Effetti materici INSPIRATIONS: la decorazione d’interni non è solo colore

30 settembre 2019

Creatività, personalità e libertà di espressione. La linea di pitture decorative CAP Arreghini si amplia con l’utilizzo di nuove combinazioni di prodotti e tecniche applicative dando vita agli effetti INSPIRATIONS. 

Dall’effetto LEGNO alla finitura RUGGINE, dal COCCODRILLO all’effetto CONCRETE o l’ANTERA: queste sono solo alcune tra le numerose proposte.

I prodotti utilizzati sono caratterizzati da una grande versatilità e alternabilità per permettere l’integrazione tra vecchio e nuovo, con la possibilità di creare abbinamenti sempre originali. Fantasia e creatività sono gli elementi che rendono ogni spazio personale consentendo ad ognuno di esprimersi con la massima libertà di interpretazione e di abbinamento tra innumerevoli colori, effetti e diverse texture.

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Marco Mignatti

News dalle aziende

Onde d’acciaio

20 Gennaio 2019

Un lamiera di acciaio forata e piegata caratterizza la nuova facciata dell’ Edogawa Garage Club a Tokyo. Un exterior ispirato al movimento delle onde, una second skin cangiante che avvolge interamente il vecchio fabbricato e lo rende attuale.

Il nuovo schermo metallico esterno è composto da una serie di lastre modulari di metallo perforate che permettono alla luce naturale di filtrare e la ventilazione attraverso i pannelli. Le variazioni cromatiche sono evidenziate dai cambiamenti di luminosità che producono un gioco di  colori  inaspettati, oro e argento che arricchiscono la natura versatile della facciata.

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Nessuna demolizione per il vecchio edifici, ma un'opera di restyling che recupera il vecchio e lo rinnova. Un'idea firmata dallo studio nipponico Jun'ichi Ito Architect & Associates. Un progetto innovativo e green anche, poiché non genera rifiuti dovuti dagli smantellamenti.

www.ito-jun.com  

Edoardo Croci

Facciate

Interazioni: volumi vetrati e schermature metalliche

03 Dicembre 2018

Con i suoi 34.000 metri quadrati di spazio disponibile su 15 piani, il Civil Justice Centre di Manchester è il palazzo di giustizia più grande mai costruito in Gran Bretagna dopo la Royal Courts of Justice di Londra. Aperto e accessibile, il nuovo edificio ospita 47 aule di tribunale, 75 aule di consultazione oltre a uffici e spazi di supporto.

Civil Justice Centre di Manchester

Dall'esterno, esso segnala e mostra letteralmente l'accessibilità dei tribunali. Questo palazzo è parte della città, e la città è parte del palazzo” spiega lo studio di architettura Denton Corker Marshall, autore del progetto. “I tribunali e gli uffici sono espressi come lunghe forme rettilinee, articolate a livello di ogni piano, che si proiettano a ciascuna estremità del palazzo come una variegata composizione di compattezza e vuoto. Questi elementi stabiliscono collettivamente un profilo dell'edificio dinamico e distintivo, e formano una potente e scultorea interazione di luce e di ombra, profondità e complessità”.

Civil Justice Centre di Manchester

Esempio di involucro eco-efficiente o ambientalmente interattivo, l'edificio è stato realizzato secondo i principi della sostenibilità ambientale. La parte pubblica si distingue per la presenza di un doppio involucro vetrato contenente i volumi opachi sospesi delle sale d'attesa. Gli uffici sono contenuti in blocchi di vetro colorato schermati da un diaframma metallico.

Civil Justice Centre di Manchester

Tutte le zone dell'edificio sono ventilate in modo naturale e le aule di tribunale sono servite da un sistema ibrido di ventilazione. Nell'edificio è stata adottata una strategia ambientale che può essere riassunta in 5 punti: - scaffali di luce per re-direzionare la luce in profondità nell'edificio; atrio centrale e corridoi perimetrali che agiscono come spazi tampone dal punto di vista termico e acustico; corti ventilate naturalmente utilizzando un plenum a pavimento; riflessione dei rumori provenienti dalla strada; raffrescamento supplementare utilizzando il pozzo scavato per questo obiettivo.

Civil Justice Centre di Manchester

Grazie a queste caratteristiche, la struttura ha ottenuto la valutazione “Excellent” del sistema di classificazione BREEAM.

Civil Justice Centre di Manchester

Il Manchester Civil Justice Centre è vincitore del RIBA/English Partnerships Sustainability Award, uno dei premi assegnati ogni anno dal Royal Institute of British Architects. È stato inoltre uno dei sei progetti candidati al prestigioso Stirling Prize, poi aggiudicato al complesso residenziale “Accordia” di Cambridge. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.dentoncorkermarshall.com  

Carlo Bardelli

Architettura

Cemento e acciaio. Il bio Museum firmato Frank O. Gehry

30 Novembre 2018

Cemento e acciaio sono i protagonisti dello scheletro del nuovo Biomuseum of Panama progettato da Frank O. Gehry. Biomuseum Frank Gehry Biomuseum Frank Gehry

Una struttura eclettica, asimmetrica, sporgente e arzigogolata con tettoie che si sovrappongono, fino a formare un collage di forme e colori che cattura gli occhi.

L’edificio è composto da tre elementi principali: il museo, la galleria di design e il parco. La struttura si basa su fitti “alberi” in cemento che reggono vari metalli placcati simili a tettoie in una serie di geometrie curve e piegate.

Biomuseum Frank Gehry

Il ponte della vita” è il nome del museo, concepito con lo scopo di insegnare e diffondere l’importanza delle biodiversità. Una forma irregolare che sembra una rappresentazione delle forze naturali che modellano il nostro mondo.

Biomuseum Frank Gehry

Biomuseum Frank Gehry

Gli elementi strutturali diventano anche punti di istruzione che descrivono l’effetto del genere umano sull’ecosistema panamense. Panama non è solo uno dei luoghi con più diversità biologiche al mondo, ma è anche la patria di alcuni degli ecosistemi più studiati.

www.biomuseopanama.org

www.foga.com

Marco Mignatti

Architettura

Acciaio cor-ten e legno: reversibilità ad energia zero

02 Febbraio 2019

Un team di lavoro costituito dallo studio di architettura Traverso-Vighy e dal Dipartimento di Fisica Tecnica dell’Università di Padova hanno elaborato Tvzeb, un edificio sperimentale a 'energia zero' che combina caratteristiche energetiche di alta efficienza, insieme a elementi di riciclo, illuminazione naturale, scelta accurata di materiali naturali, innovative possibilità di composizione. Il progetto dell'edificio nasce per rispondere alla Direttiva Europea 2010/31/EU sulle prestazioni energetiche in edilizia. Il particolare design punta a massimizzare l’ingresso di radiazione solare diretta nei mesi invernali e per escluderla completamente nei mesi estivi. La facciata Sud è caratterizzata dal portico solare e dai tendaggi filtranti automatizzati del piano terra. Come accaduto in altre esperienze progettuali dello studio, anche Tvzeb è stato disegnato e costruito per parti da una rete locale di piccole aziende industriali ed artigiane, unendo componenti lavorate da macchine a controllo numerico e lavorazioni manuali.

 Tvzeb

La luce naturale è integrata da un sistema di luce artificiale costituito da una sequenza di barre led, sviluppate da COEMAR, incassate a pavimento che diffondono sulle superfici verticali in alluminio una luce miscelata di tre led selezionati differentemente. Le miscele, controllate da un sistema DMX, seguono spettralmente la luce naturale esterna e rendono anche possibili anche azioni correttive della temperatura di colore interna nei giorni di nebbia o neve.  Tvzeb

Il sistema fotovoltaico, integrato nella struttura dell’edificio, è composto da 16 pannelli “sunpower” ( 5,6 KW), calcolati per coprire, su base annua, l’intero fabbisogno elettrico dell’edificio. Il rivestimento dell’edificio principale è stato realizzato in lastre di cor-ten aggraffato, un materiale scelto per la sua cromaticità naturale che ben si armonizza ai colori del bosco. La sua principale caratteristica è l'ottima resistenza alla corrosione da agenti atmosferici dato che la naturale ossidazione si arresta con il tempo, formando una patina protettiva che non si modifica nel tempo e che impedendo il progressivo estendersi della corrosione all’interno, rende il metallo liscio e resistente. Il rivestimento esterno dell’edificio minore è stato realizzato in tavole di larice, noto per la sua resistenza agli agenti atmosferici.  Le pareti perimetrali e la copertura dell’edificio sono isolate con un doppio strato di 90 mm di lana di poliestere, prodotta da ORV, e derivante dal riciclo di circa 40.000 bottiglie di plastica. Il materiale oltre ad essere un ottimo isolante termico ed acustico, viene prodotto, a differenza delle lane minerali, con un minimo impiego di energia.

Tvzeb

I veloci tempi di assemblaggio sono stati possibili grazie alla progettazione attenta di tutti i nodi strutturali. La struttura principale, realizzata in larice lamellare e acciaio zincato, è sospesa sulle due linee di fondazione longitudinali ed è completamente assemblata a secco. La struttura dell’edificio è stata chiusa in copertura e nelle ali esterne con tavolati di larice dello spessore di 55mm, e con pannelli di Xlam sulle pareti longitudinali con funzione di controventi. Il suo montaggio è stato realizzato in 3 giorni di lavoro. La precisione di unione tra il legno e le piastre metalliche è stata ottenuta attraverso dei perni metallici con estremità lavorate al tornio per l’autocentratura. Il solaio è realizzato con lamiere grecate collaboranti Hi-Bond e poi successivamente completato con un getto di cemento armato.

 Tvzeb

Ciò implica che tutte le parti dell’edificio siano di fatto smontabili e realizzate con materiali riciclabili o riciclati: una volta finita la sua funzione potrà essere smontato e rimontato. Tvzeb

(Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.tvzeb.org www.traverso-vighy.com    

Carlo Bardelli

Architettura

Mapei: prodotti ecocompatibili per architetture di qualità

Fondata nel 1937 a Milano, Mapei è diventato negli anni il maggior produttore mondiale di adesivi e prodotti per l’edilizia. Con il tempo l’azienda ha sviluppato una sensibilità sempre più forte verso la sostenibilità, arrivando a destinare oltre il 70% degli investimenti della ricerca e sviluppo per lo studio di prodotti eco-sostenibili. Era il 2000 quando le fu assegnato il “Premio Impresa Eco Efficiente” nella categoria “Prodotti Eco-compatibili” in un’importante iniziativa della Regione Lombardia e della Camera di Commercio, in cui si sottolineò l’importanza dei manufatti a basso impatto ambientale. Oggi l’impegno nel settore è ancora più forte, come mostrano alcuni dei principali building nei quali Mapei è stata coinvolta, a fianco dei migliori architetti internazionali. Marina-Bay-Sands.jpg Il resort Marina Bay Sands di Singapore, realizzato dall’architetto israeliano Moshe Safdie, comprende anche l’ArtScience Museum e il Gardens By the Bay: un progetto avveniristico per il quale sono stati posati rivestimenti diversi, quali ceramica, marmo, bamboo e ardesia. Sono stati realizzati dei lavori di impermeabilizzazione per garantire protezione dall’umidità e resistenza al calpestio. Per questo, sono stati scelti prodotti Mapei a bassissima emissione di sostanze organiche volatili (VOC). Il progetto è stato certificato secondo Leed e. ottawa1.jpg Il centro Congressi Ottawa si caratterizza per grandi vetrate che favoriscono l’illuminazione naturale. Progettato dallo studio canadese Brisbin Brook Beynon, ha ricevuto la certificazione Leed Silver per le sue caratteristiche di eco sostenibilità come la raccolta e l’utilizzo dell’acqua piovana e l’impiego di materiali riciclati per la realizzazione del tetto. Particolare attenzione è stata rivolta ai prodotti per le pavimentazioni: soluzioni eco sostenibili Mapei a bassissima emissione di sostanze organiche volatili sono state scelte per preparare i supporti e posare piastrelle in eco moquette in alcune zone del building. reflections_at_keppel_bay_commanding_views_at_vantage_points.jpg L’edificio Reflecyions a Keppel Bay a Singapore, di Daniel Libeskind, è stato premiato nel 2012 con il Green Mark Global Award per il basso impatto ambientale. All’interno delle 11 edifici e 6 torri, sono state posati materiali di pregio come parquet in legno di quercia e piastrelle di marmo naturale; granito, mosaico in ceramica e marmo sono invece stati scelti per gli ambienti esterni. In particolare, per la posa dei rivestimenti e la stuccatura delle fughe sono stati usati prodotti a bassa emissione di sostanze organiche volatili in grado di resistere alle sollecitazioni termiche, all’umidità e al traffico pedonale. 1 Bligh Street_7

Costruita secondo i criteri eco sostenibili che le hanno valso la certificazione 6 Green Star da parte del Green Building Council of Australia, 1 Bligh Street è una torre di 12 piani situata a Sydney. È stata nominata il “miglior edificio alto in Asia e Australia”. Il cantiere prevedeva l’uso di prodotti eco sostenibili come adesivi a bassa emissione. Mapei ha fornito adesivi per la posa di uno strato di isolante acutivo sul sottofondo del calcestruzzo e prodotti per la posa di pavimenti e rivestimenti di calcare e piastrelle vetrificate. dragon-bridge.jpg

Dragon Bridge è a Da Nang in Vietnam. È un ponte in calcestruzzo sormontato da arcate in acciaio a forma di drago. Il peso delle campate e l’esposizione delle aggressioni atmosferiche hanno reso necessario l’utilizzo di prodotti specifici sia per realizzare il calcestruzzo sia per proteggere la struttura. Mapei ha fornito additivi per calcestruzzo e vernice eco sostenibile resistente ai raggi ultravioletti.

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La responsabilità ambientale è alla base delle scelte aziendali, a partire dalle fasi di progettazione e intervento; assicurare maggiore durabilità significa evitare interventi successivi sugli edifici e sulle infrastrutture. I prodotti Mapei sono il risultato di un intenso lavoro di ricerca, finalizzato ad ottenere formule innovative integrabili in sistemi applicativi completi, sempre più efficaci. Un’attenzione di riguardo va anche all’impiego di sostanze compatibili con la salute dei professionisti che lavorano in azienda e nella scelta soluzioni tecnologiche avanzate che contribuiscono alla salvaguardia ambientale. L’eco sostenibilità è un impegno che richiede metodo, applicazione e ricerca, ma soprattutto esperienza. E per questo Mapei si impegna a lavorare su grandi progetti architettonici e realizzazioni importanti anche dal punto di vista ambientale.

Materiali

Win Your Design con Horm

Horm presenta WIN YOUR DESIGN, un concorso rivolto ai progettisti d’arredo ai quali chiede di presentare entro il 20 Dicembre 2021 un progetto di interior design (reale o concettuale) di un ambiente residenziale o commerciale.


Il brand mette in palio un buono spesa del valore di 30.000€ (iva esclusa) da utilizzare per l’acquisto dei suoi prodotti,
I progetti saranno valutati da una giuria di esperti in architettura ed interior design composta da

  • Fabio Novembre
  • Roberto Palomba
  • Karim Rashid

 

La scelta di realizzare questo concorso rappresenta un'opportunità non solo per i progettisti ma anche per Horm, brand curioso di esplorare le visioni di nuovi ambienti realizzati da architetti e interior designer di tutto il mondo. 


La direzione artistica del brand desidera individuare talenti, arricchire la dimensione del prodotto e collaborare con una community la cui creatività è da sempre fonte di ispirazione nel creare nuove armonie dell'abitare.


Per iniziare subito a progettare, il listino prezzi e i file CAD dei prodotti sono disponibili nel sito dedicato https://winyourdesign.horm.it/.


I progettisti potranno iscrivervi al concorso inviando un file ZIP tramite il form presente nella sezione “upload” del sito Win your Design, allegando anche una breve spiegazione del concept e delle scelte funzionali. Oltre agli elaborati grafici, il file zip dovrà contenere anche la lista dei prodotti Horm utilizzati nel progetto e il loro relativo costo.


La deadline per l’iscrizione è il 20 Dicembre 2021

 

Il brand
HORM propone uno stile “contemporary design” dove convivono influenze mediterranee, giapponesi, scandinave e nordamericane, reinterpretate dalla cultura, dalla passione e dall’artigianalità del Made in Italy.
La collezione è rivolta al mercato Residenziale, ma è utilizzabile anche per il Soft Contract. Dedicata a un pubblico adulto, colto e consapevole, che vuole conferire ai suoi ambienti un carattere esclusivo e raffinato, coniugando estetica, funzionalità e pregio dei materiali.

Scopri di più
 

Tor Vergata: un Campus bioclimatico a Roma

26 Gennaio 2019

Concept innovativo della residenza universitaria per il Campus dell'Università di Tor Vergata a Roma. Progettato dal prof. arch. Marco Tamino con la IngeniumRe, il modello organizzativo proposto aggrega le residenze ma anche ambienti di studio, di soggiorno, di ristorazione e per il tempo libero, attorno ad una corte interna verde che oltre a svolgere un importante ruolo bioclimatico, rappresenta anche uno spazio di incontro e di studio e quindi anche il centro aggregativo e simbolico della piccola comunità che si insedia in ogni unità residenziale. Campus bioclimatico, Roma

Le 17 unità che compongono il complesso, sono organizzate, all'interno di un grande parco (di cinque ettari) attrezzato per lo sport e la vita associata e dove sono ammessi solo percorsi pedonali e ciclabili, mentre le auto restano fuori, nei grandi parcheggi di arrivo esterni. Superando il concetto degli edifici/barriera, degli oggetti architettonici "chiusi" rispetto al territorio che li circonda, i palazzi del campus sono "permeabili" e accolgono al proprio interno la rete dei percorsi e il sistema degli spazi comuni e dei giardini, che formano il tessuto connettivo dell'intero complesso edilizio.

Campus bioclimatico, Roma

I volumi architettonici presentano geometrie elementari, mentre la ricchezza del progetto risiede nella leggerezza, nella trasparenza e nel gioco dei colori, dei riflessi e delle penetrazioni visive e delle interazioni che annullano la consueta distinzione interno/esterno. Un involucro leggero e traslucido in vetro grezzo retroventilato alternato a rivestimenti in travertino romano e in blocchi lapidei con effetti cromatici diversi offrono scorci architettonici inconsueti e creano al tempo stesso una efficace protezione climatica per lo spazio abitato.

Campus bioclimatico, Roma

La riproposizione del "tipo edilizio" della casa a corte introduce una mitigazione termica e la ventilazione naturale negli ambienti. Inoltre il cappotto termico, le pareti ventilate, gli schermi solari, si integrano con l'ottimizzazione degli impianti e con l'utilizzo di energie rinnovabili per produrre forti risparmi e ridurre l'emissione di CO2. Campus bioclimatico, Roma

Punti chiave: copertura con energie rinnovabili per il 70% del fabbisogno di energia per la produzione di acqua calda (400.000mw/anno); pannelli fotovoltaici per l’illuminazione stradale (25 mw/anno); emissioni di CO2 evitate:1150 quintali/anno; alto rendimento impiantistico (COP 4) con risparmio del 25% rispetto agli impianti più diffusi; illuminazione con lampade LED per gli esterni e fluorescenti per gli interni, in grado di apportare un risparmio del 30%. Per la protezione passiva: schermi frangisole offrono un’elevata protezione dall‘irraggiamento solare;  pareti coibentate a cappotto con alto valore di isolamento (trasmittanza 0,3) riducono il fabbisogno energetico per la climatizzazione; corti interne attrezzate con piante e rampicanti hanno forte impatto sul microclima mitigando le temperature e fornendo umidità e ventilazione naturale. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.campusxroma.it    

Edoardo Croci

Bioedilizia

20 years of Light + Building

5 dicembre 2019

Light + Building festeggia vent’anni di entusiasmante lavoro pionieristico nel settore dell’illuminazione e della building automation.

 

Ottenere più risultati all’interno del team, essere il primo ad esplorare nuovi mondi e il fascino di nuova partenza. L’illuminazione e la building automation creano connessioni visionarie. Light + Building le renderà visibili nel 2020 in occasione del suo 20° anniversario.

All’insegna del motto “Connecting. Pioneering. Fascinating.” Light + Building celebra nel 2020 non solo il suo 20° anniversario, ma anche un intero settore in forte crescita, in quanto l’illuminotecnica e la building automation rappresentano il catalizzatore del XXI secolo.
“Possiedono il potenziale per garantire efficienza, sicurezza, comfort e salute a gran parte della popolazione mondiale e di ciò beneficeranno in particolare le aree urbane in rapida crescita ", dichiara Wolfgang Marzin, Presidente del Consiglio Direttivo di Messe Frankfurt.

 

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Light + Building festeggia vent’anni di entusiasmante lavoro pionerisitco nel settore dell’illuminazione e della building automation.
Fonte: Messe Frankfurt / Pietro Sutera

Light + Building punta quindi i riflettori sul networking di sistemi intelligenti di building automation così come sull’influenza del lighting design orientato al futuro. Dall’8 al 13 marzo 2020 i temi top di Light + Building forniranno inoltre risposte concrete alle richieste mondiali dei mercati in crescita.

I temi top in breve


La “Dynamische Digitalisierung“(Digitalizzazione dinamica) è il tema predominante che come una sorta di fil rouge attraversa tutti i temi top, che faranno riferimento nelle sezioni “Connecting“, “Pioneering“ e “Fascinating“ al claim di Light + Building. Il tema “Progressives Energie-Management“ (Energy management progressivo) affronta la tematica dei ruoli talvolta mutevoli dei produttori di energia e dell’utenza. Ciò può venire disciplinato tecnologicamente tramite sistemi ‘smart’ di building automation. Inoltre con il tema “Smart Urban” la fiera leader mondiale raffigura sia lo stato attuale che il futuro delle infrastrutture intelligenti per la ricarica dei veicoli elettrici nei quartieri urbani. L’aumento prospettico della mobilità elettrica richiede altresì infrastrutture di ricarica efficienti su tutto il territorio; questo complesso tematico sarà illustrato dal tema “Fortschrittliche ELadeinfrastruktur“ (Infrastruttura di ricarica elettrica avanzata). A ciò si aggiunge il tema della “Vernetzte Sicherheit” (Sicurezza in rete) come altra questione importante del settore e degli utenti. Questi quattro blocchi tematici rientrano nella sezione “Connecting”.
Parallelamente la sezione tematica “Pioneering” abbraccia settori che offrono un grande potenziale, ma non sono ancora pienamente affermati sul mercato, tra cui “X as a Service“, dove la “X” rappresenta una prestazione immediata – per esempio un sistema d’illuminazione o di sicurezza. Anche la “Vorausschauende Wartung” (Manutenzione predittiva) offre un lavoro pionieristico; tramite lo studiato utilizzo di sensori e software la manutenzione degli impianti elettrici degli edifici può essere effettuata prima che la loro efficienza diminuisca o si verifichino degli errori. Il tema “Digitale Zwilling – BIM” (Gemelli digitali – BIM) diviene, non solo a livello tematico, il punto d’incontro di tutte le parti coinvolte nell’integrazione dei sistemi.
Oggi design non significa esclusivamente la forma degli apparecchi d’illuminazione; altrettanto importanti sono le loro caratteristiche tecniche
e in particolare la connettività. La sezione tematica “Fascinating” di Light + Building 2020 mette in evidenza gli attributi essenziali dell’illuminazione e dell’illuminotecnica future-oriented. Il tema “Funktionale Ästhetik” (Estetica funzionale) illustra un megatrend che rinuncia deliberatamente all’ornamento per concentrarsi invece sulle rispettive esigenze d’illuminazione di differenti situazioni. Suscita emozioni, anche in relazione a epoche diverse, il tema “Klassische Authentizität” (Autenticità classica), mentre il complesso tematico “Historischer Aufstieg“ (Progresso storico) crea una connessione tra passato e futuro con citazioni contemporanee del design archetipico del passato. “Futuristischer Fokus” (Focus futuristico) pone in primo piano gli stili di vita e le modalità di lavoro moderni. Questo tema pone sotto la ‘giusta luce’ un tavolo per la prima colazione o un co-working office e al riguardo contribuiscono concept d’illuminazione flessibili. L’offerta internazionale e i temi top di Light + Building 2020 saranno completati dall’ampio programma di eventi collaterali. A ciascun target group di visitatori – architetti, designer, commercianti, artigiani, imprenditori, ingegneri, arredatori e progettisti – Light + Building offre eventi mirati.

All’edizione 2018 della fiera leader mondiale dell’illuminazione e dell’edilizia intelligente hanno partecipato 2.719 espositori e 220.864 visitatori per consolidare o avviare contatti commerciali, sperimentare le innovazioni e discutere delle nuove prospettive. In totale le aziende espositrici internazionali hanno rappresentato il 70% dell’offerta della fiera e anche la domanda è stata rappresentata per il 52% dai visitatori esteri. Tra le nazioni maggiormente rappresentate sul fronte dei visitatori si contano, dopo la Germania, Cina, Italia, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Svizzera e Belgio. Anche in occasione del suo 20°anniversario Light + Building propone il ‘light event’ aperto al pubblico Luminale, che si svolgerà dal 12 al 15 marzo 2020. Con circa 250.000 visitatori, Luminale si annovera tra le principali manifestazioni di Francoforte e della regione Reno-Meno.
Luminale nasce nel 2002 ad opera di Messe Frankfurt che da allora promuove e sostiene ampiamente la manifestazione insieme alla Città di Francoforte sul Meno. Luminale s’impone come la Biennale dell’arte della luce e del design urbano, con l'obiettivo di fornire nuovi impulsi a cavallo tra arte, tecnologia e urbanità per rendere la città un luogo affascinante, proiettato verso il futuro, nonché un “creative hub“.
Il prossimo appuntamento con Light + Building è dall’8 al 13 marzo 2020.

 

La brand family di Light + Building conta attualmente quindici fiere nel mondo - Argentina, Cina, India, Russia ed Emirati Arabi Uniti.

 

Informazioni essenziali su Messe Frankfurt
Frankfurt Messe Frankfurt è il più grande operatore al mondo specializzato nell’organizzazione di fiere, congressi ed eventi dotato di un proprio polo fieristico. Con oltre 2.500* collaboratori dislocati in 30 sedi consegue un fatturato annuo di circa 715* milioni di euro. Messe Frankfurt
ricorre a una profonda interconnessione con i vari settori e a una rete di distribuzione internazionale per servire in maniera efficiente gli interessi commerciali dei suoi clienti. Un’ampia gamma di servizi, onsite e online, garantisce ai clienti in tutto il mondo un livello di qualità costantemente elevato e flessibilità nella pianificazione, organizzazione e realizzazione della loro manifestazione. La gamma deii servizi offerti spazia dall’affitto del polo fieristico all’allestimento degli stand, dai servizi di marketing al personale e alla ristorazione. La sede principale della Società è a Francoforte sul Meno. Gli azionisti sono la Città di Francoforte, che detiene il 60 percento, e il Land Assia con il 40 percento. La sede principale della Società è a Francoforte sul Meno. Gli azionisti sono la Città di Francoforte, che detiene il 60 percento, e il Land Assia con il 40 percento.

 

Per ulteriori informazioni:

www.light-building.com/brand

* dati provvisori 2018

 

Edoardo Croci

 

Architettura

Telefónica's Headquarters: l'involucro multilayer

29 Ottobre 2018

Telefónica's Headquarters consolida l'orientamento progettuale volto all’utilizzo di schermature avanzate nel sistema involucro. Di fatto, lo schermo avanzato, letteralmente spostato in avanti, sottende la presenza di uno spazio filtro collaborante e funzionale con valore di intercapedine, che potrà assolvere funzioni di ventilazione, dando origine ad una “parete ventilata a schermo avanzato”. Telefόnica’s Headquarters

Ossia l’elemento più esterno, o schermo, acquista nel sistema edificio un’autonomia formale, dimensionale e funzionale in un rapporto biunivoco tra l’esterno e la parete vera e propria interna.  L'involucro multilayer così siffatto, è ben espresso dalla locuzione “a doppia pelle, un sistema composito dalle molte finalità: riparare e proteggere l’elemento murario o il corpo edilizio dalla permeabilità all'acqua, all'aria, al suono, agli agenti climatici e alla luce naturale con la possibilità di regolarne l’apporto in funzione di specifiche variabili di progetto e di relazione con il contesto ambientale. Telefόnica’s Headquarters

Il sistema costruttivo prevede il più delle volte un montaggio per strati, meccanico e soprattutto a secco, valorizzando l’aspetto progettuale e di controllo del processo sia in cantiere sia in fase di preparazione in stabilimento di produzione degli elementi/dispositivi. Il curtain wall da facciata monostrato si evolve in un pacchetto funzionale composto da due layer vetrati separati da un'intercapedine ventilata. Telefόnica’s Headquarters Nel progetto Telefόnica's Headquarters a Madrid, Rafael De La-Hoz Castanys accosta declinazioni di opacità e trasparenza del vetro per uno sviluppo in facciata di 140000m2 ottenendo un gradevole effetto d'insieme oltre che vantaggi di risparmio energetico globale. L'ampia superficie vetrata incide per un risparmio del 42% in energia elettrica dedicata all'illuminazione artificiale, del 15% in aria condizionata in inverno e del 34% in estate, riducendo le emissioni di Co2 di circa 5000 tonnellate l'anno.

Telefόnica’s Headquarters  

La pelle interna in cristallo extra-chiaro presenta per il basamento, a contrasto con i piani alti dell'edificio, un trattamento serigrafico di superficie lineare e diradato. La pelle più esterna è in lastre di vetro Superdual-T prive di vetrocamera, doppiamente serigrafate da una moltitudine di cerchi a diametro ridottissimo di colorazione bianca sulla faccia esterna e da una corrispondente moltitudine di cerchi di colorazione nera sulla faccia interna. Il prodotto, frutto di una sperimentazione condotta dall'azienda Vitro Cristalglass in accordo con le indicazioni di progetto, consente un doppio effetto visivo motivato da una duplice valenza d'uso superficiale: la faccia esterna della lastra è apparentemente di un'opacità integrale per congelare la possibilità di introspezione verso l'interno; la faccia interna, altrettanto apparentemente e con un intenzionale effetto ottico indotto nell'osservatore, è trasparente per consentire nitidezza di visibilità all'utente-visitatore. Gli elementi vetrati di grandi dimensioni 4x2m, scandiscono un modulo di facciata interrotto e diviso da ulteriori schermi vetrati con funzione “frangisole”, pensati in funzione ortogonale con la doppia pelle, secondo tre distinte modalità di interazione tecnico-costruttiva: aba encaixada (“scheda incastrata”); aba cunhada (“scheda incuneata”); aba enlaçada (“scheda intrappolata”). Un ulteriore contributo alla tecnologia d'involucro arriva dalla struttura di coronamento, ad oggi la più vasta superficie di pannelli solari fotovoltaici applicati ad una copertura in Europa: circa 16600 pannelli solari fotovoltaici su una superficie complessiva di 26000m2. La capacità di trasformazione dell'energia solare in energia elettrica equivale a 4389000 kw/h/anno, il 18% del consumo totale dell'edificio in un anno. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.rafaeldelahoz.com Immagini: © Rafael De La-Hoz Arquitectos; © Roland Halbe; © Miguel de Guzmán; © Luis Asín; © Joan Roig  

Edoardo Croci

Facciate