Dalla ricerca ALPI nasce SILVER RAIL: legno e metallo insieme, per un elogio alla luce

Il legno esplora, attraverso il metallo, nuove espressioni progettuali che indagano il tema della riflessione della luce: questo è l’approccio alla base di Silver Rail, l’ultima proposta di ALPI, prima azienda al mondo ad aver industrializzato il processo manifatturiero del legno ricomposto, oggi indiscusso riferimento tecnologico per il comparto ligneo. Alla base di Silver Rail, la profonda attività di R&D - peculiarità del DNA aziendale - che ha portato ALPI allo sviluppo di materiali concepiti per interagire con la luce, confermando il suo ruolo di partner professionale e la profonda abilità nell’interpretare ed anticipare i trend del mercato con soluzioni sempre più sofisticate in termini sia estetici sia tecnologici capaci  di concretizzare ogni idea progettuale dei pubblici di riferimento: grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract. Superficie decorativa in legno, attraversata da linee metalliche che riflettono la luce, Silver Rail è un materiale dal design moderno - applicabile a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali - che unisce alla morbidezza e al calore del legno la lucentezza e il rigore del metallo. Una proposta innovativa frutto di una sofisticata tecnologia e delle attente lavorazioni sartoriali tipici di ALPI; sintesi tra due materiali apparentemente in antitesi, concepito per intercettare il trend emergente della luminosità nella decorazione di interni, nell’anno che l’UNESCO ha dedicato alla luce e alle tecnologie basate su di essa. Silver Rail si presta a infinite possibilità di personalizzazione: dalla scelta del colore e disegno dalla vasta gamma di legni ALPI alla definizione del numero e dell’intervallo tra le linee metalliche, che possono essere rette da geometrie regolari e precise o progettate in disegni più sinuosi. Opportunamente illuminato offre piacevoli effetti luminosi conferendo carattere agli ambienti e arricchendo il disegno di oggetti e arredi. Silver Rail disponibile nelle versioni ALPIlignum e ALPIkord: ALPIlignum Il prodotto capostipite: cuore e simbolo dell’universo ALPI, massima espressione dell’attività di R&D e del perfetto connubio tra innovazione tecnologica e sapere artigiano. Una linea di legni che offre personalizzazione e varietà estetiche illimitate: può riprodurre colori e venature delle essenze naturali (oltre 120 le proposte a catalogo) o realizzare Design Wood con inedite figurazioni cromatiche all’insegna della massima creatività. ALPIlignum è un legno tranciato che può essere applicato a ogni superficie e prodotto in spessori diversi a seconda della destinazione di utilizzo. Un prodotto quindi estremamente versatile capace di soddisfare ogni esigenza progettuale in termini funzionali ed estetici. Si ottiene con un particolare processo produttivo che sfoglia il legno (Pioppo, Tiglio o Ayous), rigorosamente di origine controllata, lo tinge per immersione e lo "ricompone", sovrapponendo i fogli di legno tinti, in un nuovo tronco. L'assenza dei difetti tipici del legno tradizionale, la costanza e la riproducibilità di colori e dimensioni lo rendono perfetto per realizzare velocemente produzioni singole o di serie. ALPIkord La linea di legni prefiniti trattata con prodotti e vernici allo stato dell’arte per esaltare la naturalità di tutti i legni della gamma ALPIlignum, applicati su un supporto e infine verniciati. Il risultato è un pannello di legno di grandi dimensioni, pronto per l’applicazione su qualsiasi superficie, che permette la riduzione dei tempi di lavorazione, verniciatura e installazione. Alla praticità delle finiture ALPIkord si aggiungono quindi le proprietà di qualità, unicità e customizzazione, oltre che le certificazioni ambientali, proprie di ALPIlignum, Inoltre, anche per ALPIkord è disponibile a richiesta la certificazione FSC, la più importante a livello internazionale, che attesta l'origine sostenibile del nostro legno. ALPI, wood&more: radici italiane per un’eccellenza internazionale Leader assoluto nella produzione di superfici decorative in legno multilaminare, ALPI è stata la prima azienda al mondo ad industrializzare il processo manifatturiero del legno ricomposto, definendo così nuovi standard qualitativi. A decretarne l’unicità, la perfetta coesistenza tra tecnologia e lavoro manuale: da un lato infatti ALPI è pura innovazione che anticipa le richieste del mercato; dall’altro, minuziosa sartorialità. Una realtà d’eccellenza che grazie alla profondità delle collezioni - applicabili a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali – abbinata alla capacità di progettare soluzioni bespoke è indiscusso riferimento tecnologico per il comparto del legno. Partner professionale per grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract a 360° spaziando dall’hôtellerie ai multi-apartment, dal retail agli uffici e spazi pubblici. Quello che distingue ALPI nel panorama mondiale è il controllo diretto dell’intera filiera, dal tronco al legno finito, partendo dalla gestione forestale tramite la catena di custodia assicurando così la garanzia d’origine legale e sostenibile del legno e la totale tracciabilità del prodotto. ALPI è quindi garanzia di un prodotto eco-responsabile, versatile e di design. Alla base, ingenti investimenti in R&D, materie prime di altissima qualità, tecnologia all’avanguardia e minuziose lavorazioni sartoriali. Altre importanti peculiarità sono l’ampiezza di gamma e la grande capacità di saper rispondere alle richieste specifiche di una committenza molto diversificata, anche attraverso lo studio e la progettazione di linee customizzate e collezioni one off. Oggi ALPI – guidata da Vittorio Alpi, nipote del fondatore – si sviluppa su un insediamento industriale di 180.000 mq. (di cui 52.000 coperti) in Italia e 346.500 ( di cui oltre 67.000 coperti) in Africa, con una capacità produttiva di oltre 30 milioni di metri quadri annui, una distribuzione capillare in oltre 60 paesi. Si distingue per affidabilità e solidità con un fatturato in crescita che nel 2014 ha superato i 130 milioni di euro.  www.alpi.it

 

Materiali

Home for uncertain times 2035

15 gennaio 2020

Home for uncertain times 2035

Message for a future

 

Una Design Exhibition

Questa mostra è il risultato finale del percorso didattico di Innovation Studio, un laboratorio di progettazione del Master in Product Service System Design della Scuola del Design del Politecnico di Milano.

91 designers/15 idee per le nostre case nel 2035

 

Luogo:

COMBO

Ripa di Porta Ticinese, 83 - Milano

 

Il nostro futuro è INCERTO

Abbiamo PAURA ma SPERIAMO per il meglio

Ci saranno CAMBIAMENTI CLIMATICI DRAMMATICI

Il nostro ruolo come DESIGNER è di SUGGERIRE nuovi stili di vita

 

La mostra intende inviare un messaggio per un possibile futuro prendendo in considerazione i drammatici cambiamenti climatici che sperimenteremo nei prossimi 15 anni. I manufatti incarnano l'incertezza attraverso il disordine e l'accumulo: oggetti che ingombrano le nostre vite oggi creano lo sfondo per i nostri progetti. In questa incertezza i nostri progetti ci danno speranza per un futuro.

 

INNOVATION STUDIO quest'anno si è concentrato sulla progettazione di sistemi/prodotto per un futuro molto incerto e imprevedibile. Un futuro influenzato dai cambiamenti climatici che potrebbero trasformare alcune delle nostre pratiche quotidiane. Queste trasformazioni, non necessariamente drammatiche, possono interrompere le nostre abitudini per una vita migliore su questo pianeta, migliorando il senso di comunità, l'umanità e la qualità delle interazioni sociali. I designer, come sempre, avranno un ruolo cruciale nella concezione di prodotti e servizi a supporto delle persone in questo ambiente in evoluzione.

Il cambiamento climatico sta già influenzando le persone e gli stili di vita attuali. Alcuni territori nel mondo stanno già vivendo eventi meteorologici estremi mentre altre stanno appena

iniziando a percepire alcune trasformazioni. Nei prossimi decenni sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che la maggior parte delle città in tutto il mondo dovranno adattarsi e tentare di mitigare alcune delle condizioni che stanno emergendo.

Senza voler avere una visione distopica, ci sono alcune caratteristiche del futuro che possiamo prevedere con fiducia mentre le condizioni ambientali vengono trasformate. Le temperature saranno più estreme con ondate di calore più lunghe, picchi di calore molto più alti, minore differenza di temperatura tra giorno e notte. Eventi meteorologici imprevedibili ed estremi saranno più frequenti con bombe d’acqua, uragani e alluvioni più frequenti anche in luoghi che non sono mai stati esposti a questo tipo di eventi. Il rischio di incendi aumenterà. Potremmo avere nuovi insetti e parassiti che invadono i nostri habitat. Nella maggior parte dei luoghi ci saranno trasformazioni nel nostro rapporto con l'acqua. Alcuni luoghi avranno carenza d'acqua, altri subiranno inondazioni. Le città costiere vedranno un certo grado di innalzamento del mare con conseguenze sulle aree residenziali e agricole. L'entità e la gravità di questi cambiamenti dipenderanno molto dal livello di intervento che avverrà nei prossimi anni.

Con il passare degli anni, possiamo aspettarci che i governi e le autorità locali attuino dei cambiamenti per affrontare le nuove condizioni climatiche e introducendo una serie di nuove normative. Da una progressiva riduzione dell'uso di combustibili fossili per l'energia, a leggi sempre più severe su materie plastiche e rifiuti in generale. Potrebbero esserci incentivi a trasformare gli edifici per garantire un migliore isolamento, tetti verdi, produzione autonoma di energia solare e stoccaggio dell'acqua. Le tasse sul carbonio relative a viaggi, trasporti e produzione possono anche influire sul costo o sulla disponibilità di alcuni beni ed esperienze che diamo per scontati oggi.

Indipendentemente dal modo in cui le società, i governi e la politica reagiranno a questi cambiamenti e se verranno intraprese azioni per trasformare le società in meglio per affrontare il riscaldamento globale, il cambiamento delle condizioni climatiche sarà presente e molto probabilmente determinerà alcune delle nostre pratiche quotidiane e della nostra cultura materiale. Nuovi prodotti emergeranno accanto a nuove condizioni di vita e saranno sviluppate nuove pratiche che a loro volta guideranno nuovi servizi.

 

Progettare per la casa del futuro in questo nuovo contesto climatico significa concepire sistemi e prodotti progettati per vivere in un ambiente fisico ma anche in un ambiente sociale in cui alcune pratiche quotidiane sono mutate dalle nuove normative in materia di mobilità o energia. Anche i comportamenti umani possono essere cambiati riguardo all'uso di alcuni materiali o alle diete a base di rifiuti o di piante, ecc.

Questi cambiamenti possono influenzare direttamente o indirettamente tutti gli aspetti della vita quotidiana e della vita domestica.

 

CREDITI

Professori:

Valentina Auricchio

Stefana Broadbent

Marta Corubolo

Fabio Di Liberto

Ilkka Suppanen

 

Tutor del corso:

Corina Macnovit

Vanessa Monna

 

Una mostra curata da:

Nina Fois

Giacomo Rho

Anna Riti

Hannah Roche

Emma Teli

Virginia Luisa Volontè

Chenfan Zhang

 

Studenti:

Sara Airoldi, Andrés Alfonso Hernàndez Alzate, Mariana Romero Arango, Masoumeh Asadi, Mehrdad Atariani, Amirmohammad Azizi, Giorgia Bartolomeo, Beril Beden, Tommaso Bernardi, Beatriz Bonilla Berrocal, Arianna Bosio, Federico Bossi, Luiza Braga, Anna Buccarelli, Brenda Cadena, Eleonora Campana, Juliana dos Santos Netto Campos, Martina Carozza, Alessandro Ceccato, Yuzhi Chen, Chuhan Cheng, Naiyi Chia, Angela Corrado, Carolina De Maria, Valentina Facoetti, Beatrice Feltracco, Nina Fois, Marcella Gadotti, Mariah Madureira Giacchetta, Ismael Godinez, Alessandro Grati, Nicolàs Salom Guzmàn, Bin He, Jerome Hompes, Giulia Ianes, Elena Iannella, Marcello Iudice, Le Jiaqi, Ryohei Kawagishi, Alessia Kayalibay, So Jeong Kim, Isadora Koike, Orçun Kumova, Xiayu Li, Xiaoyong Liug, Francisca Lucas, Zhengang Lou, Wen Luo, Davide Macchi, Francesca Masnaghetti, Arianna Meroni, Riccardo Orlando Miele, Giacomo Montefalcone, Ettore Mordenti, Hiroki Morimoto, Sophia Motta, Madina Ómirbekova, Alessia Orizio, Federica Parolisi, Anvith Patil, Claudia Pelosi, Federica Piazzi, Jéssica Pinto, Martina Platini, Adellia Pranindita, Yao Qiushun, Xingyu Quan, Yasmina Rasamny, Giacomo Rho, Anika Rieth, Anna Riti, Hannah Roche, Alessandra Rota, Candela Piancatelli Ruiz, Dumitru Samson, Vittoria Scatiggio, Nardin Shafik, Valeria Soffientini, Angela Stellaccio, Siyu Tang, Emma Teli, Agustina Toderi, Brenda Villafana, Virginia Luisa Volontè, Pan Shin Wan, Qiuyue Wang, Lai Xiaoting, Selin Yilmaz, Banghan Yin, Qiu Yu, Chenfan Zhang.

 

Arianna Saini

News dalle aziende

Kengo Kuma: quando la facciata è organica

25 Novembre 2018

L'attenzione globale per idee che spaziano dalla bioarchitettura all'edilizia organica si deve, sicuramente, anche alle importanti innovazioni e ricerche portate da alcune personalità mondiali dell'architettura.

Tra queste, Kengo Kuma and Associates è probabilmente la voce più originale degli ultimi 5 anni, in particolare per quanto riguarda il tentativo dell'architettura di riconnettersi alla natura. Una tendenza confermata anche da questa facciata verde realizzata per un edificio multifunzionale, che ospita un ambulatorio e degli uffici, situato nei pressi della stazione ferroviaria di Odawara in Giappone.

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La facciata è composta da centinaia di pannelli, organizzati in “gruppi” da 3 a 6 elementi, in alluminio pressofuso, in grado di ospitare dei vasi da piante. I pannelli sono inclinati a livelli differenti, e la loro superficie sembra avere un aspetto organico, grazie all'impiego di polistirolo espanso deteriorato.

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L'effetto è davvero suggestivo: le piante affiorano tra i pannelli come l'erba selvatica tra i buchi dell'asfalto, e gli elementi naturali e artificiali si “scontrano” sulla superficie dell'edificio come se lottassero per la supremazia dello spazio. Concependo la costruzione come un elemento della natura, il progetto richiama l'attenzione sulla necessità di fare esperienza dello spazio costruito attraverso l'interazione tra gli elementi e soprattutto il passaggio del tempo.

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Al di sotto della superficie, si cela un sistema complesso per l'annaffiamento, la ventilazione e la riserva d'aria: in particolare, Kengo Kuma ha studiato un sistema di raccolta dell'acqua piovana che permette all'intera struttura organica di rigenerarsi e mantenersi in vita.

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(Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza)  

Marco Mignatti

Facciate

Padiglione bionico in legno compensato

02 Dicembre 2018

Nel 2011 l'istituto dell’Università di Stoccarda di Progettazione delle strutture portanti e delle costruzioni ha realizzato una costruzione sperimentale temporanea in legno ispirata ai principi della Bionica. La struttura è stata ideata, progettata e realizzata attraverso un processo condiviso tra ricerca e insegnamento. Il progetto si è avvalso di procedure innovative di simulazione e progettazione computerizzata oltre che di metodologie di esecuzione assistite dal calcolatore per la trasposizione costruttiva di principi strutturali esistenti in natura. In particolare, l’esperimento si è concentrato sull’analisi e la traduzione delle strutture ossee a placca di un particolare tipo di riccio di mare.

ICD ITKE Research Pavilion

La particolarità innovativa dell’esperimento consiste nella possibilità di applicare, mediante calcolatore, i principi bionici desunti da una struttura naturale su modelli geometrici di varia tipologia ottenendo contemporaneamente un’altissima efficienza strutturale. In questo caso l’obbiettivo è stato puntualmente raggiunto rendendo possibile la realizzazione dell’intero padiglione, in tutta la sua complessa morfologia, attraverso l’esclusivo utilizzo di pannelli di legno compensato di spessore estremamente ridotto (6,5 mm) impostati sullo sviluppo di un sistema modulare che permette un elevato grado di adattabilità e di prestazioni.

ICD ITKE Research Pavilion

Il padiglione è organizzato come struttura a due livelli gerarchici. Al primo, le articolazioni dei fogli di compensato sono incollati insieme per formare una cella; nel secondo livello, un collegamento a vite semplice unisce insieme le cellule, consentendo il montaggio e lo smontaggio del padiglione. Il sistema modulare di piastre poligonali è collegato insieme in corrispondenza dei bordi. Tre bordi si incontrano in un punto solo, un principio che consente la trasmissione delle forze normali e tangenziali, ma non momenti flettenti tra le articolazioni, risultando così un cuscinetto a curvatura, con struttura deformabile. A differenza delle tradizionali costruzioni leggere, dotate di forme ottimizzate, questo nuovo principio di disegno può essere applicato ad un'ampia gamma di geometria personalizzata. Necessario l'ancoraggio al suolo per resistere a carichi del vento.

ICD ITKE Research Pavilion

Le piastre e le articolazioni di ciascuna cella sono state prodotte con il sistema robotico di fabbricazione dell'università. Ciò ha permesso la produzione economica di oltre 850 componenti geometricamente diverse, così come oltre 100.000 giunzioni. Dopo la produzione robotica, i pannelli di compensato sono stati uniti insieme per formare le celle. Il montaggio dei moduli prefabbricati è stato effettuato presso il campus della città dell'Università di Stoccarda. Tutto il lavoro di progettazione, ricerca, fabbricazione e costruzione sono stati eseguiti congiuntamente da studenti e ricercatori.

(Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.icd.uni-stuttgart.de www.itke.uni-stuttgart.de  

Carlo Bardelli

Bioedilizia

Syncronia e Fuorisalone.it: è nata una nuova partnership!

Syncronia presenta Fuorisalone Meets. È la nuova piattaforma webinar di Fuorisalone.it , ora online! Puoi registrarti gratuitamente agli incontri ed entrare in contatto con aziende e contenuti di alto livello. L’obiettivo di Fuorisalone Meets è diffondere la cultura del progetto e creare momenti di contatto reale tra aziende e professionisti del settore, clienti e appassionati di Design.

 

Ecco i primi incontri in programma:

- Dress your home with TEXstyle. | Carvico Lifestyle

- Past, present and future design processes. | Snøhetta for Norwegian Presence

- From real-time render 3D products to the virtual reality store: the immersive evolution of the shopping experience. | INVRSION

- Launch Camaleonda Sofa by Mario Bellini | B&B Italia

- The World of Wallpaper and Decorative Panels | Tecnografica Italian Wallcoverings

- Re-thinking the space | Lombardini 22 / DEGW

- Proteggere il design. Forme di tutela, lotta alla contraffazione e creazione di valore. | SIB - Società Italiana Brevetti

- Come promuovere le aziende del design sul mercato cinese: canali digitali, strumenti e consigli | Digital to Asia

Il palinsesto è in continuo aggiornamento.

 

Iscrizioni gratuite su meets.fuorisalone.it/b. Posti limitati.

Ci vediamo presto su FSMeets!

News dalle aziende

Hygroskin: superfici materiche viventi per l'exterior

09 Ottobre 2018

Spesso basta ispirarsi alla natura per mettere a punto progetti tanto sofisticati da risultare addirittura “viventi” e quasi pensanti. In questo caso, è la biomimetica la fonte d’ispirazione per Hygroskin e Hygroscope, due padiglioni capaci di modificare autonomamente le proprie caratteristiche fisiche, per rispondere ai cambiamenti dell’ambiente circostante. Le due strutture sono state esposte al Centre Pompidou e al Frac Centre di Orléans, all'interno della mostra  “Multiversités creative”,  evento promotore di installazioni in cui si riuniscono arte, architettura, ingegneria e biometrica. La paternità del progetto va al professore architetto Menges Achim di Stoccarda che, con il contributo dei colleghi Steffen Reichert e Oliver David Krieg, è riuscito a mettere a punto due strutture metereosensitive semplicemente sfruttando le proprietà naturali del legno attraverso la biomimetica. L’igroscopicità si riferisce alla capacità degli oggetti di assorbire o cedere umidità dall’ambiente circostante a seconda della necessità dell’oggetto stesso. Nel caso di un edificio questa caratteristica permette di autoregolare i livelli di umidità interna senza alcun tipo di aiuto tecnologico o umano, ma semplicemente prelevandola dall’aria esterna quando l’ambiente è troppo secco e cedendola quanto troppo umido. Utilizzando le caratteristiche intrinseche del legno e la biomimetica, i due padiglioni sfruttano il meccanismo igroscopico senza richiedere alcun tipo di energia esterna o processo metabolico. Questo concetto è perfettamente applicato nel padiglione Hygroskin, in mostra permanente presso il Frac Centre di Orlean, il cui involucro è stato realizzato sovrapponendo ad una struttura in acciaio una serie di pannelli lignei in abete rosso, nella cui parte centrale sono stati collocati dei sottilissimi fogli triangolari in legno a formare delle particolari aperture, cuore pulsante della biomimetica del padiglione. La precisione millimetrica con cui sono stati intagliati questi elementi, grazie ad una stampante 3D laser robotizzata, permette ad Hygroskin di reagire naturalmente al cambiamento delle condizioni climatiche esterne: quando piove e l’umidità aumenta, le aperture si richiudono su se stesse, mentre durante le giornate soleggiate quando la temperatura interna aumenta i sottili fogli lignei si contraggono, aumentando l’ampiezza delle aperture. HygroSkin exterior HygroSkin esterno L’altro progetto proposto e realizzato dal professore Menges Achim spinge i risultati ottenuti con Hygroskin verso una sensibilità ambientale molto più complessa. Il padiglione è stato soprannominato Hygroscope e si trova in mostra permanente al Centre Pompidou di Parigi, dove sono state create due copie identiche rispettivamente inserite all’interno di due teche in vetro: una al cui interno sono riprodotte con esattezza le condizioni climatiche di Parigi; mentre nella seconda è riprodotto lo stesso microclima del museo in base all’umidità emanata dal numero di visitatori. achimmenges hygroscope achimmenges hygroscope La biomimetica di Hygroscope diventa un indicatore visivo delle differenti condizioni climatiche. Ciascuna apertura di Hygroscope, realizzata ad hoc per forma e dimensione partendo da sottili fogli di legno, risponde alle variazioni di umidità in maniera del tutto personale, in base alla direzione delle fibre, al rapporto lunghezza spessore, alla composizione naturale interna, fornendo simultaneamente migliaia di informazioni, estremamente utili per gli sviluppi futuri di architetture “metereosensitive” in gradi di adattarsi perfettamente al contesto. achimmenges hygroscope   www.achimmenges.net Immagini: © ICD University of Stuttgart  

Edoardo Croci

Facciate

Onde d’acciaio

20 Gennaio 2019

Un lamiera di acciaio forata e piegata caratterizza la nuova facciata dell’ Edogawa Garage Club a Tokyo. Un exterior ispirato al movimento delle onde, una second skin cangiante che avvolge interamente il vecchio fabbricato e lo rende attuale.

Il nuovo schermo metallico esterno è composto da una serie di lastre modulari di metallo perforate che permettono alla luce naturale di filtrare e la ventilazione attraverso i pannelli. Le variazioni cromatiche sono evidenziate dai cambiamenti di luminosità che producono un gioco di  colori  inaspettati, oro e argento che arricchiscono la natura versatile della facciata.

Edogawa-Garage-Club-Junichi-Ito-1

Nessuna demolizione per il vecchio edifici, ma un'opera di restyling che recupera il vecchio e lo rinnova. Un'idea firmata dallo studio nipponico Jun'ichi Ito Architect & Associates. Un progetto innovativo e green anche, poiché non genera rifiuti dovuti dagli smantellamenti.

www.ito-jun.com  

Edoardo Croci

Facciate

LB TRA ECONOMIA CIRCOLARE E DESIGN – INVITO A OPEN HOUSE 2019

Anche quest'anno, in occasione del CERSAIE, LB apre le porte della propria sede per mostrare gli ultimi risultati dell’incessante attività di "Ricerca e Sviluppo" sia sulle nuove tecnologie che sul prodotto finito.

Il focus dell’evento sarà l’economia circolare grazie alla quale LB garantisce ai propri clienti di:

/ Razionalizzare e semplificare i processi produttivi;

/ Semplificare gli impianti, rendendone più semplice l’uso e la manutenzione;

/ Risparmiare energia e rispettare l’ambiente;

/ Ridurre i costi di gestione.

Quanto sopra, con lo spirito innovatore e la qualità di sempre.

Verranno altresì esposti in ambientazioni create dall’Architetto Marta Meda le nuove collezioni di piastrelle in gres porcellanato tecnico disponibili in vari formati, dal sampietrino 10x10 alla grande lastra 3200x1600 mm. 

Saranno giornate di piacevoli incontri e confronti indispensabili ai protagonisti dell'innovazione nella filiera ceramica.

Un appuntamento da non perdere per rimanere "avanti" e creare insieme il futuro dell’industria.

 

Per approfondimenti: www.lb-technology.it/

News dalle aziende

Una serra sospesa tra parco e città

Disegnato dagli Architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR, il nuovo ristorante sulla terrazza del Palazzo dell’Arte rappresenta, insieme al Padiglione “Arts & Foods” a cura di Germano Celant, una delle più rilevanti iniziative della Triennale di Milano per Expo 2015. Dopo aver restaurato la terrazza panoramica sopra il salone d’onore secondo il progetto originario di Giovanni Muzio, la Triennale di Milano offre al suo pubblico una nuova dimensione di ristorazione di qualità, curata dallo chef stellato Stefano Cerveni.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano

Da sempre le esposizioni della Triennale di Milano hanno definito una sintesi tra design e sperimentazione architettonica; in tali occasioni il parco si trasformava in un plateau teatrale dei nuovi miti per l'abitare urbano e l'edificio di Muzio diveniva un mirabile dispositivo di promozione culturale.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_9

Il progetto di OBR, vincitore del concorso d’idee indetto dalla Triennale di Milano nel luglio 2014, interpreta la tradizione della Triennale con una soluzione leggera, rigorosa e dinamica. Il ristorante è pensato come una serra trasparente immersa nel verde e sospesa sul Parco Sempione, con una vista spettacolare del Castello Sforzesco e dell’intero skyline di Milano. Salendo sulla terrazza del Palazzo dell’Arte, si viene accolti da un orto aromatico concepito dal paesaggista Antonio Perazzi, dietro il quale si articola il padiglione vetrato del ristorante (33 x 5 metri), arretrato rispetto ai portali della facciata storica.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_8

La Triennale è da sempre un riferimento della vita sociale e culturale di Milano. Il ristorante come serra sospesa tra parco e città nasce dall’idea di valorizzare la terrazza del Palazzo dell’Arte come luogo di forte socialità urbana, spazio sensibile in perpetua evoluzione che interagisce in virtù degli scambi dinamici tra interno ed esterno” - Paolo Brescia e Tommaso Principi.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_7

 Il padiglione, completamente apribile su tutto il perimetro, è caratterizzato da una leggera struttura modulare in acciaio inox che consente un facile e veloce montaggio e smontaggio direttamente in situ, combinando tecnologie industriali con sapienza artigianale. Il disegno della struttura, ingegnerizzata da Buro Happold e Milan Ingegneria e realizzata dalla ditta Capoferri, riprende le geometrie delle campate storiche di Muzio.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_6

Una grande tenda mobile di 400 metri quadri fluttua sospesa sopra il padiglione vetrato. Aprendosi completamente su un lato, essa fa funzionare il padiglione come una serra bioclimatica termoregolante, con modalità d’uso differenti tra giorno/notte ed estate/inverno, e permettendo agli ospiti di pranzare riparati dal sole o di cenare sotto le stelle. Come una videoinstallazione, la tenda sospesa sulla serra si anima di immagini e di luci studiate da Guido Bianchi, rimandando agli eventi promossi da Triennale per Expo e offrendo ai propri ospiti un’esperienza unica tra alta cucina e design, sospesa tra parco e città.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_5

Il padiglione è lungo 33 metri, largo 4,7, alto 3 e ha una superficie di circa 150mq.

Il progetto architettonico è stato sviluppato da Paolo Brescia, Tommaso Principi e Andrea Casetto di OBR, con il supporto di Maddalena D’Alfonso, e prevede la realizzazione di un padiglione vetrato sopra la terrazza del Palazzo dell’Arte della Triennale di Milano, recentemente restaurato dall’arch. Alessandro Pedron.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_4

@alchimag

©-Gianluca-Di-Ioia

Architettura

Cersaie: appuntamento imprescindibile per AQUAelite®

Sostenibilità, benessere e customizzazione sono le parole chiave della produzione AQUAelite; prodotti dall’alto valore estetico che sanno soddisfare qualsiasi esigenza e gusto personale.  

Nuova tappa per il world tour di Modula

che sbarca ufficialmente sul mercato italiano in occasione del Cersaie 2019.

Gavirate, 10/07/2019 - AQUAelite® rinnova la sua fiducia al Cersaie di Bologna, contesto ideale dove presentare Modula, un progetto già conosciuto a livello internazionale che viene ora presentato ufficialmente anche al mercato italiano. Obiettivo di Modula è, infatti, quello di fare pian piano il giro del mondo; per ora si è affacciato in prima battura alla fiera ISH di Colonia, passa ora per la città emiliana ed è pronto per il debutto parigino in occasione di IDEOBAIN. 

Modula è una collezione di soffioni dalla forma quadrata, incassati nel soffitto, scaldati da diverse colorazioni di luce a led. Perfetta sintesi di sorgenti di acqua e luce, avvolgenti, rilassanti ed entrambe modulari e personalizzabili, è un prodotto ideale in ambienti domestici come in contract di lusso.

La colonna doccia da esterno, che va ad affiancare il soffione e la Colonna 316 e gli altri elementi della ormai “storica” serie Metal, è invece il prodotto perfetto per chi è alla ricerca di un prodotto perfetto anche per l’outdoor. Caratterizzata da un design minimale e moderno, da linee sottili e rigorose e dal sempre sapiente utilizzo dell’acciaio 316L spazzolato, si adatta a qualsiasi tipo di ambiente: facile immaginarla a bordo piscina, in strutture marittime o su un lussuoso mezzo navale, ma anche in ambienti domestici di ogni genere.   

Veri e propri strumenti di benessere, le espressioni del pensiero progettuale di AQUAelite LAB, l’ufficio tecnico interno che da sempre si occupa di pensare, progettare e realizzare collezioni di alto valore funzionale ed estetico in linea con la tradizione artigianale che si tramanda di padre in figlio da quarant'anni, associano al design minimale e a un’estetica raffinata, la perfetta sintesi tra qualità dei materiali e un continuo lavoro di ricerca.

Tutta la produzione AQUAelite® si esplica in sistemi doccia tailor made, realizzati su misura grazie a macchinari altamente performanti che garantiscono processi produttivi rapidi ed efficienti e riduzione degli sprechi, che fanno di AQUAelite® un marchio altamente “green”, che mette il rispetto per l’ambiente nella top list delle sue priorità.

La continua ricerca di soluzioni volte all’efficienza e al risparmio idrico si esplicano perfettamente in AQUAring, un sistema di diffusione dell’acqua presente in tutti i soffioni AQUAelite®, che garantisce elevate performance con consumi d’acqua limitati, anche in docce di grandi dimensioni. Unito al particolare disegno delle cartucce interne di soffioni e docce e all’utilizzo di limitatori di portata, consente di avere prodotti che erogano soli 9lt/min, garantendo elevate prestazioni con ridotti consumi d’acqua e mantenendo un comfort ottimale per l’utente.

Con prodotti 100% Made in Italy, in termini di progettazione, sviluppo, produzione, assemblaggio e collaudo. AQUAelite® rappresenta un gioiello tutto italiano nella progettazione di sistemi doccia moderni e in linea con le richieste di un mercato sempre più esigente.

 

Arianna Saini

 

Ufficio stampa

Francesca Campagnoli

t. +39 3391087671 - [email protected] 

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