Acciaio cor-ten e legno: reversibilità ad energia zero

02 Febbraio 2019

Un team di lavoro costituito dallo studio di architettura Traverso-Vighy e dal Dipartimento di Fisica Tecnica dell’Università di Padova hanno elaborato Tvzeb, un edificio sperimentale a 'energia zero' che combina caratteristiche energetiche di alta efficienza, insieme a elementi di riciclo, illuminazione naturale, scelta accurata di materiali naturali, innovative possibilità di composizione. Il progetto dell'edificio nasce per rispondere alla Direttiva Europea 2010/31/EU sulle prestazioni energetiche in edilizia. Il particolare design punta a massimizzare l’ingresso di radiazione solare diretta nei mesi invernali e per escluderla completamente nei mesi estivi. La facciata Sud è caratterizzata dal portico solare e dai tendaggi filtranti automatizzati del piano terra. Come accaduto in altre esperienze progettuali dello studio, anche Tvzeb è stato disegnato e costruito per parti da una rete locale di piccole aziende industriali ed artigiane, unendo componenti lavorate da macchine a controllo numerico e lavorazioni manuali.

 Tvzeb

La luce naturale è integrata da un sistema di luce artificiale costituito da una sequenza di barre led, sviluppate da COEMAR, incassate a pavimento che diffondono sulle superfici verticali in alluminio una luce miscelata di tre led selezionati differentemente. Le miscele, controllate da un sistema DMX, seguono spettralmente la luce naturale esterna e rendono anche possibili anche azioni correttive della temperatura di colore interna nei giorni di nebbia o neve.  Tvzeb

Il sistema fotovoltaico, integrato nella struttura dell’edificio, è composto da 16 pannelli “sunpower” ( 5,6 KW), calcolati per coprire, su base annua, l’intero fabbisogno elettrico dell’edificio. Il rivestimento dell’edificio principale è stato realizzato in lastre di cor-ten aggraffato, un materiale scelto per la sua cromaticità naturale che ben si armonizza ai colori del bosco. La sua principale caratteristica è l'ottima resistenza alla corrosione da agenti atmosferici dato che la naturale ossidazione si arresta con il tempo, formando una patina protettiva che non si modifica nel tempo e che impedendo il progressivo estendersi della corrosione all’interno, rende il metallo liscio e resistente. Il rivestimento esterno dell’edificio minore è stato realizzato in tavole di larice, noto per la sua resistenza agli agenti atmosferici.  Le pareti perimetrali e la copertura dell’edificio sono isolate con un doppio strato di 90 mm di lana di poliestere, prodotta da ORV, e derivante dal riciclo di circa 40.000 bottiglie di plastica. Il materiale oltre ad essere un ottimo isolante termico ed acustico, viene prodotto, a differenza delle lane minerali, con un minimo impiego di energia.

Tvzeb

I veloci tempi di assemblaggio sono stati possibili grazie alla progettazione attenta di tutti i nodi strutturali. La struttura principale, realizzata in larice lamellare e acciaio zincato, è sospesa sulle due linee di fondazione longitudinali ed è completamente assemblata a secco. La struttura dell’edificio è stata chiusa in copertura e nelle ali esterne con tavolati di larice dello spessore di 55mm, e con pannelli di Xlam sulle pareti longitudinali con funzione di controventi. Il suo montaggio è stato realizzato in 3 giorni di lavoro. La precisione di unione tra il legno e le piastre metalliche è stata ottenuta attraverso dei perni metallici con estremità lavorate al tornio per l’autocentratura. Il solaio è realizzato con lamiere grecate collaboranti Hi-Bond e poi successivamente completato con un getto di cemento armato.

 Tvzeb

Ciò implica che tutte le parti dell’edificio siano di fatto smontabili e realizzate con materiali riciclabili o riciclati: una volta finita la sua funzione potrà essere smontato e rimontato. Tvzeb

(Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.tvzeb.org www.traverso-vighy.com    

Carlo Bardelli

Architettura

Voglia di novità, voglia di cambiamento

26 Novembre 2018

New Towel Bar

Il settore dell’edilizia non vede ancora una luce brillante, ma gli italiani hanno voglia di cambiare, voglia di novità e frizzantezza: secondo uno studio condotto da Houzz il 61% delle attività inerenti alla casa riguarda la decorazione e l’arredamento d’interni subito seguita dalle spese di ristrutturazione.

In Italia mediamente un ammontare pari a 43.000 Euro per nucleo famigliare è destinato alla trasformazione al passaggio dal vecchio al nuovo, al rinnovamento: ma da dove si parte? Quale luogo per la maggior parte dei casi non soddisfa le esigenze e le aspettative o semplicemente deve essere rinnovato più spesso.

Il via parte dal BAGNO a cui gli italiani dedicano circa 6.000 Euro per famiglia. Solitamente ultimo ambiente progettato e valorizzato durante un primo impianto, ma che con il passare del tempo diventa stanza fondamentale per le abitudini quotidiane e luogo di relax e cura del proprio corpo. Così deterioramento e usura di sanitari, arredi o termoarredi lasciano spazio di manovra ad un rinnovamento della stanza stessa.

La priorità (63% di chi decide di avviare una ristrutturazione) rimane sempre “migliorare il look, l’atmosfera e l’aspetto” della stanza in considerazione.

Migliorare il proprio bagno cambiando sanitari e complementi è facile: basta un cambio della rubinetteria, la sostituzione della vasca o del lavabo, una diversa finitura del pavimento; ma cosa succede pensiamo a tutto tranne che ai termoarredi, se spendiamo e rifacciamo il look al nostro bagno ma poi il calorifero a parete o sottofinestra è vecchio, sporco, perde e non in linea con l’ambiente stesso? Questo non fa atmosfera, anzi la distrugge e vanifica tutto il resto.

Sempre più il termoarredo diventa un vero e proprio oggetto d’arredo, gli ultimi trend di produzione fondono performance e design. E allora, i normali scaldasalviette in acciaio che si sono trovati installati, che con il passare del tempo si arrugginiscono, i termoarredi elettrici che poi perdono, possono essere cambiati al fine di avere un oggetto più moderno e che meglio si sposi con le finiture scelte.

Oggi il riscaldamento è DESIGN.

Il termoarredo installato nel proprio bagno non è più sinonimo di mero scaldasalviette bianco anonimo, ma può essere sostituito con un prodotto esteticamente bello, efficiente, dalla massima resa termica e dalla durata infinita.

Il nostro consiglio in merito è la NEW TOWEL BAR di Ridea: scaldasalviette geometrico, essenziale, con funzionalità touch.

Sfiorando il comando annegato nel fianco si possono comandare l’accensione, lo spegnimento ed il funzionamento temporizzato intuibili attraverso un segnale sonoro ed un’indicazione led che cambia colore al variare dello stato di funzionamento.

Il futuro del comfort per il bagno.

Disponibile nelle misure 90 – 120 – 150 cm perfette per essere anche combinate su una grande parete.

Marco Mignatti

News dalle aziende

L'arte è sacra. Soprattutto l'architettura

11 Ottobre 2018

Il rinnovato impulso all'edilizia liturgica, la sostenibilità delle chiese nel contesto urbano e le proprietà miracolose del gres porcellanato. "Dio è nei dettagli" , come disse l'architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe, uno dei maestri del Movimento Moderno. Mai espressione fu più appropriata, se pensiamo all'architettura sacra e all'attenzione prestata ai particolari aspetti tecnici della progettazione, al ruolo sociale di un edificio liturgico e ai significati che un luogo di culto può acquistare una volta inserito nel contesto urbano.  Aspetti tornati fondamentali dopo il Concilio Vaticano II - con figure come il Cardinale Larcaro votate a promuovere una costruzione religiosa costantemente in dialogo con la città - e resi protagonisti del dibattito sull'architettura contemporanea anche per merito delle numerose opere di edilizia religiosa progettate da archistar come Richard Meier, Le Corbusier, Mario Botta, Renzo Piano e Tadao Ando. Ma soprattutto grazie al rinnovato impulso della Conferenza Episcopale Italiana, impegnata a sostenere il settore organizzando concorsi per l'ideazione e realizzazione di nuove chiese: solo nell'ultimoperiodo, oltre al bando di committenza per la diocesi di Mantova sono in via di definizione quelli per Lucca, Monreale e Forlì. L’attivismo dei committenti ecclesiastici è in controtendenza rispetto al generale rallentamento del settore, con un calo complessivo di nuove edificazioni del 44% negli anni dal 2006 al 2012 e una situazione del mercato non residenziale che sta faticosamente provando ad invertire il trend. Una ripresa che sembra basarsi soprattuttosullo sviluppo delle tendenze di sostenibilità ambientale ed urbana, orientamento da sempre caro alla stessa CEI. Se progettazione green e riqualificazione sono il futuro possibile dell’architettura, l’edilizia sacra si pone “per vocazione” nel solco di quella “ecologia umana” alla quale sovente hanno fatto riferimento anche gli ultimi pontificati:l’attenzione all’efficienza energetica dell’edificio, la selezione accurata di materiali non pericolosi per la salute, la scelta di sistemi costruttivi che favoriscano l’esposizione solare delle strutture di culto e di impianti tecnologicamente all'avanguardia. Gli esempi virtuosi non mancano, dalle oltre 700 chiese tedesche con pannelli fotovoltaici installati sul tetto al Sacro Cuore Immacolato di Maria a Brembo di Dalmine (Bergamo), dove i progettisti dello studio Pbeb hanno realizzato una chiesa all’interno di una fabbrica in disuso. Un edificio liturgico sempre meno connotato dal carattere di monumento e sempre più da quello di architettura con precise caratteristiche funzionali, come ad esempio accessibilità universale e sicurezza. Oltre a rispettare l’equilibrio con l’ambiente circostante, sia esso paesaggio o tessuto urbano. In particolare, la maggior parte delle costruzioni religiose in grado di proporre un linguaggio contemporaneo associanol’innovazione di forme e materiali alla riconoscibilità di un luogo dedicato alla spiritualità, cardine dell’identità locale e punto di riferimento per il contesto sociale di appartenenza.  L’ecosostenibilità è pertanto il principale obiettivo di un’architettura sacra che mira ad esprimere il concetto di comunità, attraverso l’utilizzo di materiali green che rappresentano la sintesi di estetica contemporanea e qualità funzionale. A proposito dei materiali, la ceramica è storicamente una soluzione molto utilizzata per la realizzazione di edifici religiosi, per il rivestimento di pareti interne o nel caso della decorazione di cupole e colonnati. Un ruolo di primo piano ribadito oggi dal gres porcellanato, con le sue proprietà "miracolose" quanto ad adattabilità a diversi cromatismi e spazi di dimensioni variabili grazie alla disponibilità di formati e spessori differenti. Queste proprietà, assieme all'eliminazione degli smalti, permettono l'impiego del materiale sia in esterno che in interno, come nel caso del gres porcellanato firmato DSG Ceramiche e scelto dagli studi associati Itinera e Itaca Architetti per il progetto proposto al concorso per la parrocchia di Santa Maria del Carmine (Napoli) indetto dall'Arcidiocesi di Sorrento-Castellamare di Stabia. I prodotti DSG che nello specifico sono stati selezionati per l'eventuale realizzazione di questa struttura ecclesiastica sono Luserna e Basaltina, entrambi nella versione bocciardata: lastre di gres porcellanato che resistono all'abrasione, con coefficiente di attrito R11 perfettamente idoneo all'uso ad alto traffico ed effetto pietra ideale per valorizzare le estensioni più vaste. Un dettaglio estetico fondamentale per la resa di un basamento unico che, nelle intenzioni dei progettisti, ha visivamente origine dalla croce all'interno della chiesa e raggiunge l'esterno della costruzione percorrendone per intero il perimetro e componendosi nel sagrato in un sedile che offresimbolicamente accoglienza. La relazione inscindibile fra vita quotidiana dei credenti e liturgia viene infatti richiamata dai principi cui si è ispirato il progetto ed è rappresentata da una pavimentazione che, a livello visivo, elimina qualsiasi soluzione di continuità tra le varie parti dell’architettura sacra.  Tornando alle citazioni, e specialmente a un altro prestigioso rappresentante del Movimento Moderno come Le Corbusier, "L'architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce". Una luce che, in certi casi più di altri, può davvero dirsi di origine divina.

Qui sono disponibili le texture 3D di DSG.

Marco Mignatti

Architettura

Plein Air: less is better

Un raffinato disegno geometrico per una collezione che sorprende per stile, dettagli e combinazioni di materiali e finiture.

PLEIN AIR, il nuovo tavolo firmato da Michael Anastassiades per RODA, diventa protagonista e alleato di tutti spazi domestici, indoor e outdoor.

La struttura, in un elegante color Smoke o in una delicata tonalità Milk, è abbinabile all’ampio top composto da un’unica lastra di gres disponibile nelle due nuove varianti Graphite e Clay, entrambe valide alternative per valorizzare al meglio l’ariosità del piano. Quattro sono le misure possibili, tra le quali spicca la generosa lunghezza di 280 centimetri.

Milk e top clay & smoke e top graphite

Grazie all’utilizzo dell’alluminio – riciclabile infinite volte – e alla scelta di ceramiche realizzate con almeno il 40% di materiale riciclato e certificato LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), PLEIN AIR si inserisce a pieno titolo tra i prodotti che ben rispecchiano l’etica e l’impegno di RODA per una produzione sostenibile.  

100% Made in Italy, la collezione di tavoli PLEIN AIR segue la filosofia “less is better”: la semplicità - apparente - delle forme mette in risalto la materia per integrarsi armoniosamente con l’ambiente circostante.

La collezione PLEIN AIR da inizio alla nuova collaborazione con il designer Michael Anastassiades, eletto “Designer of the Year” nel 2020.

Plein Air

 

News dalle aziende

Grès Porcellanato, l’eleganza che nasce dall’innovazione

20 Marzo 2019

Il grès porcellanato è un materiale sempre più amato per rivestire interni ed esterni degli ambienti. Resistente, igienico e di qualità, permette infinite personalizzazioni per soddisfare gusti e esigenze di tutti. Oltre alle tante varianti colori, dalle tinte classiche alle sfumature più ricercate, oggi è possibile parlare anche di nuovi e innovativi formati.

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Dgs Ceramiche è una delle aziende più qualificate nel settore. E al Cersaie 2015 ha presentato una nuova collezione di lastre in grès porcellanato che presenta nuovi colori e soprattutto formati, spessori e superfici molteplici, ideati per permettere qualsiasi tipologia di realizzazione.  

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Le tendenze presentate in fiera richiamano la natura, riprendendo i colori degli alberi, e della terra, delle foglie e del cielo. Si spazia dal crema al verde, dal marrone, in un arcobaleno cromatico che evoca sofisticati contesti ambientali, senza dimenticare le colorazioni più classiche.

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DSG Ceramiche è la divisione di Ceramiche Bassanesi specializzata nelle piastrelle in grés  porcellanato, anche di diverse dimensioni. I formati più grandi, 120x120 centimetri, con uno spessore che può variare dai 12 ai 4,8 millimetri, consentono di realizzare rivestimenti molto belli dal punto di vista estetico, capaci di dialogare in modo armonioso ed elegante con l’ambiente.

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Prodotte a tutta massa multistrato, queste lastre possono essere arricchite con effetti decorativi senza l’uso di smalti. Il risultato, frutto della continua ricerca e innovazione nelle tecniche di produzione, contribuisce a decorare gli ambienti con stile.

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Il grès è un’alternativa interessante alla ceramica, è un materiale che resiste alle abrasioni, impermeabile e longevo, oltre a garantire un investimento di qualità che dura nel tempo.  www.dsgceramiche.it

Edoardo Croci

Materiali

Telefónica's Headquarters: l'involucro multilayer

29 Ottobre 2018

Telefónica's Headquarters consolida l'orientamento progettuale volto all’utilizzo di schermature avanzate nel sistema involucro. Di fatto, lo schermo avanzato, letteralmente spostato in avanti, sottende la presenza di uno spazio filtro collaborante e funzionale con valore di intercapedine, che potrà assolvere funzioni di ventilazione, dando origine ad una “parete ventilata a schermo avanzato”. Telefόnica’s Headquarters

Ossia l’elemento più esterno, o schermo, acquista nel sistema edificio un’autonomia formale, dimensionale e funzionale in un rapporto biunivoco tra l’esterno e la parete vera e propria interna.  L'involucro multilayer così siffatto, è ben espresso dalla locuzione “a doppia pelle, un sistema composito dalle molte finalità: riparare e proteggere l’elemento murario o il corpo edilizio dalla permeabilità all'acqua, all'aria, al suono, agli agenti climatici e alla luce naturale con la possibilità di regolarne l’apporto in funzione di specifiche variabili di progetto e di relazione con il contesto ambientale. Telefόnica’s Headquarters

Il sistema costruttivo prevede il più delle volte un montaggio per strati, meccanico e soprattutto a secco, valorizzando l’aspetto progettuale e di controllo del processo sia in cantiere sia in fase di preparazione in stabilimento di produzione degli elementi/dispositivi. Il curtain wall da facciata monostrato si evolve in un pacchetto funzionale composto da due layer vetrati separati da un'intercapedine ventilata. Telefόnica’s Headquarters Nel progetto Telefόnica's Headquarters a Madrid, Rafael De La-Hoz Castanys accosta declinazioni di opacità e trasparenza del vetro per uno sviluppo in facciata di 140000m2 ottenendo un gradevole effetto d'insieme oltre che vantaggi di risparmio energetico globale. L'ampia superficie vetrata incide per un risparmio del 42% in energia elettrica dedicata all'illuminazione artificiale, del 15% in aria condizionata in inverno e del 34% in estate, riducendo le emissioni di Co2 di circa 5000 tonnellate l'anno.

Telefόnica’s Headquarters  

La pelle interna in cristallo extra-chiaro presenta per il basamento, a contrasto con i piani alti dell'edificio, un trattamento serigrafico di superficie lineare e diradato. La pelle più esterna è in lastre di vetro Superdual-T prive di vetrocamera, doppiamente serigrafate da una moltitudine di cerchi a diametro ridottissimo di colorazione bianca sulla faccia esterna e da una corrispondente moltitudine di cerchi di colorazione nera sulla faccia interna. Il prodotto, frutto di una sperimentazione condotta dall'azienda Vitro Cristalglass in accordo con le indicazioni di progetto, consente un doppio effetto visivo motivato da una duplice valenza d'uso superficiale: la faccia esterna della lastra è apparentemente di un'opacità integrale per congelare la possibilità di introspezione verso l'interno; la faccia interna, altrettanto apparentemente e con un intenzionale effetto ottico indotto nell'osservatore, è trasparente per consentire nitidezza di visibilità all'utente-visitatore. Gli elementi vetrati di grandi dimensioni 4x2m, scandiscono un modulo di facciata interrotto e diviso da ulteriori schermi vetrati con funzione “frangisole”, pensati in funzione ortogonale con la doppia pelle, secondo tre distinte modalità di interazione tecnico-costruttiva: aba encaixada (“scheda incastrata”); aba cunhada (“scheda incuneata”); aba enlaçada (“scheda intrappolata”). Un ulteriore contributo alla tecnologia d'involucro arriva dalla struttura di coronamento, ad oggi la più vasta superficie di pannelli solari fotovoltaici applicati ad una copertura in Europa: circa 16600 pannelli solari fotovoltaici su una superficie complessiva di 26000m2. La capacità di trasformazione dell'energia solare in energia elettrica equivale a 4389000 kw/h/anno, il 18% del consumo totale dell'edificio in un anno. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.rafaeldelahoz.com Immagini: © Rafael De La-Hoz Arquitectos; © Roland Halbe; © Miguel de Guzmán; © Luis Asín; © Joan Roig  

Edoardo Croci

Facciate

Dalla ricerca ALPI nasce SILVER RAIL: legno e metallo insieme, per un elogio alla luce

Il legno esplora, attraverso il metallo, nuove espressioni progettuali che indagano il tema della riflessione della luce: questo è l’approccio alla base di Silver Rail, l’ultima proposta di ALPI, prima azienda al mondo ad aver industrializzato il processo manifatturiero del legno ricomposto, oggi indiscusso riferimento tecnologico per il comparto ligneo. Alla base di Silver Rail, la profonda attività di R&D - peculiarità del DNA aziendale - che ha portato ALPI allo sviluppo di materiali concepiti per interagire con la luce, confermando il suo ruolo di partner professionale e la profonda abilità nell’interpretare ed anticipare i trend del mercato con soluzioni sempre più sofisticate in termini sia estetici sia tecnologici capaci  di concretizzare ogni idea progettuale dei pubblici di riferimento: grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract. Superficie decorativa in legno, attraversata da linee metalliche che riflettono la luce, Silver Rail è un materiale dal design moderno - applicabile a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali - che unisce alla morbidezza e al calore del legno la lucentezza e il rigore del metallo. Una proposta innovativa frutto di una sofisticata tecnologia e delle attente lavorazioni sartoriali tipici di ALPI; sintesi tra due materiali apparentemente in antitesi, concepito per intercettare il trend emergente della luminosità nella decorazione di interni, nell’anno che l’UNESCO ha dedicato alla luce e alle tecnologie basate su di essa. Silver Rail si presta a infinite possibilità di personalizzazione: dalla scelta del colore e disegno dalla vasta gamma di legni ALPI alla definizione del numero e dell’intervallo tra le linee metalliche, che possono essere rette da geometrie regolari e precise o progettate in disegni più sinuosi. Opportunamente illuminato offre piacevoli effetti luminosi conferendo carattere agli ambienti e arricchendo il disegno di oggetti e arredi. Silver Rail disponibile nelle versioni ALPIlignum e ALPIkord: ALPIlignum Il prodotto capostipite: cuore e simbolo dell’universo ALPI, massima espressione dell’attività di R&D e del perfetto connubio tra innovazione tecnologica e sapere artigiano. Una linea di legni che offre personalizzazione e varietà estetiche illimitate: può riprodurre colori e venature delle essenze naturali (oltre 120 le proposte a catalogo) o realizzare Design Wood con inedite figurazioni cromatiche all’insegna della massima creatività. ALPIlignum è un legno tranciato che può essere applicato a ogni superficie e prodotto in spessori diversi a seconda della destinazione di utilizzo. Un prodotto quindi estremamente versatile capace di soddisfare ogni esigenza progettuale in termini funzionali ed estetici. Si ottiene con un particolare processo produttivo che sfoglia il legno (Pioppo, Tiglio o Ayous), rigorosamente di origine controllata, lo tinge per immersione e lo "ricompone", sovrapponendo i fogli di legno tinti, in un nuovo tronco. L'assenza dei difetti tipici del legno tradizionale, la costanza e la riproducibilità di colori e dimensioni lo rendono perfetto per realizzare velocemente produzioni singole o di serie. ALPIkord La linea di legni prefiniti trattata con prodotti e vernici allo stato dell’arte per esaltare la naturalità di tutti i legni della gamma ALPIlignum, applicati su un supporto e infine verniciati. Il risultato è un pannello di legno di grandi dimensioni, pronto per l’applicazione su qualsiasi superficie, che permette la riduzione dei tempi di lavorazione, verniciatura e installazione. Alla praticità delle finiture ALPIkord si aggiungono quindi le proprietà di qualità, unicità e customizzazione, oltre che le certificazioni ambientali, proprie di ALPIlignum, Inoltre, anche per ALPIkord è disponibile a richiesta la certificazione FSC, la più importante a livello internazionale, che attesta l'origine sostenibile del nostro legno. ALPI, wood&more: radici italiane per un’eccellenza internazionale Leader assoluto nella produzione di superfici decorative in legno multilaminare, ALPI è stata la prima azienda al mondo ad industrializzare il processo manifatturiero del legno ricomposto, definendo così nuovi standard qualitativi. A decretarne l’unicità, la perfetta coesistenza tra tecnologia e lavoro manuale: da un lato infatti ALPI è pura innovazione che anticipa le richieste del mercato; dall’altro, minuziosa sartorialità. Una realtà d’eccellenza che grazie alla profondità delle collezioni - applicabili a prodotti finiti e superfici orizzontali e verticali – abbinata alla capacità di progettare soluzioni bespoke è indiscusso riferimento tecnologico per il comparto del legno. Partner professionale per grandi aziende del lusso, colossi dell’automotive e della nautica oltre a prestigiose realtà dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract a 360° spaziando dall’hôtellerie ai multi-apartment, dal retail agli uffici e spazi pubblici. Quello che distingue ALPI nel panorama mondiale è il controllo diretto dell’intera filiera, dal tronco al legno finito, partendo dalla gestione forestale tramite la catena di custodia assicurando così la garanzia d’origine legale e sostenibile del legno e la totale tracciabilità del prodotto. ALPI è quindi garanzia di un prodotto eco-responsabile, versatile e di design. Alla base, ingenti investimenti in R&D, materie prime di altissima qualità, tecnologia all’avanguardia e minuziose lavorazioni sartoriali. Altre importanti peculiarità sono l’ampiezza di gamma e la grande capacità di saper rispondere alle richieste specifiche di una committenza molto diversificata, anche attraverso lo studio e la progettazione di linee customizzate e collezioni one off. Oggi ALPI – guidata da Vittorio Alpi, nipote del fondatore – si sviluppa su un insediamento industriale di 180.000 mq. (di cui 52.000 coperti) in Italia e 346.500 ( di cui oltre 67.000 coperti) in Africa, con una capacità produttiva di oltre 30 milioni di metri quadri annui, una distribuzione capillare in oltre 60 paesi. Si distingue per affidabilità e solidità con un fatturato in crescita che nel 2014 ha superato i 130 milioni di euro.  www.alpi.it

 

Materiali

Planium per N@T Natural Touch

Tra agosto e settembre del passato anno, il 2020, nella città di Piacenza Planium ha concretizzato l’idea di creare un uno shop di prodotti di bellezza adoperando le proprietà e potenzialità della Calamina, un ossido nato dalla laminazione a caldo dell’Acciaio che possiede sfumature cromatiche invidiabili. Blu Avio, Grigio Antracite, persino il Rosso Magenta rientrano tra i suoi colori, con una predominanza generale assai scura che dà un connotato “notturno” all’insieme. Del progetto architettonico è responsabile l’architetto Micaela Pisaroni; si tratta nel complesso di 40 m² in corso Vittorio Emanuele 142.
“Il progetto nasce dalla volontà di trasformare il piccolo volume architettonico” – scrive l’Arch. Micaela Pisaroni -  “dalla forma essenziale e rigorosa, in un elegante contenitore in cui il leitmotiv del black&white contamina tutti gli elementi architettonici e di arredo, appositamente progettati per N@T. L’utilizzo di materiali naturali - metallo, legno, pietra lavica e vetro -  lega i vari elementi, con un gioco di rimandi al tema dell’essenzialità e della semplicità, che, citando Coco Chanel, è sempre sinonimo di eleganza.”
Le lastre in Calamina sono di dimensione 300x1200x2 mm; dopo essere stata posata, la Calamina è stata cerata: questo consente alla pavimentazione una maggiore durevolezza e resistenza anche agli eventuali fenomeni atmosferici esterni, dunque una forte tendenza alla preservazione, e a livello estetico tale trattamento dona al colore più forza e più lucentezza.  L’effetto scenico è quindi accattivante nell’insieme.

Planium for N@T Natural Touch

 

Avvolgente, accogliente e colorata: Varaschin presenta Emma Cross.

La nuova  poltroncina Emma Cross di Varaschin combina un design leggero e raffinato con il comfort e la comodità di un arredo concepito per godere in totale relax degli ambienti outdoor.

Progettata da Monica Armani, la collezione è ispirata alla corolla dei fiori e al colletto delle camicie: due immagini che rappresentano il mix ben equilibrato tra estetica ed ergonomia che caratterizza tutte le proposte del brand.

Emma Cross beige

La tessitura a mano, competenza di punta di Varaschin, è rappresentata al massimo in questa sedia, grazie al Band, uno speciale tessuto acrilico imbottito, arricchito da un elegante ricamo centrale, che ricopre l’intreccio in corda che fa da rivestimento alla struttura in alluminio della cesta, creando un gioco dinamico di texture e colori.

La selezione cromatica per le finiture di Emma Cross varia dalle sfumature più naturali, come il beige e l’antracite, fino ai toni più particolari come il ruggine, il verde e il denim, rendendo questa poltroncina adatta ad interpretare differenti stili tanto per gli ambienti residenziali quanto per gli spazi contract.

Emma Cross estende l’universo stilistico della collezione Emma, aprendo le porte al colore.

Le strutture sono avvolte con una corda nelle due tonalità tipiche degli intrecci di Emma e poi arricchite con una trama forte ma allo stesso tempo organica. Questo intreccio è disponibile in cinque colori, due tono-su-tono, un rosso che richiama la terra, un verde ispirato alla foresta e un azzurro polvere.

Cross beige

Cross

News dalle aziende

Land Art a Parigi. Il vetro protetto da un involucro di legno

30 Novembre 2018

La natura dialoga con la città. L’architetto francese Stephane Malka, in passato artista e autore di graffiti, ha presentato a Parigi il progetto di un ristorante dall’exterior molto particolare. Un involucro in legno protegge una struttura trasparente in vetro. Un incontro di materiali diversi per rappresentare il rapporto con la natura. EP7 restaurant stephane malka “Il ristorante EP7 - spiega l’artista - evoca il mito, rappresenta il ritorno a un’architettura originale, ricorda una montagna, un bosco, una raduna. Rappresenta il desiderio di riconnettersi con le nostre radici, generando un rapporto più armonioso con la natura”. Un progetto, sintetizza Stephane Malka, di arte urbana, Land Art. EP7 restaurant stephane malka Il legno grezzo diventa la corteccia che, con profili irregolari, ricopre, quasi a dominarlo, l’edificio. Quest’ultimo è stato realizzato con grandi vetrate trasparenti che, s’intravedono tra un tronco e l’altro fino a dominare sulla facciata principale. Anche la vegetazione caratterizza l’esterno dell’edificio: fiori, alberi e pianti crescono sulle pareti verticali. EP7 restaurant stephane malkaIl locale si sviluppa su tre livelli, l’interior è privi di elementi architettonici invasivi; l’ambiente è bianco, dominano le trasparenze e la luce naturale. Scelte che valorizzano la corteccia in legno che domina fino a penetrare lungo il perimetro dell’edificio. EP7 restaurant stephane malkaUn’architettura che vuole essere anche una provocazione, un ibrido da costruzione e opera d’arte.   www.stephanemalka.com

Carlo Bardelli

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