Festa del Legno: Novello Case celebra la Cultura Sostenibile

Un'azienda specializzata nella produzione di case in legno, un materiale che è sinonimo di ecologia, sicurezza, sostenibilità e risparmio energetico. Novello Case, nata nel 1956 come piccola azienda artigianale a gestione famigliare, ha investito energie e risorse nel settore della #bioedilizia fino ad arrivare a sviluppare nel 2008 la Divisione 'Ambiente', dedicata all' #architetturasostenibile. Proprio per celebrare l'impegno aziendale in questo settore, un impegno che negli anni si è tradotto anche in importanti investimenti in Ricerca e Sviluppo, Novello Case ha recentemente organizzato un Open Day speciale: una giornata di festa dedicata a questo materiale, un'occasione per scoprire da vicino i progetti di bioedilizia e informarsi sulle tecniche di costruzione sostenibile.

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Definirlo “Open Day” sarebbe riduttivo: l’evento organizzato lo scorso 26 settembre da Novello case si è rivelato una vera e propria festa!

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Come sfondo dell’evento è stato scelto il nuovo quartier generale di Novello: si tratta del più grande edificio in legno a uso industriale in Europa, per un totale di 17mila metri quadrati. Un meeting point significativo per una giornata che ha visto come protagonista il legno e i suoi possibili usi in bioarchitettura.  

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Oltre 4000 gli invitati: non solo professionisti del legno ma anche famiglie con bambini (almeno 500 hanno partecipato). Novello, infatti, ha organizzato un ampio spazio dedicato ai più piccoli, oltre a percorsi guidati, attività multimediali, spazi per consulenze e per mostrare i prodotti tipici del territorio.

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Un grande successo per quello che potrebbe essere il primo di una serie di eventi. Obiettivo finale: diffondere la cultura ecosostenibile che è alla base della filosofia di Novello.   novello_festa del legno_party_n

Proprio nei mesi scorsi il Green Building Council ha diffuso il Green Building Economic Study 2015, un documento che evidenzia la crescita costante di questo settore. Solo nel 2014 negli stati Uniti ha dato lavoro a più di 2 milioni di persone. L'USGBC è l'organo che certifica il grado di sostenibilità negli edifici. Secondo il report, l'industria dell'architettura sostenibile è cresciuta di 15 volte e solo nel 2014 in questo settore sono stati investiti 129 miliardi di dollari – circa 112 miliardi di euro. novello_festa del legno_wood

 

Bioedilizia

TUTORIAL 4: Revit family – introduzione alla famiglia nidificata

Famiglie nidificate revit: cosa sono? Come si utilizza una famiglia nidificata? Quando si usa la nidificazione delle famiglie? Guida introduttiva al concetto di famiglia nidificata applicata ad un insieme di oggetti di arredo.

 

La creazione di Oggetti BIM (altrimenti detti famiglie in Revit) è fondamentale per il completamento dei modelli 3D BIM e per il loro corretto funzionamento. Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati su Internet per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.


Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito; le informazioni possono essere interrogate, modificate, contabilizzate, ecc.


Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli Architettonici come porte, finestre, texture e rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.

 

L'obbiettivo di questa pagina è quello di spiegare in modo semplice ed esaustivo le famiglie revit nidificate, descrivendone funzionalità e finalità ed insegnandoti ad utilizzarle.

 

Che cos'è una famiglia nidificata ?

Una famiglia nidificata è un insieme di più oggetti bim accomunati da alcune caratteristiche e che differiscono tra loro solo per alcuni elementi. Per citare alcuni esempi: in un modello di porta posso installare diverse maniglie, quindi la famiglia revit “porta” dovrà contenere la famiglia nidificata “maniglia”; allo stesso modo, una “sedia” potrà contenere diversi tipi di “schienali”; una “poltrona” potrebbe contenere diversi tipi di “braccioli”... ecc.

In questo tutorial procederemo alla creazione di una famiglia nidificata unendo più oggetti di arredo in un’unica famiglia parametrica che come output prestazione ha una variabile numerica nel numero di oggetti stessi.

Prenderemo come esempio il caso di un tavolo che comprenda tre, quattro o più sedie.

 

Perché creare una famiglia nidificata ?

Creare una famiglia nidificata revit è utile perché la famiglia nidificata è uno strumento fondamentale nella realizzazione di oggetti particolarmente complessi: il BIM offre la possibilità di arricchire un progetto di molteplici informazioni, tuttavia questa complessità può funzionare correttamente e senza essere ridondante solo se gestita correttamente. Le Revit family, pertanto, devono essere costruite seguendo regole specifiche per garantire la prestazione finale assegnata. Uno dei sistemi che sta alla base della costruzione di una Revit Family complessa è proprio il concetto di nidificazione, che consiste nel nidificare (inserire), una o più famiglie all’interno di un'altra al fine di controllarne contemporaneamente i parametri e quindi le prestazioni finali.

 

Come creare una famiglia nidificata con variabile numerica

Come sempre la cosa migliore per imparare un argomento è esemplificare, pertanto dedicheremo questo tutor ad un classico esempio di creazione di una variabile numerica in una famiglia nidificata: considereremo un oggetto di arredo, un tavolo con sedie, in cui l’output funzionale sarà la possibilità di variare il numero delle sedute.

Cominciamo con lo scaricare due famiglie revit (file .rfa) già predisposte, ovvero un tavolo e una sedia.

 

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                                                                                       Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 1

 

  • Apri i due file contemporaneamente e carica la sedia (IM58.rfa) all’interno del tavolo (T160.rfa) semplicemente selezionando la prima e digitando il comando “carica nel progetto” o “carica nel progetto e chiudi” se si vuole chiudere questa famiglia.
  • Posiziona la sedia all’interno della vista del tavolo e passa alla visualizzazione in pianta.
  • Ora la famiglia Sedia, è nidificata all’interno della famiglia Tavolo; al fine di avere una nuova famiglia diversa da entrambe le famiglie native, salva e rinomina in modo specifico.
  • Allinea la sedia al tavolo come se fosse la prima di una serie di sedie che devono essere posizionate tutte intorno allo stesso.

 

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                                                                                     Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 2

 

Come è facile immaginare ora dovremmo copiare la sedia in moto rotatorio attorno al centro del tavolo, ma la variabile (parametro) che dobbiamo inserire è proprio il numero di sedie che vogliamo destinare alla nostra soluzione di arredo, pertanto:

  • Usa il comando “Matrice” all’interno della scheda Modifica;
  • Seleziona “Radiale” (perché, in questo caso, la ripetizione dell’oggetto deve essere circolare);
  • Lascia la spunta “Raggruppa e associa”;
  • Seleziona “Ultimo”;
  • Posiziona il centro di rotazione in corrispondenza del centro del tavolo (intersezione dei piani principali);
  • digita 360 in “Angolo” e premi Invio.
     
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                                                                                       Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 3

 

In questo modo viene generata una matrice radiale dell’oggetto sedia nel numero di 3 elementi (dato di default) che viene visualizzato sia all’interno della barra delle funzioni attiva sia lungo la linea di generazione del percorso di copia dell’oggetto sedia.

 

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                                                                                        Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 4

 

Lasciando il comando aperto, modificando il numero sul percorso vedremo modificare il numero delle sedie che la matrice genera attorno al tavolo. Possiamo affermare che il comando matrice funziona come un raggruppamento parametrico, ha al suo interno la variabile numerica già predisposta.


Prova ad aumentare pertanto il numero delle sedie da 3 a 5, in modo da verificare che la matrice si comporti effettivamente in modo corretto. 
 

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                                                                                        Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 5

 

È importante approfondire un dettaglio: le sedie generate fanno parte come detto di un raggruppamento parametrico grafico (Matrice) e il suo comportamento subirà le direttive della Matrice fintanto che rimarrà all’interno di tale raggruppamento e pertanto è indispensabile non modificarla in tal senso.
Ciò viene graficamente evidenziato selezionando una singola sedia: questa oltre a diventare blu apparirà contornata da una linea tratteggiata. 
 

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                                                                                          Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 5

 

Ora è necessario legare la proprietà insita del comando matrice di generare una variabile numerica degli oggetti ad un parametro che ne governerà il funzionamento e che dovrà comparire tra le proprietà della famiglia “Tavolo + sedie”. In poche parole, bisogna creare il parametro "numero sedie" che comanderà quante sedie dovrà generare la famiglia "Tavolo + sedie".


La procedura è molto semplice e del tutto simile a quanto abbiamo visto in precedenza per la creazione di un nuovo parametro:

  • selezioniamo il percorso della matrice;
  • selezioniamo “Aggiungi parametro” dal menu a tendina “Testo di etichetta”

 

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                                                                                         Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 6

 

  • Nella scheda delle proprietà che compare digita il nome del nuovo parametro (che chiameremo, per semplicità, “Numero sedie”). Nota che i campi “Disciplina” ma soprattutto “Tipo di parametro” non sono modificabili, questo perché l’unica variabile associabile alla Matrice è un numero intero.
  • Importante in questo caso specifico selezionare “Istanza”. Questo ci permetterà, come vedremo in seguito, di modificare il numero delle sedie nella nostra famiglia all’interno di un ambiente di progetto, senza dover accedere alle proprietà del tipo.

 

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                                                                                          Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 6

 

Ora verifica che il nuovo parametro “Numero sedie” sia stato generato e che funzioni correttamente:
    -    accediamo al menu “Tipi di Famiglia” dalla scheda “Proprietà”;
    -    Verifica che il nuovo parametro sia correttamente raggruppato in “Altro”;
    -    prova a modificare il numero, per esempio da 5 a 6;


L’associazione applicata tra il parametro a la matrice è corretta, l’output prestazionale della famiglia prefissato è raggiunto.

 

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                                                                                         Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 7

 

Per concludere, prova ad inserire la famiglia all'interno di un ambiente progettuale: selezionando si nota che, nella barra delle proprietà, compare il parametro “Numero sedie”.

(Come anticipato in precedenza, avendo generato tale parametro come “Istanza” questo adesso è modificabile immediatamente senza entrare nelle proprietà del tipo)


Prova a modificare il numero delle sedie, per esempio da 6 a 4 e guarda il risultato.
 

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Tutto funziona correttamente.

Staff tecnico Syncronia

Tutorial

Rappresentatività e internazionalità: i successi di Cersaie

Giunto al termine della 33esima edizione, Cersaie si conferma un punto nevralgico per lo sviluppo del business globale per prodotti dell’arredobagno (ma non solo) e un importante meeting point per il commercio internazionale. Sono state infatti oltre 150 le nazioni di provenienza dei visitatori e molte le visite negli stand aziendali delle delegazioni internazionali organizzate nel programma Cersaie Business, in collaborazione con ICE e Regione Emilia Romagna. I numeri parlano chiaro: se diminuisce il numero degli espositori, 872 in totale contro i 945 del 2014 (ma quest’anno c’è una nuova presenza straniera, la Svezia), il numero dei visitatori cresce. La nuova edizione, infatti, ha registrato una partecipazione totale di 101.809 presenze, con un aumento dello 0,8% rispetto ai 100.985 visitatori dell’anno precedente. La presenza italiana resta stabile, mentre quella straniera è in crescita: è stato registrato un aumento di 1.632 partecipanti rispetto all’edizione 2014, per un totale di 48.231 visitatori. Invece cresce la compente italiana tra i giornalisti (+27,4 %) dovuta anche alla Conferenza Stampa Internazionale organizzata per la prima volta al Palazzo Ducale di Sassuolo. Anche qui resta alto il numero di partecipanti stranieri, infatti sono 257 i giornalisti esteri presenti. Un successo all’insegna dell’internazionalità. Un’altra parola chiave dell’evento è “rappresentatività”: si è consolidata la presenza di espositori di altri settori, in particolare legno, marmi e pietre naturali. Trova quindi conferma l’idea dell’edizione precedente di aprire il Salone a nuovi settori, rivelatasi vincente già nel 2014. Cersaie è una tappa fondamentale nel panorama dell’architettura, dell’interior design, della posa e per il privato. Grande interesse ha riscosso la Lectio Magistralis tenuta quest’anno da Glenn Murcutt, settimo Premio Pritzker consecutivo intervenuto a Cersaie, così come l’installazione Day Off di Diego Grandi e la Mostra ‘Cer Stile’ di Angelo Dall’Aglio e Daniele Vercelli. Una fortissima partecipazione è stata confermata anche per tutte le conferenze del programma culturale ‘costruire abitare pensare’ e le iniziative che hanno dato la possibilità di ottenere crediti formativi in collaborazione con gli Ordini professionali competenti. Molto apprezzati sono stati i ‘work in progress’ e gli incontri de ‘La Città della Posa’, il luogo deputato alla formazione delle giovani leve e alla presentazione delle diverse tecniche. Molti consumatori hanno partecipato a ‘Cersaie disegna la tua casa’, in particolare con la presenza giovedì di Paola Marella, madrina anche dell’evento #selfeet. Esordio sicuramente positivo per Bologna Design Week che ha registrato una continua affluenza di pubblico e i cui eventi culturali si sono tenuti nelle ore serali, in prestigiose location della città.
Materiali

Acciaio cor-ten e legno: reversibilità ad energia zero

02 Febbraio 2019

Un team di lavoro costituito dallo studio di architettura Traverso-Vighy e dal Dipartimento di Fisica Tecnica dell’Università di Padova hanno elaborato Tvzeb, un edificio sperimentale a 'energia zero' che combina caratteristiche energetiche di alta efficienza, insieme a elementi di riciclo, illuminazione naturale, scelta accurata di materiali naturali, innovative possibilità di composizione. Il progetto dell'edificio nasce per rispondere alla Direttiva Europea 2010/31/EU sulle prestazioni energetiche in edilizia. Il particolare design punta a massimizzare l’ingresso di radiazione solare diretta nei mesi invernali e per escluderla completamente nei mesi estivi. La facciata Sud è caratterizzata dal portico solare e dai tendaggi filtranti automatizzati del piano terra. Come accaduto in altre esperienze progettuali dello studio, anche Tvzeb è stato disegnato e costruito per parti da una rete locale di piccole aziende industriali ed artigiane, unendo componenti lavorate da macchine a controllo numerico e lavorazioni manuali.

 Tvzeb

La luce naturale è integrata da un sistema di luce artificiale costituito da una sequenza di barre led, sviluppate da COEMAR, incassate a pavimento che diffondono sulle superfici verticali in alluminio una luce miscelata di tre led selezionati differentemente. Le miscele, controllate da un sistema DMX, seguono spettralmente la luce naturale esterna e rendono anche possibili anche azioni correttive della temperatura di colore interna nei giorni di nebbia o neve.  Tvzeb

Il sistema fotovoltaico, integrato nella struttura dell’edificio, è composto da 16 pannelli “sunpower” ( 5,6 KW), calcolati per coprire, su base annua, l’intero fabbisogno elettrico dell’edificio. Il rivestimento dell’edificio principale è stato realizzato in lastre di cor-ten aggraffato, un materiale scelto per la sua cromaticità naturale che ben si armonizza ai colori del bosco. La sua principale caratteristica è l'ottima resistenza alla corrosione da agenti atmosferici dato che la naturale ossidazione si arresta con il tempo, formando una patina protettiva che non si modifica nel tempo e che impedendo il progressivo estendersi della corrosione all’interno, rende il metallo liscio e resistente. Il rivestimento esterno dell’edificio minore è stato realizzato in tavole di larice, noto per la sua resistenza agli agenti atmosferici.  Le pareti perimetrali e la copertura dell’edificio sono isolate con un doppio strato di 90 mm di lana di poliestere, prodotta da ORV, e derivante dal riciclo di circa 40.000 bottiglie di plastica. Il materiale oltre ad essere un ottimo isolante termico ed acustico, viene prodotto, a differenza delle lane minerali, con un minimo impiego di energia.

Tvzeb

I veloci tempi di assemblaggio sono stati possibili grazie alla progettazione attenta di tutti i nodi strutturali. La struttura principale, realizzata in larice lamellare e acciaio zincato, è sospesa sulle due linee di fondazione longitudinali ed è completamente assemblata a secco. La struttura dell’edificio è stata chiusa in copertura e nelle ali esterne con tavolati di larice dello spessore di 55mm, e con pannelli di Xlam sulle pareti longitudinali con funzione di controventi. Il suo montaggio è stato realizzato in 3 giorni di lavoro. La precisione di unione tra il legno e le piastre metalliche è stata ottenuta attraverso dei perni metallici con estremità lavorate al tornio per l’autocentratura. Il solaio è realizzato con lamiere grecate collaboranti Hi-Bond e poi successivamente completato con un getto di cemento armato.

 Tvzeb

Ciò implica che tutte le parti dell’edificio siano di fatto smontabili e realizzate con materiali riciclabili o riciclati: una volta finita la sua funzione potrà essere smontato e rimontato. Tvzeb

(Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.tvzeb.org www.traverso-vighy.com    

Carlo Bardelli

Architettura

Tecnologie a secco: pannelli di alluminio forato e acciaio

Lo studio parigino aasb_agence d'architecture suzelbrout ha realizzato nel cuore di Parigi un interessante intervento di rivalorizzazione del patrimonio esistente, trasformando una vecchia costruzione pubblica multipiano in un edificio residenziale per giovani lavoratori.

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Il lavoro si è aggiudicato la certificazione Patrimoine, Habitat & Environnement (PH&E), relativa all'ottenimento dell'efficienza energetica e ambientale nei casi di ristrutturazione edilizia per edifici collettivi. 1308148775-herve-abbadie-10-333x5001

Il progetto consiste nell'ampliamento dell'edificio esistente, un monolite di 31 metri di altezza a pianta rettangolare, attraverso un'addizione volumetrica: all'ossatura esistente di calcestruzzo armato è stata "affiancata" una nuova struttura di acciaio che permette l'incremento della superficie abitabile di ciascun livello. Dal punto di vista distributivo, il nuovo edificio, che si sviluppa per 10 piani, accoglie 141 appartamenti (attrezzati anche per i disabili) di piccolo taglio, con spazi comuni sia interni che esterni. La scelta di adottare per il volume annesso una struttura portante di acciaio ha permesso, unitamente all'impiego di tecnologie a secco per l'involucro e a elementi prefabbricati per i blocchi servizi, di razionalizzare e ottimizzare il processo costruttivo, oltre a garantire un buon grado di flessibilità distributiva e una migliore gestione delle future operazioni di manutenzione del fabbricato.

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I singoli alloggi, hanno una superficie di circa 14 mq di cui quelli verso il giardino, grazie al nuovo volume annesso, dispongono di balconi comuni a larghezze variabili che, parzialmente protetti dall'incidenza diretta della luce naturale dalla pelle esterna metallica traforata, ampliano lo spazio abitativo. L'impianto distributivo interno è semplice e funzionale: una zona di servizio verso la parte interna del piano e una zona soggiorno/notte verso la facciata, adeguatamente schermata per garantire sia comfort termoigrometrico che privacy all'utente. Le finiture e gli arredi interni riprendono il motivo metallico esterno: i tamponamenti verticali, i pannelli che chiudono il vano cottura e le ante dell'armadio sono infatti costituiti da pannelli forati di alluminio che occultano parzialmente i vivaci colori degli interni.

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La struttura dell'involucro esterno di alluminio è connessa alla struttura retrostante tramite montanti e traversi metallici e ancorato superiormente con profili tubolari che funzionano da puntoni alla copertura. Tale rivestimento in pannelli modulari di alluminio anodizzato con fori seriali realizzati con tecnologia a laser conferisce, oltre a una nuova e più dinamica immagine al costruito, una variabilità quasi infinita di cromatismi alle facciate. Alle proprietà riflettenti del materiale, che si modifica secondo le condizioni di luce, si unisce il particolare trattamento dei fronti; la pelle continua di alluminio è, infatti, modulata da forature in corrispondenza dei balconi e delle finestre degli appartamenti che fanno trasparire l'involucro opaco dell'edificio: pannelli di laminato dai colori brillanti che conferiscono all'intervento un'immagine giovane e moderna. Dietro la membrana metallica, lungo sia la porzione di edificio preesistente che la nuova realizzazione, un cappotto esterno e un rivestimento di pannelli laminati ad alta pressione dai colori accesi garantiscono il perfetto isolamento dello stabile. L'impiego dei pannelli forati, infatti, permette di conferire leggerezza al manufatto, evitando, nello stesso tempo, il surriscaldamento del metallo e quindi delle chiusure perimetrali e degli ambienti retrostanti.

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Sulla copertura piana sono installati una serie di pannelli fotovoltaici che contribuiscono, insieme al cappotto esterno, ai serramenti ad alte prestazioni (in alluminio anodizzato del tipo bassoemissivo dotati di microventilazione) e alle scelte impiantistiche (doppio sistema di ventilazione), alla realizzazione di un edificio energeticamente efficiente.    (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza)

 

Crediti: suzelbrout.com  Immagini: ©  Hervé Abbadie; © Frédéric DelangleEdificio residenziale per giovani lavoratori, Parigi, Franciaaasb_agence d'architecture suzelbrout / Suzel Brout, Leslie MandalkaArea: 3751 mqCompletato: 2011Materiali: Pannelli modulari di alluminio anodizzato, Acciaio Applicazioni: Involucro, Struttura

Materiali

Greenbiz, materiale innovativo per giardini verticali. E non solo

05 Ottobre 2018

Alla ricerca di un nuovo equilibrio tra ambiente naturale e ambiente costruito, il processo creativo-costruttivo delle abitazioni cerca nuovi concetti e obiettivi.

Greenbiz

L’architetto Marco Piva ha presentato al Made l’installazione “Space for Life” che affronta le tematiche delle residenze di piccola scala, delle loro possibile aggregazioni in strutture più articolate e complesse.

Greenbiz

Soluzioni costruttive realizzate in rapporto ai più elevati standard energetici. La tecnologia costruttiva è quella del legno, materiale naturale rinnovabile; le prestazioni energetiche sono in “Classe A”; vengono utilizzate energie rinnovabili e la struttura è antisismica e resistente al fuoco.

Greenbiz

Greenbiz

I materiali di costruzione sono sostenibili e dalle alte prestazioni. Le pareti verticali sono state realizzate con l’innovativo Greenbiz. Nato in Giappone, frutto di ricerche e studi, è un materiale unico e brevettato a livello mondiale  risultato di un ciclo virtuoso di produzione. La cottura ad altissima temperatura, oltre i 1000°, “ceramizza” la materia che risulta, oltre che inerte, ignifugo anche ultra-micro poroso e leggerissimo.

Greenbiz

Le caratteristiche di fono assorbenza e di isolamento termico unite alla capacità di assorbire l’acqua e di trattenerla per il 50% del suo volume lo rende il miglior materiale possibile per coperture industriali e di terrazzi con la realizzazione di giardini pensili. Usato come rivestimento, funziona come cappotto e  consente la realizzazione di verde verticale.

Edoardo Croci

Materiali

Smart is green: PCM, i materiali a cambiamento di fase

06 Marzo 2019

Smart is green, progetto dello studio Zillerplus Architekten, si pone come uno dei prototipi più interessanti per l'innovazione tecnologica e materica realizzati per l'IBA 2013 ad Amburgo, importante manifestazione dedicata all'architettura e alle innovazioni tecnologiche sostenibili.

Smart is green

L'edificio ha una struttura compatta di 5 piani e 14 appartamenti che possono essere configurati in modo versatile e autonomo, permettendo di organizzare lo spazio secondo tipologie differenti (per coppie, famiglie e single) e adattabili nel tempo all'evoluzione dei nuclei familiari. Inoltre, una "facciata intelligente" capace di generare energia durante tutto l'anno rendendo la casa "efficiente plus" secondo lo standard Passive House: l'edificio è, infatti, in grado di generare più energia di quella richiesta dall'utenza grazie ad un'attenta concezione progettuale.

Smart is green  

L'impiego dei PCM, il cui acronimo significa Phase Change Materials, costituisce l'elemento distintivo. Sfruttando la capacità dei PCM di immagazzinare e successivamente rilasciare calore latente all'interno dell'ambiente passando dallo stato solido a quello liquido e viceversa, sono state ideate tende con l'integrazione di questi materiali. Installate dietro le grandi vetrate a sud, assorbono il calore dell'energia solare e la liberano durante le ore notturne, più fresche. Questo contribuisce a garantire il comfort termico interno, riducendo l'effetto di surriscaldamento nella stagione più calda e smorzando i picchi di temperature sia in estate che in inverno. Attualmente i PCM più sperimentati in architettura, perché rispondono a queste caratteristiche, sono i compositi organici paraffinici e idrocarburi ottenibili come sottoprodotti della raffinazione del petrolio o per polimerizzazione, e alcuni inorganici come sali idrati. I sistemi di contenimento utilizzati sono il macro e micro incapsulamento e l’immersione in matrici porose.Smart is green

Il guscio esterno dell'edificio è costituito così da tre strati: un giardino verticale, che agisce da scudo termico durante la stagione calda, vetri isolanti, che proteggono l'ambiente interno sia dal caldo che dal freddo, e uno strato costituito da PCM, che funziona come "tasca scaldante". Sistemi attivi di moduli fotovoltaici e solari termici (a tubi sottovuoto) sono stati integrati nelle chiusure verticali, in copertura e nei parapetti. Il surplus di energia derivante dall'impianto solare viene utilizzato per alimentare il riscaldamento a pavimento o immesso nella rete, assicurando così una fornitura costante di energia nei periodi invernali. Le ampie terrazze, con un piccolo giardino, contribuiscono a rendere abitabile e sfruttabile anche lo spazio esterno. Inoltre, gli elementi metallici a traliccio installati verticalmente davanti al giardino, su cui crescono ortensie rampicanti, fungono da schermatura solare. Smart is green si pone così come un prototipo guida per la realizzazione di edifici in grado di reagire e adattarsi ai cambiamenti sociali e climatici. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.zillerplus.de  

Marco Mignatti

Materiali

ArboSkin: bioplastica riciclabile per facciate innovative

15 Ottobre 2018

L'università di Stoccarda ITKE Institute, Dipartimento di Strutture e Costruzioni della Facoltà di Architettura, nell'ambito del Research Proiect Bioplastic Facade, ha progettato e costruito il nuovo padiglione ArboSkin: è composto di 388 piramidi di bioplastica, materiale totalmente biodegradabile o riciclabile derivante da materie prime vegetali rinnovabili annualmente, come l'amido di mais o la farina.

ArboSkin  

L'intero padiglione è realizzato con elementi di facciata in 3D e dimostra le potenzialità estetiche e strutturali delle bioplastiche. Ha vinto recentemente un premio in uno dei più importanti concorsi tedeschi sulle idee innovative.ArboSkin  

La bioplastica è un materiale estremamente malleabile, ma con buone prestazioni strutturali, particolarmente adatto nello sviluppo di facciate complesse e con motivi in rilievo. Allo stesso tempo consente di rispondere alla crescente domanda di materiali da costruzione provenienti da risorse efficienti e sostenibili, limitando l'utilizzo di derivati da combustibili fossili. ArboSkin

Il progetto della struttura a guscio è basato su una rete di forme triangolati in pezzi tetraedrici di dimensioni diverse. La doppia pelle curva è fatta con piramidi di bioplastica di 3.5 mm di spessore che vengono assemblate meccanicamente per creare la superficie di forma libera. La forma complessa a doppia curvatura portante è realizzata collegando tra loro i tetraedri con anelli di rinforzo e travicelliI fogli di bioplastica possono essere modellati e adattati liberamente per soddisfare qualsiasi esigenza estetica dell'edificio.

ArboSkin

I fogli di bioplastica sono stati plasmati e termoformati ad alta temperatura consentendo di coniugare una elevata adattabilità ai disegni più complessi e i rifiuti prodotti durante la fresatura sono stati recuperati, ricostituiti e riutilizzati per creare altri elementi di facciata tridimensionali. I granuli di bioplastica sono estrusi in lastre, che a loro volta sono ulteriormente elaborate in base alle singole esigenze per ottenere superfici e strutture anche di notevole complessità. I prodotti semilavorati sono utilizzabili sia per rivestimenti esterni sia per rivestimenti interni. A fine vita il materiale può essere riutilizzato o smaltito tramite compostaggio. ArboSkin

Finora le bioplastiche erano state utilizzate solo per il confezionamento ma questo padiglione dimostra che il materiale può essere promosso ad alternativa verde al cemento, la cui produzione rappresenta l'otto per cento delle emissioni globali di anidride carbonica. (Fabiana Cambiaso Università La Sapienza) www.itke.uni-stuttgart.de ©ITKE; ©Roland Halbe.

Carlo Bardelli        

Facciate

Build4future. Cooperazione per l’edilizia del futuro

Le nuove tendenze globali rendono ormai necessarie nuove soluzioni nel settore edile. Il Fraunhofer Innovation Engineering Center (IEC), insieme a 12 piccole e medie imprese del settore edile altoatesino ha avviato un dettagliato progetto di ricerca in questo senso. Sviluppo di metodi innovativi e sostenibili, processi artigianali, innovazioni tecnico-organizzative e molta pianificazione: questi i principali focus affrontati dal team di ricerca che fa parte del progetto Build4future. Sostenuto dalla provincia e con la partecipazione della Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano, dell’agenzia CasaClima e del TIS Innovation Park per gli aspetti scientifici, si pone obiettivi molto importanti come tracciare delle vere e proprie strategie per l’industrializzazione dei processi nella costruzione di edifici personalizzati. La necessità nasce dalla situazione attuale delle imprese di costruzione altoatesine. Queste infatti sono prevalentemente di piccola o media grandezza e hanno un buon livello di conoscenza tecnica al loro interno, ma questo non basta se si pongono in concorrenza con aziende di altri paesi europei che operano a un costo più basso. Per cogliere questa sfida dunque, ed essere al passo con le esigenze del futuro, all’inizio del 2011, è stato creato il progetto di cooperazione Build4Future, in cui l’economia collabora con la scienza per sviluppare le necessarie strategie e provvedimenti. A KlimaHouse 2014, l’Istituto ha partecipato insieme a tutto il gruppo Build4future per sensibilizzare il pubblico al tema dell’innovazione sostenibile e soprattutto per lanciare un chiaro segnale che spinga tutti ad andare nella stessa direzione. La parola chiave sembra essere cooperazione tra i diversi attori che operano nel settore nei diversi momenti di progettazione, pianificazione e realizzazione. Fraunhofer Italia Istituita a fine 2009 a Bolzano è un ramo della Società Fraunhofer, considerata la prima organizzazione per la ricerca applicata in Europa. Il nome si deve al fisico e astronomo tedesco Joseph von Fraunhofer.  I progetti a cui si dedica la Società sono di livello internazionale e capaci di toccare più discipline: l’ottica generale di collaborazione mira a creare un sistema di rete per ottenere i risultati desiderati dai diversi progetti di innovazione. www.fraunhofer.it/it/Progetti/Build4Future.html  
Bioedilizia

Federal Building: tensione spaziale e sostenibilità

25 Marzo 2019

ll San Francisco Federal Building, vincitore del primo premio internazionale per la sostenibilità e l’umanità voluto dal gruppo austriaco Zumtobel, scaturisce dalle scelte di Morphosis, dettate dall’intelligenza di coniugare ardite soluzioni formale ed alte prestazioni energetiche che rispettano l'ambiente.

GSA Building

Lo studio di Santa Monica, icona nel panorama mondiale delle costruzioni, delinea questo stabile non troppo grande – solo 18 piani d’altezza – e non troppo vasto, eppure talmente diverso da apparire fuori dagli schemi. Frutto di un concorso, la sede delle funzioni pubbliche federali di San Francisco si apre su una nuova piazza,  progettata da Morphosis in collaborazione con Richard Haag, dove la pavimentazione lascia spazio al verde.

GSA Building

Un’area pubblica conviviale, cui fa da sponda un lungo edificio a quattro piani annesso alla torre grazie a una copertura metallica continua. Un volume basso che si rastrema, introdotto dai progettisti per ristabilire la simmetria con il contesto urbano, fatto di palazzi bassi su maglia stradale molto stretta. Morphosis, invece, progetta un edificio che sembra statico e massivo, ma che poi si rivela in grado di “respirare”.

GSA Building

Una facciata di metallo semitrasparente maschera il prospetto sud: una griglia continua fatta di frangisole, che ricopre fronte e che ripiega sulla copertura. Si fora nel centro dell’edificio con una forma regolare rara, poi scende e si piega, si alza e si abbassa fino a smaterializzarsi toccando il terreno. Un impeto di forme che nascondono le necessità di ventilazione della struttura. Sul lato opposto, paraste di vetro azzurro-verde segnano la verticalità del volume, riflettendo la luce.

GSA Building

La copertura metallica è rotta a sud da una terrazza panoramica, un giardino sospeso ospitato all’interno del grande foro quadrato che dall’esterno funge da cornice, mentre dall’interno è come un cannocchiale puntato sulla città. Questo è uno dei luoghi – assieme alla lobby d’entrata alta 27 metri e ad altre postazioni ai vari piani – ideati per l’incontro e il relax dei dipendenti. In un ambiente del genere, dove lavorano 1.500 persone, molte soluzioni sono state pensate per aumentare la sensibilità ecologica degli utenti e in chiave di prevenzione alle malattie. Fra le altre, ascensori per normodotati che si fermano ogni tre piani, obbligando i fruitori a percorrere alcune rampe di scale. Un contributo alla lotta all’obesità, molto diffusa negli Usa. All’interno, è da segnalare lo sviluppo della sezione verticale: un dialogo fra volumi e muri di cemento armato che permette di creare pressioni e depressioni, canali d’aria e zone in cui la luce naturale penetra in profondità.

GSA Building

Il San Francisco Federal Building, punto di riferimento per gli edifici ad alte prestazioni energetiche, si è avvalso della consulenza di Ove Arup e del Lawrence Berkeley National Laboratory, che hanno simulato alternative di controllo termico e ventilazione naturale della struttura. Dalla climatologia locale, caratterizzata da una forte radiazione solare (San Francisco ha una latitudine equivalente a quella del Nord Africa), forti escursioni giornaliere e la presenza di brezze costanti, l'obiettivo di realizzare un edificio senza impianto di climatizzazione.

GSA Building

Prima necessità è stata la protezione dall'irraggiamento: la simulazione modellistica ha bocciato l’alternativa di impiegare un doppio involucro in vetro (double-glass façade) a vantaggio di una superficie grigliata metallica all'esterno della facciata sud e di lame verticali in vetro traslucido sul lato opposto. La superficie metallica filtra la radiazione solare, riduce i carichi termici ed evita fenomeni di abbagliamento; i frangisole, invece, intercettano la radiazione solare tangente alla facciata nord nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, favorendo la diffusione uniforme della luce.

GSA Building

Strategie, con un’altezza interpiano di quattro metri per favorire la diffusione della luce naturale in profondità, fanno sì che solo una parte  dell’edificio, il 15 per cento, richieda l’uso di luce artificiale. Il risparmio, di elettricità, è consistente. Si è cercato di sfruttare il variare della temperatura esterna ai fini del raffrescamento: la struttura portante è integralmente in calcestruzzo e la forma dei solai, sinusoidale all'intradosso, ottimizza l’esposizione della massa, favorendo il flusso di assorbimento del calore generato da occupanti e computer. Durante la notte, la massa cede il calore accumulato nel corso della giornata e la ventilazione naturale, indotta dalla brezza notturna è consentita dall'apertura di serramenti automatizzati e gestiti da un computer (Bsa, Building automated system), lambisce i solai e porta via il calore rilasciato. Il percorso della ventilazione naturale, studiato con simulazioni fluidodinamiche, ha determinato anche il layout degli interni: ad esempio, le stanze situate lungo la mezzeria sono più basse rispetto all’interpiano tipo, in modo da creare spazio al passaggio dell’aria. La simulazione termica ha stimato i consumi dell’edificio pari a 78 kWh/m2 annui, mentre la media per analoghi edifici negli Usa è di 174 kWh/m2 annui. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.morphosis.com morphopedia.com/projects/san-francisco-federal-building Immagini: © 2013 Morphosis Architects; © Frankie Flood.

Marco Mignatti

Architettura