Cersaie: appuntamento imprescindibile per AQUAelite®

Sostenibilità, benessere e customizzazione sono le parole chiave della produzione AQUAelite; prodotti dall’alto valore estetico che sanno soddisfare qualsiasi esigenza e gusto personale.  

Nuova tappa per il world tour di Modula

che sbarca ufficialmente sul mercato italiano in occasione del Cersaie 2019.

Gavirate, 10/07/2019 - AQUAelite® rinnova la sua fiducia al Cersaie di Bologna, contesto ideale dove presentare Modula, un progetto già conosciuto a livello internazionale che viene ora presentato ufficialmente anche al mercato italiano. Obiettivo di Modula è, infatti, quello di fare pian piano il giro del mondo; per ora si è affacciato in prima battura alla fiera ISH di Colonia, passa ora per la città emiliana ed è pronto per il debutto parigino in occasione di IDEOBAIN. 

Modula è una collezione di soffioni dalla forma quadrata, incassati nel soffitto, scaldati da diverse colorazioni di luce a led. Perfetta sintesi di sorgenti di acqua e luce, avvolgenti, rilassanti ed entrambe modulari e personalizzabili, è un prodotto ideale in ambienti domestici come in contract di lusso.

La colonna doccia da esterno, che va ad affiancare il soffione e la Colonna 316 e gli altri elementi della ormai “storica” serie Metal, è invece il prodotto perfetto per chi è alla ricerca di un prodotto perfetto anche per l’outdoor. Caratterizzata da un design minimale e moderno, da linee sottili e rigorose e dal sempre sapiente utilizzo dell’acciaio 316L spazzolato, si adatta a qualsiasi tipo di ambiente: facile immaginarla a bordo piscina, in strutture marittime o su un lussuoso mezzo navale, ma anche in ambienti domestici di ogni genere.   

Veri e propri strumenti di benessere, le espressioni del pensiero progettuale di AQUAelite LAB, l’ufficio tecnico interno che da sempre si occupa di pensare, progettare e realizzare collezioni di alto valore funzionale ed estetico in linea con la tradizione artigianale che si tramanda di padre in figlio da quarant'anni, associano al design minimale e a un’estetica raffinata, la perfetta sintesi tra qualità dei materiali e un continuo lavoro di ricerca.

Tutta la produzione AQUAelite® si esplica in sistemi doccia tailor made, realizzati su misura grazie a macchinari altamente performanti che garantiscono processi produttivi rapidi ed efficienti e riduzione degli sprechi, che fanno di AQUAelite® un marchio altamente “green”, che mette il rispetto per l’ambiente nella top list delle sue priorità.

La continua ricerca di soluzioni volte all’efficienza e al risparmio idrico si esplicano perfettamente in AQUAring, un sistema di diffusione dell’acqua presente in tutti i soffioni AQUAelite®, che garantisce elevate performance con consumi d’acqua limitati, anche in docce di grandi dimensioni. Unito al particolare disegno delle cartucce interne di soffioni e docce e all’utilizzo di limitatori di portata, consente di avere prodotti che erogano soli 9lt/min, garantendo elevate prestazioni con ridotti consumi d’acqua e mantenendo un comfort ottimale per l’utente.

Con prodotti 100% Made in Italy, in termini di progettazione, sviluppo, produzione, assemblaggio e collaudo. AQUAelite® rappresenta un gioiello tutto italiano nella progettazione di sistemi doccia moderni e in linea con le richieste di un mercato sempre più esigente.

 

Arianna Saini

 

Ufficio stampa

Francesca Campagnoli

t. +39 3391087671 - [email protected] 

News dalle aziende

Conclusa l’Open House LB 2019: oltre 250 visitatori, 100 aziende diverse.

31 ottobre 2019

Dal 20 settembre al 4 ottobre scorso, LB ha aperto le porte della sua sede ad un evento incentrato sull’economia circolare e sull’esposizione degli ultimi risultati della sua incessante attività di Ricerca e Sviluppo sia sulle nuove tecnologie che sul prodotto finito.

Le nuove collezioni di piastrelle e lastre in gres porcellanato tecnico, disponibili in vari formati, dal sampietrino 10x10 alla grande lastra 3200x1600 mm, sono state esposte in ambientazioni create dall’Arch. Marta Meda, che LB ha reso permanenti e visitabili su appuntamento.

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Il percorso tecnologico-emotivo celebra la qualità tecnologica degli impianti LB, punto di forza dell’azienda grazie al quale è oggi leader mondiale nell’industria ceramica.

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Il bosco delle opportunità, una panoramica delle numerose opportunità di applicazione del prodotto LB, a dimostrazione della sua adattabilità alle più differenziate esigenze estetiche e tecniche.

 

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Storie di interni, un percorso attraverso cinque spazi domestici in cui il materiale LB è applicato su pavimenti, rivestimenti verticali e pezzi d’arredamento.

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La Materioteca LB che contiene una selezione dei prodotti LB a disposizione di progettisti e creativi.

 

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L’Area Living, uno spazio di confronto, condivisione e approfondimento delle tematiche relative al mondo LB.

 

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Una riproduzione fedele di una cucina con zona living con un abbinamento tra i materiali LB più attuali e di tendenza, declinati su pavimento, rivestimento verticale e top cucina.

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L’Area Landscape Urbano, il focus dedicato alla novità LB, l’innovativo sampietrino green nato dalla collaborazione tra LB Group e l’azienda Saxa Gres.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per le fotografie si ringrazia il fotografo Corrado Ravazzini.

Per gli arredi e complementi si ringraziano Bosa, Busnelli, Egizia, Giulio Marelli, Living Divani, Lumicom, Moma Design, Quadro Design, Re-wood, Tubes, Very Wood.

Maggiori informazioni: www.lb-technology.it

 

Carlo Bardelli

 

News dalle aziende

POLIGONI, la collezione che riprende in chiave moderna l’arte palladiana.

27 febbraio 2020

POLIGONI, la collezione che riprende in chiave moderna l’arte palladiana.

 Design: FM Studio

La trama creata dalle tessere del mosaico si interseca con quella della fuga in una rete senza soluzione di continuità.
In POLIGONI la modularità della texture trasforma il concetto tradizionale e antico dell’arte palladiana, definito dall’irregolarità della forma. I tozzetti, uno differente dall’altro, si muovono e si accostano occupando in modo tutt’altro che casuale il proprio posto nella matrice. 

Lo stesso disegno si presenta in 3 diverse scale: dalla maggiore per enfatizzare l’ordito creato dai poligoni o dalla fuga fino alla dimensione minore, dove i tozzetti diventano quasi tessere creando un effetto materico originale anche in spazi limitati. Ogni modulo risponde ad un’ampia gamma di gusti stilistici e di soluzioni di rivestimento sia interno che esterno.

La collezione è caratterizzata dal materiale, la pietra, che carico di simboli e di tradizione, è forte e capace di dare nuova vita all’ambiente grazie al lavoro e all’immaginazione dell’uomo.
Nella versione total back in Nero Marquina viene esaltata l’eleganza del motivo, rendendolo discreto ma allo stesso tempo di impatto grazie alle fughe chiare che creano contrasto.

Nero Marquina - Poligoni Friul Mosaic
Nero Marquina

 

Friul Mosaic, simbolo per eccellenza di artigianalità, unicità e arte nel mondo del mosaico, con il catalogo Design che include POLIGONI, ha voluto armonizzare tra loro forme e materiali per creare una serie di superfici che interpretano in chiave moderna e innovativa qualsiasi spazio d’architettura. La tesserina classica lascia spazio a figure di ogni tipo: listelli, poligoni irregolari, casette, losanghe, trapezi, tutti ottenuti con una lavorazione prevalentemente manuale.
Tutto ciò è reso possibile dagli artisti Friul Mosaic che all’interno del laboratorio dell’azienda, tuttora tagliano le tessere a mano servendosi della martellina, e realizzano così forme e mosaici dalla precisione sartoriale destinati a durare nel tempo. 

Friul Mosaic ha firmato tra gli altri, la boutique Dolce & Gabbana a Venezia, il Caffè Contarena a Udine, il Grand Hotel Des Iles de Borromée; ma l’intervento più impegnativo riguarda il Santuario Nacional Nossa Senhora da Conceiçao Aparecida, a San Paolo del Brasile, un cantiere di oltre 2000 mq di superficie.
 

Bagno - Poligoni Friul Mosaic
Bagno 
Bagno - Poligoni
Bagno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ULTERIORI IMMAGINI E COMUNICATI STAMPA POSSONO ESSERE RICHIESTI A [email protected]

Azienda: Friulmosaic
Vias S. Giacomo, 42
33096 San Martino al Tagliamento PN Italia
tel. +39 0434899217
www.friulmosaic.com

 

Press Office: tac comunic@azione
tel. +39 0248517618
tel. +39 0185351616
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Marco Mignatti

Plein Air: less is better

Un raffinato disegno geometrico per una collezione che sorprende per stile, dettagli e combinazioni di materiali e finiture.

PLEIN AIR, il nuovo tavolo firmato da Michael Anastassiades per RODA, diventa protagonista e alleato di tutti spazi domestici, indoor e outdoor.

La struttura, in un elegante color Smoke o in una delicata tonalità Milk, è abbinabile all’ampio top composto da un’unica lastra di gres disponibile nelle due nuove varianti Graphite e Clay, entrambe valide alternative per valorizzare al meglio l’ariosità del piano. Quattro sono le misure possibili, tra le quali spicca la generosa lunghezza di 280 centimetri.

Milk e top clay & smoke e top graphite

Grazie all’utilizzo dell’alluminio – riciclabile infinite volte – e alla scelta di ceramiche realizzate con almeno il 40% di materiale riciclato e certificato LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), PLEIN AIR si inserisce a pieno titolo tra i prodotti che ben rispecchiano l’etica e l’impegno di RODA per una produzione sostenibile.  

100% Made in Italy, la collezione di tavoli PLEIN AIR segue la filosofia “less is better”: la semplicità - apparente - delle forme mette in risalto la materia per integrarsi armoniosamente con l’ambiente circostante.

La collezione PLEIN AIR da inizio alla nuova collaborazione con il designer Michael Anastassiades, eletto “Designer of the Year” nel 2020.

Plein Air

 

News dalle aziende

Sustainable Smart Insulation. Sviluppo di pannelli isolanti per edilizia in carta da macero e pcm

Un estratto della Tesi di Laurea Magistrale in Design & Engineering, A.a. 2010/2011 di Marta Musitelli Scuola del Design, Politecnico di Milano Relatore: Prof.ssa Barbara Del Curto Correlatore: Prof.ssa MariaPia Pedeferri Sustainable Smart Insulation è il titolo della tesi di ricerca svolta da Marta Musitelli presso il Politecnico di Milano. Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di pannelli isolanti ecosostenibili ed innovativi, realizzabili tramite l’utilizzo di due componenti: la cellulosa, ottenuta dal riciclaggio della carta da macero, e i materiali a cambiamento di fase (Phase Change Materials o PCMs), sostanze capaci di accumulare e rilasciare calore in modo programmato. Attraverso la miscelazione delle due sostanze durante la fase di lavorazione del macero, è stato possibile ottenere un materiale composito con caratteristiche del tutto nuove, nelle quali si uniscono le proprietà termiche dei due componenti. In campo edilizio, i PCM sono impiegati e studiati da diversi anni per migliorare le capacità di isolamento termico delle pareti. Le fibre di cellulosa vengono invece utilizzate come materiale coibente ecologico. Lo scopo della ricerca è quello di ottenere un pannello isolante di matrice cellulosica arricchito dalle proprietà termiche dei PCM e di effettuare degli studi e delle prove per verificarne l’idoneità nel contesto d’uso. Sono state proposte e sperimentate diverse idee per ottimizzare le proprietà del materiale, quali: leggerezza, resistenza meccanica, resistenza al fuoco, resistenza all’assorbimento di acqua e sostenibilità ambientale. La presenza di zone d’aria all’interno della struttura di un materiale riduce la densità e al tempo stesso migliora le proprietà isolanti. Allo scopo di ottenere un pannello più performante e leggero sono state sperimentate diverse tecniche di inclusione dell’aria all’interno del nuovo materiale in carta da macero e PCM, quali ad esempio:
  1. Processo di liofilizzazione
  2. Processo di lievitazione
  3. Distribuzione di fiocchi
  4. Modellazione della forma
Un efficace metodo per ottenere vuoti d’aria all’interno di una struttura è la liofilizzazione. Portando a basse temperature una sostanza contenente acqua si ottengono dei cristalli di ghiaccio ed il volume di acqua aumenta. Mantenendo le basse temperature si procede all’abbattimento della pressione fino ad un valore tale da permettere la sublimazione del ghiaccio in vapore tramite un leggero aumento di temperatura. In questo modo si evita la formazione della fase liquida di acqua che impregnerebbe le fibre e causerebbe il collasso della struttura. A seconda della concentrazione di acqua immessa nella polpa si ottengono risultati differenti. L’aumento di volume e la perdita di peso sono evidenti in entrambi i casi: con una concentrazione di acqua pari a 10 volte il peso del cartone si ottiene una consistenza leggera ma a granuli; con una concentrazione di acqua di circa il doppio della precedente si ottiene una consistenza leggera e più omogenea. Un secondo metodo sperimentato consiste nell’utilizzo di agenti lievitanti, come ad esempio il Bicarbonato di Sodio, in grado di decomporsi ad alte temperature e di creare particelle di anidride carbonica all’interno della polpa bagnata, che durante la fase di asciugatura in stufa aumentano di volume grazie all’ebollizione dell’acqua. L’aggiunta di Bicarbonato di Sodio in diverse quantità conferisce risultati differenti: il pannello realizzato con 30% di Bicarbonato mostra un notevole aumento di spessore rispetto al pannello senza additivi; il pannello con 50% di Bicarbonato mostra un aumento di spessore ulteriore rispetto al precedente arrivando ad essere circa il doppio del pannello senza additivi. Un terzo metodo sperimentato è quello di ottenere una struttura leggera tramite la stratificazione dei fiocchi di cellulosa che si ottengono dalla sfibratura del cartone. Questo metodo permette di ottenere leggerezza grazie all’aria che rimane intrappolata fra le fibre disordinate, ma non risultano adatti all’utilizzo in campo edilizio poiché non sono lavorabili e resistenti meccanicamente. Sfoglia il pdf e continua a leggere la ricerca
Materiali

Torna in voga l’Ottone, elegante lega del Rame

2 dicembre 2019

L’ottone è una lega di rame e zinco: la sua colorazione non è sempre uniforme, anzi: anche se generalmente è dotato di tutte le caratteristiche del rosso dorato, ha in realtà affascinanti note di verde; Planium vuole proporlo, come da tradizione, in tre diverse lavorazioni. Attraverso la spazzolatura, l’ottone mantiene il carattere di classicità che lo contraddistingue nella sua natura minimale; la satinatura permette al metallo una resa di maggiore opacità e consente di definirlo in uno stadio di lavorazione intermedia tra la spazzolatura e la tela, anch’essa ottenuta attraverso una satinatura che è però più marcata;

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Più del freddo acciaio che per decenni ha fatto piazza pulita nel settore design e arredamento, l’ottone offre la percezione di una decorazione d’arredo “calda”. Oggi il design ha voluto premiare un “ritorno di fiamma” di questo elemento che è andato di moda per buona parte del ‘900, soprattutto negli anni ’30, per poi scomparire gradualmente fino alla sua ricomparsa. Oltre alle applique, basta ricordare in questo senso la storica lampada “ministeriale” Emeralite, detta anche lampada Churchill, brevettata nel 1909, prodotta in serie nel trentennio 1909-1939, un classico fino ai ’60, relegata principalmente alle scrivanie istituzionali, ultimamente tornata in auge. Nel modello originale sono di ottone il fusto e la base, di vetro il paralume.

 

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Simona Bardelli

Architettura

Una serra sospesa tra parco e città

10 Ottobre 2018

Disegnato dagli Architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR, il nuovo ristorante sulla terrazza del Palazzo dell’Arte rappresenta, insieme al Padiglione “Arts & Foods” a cura di Germano Celant, una delle più rilevanti iniziative della Triennale di Milano per Expo 2015. Dopo aver restaurato la terrazza panoramica sopra il salone d’onore secondo il progetto originario di Giovanni Muzio, la Triennale di Milano offre al suo pubblico una nuova dimensione di ristorazione di qualità, curata dallo chef stellato Stefano Cerveni.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano

Da sempre le esposizioni della Triennale di Milano hanno definito una sintesi tra design e sperimentazione architettonica; in tali occasioni il parco si trasformava in un plateau teatrale dei nuovi miti per l'abitare urbano e l'edificio di Muzio diveniva un mirabile dispositivo di promozione culturale.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_9

Il progetto di OBR, vincitore del concorso d’idee indetto dalla Triennale di Milano nel luglio 2014, interpreta la tradizione della Triennale con una soluzione leggera, rigorosa e dinamica. Il ristorante è pensato come una serra trasparente immersa nel verde e sospesa sul Parco Sempione, con una vista spettacolare del Castello Sforzesco e dell’intero skyline di Milano. Salendo sulla terrazza del Palazzo dell’Arte, si viene accolti da un orto aromatico concepito dal paesaggista Antonio Perazzi, dietro il quale si articola il padiglione vetrato del ristorante (33 x 5 metri), arretrato rispetto ai portali della facciata storica.

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La Triennale è da sempre un riferimento della vita sociale e culturale di Milano. Il ristorante come serra sospesa tra parco e città nasce dall’idea di valorizzare la terrazza del Palazzo dell’Arte come luogo di forte socialità urbana, spazio sensibile in perpetua evoluzione che interagisce in virtù degli scambi dinamici tra interno ed esterno” - Paolo Brescia e Tommaso Principi.

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 Il padiglione, completamente apribile su tutto il perimetro, è caratterizzato da una leggera struttura modulare in acciaio inox che consente un facile e veloce montaggio e smontaggio direttamente in situ, combinando tecnologie industriali con sapienza artigianale. Il disegno della struttura, ingegnerizzata da Buro Happold e Milan Ingegneria e realizzata dalla ditta Capoferri, riprende le geometrie delle campate storiche di Muzio.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_6

Una grande tenda mobile di 400 metri quadri fluttua sospesa sopra il padiglione vetrato. Aprendosi completamente su un lato, essa fa funzionare il padiglione come una serra bioclimatica termoregolante, con modalità d’uso differenti tra giorno/notte ed estate/inverno, e permettendo agli ospiti di pranzare riparati dal sole o di cenare sotto le stelle. Come una videoinstallazione, la tenda sospesa sulla serra si anima di immagini e di luci studiate da Guido Bianchi, rimandando agli eventi promossi da Triennale per Expo e offrendo ai propri ospiti un’esperienza unica tra alta cucina e design, sospesa tra parco e città.

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Il padiglione è lungo 33 metri, largo 4,7, alto 3 e ha una superficie di circa 150mq.

Il progetto architettonico è stato sviluppato da Paolo Brescia, Tommaso Principi e Andrea Casetto di OBR, con il supporto di Maddalena D’Alfonso, e prevede la realizzazione di un padiglione vetrato sopra la terrazza del Palazzo dell’Arte della Triennale di Milano, recentemente restaurato dall’arch. Alessandro Pedron.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_4

@alchimag

©-Gianluca-Di-Ioia

Edoardo Croci

Architettura

Mecanoo: patterns in filigrana metallica su vetro

11 Febbraio 2019

L'Europa ha un nuovo 'edificio dei record': è la Library of Birmingham, ultimata nei giorni scorsi nella città britannica dallo studio olandese Mecanoo e che può vantare la prima 'biblioteca pubblica più grande d'Europa'. Library of Birmingham - Mecanoo Architects Library of Birmingham - Mecanoo Architects Mecanoo Library

Un palazzo strategico in una delle città più giovani d'Europa, con il 25% della popolazione che ha meno di 25 anni, potenziato dalla sua vita universitaria, seconda per rilevanza solo a Londra. La struttura si affaccia su una delle piazze principali di Birmingham, Centenary Square, ponendosi in un interessante gioco di contrasti con gli edifici adiacenti, un teatro degli anni Sessanta e un edificio risalente agli anni Trenta, è stata costruita per sostituire la precedente Biblioteca Centrale, inaugurata nel 1970, contiene lo Shakespeare Memorial Room ed ospita una collezione di 43.000 libri antichi.

Library of Birmingham - Mecanoo Architects

La Biblioteca di Birmingham è un edificio in vetro trasparente con un rivestimento in delicata filigrana metallica che s’ispira alla tradizione artigianale di questa città dal passato industriale. Con le sue molteplici funzioni, l'intero involucro è avvolto in un struttura a patterns di cerchi metallici, audaci e raffinate storie ad incastro del patrimonio industriale: gioielli, persone e conoscenza. I grandi cerchi simboleggiano l'artigianalità della siderurgia, mentre quelli più piccoli fanno riferimento alla tradizione di 200 anni della lavorazione artigianale dell'oro e dell'argento del Jewellery Quarter di Birmingham, unico nel Regno Unito e in tutto il mondo.

Mecanoo Library

La Biblioteca è dotata di sistemi di raccolta delle acque di lavaggio e pompe di calore geotermiche. Anche se l'involucro è un edificio trasparente, l'efficienza energetica è mantenuta attraverso la massa dell'edificio e gli atri che creano un effetto tampone rispetto alla dispersione energetica. I materiali riflettenti all'interno delle facciate e la loro ombra bloccano i raggi del sole durante le prime ore del pomeriggio, tuttavia la residua luce naturale è sufficiente per illuminare interni. Il pianoterra gode dei benefici derivanti dall’isolamento e dall’effetto tampone fornito dal suolo. Il patio circolare della piazza crea uno spazio esterno protetto e introduce una notevole quantità di luce nella struttura. L'edificio comprenderà una strategia di ventilazione naturale e una mista. La facciata risponderà alle condizioni esterne e le aperture permetteranno il deflusso e l’aspirazione di aria fresca. Mecanoo Library Library of Birmingham - Mecanoo Architects

L'aggiunta di spazi verdi e componenti paesaggistiche sul tetto valorizzerà ulteriormente i dintorni dell’edificio. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza Roma) www.mecanoo.nl  

Carlo Bardelli

Bioedilizia

“SICUREZZA CONSAPEVOLE – BBS BEHAVIOR BASED SAFETY” 

MetroQuality organizza corsi di formazione professionale per architetti e professionisti della progettazione. Consulenti altamente qualificati messi a disposizione dalle aziende partner del progetto MetroQuality trattano molti  argomenti: dalla formazione professionale alla deontologia, dagli aspetti tecnici dei nuovi prodotti ai nuovi criteri di progettazione architettonica e interior design.

 

04 giugno 2019 – orari: 14,30 – 18,00:

“SICUREZZA CONSAPEVOLE – BBS BEHAVIOR BASED SAFETY” 

 

OBIETTIVI: Sensibilizzare gli Architetti a presidiare la prevenzione degli Infortuni già in fase di stesura dei progetti; Acquisire competenze relative alla Percezione del Rischio; Sviluppare la capacità di stimolare e garantire comportamenti sicuri

CONTENUTI: La Percezione del rischio; le cause oggettive e soggettive degli atti insicuri; le trappole mentali che generano errori e distrazioni; la BBS come modello che valorizza i comportamenti sicuri

PROGRAMMA: Come si affronta la sicurezza in sede preventiva e progettuale; i tipi di rischio e di causa di infortunio; filmati esplicativi; la piramide degli infortuni; il funzionamento della mente in chiave di attenzione e concentrazione, il modello BBS e le sue applicazioni a monte e a valle dei progetti; l’Intelligenza Emotiva come chiave per incrementare la consapevolezza della Sicurezza

MODALITÀ: Unità didattiche; intervallate da filmati, esercitazioni; piani d’azione

DURATA: 3 ore

RELATORE: Giorgio Cozzi – Specialista di BBS e Trainer Industriale

 

Per conoscere tutte le date dei corsi di formazione, gli argomenti trattati ed effettuare la prenotazione consulta la seguente pagina web:

https://metroquality.it/corsi-di-formazione/

Architettura

Vita Green. BLM Domus realizza una delle prime casa in Italia che seguono i canoni del Passivhaus

11 Ottobre 2018

Chi è che oggi non si sente responsabile dei cambiamenti ecologici che il nostro pianeta sta subendo negli ultimi decenni? Siamo sempre più sensibilizzati verso questa tematica, a partire dalla raccolta differenziata che ormai è diventata un’abitudine fino ad arrivare agli abiti che decidiamo di comprare. Le nuove abitazioni sono tutte in classe energetica A, ma tanti adesso stanno optando per la casa passiva, ossia priva di impianti di riscaldamento e raffreddamento tradizionali, ma alimentata solo da fonti di energia rinnovabile. Una villetta indipendente di 185 mq, a Bollate appena fuori Milano, è stata recentemente realizzata in standard passivo, ma con un occhio “mediterraneo” e porta la firma di BLM Domus. Caratterizzata da uno stile architettonico moderno che rimane sui toni del bianco e del grigio, la casa ha un cuore tecnologico che pulsa all’interno della struttura in legno, materiale molto resistente con qualità fisico-termiche e antisismiche riconosciute che si fa garante dell’isolamento termico e acustico dell’abitazione. La casa si sviluppa su tre livelli, a partire dall’interrato dove si trova la taverna con camino, un bagno lavanderia e il locale tecnico dove convergono gli impianti. Il piano terra poi si suddivide in zona living, camera e servizi, tutto in un ambiente arioso. Trova posto una scala in acciaio e legno che porta alle camere del piano superiore. In questa abitazione vengono sfruttati al massimo tutti gli apporti gratuiti, come il calore prodotto dagli elettrodomestici in funzione, dalle persone che vivono in casa o dai raggi del sole. Un impianto in pompa di calore aria-acqua è il responsabile del riscaldamento d’inverno ma anche dell’abbassamento delle temperature d’estate. Mario & Annalisa Da dove nasce la PassivHaus? L’idea è tedesca ed è una soluzione abitativa pensata per assicurare benessere termico senza impianti tradizionali. Viene definita “passiva” perchè gli apporti di calore sono passivi, sono cioè dovuti al sole e al calore generato dagli elettrodomestici e dagli inquilini stessi. Per essere definita “passiva”, deve rispettare i parametri dello standard definito dal Passivhaus Institut di Darmstadt in Germania, un’area geografica dove le temperature sono mediamente più rigide. Per questo motivo si parla adesso di “passivo mediterraneo”: dato il clima più mite sul territorio italiano, per evitare spreco di energia, le dotazioni tecnologiche vengono dimensionate a seconda del luogo e dell’ambiente circostante. “Siamo orgogliosi di questo progetto e soddisfatti del risultato conseguito” – dichiara Marco Bevilacqua, Direttore tecnico di BLM Domus - La casa di Bollate è la dimostrazione che oggi il passivo non è più un concetto abitativo per una ristretta elite di ‘fanatici’ dell’ambiente. Grazie alla nostra esperienza unita all’adozione di metodologie all’avanguardia, siamo stati in grado di costruire un edificio passivo con un investimento economico paragonabile a quello di una casa in classe A”. Zona living  

Carlo Bardelli

Bioedilizia