TUTORIAL 3: Revit family – l’abaco degli arredi nel progetto

Guida alla realizzazione di una vista “abaco degli arredi” da inserire all’interno di un progetto architettonico 

 

Revit family

In questo tutorial continueremo ad approfondire la relazione tra i parametri della famiglia di Revit presa ad esempio, ovvero la sedia "Solo S62" e il loro funzionamento all’interno di un progetto architettonico.


Ricordiamo che la creazione di Oggetti BIM comunemente detti famiglie in Revit è fondamentale per il completamento dei modelli 3D BIM e per il loro corretto funzionamento.


Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati su Internet per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.


Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito che pertanto possono essere interrogate, modificate, contabilizzate ecc.


Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli Architettonici come porte, finestre, texture e rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.


Nel tutorial precedente abbiamo visto come, oltre a svolgere una funzione di completamento grafico una famiglia di Revit ha al suo interno una serie di informazioni e funzioni che le permettono di dialogare con il modello 3D di progetto che è destinato ad ospitarla, questi parametri, che in precedenza abbiamo definito come l’output prestazionale della famiglia di Revit, possono essere richiamati in ogni momento e in maniera diversa a seconda di quali siano le esigenze progettuali e all’interno di un Progetto BIM 3D.


In particolare abbiamo ottenuto un “Abaco degli arredi” inseribile in una tavola di progetto che contiene al suo interno molte informazioni sugli elementi di arredo inseriti nel modello BIM.

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                                                                                    Revit - abaco degli arredi – inserimento in tavola di progetto

Abaco degli arredi

Ora approfondiremo la relazione tra i tra i parametri presenti all’interno delle famiglie di Revit e il loro richiamo (campo) all’interno del progetto architettonico graficamente rappresentato dall’abaco.


Ricordiamo che gli abachi di Revit funzionano come maschere che contengono e richiamano al loro interno i parametri non solo di alcune famiglie parametriche importate nel progetto ma di tutto il modello BIM 3D, e pertanto è possibile combinare tra loro e richiamare graficamente campi che mettano in relazione parametri appartenenti ad oggetti diversi.


L’esempio più immediato che si può fare a proposito è la compilazione di un abaco, che oltre a fornire un elenco degli arredi presenti in tutto il modello, fornisca informazioni più precise e sempre aggiornate dell’ambiente di progetto architettonico nel quale ogni specifico elemento di arredo viene inserito.


Una classica suddivisione degli arredi per locale.
Per far ciò dobbiamo completare l’arredamento scaricando e inserendo in locali distinti ulteriori oggetti di Design come ad esempio:
-    un letto; una poltrona
-    un tavolo
-    una sedia; ecc.


Posizioniamo le famiglie, elementi di interior design, all’interno del progetto di arredo in Locali distinti, Come il Soggiorno, la Cucina e la Camera da Letto e assegniamo una etichetta all’oggetto BIM attraverso l’uso della nota chiave.

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                                                                                                                         Progetto di arredo – divisione locali

Come fatto in precedenza, il nostro abaco degli arredi si aggiorna automaticamente.


Colleghiamo i nuovi Elementi di Interior Design ad una loro immagine di anteprima selezionando la cella corrispondente. Si visualizza il selettore di “Gestisci immagini”, selezionare l’immagine dell’Arredo corrispondente e ripetiamo l’operazione per ogni altro nuovo oggetto di arredo presente nel progetto Architettonico.

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                                                                                               Abaco degli arredi – gestione immagine di anteprima

Tornando alla nostra tavola di progetto avremo una visualizzazione dell’abaco aggiornata.

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                                                                                           Abaco degli arredi – inserimento in tavola di progetto 1

Ora, per raggruppare gli arredi per locale è necessario inserire nell’abaco, campi di categoria diversa rispetto a quelli finora visualizzati, ma col medesimo procedimento.


Tornando alla vista Abaco degli arredi selezionabile nel Browser di progetto, nella barra proprietà della vista selezionare “Campi” e successivamente nella maschera delle proprietà selezionare Locale in campi disponibili.

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                                                                                                          Abaco degli arredi – inserimento campi Locale

In questo modo i campi ora selezionabili per arricchire il nostro abaco degli arredi posso essere presi anche dalla categoria Locale, ciò vuol dire che la nostra nuova tabella sarà composta da campi appartenenti a elementi del modello differenti ma che interagiscono tra loro.


Possiamo pertanto richiamare informazioni da parametri di diversi elementi in un unico abaco.


Pertanto aggiungiamo dal selettore i campi:
-    Locale: Nome
-    Locale: Numero
-    Locale: Livello
 

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                                                                                                     Abaco degli arredi – inserimento campi Locale 2

Verifichiamo in tavola di progetto il risultato ottenuto.

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                                                                                                       Abaco degli arredi – inserimento campi Locale 3

Come possiamo notare per ogni oggetto sono presenti, oltre alle informazioni che richiamano i parametri insiti nella famiglia importata, anche dove lo stesso è posizionato all’interno del progetto e più precisamente, il nome e il numero del locale che lo ospita e il piano dell’edificio (Livello) al quale è inserito.


In modo analogo a quanto fatto fino ad ora si possono inserire ulteriori campi e incrociare altri parametri.


Si può inoltre intervenire per ordinare/raggruppare l’abaco in modo da renderlo più leggibile, ed in particolare eliminare il ripetersi di voci uguali.


Dal menu delle proprietà della vista “Abaco degli arredi” ordinare per “nota chiave” e deselezionare “Elenca ogni istanza”.

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                                                                                                   Abaco degli arredi – ordinamento/raggruppamento

In questo modo otteniamo una visualizzazione in tavola più pulita e senza ripetizioni di immagini.

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                                                                                              Abaco degli arredi – ordinamento/raggruppamento 2

L’abaco può essere ulteriormente raffinato, spostando, filtrando o formattando campi ripetitivi o non necessari.


Ad esempio si può nascondere il campo (la colonna) nota chiave, poiché le stesse informazioni sono ripetute e raggruppate a piè di pagina di ogni riga, selezionando “Formattazione” dal menu Proprietà dell’Abaco e successivamente vidimare “Campo nascosto” per “Nota chiave”.

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                                                                                                                            Abaco degli arredi – formattazione

Ora l’abaco degli arredi ha un aspetto grafico chiaro e leggibili e privo di campi ripetitivi e con informazioni chiare. 


Notiamo che ogni elemento di arredo è raggruppato, conteggiato e sommato per il suo campo “nota chiave”. 

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                                                                                                   Abaco degli arredi – ordinamento/raggruppamento 3

Infatti la sedia modello “Mirto Indoor – IM58” è presente per n. 6 unità tutte al piano terra e più precisamente in cucina.


Mentre la sedia “Solo – S62” è presente per n. 4 unità sempre al piano terra ma all’interno del soggiorno.


Ora proviamo a spostare, alcuni di questi elementi in altri piani o locali del progetto per verificare che l’abaco funzioni nel migliore dei modi.


Posizioniamo ad esempio altre due sedie Mirto al piano primo e un'altra sedia Solo in cucina al piano terra.

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                                                                                                                           Progetto di arredo – divisione locali 2

Verifichiamo se e come è variato il nostro Abaco degli Arredi, di nuovo in tavola di progetto.

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                                                                                           Abaco degli arredi – ordinamento/raggruppamento 4

Ora abbiamo la riga della sedia “Mirto indoor – M58” sdoppiata e suddivisa per cucina al piano terra (n. 6 sedie) e disimpegno al piano primo (n. 2 sedie).


Per quanto riguarda invece la sedia “Solo – S62” si contabilizzano correttamente n. 1 unità in cucina e n. 4 unità in soggiorno tutte al piano terra. 
Possiamo affermare che l’abaco è correttamente impostato e funzionante.


Al fine di avere sempre sotto controllo il costo del nostro progetto di arredo è utile inserire la sommatoria dei costi dei singoli.


Sempre nel campo formattazione è facilmente applicabile il calcolo dei totali per ogni singolo campo; applicandolo a quello dei costi otteniamo contemporaneamente visualizzato nell’abaco il prezzo singolo e il preventivo totale del nostro progetto di arredo.
 

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                                                                                                                            Abaco degli arredi – formattazione 2

Le modifiche fin qui effettuate sono solo un primo esempio di come può essere realizzato un Abaco degli arredi. Il risultato è unicamente esemplificativo, molteplici sono infatti le possibilità di combinare le proprietà dell’abaco in modo da visualizzare le informazioni a seconda dello scopo progettuale.

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                                                                                                     Abaco degli arredi – inserimento in tavola di progetto 2

Una buona pratica è quella di generare un abaco con all’interno tutti i campi che si ritengono utili alla presentazione del proprio progetto, per poi duplicarlo in più viste e ad ognuna di esse applicare regole di visualizzazione diverse.
 

Tutorial

Conclusa l’Open House LB 2019: oltre 250 visitatori, 100 aziende diverse.

31 ottobre 2019

Dal 20 settembre al 4 ottobre scorso, LB ha aperto le porte della sua sede ad un evento incentrato sull’economia circolare e sull’esposizione degli ultimi risultati della sua incessante attività di Ricerca e Sviluppo sia sulle nuove tecnologie che sul prodotto finito.

Le nuove collezioni di piastrelle e lastre in gres porcellanato tecnico, disponibili in vari formati, dal sampietrino 10x10 alla grande lastra 3200x1600 mm, sono state esposte in ambientazioni create dall’Arch. Marta Meda, che LB ha reso permanenti e visitabili su appuntamento.

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Il percorso tecnologico-emotivo celebra la qualità tecnologica degli impianti LB, punto di forza dell’azienda grazie al quale è oggi leader mondiale nell’industria ceramica.

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Il bosco delle opportunità, una panoramica delle numerose opportunità di applicazione del prodotto LB, a dimostrazione della sua adattabilità alle più differenziate esigenze estetiche e tecniche.

 

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Storie di interni, un percorso attraverso cinque spazi domestici in cui il materiale LB è applicato su pavimenti, rivestimenti verticali e pezzi d’arredamento.

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La Materioteca LB che contiene una selezione dei prodotti LB a disposizione di progettisti e creativi.

 

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L’Area Living, uno spazio di confronto, condivisione e approfondimento delle tematiche relative al mondo LB.

 

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Una riproduzione fedele di una cucina con zona living con un abbinamento tra i materiali LB più attuali e di tendenza, declinati su pavimento, rivestimento verticale e top cucina.

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L’Area Landscape Urbano, il focus dedicato alla novità LB, l’innovativo sampietrino green nato dalla collaborazione tra LB Group e l’azienda Saxa Gres.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per le fotografie si ringrazia il fotografo Corrado Ravazzini.

Per gli arredi e complementi si ringraziano Bosa, Busnelli, Egizia, Giulio Marelli, Living Divani, Lumicom, Moma Design, Quadro Design, Re-wood, Tubes, Very Wood.

Maggiori informazioni: www.lb-technology.it

 

Carlo Bardelli

 

News dalle aziende

Cemento Inossidabile, un acciaio speciale

Il Cemento Inossidabile da un punto di vista cromatico riecheggia il Cemento e per questo motivo, pur essendo un Acciaio, ha assunto tale denominazione. Grigio Cenere, Kaki, Conchiglia, Platino: le tonalità del grigio - colore dell’Acciaio come dello Zinco e dell’Alluminio- generano una freddezza elegante ma diversa da quella dell’Acciaio Inox, perché meno monocorde e con accenti differenti. Questo originale effetto, ideale per ambientazioni di tipo industrial è ottenuto con processi di elettrolisi. Se posato a pavimento conferirà alle superfici riflessi di lucentezza e ombra e creerà inediti giochi di chiaroscuro.

Texture Stainless Concrete

Per una posa rapida e a secco secondo i Sistemi tecnologici progettati da Planium - e tra le più veloci da adottare- è quella magnetica di MG01, che si avvale del principio per il quale l’anima metallica contenuta nelle texture si lega magneticamente al sottile sottofondo di cui il Sistema è munito. Altri possibili sistemi a secco - facili da rimuovere e da applicare perché senza colle- sono AP01 Lay ad appoggio (il più veloce), PL01-one click con fissaggio a pressione tra piastrelle e SM02 Evolution, un sistema meccanico con vite di aggancio tra lastra e lastra.

News dalle aziende

MIGRATECH 4.0 DI LB PER SAXA GRES: GRES PORCELLANATO PER L’ECONOMIA CIRCOLARE

Nell’Aprile scorso LB ha siglato un accordo con SAXA GRES, la più importante realtà produttiva di materiali da pavimento e rivestimento situata al di fuori dal distretto di Sassuolo, per la fornitura di un impianto composto da 3 linee complete di preparazione impasto, volto a realizzare sampietrini in GRES PORCELLANATO; si tratta di una versione fedelissima, sostenibile e molto più economica del caratteristico cubetto di basalto, diventato negli ultimi anni un prodotto di import dai mercati asiatici, a causa del progressivo esaurimento in Europa delle pietre dure di basalto.

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Sampietrino di Roma e Sampietrino “green” di Saxa Gres a confronto.

 

Il percorso porterà SAXA GRES e i suoi prodotti unici al mondo a giocare un ruolo sempre più importante nel comparto della ceramica Made in Italy, puntando su innovazione, sostenibilità, know-how estetico e materiali di alta gamma.

L’impianto entrerà in funzione nei primi mesi del 2020 e permetterà una produzione totale di 45 ton/ora. 

I risparmi garantiti con l’utilizzo della tecnologia LB rispetto ai processi tradizionali ad umido sono i seguenti:

gas: 68,2 %

acqua: 69,7 %

additivi: 95%

Sull’impianto sono installati i nuovi sistemi software LB 4.0 per il controllo dei processi produttivi e per garantirne la massima efficienza possibile.

La fornitura comprende inoltre un programma di manutenzione programmata e preventiva che include la vendita, gestione e installazione dei ricambi (anche di normale usura).

Quello di Saxa è un progetto di eccellenza dove si mescolano innovazione e ricerca, creatività, investimenti, occupazione, valori che rispecchiano e sposano la politica industriale di LB per la fabbrica del futuro.

Una storia di successo resa possibile esclusivamente dall’attivazione della circular economy: non ci sono più scarti, solo materie o energia da riutilizzare, con brevetti innovativi e nuovi processi aventi caratteristiche pregevoli anche dal punto di vista economico e finanziario.

È l’esempio che si può uscire dalla crisi, soprattutto quella del manufatturiero italiano, con innovazioni a 360 gradi: ambientali, economiche, produttive.

La materia prima, trattata con tecnologia LB, diventa in questo caso una fonte di risparmio/profitto in quanto l’azienda di Roccasecca (Frosinone) ottiene un ricavo nell’utilizzare una tipologia di ceneri inertizzate, uno scarto di lavorazione da inceneritore che attualmente risulta materiale molto oneroso da smaltire.

Il materiale da esterni di SAXA GRES sarà infatti composto per una percentuale di circa un terzo di questi materiali di recupero.

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Produzione del sampietrino di Saxa Gres nello stabilimento ad Anagni (FR)

 

Questo prodotto innovativo consente di rendere perfettamente sicure le pavimentazioni con esso realizzate; si tratta di una tecnica inedita coperta da brevetto industriale, che rende stabili le ceneri incluse nel prodotto, al punto che le stesse potranno essere utilizzate anche per superfici interne.

Con questa innovazione inoltre si protegge l’esaurimento delle materie prime presenti nel territorio e si riattivano abilità, competenze ed esperienze tecnologiche ad oggi in regresso.

Il progetto circolare e sostenibile di SAXA GRES ha puntato a valorizzare anche e soprattutto il capitale umano. Con la riapertura dello stabilimento di Anagni, la proprietà si è impegnata a riassumere tutto il personale ex Ideal Standard, garantendo un centinaio di nuovi posti di lavoro, cui sommare tutto l’indotto. Un’operazione non semplice in tempi di crisi come quello che stiamo vivendo e per un polo particolarmente sofferente come quello di Roccasecca.

 

Il sampietrino green di SAXA GRES è stato ufficialmente presentato lo scorso 20 settembre nella sede LB di Fiorano Modenese (MO), in occasione della prima giornata di Open House 2019 CIRCULHEART – DESIGN – TECHNOLOGY, evento nato con l’obiettivo di mostrare i risultati dell’incessante attività di "Ricerca e Sviluppo" sia sulle nuove tecnologie che sul prodotto finito, con un focus dedicato all’economia circolare.

Open House 2019 è visitabile dal 20 settembre al 4 ottobre, presso la sede LB, via Pedemontana, 166 – Fiorano Modenese (MO).

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Per maggiori info:

 

www.lb-technology.it

[email protected]

www.saxagres.it/grestone

[email protected]

 

Simona Bardelli

News dalle aziende

Dalla ricerca ALPI nasce SILVER RAIL: legno e metallo insieme, per un elogio alla luce

Il legno esplora, attraverso il metallo, nuove espressioni progettuali che indagano il tema della riflessione della luce: questo è l’approccio alla base di Silver Rail, l’ultima proposta di ALPI, prima azienda al mondo ad aver industrializzato il processo manifatturiero del legno ricomposto, oggi indiscusso riferimento tecnologico per il comparto ligneo. Alla base di Silver Rail, la profonda attività di R&D - peculiarità del DNA aziendale - che ha portato ALPI allo sviluppo di materiali concepiti per interagire con la luce, confermando il suo ruolo di partner professionale e la profonda abilità nell’interpretare ed anticipare i trend del mercato con soluzioni sempre più sofisticate in termini sia estetici sia tecnologici capaci  di concretizzare ogni idea progettuale dei pubblici di riferimento: grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract. Superficie decorativa in legno, attraversata da linee metalliche che riflettono la luce, Silver Rail è un materiale dal design moderno - applicabile a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali - che unisce alla morbidezza e al calore del legno la lucentezza e il rigore del metallo. Una proposta innovativa frutto di una sofisticata tecnologia e delle attente lavorazioni sartoriali tipici di ALPI; sintesi tra due materiali apparentemente in antitesi, concepito per intercettare il trend emergente della luminosità nella decorazione di interni, nell’anno che l’UNESCO ha dedicato alla luce e alle tecnologie basate su di essa. Silver Rail si presta a infinite possibilità di personalizzazione: dalla scelta del colore e disegno dalla vasta gamma di legni ALPI alla definizione del numero e dell’intervallo tra le linee metalliche, che possono essere rette da geometrie regolari e precise o progettate in disegni più sinuosi. Opportunamente illuminato offre piacevoli effetti luminosi conferendo carattere agli ambienti e arricchendo il disegno di oggetti e arredi. Silver Rail disponibile nelle versioni ALPIlignum e ALPIkord: ALPIlignum Il prodotto capostipite: cuore e simbolo dell’universo ALPI, massima espressione dell’attività di R&D e del perfetto connubio tra innovazione tecnologica e sapere artigiano. Una linea di legni che offre personalizzazione e varietà estetiche illimitate: può riprodurre colori e venature delle essenze naturali (oltre 120 le proposte a catalogo) o realizzare Design Wood con inedite figurazioni cromatiche all’insegna della massima creatività. ALPIlignum è un legno tranciato che può essere applicato a ogni superficie e prodotto in spessori diversi a seconda della destinazione di utilizzo. Un prodotto quindi estremamente versatile capace di soddisfare ogni esigenza progettuale in termini funzionali ed estetici. Si ottiene con un particolare processo produttivo che sfoglia il legno (Pioppo, Tiglio o Ayous), rigorosamente di origine controllata, lo tinge per immersione e lo "ricompone", sovrapponendo i fogli di legno tinti, in un nuovo tronco. L'assenza dei difetti tipici del legno tradizionale, la costanza e la riproducibilità di colori e dimensioni lo rendono perfetto per realizzare velocemente produzioni singole o di serie. ALPIkord La linea di legni prefiniti trattata con prodotti e vernici allo stato dell’arte per esaltare la naturalità di tutti i legni della gamma ALPIlignum, applicati su un supporto e infine verniciati. Il risultato è un pannello di legno di grandi dimensioni, pronto per l’applicazione su qualsiasi superficie, che permette la riduzione dei tempi di lavorazione, verniciatura e installazione. Alla praticità delle finiture ALPIkord si aggiungono quindi le proprietà di qualità, unicità e customizzazione, oltre che le certificazioni ambientali, proprie di ALPIlignum, Inoltre, anche per ALPIkord è disponibile a richiesta la certificazione FSC, la più importante a livello internazionale, che attesta l'origine sostenibile del nostro legno. ALPI, wood&more: radici italiane per un’eccellenza internazionale Leader assoluto nella produzione di superfici decorative in legno multilaminare, ALPI è stata la prima azienda al mondo ad industrializzare il processo manifatturiero del legno ricomposto, definendo così nuovi standard qualitativi. A decretarne l’unicità, la perfetta coesistenza tra tecnologia e lavoro manuale: da un lato infatti ALPI è pura innovazione che anticipa le richieste del mercato; dall’altro, minuziosa sartorialità. Una realtà d’eccellenza che grazie alla profondità delle collezioni - applicabili a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali – abbinata alla capacità di progettare soluzioni bespoke è indiscusso riferimento tecnologico per il comparto del legno. Partner professionale per grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract a 360° spaziando dall’hôtellerie ai multi-apartment, dal retail agli uffici e spazi pubblici. Quello che distingue ALPI nel panorama mondiale è il controllo diretto dell’intera filiera, dal tronco al legno finito, partendo dalla gestione forestale tramite la catena di custodia assicurando così la garanzia d’origine legale e sostenibile del legno e la totale tracciabilità del prodotto. ALPI è quindi garanzia di un prodotto eco-responsabile, versatile e di design. Alla base, ingenti investimenti in R&D, materie prime di altissima qualità, tecnologia all’avanguardia e minuziose lavorazioni sartoriali. Altre importanti peculiarità sono l’ampiezza di gamma e la grande capacità di saper rispondere alle richieste specifiche di una committenza molto diversificata, anche attraverso lo studio e la progettazione di linee customizzate e collezioni one off. Oggi ALPI – guidata da Vittorio Alpi, nipote del fondatore – si sviluppa su un insediamento industriale di 180.000 mq. (di cui 52.000 coperti) in Italia e 346.500 ( di cui oltre 67.000 coperti) in Africa, con una capacità produttiva di oltre 30 milioni di metri quadri annui, una distribuzione capillare in oltre 60 paesi. Si distingue per affidabilità e solidità con un fatturato in crescita che nel 2014 ha superato i 130 milioni di euro.  www.alpi.it

 

Materiali

Liquid Wood

Un estratto del lavoro di ricerca finale del Corso di Nanotecnologie e materiali funzionali per il design - Politecnico di Milano. Di Sabina Veronica Fontanarosa, Silvia Maria Gualini, Elena Ghittori, Anna De Mezzo   Il legno liquido è un biopolimero composito termoplastico che viene prodotto a partire da sostanze derivate dal legno. Un materiale ancora poco conosciuto che tuttavia si propone come un valido sostituto dei polimeri termoplastici ad alto impatto ambientale. Nella nostra ricerca abbiamo voluto approfondire le conoscenze sul legno liquido riguardo alla composizione, alla classificazione, alle caratteristiche tecniche, fisiche e percettive, indagando anche le diverse accezioni della denominazione di “legno liquido” e materiali affini. In una seconda parte della ricerca abbiamo analizzato gli attuali utilizzi di questo materiale, i prodotti finora realizzati e le aziende che lo stanno sperimentando, in una chiave di lettura volta a capire cosa ci si aspetta da questo materiale e quale sarà il suo futuro.

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Il materiale Il legno liquido è una bioplastica composita ottenuta da tre componenti naturali: lignina, cellulosa e fibre di lino, canapa o altre piante, con l’aggiunta di additivi naturali. Questo materiale è stato sviluppato dalla società tedesca TECNARO®, in collaborazione con il Fraunhofer Institute for Chemical Technology. Il nome commerciale con cui viene prodotto dalla TECNARO®  è ARBOFORM® o ARBOBLEND® ed esso stesso ne suggerisce la natura (arbor dal latino albero). Il legno liquido è caratterizzato dalla composizione, l’odore ed il colore simili al legno, e possiede proprietà meccaniche e fisiche che si collocano, come valori, fra quelle del legno, dei compositi tradizionali e dei polimeri; infine, può essere processato come un polimero termoplastico, caratteristica da cui proviene la denominazione “liquido”. La definizione di questo materiale unisce i concetti di biopolimero, di composito e di materiali naturali derivati dal legno. Come biopolimero fa parte dei “biobased polymers”, ovvero polimeri basati su materie prime rinnovabili, nella fattispecie è di tipo estratto da materiale naturale, ed è anche biodegradabile al 100%. La classificazione come composito deriva invece dalla coesistenza nel materiale di una fase continua, costituita da lignina e cellulosa, e una dispersa, ovvero le fibre vegetali. Per quanto invece riguarda le sostanze da cui proviene il materiale, queste sono le stesse di cui è costituito il legno: lignina e cellulosa, con l’aggiunta di fibre di canapa o lino e di addditivi naturali. Infatti qualsiasi tipo di legno è costituito da tre sostanze polimeriche naturali, che sono oltre alla cellulosa (circa 45%) e alla lignina (circa 23%), anche l'emicellulosa (circa 30%). Cellulosa ed emicellulosa costituiscono le fibre, mentre la lignina è l’interfibra che le tiene unite. La cellulosa è uno dei più importanti polisaccaridi, la lignina invece è un pesante e complesso polimero organico costituito principalmente da composti fenolici. Dopo i polisacccaridi la lignina è il polimero organico più abbondante nel mondo vegetale. Come dice il nome è la sostanza che rende legnose le piante che ne contengono in gran quantità ed ha la funzione di tenere insieme le catene più o meno ramificate di emicellulose, favorendone l’organizzazione in fibrille. In questo modo conferisce compattezza e resistenza alla pianta. La lignina è anche conosciuta come materiale incrostante, poiché ricopre le fibre. Per estrarre la cellulosa dunque viene in primo luogo attaccata e dissolta la lignina per separarne l’olocellulosa,da cui verrà poi estratta la cellulosa e l’emicellulosa. Le caratteristiche che eredita ARBOFORM® dal legno sono le propietà di isolamento termico ed elettrico, le buone proprietà acustiche, e, a seconda della composizione, il colore e l'odore. Essendo il legno liquido una miscela con la presenza di fibre  “disordinate”, al contrario del legno naturale è un materiale isotropo. Sfoglia il pdf e continua a leggere la ricerca

Materiali

Pyramidenkogel, la torre più alta

19 Marzo 2019

Nel comune di Keutschach am See in Carinzia, regione austriaca rinomata per varietà e bellezza dei suoi paesaggi, sarà inaugurata a giugno 2013 Pyramidenkogel, la nuova torre panoramica in legno più alta al mondo. Realizzata da Rubner Holzbau e progettata dallo Studio di Architettura Klaura, Kaden + Partners di Klagenfurt, questa innovativa costruzione è un mirabile punto di osservazione che raggiunge quasi 100 metri di altezza. pyramidenkoge_kramer

16 potenti supporti in legno disposti a ellisse formano una struttura a cestello, avvitato a spirale nel cielo, che si erige come una spettacolare scultura immersa nello splendido ambiente circostante, offrendo un importante contributo al rilancio del turismo di questa regione. Questo ambizioso progetto rappresenta una nuova frontiera nell'ambito delle grandi opere verticali in legno, sia per la concezione moderna della struttura sia per la ricerca e l'applicazione di tecnologie costruttive all’avanguardia che valorizzano le elevate prestazioni di questo materiale: resistenza statica, sicurezza, velocità di realizzazione, eco-compatibilità e performance energetiche. Pyramidenkogel torre

La torre si sviluppa su 10 livelli regolari con una altezza di 6,40 metri ciascuno, in cima ai quali sono state progettate due piattaforme di 3,20 metri, esposte per la vista panoramica. L'intera struttura è composta da 16 pali in legno lamellare di provenienza locale, irrigiditi da 10 anelli ellittici e 80 puntoni diagonali. La sede di Rubner Holzbau in Austria (Ober-Grafendorf) si occupa della produzione di circa 500 m3 di legno lamellare, di 1.000 m2 in X-Lam e di 300 tonnellate di acciaio, in collaborazione con la ditta Zeman, fornendo al sito tutti i materiali necessari per la realizzazione dell’opera, nel pieno rispetto del calendario di consegna. L'alto grado di prefabbricazione e i tempi di costruzione contenuti consentono di pianificare sia la quantità di lavoro in cantiere sia di coordinare le diverse fasi di messa in opera, assicurando così molteplici benefici e un notevole risparmio in termini di costi. Da tutte le piattaforme della torre, i visitatori potranno godere di una splendida vista a 360° sui laghi e sulle vallate della Carinzia, fino a raggiungere, tramite scale o ascensore, la Skybox a circa 60 metri di altezza, protetti dalle finestre panoramiche. Particolarmente originale è lo scivolo più lungo d’Europa che da 50 metri conduce direttamente al piano terra e offre, a tutti coloro che lo desiderano, un’esperienza unica e divertente. Per la sua esclusività, Skybox sarà a disposizione, inoltre, come location per eventi e manifestazioni. Iniziati nel febbraio 2013, i lavori procedono come da agenda e l'apertura della torre è prevista a giugno 2013. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.klaura-kaden.at www.rubner.com   Klaura+Kaden+Partners Pyramidenkogel, Carinzia, Austria Materiali: Legno lamellare, acciaio Applicazione: Involucro, struttura Apertura: giugno 2013 Immagini: © DI Heimo Kramer; © Graf Holztechnik.

Edoardo Croci  

Architettura

Build4future. Cooperazione per l’edilizia del futuro

06 Dicembre 2018

Le nuove tendenze globali rendono ormai necessarie nuove soluzioni nel settore edile. Il Fraunhofer Innovation Engineering Center (IEC), insieme a 12 piccole e medie imprese del settore edile altoatesino ha avviato un dettagliato progetto di ricerca in questo senso. Sviluppo di metodi innovativi e sostenibili, processi artigianali, innovazioni tecnico-organizzative e molta pianificazione: questi i principali focus affrontati dal team di ricerca che fa parte del progetto Build4future. Sostenuto dalla provincia e con la partecipazione della Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano, dell’agenzia CasaClima e del TIS Innovation Park per gli aspetti scientifici, si pone obiettivi molto importanti come tracciare delle vere e proprie strategie per l’industrializzazione dei processi nella costruzione di edifici personalizzati. La necessità nasce dalla situazione attuale delle imprese di costruzione altoatesine. Queste infatti sono prevalentemente di piccola o media grandezza e hanno un buon livello di conoscenza tecnica al loro interno, ma questo non basta se si pongono in concorrenza con aziende di altri paesi europei che operano a un costo più basso. Per cogliere questa sfida dunque, ed essere al passo con le esigenze del futuro, all’inizio del 2011, è stato creato il progetto di cooperazione Build4Future, in cui l’economia collabora con la scienza per sviluppare le necessarie strategie e provvedimenti. A KlimaHouse 2014, l’Istituto ha partecipato insieme a tutto il gruppo Build4future per sensibilizzare il pubblico al tema dell’innovazione sostenibile e soprattutto per lanciare un chiaro segnale che spinga tutti ad andare nella stessa direzione. La parola chiave sembra essere cooperazione tra i diversi attori che operano nel settore nei diversi momenti di progettazione, pianificazione e realizzazione. Fraunhofer Italia Istituita a fine 2009 a Bolzano è un ramo della Società Fraunhofer, considerata la prima organizzazione per la ricerca applicata in Europa. Il nome si deve al fisico e astronomo tedesco Joseph von Fraunhofer.  I progetti a cui si dedica la Società sono di livello internazionale e capaci di toccare più discipline: l’ottica generale di collaborazione mira a creare un sistema di rete per ottenere i risultati desiderati dai diversi progetti di innovazione. www.fraunhofer.it/it/Progetti/Build4Future.html  

Carlo Bardelli

Bioedilizia

Soft House. Una facciata tessile dinamica, low-energy e in legno

11 Marzo 2019

La città di Amburgo si trasformerà, fino a settembre, nella capitale europea dell’architettura sostenibile anticipando le tendenze delle smart city del futuro, per trovare una risposta innovativa ai problemi più urgenti dell’abitare urbano contemporaneo. softhouse-alchimag-slide

L’occasione è l‘International Building Exhibition (IBA), evento con oltre un secolo di storia, nato nel 1901, ed oggi più che mai spinto verso l'i innovazione green del settore delle costruzioni. Centinaia sono le proposte progettuali sorte in poche settimane tra le strade di Amburgo con paternità internazionale. Architetti, paesaggisti, urbanisti, ingegneri si incontrano per mettere in atto le più svariate soluzioni architettoniche legate alla realtà e, soprattutto, esportabili in qualunque altro contesto. Soft House

Tra i protagonisti indiscussi dell’IBA, troviamo un team pluripremiato proveniente dal Massachussets Institute of Technology (MIT), autori della “Soft House”. “Un’architettura adatta a rispondere ai continui cambiamenti del nostro tempo”, sottolinea l’architetto Sheila Kennedy docente del MIT e team leader dello studio KVA Matx, dove le infrastrutture energetiche non sono fini a se stesse, ma interpretate come mezzo per creare edifici innovativi dove le tecnologie sono protagoniste. Soft House Inserita nella comunità di Wilhelmsburg Island, Soft House presenta: - una facciata dinamica a sud realizzata con una rete di strisce in materiale tessile integrate alle celle fotovoltaiche e applicati ad un sistema ad assi orizzontale ad inseguimento solare. Gli elementi fotovoltaici sono sempre orientati verso il sole captando il massimo quantitativo di energia pulita per alimentare l’abitazione. Nello stesso tempo il tessuto della facciata si trasforma in un brise-soleil naturale: schermatura che protegge i locali interni dal calore durante i mesi estivi, lasciando penetrare la luce in profondità nel periodo invernale; - una struttura in legno leggero e componenti lignei mobili che trasformano la solida struttura perimetrale delle classiche Passivehaus tedesche, in uno spazio abitabile flessibile e modellabile, perfettamente rispondente agli standard Passivehaus. - energia prodotta dalle “tende fotovoltaiche” è trasferita direttamente all’impianto di illuminazione al LED, indispensabile per mantenere basso il livello di emissioni di carbonio.

Soft House

La Soft House è la chiara dimostrazione di come la tecnologia energetica, possa trasformarsi in un complemento di design che contribuisce all’efficienza energetica delle costruzioni a basso consumo, oltre ad essere completamente smontabile e riciclabile alla fine del ciclo di vita dell'edificio. “Abbiamo bisogno di raggiungere la massima creatività e la flessibilità per scoprire fin dove ci possono portare i nuovi materiali”, afferma Sheila Kennedy . “Le applicazioni più interessanti per i nuovi materiali sono quelle che lavorano a differenti livelli, una volta raggiunto questo obiettivo, saremo in grado di inserirci nel mercato, rivoluzionando l’architettura sostenibile”. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.kvarch.net web.mit.edu Immagini: © 2013 Kennedy & Violich Architecture   Soft House, Kennedy & Violich Architecture Superficie unità residenziali: 4/180 mq Completato: Marzo 2013 Materiali: Legno, Membrane tessili Applicazioni: Struttura, Involucro, Schermature.

Carlo Bardelli    

Facciate

Terracotta e travertino per la biblioteca di Greve

01 Dicembre 2018

Solidità del basamento e leggerezza del volume. Ecco come appare la biblioteca comunale di Greve in Chianti. Protagonisti di questa struttura sono il cotto e il travertino.

Biblioteca Greve

Scelti per le loro opposte caratteristiche, questi materiali richiamano la robustezza del basamento, che appare pesante, durevole, solido ed è formato da blocchi in travertino, e la leggerezza del volume in terracotta imprunetina sovrastante.

Biblioteca Greve

La struttura è formata da due blocchi, posizionati in modo regolare l’uno sopra l’altro. L’ampio atrio d’ingresso a doppia altezza accompagna al piano superiore dovesi trova la sala di lettura, che si affaccia sul vuoto centrale. Qui la luce naturale viene dosata dalle pareti “diaframma” realizzate con elementi in cotto: sono pareti ricche di fenditure e tessiture che danno vita ad un’affascinante variazione materica.

Biblioteca Greve

Il cotto viene qui rivisitato: elementi da 15x50 cm ruotando intorno l’asse fino ad assumere posizioni diverse che determinano la tessitura della facciata. Un trattamento particolare che conferisce al volume superiore l’aspetto di una grande “trina in terracotta” dal ritmo variabile sia in base all’articolazione delle pareti sui diversi lati dell’edificio, sia in base alle condizioni atmosferiche esterne.

La struttura è stata progettata dallo Studio MDU Architetti e il rivestimento è realizzato con materiali della Palagio Engineering.

www.mduarchitetti.it www.palagioengineering.com  

Marco Mignatti

Facciate