Tutti i colori dell'estate Planium

Sono le cromie della Charme Collection a determinare la combinazione vincente per l’estate, per via del dominio delle leghe del rame, il Bronzo e l’Ottone, che si giostrano sulle sfumature del dorato.

Un naturalismo di cromatismo ed essenzialità che in Planium coincide non soltanto con le finiture, ma fa rima anche col posare a secco, tramite i suoi sistemi studiati per non necessitare di colle, stucchi, siliconi e altre sostanze nocive; come AP01 Lay Floor, il più veloce in assoluto perché ad appoggio, con sottofondo in sughero a garantire fonoassorbenza e aderenza reversibile…

Ottone spazzolato, la bellezza è senza tempo

Dall’unione di rame e zinco nasce l’ottone, un materiale duttile, resistente, malleabile. Il suo colore restituisce a una ricchezza senza tempo, che si spinge ben oltre i trend del momento.                                                                           

Brushed brass

Ottone satinato e Tela di Ottone. Riflessi emozionali

Ai caldi riflessi dorati dell’ottone, già cangiante di suo, si sovrappone una raffinata satinatura lineare. La Tela di ottone, ricavata con una satinatura doppia, è come un tessuto che scandisce un intreccio di “fili” sottili e ortogonali, che rendono la superficie più articolata e “calda".

Brass Cloth

Bronzo spazzolato, il colore del Sole

Per la più pregiata lega del rame, Planium opta per una finitura unica, quella del bronzo spazzolato, che rende gli ambienti inediti e sofisticati. Il suo tono ocra chiaro, ricco di luce preziosa, concede raffinata eleganza e luminosità.                                                                                  

Brushed bronze


 

 

 

News dalle aziende

TUTORIAL 3: Revit family – l’abaco degli arredi nel progetto

Guida alla realizzazione di una vista “abaco degli arredi” da inserire all’interno di un progetto architettonico 

 

Revit family

In questo tutorial continueremo ad approfondire la relazione tra i parametri della famiglia di Revit presa ad esempio, ovvero la sedia "Solo S62" e il loro funzionamento all’interno di un progetto architettonico.


Ricordiamo che la creazione di Oggetti BIM comunemente detti famiglie in Revit è fondamentale per il completamento dei modelli 3D BIM e per il loro corretto funzionamento.


Gli Oggetti BIM vengono comunemente ricercati su Internet per essere inseriti in un ambiente progettuale di Revit come Famiglie senza essere in alcun modo modificati e spesso se ne ignorano le caratteristiche fondamentali, come siano stati realizzati, con quali parametri, quali finalità devono soddisfare e quali siano le potenzialità di interazione con il Modello 3D in costruzione.


Diversamente da quanto avviene con un File “.dwg” di Autocad, o un File “.ifc”, un file “.rfa” (le Famiglie BIM di Revit sono file “.rfa”, i Progetti BIM di Revit sono file “.rvt”)  quando un oggetto “Famiglia BIM” viene inserito all’interno di un Modello 3D Parametrico di progetto, quest’ultimo viene arricchito con tutte le informazioni contenute all’interno dell’oggetto inserito che pertanto possono essere interrogate, modificate, contabilizzate ecc.


Siano oggetti di interior design, come Sedie, tavoli, poltrone e divani, oppure veri e propri modelli Architettonici come porte, finestre, texture e rivestimenti ecc. è pertanto necessario conoscerne le caratteristiche per meglio sfruttarne le potenzialità e l’integrazione con il modello BIM principale che li ospiterà.


Nel tutorial precedente abbiamo visto come, oltre a svolgere una funzione di completamento grafico una famiglia di Revit ha al suo interno una serie di informazioni e funzioni che le permettono di dialogare con il modello 3D di progetto che è destinato ad ospitarla, questi parametri, che in precedenza abbiamo definito come l’output prestazionale della famiglia di Revit, possono essere richiamati in ogni momento e in maniera diversa a seconda di quali siano le esigenze progettuali e all’interno di un Progetto BIM 3D.


In particolare abbiamo ottenuto un “Abaco degli arredi” inseribile in una tavola di progetto che contiene al suo interno molte informazioni sugli elementi di arredo inseriti nel modello BIM.

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                                                                                    Revit - abaco degli arredi – inserimento in tavola di progetto

Abaco degli arredi

Ora approfondiremo la relazione tra i tra i parametri presenti all’interno delle famiglie di Revit e il loro richiamo (campo) all’interno del progetto architettonico graficamente rappresentato dall’abaco.


Ricordiamo che gli abachi di Revit funzionano come maschere che contengono e richiamano al loro interno i parametri non solo di alcune famiglie parametriche importate nel progetto ma di tutto il modello BIM 3D, e pertanto è possibile combinare tra loro e richiamare graficamente campi che mettano in relazione parametri appartenenti ad oggetti diversi.


L’esempio più immediato che si può fare a proposito è la compilazione di un abaco, che oltre a fornire un elenco degli arredi presenti in tutto il modello, fornisca informazioni più precise e sempre aggiornate dell’ambiente di progetto architettonico nel quale ogni specifico elemento di arredo viene inserito.


Una classica suddivisione degli arredi per locale.
Per far ciò dobbiamo completare l’arredamento scaricando e inserendo in locali distinti ulteriori oggetti di Design come ad esempio:
-    un letto; una poltrona
-    un tavolo
-    una sedia; ecc.


Posizioniamo le famiglie, elementi di interior design, all’interno del progetto di arredo in Locali distinti, Come il Soggiorno, la Cucina e la Camera da Letto e assegniamo una etichetta all’oggetto BIM attraverso l’uso della nota chiave.

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                                                                                                                         Progetto di arredo – divisione locali

Come fatto in precedenza, il nostro abaco degli arredi si aggiorna automaticamente.


Colleghiamo i nuovi Elementi di Interior Design ad una loro immagine di anteprima selezionando la cella corrispondente. Si visualizza il selettore di “Gestisci immagini”, selezionare l’immagine dell’Arredo corrispondente e ripetiamo l’operazione per ogni altro nuovo oggetto di arredo presente nel progetto Architettonico.

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                                                                                               Abaco degli arredi – gestione immagine di anteprima

Tornando alla nostra tavola di progetto avremo una visualizzazione dell’abaco aggiornata.

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                                                                                           Abaco degli arredi – inserimento in tavola di progetto 1

Ora, per raggruppare gli arredi per locale è necessario inserire nell’abaco, campi di categoria diversa rispetto a quelli finora visualizzati, ma col medesimo procedimento.


Tornando alla vista Abaco degli arredi selezionabile nel Browser di progetto, nella barra proprietà della vista selezionare “Campi” e successivamente nella maschera delle proprietà selezionare Locale in campi disponibili.

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                                                                                                          Abaco degli arredi – inserimento campi Locale

In questo modo i campi ora selezionabili per arricchire il nostro abaco degli arredi posso essere presi anche dalla categoria Locale, ciò vuol dire che la nostra nuova tabella sarà composta da campi appartenenti a elementi del modello differenti ma che interagiscono tra loro.


Possiamo pertanto richiamare informazioni da parametri di diversi elementi in un unico abaco.


Pertanto aggiungiamo dal selettore i campi:
-    Locale: Nome
-    Locale: Numero
-    Locale: Livello
 

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                                                                                                     Abaco degli arredi – inserimento campi Locale 2

Verifichiamo in tavola di progetto il risultato ottenuto.

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                                                                                                       Abaco degli arredi – inserimento campi Locale 3

Come possiamo notare per ogni oggetto sono presenti, oltre alle informazioni che richiamano i parametri insiti nella famiglia importata, anche dove lo stesso è posizionato all’interno del progetto e più precisamente, il nome e il numero del locale che lo ospita e il piano dell’edificio (Livello) al quale è inserito.


In modo analogo a quanto fatto fino ad ora si possono inserire ulteriori campi e incrociare altri parametri.


Si può inoltre intervenire per ordinare/raggruppare l’abaco in modo da renderlo più leggibile, ed in particolare eliminare il ripetersi di voci uguali.


Dal menu delle proprietà della vista “Abaco degli arredi” ordinare per “nota chiave” e deselezionare “Elenca ogni istanza”.

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                                                                                                   Abaco degli arredi – ordinamento/raggruppamento

In questo modo otteniamo una visualizzazione in tavola più pulita e senza ripetizioni di immagini.

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                                                                                              Abaco degli arredi – ordinamento/raggruppamento 2

L’abaco può essere ulteriormente raffinato, spostando, filtrando o formattando campi ripetitivi o non necessari.


Ad esempio si può nascondere il campo (la colonna) nota chiave, poiché le stesse informazioni sono ripetute e raggruppate a piè di pagina di ogni riga, selezionando “Formattazione” dal menu Proprietà dell’Abaco e successivamente vidimare “Campo nascosto” per “Nota chiave”.

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                                                                                                                            Abaco degli arredi – formattazione

Ora l’abaco degli arredi ha un aspetto grafico chiaro e leggibili e privo di campi ripetitivi e con informazioni chiare. 


Notiamo che ogni elemento di arredo è raggruppato, conteggiato e sommato per il suo campo “nota chiave”. 

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                                                                                                   Abaco degli arredi – ordinamento/raggruppamento 3

Infatti la sedia modello “Mirto Indoor – IM58” è presente per n. 6 unità tutte al piano terra e più precisamente in cucina.


Mentre la sedia “Solo – S62” è presente per n. 4 unità sempre al piano terra ma all’interno del soggiorno.


Ora proviamo a spostare, alcuni di questi elementi in altri piani o locali del progetto per verificare che l’abaco funzioni nel migliore dei modi.


Posizioniamo ad esempio altre due sedie Mirto al piano primo e un'altra sedia Solo in cucina al piano terra.

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                                                                                                                           Progetto di arredo – divisione locali 2

Verifichiamo se e come è variato il nostro Abaco degli Arredi, di nuovo in tavola di progetto.

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                                                                                           Abaco degli arredi – ordinamento/raggruppamento 4

Ora abbiamo la riga della sedia “Mirto indoor – M58” sdoppiata e suddivisa per cucina al piano terra (n. 6 sedie) e disimpegno al piano primo (n. 2 sedie).


Per quanto riguarda invece la sedia “Solo – S62” si contabilizzano correttamente n. 1 unità in cucina e n. 4 unità in soggiorno tutte al piano terra. 
Possiamo affermare che l’abaco è correttamente impostato e funzionante.


Al fine di avere sempre sotto controllo il costo del nostro progetto di arredo è utile inserire la sommatoria dei costi dei singoli.


Sempre nel campo formattazione è facilmente applicabile il calcolo dei totali per ogni singolo campo; applicandolo a quello dei costi otteniamo contemporaneamente visualizzato nell’abaco il prezzo singolo e il preventivo totale del nostro progetto di arredo.
 

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                                                                                                                            Abaco degli arredi – formattazione 2

Le modifiche fin qui effettuate sono solo un primo esempio di come può essere realizzato un Abaco degli arredi. Il risultato è unicamente esemplificativo, molteplici sono infatti le possibilità di combinare le proprietà dell’abaco in modo da visualizzare le informazioni a seconda dello scopo progettuale.

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                                                                                                     Abaco degli arredi – inserimento in tavola di progetto 2

Una buona pratica è quella di generare un abaco con all’interno tutti i campi che si ritengono utili alla presentazione del proprio progetto, per poi duplicarlo in più viste e ad ognuna di esse applicare regole di visualizzazione diverse.
 

Tutorial

Bonus 110: PARTNERSHIP TRA RETE RILANCIO ITALIA E SYNCRONIA il portale di rifermento del mondo professionale

Siglata la partnership per il lancio della Piattaforma RILANCIO ITALIA che permette ai professionisti italiani la gestione del Superbonus 110 % in maniera facile e veloce.  

 

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Syncronia ha scelto di diventare media partner della Rete Rilancio Italia per dare l’opportunità ai professionisti italiani di poter diventare attori protagonisti nel complicato processo di far accedere le famiglie italiane al Superbonus 110.

La piattaforma Rilancio Italia è lo strumento tecnologico all’avanguardia che è stato realizzato con il supporto di professionisti, legali, assicuratori ed esperti nel settore della finanza per permettere di affrontare in maniera organica e strutturata i molteplici aspetti della normativa legata al Superbonus 110.

 

Gli oltre 170 documenti necessari per la gestione di una singola commessa possono disorientare e spaventare ma se vengono gestiti con la piattaforma tecnologica Rilancio Italia non sono più un problema. La piattaforma segue il professionista passo dopo passo con informazioni, alert, blocchi, strumenti ad hoc per risolvere i molteplici dubbi che sorgono quando si affronta una realtà così complessa.  

Alberto Costa, Presidente della Rete Rilancio Italia ed Alfercom srl, ideatore della piattaforma, dichiara ”nella realizzazione della piattaforma abbiamo ascoltato la voce dei professionisti coinvolti, grazie a loro,  abbiamo costruito una infrastruttura informatica tailor made sulle necessità di chi ci lavora, utilizzando anche la nostra decennale esperienza per la gestione di commesse di grandi infrastrutture”.

 

Carlo Bardelli, ammin. Delegato di Syncronia, puntualizza “abbiamo esaminato con grande attenzione le molteplici offerte presenti sul mercato ma siamo felici di aver trovato l’unica piattaforma che non è costruita per per un controllo documentale, per permettere lo smobilizzo del 110% da parte degli istituti finanziari. La piattaforma informatica Rilancio Italia invece, è lo strumento che segue il processo ed il professionista dalla sua gestazione allo smobilizzo finale”.

 

Syncronya srl, attraverso il Suo portale ed il suo magazine, in qualità di Media Partner, raggiugerà con i suoi consolidati strumenti e canali, i tecnici - architetti, ingegneri, geometri – le Aziende, per far loro comprendere, le peculiarità e le importanti funzionalità della Piattaforma Rilancio Italia 2020 dando la possibilità di utilizzarla a condizioni tariffarie agevolate.

 

La piattaforma permette ai professionisti di risolvere le domande delle famiglie che, entusiaste in un primo momento dalla straordinaria opportunità offerta dallo Stato Italiano, stanno ora pensando di lasciar perdere, spaventati dalla complessità delle pratiche da predisporre.

 

Con l'utilizzo della Piattaforma Rilancio Italia anche il più difficile e complesso degli iter può essere affrontato con fiducia e darà la possibilità di accedere al Superbonus ad un ampio numero di italiani.

 

Al termine del processo il visto di conformità per poter accedere al Superbonus 110 viene rilasciato da CAAF/ Cgil, il più grande CAAF ITALIANO, che ha siglato un apposito accordo con la piattaforma per fornire questo delicato servizio agli utenti a garanzia delle famiglie italiane.  

 

La Piattaforma Rilancio Italia permetterà ai professionisti e alle aziende di gestire con la massima linearità un processo che ha delle caratteristiche di gestione di tipo industriale:

 

  • la piattaforma gestisce in tutta sicurezza l'accreditamento, la certificazione, l'assicurazione, l'esecuzione dei lavori, le asseverazioni, lo sconto in fattura, la cessione del credito e tutti i relativi pagamenti.

 

  • la piattaforma memorizza informazioni, documenti, certificati, pratiche e le corrette prassi in ogni suo passaggio inserendo degli alert qualora alcuni documenti non fossero conformi evitando di creare degli Stop all' interno del processo.

 

 

A partire da giovedì 12 novembre, alle ore 17,30 e per altri 6 giovedì

Syncronia organizza delle dirette Facebook sulle seguenti tematiche :

 

-  12/11      presentazione piattaforma Rilancio Italia 2020

-  19/11      Superbonus : una opportunità grazie all’uso della piattaforma

-  26/11      Cessione credito d’imposta e sconto in fattura in piattaforma

-   3/12       le assicurazioni, in piattaforma la soluzione per ridurre i rischi

- 10/12       la gestione della documentazione in piattaforma 

- 17/12       dimostrazione della gestione della commessa e del configuratore  dell’offerta 

 

Per maggiori informazioni

Scrivi a [email protected]

Visita il sito www.rilancioitalia2020.it

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per contatti con la Stampa, interviste o articoli

 

Ufficio Stampa _ Dal Cero Comunicazione, Padova

Daniela Dal cero 335 635 85 21

[email protected]

Superbonus 110%

Upcycle House: materiali riciclati ed emissioni zero

Un team di architetti della Danimarca sta realizzando la prima Upcycle House, una casa costruita solo con oggetti e materiali provenienti da percorsi di riciclo delle vicinanze, sostenibile dal punto di vista energetico ed ambientale ed a basso costo. E' lo studio Lendager Architect l’autore del progetto che verrà realizzato nei pressi della città di Nyborg in Danimarca anche grazie alla collaborazione della Realdania Byg foundation, fondazione danese che promuove e supporta l’innovazione urbana ecosostenibile. Una residenza unifamiliare, con quattro camere da letto, che sarà in grado di rispondere ad elevati standard di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, limitando il budget di investimento a solo 1 mln di corone danesi, circa 134.000 euro.

Upcycle House Upcycle House

Come espresso dal nome stesso la “Upcycle House” non sarà una casa come le altre, ma verrà costruita utilizzando solo materiali di riciclo, seguendo un percorso di trasformazione ben più creativo del normale dove l’elemento non è semplicemente riciclato, ma trasformato in qualcosa di nuovo di grande qualità, sviluppato a partire da 4 indicatori: - riduzione della CO2 rispetto all’impiego di materiali tradizionali (oltre il 75% in meno); - un prezzo ridotto ed accessibile a tutti; - elevate prestazioni ma ridotta manutenzione; - accessibilità dei materiali per la maggior parte provenienti dalle vicinanze del sito, riducendo tempi, costi e sprechi   Upcycle House

La struttura portante è costituita da due container per il trasporto, le finiture sono in legno riciclato mentre l’isolante naturale impiegato per il terreno è realizzato in Technopor ottenuto dal riciclo delle bottiglie di vetro. Le pareti sono isolate con vecchi giornali trasformati in lana di carta, i muri a secco sono rivestiti in gesso riciclato con rivestimento esterno in Richlite, un materiale ottenuto dal riciclo della carta.

Upcycle House

La pavimentazione è ottenuta da un mix di granulato di plastiche riciclate e legno, mentre i restanti componenti provengono esclusivamente da demolizioni precedenti. Il tetto è formato da lastre trapezoidali in alluminio di riciclo da lattine di birra. L’efficienza energetica è poi assicurata dagli impianti per il recupero delle acque piovane, dal fotovoltaico e dalla massimizzazione della luce naturale. L’obiettivo sarà proprio quello di dimostrare che è possibile costruire una casa ad alta efficienza anche con fondi limitati, abbattendo nello stesso tempo CO2 e riciclando materiali inutilizzati, un esempio di green building non fine a se stesso ma replicabile in qualsiasi contesto. I traguardi raggiunti dalla Upcycle House sono notevoli, portando le emissioni di CO2 dai 5kg/mq/anno tradizionali a soli 0,7 kg/mq/anno. “Inizialmente abbiamo pensato che una riduzione del 65% di CO2 non fosse realistica – ha sottolineato Anders Lendager – ma una volta effettuato l’LCA (Life Cycle Assesment) su tutti i materiali del progetto, abbiamo scoperto una riduzione delle emissioni di CO2 pari all’86%. Con queste premesse perché nei codici di costruzione non è già stata prevista per legge una percentuale di materiali riciclati?”.       (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) lendagerark.dk © Jesper Ray; © Polfoto            

Materiali

Abitare il borgo: nuove forme, modelli e texture

25 Ottobre 2018

Contrà Leopardi recupera il “modello storico” dei borghi antichi, rielaborati alla luce di conquiste che garantiscono migliori condizioni di vita e soluzioni tecnologiche innovative improntate al risparmio energetico. Contrà Leopardi

L'intervento, opera dello studio Toti Semeraro, si compone di 15 blocchi residenziali da 2 a 4 piani che racchiudono 36 unità abitative in provincia di Treviso, costruiti in un calibrato equilibrio di pieni e di vuoti, fitto tessuto di piazze, slarghi, calli, giardini e terrazze.

Contrà Leopardi Contrà Leopardi

Il benessere abitativo è garantito dall'impiego di materiali naturali ed eco-compatibili, come il laterizio e l'intonaco in Nigra Padoana che permettono all'edificio di "respirare" e non rilasciano sostanze inquinanti, garantendo un clima salubre all'interno delle case. La Nigra Padoana è un intonaco traspirante di calce idraulica naturale, che riproduce una miscela storica molto diffusa nell'area veneta. Tale materiale è stato applicato sia sui muri delle abitazioni sia su quelli dei giardini, per creare un effetto di avvolgimento visivo. Particolare attenzione è stata dedicata al contenimento energetico volto ad ottimizzare il sistema dell'involucro edilizio. Il lavoro di ricerca ha portato alla realizzazione di una nuova tipologia di parete, un sistema-muro di 48,5 cm di spessore brevettato da Canova. Le caratteristiche di questo sistema sono: - Utilizzo di materiali tradizionali quali laterizio, intonaco in calce naturale, cocciopesto e cemento, che garantiscono stabilità nel tempo. - Realizzazione di una doppia parete: la parte interna, con uno spessore di 25 cm, che può essere portante o meno, e un involucro esterno di 18 cm che avvolge l'intera struttura portante per evitare la formazione di ponti termici. Tra i due blocchi di laterizio vi è una camera d'aria di 2 cm nella quale è inserito il sistema di aggancio della parete esterna alla struttura interna. - Utilizzo di blocchi di laterizio porizzato, in cui è presente un gran numero di micro cavità, fra loro non comunicanti, ottenute miscelando all'argilla materiali combustibili naturali come farina di legno e paglia. Durante la cottura questi elementi bruciano senza lasciare residui e si ottengono blocchi più leggeri e con minore conduttività termica. I blocchi hanno inoltre una particolare geometria dei fori che riduce i moti convettivi dell'aria ed aumenta la resistenza termica. - Utilizzo di materiali naturali: contribuiscono a creare un clima salutare e consentono alle pareti di respirare, evitando la formazione di condensa all'interno dell'abitazione e della parete stessa. Oltre al laterizio sopra descritto, la parete è realizzata con intonaco esterno traspirante di calce naturale. - Elevata massa, che garantisce inerzia e accumulo termico. Contrà Leopardi

La muratura è stata certificata dal Laboratorio di analisi Ri.Cert. e brevettata. Lungo i percorsi principali il progetto ha inserito dei "variatori" architettonici che racchiudono le terrazze, fungendo da frangisole, schermature e supporto per i rampicanti. Questi elementi sono realizzati con tralicci di legno di iroko, con strutture in ferro verniciato rivestite da lamiere microforate e microstirate, con "canneti" di legno di cedro. Particolarità del progetto sono degli scuri a filo esterno con struttura in acciaio e finitura in intonaco, realizzata con la stessa miscela utilizzata per gli intonaci dei muri. Una volta chiusi, gli scuri modificano la forometria della parete celando le aperture di finestre e porte. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.contraleopardi.it www.semerano.com Immagini: © Carlo Carossio; © Toti Semeraro

Marco Mignatti 

Bioedilizia

Novità Wallpepper

 Interno milanese, Zanotta e Salvioni

Una dichiarazione d’amore alla città di Milano, al suo stile e alla sua storia: il progetto culturale ed espositivo di Zanotta e Salvioni Milano Durini è stato inaugurato recentemente e racconta una storia intima, uno sguardo sugli interni del capoluogo meneghino, una dedica a chi la vive e l’ha vissuta.

 

wallpepper

      

Il secondo piano dello showroom Salvioni si trasforma così in un appartamento senza tempo e sempre attuale,  dove gli arredi curati da Zanotta dialogano con le opere di Carlo Stanga rappresentanti diverse prospettive della città: le opere Fine-Art montate su dibond, sono state stampate con qualità e competenza da Spazio 81 mentre una grande, magnifica visione di Milano, una delle opere più iconiche dell’autore, è stampata su carta da parati WallPepper®TNT arredando la zona living con una risoluzione eccezionale ed assolutamente fedele. 

 

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WallPepper® per l’occasione ha inoltre presentato grafiche a catalogo in una nuova versione, in armonia con quell’emozione unica che vale la pena guardare con i propri occhi.

News dalle aziende

Esagoni d’alluminio curvato

16mila moduli esagonali in alluminio caratterizzano il Museo Soumaya di Città del Messico, un’architettura imponente  realizzata in sei anni dall’architetto Fernando Romero. Un edificio che ha più le caratteristiche di una scultura, descritta come “abbagliante”, “sgargiante” e della quale è stato anche detto “impossibile da costruire”. Una sfida che, invece, l’architetto sudamericano (uno dei più giovani del paese) ha vinto.

museosoumaya

 

La difficoltà è data dall’exterior: una facciata riflettente e lucida, sulla quale gli esagoni d’alluminio sembrano in bilico. Una struttura di grandi dimensioni e molto pesante, per la quale è stato necessario progettare uno scheletro di 28 colonne verticali in acciaio curvato e sette solette di rinforzo che incorniciano l’architettura. Un effetto reticolare difficile da realizzare e studiato grazie a un sofisticato software tecnologico sviluppato dalla Geometrica - network internazionale che sviluppa software e applicazioni per il  building.

View of the Museo Soumaya --the second m

Questo software ha permesso al team di architetti e ingegneri di visualizzare il progetto in un modello tridimensionale e effettuare tutti i calcoli necessari in modo che la struttura, all’apparenza in bilico, fosse invece ben salda e in equilibrio. In digitale sono stati posizionati tutti gli esagoni in modo da studiarne l’orientamento e il grado di curvatura della superficie per adattare la forma al modello reticolare di base, valutando anche possibili naturali variazioni della struttura in acciaio e calcestruzzo. Il risultato è sorprendente perché il reticolo esterno diventa cornice affascinante che nasconde le colonne di sostegno e quasi 100mila elementi tubolari della struttura portante. museo_soumaya_slide

Una curiosità, quest’architettura vuole essere anche uno scrigno. Voluto da Carlos Slim Helu, l’uomo più ricco del mondo, il Museo Soumaya - che prende il nome della moglie di Slim morta nel 1999 - conserva una prestigiosa collezione d’arte internazionale: con 66mila opere è la più grande di tutta l’America Latina. L’accesso alla collezione è gratis. Dal momento che molti messicani non possono permettersi di viaggiare all’estero per vedere collezioni d’arte, Carlos Slim Helu ha voluto ospitare una prestigiosa collezione internazionale in Messico. L'edificio comprende 20.000 metri quadrati di spazio espositivo divisi tra cinque piani, oltre a un auditorium, bar, uffici, un negozio di souvenir e una hall multiuso. Il piano superiore è il più grande spazio del museo, con il tetto sospeso che si affaccia sulla città. www.fr-ee.org www.geometrica.com

Facciate

Un cemento fotocatalitico

 

Un materiale ecocompatibile, innovativo e di elevata qualità che, oltre a garantire protezione, abbatte gli agenti inquinanti nei centri urbani grazie all’azione fotocatalitica attivata dalla luce del sole. TunnelUmbertoIRoma

Poiché lo smog, da anni, rovina di giorno in giorno palazzi, monumenti e interi centri urbani, in edilizia e architettura si è dato ampio spazio alla ricerca di materiali in grado di mantenere inalterata nel tempo la qualità estetica degli edifici e, una della soluzioni valide. Sperimentate con successo è TX Active®, il cemento “mangia smog” principio brevettato da Italcementi Group, azienda leader nel settore dei materiali per l’edilizia.

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TX Active® viene applicato sulla superficie in quanto è la sola porzione che interagisce con l’atmosfera; il principio fotocatalitico non viene impiegato in applicazioni strutturali ma solo laddove sia possibile mantenere spessori modesti: da alcuni centimetri fino a pochi millimetri.

Per le sue importanti proprietà è stato applicato a molte opere architettoniche di pregio la cui bellezza viene preservata con l’effetto autopulente. Italcementi Group approccia il mondo dell’edilizia con le più avanzate tecnologie messe a punto dalla ricerca con una forte vocazione per la qualità e l’innovazione.

www.italcementi.it

Materiali

Mapei: prodotti ecocompatibili per architetture di qualità

Fondata nel 1937 a Milano, Mapei è diventato negli anni il maggior produttore mondiale di adesivi e prodotti per l’edilizia. Con il tempo l’azienda ha sviluppato una sensibilità sempre più forte verso la sostenibilità, arrivando a destinare oltre il 70% degli investimenti della ricerca e sviluppo per lo studio di prodotti eco-sostenibili. Era il 2000 quando le fu assegnato il “Premio Impresa Eco Efficiente” nella categoria “Prodotti Eco-compatibili” in un’importante iniziativa della Regione Lombardia e della Camera di Commercio, in cui si sottolineò l’importanza dei manufatti a basso impatto ambientale. Oggi l’impegno nel settore è ancora più forte, come mostrano alcuni dei principali building nei quali Mapei è stata coinvolta, a fianco dei migliori architetti internazionali. Marina-Bay-Sands.jpg Il resort Marina Bay Sands di Singapore, realizzato dall’architetto israeliano Moshe Safdie, comprende anche l’ArtScience Museum e il Gardens By the Bay: un progetto avveniristico per il quale sono stati posati rivestimenti diversi, quali ceramica, marmo, bamboo e ardesia. Sono stati realizzati dei lavori di impermeabilizzazione per garantire protezione dall’umidità e resistenza al calpestio. Per questo, sono stati scelti prodotti Mapei a bassissima emissione di sostanze organiche volatili (VOC). Il progetto è stato certificato secondo Leed e. ottawa1.jpg Il centro Congressi Ottawa si caratterizza per grandi vetrate che favoriscono l’illuminazione naturale. Progettato dallo studio canadese Brisbin Brook Beynon, ha ricevuto la certificazione Leed Silver per le sue caratteristiche di eco sostenibilità come la raccolta e l’utilizzo dell’acqua piovana e l’impiego di materiali riciclati per la realizzazione del tetto. Particolare attenzione è stata rivolta ai prodotti per le pavimentazioni: soluzioni eco sostenibili Mapei a bassissima emissione di sostanze organiche volatili sono state scelte per preparare i supporti e posare piastrelle in eco moquette in alcune zone del building. reflections_at_keppel_bay_commanding_views_at_vantage_points.jpg L’edificio Reflecyions a Keppel Bay a Singapore, di Daniel Libeskind, è stato premiato nel 2012 con il Green Mark Global Award per il basso impatto ambientale. All’interno delle 11 edifici e 6 torri, sono state posati materiali di pregio come parquet in legno di quercia e piastrelle di marmo naturale; granito, mosaico in ceramica e marmo sono invece stati scelti per gli ambienti esterni. In particolare, per la posa dei rivestimenti e la stuccatura delle fughe sono stati usati prodotti a bassa emissione di sostanze organiche volatili in grado di resistere alle sollecitazioni termiche, all’umidità e al traffico pedonale. 1 Bligh Street_7

Costruita secondo i criteri eco sostenibili che le hanno valso la certificazione 6 Green Star da parte del Green Building Council of Australia, 1 Bligh Street è una torre di 12 piani situata a Sydney. È stata nominata il “miglior edificio alto in Asia e Australia”. Il cantiere prevedeva l’uso di prodotti eco sostenibili come adesivi a bassa emissione. Mapei ha fornito adesivi per la posa di uno strato di isolante acutivo sul sottofondo del calcestruzzo e prodotti per la posa di pavimenti e rivestimenti di calcare e piastrelle vetrificate. dragon-bridge.jpg

Dragon Bridge è a Da Nang in Vietnam. È un ponte in calcestruzzo sormontato da arcate in acciaio a forma di drago. Il peso delle campate e l’esposizione delle aggressioni atmosferiche hanno reso necessario l’utilizzo di prodotti specifici sia per realizzare il calcestruzzo sia per proteggere la struttura. Mapei ha fornito additivi per calcestruzzo e vernice eco sostenibile resistente ai raggi ultravioletti.

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La responsabilità ambientale è alla base delle scelte aziendali, a partire dalle fasi di progettazione e intervento; assicurare maggiore durabilità significa evitare interventi successivi sugli edifici e sulle infrastrutture. I prodotti Mapei sono il risultato di un intenso lavoro di ricerca, finalizzato ad ottenere formule innovative integrabili in sistemi applicativi completi, sempre più efficaci. Un’attenzione di riguardo va anche all’impiego di sostanze compatibili con la salute dei professionisti che lavorano in azienda e nella scelta soluzioni tecnologiche avanzate che contribuiscono alla salvaguardia ambientale. L’eco sostenibilità è un impegno che richiede metodo, applicazione e ricerca, ma soprattutto esperienza. E per questo Mapei si impegna a lavorare su grandi progetti architettonici e realizzazioni importanti anche dal punto di vista ambientale.

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Sustainable Smart Insulation. Sviluppo di pannelli isolanti per edilizia in carta da macero e pcm

Un estratto della Tesi di Laurea Magistrale in Design & Engineering, A.a. 2010/2011 di Marta Musitelli Scuola del Design, Politecnico di Milano Relatore: Prof.ssa Barbara Del Curto Correlatore: Prof.ssa MariaPia Pedeferri Sustainable Smart Insulation è il titolo della tesi di ricerca svolta da Marta Musitelli presso il Politecnico di Milano. Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di pannelli isolanti ecosostenibili ed innovativi, realizzabili tramite l’utilizzo di due componenti: la cellulosa, ottenuta dal riciclaggio della carta da macero, e i materiali a cambiamento di fase (Phase Change Materials o PCMs), sostanze capaci di accumulare e rilasciare calore in modo programmato. Attraverso la miscelazione delle due sostanze durante la fase di lavorazione del macero, è stato possibile ottenere un materiale composito con caratteristiche del tutto nuove, nelle quali si uniscono le proprietà termiche dei due componenti. In campo edilizio, i PCM sono impiegati e studiati da diversi anni per migliorare le capacità di isolamento termico delle pareti. Le fibre di cellulosa vengono invece utilizzate come materiale coibente ecologico. Lo scopo della ricerca è quello di ottenere un pannello isolante di matrice cellulosica arricchito dalle proprietà termiche dei PCM e di effettuare degli studi e delle prove per verificarne l’idoneità nel contesto d’uso. Sono state proposte e sperimentate diverse idee per ottimizzare le proprietà del materiale, quali: leggerezza, resistenza meccanica, resistenza al fuoco, resistenza all’assorbimento di acqua e sostenibilità ambientale. La presenza di zone d’aria all’interno della struttura di un materiale riduce la densità e al tempo stesso migliora le proprietà isolanti. Allo scopo di ottenere un pannello più performante e leggero sono state sperimentate diverse tecniche di inclusione dell’aria all’interno del nuovo materiale in carta da macero e PCM, quali ad esempio:
  1. Processo di liofilizzazione
  2. Processo di lievitazione
  3. Distribuzione di fiocchi
  4. Modellazione della forma
Un efficace metodo per ottenere vuoti d’aria all’interno di una struttura è la liofilizzazione. Portando a basse temperature una sostanza contenente acqua si ottengono dei cristalli di ghiaccio ed il volume di acqua aumenta. Mantenendo le basse temperature si procede all’abbattimento della pressione fino ad un valore tale da permettere la sublimazione del ghiaccio in vapore tramite un leggero aumento di temperatura. In questo modo si evita la formazione della fase liquida di acqua che impregnerebbe le fibre e causerebbe il collasso della struttura. A seconda della concentrazione di acqua immessa nella polpa si ottengono risultati differenti. L’aumento di volume e la perdita di peso sono evidenti in entrambi i casi: con una concentrazione di acqua pari a 10 volte il peso del cartone si ottiene una consistenza leggera ma a granuli; con una concentrazione di acqua di circa il doppio della precedente si ottiene una consistenza leggera e più omogenea. Un secondo metodo sperimentato consiste nell’utilizzo di agenti lievitanti, come ad esempio il Bicarbonato di Sodio, in grado di decomporsi ad alte temperature e di creare particelle di anidride carbonica all’interno della polpa bagnata, che durante la fase di asciugatura in stufa aumentano di volume grazie all’ebollizione dell’acqua. L’aggiunta di Bicarbonato di Sodio in diverse quantità conferisce risultati differenti: il pannello realizzato con 30% di Bicarbonato mostra un notevole aumento di spessore rispetto al pannello senza additivi; il pannello con 50% di Bicarbonato mostra un aumento di spessore ulteriore rispetto al precedente arrivando ad essere circa il doppio del pannello senza additivi. Un terzo metodo sperimentato è quello di ottenere una struttura leggera tramite la stratificazione dei fiocchi di cellulosa che si ottengono dalla sfibratura del cartone. Questo metodo permette di ottenere leggerezza grazie all’aria che rimane intrappolata fra le fibre disordinate, ma non risultano adatti all’utilizzo in campo edilizio poiché non sono lavorabili e resistenti meccanicamente. Sfoglia il pdf e continua a leggere la ricerca
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