Dalla ricerca ALPI nasce SILVER RAIL: legno e metallo insieme, per un elogio alla luce

Il legno esplora, attraverso il metallo, nuove espressioni progettuali che indagano il tema della riflessione della luce: questo è l’approccio alla base di Silver Rail, l’ultima proposta di ALPI, prima azienda al mondo ad aver industrializzato il processo manifatturiero del legno ricomposto, oggi indiscusso riferimento tecnologico per il comparto ligneo. Alla base di Silver Rail, la profonda attività di R&D - peculiarità del DNA aziendale - che ha portato ALPI allo sviluppo di materiali concepiti per interagire con la luce, confermando il suo ruolo di partner professionale e la profonda abilità nell’interpretare ed anticipare i trend del mercato con soluzioni sempre più sofisticate in termini sia estetici sia tecnologici capaci  di concretizzare ogni idea progettuale dei pubblici di riferimento: grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract. Superficie decorativa in legno, attraversata da linee metalliche che riflettono la luce, Silver Rail è un materiale dal design moderno - applicabile a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali - che unisce alla morbidezza e al calore del legno la lucentezza e il rigore del metallo. Una proposta innovativa frutto di una sofisticata tecnologia e delle attente lavorazioni sartoriali tipici di ALPI; sintesi tra due materiali apparentemente in antitesi, concepito per intercettare il trend emergente della luminosità nella decorazione di interni, nell’anno che l’UNESCO ha dedicato alla luce e alle tecnologie basate su di essa. Silver Rail si presta a infinite possibilità di personalizzazione: dalla scelta del colore e disegno dalla vasta gamma di legni ALPI alla definizione del numero e dell’intervallo tra le linee metalliche, che possono essere rette da geometrie regolari e precise o progettate in disegni più sinuosi. Opportunamente illuminato offre piacevoli effetti luminosi conferendo carattere agli ambienti e arricchendo il disegno di oggetti e arredi. Silver Rail disponibile nelle versioni ALPIlignum e ALPIkord: ALPIlignum Il prodotto capostipite: cuore e simbolo dell’universo ALPI, massima espressione dell’attività di R&D e del perfetto connubio tra innovazione tecnologica e sapere artigiano. Una linea di legni che offre personalizzazione e varietà estetiche illimitate: può riprodurre colori e venature delle essenze naturali (oltre 120 le proposte a catalogo) o realizzare Design Wood con inedite figurazioni cromatiche all’insegna della massima creatività. ALPIlignum è un legno tranciato che può essere applicato a ogni superficie e prodotto in spessori diversi a seconda della destinazione di utilizzo. Un prodotto quindi estremamente versatile capace di soddisfare ogni esigenza progettuale in termini funzionali ed estetici. Si ottiene con un particolare processo produttivo che sfoglia il legno (Pioppo, Tiglio o Ayous), rigorosamente di origine controllata, lo tinge per immersione e lo "ricompone", sovrapponendo i fogli di legno tinti, in un nuovo tronco. L'assenza dei difetti tipici del legno tradizionale, la costanza e la riproducibilità di colori e dimensioni lo rendono perfetto per realizzare velocemente produzioni singole o di serie. ALPIkord La linea di legni prefiniti trattata con prodotti e vernici allo stato dell’arte per esaltare la naturalità di tutti i legni della gamma ALPIlignum, applicati su un supporto e infine verniciati. Il risultato è un pannello di legno di grandi dimensioni, pronto per l’applicazione su qualsiasi superficie, che permette la riduzione dei tempi di lavorazione, verniciatura e installazione. Alla praticità delle finiture ALPIkord si aggiungono quindi le proprietà di qualità, unicità e customizzazione, oltre che le certificazioni ambientali, proprie di ALPIlignum, Inoltre, anche per ALPIkord è disponibile a richiesta la certificazione FSC, la più importante a livello internazionale, che attesta l'origine sostenibile del nostro legno. ALPI, wood&more: radici italiane per un’eccellenza internazionale Leader assoluto nella produzione di superfici decorative in legno multilaminare, ALPI è stata la prima azienda al mondo ad industrializzare il processo manifatturiero del legno ricomposto, definendo così nuovi standard qualitativi. A decretarne l’unicità, la perfetta coesistenza tra tecnologia e lavoro manuale: da un lato infatti ALPI è pura innovazione che anticipa le richieste del mercato; dall’altro, minuziosa sartorialità. Una realtà d’eccellenza che grazie alla profondità delle collezioni - applicabili a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali – abbinata alla capacità di progettare soluzioni bespoke è indiscusso riferimento tecnologico per il comparto del legno. Partner professionale per grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract a 360° spaziando dall’hôtellerie ai multi-apartment, dal retail agli uffici e spazi pubblici. Quello che distingue ALPI nel panorama mondiale è il controllo diretto dell’intera filiera, dal tronco al legno finito, partendo dalla gestione forestale tramite la catena di custodia assicurando così la garanzia d’origine legale e sostenibile del legno e la totale tracciabilità del prodotto. ALPI è quindi garanzia di un prodotto eco-responsabile, versatile e di design. Alla base, ingenti investimenti in R&D, materie prime di altissima qualità, tecnologia all’avanguardia e minuziose lavorazioni sartoriali. Altre importanti peculiarità sono l’ampiezza di gamma e la grande capacità di saper rispondere alle richieste specifiche di una committenza molto diversificata, anche attraverso lo studio e la progettazione di linee customizzate e collezioni one off. Oggi ALPI – guidata da Vittorio Alpi, nipote del fondatore – si sviluppa su un insediamento industriale di 180.000 mq. (di cui 52.000 coperti) in Italia e 346.500 ( di cui oltre 67.000 coperti) in Africa, con una capacità produttiva di oltre 30 milioni di metri quadri annui, una distribuzione capillare in oltre 60 paesi. Si distingue per affidabilità e solidità con un fatturato in crescita che nel 2014 ha superato i 130 milioni di euro.  www.alpi.it

 

Materiali

Greenbiz, materiale innovativo per giardini verticali. E non solo

05 Ottobre 2018

Alla ricerca di un nuovo equilibrio tra ambiente naturale e ambiente costruito, il processo creativo-costruttivo delle abitazioni cerca nuovi concetti e obiettivi.

Greenbiz

L’architetto Marco Piva ha presentato al Made l’installazione “Space for Life” che affronta le tematiche delle residenze di piccola scala, delle loro possibile aggregazioni in strutture più articolate e complesse.

Greenbiz

Soluzioni costruttive realizzate in rapporto ai più elevati standard energetici. La tecnologia costruttiva è quella del legno, materiale naturale rinnovabile; le prestazioni energetiche sono in “Classe A”; vengono utilizzate energie rinnovabili e la struttura è antisismica e resistente al fuoco.

Greenbiz

Greenbiz

I materiali di costruzione sono sostenibili e dalle alte prestazioni. Le pareti verticali sono state realizzate con l’innovativo Greenbiz. Nato in Giappone, frutto di ricerche e studi, è un materiale unico e brevettato a livello mondiale  risultato di un ciclo virtuoso di produzione. La cottura ad altissima temperatura, oltre i 1000°, “ceramizza” la materia che risulta, oltre che inerte, ignifugo anche ultra-micro poroso e leggerissimo.

Greenbiz

Le caratteristiche di fono assorbenza e di isolamento termico unite alla capacità di assorbire l’acqua e di trattenerla per il 50% del suo volume lo rende il miglior materiale possibile per coperture industriali e di terrazzi con la realizzazione di giardini pensili. Usato come rivestimento, funziona come cappotto e  consente la realizzazione di verde verticale.

Edoardo Croci

Materiali

IL MONDO DELLE WINX VOLA ALLA DESIGN WEEK

Un grande progetto di Rainbow per esaltare i valori del Made in Italy

in collaborazione con CILAB - POLITECNICO DI MILANO

 

Il design incontra il mondo della magia con le Winx: le fatine più trendy dell’universo, fiore all’occhiello di Rainbow e del Made in Italy, sbarcano alla Milano Design Week 2019 grazie al progetto “WINX LIFESTYLE MAGIC AND DESIGN”, frutto della prestigiosa collaborazione tra la global content company di Iginio Straffi e CILAB - Creative Industries Lab del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano.

 

L’ambizioso progetto, che si colloca all’interno delle celebrazioni del 15esimo anniversario di Winx Club, ha coinvolto gli studenti che hanno analizzato le personalità, stile e i tratti distintivi di ognuna delle sei eroine, reinterpretandoli in veri e propri concept di lifestyle, innovativi e ricchi di magia.

 

I sei progetti, presentati alla Design Week di Milano, sono veri e propri spazi espositivi emozionali ispirati al mondo delle fatine raccontati attraverso arredi, complementi e grafiche uniche che saranno in grado di far immergere il visitatore nell’universo Winx, un’icona classica dalle applicazioni potenzialmente infinite.

 

Al progetto hanno partecipato 60 studenti del Laboratorio di Sintesi Finale del corso di Laurea Triennale in Design del Prodotto Industriale che, supportati dai docenti, hanno sviluppato delle proposte secondo un brief definito da Rainbow e CILAB. Gli studenti con le migliori proposte sono stati poi affiancati da un panel selezionato di aziende italiane con cui hanno finalizzato i progetti e realizzato i prototipi tenendo in considerazione materiali, tecnologie e categorie merceologiche di ognuna. Lo stretto rapporto di collaborazione tra il CILAB e le aziende coinvolte (CMC2.0, Piva Group, WallPepper®, Mosaico Digitale, FCA SNC, LC Forniture Industriali, Grifal SpA, On light PF, Specchiopiuma, Kose & ISI Milano, EDG Enzo De Gasperi, TaborGlit), esponenti di punta nei loro settori di riferimento, ha permesso ai giovani progettisti di confrontarsi e maturare professionalmente in una attività di formazione sul campo unica nel suo genere, e ha consentito alle aziende di mettersi in gioco in un progetto innovativo nel quale valorizzare le proprie potenzialità.

 

L’evento di inaugurazione avrà luogo all’interno del campus Bovisa del Politecnico di Milano il 10 Aprile, e l’allestimento esposto sarà visitabile per tutta la durata della Milano Design Week 2019, dal 9 al 14 aprile. Parallelamente all’esposizione, Rainbow e CILAB coordineranno incontri, tavole rotonde, speech e altre iniziative con lo scopo di raccontare i valori di successo del Made in Italy delle aziende coinvolte.

 

Le Winx sono una realtà di portata mondiale costituita da traguardi tutti italiani. Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha continuano ad essere fonte d’ispirazione di storie e prodotti sempre inediti, e “WINX LIFESTYLE MAGIC AND DESIGN” è il nuovo progetto che vede le nostre fatine protagoniste indiscusse di questo 2019.

 

 

 

CMC2.0, con i suoi sistemi costruttivi in cemento, a monoblocchi o a pareti, ma comunque su misura e idonei per essere collocati “ovunque nel paesaggio”, ha convinto le Winx: non hanno sentito il bisogno di ricorrere alla magia per la realizzazione delle proprie case!

 

Piva Group, grazie ai suoi serramenti ha reso i monoblocchi vetrine espositive permettendo ai visitatori di proiettarsi all’interno degli allestimenti e di goderne i dettagli.

 

WallPepper®, mettendo a disposizione le proprie carte da parati ha permesso ai designer di personalizzare interni ed esterni degli allestimenti e di sperimentare le capacità tecniche ed estetiche dei loro prodotti.

 

Mosaico Digitale®, attraverso l’uso di innovative tecnologie e materiali ha contribuito nel rendere magici e interattivi gli spazi, stimolando i giovani progettisti a reinterpretare il mosaico.

 

FCA SNC, mettendo a disposizione il proprio know how e le proprie tecnologie ha guidato i designer nella finalizzazione degli arredi in legno e nella loro prototipazione.

 

LC Forniture Industriali, grazie all’approfondita conoscenza dei materiali nel settore design, ha reso possibile la realizzazione di arredi, complementi, lampade e accessori in plexiglass, oltre che oggetti in spugna tecnica ad alta densità e pavimentazione a specchio in composito alluminio e pvc.

 

Grifal SpA, ha trasferito ai designer la propria vision di un nuovo cartone ondulato – a marchio cArtù –  reinventato rispetto al suo classico utilizzo, portandoli a progettare librerie, sedute ed elementi di arredo inaspettati.

 

On Light PF, ha aiutato i designer nella realizzazione dell’illuminazione e degli effetti “magici” di luce all’interno degli spazi, mettendo a disposizione le loro più avanzate tecnologie.

 

Specchiopiuma, con i suoi sistemi flessibili e modulari per la realizzazione di superfici riflettenti ha potuto creare effetti ottici e di profondità negli spazi.

 

Kose & ISI Milano, hanno messo a disposizione le loro opere e i complementi di arredo in porcellana donando agli allestimenti l’aspetto di ambienti vivi.

 

EDG Enzo De Gasperi, con le sue decorazioni floreali ha permesso poi di aggiungere un tocco di natura e di realismo agli ambienti.

 

E infine TaborGlit, che con la sua materia prima rappresenta a pieno l’anima della serie animata fornendo un effetto magico e indistinguibile agli allestimenti.

 

 

 

Sito ufficiale: www.winxclub.com

Tendenze social: #WinxLifestyle #WinxClub #15YearsOfWinx

 

WINX CLUB IN NUMERI

6 Winx

15 anni di magiche emozioni

Oltre 100 Paesi raggiunti dalle Winx​

8 Serie TV

4 Film TV

3 Film per il cinema

2 Serie animate Original Netflix

1 Serie live action Original Netflix in produzione

170 Canzoni dedicate

18 Trasformazioni

Oltre 100 cambi di abito

30 Nemici storici (tutti sconfitti)

4 Giorni di lavoro per 1 minuto di animazione

Oltre 6.000 minuti di animazione

Oltre 9.000.000 Frame

Infiniti Battiti di Ali

 

 

Rainbow

Il Gruppo Rainbow è stato fondato nel 1995 da Iginio Straffi, Presidente e Amministratore Delegato, e ha raggiunto la fama mondiale grazie allo straordinario successo delle fatine Winx. Il Gruppo è attivo nel segmento dell’intrattenimento per bambini e teenager ed è una delle principali realtà di riferimento a livello internazionale nella creazione e nello sviluppo di contenuti - sia animati sia live action - nella realizzazione di prodotti televisivi e cinematografici ad essi ispirati, nella loro successiva commercializzazione, anche tramite concessione di licenze, nonché nell’attività di produzione animata per società terze che è stata integrata nel 2015 con l’acquisizione della società canadese Bardel Entertainment Inc. Dal 2017 il Gruppo Rainbow, a seguito dell’acquisizione del Gruppo Iven, ha inoltre ampliato la propria offerta prodotti televisivi e cinematografici dedicata ad adulti e famiglie attiva sul mercato da oltre 30 anni. Nel corso di oltre 20 anni di storia il Gruppo ha creato e sviluppato diverse property e oggi può contare su un portfolio di prodotti trasmesso in oltre 100 Paesi, attraverso le diverse piattaforme di broadcasting. Rainbow è un fenomeno riconosciuto di licensing, ricopre la tredicesima posizione nella Top Global Licensor List con più di 500 licenziatari attivi su scala mondiale.

 

 

Comunicazione Rainbow

Daniele Mignardi Promopressagency

Rif. Nadia Rosciano - T +39 6 32651758 r.a.

[email protected]  - www.danielemignardi.it

Facebook: Daniele Mignardi Promopressagency - Twitter: @DanieleMignardi

 

Ufficio Stampa  Rainbow

Silvia Conti

T +39 07175067442

[email protected]

 

BRANDS

 

Friem Headquarters: quando l'involucro è in lamiera di acciaio

4 Febbraio 2019

A Segrate, Milano, gli architetti di Onsitestudio si sono occupati della riorganizzazione di una sede aziendale, la Friem Spa, dettata, oltre che da esigenze meramente pratiche, anche dalla necessità di trasformare e rafforzare la propria immagine, ri-catalizzando l'attenzione del territorio circostante.

Friem Headquarters

Il lotto d'intervento è pressoché rettangolare e con due lati disposti lungo le vie di comunicazione. I progettisti hanno scelto di costruire l'edificio in modo che esso stesso fosse il limite del lotto: così facendo, viene a delinearsi nettamente lo spazio, uno interno intimo e tranquillo e una fascia esterna, compresa tra le strade esistenti e il fabbricato stesso, di parcheggi a uso pubblico. La nuova sede aziendale ospita spazi per la ricerca al piano terra, rivolti verso il giardino interno, e gli uffici amministrativi al piano primo. Friem Headquarters

Il volume si piega intorno all'angolo del lotto e si allunga con due corpi aggettanti a sbalzo, caratterizzati da nastri vetrati continui, protetti con un leggero arretramento rispetto al filo facciata dell'edificio; il primo aggetta verso il giardino interno e ospita gli spazi direzionali; il secondo si protende verso la strada e ospita gli uffici operativi. All'estremo ovest, verso la strada statale, un volume monolitico e omogeneo si erge a segnalare la sua presenza con un elemento verticale, una torre destinata alle centrali tecnologiche.

Friem Headquarters

Le facciate sono completamente definite da un involucro continuo di lamiere stirate, sagomate e forate di acciaio inox opaco. L’acciaio è l’AISI 304 inox, con spessore pari a 2 mm, tagliato in lastre alte 4-4,5 m. La texture degli elementi metallici è stata sviluppata in più fasi, inizialmente cercando di utilizzare elementi industriali standard, quali lamiere stirate e forate, per poi arrivare a una soluzione specificamente disegnata, per assecondare l’idea di un rivestimento la cui varietà e particolarità siano manifeste a più livelli, tanto in pianta quanto in prospetto. In corrispondenza delle parti vetrate, il rivestimento metallico continua e conserva la sua forma, ma è forato. La presenza di numerose piccole fessure ovali permette alla pelle metallica di filtrare la luce con differenti gradi di apertura, in relazione all’esposizione solare e al livello di intimità degli spazi interni. Friem Headquarters

L’unico ambiente caratterizzato esclusivamente da luce zenitale è l’ingresso. La scelta del rivestimento metallico, così come l’uso di elementi prefabbricati assemblati prevalentemente a secco (profilati di acciaio per le strutture e pannelli di cartongesso per le pareti), è stata dettata dalla volontà di snellire e semplificare la cantierizzazione, velocizzando i tempi, riducendo lo spazio per lo stoccaggio dei materiali in fase di costruzione e migliorando la qualità edilizia del prodotto finito. L'edificio è stato progettato per soddisfare i requisiti previsti per la classe energetica A-CENED. Friem Headquarters

La copertura metallica prevede la copertura con pannelli fotovoltaici in silicio amorfo. Diverse le strategie per l'efficienza energetica: un sistema performante di chiusure opache e trasparenti, schermatura contro le radiazioni solari, tende interne, pompe di calore, recupero dell'acqua piovana per l'irrigazione, doppi vetri ad alte prestazioni. La stratigrafia delle pareti si compone di pannelli sandwich in legno e in lana minerale con uno spessore di 150 mm, accoppiato all'esterno con una membrana traspirante, impermeabile e resistente alle raggi UV e all'interno di un rivestimento in gesso. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.onsitestudio.it mmagini: © Filippo Romano; © Onsitestudio; © Helene Binet

Carlo Bardelli

Facciate

Seconda pelle in cemento. Le suggestioni di fibreC

02 Aprile 2019

Lanciato nel 2004 dall’azienda austriaca Rieder, fibreC (derivato dall’inglese “glassfibre” e “concrete”) è un calcestruzzo rinforzato con fibra di vetro applicabile in esterni e in interni. La privazione dell’anima di ferro all’interno delle lastre permette una produzione molto sottile ma altamente resistente. Lastre di 8-13 mm circa, molto leggere ma assolutamente resistenti.

Messestand Gasser Swissbau '12 Basel, L3P ArchitektenRegensberg, Fertigstellung 2012

Le superfici sabbiate o spazzolate che vengono colorate con l’aggiunta di ossidi di ferro e gli additivi naturali garantiscono superfici variegate per aspetto e colori. Ogni fabbricazione è un pezzo unico per dimensione, colore e la superficie trova nell´individulità creativa il fascino dell’unicità, aspetto assolutamente positivo. FibreC è molto resistente, sottile e sagomabile e può pertanto venire utilizzato sia in lastre piane, che sagomate in modo particolare.

Messestand Gasser Swissbau '12 Basel, L3P ArchitektenRegensberg, Fertigstellung 2012

Grazie alla caratteristica unica di modellabilità di questi pannelli di calcestruzzo e fibre di vetro e al sistema di produzione, questo materiale così sottile trova straordinarie possibilità d’applicazione.

Messestand Gasser Swissbau '12 Basel, L3P ArchitektenRegensberg, Fertigstellung 2012

L’architettura è l’interazione di elementi contrastanti e il risultato di idee fantasiose che nascono dal continuo aggiornamento di materiali, colori e tessitura delle superfici. I pannelli e i nuovi elementi in fibreC incoraggiano l’evoluzione di queste idee proponendo un materiale innovativo che si adatta a tutti i tipi di soluzioni. Simile ad una pelle di cemento, i pannelli per facciate fibreC offrono nuove soluzioni.

Messestand Gasser Swissbau '12 Basel, L3P ArchitektenRegensberg, Fertigstellung 2012

I rivestimenti in concrete skin donano agli edifici più moderni un aspetto particolare, sia visivamente che dal punto di vista dell’innovazione. Come se fossero rivestiti da una seconda pelle in cemento. fibreC è un materiale che permette molteplici possibilità di applicazione e la creazione di una vasta varietà di forme organiche e creative; esso si adatta a molteplici forme e soluzioni, per esempio curvature, costruzioni scorrevoli, pareti inclinate e tetti. Il lavoro mostra tutte le potenzialità espressive di questo materiale che può essere utilizzato come una seconda pelle o un tessuto con effetti spettacolari sulla facciata dell’edificio.

materiali  

www.rieder.cc/it/it/home rieder.cc/blog  

Edoardo Croci

Facciate

TUTORIAL 2: Revit family – l’oggetto di arredamento 3D BIM nel progetto.

Guida all’inserimento di una famiglia di arredo all’interno di un progetto architettonico

 

 Revit family 

In questo tutorial continueremo ad approfondire la relazione tra i parametri della famiglia di Revit presa ad esempio, ovvero la sedia “Solo S62”  e il loro funzionamento all’interno di un progetto architettonico.


Ricordiamo che la creazione di Oggetti BIM comunemente detti famiglie in Revit è fondamentale per il completamento dei modelli 3D BIM e per il loro corretto funzionamento.


Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati su Internet per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.


Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito che pertanto possono essere interrogate, modificate, contabilizzate ecc.


Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli Architettonici come porte, finestre, texture e rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.


Nel tutorial precedente ci siamo concentrati sul funzionamento della tipologia di parametri Materiali e finiture, ora vedremo come sono stati creati gli altri parametri presenti all’interno del nostro oggetto di arredo e come utilizzarli all’interno di un ambiente BIM di progetto.
Ci concentriamo in particolare sui Tipi di Parametri “Dati Identità”.

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                                                                                                            Revit – parametri della famiglia – dati identità

Queste informazioni, generalmente fornite dal produttore dell’oggetto di arredo, possono essere molto utili per esempio per la compilazione di Abachi di arredamento o per visualizzarne le caratteristiche all’interno di layout progettuale. 


Come prima cosa vediamo come si crea un nuovo parametro:


-    cliccare sull’icona “nuovo parametro”; inserire il nome del nuovo parametro da assegnare alla famiglia (ad esempio “Finitura”) ;
-    nel menù a tendina “Disciplina” selezionare “Comune”;
-    nel menù a tendina “Tipo di Parametro” selezionare “Testo”;
-    nel menù a tendina “Raggruppamento parametro in” selezionare “Dati Identità”.

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                                                                                                                 Revit – parametri della famiglia – dati identità 2

Abbiamo così creato un nuovo parametro della Famiglia BIM all’interno della tipologia “Dati Identità” a cui andiamo ad associare un valore corrispondente per esempio “Pelle e alluminio spazzolato” preso dal catalogo del produttore di Interior Design specifico.


In analogo modo sono stati creati tutti i parametri “Dati Identità” della Famiglia di Revit scaricata.


Ora vedremo come queste informazioni possono essere sfruttate in un ambiente di progetto BIM.


Supponiamo di dover impostare una soluzione di arredamento all’interno di un modello BIM 3D già preparato, caricando il nostro 3D Object e posizionandolo in una vista di pianta all’interno di un locale già etichettato come tale, come ad esempio una “living room”.


Dal menù “Crea” selezionare “Carica nel progetto” e posizionare con il mouse la sedia all’interno del locale scelto.

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                                                                                                                Revit – famiglia di arredo – inserimento nel progetto

Nota chiave

Ora abbiamo l’oggetto BIM di arredamento all’interno di un ambiente progettuale di Revit e possiamo verificarne le caratteristiche semplicemente selezionandolo come fatto in precedenza e le informazioni contenute al suo interno, i suoi parametri, possono essere interrogati e richiamati per dettagliare correttamente un progetto di Arredo attraverso note o creazione di abachi specifici.

Vediamo ora come avere un riscontro di annotazione in vista.

Il modo più semplice è assegnare una etichetta all’oggetto di arredo attraverso l’uso della nota chiave.

Nell’ ambiente progettuale, in “Annota”, nel menù a tendina “Nota chiave” selezionare  “Nota chiave elemento” e quindi selezionare la nostra sedia.

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                                                                                                                           Revit – famiglia di arredo – nota chiave


Graficamente apparirà una nota, che richiama esattamente il testo del parametro “Nota chiave” contenuto all’interno della famiglia di Arredamento selezionata. 


Per verificarlo, selezionare l’oggetto di Interior Design, nella barra proprietà selezionare “Modifica tipo” e si apre il menu delle proprietà del tipo della famiglia 3D importata.

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                                                                                                                           Revit – famiglia di arredo – nota chiave 2

Questo è un primo esempio di come, oltre a svolgere una funzione di completamento grafico, in questo caso di arredamento, una famiglia di Revit ha al suo interno una serie di informazioni e funzioni che le permettono di dialogare con il modello 3D di progetto che è destinato ad ospitarla. 


Questi parametri, che in precedenza abbiamo definito come l’output prestazionale della famiglia di Revit, possono essere richiamati in ogni momento e in maniera diversa a seconda di quali siano le esigenze progettuali e all’interno di un Progetto BIM 3D.


Ora completiamo una soluzione di arredamento scaricando e inserendo ulteriori oggetti di Design come ad esempio:


-    un tavolo;
-    uno o più elementi divano
-    una chaise longues
ecc.
posizioniamo le famiglie, elementi di interior design, all’interno del progetto di arredo e come in precedenza assegniamo una etichetta all’oggetto BIM attraverso l’uso della nota chiave.

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                                                                                                                               Revit – famiglia di arredo – nota chiave 3


Analogamente a quanto visto in precedenza per l’elemento di arredo “sedia” abbiamo ora per “divano”, “tavolo” e “chaise longue” un’annotazione che richiama esattamente il testo del parametro “Nota chiave” contenuto all’interno della famiglia di Arredamento. 

Abaco degli arredi

Nel caso volessimo arricchire il nostro layout architettonico con ulteriori informazioni sugli elementi d’arredo, senza troppo appesantire la veste grafica è consigliato usare un abaco.


Gli abachi di Revit funzionano come maschere che contengono e richiamano al loro interno i parametri di tutto il modello BIM 3D, è pertanto possibile e in maniera molto efficace costruire uno o più abachi di arredamento che contengano al loro interno molte più informazioni sugli elementi di arredo inseribili in un progetto Architettonico.


Nel Browser di progetto, tasto destro su “Abachi/Quantità” e selezionare “Nuovo abaco/quantità

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                                                                                                                                                  Abaco degli arredi – creazione

Dal menù a tendina successivo selezionare “Arredi”

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                                                                                                                                                Abaco degli arredi – creazione 2

La nuova maschera che compare è l’interfaccia di costruzione dell’abaco degli arredi che stiamo impostando.


Sulla colonna di sinistra vediamo i campi selezionabili, su quella di destra vediamo i campi che desideriamo inserire all’interno della nostra tabella. Questi campi, altro non sono che la relazione tra i parametri presenti all’interno delle famiglie di revit e il loro richiamo (campo) all’interno del progetto architettonico.


Procedere inserendo soltanto i “campi” necessari alla descrizione dei singoli oggetti di Interior Design che costituiscono il nostro progetto di arredamento. Per aiutarci a compilare correttamente l’abaco in questo senso, basta come fatto in precedenza, selezionare uno degli oggetti e con “Modifica tipo” verificare quali parametri sono contenuti all’interno delle famiglie di Revit e che vogliamo richiamare nel nostro abaco.

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                                                                                                                                              Abaco degli arredi – creazione 3


Selezioniamo i seguenti campi nella colonna di sinistra e con la freccia verde aggiungiamoli all’abaco (la freccia rossa elimina il campo dall’abaco):


-    Nota chiave;
-    Descrizione;
-    Produttore;
-    Costo;
-    URL;
-    Modello;
-    Immagine. 

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                                                                                                                                                Abaco degli arredi – creazione 4


L’abaco che viene generato è una nuova vista all’interno del Browser di progetto e si presenta come una tabella che ha in colonna i campi e in riga tutti gli elementi riconosciuti come “Arredo” all’interno del Modello BIM.


Il primo campo, “Nota chiave” richiama esattamente quanto in precedenza visualizzato all’interno della vista in pianta del progetto Architettonico, gli altri campi tutte le specifiche informazioni (parametri) richiamati.  Tuttavia si nota come ci siano due campi senza informazioni di sorta, ovvero il campo “Costo” e il campo “Immagine”.


In merito al primo, utile per preventivare e dare immediato riscontro visivo del costo di ogni elemento è sufficiente modificare ogni famiglia di Arredo inserendo un costo per ognuna; tornando nella vista di pianta, selezionare ogni singolo oggetto di interior design con “Modifica tipo” entrare nelle proprietà del tipo della famiglia di Revit e inserire un preventivo o un costo da catalogo (i valori inseriti sono puramente indicativi).

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                                                                                                                                                  Abaco degli arredi – creazione 5


L’abaco degli arredi è adesso aggiornato con i costi dei singoli elementi di arredo.

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                                                                                                                                                 Abaco degli arredi – creazione 6

Al fine di migliorare poi la veste grafica dell’abaco è utile fornire un’anteprima degli elementi di arredo inseriti nel progetto Architettonico.


Per far ciò è necessario caricare le immagini degli stessi (scaricabili agli stessi indirizzi URL) dal menù “Inserisci”, “Gestisci immagini”, “Aggiungi” nella scheda di gestione delle immagini che viene visualizzata.

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                                                                                                                                    Abaco degli arredi – gestione immagini 1


Ora è possibile, tornando alla vista “Abaco degli arredi” collegare ogni Elemento di Interior Design ad una sua immagine di anteprima selezionando la cella corrispondente. Di nuovo si visualizza il selettore di “Gestisci immagini”, selezionare l’immagine dell’Arredo corrispondente e ripetere l’operazione per ogni altra sedia, tavolo, divano, chaise longue presenti nel progetto Architettonico.

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                                                                                                                                Abaco degli arredi – gestione immagini 2

Ora l’abaco degli arredi ha tutte le immagini di anteprima caricate.
Per visualizzarle è necessario, trascinare la vista “Abaco degli arredi” all’interno di una tavola di progetto.

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                                                                                                                  Abaco degli arredi – inserimento in tavola di progetto

Tutorial

Ceramica o corian?

15 Novembre 2018

Ceramica o Corian, Cristalplant, Cristalite? Barbara del Curto ne parla in un’intervista rilasciata a designrepubblica.it Scegliere la ceramica o i nuovi materiali è difficile. E spiega: “Entrambi sono versatili, adatti per cucina, bagno e complementi d’arredo”. E là dove si penserebbe di trovare la tradizione, s’incontra l’innovazione: “La ceramica ha sì una storia millenaria, ma oggi viene lavorata con strumenti così tecnologici da poter essere declinata in un numero infinito di texture, colori, spessori così da poter essere combinata con altri materiali e trovare applicazioni per opere pubbliche, rivestimenti,…”. Ma cosa distingue l’una degli altri? Sono tutti resistenti al calore, ai graffi, agli urti, alle macchie. E sono inerti, igienici, facili da pulire e da mantere. “Ma i nuovi materiali presentano dei vantaggi: sono meno freddi al tatto, sono realizzati con stampi termoformabili e quindi sono più facilmente modellabili e sono ripristinabili: se si macchia la superficie, basta passarvi una pasta o carta abrasiva. E se il top si rompe, si può ripararei in mdo invisibile”.

Marco Mignatti

Materiali

Liquid Wood

Un estratto del lavoro di ricerca finale del Corso di Nanotecnologie e materiali funzionali per il design - Politecnico di Milano. Di Sabina Veronica Fontanarosa, Silvia Maria Gualini, Elena Ghittori, Anna De Mezzo   Il legno liquido è un biopolimero composito termoplastico che viene prodotto a partire da sostanze derivate dal legno. Un materiale ancora poco conosciuto che tuttavia si propone come un valido sostituto dei polimeri termoplastici ad alto impatto ambientale. Nella nostra ricerca abbiamo voluto approfondire le conoscenze sul legno liquido riguardo alla composizione, alla classificazione, alle caratteristiche tecniche, fisiche e percettive, indagando anche le diverse accezioni della denominazione di “legno liquido” e materiali affini. In una seconda parte della ricerca abbiamo analizzato gli attuali utilizzi di questo materiale, i prodotti finora realizzati e le aziende che lo stanno sperimentando, in una chiave di lettura volta a capire cosa ci si aspetta da questo materiale e quale sarà il suo futuro.

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Il materiale Il legno liquido è una bioplastica composita ottenuta da tre componenti naturali: lignina, cellulosa e fibre di lino, canapa o altre piante, con l’aggiunta di additivi naturali. Questo materiale è stato sviluppato dalla società tedesca TECNARO®, in collaborazione con il Fraunhofer Institute for Chemical Technology. Il nome commerciale con cui viene prodotto dalla TECNARO®  è ARBOFORM® o ARBOBLEND® ed esso stesso ne suggerisce la natura (arbor dal latino albero). Il legno liquido è caratterizzato dalla composizione, l’odore ed il colore simili al legno, e possiede proprietà meccaniche e fisiche che si collocano, come valori, fra quelle del legno, dei compositi tradizionali e dei polimeri; infine, può essere processato come un polimero termoplastico, caratteristica da cui proviene la denominazione “liquido”. La definizione di questo materiale unisce i concetti di biopolimero, di composito e di materiali naturali derivati dal legno. Come biopolimero fa parte dei “biobased polymers”, ovvero polimeri basati su materie prime rinnovabili, nella fattispecie è di tipo estratto da materiale naturale, ed è anche biodegradabile al 100%. La classificazione come composito deriva invece dalla coesistenza nel materiale di una fase continua, costituita da lignina e cellulosa, e una dispersa, ovvero le fibre vegetali. Per quanto invece riguarda le sostanze da cui proviene il materiale, queste sono le stesse di cui è costituito il legno: lignina e cellulosa, con l’aggiunta di fibre di canapa o lino e di addditivi naturali. Infatti qualsiasi tipo di legno è costituito da tre sostanze polimeriche naturali, che sono oltre alla cellulosa (circa 45%) e alla lignina (circa 23%), anche l'emicellulosa (circa 30%). Cellulosa ed emicellulosa costituiscono le fibre, mentre la lignina è l’interfibra che le tiene unite. La cellulosa è uno dei più importanti polisaccaridi, la lignina invece è un pesante e complesso polimero organico costituito principalmente da composti fenolici. Dopo i polisacccaridi la lignina è il polimero organico più abbondante nel mondo vegetale. Come dice il nome è la sostanza che rende legnose le piante che ne contengono in gran quantità ed ha la funzione di tenere insieme le catene più o meno ramificate di emicellulose, favorendone l’organizzazione in fibrille. In questo modo conferisce compattezza e resistenza alla pianta. La lignina è anche conosciuta come materiale incrostante, poiché ricopre le fibre. Per estrarre la cellulosa dunque viene in primo luogo attaccata e dissolta la lignina per separarne l’olocellulosa,da cui verrà poi estratta la cellulosa e l’emicellulosa. Le caratteristiche che eredita ARBOFORM® dal legno sono le propietà di isolamento termico ed elettrico, le buone proprietà acustiche, e, a seconda della composizione, il colore e l'odore. Essendo il legno liquido una miscela con la presenza di fibre  “disordinate”, al contrario del legno naturale è un materiale isotropo. Sfoglia il pdf e continua a leggere la ricerca

Materiali

Grès Porcellanato, l’eleganza che nasce dall’innovazione

20 Marzo 2019

Il grès porcellanato è un materiale sempre più amato per rivestire interni ed esterni degli ambienti. Resistente, igienico e di qualità, permette infinite personalizzazioni per soddisfare gusti e esigenze di tutti. Oltre alle tante varianti colori, dalle tinte classiche alle sfumature più ricercate, oggi è possibile parlare anche di nuovi e innovativi formati.

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Dgs Ceramiche è una delle aziende più qualificate nel settore. E al Cersaie 2015 ha presentato una nuova collezione di lastre in grès porcellanato che presenta nuovi colori e soprattutto formati, spessori e superfici molteplici, ideati per permettere qualsiasi tipologia di realizzazione.  

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Le tendenze presentate in fiera richiamano la natura, riprendendo i colori degli alberi, e della terra, delle foglie e del cielo. Si spazia dal crema al verde, dal marrone, in un arcobaleno cromatico che evoca sofisticati contesti ambientali, senza dimenticare le colorazioni più classiche.

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DSG Ceramiche è la divisione di Ceramiche Bassanesi specializzata nelle piastrelle in grés  porcellanato, anche di diverse dimensioni. I formati più grandi, 120x120 centimetri, con uno spessore che può variare dai 12 ai 4,8 millimetri, consentono di realizzare rivestimenti molto belli dal punto di vista estetico, capaci di dialogare in modo armonioso ed elegante con l’ambiente.

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Prodotte a tutta massa multistrato, queste lastre possono essere arricchite con effetti decorativi senza l’uso di smalti. Il risultato, frutto della continua ricerca e innovazione nelle tecniche di produzione, contribuisce a decorare gli ambienti con stile.

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Il grès è un’alternativa interessante alla ceramica, è un materiale che resiste alle abrasioni, impermeabile e longevo, oltre a garantire un investimento di qualità che dura nel tempo.  www.dsgceramiche.it

Edoardo Croci

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Sliding House, la casa in legno sospesa sulla costa

16 Febbraio 2019

In Canada, nell’Upper Kingsburg, in un antico villaggio vicino a Halifax, Sliding House: una casa per le vacanze concepita come una scatola elementare, intagliata e scavata con incisioni che ne alterano la simmetria, con effetti di instabilità e di falsi dinamismi. Una costruzione sorella dei fienili di quel lembo di costa canadese che scivola verso il mare e, nello stesso tempo, si appropria del terreno in profondità, esprimendo un senso di appartenenza con il paesaggio primitivo della Nova Scotia. La casa è appoggiata a terra come una nave sul mare, un po’ sprofondata e un po’ sospesa, come in attesa di un’altra onda che la sospinga giù verso il mare che si trova lì, a meno di cinquecento metri. La casa sta per salpare: la linea del tetto corre parallela alla pendenza del terreno e l’effetto visivo è che la casa è sul punto di scivolare verso l’oceano, come una nave pronta a lasciare il bacino di carenaggio. L’inclinazione del tetto esalta quella della collina che, in realtà, è di soli sei gradi. Rivolta fieramente verso il mare, il fronte ovest della casa mostra un’espressione ambigua, quasi antropomorfa, come un volto atteggiato in una curiosa smorfia asimmetrica. L’occhio orizzontale che la sormonta è una loggia semplice, di foggia nautica, interamente di legno, come tutti gli interni della casa. “Louis Kahn” ricorda Brian MacKay-Lyons “pensava che un edificio non dovesse avere più di due materiali, di cui uno era il vetro” e questa superba casa è concepita in quello spirito di semplicità che è profondamente radicato nel modernismo americano; e che, oltre all’architettura di Kahn, riguarda l’arte di Sol LeWitt e la musica di John Cage, che furono entrambi giovani frequentatori del Nova Scotia College of Art and Design University. Sliding House è un monumento elementare, una costruzione sorella dei fienili e delle costruzioni rurali di quel lembo di costa canadese che scivola verso il mare e, nello stesso tempo, si ‘conficca’ nel terreno in profondità, esprimendo un senso di appartenenza e di comunione con il paesaggio antico e primitivo della Nova Scotia. L'edificio nasce da un incontro tra David Peters e Rhonda Rubinstein, coppia di creativi con figlioletto, Dashel, e Brian MacKay-Lyons, architetto di talento che appartiene a una famiglia con radici secolari nella regione di Halifax. Sette anni fa la coppia decide di costruirsi una residenza estiva in Canada e Peters si rivolge a Brian MacKay-Lyons, che conosce da trent’anni e per cui ha lavorato come grafico e come progettista del sito web dello studio. David e Rhonda acquistano dall’architetto un lotto di terreno nell’Upper Kingsburg, un antico villaggio (fondato nel 1750) vicino ad Halifax, dove MacKay-Lyons possiede un terreno di una ventina di ettari su cui ha già costruito, in 25 anni, 12 case. La coppia chiede un progetto rapido e relativamente economico per una casa per le vacanze di circa centocinquanta metri quadrati, e MacKay- Lyons, con il socio Talbot Sweetapple, immagina un parallelepipedo intagliato e scavato con incisioni che ne alterano la simmetria e conferiscono un effetto di instabilità e suggeriscono accenni di falso movimento. Sul lato nord, la casa si protegge dai venti freddi con uno spessore consistente, una grande camera d’aria in cui sono alloggiati le scale, i servizi, la cucina con il camino. Sul lato opposto, verso sud, una finestra a nastro apre al sole del mezzogiorno, e alla vista dei prati e dell’oceano, con un ambiente che è a metà tra il soggiorno e la veranda, un habitat estivo protetto e accogliente, una passeggiata panoramica che termina, su entrambi i lati brevi, con due logge affacciate sul paesaggio. Lato sud della casa, a metà tra soggiorno e veranda. La struttura è in legno, le pareti esterne sono interamente rivestite da una pelle continua di lamiera ondulata, un materiale industriale, freddo, che contrasta con gli interni in pioppo. Contrasto tra interno ed esterno dell'edificio. L’effetto delle centinaia di assicelle di pioppo, dalla colorazione che varia tra il rosso, il decolorato e lo sbiancato, genera un pattern intenso con effetti Optical, nell’ipnotica totale uniformità di pavimenti, pareti e soffitti.

Edoardo Croci

Architettura