra volumi e muri di cemento armato che permette di creare pressioni e depressioni, canali d’aria e zone in cui la luce naturale penetra in profondità.

GSA Building

Il San Francisco Federal Building, punto di riferimento per gli edifici ad alte prestazioni energetiche, si è avvalso della consulenza di Ove Arup e del Lawrence Berkeley National Laboratory, che hanno simulato alternative di controllo termico e ventilazione naturale della struttura. Dalla climatologia locale, caratterizzata da una forte radiazione solare (San Francisco ha una latitudine equivalente a quella del Nord Africa), forti escursioni giornaliere e la presenza di brezze costanti, l'obiettivo di realizzare un edificio senza impianto di climatizzazione.

GSA Building

Prima necessità è stata la protezione dall'irraggiamento: la simulazione modellistica ha bocciato l’alternativa di impiegare un doppio involucro in vetro (double-glass façade) a vantaggio di una superficie grigliata metallica all'esterno della facciata sud e di lame verticali in vetro traslucido sul lato opposto. La superficie metallica filtra la radiazione solare, riduce i carichi termici ed evita fenomeni di abbagliamento; i frangisole, invece, intercettano la radiazione solare tangente alla facciata nord nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, favorendo la diffusione uniforme della luce.

GSA Building

Strategie, con un’altezza interpiano di quattro metri per favorire la diffusione della luce naturale in profondità, fanno sì che solo una parte  dell’edificio, il 15 per cento, richieda l’uso di luce artificiale. Il risparmio, di elettricità, è consistente. Si è cercato di sfruttare il variare della temperatura esterna ai fini del raffrescamento: la struttura portante è integralmente in calcestruzzo e la forma dei solai, sinusoidale all'intradosso, ottimizza l’esposizione della massa, favorendo il flusso di assorbimento del calore generato da occupanti e computer. Durante la notte, la massa cede il calore accumulato nel corso della giornata e la ventilazione naturale, indotta dalla brezza notturna è consentita dall'apertura di serramenti automatizzati e gestiti da un computer (Bsa, Building automated system), lambisce i solai e porta via il calore rilasciato. Il percorso della ventilazione naturale, studiato con simulazioni fluidodinamiche, ha determinato anche il layout degli interni: ad esempio, le stanze situate lungo la mezzeria sono più basse rispetto all’interpiano tipo, in modo da creare spazio al passaggio dell’aria. La simulazione termica ha stimato i consumi dell’edificio pari a 78 kWh/m2 annui, mentre la media per analoghi edifici negli Usa è di 174 kWh/m2 annui. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.morphosis.com morphopedia.com/projects/san-francisco-federal-building Immagini: © 2013 Morphosis Architects; © Frankie Flood.

Marco Mignatti

Architettura

TUTORIAL 2: Revit family – l’oggetto di arredamento 3D BIM nel progetto.

Guida all’inserimento di una famiglia di arredo all’interno di un progetto architettonico

 

 Revit family 

In questo tutorial continueremo ad approfondire la relazione tra i parametri della famiglia di Revit presa ad esempio, ovvero la sedia “Solo S62”  e il loro funzionamento all’interno di un progetto architettonico.


Ricordiamo che la creazione di Oggetti BIM comunemente detti famiglie in Revit è fondamentale per il completamento dei modelli 3D BIM e per il loro corretto funzionamento.


Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati su Internet per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.


Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito che pertanto possono essere interrogate, modificate, contabilizzate ecc.


Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli Architettonici come porte, finestre, texture e rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.


Nel tutorial precedente ci siamo concentrati sul funzionamento della tipologia di parametri Materiali e finiture, ora vedremo come sono stati creati gli altri parametri presenti all’interno del nostro oggetto di arredo e come utilizzarli all’interno di un ambiente BIM di progetto.
Ci concentriamo in particolare sui Tipi di Parametri “Dati Identità”.

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                                                                                                            Revit – parametri della famiglia – dati identità

Queste informazioni, generalmente fornite dal produttore dell’oggetto di arredo, possono essere molto utili per esempio per la compilazione di Abachi di arredamento o per visualizzarne le caratteristiche all’interno di layout progettuale. 


Come prima cosa vediamo come si crea un nuovo parametro:


-    cliccare sull’icona “nuovo parametro”; inserire il nome del nuovo parametro da assegnare alla famiglia (ad esempio “Finitura”) ;
-    nel menù a tendina “Disciplina” selezionare “Comune”;
-    nel menù a tendina “Tipo di Parametro” selezionare “Testo”;
-    nel menù a tendina “Raggruppamento parametro in” selezionare “Dati Identità”.

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                                                                                                                 Revit – parametri della famiglia – dati identità 2

Abbiamo così creato un nuovo parametro della Famiglia BIM all’interno della tipologia “Dati Identità” a cui andiamo ad associare un valore corrispondente per esempio “Pelle e alluminio spazzolato” preso dal catalogo del produttore di Interior Design specifico.


In analogo modo sono stati creati tutti i parametri “Dati Identità” della Famiglia di Revit scaricata.


Ora vedremo come queste informazioni possono essere sfruttate in un ambiente di progetto BIM.


Supponiamo di dover impostare una soluzione di arredamento all’interno di un modello BIM 3D già preparato, caricando il nostro 3D Object e posizionandolo in una vista di pianta all’interno di un locale già etichettato come tale, come ad esempio una “living room”.


Dal menù “Crea” selezionare “Carica nel progetto” e posizionare con il mouse la sedia all’interno del locale scelto.

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                                                                                                                Revit – famiglia di arredo – inserimento nel progetto

Nota chiave

Ora abbiamo l’oggetto BIM di arredamento all’interno di un ambiente progettuale di Revit e possiamo verificarne le caratteristiche semplicemente selezionandolo come fatto in precedenza e le informazioni contenute al suo interno, i suoi parametri, possono essere interrogati e richiamati per dettagliare correttamente un progetto di Arredo attraverso note o creazione di abachi specifici.

Vediamo ora come avere un riscontro di annotazione in vista.

Il modo più semplice è assegnare una etichetta all’oggetto di arredo attraverso l’uso della nota chiave.

Nell’ ambiente progettuale, in “Annota”, nel menù a tendina “Nota chiave” selezionare  “Nota chiave elemento” e quindi selezionare la nostra sedia.

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                                                                                                                           Revit – famiglia di arredo – nota chiave


Graficamente apparirà una nota, che richiama esattamente il testo del parametro “Nota chiave” contenuto all’interno della famiglia di Arredamento selezionata. 


Per verificarlo, selezionare l’oggetto di Interior Design, nella barra proprietà selezionare “Modifica tipo” e si apre il menu delle proprietà del tipo della famiglia 3D importata.

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                                                                                                                           Revit – famiglia di arredo – nota chiave 2

Questo è un primo esempio di come, oltre a svolgere una funzione di completamento grafico, in questo caso di arredamento, una famiglia di Revit ha al suo interno una serie di informazioni e funzioni che le permettono di dialogare con il modello 3D di progetto che è destinato ad ospitarla. 


Questi parametri, che in precedenza abbiamo definito come l’output prestazionale della famiglia di Revit, possono essere richiamati in ogni momento e in maniera diversa a seconda di quali siano le esigenze progettuali e all’interno di un Progetto BIM 3D.


Ora completiamo una soluzione di arredamento scaricando e inserendo ulteriori oggetti di Design come ad esempio:


-    un tavolo;
-    uno o più elementi divano
-    una chaise longues
ecc.
posizioniamo le famiglie, elementi di interior design, all’interno del progetto di arredo e come in precedenza assegniamo una etichetta all’oggetto BIM attraverso l’uso della nota chiave.

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                                                                                                                               Revit – famiglia di arredo – nota chiave 3


Analogamente a quanto visto in precedenza per l’elemento di arredo “sedia” abbiamo ora per “divano”, “tavolo” e “chaise longue” un’annotazione che richiama esattamente il testo del parametro “Nota chiave” contenuto all’interno della famiglia di Arredamento. 

Abaco degli arredi

Nel caso volessimo arricchire il nostro layout architettonico con ulteriori informazioni sugli elementi d’arredo, senza troppo appesantire la veste grafica è consigliato usare un abaco.


Gli abachi di Revit funzionano come maschere che contengono e richiamano al loro interno i parametri di tutto il modello BIM 3D, è pertanto possibile e in maniera molto efficace costruire uno o più abachi di arredamento che contengano al loro interno molte più informazioni sugli elementi di arredo inseribili in un progetto Architettonico.


Nel Browser di progetto, tasto destro su “Abachi/Quantità” e selezionare “Nuovo abaco/quantità

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                                                                                                                                                  Abaco degli arredi – creazione

Dal menù a tendina successivo selezionare “Arredi”

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                                                                                                                                                Abaco degli arredi – creazione 2

La nuova maschera che compare è l’interfaccia di costruzione dell’abaco degli arredi che stiamo impostando.


Sulla colonna di sinistra vediamo i campi selezionabili, su quella di destra vediamo i campi che desideriamo inserire all’interno della nostra tabella. Questi campi, altro non sono che la relazione tra i parametri presenti all’interno delle famiglie di revit e il loro richiamo (campo) all’interno del progetto architettonico.


Procedere inserendo soltanto i “campi” necessari alla descrizione dei singoli oggetti di Interior Design che costituiscono il nostro progetto di arredamento. Per aiutarci a compilare correttamente l’abaco in questo senso, basta come fatto in precedenza, selezionare uno degli oggetti e con “Modifica tipo” verificare quali parametri sono contenuti all’interno delle famiglie di Revit e che vogliamo richiamare nel nostro abaco.

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                                                                                                                                              Abaco degli arredi – creazione 3


Selezioniamo i seguenti campi nella colonna di sinistra e con la freccia verde aggiungiamoli all’abaco (la freccia rossa elimina il campo dall’abaco):


-    Nota chiave;
-    Descrizione;
-    Produttore;
-    Costo;
-    URL;
-    Modello;
-    Immagine. 

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                                                                                                                                                Abaco degli arredi – creazione 4


L’abaco che viene generato è una nuova vista all’interno del Browser di progetto e si presenta come una tabella che ha in colonna i campi e in riga tutti gli elementi riconosciuti come “Arredo” all’interno del Modello BIM.


Il primo campo, “Nota chiave” richiama esattamente quanto in precedenza visualizzato all’interno della vista in pianta del progetto Architettonico, gli altri campi tutte le specifiche informazioni (parametri) richiamati.  Tuttavia si nota come ci siano due campi senza informazioni di sorta, ovvero il campo “Costo” e il campo “Immagine”.


In merito al primo, utile per preventivare e dare immediato riscontro visivo del costo di ogni elemento è sufficiente modificare ogni famiglia di Arredo inserendo un costo per ognuna; tornando nella vista di pianta, selezionare ogni singolo oggetto di interior design con “Modifica tipo” entrare nelle proprietà del tipo della famiglia di Revit e inserire un preventivo o un costo da catalogo (i valori inseriti sono puramente indicativi).

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                                                                                                                                                  Abaco degli arredi – creazione 5


L’abaco degli arredi è adesso aggiornato con i costi dei singoli elementi di arredo.

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                                                                                                                                                 Abaco degli arredi – creazione 6

Al fine di migliorare poi la veste grafica dell’abaco è utile fornire un’anteprima degli elementi di arredo inseriti nel progetto Architettonico.


Per far ciò è necessario caricare le immagini degli stessi (scaricabili agli stessi indirizzi URL) dal menù “Inserisci”, “Gestisci immagini”, “Aggiungi” nella scheda di gestione delle immagini che viene visualizzata.

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                                                                                                                                    Abaco degli arredi – gestione immagini 1


Ora è possibile, tornando alla vista “Abaco degli arredi” collegare ogni Elemento di Interior Design ad una sua immagine di anteprima selezionando la cella corrispondente. Di nuovo si visualizza il selettore di “Gestisci immagini”, selezionare l’immagine dell’Arredo corrispondente e ripetere l’operazione per ogni altra sedia, tavolo, divano, chaise longue presenti nel progetto Architettonico.

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                                                                                                                                Abaco degli arredi – gestione immagini 2

Ora l’abaco degli arredi ha tutte le immagini di anteprima caricate.
Per visualizzarle è necessario, trascinare la vista “Abaco degli arredi” all’interno di una tavola di progetto.

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                                                                                                                  Abaco degli arredi – inserimento in tavola di progetto

Tutorial

Cemento e acciaio. Il bio Museum firmato Frank O. Gehry

30 Novembre 2018

Cemento e acciaio sono i protagonisti dello scheletro del nuovo Biomuseum of Panama progettato da Frank O. Gehry. Biomuseum Frank Gehry Biomuseum Frank Gehry

Una struttura eclettica, asimmetrica, sporgente e arzigogolata con tettoie che si sovrappongono, fino a formare un collage di forme e colori che cattura gli occhi.

L’edificio è composto da tre elementi principali: il museo, la galleria di design e il parco. La struttura si basa su fitti “alberi” in cemento che reggono vari metalli placcati simili a tettoie in una serie di geometrie curve e piegate.

Biomuseum Frank Gehry

Il ponte della vita” è il nome del museo, concepito con lo scopo di insegnare e diffondere l’importanza delle biodiversità. Una forma irregolare che sembra una rappresentazione delle forze naturali che modellano il nostro mondo.

Biomuseum Frank Gehry

Biomuseum Frank Gehry

Gli elementi strutturali diventano anche punti di istruzione che descrivono l’effetto del genere umano sull’ecosistema panamense. Panama non è solo uno dei luoghi con più diversità biologiche al mondo, ma è anche la patria di alcuni degli ecosistemi più studiati.

www.biomuseopanama.org

www.foga.com

Marco Mignatti

Architettura

Residenza di lusso, tutta in cemento

Il cemento come materiale architettonico per una residenza di lusso. Il giovane architetto messicano Abraham Cherem (Cherem Arquitectos) ha recentemente completato il progetto di una residenza alla periferia di Mexico City, costruita per un noto calciatore locale. Cherem Arquitectos, House P, Bosque Real, Huixquilucan, Messico Il progetto è basato sullo studio delle viste della casa e della circolazione della luce al suo interno. L’architetto ha sovrapposto due parallelepipedi di cemento realizzando un insieme complesso di rettangoli e pareti curve. L’obiettivo è quello di minimizzare la vista sulla periferia degradata della metropoli, concentrando lo sguardo sul vasto patio centrale. Cherem Arquitectos, House P, Bosque Real, Huixquilucan, Messico   I muri, spessi 44 cm alternano pareti lisce a superfici corrugate. All’interno le pareti sono concepite come tende di cemento, che regolano gli spazi e l’ingresso della luce nelle diverse ore del giorno. Cherem Arquitectos, House P, Messico, pianta del piano terra   L’uso del cemento si inspira all’opera degli architetti brasiliani Lina Bo Bardi e Oscar Niemayer
Materiali

Sustainable Smart Insulation. Sviluppo di pannelli isolanti per edilizia in carta da macero e pcm

Un estratto della Tesi di Laurea Magistrale in Design & Engineering, A.a. 2010/2011 di Marta Musitelli Scuola del Design, Politecnico di Milano Relatore: Prof.ssa Barbara Del Curto Correlatore: Prof.ssa MariaPia Pedeferri Sustainable Smart Insulation è il titolo della tesi di ricerca svolta da Marta Musitelli presso il Politecnico di Milano. Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di pannelli isolanti ecosostenibili ed innovativi, realizzabili tramite l’utilizzo di due componenti: la cellulosa, ottenuta dal riciclaggio della carta da macero, e i materiali a cambiamento di fase (Phase Change Materials o PCMs), sostanze capaci di accumulare e rilasciare calore in modo programmato. Attraverso la miscelazione delle due sostanze durante la fase di lavorazione del macero, è stato possibile ottenere un materiale composito con caratteristiche del tutto nuove, nelle quali si uniscono le proprietà termiche dei due componenti. In campo edilizio, i PCM sono impiegati e studiati da diversi anni per migliorare le capacità di isolamento termico delle pareti. Le fibre di cellulosa vengono invece utilizzate come materiale coibente ecologico. Lo scopo della ricerca è quello di ottenere un pannello isolante di matrice cellulosica arricchito dalle proprietà termiche dei PCM e di effettuare degli studi e delle prove per verificarne l’idoneità nel contesto d’uso. Sono state proposte e sperimentate diverse idee per ottimizzare le proprietà del materiale, quali: leggerezza, resistenza meccanica, resistenza al fuoco, resistenza all’assorbimento di acqua e sostenibilità ambientale. La presenza di zone d’aria all’interno della struttura di un materiale riduce la densità e al tempo stesso migliora le proprietà isolanti. Allo scopo di ottenere un pannello più performante e leggero sono state sperimentate diverse tecniche di inclusione dell’aria all’interno del nuovo materiale in carta da macero e PCM, quali ad esempio:
  1. Processo di liofilizzazione
  2. Processo di lievitazione
  3. Distribuzione di fiocchi
  4. Modellazione della forma
Un efficace metodo per ottenere vuoti d’aria all’interno di una struttura è la liofilizzazione. Portando a basse temperature una sostanza contenente acqua si ottengono dei cristalli di ghiaccio ed il volume di acqua aumenta. Mantenendo le basse temperature si procede all’abbattimento della pressione fino ad un valore tale da permettere la sublimazione del ghiaccio in vapore tramite un leggero aumento di temperatura. In questo modo si evita la formazione della fase liquida di acqua che impregnerebbe le fibre e causerebbe il collasso della struttura. A seconda della concentrazione di acqua immessa nella polpa si ottengono risultati differenti. L’aumento di volume e la perdita di peso sono evidenti in entrambi i casi: con una concentrazione di acqua pari a 10 volte il peso del cartone si ottiene una consistenza leggera ma a granuli; con una concentrazione di acqua di circa il doppio della precedente si ottiene una consistenza leggera e più omogenea. Un secondo metodo sperimentato consiste nell’utilizzo di agenti lievitanti, come ad esempio il Bicarbonato di Sodio, in grado di decomporsi ad alte temperature e di creare particelle di anidride carbonica all’interno della polpa bagnata, che durante la fase di asciugatura in stufa aumentano di volume grazie all’ebollizione dell’acqua. L’aggiunta di Bicarbonato di Sodio in diverse quantità conferisce risultati differenti: il pannello realizzato con 30% di Bicarbonato mostra un notevole aumento di spessore rispetto al pannello senza additivi; il pannello con 50% di Bicarbonato mostra un aumento di spessore ulteriore rispetto al precedente arrivando ad essere circa il doppio del pannello senza additivi. Un terzo metodo sperimentato è quello di ottenere una struttura leggera tramite la stratificazione dei fiocchi di cellulosa che si ottengono dalla sfibratura del cartone. Questo metodo permette di ottenere leggerezza grazie all’aria che rimane intrappolata fra le fibre disordinate, ma non risultano adatti all’utilizzo in campo edilizio poiché non sono lavorabili e resistenti meccanicamente. Sfoglia il pdf e continua a leggere la ricerca
Materiali

King Fahad National Library: membrane di tessuto per la facciata

09 Dicembre 2018

Inaugurata a novembre a Riyadh, il progetto per la King Fahad National Library, tra i più importanti edifici culturali dell’Arabia Saudita, comprendeva, oltre alla ristrutturazione dell’edificio, un intervento di sviluppo urbano all’interno di un contesto predeterminato, rispettando la cultura del luogo. La biblioteca rappresenta il nuovo centro del quartiere Olaya, in rapido sviluppo, e si distingue nettamente dall’eterogeneo tessuto edilizio che lo circonda. Gerber National Library

Il nuovo volume, quadrato, al centro di un parco urbano, appare aperto e luminoso e, a dispetto delle sue dimensioni imponenti, non “abbandona” il vecchio edificio, che ora è archivio e centro della conoscenza all'interno della nuova biblioteca. A firmarlo è lo studio tedesco Gerber Architekten che, oltre l'edificio, ha riprogettato il parco esistente, con ampi spazi di verde pubblico e piazze, creando una nuova unità urbana. Il progetto racchiude l’edificio esistente, combinandosi con esso in maniera inedita e seguendo i principi dettati dalla conservazione dei monumenti storici. La forma cruciforme è ora nascosta dall’ampliamento, dando origine a un edificio nell’edificio, mentre la cupola di copertura – originariamente in cemento, ora ricostruita in acciaio e vetro – continua a essere il simbolo della biblioteca. La copertura inonda di luce lo spazio per la lettura, creando un’atmosfera favorevole allo studio. Gerber National Library Gerber National Library

All’interno – come in una scatola del tesoro o in un magazzino del sapere – sono conservati i libri. I visitatori possono raggiungere l’area pubblica, collocata al terzo piano, attraverso delle passerelle accessibili dalla sala lettura. La nuova copertura è punteggiata di lucernari, sotto i quali sono applicate membrane in tessuto bianco della Sefar Group, leader in applicazioni tessili in architettura, che distribuiscono la luce in modo uniforme. Gerber National Library Gerber National Library TESSUTO_MEMBRANE_FACCIATE

Al piano terra sono collocati l’atrio d’ingresso, spazi espositivi, un ristorante e una libreria.

Gerber National Library Gerber National Library Al primo piano è stata prevista un’area riservata alle donne, dove possono studiare o leggere senza burka, separata dagli altri spazi e con un ingresso dedicato. Gerber National Library Gerber National Library L’elemento chiave del progetto è costituito dalla facciata: il rivestimento è realizzato con moduli romboidali in tessuto che disegnano una trama capace di svelare e nascondere allo stesso tempo. La membrana bianca, sostenuta da una struttura tridimensionale in acciaio, ombreggia la facciata e interpreta la tradizionale struttura araba della tenda in modo moderno e tecnologico.

Gerber National Library

Durante la notte, la facciata è illuminata con colori diversi, diventando una lanterna urbana. Il rivestimento funziona come schermatura solare, permettendo il passaggio di una quantità limitata di radiazione (pari al 7 per cento), e consente allo stesso tempo la permeabilità visiva. La combinazione di questo sistema con un impianto di raffrescamento a pavimento garantisce il comfort termico e riduce il consumo energetico, utilizzando tecnologie inedite nel mondo arabo. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.gerberarchitekten.de ©  Christian Richters © Gerber Architekten    

Edoardo Croci

Facciate

20 years of Light + Building

5 dicembre 2019

Light + Building festeggia vent’anni di entusiasmante lavoro pionieristico nel settore dell’illuminazione e della building automation.

 

Ottenere più risultati all’interno del team, essere il primo ad esplorare nuovi mondi e il fascino di nuova partenza. L’illuminazione e la building automation creano connessioni visionarie. Light + Building le renderà visibili nel 2020 in occasione del suo 20° anniversario.

All’insegna del motto “Connecting. Pioneering. Fascinating.” Light + Building celebra nel 2020 non solo il suo 20° anniversario, ma anche un intero settore in forte crescita, in quanto l’illuminotecnica e la building automation rappresentano il catalizzatore del XXI secolo.
“Possiedono il potenziale per garantire efficienza, sicurezza, comfort e salute a gran parte della popolazione mondiale e di ciò beneficeranno in particolare le aree urbane in rapida crescita ", dichiara Wolfgang Marzin, Presidente del Consiglio Direttivo di Messe Frankfurt.

 

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Light + Building festeggia vent’anni di entusiasmante lavoro pionerisitco nel settore dell’illuminazione e della building automation.
Fonte: Messe Frankfurt / Pietro Sutera

Light + Building punta quindi i riflettori sul networking di sistemi intelligenti di building automation così come sull’influenza del lighting design orientato al futuro. Dall’8 al 13 marzo 2020 i temi top di Light + Building forniranno inoltre risposte concrete alle richieste mondiali dei mercati in crescita.

I temi top in breve


La “Dynamische Digitalisierung“(Digitalizzazione dinamica) è il tema predominante che come una sorta di fil rouge attraversa tutti i temi top, che faranno riferimento nelle sezioni “Connecting“, “Pioneering“ e “Fascinating“ al claim di Light + Building. Il tema “Progressives Energie-Management“ (Energy management progressivo) affronta la tematica dei ruoli talvolta mutevoli dei produttori di energia e dell’utenza. Ciò può venire disciplinato tecnologicamente tramite sistemi ‘smart’ di building automation. Inoltre con il tema “Smart Urban” la fiera leader mondiale raffigura sia lo stato attuale che il futuro delle infrastrutture intelligenti per la ricarica dei veicoli elettrici nei quartieri urbani. L’aumento prospettico della mobilità elettrica richiede altresì infrastrutture di ricarica efficienti su tutto il territorio; questo complesso tematico sarà illustrato dal tema “Fortschrittliche ELadeinfrastruktur“ (Infrastruttura di ricarica elettrica avanzata). A ciò si aggiunge il tema della “Vernetzte Sicherheit” (Sicurezza in rete) come altra questione importante del settore e degli utenti. Questi quattro blocchi tematici rientrano nella sezione “Connecting”.
Parallelamente la sezione tematica “Pioneering” abbraccia settori che offrono un grande potenziale, ma non sono ancora pienamente affermati sul mercato, tra cui “X as a Service“, dove la “X” rappresenta una prestazione immediata – per esempio un sistema d’illuminazione o di sicurezza. Anche la “Vorausschauende Wartung” (Manutenzione predittiva) offre un lavoro pionieristico; tramite lo studiato utilizzo di sensori e software la manutenzione degli impianti elettrici degli edifici può essere effettuata prima che la loro efficienza diminuisca o si verifichino degli errori. Il tema “Digitale Zwilling – BIM” (Gemelli digitali – BIM) diviene, non solo a livello tematico, il punto d’incontro di tutte le parti coinvolte nell’integrazione dei sistemi.
Oggi design non significa esclusivamente la forma degli apparecchi d’illuminazione; altrettanto importanti sono le loro caratteristiche tecniche
e in particolare la connettività. La sezione tematica “Fascinating” di Light + Building 2020 mette in evidenza gli attributi essenziali dell’illuminazione e dell’illuminotecnica future-oriented. Il tema “Funktionale Ästhetik” (Estetica funzionale) illustra un megatrend che rinuncia deliberatamente all’ornamento per concentrarsi invece sulle rispettive esigenze d’illuminazione di differenti situazioni. Suscita emozioni, anche in relazione a epoche diverse, il tema “Klassische Authentizität” (Autenticità classica), mentre il complesso tematico “Historischer Aufstieg“ (Progresso storico) crea una connessione tra passato e futuro con citazioni contemporanee del design archetipico del passato. “Futuristischer Fokus” (Focus futuristico) pone in primo piano gli stili di vita e le modalità di lavoro moderni. Questo tema pone sotto la ‘giusta luce’ un tavolo per la prima colazione o un co-working office e al riguardo contribuiscono concept d’illuminazione flessibili. L’offerta internazionale e i temi top di Light + Building 2020 saranno completati dall’ampio programma di eventi collaterali. A ciascun target group di visitatori – architetti, designer, commercianti, artigiani, imprenditori, ingegneri, arredatori e progettisti – Light + Building offre eventi mirati.

All’edizione 2018 della fiera leader mondiale dell’illuminazione e dell’edilizia intelligente hanno partecipato 2.719 espositori e 220.864 visitatori per consolidare o avviare contatti commerciali, sperimentare le innovazioni e discutere delle nuove prospettive. In totale le aziende espositrici internazionali hanno rappresentato il 70% dell’offerta della fiera e anche la domanda è stata rappresentata per il 52% dai visitatori esteri. Tra le nazioni maggiormente rappresentate sul fronte dei visitatori si contano, dopo la Germania, Cina, Italia, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Svizzera e Belgio. Anche in occasione del suo 20°anniversario Light + Building propone il ‘light event’ aperto al pubblico Luminale, che si svolgerà dal 12 al 15 marzo 2020. Con circa 250.000 visitatori, Luminale si annovera tra le principali manifestazioni di Francoforte e della regione Reno-Meno.
Luminale nasce nel 2002 ad opera di Messe Frankfurt che da allora promuove e sostiene ampiamente la manifestazione insieme alla Città di Francoforte sul Meno. Luminale s’impone come la Biennale dell’arte della luce e del design urbano, con l'obiettivo di fornire nuovi impulsi a cavallo tra arte, tecnologia e urbanità per rendere la città un luogo affascinante, proiettato verso il futuro, nonché un “creative hub“.
Il prossimo appuntamento con Light + Building è dall’8 al 13 marzo 2020.

 

La brand family di Light + Building conta attualmente quindici fiere nel mondo - Argentina, Cina, India, Russia ed Emirati Arabi Uniti.

 

Informazioni essenziali su Messe Frankfurt
Frankfurt Messe Frankfurt è il più grande operatore al mondo specializzato nell’organizzazione di fiere, congressi ed eventi dotato di un proprio polo fieristico. Con oltre 2.500* collaboratori dislocati in 30 sedi consegue un fatturato annuo di circa 715* milioni di euro. Messe Frankfurt
ricorre a una profonda interconnessione con i vari settori e a una rete di distribuzione internazionale per servire in maniera efficiente gli interessi commerciali dei suoi clienti. Un’ampia gamma di servizi, onsite e online, garantisce ai clienti in tutto il mondo un livello di qualità costantemente elevato e flessibilità nella pianificazione, organizzazione e realizzazione della loro manifestazione. La gamma deii servizi offerti spazia dall’affitto del polo fieristico all’allestimento degli stand, dai servizi di marketing al personale e alla ristorazione. La sede principale della Società è a Francoforte sul Meno. Gli azionisti sono la Città di Francoforte, che detiene il 60 percento, e il Land Assia con il 40 percento. La sede principale della Società è a Francoforte sul Meno. Gli azionisti sono la Città di Francoforte, che detiene il 60 percento, e il Land Assia con il 40 percento.

 

Per ulteriori informazioni:

www.light-building.com/brand

* dati provvisori 2018

 

Edoardo Croci

 

Architettura

Le sfumature di Grigio per i metalli Planium

È diventata consuetudine l’attribuire a un colore da tempo un po’ ignorato il valore delle sue numerose qualità. Si pensi al Grigio soprattutto per le sue tante variazioni cromatiche, poiché esso ha una trasversalità nelle tinte da fare invidia. Questa, che si ottiene mescolando Bianco e Nero, è per Planium una declinazione legata all’Acciaio, il metallo principalmente lavorato dal brand: Acciaio Inox, Cemento Inossidabile, Acciaio Goffrato, Acciaio Ossidato, Acciaio Calamina. Importanti sono le nuance che si riescono a raggiungere a seconda del materiale, e anche le ombreggiature cambiano al mutare di questo. 


Come posare le finiture metalliche grigie con sistemi innovativi 
Quali sono i metodi per poter posare queste texture metalliche, lasciandosi convincere dalla finezza dei grigi? Planium ha progettato sistemi di posa innovativi a secco per installazioni a pavimento: con aggancio magnetico, MG01 Magnetic Floor; AP01 Lay Floor con posa ad appoggio; PL01 Invisible Floor con installazione One-click; SM02 Evolution Floor, meccanico con viti angolari a vista che garantiscono un effetto stilistico “da officina” che valorizza ulteriormente il cromatismo. Sistemi che  garantisco un significativo risparmio di tempo, energia e denaro in quanto adatti per rapidità di posa e rimozione anche a stand fieristici, installazioni temporanee o spazi in cui si voglia rinnovare periodicamente e facilmente l’ambiente. Vi sono, a completamento dell’offerta, sistemi tradizionali a colla per fissare a pavimento e a parete, AC01 Stick-on Floor e AC02 Stick-on Wall.

 

Planium textures

 

Win Your Design con Horm

Horm presenta WIN YOUR DESIGN, un concorso rivolto ai progettisti d’arredo ai quali chiede di presentare entro il 20 Dicembre 2021 un progetto di interior design (reale o concettuale) di un ambiente residenziale o commerciale.


Il brand mette in palio un buono spesa del valore di 30.000€ (iva esclusa) da utilizzare per l’acquisto dei suoi prodotti,
I progetti saranno valutati da una giuria di esperti in architettura ed interior design composta da

  • Fabio Novembre
  • Roberto Palomba
  • Karim Rashid

 

La scelta di realizzare questo concorso rappresenta un'opportunità non solo per i progettisti ma anche per Horm, brand curioso di esplorare le visioni di nuovi ambienti realizzati da architetti e interior designer di tutto il mondo. 


La direzione artistica del brand desidera individuare talenti, arricchire la dimensione del prodotto e collaborare con una community la cui creatività è da sempre fonte di ispirazione nel creare nuove armonie dell'abitare.


Per iniziare subito a progettare, il listino prezzi e i file CAD dei prodotti sono disponibili nel sito dedicato https://winyourdesign.horm.it/.


I progettisti potranno iscrivervi al concorso inviando un file ZIP tramite il form presente nella sezione “upload” del sito Win your Design, allegando anche una breve spiegazione del concept e delle scelte funzionali. Oltre agli elaborati grafici, il file zip dovrà contenere anche la lista dei prodotti Horm utilizzati nel progetto e il loro relativo costo.


La deadline per l’iscrizione è il 20 Dicembre 2021

 

Il brand
HORM propone uno stile “contemporary design” dove convivono influenze mediterranee, giapponesi, scandinave e nordamericane, reinterpretate dalla cultura, dalla passione e dall’artigianalità del Made in Italy.
La collezione è rivolta al mercato Residenziale, ma è utilizzabile anche per il Soft Contract. Dedicata a un pubblico adulto, colto e consapevole, che vuole conferire ai suoi ambienti un carattere esclusivo e raffinato, coniugando estetica, funzionalità e pregio dei materiali.

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