Planium: metallo nell'interior design

Molte volte il metallo è stato protagonista nella storia dell’Arte e dell’Architettura per l’apporto che fornisce negli apparati esterni. Oggi però il metallo è presente sempre più frequentemente nell’Interior design. Arredare col metallo significa diffondere un senso di minimalismo, di design ridotto all’essenziale, il che dà anche una percezione di rigore all’insieme. Il metallo è eterno, la sua manutenzione è minima e -importantissimo - si può riciclare.

Planium

A seconda del trattamento che Planium gli riserva, il metallo può avere una differente luminosità e matericità, con effetto diretto ovviamente sull’estetica… il metallo spazzolato, ad esempio, ha un carattere di maggiore lucidità rispetto al satinato il quale, tuttavia, è più sofisticato al tatto e alla vista perchè alterna chiaro e scuro, ombra e luce. E ciò può valere anche per l’Acciaio, sia esso Inox oppure ossidato, per il cangiante Rame e per le sue leghe ottenute con stagno o zinco, cioè i “dorati” Bronzo e Ottone…

Posare con Planium è una questione di rapidità, ma anche di reversibilità: con le pose a secco, alternative ai modelli tradizionali, il brand investe sulla sostenibilità ambientale, evitando l’utilizzo di colle e siliconi. Con diverse modalità vengono proposte: la posa ad appoggio di AP01 Lay Floor – la più rapida in assoluto - quella one-click di PL01 Invisible, la “meccanica” di SM02 Evolution con viti angolari a vista o infine la sempre pratica e magnetica di MG01 Magnetic Floor.

News dalle aziende

Land Art a Parigi. Il vetro protetto da un involucro di legno

30 Novembre 2018

La natura dialoga con la città. L’architetto francese Stephane Malka, in passato artista e autore di graffiti, ha presentato a Parigi il progetto di un ristorante dall’exterior molto particolare. Un involucro in legno protegge una struttura trasparente in vetro. Un incontro di materiali diversi per rappresentare il rapporto con la natura. EP7 restaurant stephane malka “Il ristorante EP7 - spiega l’artista - evoca il mito, rappresenta il ritorno a un’architettura originale, ricorda una montagna, un bosco, una raduna. Rappresenta il desiderio di riconnettersi con le nostre radici, generando un rapporto più armonioso con la natura”. Un progetto, sintetizza Stephane Malka, di arte urbana, Land Art. EP7 restaurant stephane malka Il legno grezzo diventa la corteccia che, con profili irregolari, ricopre, quasi a dominarlo, l’edificio. Quest’ultimo è stato realizzato con grandi vetrate trasparenti che, s’intravedono tra un tronco e l’altro fino a dominare sulla facciata principale. Anche la vegetazione caratterizza l’esterno dell’edificio: fiori, alberi e pianti crescono sulle pareti verticali. EP7 restaurant stephane malkaIl locale si sviluppa su tre livelli, l’interior è privi di elementi architettonici invasivi; l’ambiente è bianco, dominano le trasparenze e la luce naturale. Scelte che valorizzano la corteccia in legno che domina fino a penetrare lungo il perimetro dell’edificio. EP7 restaurant stephane malkaUn’architettura che vuole essere anche una provocazione, un ibrido da costruzione e opera d’arte.   www.stephanemalka.com

Carlo Bardelli

Materiali

Padiglione bionico in legno compensato

Nel 2011 l'istituto dell’Università di Stoccarda di Progettazione delle strutture portanti e delle costruzioni ha realizzato una costruzione sperimentale temporanea in legno ispirata ai principi della Bionica. La struttura è stata ideata, progettata e realizzata attraverso un processo condiviso tra ricerca e insegnamento. Il progetto si è avvalso di procedure innovative di simulazione e progettazione computerizzata oltre che di metodologie di esecuzione assistite dal calcolatore per la trasposizione costruttiva di principi strutturali esistenti in natura. In particolare, l’esperimento si è concentrato sull’analisi e la traduzione delle strutture ossee a placca di un particolare tipo di riccio di mare.

ICD ITKE Research Pavilion

La particolarità innovativa dell’esperimento consiste nella possibilità di applicare, mediante calcolatore, i principi bionici desunti da una struttura naturale su modelli geometrici di varia tipologia ottenendo contemporaneamente un’altissima efficienza strutturale. In questo caso l’obbiettivo è stato puntualmente raggiunto rendendo possibile la realizzazione dell’intero padiglione, in tutta la sua complessa morfologia, attraverso l’esclusivo utilizzo di pannelli di legno compensato di spessore estremamente ridotto (6,5 mm) impostati sullo sviluppo di un sistema modulare che permette un elevato grado di adattabilità e di prestazioni.

ICD ITKE Research Pavilion

Il padiglione è organizzato come struttura a due livelli gerarchici. Al primo, le articolazioni dei fogli di compensato sono incollati insieme per formare una cella; nel secondo livello, un collegamento a vite semplice unisce insieme le cellule, consentendo il montaggio e lo smontaggio del padiglione. Il sistema modulare di piastre poligonali è collegato insieme in corrispondenza dei bordi. Tre bordi si incontrano in un punto solo, un principio che consente la trasmissione delle forze normali e tangenziali, ma non momenti flettenti tra le articolazioni, risultando così un cuscinetto a curvatura, con struttura deformabile. A differenza delle tradizionali costruzioni leggere, dotate di forme ottimizzate, questo nuovo principio di disegno può essere applicato ad un'ampia gamma di geometria personalizzata. Necessario l'ancoraggio al suolo per resistere a carichi del vento.

ICD ITKE Research Pavilion

Le piastre e le articolazioni di ciascuna cella sono state prodotte con il sistema robotico di fabbricazione dell'università. Ciò ha permesso la produzione economica di oltre 850 componenti geometricamente diverse, così come oltre 100.000 giunzioni. Dopo la produzione robotica, i pannelli di compensato sono stati uniti insieme per formare le celle. Il montaggio dei moduli prefabbricati è stato effettuato presso il campus della città dell'Università di Stoccarda. Tutto il lavoro di progettazione, ricerca, fabbricazione e costruzione sono stati eseguiti congiuntamente da studenti e ricercatori.

(Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.icd.uni-stuttgart.de www.itke.uni-stuttgart.de  

Bioedilizia

Porte Blindate Torterolo & Re: produzione nell'ottica della sostenibilità

9 ottobre 2019

L’attenzione alla natura e l’utilizzo consapevole delle risorse sono temi importanti per Torterolo & Re e si concretizzano in tutte le fasi del processo produttivo, a partire dalla materia prima, il legno. L’azienda da anni pone grande attenzione nel selezionare i migliori materiali per realizzare le porte blindate, per garantire alta qualità, affidabilità e durata nel tempo.

La produzione dei pannelli in legno per le porte blindate di Torterolo & Re, inizia con la scelta di legni provenienti da aree a riforestazione controllata, in modo da rispettare l’equilibrio ecologico del bosco e la protezione ed espansione delle foreste.

L’utilizzo del legno da riforestazione tutela lo sviluppo naturale delle foreste mantenendole sane e pulite. Basti pensare che la vita media di un albero va dagli 80 ai 120 anni e una volta raggiunta la maturità, l’albero necessita di essere tagliato per rimboscarne uno nuovo, processo necessario per salvaguardare il futuro della foresta, senza la quale l’ecosistema soffrirebbe.


I rivestimenti in legno massiccio sono i più pregiati tra i pannelli della Torterolo & Re: la loro bellezza deriva dall’accuratezza delle lavorazioni e dall’unicità di ogni elemento, sia con disegni classici che moderni. Un pannello in legno massiccio è solido prezioso, bello da vedere e da vivere. Le essenze più nobili, interpretate con maestria e raffinatezza, esprimono eleganza e carattere.


L'impegno ecologico della Torterolo & Re, non si limita al legno. L'azienda, 100% italiana, utilizza per le porte blindate la verniciatura atossica ad acqua: una scelta economicamente impegnativa, ma che garantisce una riduzione drastica delle emissioni nocive in ambiente, estrema sicurezza per gli operatori, garanzia di atossicità per il consumatore, recupero e reintegro dei residui di vernice. L'impegno ecologico è costante.

 

t&r

 

Scopri le porte blindate Torterolo&Re da inserire nel tuo progetto


#torteroloere #madeinitaly #porteblindate #securitydoor

 

torteroloere.it

 

Simona Bardelli

News dalle aziende

Cersaie: appuntamento imprescindibile per AQUAelite®

Sostenibilità, benessere e customizzazione sono le parole chiave della produzione AQUAelite; prodotti dall’alto valore estetico che sanno soddisfare qualsiasi esigenza e gusto personale.  

Nuova tappa per il world tour di Modula

che sbarca ufficialmente sul mercato italiano in occasione del Cersaie 2019.

Gavirate, 10/07/2019 - AQUAelite® rinnova la sua fiducia al Cersaie di Bologna, contesto ideale dove presentare Modula, un progetto già conosciuto a livello internazionale che viene ora presentato ufficialmente anche al mercato italiano. Obiettivo di Modula è, infatti, quello di fare pian piano il giro del mondo; per ora si è affacciato in prima battura alla fiera ISH di Colonia, passa ora per la città emiliana ed è pronto per il debutto parigino in occasione di IDEOBAIN. 

Modula è una collezione di soffioni dalla forma quadrata, incassati nel soffitto, scaldati da diverse colorazioni di luce a led. Perfetta sintesi di sorgenti di acqua e luce, avvolgenti, rilassanti ed entrambe modulari e personalizzabili, è un prodotto ideale in ambienti domestici come in contract di lusso.

La colonna doccia da esterno, che va ad affiancare il soffione e la Colonna 316 e gli altri elementi della ormai “storica” serie Metal, è invece il prodotto perfetto per chi è alla ricerca di un prodotto perfetto anche per l’outdoor. Caratterizzata da un design minimale e moderno, da linee sottili e rigorose e dal sempre sapiente utilizzo dell’acciaio 316L spazzolato, si adatta a qualsiasi tipo di ambiente: facile immaginarla a bordo piscina, in strutture marittime o su un lussuoso mezzo navale, ma anche in ambienti domestici di ogni genere.   

Veri e propri strumenti di benessere, le espressioni del pensiero progettuale di AQUAelite LAB, l’ufficio tecnico interno che da sempre si occupa di pensare, progettare e realizzare collezioni di alto valore funzionale ed estetico in linea con la tradizione artigianale che si tramanda di padre in figlio da quarant'anni, associano al design minimale e a un’estetica raffinata, la perfetta sintesi tra qualità dei materiali e un continuo lavoro di ricerca.

Tutta la produzione AQUAelite® si esplica in sistemi doccia tailor made, realizzati su misura grazie a macchinari altamente performanti che garantiscono processi produttivi rapidi ed efficienti e riduzione degli sprechi, che fanno di AQUAelite® un marchio altamente “green”, che mette il rispetto per l’ambiente nella top list delle sue priorità.

La continua ricerca di soluzioni volte all’efficienza e al risparmio idrico si esplicano perfettamente in AQUAring, un sistema di diffusione dell’acqua presente in tutti i soffioni AQUAelite®, che garantisce elevate performance con consumi d’acqua limitati, anche in docce di grandi dimensioni. Unito al particolare disegno delle cartucce interne di soffioni e docce e all’utilizzo di limitatori di portata, consente di avere prodotti che erogano soli 9lt/min, garantendo elevate prestazioni con ridotti consumi d’acqua e mantenendo un comfort ottimale per l’utente.

Con prodotti 100% Made in Italy, in termini di progettazione, sviluppo, produzione, assemblaggio e collaudo. AQUAelite® rappresenta un gioiello tutto italiano nella progettazione di sistemi doccia moderni e in linea con le richieste di un mercato sempre più esigente.

 

Arianna Saini

 

Ufficio stampa

Francesca Campagnoli

t. +39 3391087671 - @ [email protected] 

News dalle aziende

Fuori Salone 2019: THE PLAYFUL LIVING

Fuori Salone 2019: THE PLAYFUL LIVING 

In via Tortona sarà possibile visitare una casa pensata per le famiglie contemporanee. Un appartamento di 150 mq, dove vivere e crescere è semplice e piacevole. A renderlo possibile sono oggetti, materiali, luci e soluzioni d’arredo che trasformano i gesti della vita quotidiana in un gioco condiviso tra adulti e bambini.

Con talk, tavole rotonde e laboratori si parlerà delle famiglie contemporanee, per discutere di necessità e stili di vita in cambiamento, da conciliare in modo creativo. 

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Dal 9 al 14 aprile 2019 è presentato per la prima volta al pubblico THE PLAYFUL LIVING.

Un progetto che unisce design e idee per perseguire un obbiettivo semplice: portare il gioco in ogni aspetto della vita quotidiana, trasformando lo spazio domestico - con soluzioni semplici e razionali – in un luogo aperto alle emozioni, alla fantasia e alla creatività.

All’Opificio 31 di Via Tortona i visitatori potranno entrare ed esplorare ogni spazio di un appartamento di 150 mq, diviso su due livelli. Un luogo dove ogni elemento d’arredo è pensato per rendere più bella la vita degli adulti e stimolare la crescita dei bambini di diverse età, da 0 a 14 anni.

Una riflessione sui nuovi stili dell’abitare, un moodboard da cui partire e da mixare per trovare soluzioni personalizzate. I mobili si costruiscono ad incastro, come giocattoli, le luci creano ambienti colorati ed immersivi e i materiali solleticano i sensi, come le superfici in legno e i tessuti tecnici ricavati dalla plastica riciclata.

Diversi colori riempiono le pareti e i pavimenti delle stanze, in cui è possibile fermarsi a giocare con device tecnologici, oppure intrattenersi con giochi tradizionali in legno. Ci sarà spazio anche per scoprire profumi e sapori che sanno unire sogni e fantasie di persone di ogni età.

A rendere unico questo luogo nel panorama del Fuorisalone è il calendario quotidiano di incontri rivolti a professionisti, adulti, genitori e bambini.

Per i più piccoli si terranno laboratori creativi guidati da designer e illustratori.

Tavole rotonde e talk saranno dedicate ad argomenti che spazieranno in tantissimi ambiti, con un grande denominatore: la giocosità.

Architetti, stylist e professionisti del design sono invitati a partecipare ad incontri dal taglio specialistico come quello dedicato al valore dei colori negli spazi di vita e lavoro.

Il Progetto The Playful Living, che gode della partnership del CILAB – Laboratorio di Ricerca del Politecnico di Milano (in qualità di Comitato Scientifico), unisce al suo interno grandi player internazionali ed eccellenze italiane in settori trasversali.

RCS MediaGroup è media partner e sostiene l’iniziativa attraverso Quimamme.it e le testate Style Piccoli, Io e il mio Bambino e Insieme.

 

Partner di progetto: AXA, Candy, Cromatina Babies, Dyson, Faber-Castell, Futon Italy, Gerflor Italia, Grifal, Gruppo Fontanot, Luceplan, Nintendo, Peg Perego, Plasmon Biscotto “dei grandi", Sigma Coatings, Signify, Stars Box, Studio Arredi, Teknik Wood, Totem, Wooden Story

www.theplayfulliving.com

Facebook: https://www.facebook.com/theplayfulliving/

Instagram: https://www.instagram.com/theplayful.living/

Twitter: https://twitter.com/living_playful

Linkedin: www.linkedin.com/company/the-playful-living

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DOVE: Opificio 31 (Via Tortona, 31)
QUANDO: Dal 9 al 14 aprile 2019

PRESS PREVIEW: 8 aprile – ore 10.00 – 19.00

Fuori Salone 2019: THE PLAYFUL LIVING

Fuori Salone 2019: THE PLAYFUL LIVING  Fuori Salone 2019: THE PLAYFUL LIVING

Fuori Salone 2019: THE PLAYFUL LIVING  Fuori Salone 2019: THE PLAYFUL LIVING

Fibra di carbonio e robot. Il padiglione "coleottero"

02 Ottobre 2018

L'Istituto per Design Informatico (ICD) e l'Istituto di Strutture edilizie e Progettazione Strutturale (ITKE) dell’Università di Stoccarda hanno realizzato un padiglione che ricorda visivamente e materialmente un insetto, o meglio un coleottero. Il gruppo di lavoro non è certo nuovo a questi progetti: recente è infatti un altro padiglione basato sull'esoscheletro di un'aragosta e una struttura progettata e costruita invece sul modello dello scheletro di un riccio di mare. Il progetto è basato sullo sviluppo robotizzato per moduli delle doppie strutture composte da strati di fibra di carbonio: in questo modo l’intera architettura rimane minima e leggera, permettendo un elevato grado di libertà geometrica. Si estende su una superficie di 50 metri quadrati, ma pesa solo 593 chilogrammi.

Beetle-Shells-Structure-7-495x350

Il team di ricercatori e studenti ha utilizzato modelli 3D ad alta risoluzione di vari gusci di scarabeo - noti come elitre – per condurre un'analisi delle strutture interne complesse, lavorando a stretto contatto con biologi e paleontologi dell'Università di Tuebingen.

Beetle-Shells-Structure-6-495x350

Queste strutture sono state poi convertite in una serie di principi di progettazione, realizzati con vetro e fibra di carbonio polimeri rinforzati per dare il padiglione un rapporto resistenza-peso ottimale. "Il progetto presenta un nuovo approccio alle strutture in fibra composita in architettura", ha spiegato ICD ricercatore e membro del team Marshall Prado.  

Edoardo Croci

Materiali

I TONI SCURI SFUMATI DELLA CALAMINA E LE NOTE ACCESE E DORATE DELL'OTTONE

Grigio Antracite con Blu Avio e Oro, freddo e caldo, scuro e chiaro, un contrasto cromatico di buon gusto del quale l’Arte ha fatto uso trasversale. Per Planium questo accostamento comporta il mettere l’uno a fianco dell’altro due metalli: l’acciaio Calamina e l’Ottone. Non ripetendo con linearità l’abbinamento, ma portandolo a un livello più alto di innovazione. Planium ha progettato sistemi di posa innovativi a secco per installazioni a pavimento di queste texture metalliche: con aggancio magnetico, MG01 Magnetic Floor; AP01 Lay, con posa ad appoggio; PL01 Invisible, con installazione One-click; SM02 Evolution, meccanico con viti angolari a vista che garantiscono un effetto stilistico Industrial. Questi permettono un risparmio di tempo, energia e denaro in quanto sono adatti anche per rapidità di posa e rimozione a stand fieristici e alle installazioni temporanee. Vi sono, a completamento dell’offerta, i tradizionali sistemi a colla per fissare a pavimento e a parete, AC01 Stick-on e AC02 Stick-on.

 

Planium Calamine and Brass

 

TUTORIAL 4: Revit family – introduzione alla famiglia nidificata

Famiglie nidificate revit: cosa sono? Come si utilizza una famiglia nidificata? Quando si usa la nidificazione delle famiglie? Guida introduttiva al concetto di famiglia nidificata applicata ad un insieme di oggetti di arredo.

 

La creazione di Oggetti BIM (altrimenti detti famiglie in Revit) è fondamentale per il completamento dei modelli 3D BIM e per il loro corretto funzionamento. Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati su Internet per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.


Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito; le informazioni possono essere interrogate, modificate, contabilizzate, ecc.


Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli Architettonici come porte, finestre, texture e rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.

 

L'obbiettivo di questa pagina è quello di spiegare in modo semplice ed esaustivo le famiglie revit nidificate, descrivendone funzionalità e finalità ed insegnandoti ad utilizzarle.

 

Che cos'è una famiglia nidificata ?

Una famiglia nidificata è un insieme di più oggetti bim accomunati da alcune caratteristiche e che differiscono tra loro solo per alcuni elementi. Per citare alcuni esempi: in un modello di porta posso installare diverse maniglie, quindi la famiglia revit “porta” dovrà contenere la famiglia nidificata “maniglia”; allo stesso modo, una “sedia” potrà contenere diversi tipi di “schienali”; una “poltrona” potrebbe contenere diversi tipi di “braccioli”... ecc.

In questo tutorial procederemo alla creazione di una famiglia nidificata unendo più oggetti di arredo in un’unica famiglia parametrica che come output prestazione ha una variabile numerica nel numero di oggetti stessi.

Prenderemo come esempio il caso di un tavolo che comprenda tre, quattro o più sedie.

 

Perché creare una famiglia nidificata ?

Creare una famiglia nidificata revit è utile perché la famiglia nidificata è uno strumento fondamentale nella realizzazione di oggetti particolarmente complessi: il BIM offre la possibilità di arricchire un progetto di molteplici informazioni, tuttavia questa complessità può funzionare correttamente e senza essere ridondante solo se gestita correttamente. Le Revit family, pertanto, devono essere costruite seguendo regole specifiche per garantire la prestazione finale assegnata. Uno dei sistemi che sta alla base della costruzione di una Revit Family complessa è proprio il concetto di nidificazione, che consiste nel nidificare (inserire), una o più famiglie all’interno di un'altra al fine di controllarne contemporaneamente i parametri e quindi le prestazioni finali.

 

Come creare una famiglia nidificata con variabile numerica

Come sempre la cosa migliore per imparare un argomento è esemplificare, pertanto dedicheremo questo tutor ad un classico esempio di creazione di una variabile numerica in una famiglia nidificata: considereremo un oggetto di arredo, un tavolo con sedie, in cui l’output funzionale sarà la possibilità di variare il numero delle sedute.

Cominciamo con lo scaricare due famiglie revit (file .rfa) già predisposte, ovvero un tavolo e una sedia.

 

1 imm

                                                                                       Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 1

 

  • Apri i due file contemporaneamente e carica la sedia (IM58.rfa) all’interno del tavolo (T160.rfa) semplicemente selezionando la prima e digitando il comando “carica nel progetto” o “carica nel progetto e chiudi” se si vuole chiudere questa famiglia.
  • Posiziona la sedia all’interno della vista del tavolo e passa alla visualizzazione in pianta.
  • Ora la famiglia Sedia, è nidificata all’interno della famiglia Tavolo; al fine di avere una nuova famiglia diversa da entrambe le famiglie native, salva e rinomina in modo specifico.
  • Allinea la sedia al tavolo come se fosse la prima di una serie di sedie che devono essere posizionate tutte intorno allo stesso.

 

2 imm

                                                                                     Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 2

 

Come è facile immaginare ora dovremmo copiare la sedia in moto rotatorio attorno al centro del tavolo, ma la variabile (parametro) che dobbiamo inserire è proprio il numero di sedie che vogliamo destinare alla nostra soluzione di arredo, pertanto:

  • Usa il comando “Matrice” all’interno della scheda Modifica;
  • Seleziona “Radiale” (perché, in questo caso, la ripetizione dell’oggetto deve essere circolare);
  • Lascia la spunta “Raggruppa e associa”;
  • Seleziona “Ultimo”;
  • Posiziona il centro di rotazione in corrispondenza del centro del tavolo (intersezione dei piani principali);
  • digita 360 in “Angolo” e premi Invio.
     
3 imm

                                                                                       Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 3

 

In questo modo viene generata una matrice radiale dell’oggetto sedia nel numero di 3 elementi (dato di default) che viene visualizzato sia all’interno della barra delle funzioni attiva sia lungo la linea di generazione del percorso di copia dell’oggetto sedia.

 

4 imm

                                                                                        Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 4

 

Lasciando il comando aperto, modificando il numero sul percorso vedremo modificare il numero delle sedie che la matrice genera attorno al tavolo. Possiamo affermare che il comando matrice funziona come un raggruppamento parametrico, ha al suo interno la variabile numerica già predisposta.


Prova ad aumentare pertanto il numero delle sedie da 3 a 5, in modo da verificare che la matrice si comporti effettivamente in modo corretto. 
 

5 imm

                                                                                        Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 5

 

È importante approfondire un dettaglio: le sedie generate fanno parte come detto di un raggruppamento parametrico grafico (Matrice) e il suo comportamento subirà le direttive della Matrice fintanto che rimarrà all’interno di tale raggruppamento e pertanto è indispensabile non modificarla in tal senso.
Ciò viene graficamente evidenziato selezionando una singola sedia: questa oltre a diventare blu apparirà contornata da una linea tratteggiata. 
 

6 imm

                                                                                          Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 5

 

Ora è necessario legare la proprietà insita del comando matrice di generare una variabile numerica degli oggetti ad un parametro che ne governerà il funzionamento e che dovrà comparire tra le proprietà della famiglia “Tavolo + sedie”. In poche parole, bisogna creare il parametro "numero sedie" che comanderà quante sedie dovrà generare la famiglia "Tavolo + sedie".


La procedura è molto semplice e del tutto simile a quanto abbiamo visto in precedenza per la creazione di un nuovo parametro:

  • selezioniamo il percorso della matrice;
  • selezioniamo “Aggiungi parametro” dal menu a tendina “Testo di etichetta”

 

7 imm

                                                                                         Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 6

 

  • Nella scheda delle proprietà che compare digita il nome del nuovo parametro (che chiameremo, per semplicità, “Numero sedie”). Nota che i campi “Disciplina” ma soprattutto “Tipo di parametro” non sono modificabili, questo perché l’unica variabile associabile alla Matrice è un numero intero.
  • Importante in questo caso specifico selezionare “Istanza”. Questo ci permetterà, come vedremo in seguito, di modificare il numero delle sedie nella nostra famiglia all’interno di un ambiente di progetto, senza dover accedere alle proprietà del tipo.

 

8 imm

                                                                                          Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 6

 

Ora verifica che il nuovo parametro “Numero sedie” sia stato generato e che funzioni correttamente:
    -    accediamo al menu “Tipi di Famiglia” dalla scheda “Proprietà”;
    -    Verifica che il nuovo parametro sia correttamente raggruppato in “Altro”;
    -    prova a modificare il numero, per esempio da 5 a 6;


L’associazione applicata tra il parametro a la matrice è corretta, l’output prestazionale della famiglia prefissato è raggiunto.

 

9 imm

                                                                                         Revit – famiglia nidificata – variabile numerica 7

 

Per concludere, prova ad inserire la famiglia all'interno di un ambiente progettuale: selezionando si nota che, nella barra delle proprietà, compare il parametro “Numero sedie”.

(Come anticipato in precedenza, avendo generato tale parametro come “Istanza” questo adesso è modificabile immediatamente senza entrare nelle proprietà del tipo)


Prova a modificare il numero delle sedie, per esempio da 6 a 4 e guarda il risultato.
 

10 imm

Tutto funziona correttamente.

Staff tecnico Syncronia

Tutorial

L’acciaio corten trasforma la facciata in un libro

25 Ottobre 2018

Una lamiera d’acciaio corten si trasforma in una quinta scenica e la facciata  di Palazzo “Campiello” a Vigonovo diventa un libro.

190 pannelli ricoprono una superficie di oltre 300 metri quadrati e danno vita a un’opera di lettering: 15.000 lettere e simboli compongono parole e frasi che, scolpite come su un foglio, ricostruiscono la memoria di ciò che è andato perduto per sempre.

Corten apartments

Il corten non solo rende unica e particolare l’installazione, ma ha anche una caratteristica importante. Questo materiale resiste alla corrosione da agenti atmosferici, la naturale ossidazione si arresta con il tempo dal momento che si forma una patina protettiva.Corten apartments

Corten apartments

Con questa tecnica, è stato possibile valorizzare la vecchia facciata. E non solo. La tonalità cromatica ossidata appare calda e intensa come a sottolineare il vissuto dell’edificio. A rendere unico il lavoro, è stata la collaborazione con lo scultore Giorgio Milani e Philippe Daverio. Il risultato finale, denso di significato, è un ricamo di parole che danno vita ad una trama che ricorda la vecchia “pelle” dell’edificio, il degrado superficiale che il tempo ha disegnato.

Corten apartments

A firmare l’installazione è lo studio italiano 3NDY .

http://vimeo.com/31494193   www.3ndystudio.it www.giorgiomilani.com

Carlo Bardelli

Facciate