Exterior: i pannelli traforati e galleggianti di Gilles Bouchez

11 Dicembre 2018

Per il progetto di ampliamento dell’edificio della comunità dei comuni di Lacq (Mourenx, Francia), l'architetto Gilles Bouchez ha ideato un sistema frangisole realizzato nella tecno-superficie DuPont™ Corian®, al fine di regolare l’accumulo termico di una facciata di vetro esposta a sud. Sviluppati in collaborazione con Créa Diffusion, laboratorio certificato per la lavorazione di DuPont™ Corian®, questi pannelli traforati e leggermente in rilievo, hanno un tasso di aperture del 30%,un risultato tecnico unico e inedito. Dupont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5065 L’architetto Gilles Bouchez spiega: "Volevo un'alternativa estetica e contemporanea ai frangisoli in legno o tela, una soluzione di rottura, qualcosa di molto bianco che non accumulasse calore, traforato per permettere alla luce e alla vista di filtrare, e senza struttura visibile.  La mia idea era quella di ottenere dei pannelli che sembrano galleggiare, visibili internamente ed esternamente, con una sensazione di spessore data dalle ombre dei pannelli stessi.” DuPont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5117 La comunità dei comuni di Lacq (CCL) è un ente pubblico di cooperazione intercomunale (EPCI), ampliato il 1 gennaio 2011, attraverso la fusione delle comunità dei comuni di Arthez de Bèarn, Lacq, Lagor e Mone.  La comunità dei comuni comprende 47 comuni rurali e industriali, raggruppa 35 400 abitanti e si estende su una superficie di 534,2 kilometri quadrati. Fin dalla sua fondazione nel 1974, la CCL agisce per la diversificazione economica della zona industriale.  Oltre alla costruzione di un ambiente favorevole alla creazione di posti di lavoro, la comunità opera anche attraverso l'acquisizione di terreni, lo sviluppo e la commercializzazione di aree di attività, e il finanziamento di infrastrutture. Per favorire la creazione di nuove imprese e l'espansione delle imprese già esistenti, la CCL supporta la ricerca di finanziamenti, fornisce assistenza tecnica nella realizzazione di progetti, e dà loro anche un sostegno finanziario. DuPont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5072 "Questa soluzione proposta da Gilles Bouchez ci ha entusiasmato per la capacità di rispondere perfettamente alle esigenze, apportando la funzionalità del frangisole insieme a un’estetica originale e innovativa," spiega Dominique Bernard, Vice-Presidente della CCL, responsabile del progetto di ampliamento. Due diverse altezze di pannelli (3 metri di altezza x 2 metri di larghezza x 12 millimetri di spessore) sono state lavorate per coprire una facciata di 40 metri di lunghezza e 6 metri di altezza, per una superficie totale di 251 metri quadri.  La resistenza ai raggi UV dei pannelli in DuPont™ Corian® è stata testata e confermata su edifici realizzati in precedenza come l’Hotel Seeko’o di Bordeaux, la cui facciata, dopo cinque anni, è rimasta intatta.  DuPont™ Corian® ha ricevuto l’idoneità tecnica del CSTB (Centre Scientifique et Technique du Bâtiment) (n° 02/11 1472) all’utilizzo come rivestimento di facciate. Per essere in linea con la facciata di vetro montata senza struttura apparente, e consentire agli occupanti degli uffici di beneficiare di questi frangisole senza vedere la struttura di sostegno, è stato sviluppato un sistema di aggancio simile a quello utilizzato per il vetro: un insieme di cavi verticali in acciaio inox, distanziati ogni 65 cm, su cui sono stati "agganciati" i pannelli realizzati con la tecno-superficie DuPont™ Corian®. DuPont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5252 L’architetto Gilles Bouchez ha inoltre previsto l’illuminazione dei pannelli, grazie a file di LED posizionate sul suolo e a mezza altezza, tra i pannelli in DuPont™ Corian® e la facciata in vetro, orientate verso l’alto al fine di restituire al meglio l’effetto del rilievo, giocando al contempo sulla varietà di colori offerti dal LED, e cangianti a seconda del tempo e degli eventi (una luce dorata quando il tasso idrometrico è elevato o a Natale, per esempio).  L’architetto ha anche pensato che al calar del sole, nel momento in cui gli occupanti degli uffici utlizzano la luce artificiale, quest’ultima potesse venir riflessa sui pannelli in DuPont™ Corian®, incidendo positivamente sul calo del consumo energetico. Dupont_Corian_Mourenx_Photo_Arthur_Pequin_102012-5051

La tecno-superficie DuPont ™ Corian ® ha reso possibile la realizzazione delle soluzioni desiderate: grazie alla sua facilità di taglio, sono state effettuate diverse dimensioni di perforazione; grazie alla sua termoformabilità, è stato ottenuto il rilievo desiderato senza giunti visibili e sono stati fabbricati pannelli di grandi dimensioni.  Resistente ai raggi UV, DuPont™ Corian® è un materiale che non ha bisogno di essere sostituito in caso di impatto, ma può essere facilmente riparato e rinnovato tramite levigatura.  Inoltre, una facciata in DuPont™ Corian® non necessita di una rimessa a nuovo dopo pochi anni, una semplice pulizia con alta pressione è sufficiente.

Marco Mignatti

 

Facciate

Friem Headquarters: quando l'involucro è in lamiera di acciaio

4 Febbraio 2019

A Segrate, Milano, gli architetti di Onsitestudio si sono occupati della riorganizzazione di una sede aziendale, la Friem Spa, dettata, oltre che da esigenze meramente pratiche, anche dalla necessità di trasformare e rafforzare la propria immagine, ri-catalizzando l'attenzione del territorio circostante.

Friem Headquarters

Il lotto d'intervento è pressoché rettangolare e con due lati disposti lungo le vie di comunicazione. I progettisti hanno scelto di costruire l'edificio in modo che esso stesso fosse il limite del lotto: così facendo, viene a delinearsi nettamente lo spazio, uno interno intimo e tranquillo e una fascia esterna, compresa tra le strade esistenti e il fabbricato stesso, di parcheggi a uso pubblico. La nuova sede aziendale ospita spazi per la ricerca al piano terra, rivolti verso il giardino interno, e gli uffici amministrativi al piano primo. Friem Headquarters

Il volume si piega intorno all'angolo del lotto e si allunga con due corpi aggettanti a sbalzo, caratterizzati da nastri vetrati continui, protetti con un leggero arretramento rispetto al filo facciata dell'edificio; il primo aggetta verso il giardino interno e ospita gli spazi direzionali; il secondo si protende verso la strada e ospita gli uffici operativi. All'estremo ovest, verso la strada statale, un volume monolitico e omogeneo si erge a segnalare la sua presenza con un elemento verticale, una torre destinata alle centrali tecnologiche.

Friem Headquarters

Le facciate sono completamente definite da un involucro continuo di lamiere stirate, sagomate e forate di acciaio inox opaco. L’acciaio è l’AISI 304 inox, con spessore pari a 2 mm, tagliato in lastre alte 4-4,5 m. La texture degli elementi metallici è stata sviluppata in più fasi, inizialmente cercando di utilizzare elementi industriali standard, quali lamiere stirate e forate, per poi arrivare a una soluzione specificamente disegnata, per assecondare l’idea di un rivestimento la cui varietà e particolarità siano manifeste a più livelli, tanto in pianta quanto in prospetto. In corrispondenza delle parti vetrate, il rivestimento metallico continua e conserva la sua forma, ma è forato. La presenza di numerose piccole fessure ovali permette alla pelle metallica di filtrare la luce con differenti gradi di apertura, in relazione all’esposizione solare e al livello di intimità degli spazi interni. Friem Headquarters

L’unico ambiente caratterizzato esclusivamente da luce zenitale è l’ingresso. La scelta del rivestimento metallico, così come l’uso di elementi prefabbricati assemblati prevalentemente a secco (profilati di acciaio per le strutture e pannelli di cartongesso per le pareti), è stata dettata dalla volontà di snellire e semplificare la cantierizzazione, velocizzando i tempi, riducendo lo spazio per lo stoccaggio dei materiali in fase di costruzione e migliorando la qualità edilizia del prodotto finito. L'edificio è stato progettato per soddisfare i requisiti previsti per la classe energetica A-CENED. Friem Headquarters

La copertura metallica prevede la copertura con pannelli fotovoltaici in silicio amorfo. Diverse le strategie per l'efficienza energetica: un sistema performante di chiusure opache e trasparenti, schermatura contro le radiazioni solari, tende interne, pompe di calore, recupero dell'acqua piovana per l'irrigazione, doppi vetri ad alte prestazioni. La stratigrafia delle pareti si compone di pannelli sandwich in legno e in lana minerale con uno spessore di 150 mm, accoppiato all'esterno con una membrana traspirante, impermeabile e resistente alle raggi UV e all'interno di un rivestimento in gesso. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.onsitestudio.it mmagini: © Filippo Romano; © Onsitestudio; © Helene Binet

Carlo Bardelli

Facciate

ArboSkin: bioplastica riciclabile per facciate innovative

10 Gennaio 2019

L'università di Stoccarda ITKE Institute, Dipartimento di Strutture e Costruzioni della Facoltà di Architettura, nell'ambito del Research Proiect Bioplastic Facade, ha progettato e costruito il nuovo padiglione ArboSkin: è composto di 388 piramidi di bioplastica, materiale totalmente biodegradabile o riciclabile derivante da materie prime vegetali rinnovabili annualmente, come l'amido di mais o la farina.

ArboSkin  

L'intero padiglione è realizzato con elementi di facciata in 3D e dimostra le potenzialità estetiche e strutturali delle bioplastiche. Ha vinto recentemente un premio in uno dei più importanti concorsi tedeschi sulle idee innovative.ArboSkin  

La bioplastica è un materiale estremamente malleabile, ma con buone prestazioni strutturali, particolarmente adatto nello sviluppo di facciate complesse e con motivi in rilievo. Allo stesso tempo consente di rispondere alla crescente domanda di materiali da costruzione provenienti da risorse efficienti e sostenibili, limitando l'utilizzo di derivati da combustibili fossili. ArboSkin

Il progetto della struttura a guscio è basato su una rete di forme triangolati in pezzi tetraedrici di dimensioni diverse. La doppia pelle curva è fatta con piramidi di bioplastica di 3.5 mm di spessore che vengono assemblate meccanicamente per creare la superficie di forma libera. La forma complessa a doppia curvatura portante è realizzata collegando tra loro i tetraedri con anelli di rinforzo e travicelli. I fogli di bioplastica possono essere modellati e adattati liberamente per soddisfare qualsiasi esigenza estetica dell'edificio.

ArboSkin

I fogli di bioplastica sono stati plasmati e termoformati ad alta temperatura consentendo di coniugare una elevata adattabilità ai disegni più complessi e i rifiuti prodotti durante la fresatura sono stati recuperati, ricostituiti e riutilizzati per creare altri elementi di facciata tridimensionali. I granuli di bioplastica sono estrusi in lastre, che a loro volta sono ulteriormente elaborate in base alle singole esigenze per ottenere superfici e strutture anche di notevole complessità. I prodotti semilavorati sono utilizzabili sia per rivestimenti esterni sia per rivestimenti interni. A fine vita il materiale può essere riutilizzato o smaltito tramite compostaggio. ArboSkin

Finora le bioplastiche erano state utilizzate solo per il confezionamento ma questo padiglione dimostra che il materiale può essere promosso ad alternativa verde al cemento, la cui produzione rappresenta l'otto per cento delle emissioni globali di anidride carbonica. (Fabiana Cambiaso Università La Sapienza) www.itke.uni-stuttgart.de ©ITKE; ©Roland Halbe    

Carlo Bardelli   

Facciate

Plein Air: less is better

Un raffinato disegno geometrico per una collezione che sorprende per stile, dettagli e combinazioni di materiali e finiture.

PLEIN AIR, il nuovo tavolo firmato da Michael Anastassiades per RODA, diventa protagonista e alleato di tutti spazi domestici, indoor e outdoor.

La struttura, in un elegante color Smoke o in una delicata tonalità Milk, è abbinabile all’ampio top composto da un’unica lastra di gres disponibile nelle due nuove varianti Graphite e Clay, entrambe valide alternative per valorizzare al meglio l’ariosità del piano. Quattro sono le misure possibili, tra le quali spicca la generosa lunghezza di 280 centimetri.

Milk e top clay & smoke e top graphite

Grazie all’utilizzo dell’alluminio – riciclabile infinite volte – e alla scelta di ceramiche realizzate con almeno il 40% di materiale riciclato e certificato LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), PLEIN AIR si inserisce a pieno titolo tra i prodotti che ben rispecchiano l’etica e l’impegno di RODA per una produzione sostenibile.  

100% Made in Italy, la collezione di tavoli PLEIN AIR segue la filosofia “less is better”: la semplicità - apparente - delle forme mette in risalto la materia per integrarsi armoniosamente con l’ambiente circostante.

La collezione PLEIN AIR da inizio alla nuova collaborazione con il designer Michael Anastassiades, eletto “Designer of the Year” nel 2020.

Plein Air

 

News dalle aziende

L’autunnale Rame di Planium tra Architettura e Design

Planium tratta il Rame, metallo storico per eccellenza, nelle tre versioni: spazzolato, satinato o tela. Con il processo di satinatura la luminosità viene filtrata e la matericità è più elaborata. Quello tra Rame e Architettura è un rapporto particolare, tanto che l’ossidazione del metallo può diventare una cromatica carta vincente passando dal Rosso Tiziano al Verde brillante.

 

Planium Copper

 

 

Nasce la partnership tra Syncronia e Jannelli&Volpi

Nel contesto del fuorisalone (17/22 aprile 2018), Jannelli&Volpi presenta l'evento 'Wallpaper Land', a cura di Matteo Ragni Studio. 

‘Wallpaper Land’ nasce dal voler raccontare il dietro le quinte di un’azienda - Jannelli&Volpi - che ha fatto della sua italianità e capacità produttiva altamente tecnologica, il successo nel settore della carta da parati. Che esporta da quasi sessant’anni, in tutto il mondo.Una storia che parla del prodotto. In fabbrica. Il luogo da cui partono le storie che scorrono e sono narrate sui rolli, che diventano carte da parati e viaggiano per arrivare a destinazione. Negli ambienti di chi ha scelto di raccontarle, sui muri delle singole architetture.

Nel contesto di questo evento, presenta il nuovo format PROJECT LOUNGE, che l’azienda italiana - leader nel settore dei rivestimenti murali e tessuti d'arredo - ha deciso di dedicare al contract - che occuperà in modo permanente un’intera sala al primo piano della sua storica sede di Milano (Via Melzo 7) - ideata per essere punto di incontro tra la fase produttiva e il prodotto, per professionisti e ambienti contract. Con la progettazione ideata insieme a Matteo Ragni Studio, la Project Lounge di Jannelli&Volpi vede protagonisti Syncronia - grazie alla partnership appena avviata - isieme a Hay, VeryWood e Waldmann.


Architettura

Residenze CityLife a Milano. Le facciate a tripla pelle di Zaha Hadid: alluminio, legno e vetro

28 Febbraio 2019

CityLife è il progetto di riqualificazione del quartiere della Fiera Campionaria a Milano, che porta le firme di Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Zaha Hadid. Nel progetto sono previsti: un parco, un Museo di Arte Contemporanea, aree di edilizia residenziale, tre torri dedicate a funzioni direzionali, commercio e servizi, parcheggi, un percorso ciclopedonale e il passaggio della linea metropolitana 5 con una fermata nel cuore dell'area. CityLife, Zaha Hadid

Le residenze di Zaha Hadid, sette edifici suddivisi in due aree, sono poste sul lato sud est affacciandosi sul parco da un lato e sviluppandosi sull’altro lungo la via Senofonte fino a Piazza Giulio Cesare. L’andamento sinuoso delle architetture caratterizza l’intero complesso, che cresce di altezza spingendosi verso l’interno del Parco. Gli edifici sono tutti diversi uno dall’altro, con altezze da 5 a 13 piani, per un totale di 225 appartamenti. CityLife, Zaha Hadid

La loro composizione consente la massima flessibilità dimensionale, dai piccoli tagli all’appartamento di grandi dimensioni, tutti in classe energetica A. CityLife, Zaha Hadid Il sistema di facciata a tripla pelle, realizzato con il gruppo Permasteelisa, ha uno schema modulare con diverse configurazioni visive e opache che combinate assieme formano le geometrie composte del progetto. In dettaglio, i moduli visivi possono essere fissi o apribili (con vetrocamera basso emissivi e isolamento acustico su entrambe le soluzioni), mentre i moduli opachi possono essere parzialmente o completamente ciechi. La struttura primaria è realizzata con reticolo a montanti e traversi in profilo di alluminio estruso in lega primaria 6060, a taglio termico, rifiniti con trattamento di verniciatura a forno a polveri al poliestere con colore RAL 9006. I tasselli meccanici di fissaggio fra solaio in c.a. e reticolo di facciata sono di tipo autoperforante, in modo da garantire le prestazioni di fissaggio richieste per i carichi di progetto elevati peculiari delle geometrie curvilinee. CityLife, Zaha Hadid

Le specchiature cieche sono di tre diverse tipologie: - piane completamente cieche, costituite da pannelli sandwich in doppia lamiera di acciaio zincato preverniciato e lana minerale; - sagomate e/o curve, assemblate su dime di legno multistrato, eseguite a stampo e trattate con verniciatura poliuretanica per interni sempre di colore RAL 9006, che permettono di raggiungere il disegno architettonico curvilineo; - shadow box, formate da vetrocamera esterno smaltato RAL 7015, lana minerale e lamiera di acciaio zincato preverniciato a chiusura della faccia interna. La seconda pelle è costituita da un sistema oscurante avvolgibile con telo in profili di alluminio estruso (verniciati sempre PPC di colore RAL 9006), connessi tra loro, completamente integrato nella stratigrafia di facciata. A completare i tre layer di facciata, troviamo il rivestimento ventilato esterno in pannellature modulari in tre diverse tipologie: - pannelli in alluminio pressopiegati e saldati in officina, verniciati a polveri post-lavorazione di colore RAL 9016, con applicata in cantiere prima delle installazioni una guaina adesiva anti-rombo per garantire lo smorzamento acustico della lamiera pannellata; - pannelli in doghe di legno di essenza western red cedar, preassemblati in officina su di una struttura in acciaio inossidabile attraverso fissaggi meccanici a clip, che permettono la dilatazione del materiale e lo smontaggio in caso di danneggiamenti futuri; - pannelli "combo" formati da una superficie in alluminio verniciato accostata ad una superficie in doghe di cedro, utilizzati nel progetto come area di unione fra le due tipologie di facciata ventilata. Entrambi i sistemi sono stati prefabbricati in officina ed installati in opera attraverso connessioni al reticolo principale. CityLife, Zaha Hadid

Gli schemi geometrici dei pannelli del rivestimento di facciata sono richiamati anche nei rivestimenti opachi dei parapetti con struttura costituita da uno scheletro in acciaio zincato a caldo. Il rivestimento in gusci di alluminio verniciato è connesso alla struttura portante in acciaio tramite connessione meccanica a scomparsa, effettuata direttamente in opera, in modo da garantire una opportuna regolazione degli allineamenti delle varie fughe modulari. Il rivestimento in doghe di cedro è invece preassemblato in officina sul modulo parapetto stesso, attraverso lo stesso sistema di fissaggio a montanti in acciaio inossidabile e clip a scomparsa della facciata. Il modulo vetrato del parapetto presenta una doppia lastra laminata con 4 plastici PVB, e soggetta a trattamento di tempra HST, corredata di doppia piastra continua di staffaggio, sempre in acciaio zincato a caldo, lungo il bordo inferiore della stessa, preasseblato a piè d'opera prima della posa in opera. (Fabiana Cambiaso) www.zaha-hadid.com www.city-life.it/it/ © zaha hadid architects; © CityLife.

Marco Mignatti

Architettura

Moroso - Salone del Mobile 2019

Filo conduttore della partecipazione di Moroso al Salone del Mobile 2019 è il desiderio di raccontare un nuovo modo di abitare, in cui si fondono esperienze e stili diversi, grazie alla collaborazione con alcune aziende partner ed amiche, che condividono con Moroso la stessa sensibilità e apertura verso le culture del mondo, il desiderio di sperimentare e una profonda passione per l’arte, in risposta al trend imperante del total look, proposto dai grandi gruppi.


Nello stand, firmato anche quest’anno da Patricia Urquiola, le novità della collezione Moroso dialogano con le lampade di Ingo Mauer, i tappeti di Kvadrat, ma anche con oggetti artigianali, frutto della ricerca e della riscoperta di gesti antichi, come i plaid di una piccola realtà friulana che realizza tessiture a mano di pregio, per rappresentare i diversi spazi e modi dell’abitare in un racconto più caldo e coinvolgente.


Protagonista della tirella Moroso del Salone del Mobile 2019 è un tessuto morbido, dal bouclé molto ricco e d’ispirazione anni ’70, che l’azienda ha recuperato dal proprio archivio storico e reinterpretato in chiave contemporanea.


La palette colori dei tessuti interpreta un’attitudine molto fresca e primaverile: dalla terracotta addolcita e rosata alle diverse nuance di grigio con punte di blu e indaco, dal verde ghiaccio ai bruciati molto vivi. Un bouquet molto ricco di tonalità tenui e intense che si armonizzano per creare degli ambienti rassicuranti e accoglienti ma dal forte spirito contemporaneo.


Lo stand


Lo stand, progettato da Patricia Urquiola, è proiettato verso una ricerca di semplicità formale, l’elemento bidimensionale, il colore, crea proiezioni geometriche, luci e sensazioni, che inducono a una visione tridimensionale. Tre tonalità di colore, terracotta e due grigi azzurrati dalle tonalità più chiare e più scure. Riferimenti minimalisti volti alla più semplice risoluzione pittorica.


Piani cromatici contrastanti e asimmetrici creano una varietà di movimenti visuali in cui ogni spazio espositivo è collegato all’altro. Nello stesso tempo, le tensioni astratte e l’applicazione del colore sulla tela tendono a creare angoli visuali concreti di focalizzazione fotografica. Telaio e tela, quindi, sono i materiali espositivi scelti in funzione della loro valenza pittorica: ispirazione idealista a richiamare il lavoro dell’artista cubana Carmen Herrera.


La pianta, rettangolare, è composta da un unico ingresso ed un’unica uscita. Al suo interno, 7 pedane, sollevate di 60 cm da terra, creano 7 still-life. Ciascuna pedana riproduce così una stanza, in cui linee geometriche e contrapposizione netta dei colori fanno da sfondo alle forme degli imbottiti e delle sedute. Al centro, una piazza, una vera e propria agorà, dove il pubblico può sedersi e godere della varietà di movimenti, ritmi e tensioni spaziali.


Inoltre, come detto, l’illuminazione dello stand si avvale della collaborazione con Ingo Maurer. I due marchi sono accomunati da un forte spirito del
progetto e da un’estetica che trascendono l’oggetto puro, dando vita a prodotti divenuti veri e propri archetipi dell’arredo e del design.


Nel concept di questo stand un ponte ideale fra arte e architettura; suggestione sempre cara al lavoro di Patricia Urquiola, che è ispirazione per i suoi lavori di design e di ricerca.

stand_01

 

On stage


Nelle ambientazioni living, due pedane sono dedicate al nuovo divano Gogan, firmato da Patricia Urquiola, in cui l’equilibrio tra gli elementi è dato dalla forma, non troppo regolare: grazie a un gioco di gravità ed equilibri, forme che dovrebbero essere pesanti riescono ad essere leggere. Il divano Gogan deve il suo nome ai sassi giapponesi tradizionalmente usati sugli argini di fiumi e laghi a protezione ed abbellimento delle rive.

stand_02


Viene riproposto quest’anno il sistema modulare Josh, realizzato da Edward van Vliet per Moroso, che grazie alla sua struttura pulita e lineare e alla possibilità di essere rivestito con diverse tipologie di tessuti è considerato come una sorta di mannequin di un atelier di haute couture tra i divani modulari.


Ricca la proposta di sedute e tavoli da pranzo, che rimette al centro la zona dining. Tra i protagonisti, il tavolo da pranzo Il Naturale, di Heinz Glatzl e Joachim Mayr, in collaborazione con Schotten & Hansen, che riflette il know how della lavorazione artigianale del legno sia nelle sue forme archetipiche, sia per il trattamento del materiale. Il massello utilizzato viene infatti essiccato naturalmente e in seguito trattato con resine naturali e altre preziose sostanze che conferiscono al legno una colorazione autentica. Sulla pedana anche le sedute della collezione Armada, della coppia Doshi & Levien; quest’anno alle poltroncine, le cui forme arrotondate ricordano vele gonfiate dal vento, si aggiunge un nuovo componente, il divano. 

stand_03


La collezione Mathilda di Patricia Urquiola, le cui sedute sono caratterizzate da una fascia colorata che collega tra loro gli elementi strutturali, viene riproposta assieme a un tavolo, interamente in legno, caratterizzato da due gambe a cavalletto che sostengono il piano. Sulla stessa pedana trovano spazio le nuove sedie, che vanno ad arricchire la famiglia di prodotti Klara.


Altre due pedane sono dedicate alla presentazione di nuove collezioni.


Nella prima, il divano Heartbreaker di Johannes Torpe, immediatamente riconoscibile per il dettaglio del bracciolo a forma di “mezzo cuore”, che si ricompone giocosamente nelle combinazioni di divani affiancati. Dello stesso designer, una famiglia di sedute, esempio di equilibrio fra pulizia formale e grazia estetica, chiamate Precious.

stand_04


Nella seconda pedana, viene esposta la collezione Yumi di Bendtsen Design Associates

stand_04

Moroso Press Office

Email: [email protected]

Tel: +39 02878990

Architettura

Tecnologie a secco: pannelli di alluminio forato e acciaio

Lo studio parigino aasb_agence d'architecture suzelbrout ha realizzato nel cuore di Parigi un interessante intervento di rivalorizzazione del patrimonio esistente, trasformando una vecchia costruzione pubblica multipiano in un edificio residenziale per giovani lavoratori.

1308148693-frederic-delangle-10-425x5001

Il lavoro si è aggiudicato la certificazione Patrimoine, Habitat & Environnement (PH&E), relativa all'ottenimento dell'efficienza energetica e ambientale nei casi di ristrutturazione edilizia per edifici collettivi. 1308148775-herve-abbadie-10-333x5001

Il progetto consiste nell'ampliamento dell'edificio esistente, un monolite di 31 metri di altezza a pianta rettangolare, attraverso un'addizione volumetrica: all'ossatura esistente di calcestruzzo armato è stata "affiancata" una nuova struttura di acciaio che permette l'incremento della superficie abitabile di ciascun livello. Dal punto di vista distributivo, il nuovo edificio, che si sviluppa per 10 piani, accoglie 141 appartamenti (attrezzati anche per i disabili) di piccolo taglio, con spazi comuni sia interni che esterni. La scelta di adottare per il volume annesso una struttura portante di acciaio ha permesso, unitamente all'impiego di tecnologie a secco per l'involucro e a elementi prefabbricati per i blocchi servizi, di razionalizzare e ottimizzare il processo costruttivo, oltre a garantire un buon grado di flessibilità distributiva e una migliore gestione delle future operazioni di manutenzione del fabbricato.

1308148735-herve-abbadie-4-528x3511

I singoli alloggi, hanno una superficie di circa 14 mq di cui quelli verso il giardino, grazie al nuovo volume annesso, dispongono di balconi comuni a larghezze variabili che, parzialmente protetti dall'incidenza diretta della luce naturale dalla pelle esterna metallica traforata, ampliano lo spazio abitativo. L'impianto distributivo interno è semplice e funzionale: una zona di servizio verso la parte interna del piano e una zona soggiorno/notte verso la facciata, adeguatamente schermata per garantire sia comfort termoigrometrico che privacy all'utente. Le finiture e gli arredi interni riprendono il motivo metallico esterno: i tamponamenti verticali, i pannelli che chiudono il vano cottura e le ante dell'armadio sono infatti costituiti da pannelli forati di alluminio che occultano parzialmente i vivaci colori degli interni.

herve-abbadie-51

La struttura dell'involucro esterno di alluminio è connessa alla struttura retrostante tramite montanti e traversi metallici e ancorato superiormente con profili tubolari che funzionano da puntoni alla copertura. Tale rivestimento in pannelli modulari di alluminio anodizzato con fori seriali realizzati con tecnologia a laser conferisce, oltre a una nuova e più dinamica immagine al costruito, una variabilità quasi infinita di cromatismi alle facciate. Alle proprietà riflettenti del materiale, che si modifica secondo le condizioni di luce, si unisce il particolare trattamento dei fronti; la pelle continua di alluminio è, infatti, modulata da forature in corrispondenza dei balconi e delle finestre degli appartamenti che fanno trasparire l'involucro opaco dell'edificio: pannelli di laminato dai colori brillanti che conferiscono all'intervento un'immagine giovane e moderna. Dietro la membrana metallica, lungo sia la porzione di edificio preesistente che la nuova realizzazione, un cappotto esterno e un rivestimento di pannelli laminati ad alta pressione dai colori accesi garantiscono il perfetto isolamento dello stabile. L'impiego dei pannelli forati, infatti, permette di conferire leggerezza al manufatto, evitando, nello stesso tempo, il surriscaldamento del metallo e quindi delle chiusure perimetrali e degli ambienti retrostanti.

1310853600_754_333_5001

Sulla copertura piana sono installati una serie di pannelli fotovoltaici che contribuiscono, insieme al cappotto esterno, ai serramenti ad alte prestazioni (in alluminio anodizzato del tipo bassoemissivo dotati di microventilazione) e alle scelte impiantistiche (doppio sistema di ventilazione), alla realizzazione di un edificio energeticamente efficiente.    (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza)

 

Crediti: suzelbrout.com  Immagini: ©  Hervé Abbadie; © Frédéric DelangleEdificio residenziale per giovani lavoratori, Parigi, Franciaaasb_agence d'architecture suzelbrout / Suzel Brout, Leslie MandalkaArea: 3751 mqCompletato: 2011Materiali: Pannelli modulari di alluminio anodizzato, Acciaio Applicazioni: Involucro, Struttura

Materiali

Rappresentatività e internazionalità: i successi di Cersaie

Giunto al termine della 33esima edizione, Cersaie si conferma un punto nevralgico per lo sviluppo del business globale per prodotti dell’arredobagno (ma non solo) e un importante meeting point per il commercio internazionale. Sono state infatti oltre 150 le nazioni di provenienza dei visitatori e molte le visite negli stand aziendali delle delegazioni internazionali organizzate nel programma Cersaie Business, in collaborazione con ICE e Regione Emilia Romagna. I numeri parlano chiaro: se diminuisce il numero degli espositori, 872 in totale contro i 945 del 2014 (ma quest’anno c’è una nuova presenza straniera, la Svezia), il numero dei visitatori cresce. La nuova edizione, infatti, ha registrato una partecipazione totale di 101.809 presenze, con un aumento dello 0,8% rispetto ai 100.985 visitatori dell’anno precedente. La presenza italiana resta stabile, mentre quella straniera è in crescita: è stato registrato un aumento di 1.632 partecipanti rispetto all’edizione 2014, per un totale di 48.231 visitatori. Invece cresce la compente italiana tra i giornalisti (+27,4 %) dovuta anche alla Conferenza Stampa Internazionale organizzata per la prima volta al Palazzo Ducale di Sassuolo. Anche qui resta alto il numero di partecipanti stranieri, infatti sono 257 i giornalisti esteri presenti. Un successo all’insegna dell’internazionalità. Un’altra parola chiave dell’evento è “rappresentatività”: si è consolidata la presenza di espositori di altri settori, in particolare legno, marmi e pietre naturali. Trova quindi conferma l’idea dell’edizione precedente di aprire il Salone a nuovi settori, rivelatasi vincente già nel 2014. Cersaie è una tappa fondamentale nel panorama dell’architettura, dell’interior design, della posa e per il privato. Grande interesse ha riscosso la Lectio Magistralis tenuta quest’anno da Glenn Murcutt, settimo Premio Pritzker consecutivo intervenuto a Cersaie, così come l’installazione ‘Day Off’ di Diego Grandi e la Mostra ‘Cer Stile’ di Angelo Dall’Aglio e Daniele Vercelli. Una fortissima partecipazione è stata confermata anche per tutte le conferenze del programma culturale ‘costruire abitare pensare’ e le iniziative che hanno dato la possibilità di ottenere crediti formativi in collaborazione con gli Ordini professionali competenti. Molto apprezzati sono stati i ‘work in progress’ e gli incontri de ‘La Città della Posa’, il luogo deputato alla formazione delle giovani leve e alla presentazione delle diverse tecniche. Molti consumatori hanno partecipato a ‘Cersaie disegna la tua casa’, in particolare con la presenza giovedì di Paola Marella, madrina anche dell’evento #selfeet. Esordio sicuramente positivo per Bologna Design Week che ha registrato una continua affluenza di pubblico e i cui eventi culturali si sono tenuti nelle ore serali, in prestigiose location della città.
Materiali