Rivestimenti innovativi: architettura e colore

16 Gennaio 2019

Inaugurato a Londra nel maggio scorso, dopo quasi 10 anni di lavoro, Central Saint Giles è un nuovo complesso multifunzionale, situato a Camden, quartiere a nord della città, tra Covent Garden e Bloomsbury, nuovo perno della vita sociale londinese. In una zona formata da un complesso mosaico di strade medioevali, blocchi urbani ed edifici più o meno moderni, quest’edificio sostituisce un vecchio fabbricato in mattoni, in precedenza sede di uffici dei Servizi Segreti. central_saint_giles

Una combinazione di facciate colorate e cangianti, dai volumi complessi, modulati in successione, frammentati e ridotti di scala così da armonizzarsi con gli edifici circostanti, opera di Renzo Piano Building Workshop, in collaborazione con Fletcher Priest Architects, composta da pelli appariscenti, ognuna con aspetto diverso, per altezza, orientamento, colore e rapporto con la luce naturale. Vetro, acciaio e ceramica sono gli elementi caratterizzanti il rivestimento, che si fondono in un gioco armonioso. Central Saint Giles

I rivestimenti sono in terracotta smaltata, pezzi speciali realizzati in argilla seccata e cotta per due volte ad altissime temperature, ancorate alla struttura retrostante, a sua volta appoggiata su esili colonne di colore grigio chiaro enfatizzata da colori brillanti, come il rosso, l’arancione, il giallo e il verde. Una pelle in ceramica finemente cesellata, con modanature in bassorilievo, che va a definire moduli ripetitivi, nei bordi e nelle cornici delle finestre, come una sorta di normografi colorati sopra contenitori completamente vetrati. Central Saint Giles

22 facciate, che, oltre ai colori, hanno misure differenti: da 7/10 piani o da 10/14 piani, andando ad individuare 13 edifici singoli, facenti parte di un quartiere omogeneo per una maggiore integrazione del progetto a scala urbana. Le facciate con le loro cromie, accentuano la volumetria del complesso, già abbondantemente frastagliata e sono composte da una struttura ventilata a doppia pelle, con serramenti a lamelle orizzontali orientabili e motorizzati. Central Saint Giles La struttura è composta da una superficie totale di 64 mila mq, formata da due blocchi adiacenti, con destinazioni d’uso molteplici, in cui si inseriscono 37 mila mq di uffici, appartamenti, unità commerciali e ristoranti. Central Saint Giles Raggiungibile mediante cinque ingressi pedonali, al centro, ha un’ampia corte, una sorta di piazza, in cui si concentrano le attività pubbliche. La piazza, al cui centro vi è una quercia alta 20 mt, è visibile dall’esterno grazie ad una vetrata a doppia altezza: 6 mt di vetro trasparente, irrigidito da costole verticali di vetro strutturale, che consente appunto una totale permeabilità massima trasparenza. Questa facciata è arretrata di quasi 2 mt rispetto al fronte e permette di staccare da terra i blocchi superiori, creando uno stretto portico ritmato da pilastri verticali a sezione circolare. Negli interrati sono stati posizionati i locali impiantistici, i parcheggi e i magazzini, compreso l’impianto a biomasse che fornisce calore agli uffici e agli appartamenti. La copertura è occupata da una zona verde estensiva, con terrazze accessibili da appartamenti ed uffici, che si uniscono a piccoli giardini d’inverno interni, ottime ed ecosostenibili salette per la pausa. www.centralsaintgiles.com Immagini: © RPBW; © L&G and MEC; © Michel Denance; © Hufton & Crow; © Joost Moolhuijzen; © Maurits van der Staay.

Marco Mignatti  

Architettura

¿ Espacio BIM ?

¿Todavía no conoces Espacio BIM? Se trata de una empresa que presta tanto servicios en el ámbito de la consultoría como formación e-learning en entornos BIM, VR (Realidad Virtual), AR (Realidad Aumentada) y MR (Realidad Mixta). Además, cuenta con el respaldo de Autodesk y Chaos Group puesto que es ATC o Authorized Training Center para ambos casos. Así mismo, en Espacio BIM cuentan con un gran abanico de profesionales experimentados en metodología BIM, así como en VR, AR y MR.

Consultoría BIM, y VR, AR y MR

El área de Consultoría BIM, y VR, AR y MR de Espacio BIM, cuentan con un gran abanico de servicios: y es que a día de hoy, son la única consultora especializada en metodología BIM, y Realidad Virtual, Realidad Aumentada y Realidad Mixta. Prueba de ello son los trabajos llevados a cabo en el sector AEC (Arquitectura, Ingeniería y Construcción): Implantación BIM en promotoras, constructoras, estudios de arquitectura...; Consultoría BIM para gestión de activos; O creación de recorridos virtuales y nube de puntos entre otros. Aquí te dejo algunos ejemplos de los trabajos realizados en Consultoria BIM, y VR, AR y MR.

BIM Software Store

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Máster y Cursos BIM y de Realidad Virtual Online

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Tutorial

Acciaio riciclato, pannelli fotovoltaici e legno di scarto per il primo quartiere "Carbon Neutral"

5 Ottobre 2018

Molteplici esempi di insediamenti residenziali testimoniano come da qualche anno, in Europa, la sostenibilità in architettura sia sempre più applicata alla dimensione urbana e non solo al singolo edificio. Il modello di sviluppo sotteso a questa tendenza è l’Ecoquartiere una tipologia insediativa in grado di associare alle tecnologie costruttive e ai principi progettuali tipici della bioarchitettura quello dell’aggregazione sociale, contemplando in tal modo i tre principali fattori della sostenibilità: preservazione dell’ambiente, fattibilità economica e benessere sociale. BedZed2

Il quartiere BedZED, Beddington Zero (fossil) Energy Development, costituisce il primo esempio di comunità Carbon Neutral realizzata.  Progettato dall'architetto Bill Dunster e dal gruppo ZEDfactory, è stato realizzato dal Peabody Trust, associazione operante nel settore dell'edilizia sociale, e nasce con l'obiettivo di esplorare le potenzialità di uno sviluppo urbano sostenibile ad alta densità a zero emissioni inquinanti e consumi energetici. Costruito su di un'area dismessa a sud di Londra, BedZED è un insediamento di 82 alloggi a conduzione mista (abitazione sociale, convenzionata e in vendita) con più di 3000mq di spazi dedicati al lavoro, servizi, commercio e usi ricreativi. BedZed1

I materiali sono tutti di recupero e prodotti ad una distanza inferiore ai 35 km dal sito, così da ridurre l'impatto ambientale dovuto alle emissioni nocive dei camion. In particolare, il 60% dei mattoni è fabbricato sul posto, il legno proviene da foreste sostenibili ed il ferro da una stazione ferroviaria demolita. Sotto l'asfalto, uno strato di vecchie bottiglie frantumate garantisce il drenaggio dell'acqua piovana. Il risparmio energetico è garantito attraverso l'orientamento dell'edificio e l’involucro edilizio altamente isolato, cinque volte superiore agli standard, grandi finestre a sud caratterizzate da doppi o tripli vetri e serre solari consentono di accumulare il calore in inverno.

bedzed21

Il ricambio dell’aria e la sua circolazione negli ambienti sono ottenuti con un sistema di ventilazione naturale attraverso camini a vento che contraddistinguono i tetti dell’abitato. Tetti verdi aumentano l'inerzia termica dell'edificio ma anche il valore ecologico del sito e la capacità di assorbimento del carbonio. Le scelte costruttive si declinano in struttura in acciaio riciclato per gli uffici; struttura in calcestruzzo per le residenze; impiego di un numero minimo di elementi prefabbricati e di sistemi ad alta tecnologia uniti a materiali edilizi tradizionali del luogo. cupr_bedzed_2007-1 L'energia necessaria agli appartamenti è generata da 777 mq di pannelli fotovoltaici posti sulle pareti a sud e da una centrale termica (impianto di cogenerazione alimentato da biomasse)che brucia legno di scarto proveniente da aziende locali, ovvero dalla potatura degli alberi di Boroughs, sutton e Croydon. Un apposito sistema sul tetto, convoglia le acque piovane poi raccolte in apposite vasche e riutilizzate per lo scarico dei bagni e per innaffiare le piante. ofnz_pep.ecn.nl_bedzed6

BedZED, i cui costi di realizzazione sono davvero poco superiori rispetto a quelli di un insediamento standard, è stato progettato per essere costruito ovunque, considerando che in Inghilterra, entro il 2016, ogni nuova costruzione dovrà essere alimentata con energia rinnovabile prodotta sul posto, questa sua caratteristica diviene fondamentale. Nel quartiere, inoltre, sono molto utilizzati il car sharing ed il car pooling nonché una scooter elettrici. Anche la spesa, attraverso un sistema di distribuzione del cibo a chilometri zero, oltre a ridurre gli impatti legati al trasporti delle merci o delle persone, favorisce lo sviluppo di un sistema economico locale. qbow_mattkatiebrown.files.wordpress.com_bedzed2 (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.zedfactory.com/zed www.bioregional.com Immagini: © 2010 Andrew Butterton; © 2010 ZEDfactory Ltd; ©2009One Planet Living; ©2008 The Independent.

Carlo Bardelli

Bioedilizia

Pyramidenkogel, la torre più alta

19 Marzo 2019

Nel comune di Keutschach am See in Carinzia, regione austriaca rinomata per varietà e bellezza dei suoi paesaggi, sarà inaugurata a giugno 2013 Pyramidenkogel, la nuova torre panoramica in legno più alta al mondo. Realizzata da Rubner Holzbau e progettata dallo Studio di Architettura Klaura, Kaden + Partners di Klagenfurt, questa innovativa costruzione è un mirabile punto di osservazione che raggiunge quasi 100 metri di altezza. pyramidenkoge_kramer

16 potenti supporti in legno disposti a ellisse formano una struttura a cestello, avvitato a spirale nel cielo, che si erige come una spettacolare scultura immersa nello splendido ambiente circostante, offrendo un importante contributo al rilancio del turismo di questa regione. Questo ambizioso progetto rappresenta una nuova frontiera nell'ambito delle grandi opere verticali in legno, sia per la concezione moderna della struttura sia per la ricerca e l'applicazione di tecnologie costruttive all’avanguardia che valorizzano le elevate prestazioni di questo materiale: resistenza statica, sicurezza, velocità di realizzazione, eco-compatibilità e performance energetiche. Pyramidenkogel torre

La torre si sviluppa su 10 livelli regolari con una altezza di 6,40 metri ciascuno, in cima ai quali sono state progettate due piattaforme di 3,20 metri, esposte per la vista panoramica. L'intera struttura è composta da 16 pali in legno lamellare di provenienza locale, irrigiditi da 10 anelli ellittici e 80 puntoni diagonali. La sede di Rubner Holzbau in Austria (Ober-Grafendorf) si occupa della produzione di circa 500 m3 di legno lamellare, di 1.000 m2 in X-Lam e di 300 tonnellate di acciaio, in collaborazione con la ditta Zeman, fornendo al sito tutti i materiali necessari per la realizzazione dell’opera, nel pieno rispetto del calendario di consegna. L'alto grado di prefabbricazione e i tempi di costruzione contenuti consentono di pianificare sia la quantità di lavoro in cantiere sia di coordinare le diverse fasi di messa in opera, assicurando così molteplici benefici e un notevole risparmio in termini di costi. Da tutte le piattaforme della torre, i visitatori potranno godere di una splendida vista a 360° sui laghi e sulle vallate della Carinzia, fino a raggiungere, tramite scale o ascensore, la Skybox a circa 60 metri di altezza, protetti dalle finestre panoramiche. Particolarmente originale è lo scivolo più lungo d’Europa che da 50 metri conduce direttamente al piano terra e offre, a tutti coloro che lo desiderano, un’esperienza unica e divertente. Per la sua esclusività, Skybox sarà a disposizione, inoltre, come location per eventi e manifestazioni. Iniziati nel febbraio 2013, i lavori procedono come da agenda e l'apertura della torre è prevista a giugno 2013. (Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.klaura-kaden.at www.rubner.com   Klaura+Kaden+Partners Pyramidenkogel, Carinzia, Austria Materiali: Legno lamellare, acciaio Applicazione: Involucro, struttura Apertura: giugno 2013 Immagini: © DI Heimo Kramer; © Graf Holztechnik.

Edoardo Croci  

Architettura

Zintek®: Texture in lamiera stirata di zinco-titanio

19 Ottobre 2019

Uno spazio innovativo che coniuga design e degustazione: la sede della distilleria Psenner a Termeno sulla Strada del Vino, è il primo progetto europeo realizzato con lamiera stirata in zinco-titanio dalla Zintek®. zintek

Distilleria fra le più celebri dell’Alto Adige, e affermata a livello internazionale, Psenner è da oltre da oltre 60 anni sinonimo di grappe e distillati di qualità. La volontà dell'azienda di voler comunicare un’identità propria fatta di trasparenza e visibilità, ha ispirato gli architetti Freissinger ed Elzmbaumer, che hanno curato il progetto della nuova sede inaugurata quasi un anno fa: portare dall’interno all’esterno l’immagine dei processi di lavorazione.

zintek

L’involucro della sede ha così preso a prestito alcuni dettagli dalle tre fasi fondamentali della produzione Psenner - la distillazione della grappa, l’evaporazione e la successiva condensazione - che avvengono in tubi e alambicchi di rame: da questi si generano le forme del tubo che caratterizza lo showroom, dove il visitatore è guidato da espositori in onice retroilluminato che cambia colore, creando un ambiente sempre diverso. E da qui nascono le “bolle” di vapore, forme rotonde inserite nel manto in lamiera stirata zintek® che riveste il capannone della produzione: così come il vapore sale, così si muove l’energia della produzione che c’è dietro.

zintek

Scelta per la sua consistenza, che ricorda quella di un tessuto, la lamiera stirata è stata infatti di proposito montata a rovescio, con le aperture determinate dalla stiratura rivolte verso l’alto per valorizzare al massimo l’illuminazione notturna data da una luce di un bianco caldo, filtrata da vetro satinato, che accende dall’interno le pareti dell’edificio. Un effetto di grande suggestione, reso possibile dalla lavorazione artigianale delle lastre e dalla qualità delle maestranze che hanno realizzato l’opera, nel caso specifico gli installatori specializzati dell’azienda Schmidt AS di Bolzano. Grazie alla sua ottima lavorabilità, lo zintek® si è dunque rivelato ideale nel seguire i dettagli di un progetto innovativo, e in grado di armonizzarsi perfettamente con gli altri materiali impiegati, primo, fra tutti, il vetro total white delle grandi vetrate che riduce al massimo la differenza tra interno ed esterno, in un richiamo continuo al concetto di trasparenza.

Nata per celebrare in chiave contemporanea l’antica arte della distillazione, la nuova sede di Psenner è oggi un punto di riferimento sia per il mondo del gusto (sarà infatti luogo di promozione per eventi e attività di formazione e informazione) sia per quello del design industriale.(Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza).

Carlo Bardelli  

Materiali

Soft House. Una facciata tessile dinamica, low-energy e in legno

11 Marzo 2019

La città di Amburgo si trasformerà, fino a settembre, nella capitale europea dell’architettura sostenibile anticipando le tendenze delle smart city del futuro, per trovare una risposta innovativa ai problemi più urgenti dell’abitare urbano contemporaneo. softhouse-alchimag-slide

L’occasione è l‘International Building Exhibition (IBA), evento con oltre un secolo di storia, nato nel 1901, ed oggi più che mai spinto verso l'i innovazione green del settore delle costruzioni. Centinaia sono le proposte progettuali sorte in poche settimane tra le strade di Amburgo con paternità internazionale. Architetti, paesaggisti, urbanisti, ingegneri si incontrano per mettere in atto le più svariate soluzioni architettoniche legate alla realtà e, soprattutto, esportabili in qualunque altro contesto. Soft House

Tra i protagonisti indiscussi dell’IBA, troviamo un team pluripremiato proveniente dal Massachussets Institute of Technology (MIT), autori della “Soft House”. “Un’architettura adatta a rispondere ai continui cambiamenti del nostro tempo”, sottolinea l’architetto Sheila Kennedy docente del MIT e team leader dello studio KVA Matx, dove le infrastrutture energetiche non sono fini a se stesse, ma interpretate come mezzo per creare edifici innovativi dove le tecnologie sono protagoniste. Soft House Inserita nella comunità di Wilhelmsburg Island, Soft House presenta: - una facciata dinamica a sud realizzata con una rete di strisce in materiale tessile integrate alle celle fotovoltaiche e applicati ad un sistema ad assi orizzontale ad inseguimento solare. Gli elementi fotovoltaici sono sempre orientati verso il sole captando il massimo quantitativo di energia pulita per alimentare l’abitazione. Nello stesso tempo il tessuto della facciata si trasforma in un brise-soleil naturale: schermatura che protegge i locali interni dal calore durante i mesi estivi, lasciando penetrare la luce in profondità nel periodo invernale; - una struttura in legno leggero e componenti lignei mobili che trasformano la solida struttura perimetrale delle classiche Passivehaus tedesche, in uno spazio abitabile flessibile e modellabile, perfettamente rispondente agli standard Passivehaus. - energia prodotta dalle “tende fotovoltaiche” è trasferita direttamente all’impianto di illuminazione al LED, indispensabile per mantenere basso il livello di emissioni di carbonio.

Soft House

La Soft House è la chiara dimostrazione di come la tecnologia energetica, possa trasformarsi in un complemento di design che contribuisce all’efficienza energetica delle costruzioni a basso consumo, oltre ad essere completamente smontabile e riciclabile alla fine del ciclo di vita dell'edificio. “Abbiamo bisogno di raggiungere la massima creatività e la flessibilità per scoprire fin dove ci possono portare i nuovi materiali”, afferma Sheila Kennedy . “Le applicazioni più interessanti per i nuovi materiali sono quelle che lavorano a differenti livelli, una volta raggiunto questo obiettivo, saremo in grado di inserirci nel mercato, rivoluzionando l’architettura sostenibile”. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.kvarch.net web.mit.edu Immagini: © 2013 Kennedy & Violich Architecture   Soft House, Kennedy & Violich Architecture Superficie unità residenziali: 4/180 mq Completato: Marzo 2013 Materiali: Legno, Membrane tessili Applicazioni: Struttura, Involucro, Schermature.

Carlo Bardelli    

Facciate

IN SCENA L’ARTE DEL METALLO. L’ECCELLENZA PLANIUM IN 4 FINITURE

Quattro le finiture classiche Planium, protagoniste di questo scenario.


Quattro grandi lastre metalliche per rappresentare le texture Planium: Rame spazzolato Planium è la prima tra le finiture in mostra a non farsi dimenticare, se consideriamo che la spazzolatura regala al metallo la qualità della lucentezza e del colore, che è appunto ramato, e si intravedono le onde vorticose tipiche degli spazzolati; laddove invece la satinatura regola in un senso più ordinato la seconda delle quattro lastre, un Acciaio Inox freddo, elegante, verticale, un po’ ieratico, stupendo nel contrasto con lo sfondo; la Tela, cioè la doppia satinatura, rende un vero e proprio oggetto di culto la terza lamina, un Ottone: come un tessuto intrecciato prezioso dal carattere antico, avvalorato ulteriormente da una cromia dorata. L’Ottone, che ha per sua stessa natura una nota verde che lo rende “freddo” rispetto all’oro, grazie ad una doppia satinatura acquisisce un colore più strutturato e caldo, meno luminoso ma più accogliente.

A completare l’idillio, e in qualche modo a chiuderlo, la Calamina sulla destra si presta naturalmente a una concezione di per sé già artistica. Perché? Per un connubio tra cromia che genera una tinta cangiante, mutevole nel tempo che in essa si attua spontaneamente. Il dominio del Blu come dell’Antracite lascia però spazio all’Avio, addirittura un sottofondo Magenta percepibile in alcuni punti: un metallo variegato e “complesso”, da scoprire con uno sguardo attento…

News dalle aziende

Una serra sospesa tra parco e città

10 Ottobre 2018

Disegnato dagli Architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR, il nuovo ristorante sulla terrazza del Palazzo dell’Arte rappresenta, insieme al Padiglione “Arts & Foods” a cura di Germano Celant, una delle più rilevanti iniziative della Triennale di Milano per Expo 2015. Dopo aver restaurato la terrazza panoramica sopra il salone d’onore secondo il progetto originario di Giovanni Muzio, la Triennale di Milano offre al suo pubblico una nuova dimensione di ristorazione di qualità, curata dallo chef stellato Stefano Cerveni.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano

Da sempre le esposizioni della Triennale di Milano hanno definito una sintesi tra design e sperimentazione architettonica; in tali occasioni il parco si trasformava in un plateau teatrale dei nuovi miti per l'abitare urbano e l'edificio di Muzio diveniva un mirabile dispositivo di promozione culturale.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_9

Il progetto di OBR, vincitore del concorso d’idee indetto dalla Triennale di Milano nel luglio 2014, interpreta la tradizione della Triennale con una soluzione leggera, rigorosa e dinamica. Il ristorante è pensato come una serra trasparente immersa nel verde e sospesa sul Parco Sempione, con una vista spettacolare del Castello Sforzesco e dell’intero skyline di Milano. Salendo sulla terrazza del Palazzo dell’Arte, si viene accolti da un orto aromatico concepito dal paesaggista Antonio Perazzi, dietro il quale si articola il padiglione vetrato del ristorante (33 x 5 metri), arretrato rispetto ai portali della facciata storica.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_8

La Triennale è da sempre un riferimento della vita sociale e culturale di Milano. Il ristorante come serra sospesa tra parco e città nasce dall’idea di valorizzare la terrazza del Palazzo dell’Arte come luogo di forte socialità urbana, spazio sensibile in perpetua evoluzione che interagisce in virtù degli scambi dinamici tra interno ed esterno” - Paolo Brescia e Tommaso Principi.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_7

 Il padiglione, completamente apribile su tutto il perimetro, è caratterizzato da una leggera struttura modulare in acciaio inox che consente un facile e veloce montaggio e smontaggio direttamente in situ, combinando tecnologie industriali con sapienza artigianale. Il disegno della struttura, ingegnerizzata da Buro Happold e Milan Ingegneria e realizzata dalla ditta Capoferri, riprende le geometrie delle campate storiche di Muzio.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_6

Una grande tenda mobile di 400 metri quadri fluttua sospesa sopra il padiglione vetrato. Aprendosi completamente su un lato, essa fa funzionare il padiglione come una serra bioclimatica termoregolante, con modalità d’uso differenti tra giorno/notte ed estate/inverno, e permettendo agli ospiti di pranzare riparati dal sole o di cenare sotto le stelle. Come una videoinstallazione, la tenda sospesa sulla serra si anima di immagini e di luci studiate da Guido Bianchi, rimandando agli eventi promossi da Triennale per Expo e offrendo ai propri ospiti un’esperienza unica tra alta cucina e design, sospesa tra parco e città.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_5

Il padiglione è lungo 33 metri, largo 4,7, alto 3 e ha una superficie di circa 150mq.

Il progetto architettonico è stato sviluppato da Paolo Brescia, Tommaso Principi e Andrea Casetto di OBR, con il supporto di Maddalena D’Alfonso, e prevede la realizzazione di un padiglione vetrato sopra la terrazza del Palazzo dell’Arte della Triennale di Milano, recentemente restaurato dall’arch. Alessandro Pedron.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_4

@alchimag

©-Gianluca-Di-Ioia

Edoardo Croci

Architettura

Il campionario delle texture metalliche Planium

Il campionario delle texture metalliche di Planium prevede diverse collezioni che esauriscono la curiosità di chi attraverso rivestimenti e pavimenti vuole poter scegliere ogni sfumatura cromatica e materica:


Silver Collection: ne fanno parte l’Acciaio Inox classico e quello Goffrato, caratterizzato da una lavorazione storica del metallo;


Charme Collection: dedicata ai “metalli caldi”, ovvero il Rame e l’Ottone, la sua lega cangiante. Dominano il rossastro e il dorato;


Eclipse Collection: di indubbia eleganza, con due Acciai: la Calamina tendente al Blu e al Grigio e l’Acciaio Ossidato dai toni bruni;


Art Collection: con il Cemento Inox, un tipo particolare di Acciaio di forte luminosità su scala di grigi. 


Alcune di queste texture - l’Acciaio Ossidato, l’Acciaio Inox, il Rame, l’Ottone - possono essere trattate attraverso la satinatura che conferisce giochi di ombra e luce molto particolari al metallo stesso.  
A questo link puoi avere una panoramica del campionario delle texture Planium da ordinare: https://www.terenzisrl.it/IT/shop/campione
 

Cersaie: appuntamento imprescindibile per AQUAelite®

Sostenibilità, benessere e customizzazione sono le parole chiave della produzione AQUAelite; prodotti dall’alto valore estetico che sanno soddisfare qualsiasi esigenza e gusto personale.  

Nuova tappa per il world tour di Modula

che sbarca ufficialmente sul mercato italiano in occasione del Cersaie 2019.

Gavirate, 10/07/2019 - AQUAelite® rinnova la sua fiducia al Cersaie di Bologna, contesto ideale dove presentare Modula, un progetto già conosciuto a livello internazionale che viene ora presentato ufficialmente anche al mercato italiano. Obiettivo di Modula è, infatti, quello di fare pian piano il giro del mondo; per ora si è affacciato in prima battura alla fiera ISH di Colonia, passa ora per la città emiliana ed è pronto per il debutto parigino in occasione di IDEOBAIN. 

Modula è una collezione di soffioni dalla forma quadrata, incassati nel soffitto, scaldati da diverse colorazioni di luce a led. Perfetta sintesi di sorgenti di acqua e luce, avvolgenti, rilassanti ed entrambe modulari e personalizzabili, è un prodotto ideale in ambienti domestici come in contract di lusso.

La colonna doccia da esterno, che va ad affiancare il soffione e la Colonna 316 e gli altri elementi della ormai “storica” serie Metal, è invece il prodotto perfetto per chi è alla ricerca di un prodotto perfetto anche per l’outdoor. Caratterizzata da un design minimale e moderno, da linee sottili e rigorose e dal sempre sapiente utilizzo dell’acciaio 316L spazzolato, si adatta a qualsiasi tipo di ambiente: facile immaginarla a bordo piscina, in strutture marittime o su un lussuoso mezzo navale, ma anche in ambienti domestici di ogni genere.   

Veri e propri strumenti di benessere, le espressioni del pensiero progettuale di AQUAelite LAB, l’ufficio tecnico interno che da sempre si occupa di pensare, progettare e realizzare collezioni di alto valore funzionale ed estetico in linea con la tradizione artigianale che si tramanda di padre in figlio da quarant'anni, associano al design minimale e a un’estetica raffinata, la perfetta sintesi tra qualità dei materiali e un continuo lavoro di ricerca.

Tutta la produzione AQUAelite® si esplica in sistemi doccia tailor made, realizzati su misura grazie a macchinari altamente performanti che garantiscono processi produttivi rapidi ed efficienti e riduzione degli sprechi, che fanno di AQUAelite® un marchio altamente “green”, che mette il rispetto per l’ambiente nella top list delle sue priorità.

La continua ricerca di soluzioni volte all’efficienza e al risparmio idrico si esplicano perfettamente in AQUAring, un sistema di diffusione dell’acqua presente in tutti i soffioni AQUAelite®, che garantisce elevate performance con consumi d’acqua limitati, anche in docce di grandi dimensioni. Unito al particolare disegno delle cartucce interne di soffioni e docce e all’utilizzo di limitatori di portata, consente di avere prodotti che erogano soli 9lt/min, garantendo elevate prestazioni con ridotti consumi d’acqua e mantenendo un comfort ottimale per l’utente.

Con prodotti 100% Made in Italy, in termini di progettazione, sviluppo, produzione, assemblaggio e collaudo. AQUAelite® rappresenta un gioiello tutto italiano nella progettazione di sistemi doccia moderni e in linea con le richieste di un mercato sempre più esigente.

 

Arianna Saini

 

Ufficio stampa

Francesca Campagnoli

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