Nuovi landmark urbani. La crescita verticale di Londra

25 Novembre 2018

Nuovi grattacieli crescono. Le città guardano sempre più in alto con progetti verticali, e Renzo Piano presenta la sua nuova torre: alta 224 metri, sarà realizzata a Londra. Il progetto dell’architetto italiano è uno degli oltre 260 grattacieli in fase di costruzione o di progettazione nella città britannica, a testimonianza di un trend ancora molto forte. Edifici così alti e impattanti si pongono l’obiettivo di riqualificare un’area delle moderne metropolitane.

grattacieli

The Sharp, progettato da Renzo Piano (è stato inaugurato nel 2012), ha valorizzato London Bridge, una delle zone più alla moda della città. Anche Paddington Tower, questo il nome della nuova architettura, ha l’obiettivo di riqualificare il quartiere da cui prende il nome.

NEW PROJECT RENZO PIANO

La Paddington Tower sarà un grattacielo di vetro, avrà 65 piani e ospiterà circa 200 abitazioni, oltre a uffici, negozi, bar e ristoranti. L’obiettivo è terminare i lavori entro 2020, due anni dopo l’apertura della nuova stazione ferroviaria di Paddington: il grattacielo vuole trasformare una zona della città che diventerà presto un nodo ferroviario interessante.

NEW PROJECY RP

L’architettura sarà completamente vetrata per riflettere le luci della città, sarà alta ed elegante e avrà anche un particolare importante: un giardino sospeso sulla città che tutti potranno visitare.

London

La crescita verticale di Londra è sotto i riflettori. La città britannica era conosciuta anche come la ‘città bassa’, con pochi grattacieli nati in alcune zone come simbolo di modernità ed innovazione. Ora non è più così. Questo cambiamento verso l’alto, a detta di molti, sembra essere l’unico modo per affrontare la crisi degli alloggi e contrastare la densità della città. Anche se le abitazioni progettate in questi nuovi grattacieli avranno costi importanti, le moderne architetture tendono a essere sempre più riconoscibili. Nascono così nuovi landmark urbani, catalizzatori di energia, moderni centri aggregatori per aree urbane anche meno frequentate.

Altezza grattacieli Londra

Edoardo Croci

Architettura

Panchoran Retreat, un paradiso naturale

28 Dicembre 2018

Panchoran  (in balinese vuol dire primavera) è un paradiso terrestre nascosto nelle foreste di Bali;  un luogo ideale per chi vuole fuggire dal caos della città e concedersi dei meravigliosi momenti di relax. Qui la designer irlandese Linda Garland ha realizzato il suo Panchoran Retreat. Panchoran Retreat è un rifugio costruito con il bambù, che cresce spontaneamente nella zona, e con i vecchi pali del telefono acquistati dal governo locale. Qui tutto è caldo, accogliente e realizzato con materiali naturali, la maggior parte dei quali riciclati o di provenienza locale. 89 Le cinque ariose ed indipendenti ville sparse per la foresta sono fatte in bambù e sono appoggiate su ex pali del telefono ed erbe native prelevate direttamente dal cortile del resort. I legni sono provenienti da vecchie abitazioni e i tetti sono fatti di alang alang, un tipo di erba che cresce nei terreni della tenuta. Panchoran Retreat A Panchoran Retreat non manca nemmeno la piscina immersa nel verde, delle cascate scintillanti e degli orti biologici, dove Garland coltiva riso, palme e piante medicinali. Anche gli arredi del Retreat sono stati quasi tutti progettati dalla designer; arredo minimal basato su tendaggi e cuscini. Il fiore all’occhiello di questo vero e proprio paradiso terrestre è la Jungle Gym, un'area dedicata allo yoga, sospesa come un ponte sopra il fiume. Utilizzando un piccolo sistema idroelettrico, Linda Garland, ha iniziato a produrre l’elettricità sfruttando l’acqua del fiume. Un paradiso, un omaggio alla natura!  

Carlo Bardelli

Bioedilizia

TUTORIAL 1: Creare un oggetto 3D BIM di arredamento con Revit.

Parte 1

La creazione di Oggetti BIM, altrimenti chiamati famiglie in Revit, è di fondamentale importanza per il completamento dei modelli progettuali 3D BIM e per il loro adeguato funzionamento.

Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati nella rete per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.

Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito che pertanto possono essere interrogate, modificate, contabilizzate ecc.

Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli  Architettonici come porte, finestre, rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.

Grazie a questo tutorial vedremo come realizzare una famiglia di Revit ed in particolare verrà spiegata passo dopo passo la creazione di un oggetto 3D BIM di arredamento.

La cosa più semplice da fare è cominciare da una delle Revit Families di arredamento presenti su questo sito per capire come è stata realizzata.

Prendiamo come esempio una sedia e più precisamente il file .rfa “Solo S62”

https://www.syncronia.com/it/modelli-3d-bim-cad-sedie/bb-italia/solo 

All’apertura il file dell’oggetto di Arredamento “Sedia” si presenta così:

 

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Oltre a svolgere una funzione di completamento grafico, in questo caso di arredamento, una famiglia di Revit ha al suo interno una serie di informazioni e funzioni che le permettono di dialogare con il modello 3D di progetto che è destinato ad ospitarla.

Queste informazioni e funzioni vengono definite parametri e sono l’output prestazionale della famiglia.

Ogni Famiglia di Revit, avrà pertanto parametri specifici, la cui realizzazione è molto più complessa di quanto possa essere la realizzazione di un Blocco di Autocad.

Se prendiamo come esempio un Infisso (Finestra o una Porta), che come è facile intuire deve avere la possibilità di soddisfare le soluzioni Architettoniche del Progetto BIM 3D, questo dovrà essere progettato per adeguarsi a tali richieste nel modo più semplice possibile senza per questo dover ogni volta essere fisicamente modificato.

A tale scopo servono i parametri di una famiglia BIM 3D.  

Verifichiamo adesso quali sono i parametri della famiglia di Arredamento esempio: per far ciò è sufficiente cliccare su Family Types della scheda Properties del menu Create.

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Il menu che si apre “Family Types” ci fornisce tutte le informazioni sui parametri della famiglia di Arredamento

In questo caso vediamo che ci sono tre tipologie di parametri:

  • Materials and Finishes;
  • Dimensions;
  • Identity Data.

All’interno della prima tipologia troviamo i parametri della Famiglia BIM di Arredamento:

  • Pillow;
  • Frame;
  • Foot.

È importante precisare che la Famiglia di Revit presa ad esempio, è un oggetto di Arredo, una Sedia, che il produttore fornisce con dimensioni fisse e materiali che possono essere scelti a catalogo.

La possibilità di scelta dei materiali della Sedia costituisce la variabile progettuale che viene controllata dai parametri della famiglia di Revit.

Ognuno di questi parametri ha un valore che se ben impostato, una volta ospitata la famiglia all’interno del modello di progetto BIM, può essere modificato con lo scopo, come detto in precedenza di associare un materiale personalizzato all’oggetto BIM di Arredamento ed in particolare al cuscino, piuttosto che al telaio o al piede della sedia.

Per verificarlo è sufficiente cliccare sul valore di riferimento per “Pillow” ad esempio ed associare un materiale diverso da quello impostato di default all’oggetto di Arredamento “Sedia” da scegliere dal “Material Browser” a disposizione.

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Ora a tutto ciò che nella famiglia di Revit corrisponde a “Pillow” viene associato un materiale diverso, nello specifico e unicamente come esempio un vetro.

Verifichiamo pertanto quale parte dell’oggetto di arredamento ha cambiato aspetto.

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Si può notare che sia il cuscino di seduta che lo schienale dell’oggetto di Arredamento hanno effettivamente cambiato materiale, ciò sta ad indicare che ad entrambi è associato il parametro “Pillow”.

Ora vedremo come sono associati i parametri della tipologia “Materials and Finishes” alle varie parti della famiglia di Revit in esame.

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Selezionando lo schienale della sedia si attivano le proprietà dell’oggetto specifico, e in “Materials and Finishes” è associato il materiale “Glass”. Subito a destra si nota un pulsante.

Si tratta del comando per impostare l’associazione del parametro materiale alla forma geometrica selezionata.

Selezionando il pulsante si entra nel menu di associazione o creazione di parametri materiale dell’oggetto BIM di Arredo preso ad esempio.

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È evidenziato il parametro alla quale è associata la geometria selezionata dell’oggetto di arredo ed è qui che ritroviamo il parametro “Pillow” della tipologia “Materials and Finishes”.

A questo punto si può scegliere di associare alla selezione un altro parametro esistente (Foot o Frame) oppure creare un nuovo parametro, allo scopo per esempio di avere la possibilità di differenziare il materiale tra lo schienale e la seduta della famiglia di Revit.

Per far ciò si seleziona il pulsante “Aggiungi parametro” e compare il menù “Proprietà del Parametro” in riferimento al nuovo parametro da realizzare che chiameremo “Pillow 2”.

Dopo la creazione del nuovo parametro verifichiamo se lo stesso compare tra i parametri della famiglia: torniamo a  cliccare su Family Types della scheda Properties del menu Create del file “.rfa”.

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Come si può notare il nuovo parametro “Pillow 2” è ora presente e correttamente posizionato all’interno della tipologia “Materials and Finishes” della nostra Sedia.

Allo stesso possiamo associare un nuovo materiale in modo analogo a quanto fatto in precedenza.

Per verificare che la nostra famiglia BIM funzioni correttamente è necessario caricarla  all’interno di un file di progetto Revit:

  • aprire un nuovo progetto dal menu a tendina “R” e selezionare “Nuovo”; “Progetto”, “Modello Architettonico”

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Il nuovo ambiente di lavoro si presenta come una vista di pianta vuota.

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  • Dal menu a tendina “Scambia finestre” tornare alla famiglia di Revit in costruzione selezionandola tra le viste aperte.

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  • Caricare l’oggetto di arredo  sedia nel modello BIM di progetto.
  • Ora abbiamo l’oggetto BIM di arredamento all’interno di un ambiente progettuale di Revit e possiamo verificarne il funzionamento semplicemente selezionandolo.

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Nella barra proprietà selezionare “Modifica tipo” e si apre il menu delle proprietà del tipo della famiglia 3D importata.

Come prova sostituire i materiali associati ai parametri “Pillow”, “Pillow2”, “Frame” e “Foot” creandone di nuovi o usando quelli già presenti nel “Material Browser”  di Revit.

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Ora visualizzare il modello Bim in vista 3D e impostare lo stile di visualizzazione in Realistico.

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Come si può notare ad ogni elemento della famiglia di Revit è stato associato un Parametro del tipo “Materials and Finishes” e ad ognuno di questi può essere associato un diverso materiale.

Pertanto La possibilità di scelta dei materiali dell’oggetto di Arredo Sedia controllata dai parametri della famiglia di Revit è soddisfatta.

 

Scopri i nostri modelli 3D di sedie e tavoli:

https://www.syncronia.com/it/download-modelli-3d-modelli-bim-sedie-e-tavoli

 

Marco Mignatti

Co-founder Syncronia.com

Tutorial

Build4future. Cooperazione per l’edilizia del futuro

06 Dicembre 2018

Le nuove tendenze globali rendono ormai necessarie nuove soluzioni nel settore edile. Il Fraunhofer Innovation Engineering Center (IEC), insieme a 12 piccole e medie imprese del settore edile altoatesino ha avviato un dettagliato progetto di ricerca in questo senso. Sviluppo di metodi innovativi e sostenibili, processi artigianali, innovazioni tecnico-organizzative e molta pianificazione: questi i principali focus affrontati dal team di ricerca che fa parte del progetto Build4future. Sostenuto dalla provincia e con la partecipazione della Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano, dell’agenzia CasaClima e del TIS Innovation Park per gli aspetti scientifici, si pone obiettivi molto importanti come tracciare delle vere e proprie strategie per l’industrializzazione dei processi nella costruzione di edifici personalizzati. La necessità nasce dalla situazione attuale delle imprese di costruzione altoatesine. Queste infatti sono prevalentemente di piccola o media grandezza e hanno un buon livello di conoscenza tecnica al loro interno, ma questo non basta se si pongono in concorrenza con aziende di altri paesi europei che operano a un costo più basso. Per cogliere questa sfida dunque, ed essere al passo con le esigenze del futuro, all’inizio del 2011, è stato creato il progetto di cooperazione Build4Future, in cui l’economia collabora con la scienza per sviluppare le necessarie strategie e provvedimenti. A KlimaHouse 2014, l’Istituto ha partecipato insieme a tutto il gruppo Build4future per sensibilizzare il pubblico al tema dell’innovazione sostenibile e soprattutto per lanciare un chiaro segnale che spinga tutti ad andare nella stessa direzione. La parola chiave sembra essere cooperazione tra i diversi attori che operano nel settore nei diversi momenti di progettazione, pianificazione e realizzazione. Fraunhofer Italia Istituita a fine 2009 a Bolzano è un ramo della Società Fraunhofer, considerata la prima organizzazione per la ricerca applicata in Europa. Il nome si deve al fisico e astronomo tedesco Joseph von Fraunhofer.  I progetti a cui si dedica la Società sono di livello internazionale e capaci di toccare più discipline: l’ottica generale di collaborazione mira a creare un sistema di rete per ottenere i risultati desiderati dai diversi progetti di innovazione. www.fraunhofer.it/it/Progetti/Build4Future.html  

Carlo Bardelli

Bioedilizia

L’autunnale Rame di Planium tra Architettura e Design

Planium tratta il Rame, metallo storico per eccellenza, nelle tre versioni: spazzolato, satinato o tela. Con il processo di satinatura la luminosità viene filtrata e la matericità è più elaborata. Quello tra Rame e Architettura è un rapporto particolare, tanto che l’ossidazione del metallo può diventare una cromatica carta vincente passando dal Rosso Tiziano al Verde brillante.

 

Planium Copper

 

 

Acciaio cor-ten e legno: reversibilità ad energia zero

02 Febbraio 2019

Un team di lavoro costituito dallo studio di architettura Traverso-Vighy e dal Dipartimento di Fisica Tecnica dell’Università di Padova hanno elaborato Tvzeb, un edificio sperimentale a 'energia zero' che combina caratteristiche energetiche di alta efficienza, insieme a elementi di riciclo, illuminazione naturale, scelta accurata di materiali naturali, innovative possibilità di composizione. Il progetto dell'edificio nasce per rispondere alla Direttiva Europea 2010/31/EU sulle prestazioni energetiche in edilizia. Il particolare design punta a massimizzare l’ingresso di radiazione solare diretta nei mesi invernali e per escluderla completamente nei mesi estivi. La facciata Sud è caratterizzata dal portico solare e dai tendaggi filtranti automatizzati del piano terra. Come accaduto in altre esperienze progettuali dello studio, anche Tvzeb è stato disegnato e costruito per parti da una rete locale di piccole aziende industriali ed artigiane, unendo componenti lavorate da macchine a controllo numerico e lavorazioni manuali.

 Tvzeb

La luce naturale è integrata da un sistema di luce artificiale costituito da una sequenza di barre led, sviluppate da COEMAR, incassate a pavimento che diffondono sulle superfici verticali in alluminio una luce miscelata di tre led selezionati differentemente. Le miscele, controllate da un sistema DMX, seguono spettralmente la luce naturale esterna e rendono anche possibili anche azioni correttive della temperatura di colore interna nei giorni di nebbia o neve.  Tvzeb

Il sistema fotovoltaico, integrato nella struttura dell’edificio, è composto da 16 pannelli “sunpower” ( 5,6 KW), calcolati per coprire, su base annua, l’intero fabbisogno elettrico dell’edificio. Il rivestimento dell’edificio principale è stato realizzato in lastre di cor-ten aggraffato, un materiale scelto per la sua cromaticità naturale che ben si armonizza ai colori del bosco. La sua principale caratteristica è l'ottima resistenza alla corrosione da agenti atmosferici dato che la naturale ossidazione si arresta con il tempo, formando una patina protettiva che non si modifica nel tempo e che impedendo il progressivo estendersi della corrosione all’interno, rende il metallo liscio e resistente. Il rivestimento esterno dell’edificio minore è stato realizzato in tavole di larice, noto per la sua resistenza agli agenti atmosferici.  Le pareti perimetrali e la copertura dell’edificio sono isolate con un doppio strato di 90 mm di lana di poliestere, prodotta da ORV, e derivante dal riciclo di circa 40.000 bottiglie di plastica. Il materiale oltre ad essere un ottimo isolante termico ed acustico, viene prodotto, a differenza delle lane minerali, con un minimo impiego di energia.

Tvzeb

I veloci tempi di assemblaggio sono stati possibili grazie alla progettazione attenta di tutti i nodi strutturali. La struttura principale, realizzata in larice lamellare e acciaio zincato, è sospesa sulle due linee di fondazione longitudinali ed è completamente assemblata a secco. La struttura dell’edificio è stata chiusa in copertura e nelle ali esterne con tavolati di larice dello spessore di 55mm, e con pannelli di Xlam sulle pareti longitudinali con funzione di controventi. Il suo montaggio è stato realizzato in 3 giorni di lavoro. La precisione di unione tra il legno e le piastre metalliche è stata ottenuta attraverso dei perni metallici con estremità lavorate al tornio per l’autocentratura. Il solaio è realizzato con lamiere grecate collaboranti Hi-Bond e poi successivamente completato con un getto di cemento armato.

 Tvzeb

Ciò implica che tutte le parti dell’edificio siano di fatto smontabili e realizzate con materiali riciclabili o riciclati: una volta finita la sua funzione potrà essere smontato e rimontato. Tvzeb

(Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.tvzeb.org www.traverso-vighy.com    

Carlo Bardelli

Architettura

LB TRA ECONOMIA CIRCOLARE E DESIGN – INVITO A OPEN HOUSE 2019

Anche quest'anno, in occasione del CERSAIE, LB apre le porte della propria sede per mostrare gli ultimi risultati dell’incessante attività di "Ricerca e Sviluppo" sia sulle nuove tecnologie che sul prodotto finito.

Il focus dell’evento sarà l’economia circolare grazie alla quale LB garantisce ai propri clienti di:

/ Razionalizzare e semplificare i processi produttivi;

/ Semplificare gli impianti, rendendone più semplice l’uso e la manutenzione;

/ Risparmiare energia e rispettare l’ambiente;

/ Ridurre i costi di gestione.

Quanto sopra, con lo spirito innovatore e la qualità di sempre.

Verranno altresì esposti in ambientazioni create dall’Architetto Marta Meda le nuove collezioni di piastrelle in gres porcellanato tecnico disponibili in vari formati, dal sampietrino 10x10 alla grande lastra 3200x1600 mm. 

Saranno giornate di piacevoli incontri e confronti indispensabili ai protagonisti dell'innovazione nella filiera ceramica.

Un appuntamento da non perdere per rimanere "avanti" e creare insieme il futuro dell’industria.

 

Per approfondimenti: www.lb-technology.it/

News dalle aziende

Fibra di carbonio e robot. Il padiglione "coleottero"

02 Ottobre 2018

L'Istituto per Design Informatico (ICD) e l'Istituto di Strutture edilizie e Progettazione Strutturale (ITKE) dell’Università di Stoccarda hanno realizzato un padiglione che ricorda visivamente e materialmente un insetto, o meglio un coleottero. Il gruppo di lavoro non è certo nuovo a questi progetti: recente è infatti un altro padiglione basato sull'esoscheletro di un'aragosta e una struttura progettata e costruita invece sul modello dello scheletro di un riccio di mare. Il progetto è basato sullo sviluppo robotizzato per moduli delle doppie strutture composte da strati di fibra di carbonio: in questo modo l’intera architettura rimane minima e leggera, permettendo un elevato grado di libertà geometrica. Si estende su una superficie di 50 metri quadrati, ma pesa solo 593 chilogrammi.

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Il team di ricercatori e studenti ha utilizzato modelli 3D ad alta risoluzione di vari gusci di scarabeo - noti come elitre – per condurre un'analisi delle strutture interne complesse, lavorando a stretto contatto con biologi e paleontologi dell'Università di Tuebingen.

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Queste strutture sono state poi convertite in una serie di principi di progettazione, realizzati con vetro e fibra di carbonio polimeri rinforzati per dare il padiglione un rapporto resistenza-peso ottimale. "Il progetto presenta un nuovo approccio alle strutture in fibra composita in architettura", ha spiegato ICD ricercatore e membro del team Marshall Prado.  

Edoardo Croci

Materiali

Home for uncertain times 2035

15 gennaio 2020

Home for uncertain times 2035

Message for a future

 

Una Design Exhibition

Questa mostra è il risultato finale del percorso didattico di Innovation Studio, un laboratorio di progettazione del Master in Product Service System Design della Scuola del Design del Politecnico di Milano.

91 designers/15 idee per le nostre case nel 2035

 

Luogo:

COMBO

Ripa di Porta Ticinese, 83 - Milano

 

Il nostro futuro è INCERTO

Abbiamo PAURA ma SPERIAMO per il meglio

Ci saranno CAMBIAMENTI CLIMATICI DRAMMATICI

Il nostro ruolo come DESIGNER è di SUGGERIRE nuovi stili di vita

 

La mostra intende inviare un messaggio per un possibile futuro prendendo in considerazione i drammatici cambiamenti climatici che sperimenteremo nei prossimi 15 anni. I manufatti incarnano l'incertezza attraverso il disordine e l'accumulo: oggetti che ingombrano le nostre vite oggi creano lo sfondo per i nostri progetti. In questa incertezza i nostri progetti ci danno speranza per un futuro.

 

INNOVATION STUDIO quest'anno si è concentrato sulla progettazione di sistemi/prodotto per un futuro molto incerto e imprevedibile. Un futuro influenzato dai cambiamenti climatici che potrebbero trasformare alcune delle nostre pratiche quotidiane. Queste trasformazioni, non necessariamente drammatiche, possono interrompere le nostre abitudini per una vita migliore su questo pianeta, migliorando il senso di comunità, l'umanità e la qualità delle interazioni sociali. I designer, come sempre, avranno un ruolo cruciale nella concezione di prodotti e servizi a supporto delle persone in questo ambiente in evoluzione.

Il cambiamento climatico sta già influenzando le persone e gli stili di vita attuali. Alcuni territori nel mondo stanno già vivendo eventi meteorologici estremi mentre altre stanno appena

iniziando a percepire alcune trasformazioni. Nei prossimi decenni sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che la maggior parte delle città in tutto il mondo dovranno adattarsi e tentare di mitigare alcune delle condizioni che stanno emergendo.

Senza voler avere una visione distopica, ci sono alcune caratteristiche del futuro che possiamo prevedere con fiducia mentre le condizioni ambientali vengono trasformate. Le temperature saranno più estreme con ondate di calore più lunghe, picchi di calore molto più alti, minore differenza di temperatura tra giorno e notte. Eventi meteorologici imprevedibili ed estremi saranno più frequenti con bombe d’acqua, uragani e alluvioni più frequenti anche in luoghi che non sono mai stati esposti a questo tipo di eventi. Il rischio di incendi aumenterà. Potremmo avere nuovi insetti e parassiti che invadono i nostri habitat. Nella maggior parte dei luoghi ci saranno trasformazioni nel nostro rapporto con l'acqua. Alcuni luoghi avranno carenza d'acqua, altri subiranno inondazioni. Le città costiere vedranno un certo grado di innalzamento del mare con conseguenze sulle aree residenziali e agricole. L'entità e la gravità di questi cambiamenti dipenderanno molto dal livello di intervento che avverrà nei prossimi anni.

Con il passare degli anni, possiamo aspettarci che i governi e le autorità locali attuino dei cambiamenti per affrontare le nuove condizioni climatiche e introducendo una serie di nuove normative. Da una progressiva riduzione dell'uso di combustibili fossili per l'energia, a leggi sempre più severe su materie plastiche e rifiuti in generale. Potrebbero esserci incentivi a trasformare gli edifici per garantire un migliore isolamento, tetti verdi, produzione autonoma di energia solare e stoccaggio dell'acqua. Le tasse sul carbonio relative a viaggi, trasporti e produzione possono anche influire sul costo o sulla disponibilità di alcuni beni ed esperienze che diamo per scontati oggi.

Indipendentemente dal modo in cui le società, i governi e la politica reagiranno a questi cambiamenti e se verranno intraprese azioni per trasformare le società in meglio per affrontare il riscaldamento globale, il cambiamento delle condizioni climatiche sarà presente e molto probabilmente determinerà alcune delle nostre pratiche quotidiane e della nostra cultura materiale. Nuovi prodotti emergeranno accanto a nuove condizioni di vita e saranno sviluppate nuove pratiche che a loro volta guideranno nuovi servizi.

 

Progettare per la casa del futuro in questo nuovo contesto climatico significa concepire sistemi e prodotti progettati per vivere in un ambiente fisico ma anche in un ambiente sociale in cui alcune pratiche quotidiane sono mutate dalle nuove normative in materia di mobilità o energia. Anche i comportamenti umani possono essere cambiati riguardo all'uso di alcuni materiali o alle diete a base di rifiuti o di piante, ecc.

Questi cambiamenti possono influenzare direttamente o indirettamente tutti gli aspetti della vita quotidiana e della vita domestica.

 

CREDITI

Professori:

Valentina Auricchio

Stefana Broadbent

Marta Corubolo

Fabio Di Liberto

Ilkka Suppanen

 

Tutor del corso:

Corina Macnovit

Vanessa Monna

 

Una mostra curata da:

Nina Fois

Giacomo Rho

Anna Riti

Hannah Roche

Emma Teli

Virginia Luisa Volontè

Chenfan Zhang

 

Studenti:

Sara Airoldi, Andrés Alfonso Hernàndez Alzate, Mariana Romero Arango, Masoumeh Asadi, Mehrdad Atariani, Amirmohammad Azizi, Giorgia Bartolomeo, Beril Beden, Tommaso Bernardi, Beatriz Bonilla Berrocal, Arianna Bosio, Federico Bossi, Luiza Braga, Anna Buccarelli, Brenda Cadena, Eleonora Campana, Juliana dos Santos Netto Campos, Martina Carozza, Alessandro Ceccato, Yuzhi Chen, Chuhan Cheng, Naiyi Chia, Angela Corrado, Carolina De Maria, Valentina Facoetti, Beatrice Feltracco, Nina Fois, Marcella Gadotti, Mariah Madureira Giacchetta, Ismael Godinez, Alessandro Grati, Nicolàs Salom Guzmàn, Bin He, Jerome Hompes, Giulia Ianes, Elena Iannella, Marcello Iudice, Le Jiaqi, Ryohei Kawagishi, Alessia Kayalibay, So Jeong Kim, Isadora Koike, Orçun Kumova, Xiayu Li, Xiaoyong Liug, Francisca Lucas, Zhengang Lou, Wen Luo, Davide Macchi, Francesca Masnaghetti, Arianna Meroni, Riccardo Orlando Miele, Giacomo Montefalcone, Ettore Mordenti, Hiroki Morimoto, Sophia Motta, Madina Ómirbekova, Alessia Orizio, Federica Parolisi, Anvith Patil, Claudia Pelosi, Federica Piazzi, Jéssica Pinto, Martina Platini, Adellia Pranindita, Yao Qiushun, Xingyu Quan, Yasmina Rasamny, Giacomo Rho, Anika Rieth, Anna Riti, Hannah Roche, Alessandra Rota, Candela Piancatelli Ruiz, Dumitru Samson, Vittoria Scatiggio, Nardin Shafik, Valeria Soffientini, Angela Stellaccio, Siyu Tang, Emma Teli, Agustina Toderi, Brenda Villafana, Virginia Luisa Volontè, Pan Shin Wan, Qiuyue Wang, Lai Xiaoting, Selin Yilmaz, Banghan Yin, Qiu Yu, Chenfan Zhang.

 

Arianna Saini

News dalle aziende

Onde d’acciaio

20 Gennaio 2019

Un lamiera di acciaio forata e piegata caratterizza la nuova facciata dell’ Edogawa Garage Club a Tokyo. Un exterior ispirato al movimento delle onde, una second skin cangiante che avvolge interamente il vecchio fabbricato e lo rende attuale.

Il nuovo schermo metallico esterno è composto da una serie di lastre modulari di metallo perforate che permettono alla luce naturale di filtrare e la ventilazione attraverso i pannelli. Le variazioni cromatiche sono evidenziate dai cambiamenti di luminosità che producono un gioco di  colori  inaspettati, oro e argento che arricchiscono la natura versatile della facciata.

Edogawa-Garage-Club-Junichi-Ito-1

Nessuna demolizione per il vecchio edifici, ma un'opera di restyling che recupera il vecchio e lo rinnova. Un'idea firmata dallo studio nipponico Jun'ichi Ito Architect & Associates. Un progetto innovativo e green anche, poiché non genera rifiuti dovuti dagli smantellamenti.

www.ito-jun.com  

Edoardo Croci

Facciate