Futuri possibili: Vetri ad alta trasmissione UV per l’Ecoparco di Seoul

25 Novembre 2018

Sarà l’azienda DuPont Glass Laminating Solutions, famosa per le innumerevoli sperimentazioni del materiale ETFE, a ricoprire l’intera struttura dei 33.000mq del progetto “Ecorium”, per il National Ecological Institute (NEI) in costruzione nella Corea del Sud, con la prima realizzazione dell’innovativo interstrato ionoplastico SentryGlas® N-UV per vetri di sicurezza ad elevata trasmissione di luce naturale che resiste agli uragani. Si tratta di una soluzione tecnologica già sperimentata che permetterà di costruire vetri architettonici con un fattore di trasmissione dei raggi UV senza precedenti, consentendo di raggiungere un livello di illuminazione naturale del tutto unico.

Vetri ad alta trasmissione UV per l’Ecoparco di Seoul

Proprio per le caratteristiche che lo rendono unico, questa particolare stratificazione vetrata non viene utilizzata nel settore residenziale, dove il passaggio totale di raggi UV potrebbe essere dannoso, ma nell’ambito scientifico consentendo, come in questo caso, di ricreare ambienti naturali di notevoli dimensioni, senza danneggiare in alcun modo l’ecosistema interno o il benessere di piante ed animali.

Vetri ad alta trasmissione UV per l’Ecoparco di Seoul

Infatti, mentre è invisibile alla specie umana, la luce UV e’assolutamente necessaria per molte specie terrestri ed acquatiche per procurarsi il cibo, per l’accoppiamento, ottenendo così una giusta e sana crescita in un ambiente il più vicino possibile al loro habitat naturale. Vetri ad alta trasmissione UV per l’Ecoparco di Seoul La maggior parte dei vetri stratificati architettonici include filtri UV per proteggere tessuti interni e arredi dallo scolorimento e per evitare una prolungata esposizione della pelle umana ai raggi UV. In confronto ad altri interstrati disponibili nell’industria del vetro stratificato, DuPont™ SentryGlas® N-UV non è reticolato o trattato, facendo affidamento piuttosto sulla stabilità intrinseca dello ionoplasto per resistere alla degradazione o alla perdita di trasparenza provocate da una prolungata esposizione alla luce solare. Vetri ad alta trasmissione UV per l’Ecoparco di Seoul

Ecorium sarà infatti una struttura ecosostenibile,  una delle riserve naturali più sorprendenti, fornirà le condizioni ottimali per la preservazione di un ecosistema di grandi dimensioni. La struttura comprenderà una serie di cupole a forma di cuneo collegate tra loro, ed ognuna conterrà la propria serra. Visto dall’alto le serre appaiono come un fiume sinuoso. Piante selvatiche e zone umide si alterneranno. Ogni serra sarà in grado di rilevare le condizioni climatiche esterne e di fare gli opportuni aggiustamenti al proprio interno. Lo scopo del National Ecological Institute è quello di studiare, la stabilità e la coesistenza armoniosa degli esseri umani con la natura: Ecorium consentirà lo studio degli ecosistemi del mondo, e il modo migliore per proteggerli. Vetri ad alta trasmissione UV per l’Ecoparco di Seoul Vetri ad alta trasmissione UV per l’Ecoparco di Seoul Sarà aperto al pubblico, perché vuole essere un centro di riflessione sui cambiamenti climatici, e comprenderà un centro di informazione per sensibilizzare i visitatori sul rispetto dell’ambiente. Inoltre i progettisti vincitori del concorso per la costruzione del Bioparco, il team SAMOO, daranno vita ad una struttura praticamente autonoma nei consumi energetici, grazie ai pannelli fotovoltaici integrati alle facciate/coperture, raggiungendo un perfetto equilibrio igrotermico interno e bilanciando le necessità di illuminazione naturale, di apporto di calore e di raggi UV, grazie alla superficie vetrata fornita dalla DuPont. L’eccezionale trasparenza, la durabilità del materiale nel corso degli anni, la resistenza agli agenti atmosferici 100 volte superiore come rigidità e 5 volte come resistenza rispetto ai tradizionali vetri di sicurezza, permetteranno al nuovo interstrato ionoplastico di raggiungere dimensioni notevoli, senza alcuna penalizzazione in fatti fragilità o di pesantezza, arrestando nello stesso tempo qualsiasi attacco chimico o batterico. Inoltre, se usato in combinazione con vetro ad elevata trasmissione, DuPont™ SentryGlas® N-UV può migliorare ulteriormente la trasmissione della luce naturale. I vantaggi strutturali dell’interstrato SentryGlas® consentono di realizzare frequentemente vetri più sottili e vetrate con supporti minimi. L’eccezionale resistenza dell’interstrato all’ingresso di umidità e all’attacco chimico lo rendono ideale per progetti dai bordi aperti, anche in ambienti caldi e umidi. L’interstrato SentryGlas® N-UV è disponibile in lastre dello spessore di 1.52 mm (0.060-in). Per aiutare gli scienziati e altri a esplorare idee progettuali per applicazioni del prodotto, DuPont mette a disposizione dei campioni di lastre di interstrato pronti per la stratificazione e per il test con il vetro più adatto per i progetti che si vogliono realizzare. (Fabiana Cambiaso, La Sapienza Roma) www.samoo.com  © Samoo Architects & Engineers; ©Young Chae Park.

Carlo Bardelli  

Bioedilizia

DUCASSE SUR SEINE

21 ottobre 2019

L'inaugurazione del prestigioso ristorante "Ducasse Sur Seine" è avvenuta alla fine di settembre 2018. L'elegante e moderno battello da 40 metri con motore elettrico è stato appositamente progettato per Alain Ducasse dall'architetto navale Gérard Ronzatti. Al designer couturier Maurizio Galante e a Tal Lancman è stata affidata la direzione creativa e culturale del ristorante galleggiante che doveva riflettere l'eccellenza dello chef vivente più stellato del mondo, nonchè la particolarità di questo progetto.

 

"Alain Ducasse è in perpetua ricerca, una sorta di mago gustativo, che esplora costantemente nuove strade. Ci è piaciuto lavorare insieme e inventare soluzioni per celebrare, a modo nostro, questo nuovo territorio che ci ha offerto il fiume! Nelle sue creazioni, Ducasse si destreggia tra semplicità e raffinatezza. Ci siamo relazionati sublimando elementi semplici per creare un'atmosfera unica, abbracciando la Senna come nostra musa ispiratrice".

 

Per armonizzarsi con il magnifico ambiente, che comprende il Pont de l'Alma, il ponte Jena, la Torre Eiffel e il passaggio delle barche sul fiume, i due designer hanno creato un linguaggio visivo direttamente ispirato al movimento e ai riflessi della Senna. Portando l'esterno all'interno, hanno concepito l'atmosfera particolarmente squisita di Ducasse Sur Seine per sincronizzarsi con l'ambiente circostante; la nozione di movimento, riflesso e fluidità dell'acqua, nonché "forme d'acqua" che sono espresse attraverso una moltitudine di sfaccettature hanno ispirato il design. Nel ristorante vengono esplorati motivi di onde e increspature. Il soffitto della grande sala è stato realizzato da PLANIUM Srl con 3.000 lamine metalliche dallo spessore millimetrico e con sviluppo tridimensionale, in diverse tonalità di argento e oro. Un sistema LED integrato tra le onde conferisce un sottile effetto di movimento. Questa illuminazione, ideata dall'artista della luce Franck Franjou, è coordinata con le luci scintillanti della Torre Eiffel.

 

Le onde metalliche a soffitto sono state realizzate in alluminio preanodizzato nelle tonalità argento e oro, spessore 0,5 mm. Sono state ancorate su una rete in metallo lucido, elettrosaldate con minuteria di assemblaggio sempre in metallo lucido, curando ogni dettaglio sino alla perfezione voluta. Il montaggio delle onde su rete è stato studiato per rendere l’installazione sul soffitto della sala ristorante del prestigioso battello, precisa e rapida.

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Soffitto in alluminio anodizzato: Planium Srl

Progetto: Arch. Navale Gérard Ronzatti

Creative Direction Interior Design: Maurizio Galante & Tal Lancman

Fotografia: Pierre Monetta

 

Arianna Saini

Architettura

Rivestimenti innovativi: architettura e colore

16 Gennaio 2019

Inaugurato a Londra nel maggio scorso, dopo quasi 10 anni di lavoro, Central Saint Giles è un nuovo complesso multifunzionale, situato a Camden, quartiere a nord della città, tra Covent Garden e Bloomsbury, nuovo perno della vita sociale londinese. In una zona formata da un complesso mosaico di strade medioevali, blocchi urbani ed edifici più o meno moderni, quest’edificio sostituisce un vecchio fabbricato in mattoni, in precedenza sede di uffici dei Servizi Segreti. central_saint_giles

Una combinazione di facciate colorate e cangianti, dai volumi complessi, modulati in successione, frammentati e ridotti di scala così da armonizzarsi con gli edifici circostanti, opera di Renzo Piano Building Workshop, in collaborazione con Fletcher Priest Architects, composta da pelli appariscenti, ognuna con aspetto diverso, per altezza, orientamento, colore e rapporto con la luce naturale. Vetro, acciaio e ceramica sono gli elementi caratterizzanti il rivestimento, che si fondono in un gioco armonioso. Central Saint Giles

I rivestimenti sono in terracotta smaltata, pezzi speciali realizzati in argilla seccata e cotta per due volte ad altissime temperature, ancorate alla struttura retrostante, a sua volta appoggiata su esili colonne di colore grigio chiaro enfatizzata da colori brillanti, come il rosso, l’arancione, il giallo e il verde. Una pelle in ceramica finemente cesellata, con modanature in bassorilievo, che va a definire moduli ripetitivi, nei bordi e nelle cornici delle finestre, come una sorta di normografi colorati sopra contenitori completamente vetrati. Central Saint Giles

22 facciate, che, oltre ai colori, hanno misure differenti: da 7/10 piani o da 10/14 piani, andando ad individuare 13 edifici singoli, facenti parte di un quartiere omogeneo per una maggiore integrazione del progetto a scala urbana. Le facciate con le loro cromie, accentuano la volumetria del complesso, già abbondantemente frastagliata e sono composte da una struttura ventilata a doppia pelle, con serramenti a lamelle orizzontali orientabili e motorizzati. Central Saint Giles La struttura è composta da una superficie totale di 64 mila mq, formata da due blocchi adiacenti, con destinazioni d’uso molteplici, in cui si inseriscono 37 mila mq di uffici, appartamenti, unità commerciali e ristoranti. Central Saint Giles Raggiungibile mediante cinque ingressi pedonali, al centro, ha un’ampia corte, una sorta di piazza, in cui si concentrano le attività pubbliche. La piazza, al cui centro vi è una quercia alta 20 mt, è visibile dall’esterno grazie ad una vetrata a doppia altezza: 6 mt di vetro trasparente, irrigidito da costole verticali di vetro strutturale, che consente appunto una totale permeabilità massima trasparenza. Questa facciata è arretrata di quasi 2 mt rispetto al fronte e permette di staccare da terra i blocchi superiori, creando uno stretto portico ritmato da pilastri verticali a sezione circolare. Negli interrati sono stati posizionati i locali impiantistici, i parcheggi e i magazzini, compreso l’impianto a biomasse che fornisce calore agli uffici e agli appartamenti. La copertura è occupata da una zona verde estensiva, con terrazze accessibili da appartamenti ed uffici, che si uniscono a piccoli giardini d’inverno interni, ottime ed ecosostenibili salette per la pausa. www.centralsaintgiles.com Immagini: © RPBW; © L&G and MEC; © Michel Denance; © Hufton & Crow; © Joost Moolhuijzen; © Maurits van der Staay.

Marco Mignatti  

Architettura

Soft House. Una facciata tessile dinamica, low-energy e in legno

11 Marzo 2019

La città di Amburgo si trasformerà, fino a settembre, nella capitale europea dell’architettura sostenibile anticipando le tendenze delle smart city del futuro, per trovare una risposta innovativa ai problemi più urgenti dell’abitare urbano contemporaneo. softhouse-alchimag-slide

L’occasione è l‘International Building Exhibition (IBA), evento con oltre un secolo di storia, nato nel 1901, ed oggi più che mai spinto verso l'i innovazione green del settore delle costruzioni. Centinaia sono le proposte progettuali sorte in poche settimane tra le strade di Amburgo con paternità internazionale. Architetti, paesaggisti, urbanisti, ingegneri si incontrano per mettere in atto le più svariate soluzioni architettoniche legate alla realtà e, soprattutto, esportabili in qualunque altro contesto. Soft House

Tra i protagonisti indiscussi dell’IBA, troviamo un team pluripremiato proveniente dal Massachussets Institute of Technology (MIT), autori della “Soft House”. “Un’architettura adatta a rispondere ai continui cambiamenti del nostro tempo”, sottolinea l’architetto Sheila Kennedy docente del MIT e team leader dello studio KVA Matx, dove le infrastrutture energetiche non sono fini a se stesse, ma interpretate come mezzo per creare edifici innovativi dove le tecnologie sono protagoniste. Soft House Inserita nella comunità di Wilhelmsburg Island, Soft House presenta: - una facciata dinamica a sud realizzata con una rete di strisce in materiale tessile integrate alle celle fotovoltaiche e applicati ad un sistema ad assi orizzontale ad inseguimento solare. Gli elementi fotovoltaici sono sempre orientati verso il sole captando il massimo quantitativo di energia pulita per alimentare l’abitazione. Nello stesso tempo il tessuto della facciata si trasforma in un brise-soleil naturale: schermatura che protegge i locali interni dal calore durante i mesi estivi, lasciando penetrare la luce in profondità nel periodo invernale; - una struttura in legno leggero e componenti lignei mobili che trasformano la solida struttura perimetrale delle classiche Passivehaus tedesche, in uno spazio abitabile flessibile e modellabile, perfettamente rispondente agli standard Passivehaus. - energia prodotta dalle “tende fotovoltaiche” è trasferita direttamente all’impianto di illuminazione al LED, indispensabile per mantenere basso il livello di emissioni di carbonio.

Soft House

La Soft House è la chiara dimostrazione di come la tecnologia energetica, possa trasformarsi in un complemento di design che contribuisce all’efficienza energetica delle costruzioni a basso consumo, oltre ad essere completamente smontabile e riciclabile alla fine del ciclo di vita dell'edificio. “Abbiamo bisogno di raggiungere la massima creatività e la flessibilità per scoprire fin dove ci possono portare i nuovi materiali”, afferma Sheila Kennedy . “Le applicazioni più interessanti per i nuovi materiali sono quelle che lavorano a differenti livelli, una volta raggiunto questo obiettivo, saremo in grado di inserirci nel mercato, rivoluzionando l’architettura sostenibile”. (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.kvarch.net web.mit.edu Immagini: © 2013 Kennedy & Violich Architecture   Soft House, Kennedy & Violich Architecture Superficie unità residenziali: 4/180 mq Completato: Marzo 2013 Materiali: Legno, Membrane tessili Applicazioni: Struttura, Involucro, Schermature.

Carlo Bardelli    

Facciate

Le tre biosfere dell'Azerbaijan

È stato recentemente presentato il padiglione dell’Azerbaijan ad Expo 2015. Il progetto presenta tre grandi sfere custodite da pareti lignee ondulate, metafore delle biosfere e del vento. Le tre grandi sfere sono ecosostenibili e rappresentano l’unione tra l’architettura, l’interattività, l’arte e la tecnologia firmate dal team italiano di Simmetrico.

EXPO_2015

Il padiglione “Azerbaijan, tesoro della biodiversità” è stato presentato a Milano da Anar Alakbarov, capo della delegazione azera di Expo e direttore di Heydar Aliyev Center, Stefano Acbano, manager Europa, Americhe, Relazioni Bie e della Divisione Partecipanti all’Esposizione Universale 2015, e Daniele Zambelli, leader del network di progettisti e creativi. Padiglione Azerbaijan

La struttura è stata pensata dando particolare attenzione all’ambiente e al patrimonio naturale dell’ Azerbaijan che è considerato uno dei 25 maggiori hub di biodiversità nel mondo. L’edificio è stato costruito secondo i criteri di ottimizzazione delle qualità bio-architettoniche, utilizzando tecnologie e materiali a basso consumo e totalmente riciclabili. Per esempio il louver - la “pelle” di lamelle lignee ondulate del padiglione - protegge il microclima della struttura, abbattendo il consumo energetico e tutti i materiali e gli spazi sono stati studiati per renderla riadattabile e funzionale anche nel tempo. Alla fine dell’Expo il padiglione verrà smontato  e trasferito a Baku, dove diverrà il centro dedicato alla biodiversità dell’Azerbaijan.  Modellino padiglione Azerbaijan

Durante il percorso nel padiglione Azero, i visitatori saranno accompagnati da installazioni multimediali interattive e video appositamente realizzati per scoprire l’identità e lo spirito del Paese. Il padiglione dell’Azerbaijan è composto da tre biosfere in vetro a doppia curvatura che rappresentano la protezione data alla vita, al suo sviluppo e alla tutela delle diversità presenti. La pelle in legno, posta sui lati più lunghi del padiglione, rappresenta, invece, il vento che avvolge il Paese e i flussi culturali che lo attraversano.   Nella prima biosfera si scopre l’Azerbaijan, la sua storia e le sue tradizioni e grazie a una grande installazione video si possono vedere le più significative vedute storico-naturali del Paese. La seconda biosfera è dedicata alle biodiversità e domina l’installazione riproducendo un enorme albero di melograno, frutto simbolo della nazione e della sua ricchezza in varietà di termini naturali e antropologici. Un monitor accoglie numerosi videoritratti di personaggi azeri che mostrano uno spaccato del paese. Biosfera Azerbaijan

Nella terza biosfera è presente un albero capovolto la cui funzione è quella di tradurre la metafora del rapporto tra innovazione e tradizione in Azerbaijan, una sintesi delle radici che alimentano il futuro e spaziano dai tesori alle opere di artigianato e della cultura. La parte inferiore dell’albero racchiude il visitatore nel fogliame e nello spirito di rinnovamento che viene mostrato da tre grandi schermi tramite i quali è possibile “esplorare” Baku, capitale dell’Azerbaijan e simbolo del nuovo che avanza. Anar Alakbarov ha dichiarato che il privilegio dell’Azerbaijan è quello di essere, da secoli, un punto di incontro geografico e simbolico tra Oriente e Occidente. Il paese è anche un meraviglioso “hotspot” di biodiversità ed offre una ricchezza inaspettata di paesaggi, flora e fauna. Il paese è, altresì, un crocevia storico-culturale dove popoli e religioni hanno lasciato una profonda e viva testimonianza del loro passaggio. Da qui è nata la e cresciuta la consapevolezza dell’Azerbaijan di oggi che ha saputo consolidare uno dei più rapidi sviluppi economici al mondo: grandi investimenti nell’innovazione e nelle infrastrutture e un’attenzione ai rapporti internazionali, come  dimostra la partnership strategica, commerciale e culturale, con l’Italia. L’Azerbaijan partecipa alla tutela di diverse opere del patrimonio artistico-culturale italiano. Interno di una biosfera

L’ Azerbaijan partecipa per la prima volta a un’esposizione universale con un padiglione Self-Built e per via della complessità tecnica e architettonica sarà una delle attrazioni di maggiore interesse. Il progetto, che verrà sviluppato con originalità e innovazione tecnologica, sarà incentrato sulla biodiversità , il rispetto per l’ambiente e l’attenzione all’utilizzo intelligente delle risorse. Questi sono i temi che verranno trattati ad Expo 2015 durante i sei mesi di esposizione e che permetteranno all’Azerbaijan di offrire un valido contributo al dibattito globale sul futuro dell’alimentazione.    

Bioedilizia

Metroquality - BRERA DESIGN DAYS FERRAMENTA, 15-18 ottobre

Lo spazio Metroquality in via Solferino 24 (MI), il punto di incontro tra il mondo della progettazione e le aziende, diventa sede della mostra FERRAMENTA, che nasce dall’idea di far convergere le conoscenze e le capacità di un’azienda che lavora i materiali come Niva, con la creatività di un gruppo di tredici architetti e studi milanesi.

Diceva Enzo Mari “Da trent’anni si producono oggetti di design che hanno l’unico scopo/caratteristica di sembrare diversi uno dall’altro.” In questo senso, le opere di FERRAMENTA hanno la straordinaria caratteristica di non somigliare a nulla: sono tredici numeri primi, nati dalla pura creatività di progettisti da sempre impegnati nella produzione industriale.

È così che il metallo viene plasmato, piegato, bucato e saldato per dare vita alle idee degli artisti: la materia prende forme complesse, affascinanti, e straordinariamente rari. Anzi, unici.

Metroquality ospita FERRAMENTA da lunedì 15 a giovedì 18 ottobre, in occasione di Brera Design Days 2018.

 

DOVE:

Spazio Metroquality, via Solferino 24, Milano

QUANDO:

  • lunedì | dalle 14:00 alle 18:00
16
  • martedì, mercoledì, giovedì | dalle 9:00 alle 18:00 
Architettura

SM02 Evolution

SM02 Evolution è un pavimento tecnico con sistema di posa a secco. Questa avviene tramite appoggio e aggancio meccanico tra piastrella e piastrella. La vite di aggancio rimane visibile in superficie e pertanto l’accoppiata di questo sistema di posa con la finitura in Acciaio è rilevante in quanto il dettaglio della vite conferisce sull’Acciaio una fisionomia industriale e high-tech. Un elemento di fissaggio permette una posa semplice, pulita e priva di fughe, abbattendo così i costi di manodopera, ideale per i progettisti alla ricerca di una pavimentazione dallo stile moderno e uniforme, in grado di ricreare un'elegante contrapposizione con la finitura del solaio. Le piastrelle hanno uno spessore minimale e sono calpestabili da subito, possono essere poste su massetto o su vecchie pavimentazioni che si vogliano ricoprire e preservare, ovviando ai disagi e ai costi di demolizione e smaltimento.

Evolution SM02

 

Planium for the Agostini Museum

14 gennaio 2020

 

Location: Museo Giacomo Agostini

Progetto: Studio Giavarini - Architettura e Design

Pavimenti, controsoffitto, rivestimenti e logo 3D: Planium Srl

Fotografie: Giacomo Albo

 

Planium Srl ha contribuito alla realizzazione di questo storico luogo rendendo concrete tre particolari idee strutturali: il pavimento, il controsoffitto, le boiserie e la scritta "AGO", nom de guerre del motociclista più vincente di ogni tempo.

 “Le moto nascevano in un’officina e pertanto abbiamo ideato il contenuto del Museo, di meccanica e non, racchiuso come fosse in una scatola di Cartier.” Così Giacomo Agostini, che ha inaugurato nel dicembre del 2019, il suo personale Museo a Bergamo, spiega come è stata concepita l’idea strutturale della sua Sala dei Trofei insieme allo Studio Giavarini - Architettura e Design.

Il metallo - dice l’Architetto Giavarini, “è estremamente versatile. Come si può notare osservando la sala, è stato utilizzato in numerosi modi e riveste praticamente tutte le superfici visibili.” Cemento Inossidabile, la finitura Planium scelta per il pavimento, è stata posata attraverso il sistema magnetico MG01 ; questo acciaio è caratterizzato da una particolare texture che rimanda cromaticamente al cemento, da cui trae il suo nome.

MG01 Magnetic System
Pavimento in metallo MG01

 

Il cuore progettuale dell’insieme risiede nell’evocazione di uno “stile industriale” che richiami l’ambiente motociclistico, e dunque col pavimento allo stesso modo è stato seguito questo iter per quanto riguarda la scelta del controsoffitto, realizzato da Planium con l’uso della lamiera forata per fini estetici. “L’idea”, prosegue infatti l’Architetto Giavarini, “è stata quella di far convivere una sala trofei formale e rigorosa con un ambiente che richiamasse il mondo delle corse di un tempo, simile a un’officina, dove gli interventi sulle moto erano molto più diretti di oggi, dopo l’arrivo dell’elettronica.”

Le pareti della sala espositiva sono caratterizzate dalle boiserie attrezzate che rivestono tutto il perimetro del museo realizzate, sempre su disegno dello Studio Giavarini, in collaborazione con la Falegnameria F.lli Gotti. L’area progettazione Planium si è occupata di creare la finitura estetica e delle staffe di rinforzo, mentre la Falegnameria ha realizzato l'anima interna dei pannelli. Le boiserie in acciaio zincato sono state sagomate, tagliate e piegate in modo tale da creare una sorta di sandwich con l'anima e le staffe e in seguito verniciate a liquido colore rosso.

La scritta "AGO", posta al centro della Sala dei Trofei, è formata da lettere in alluminio, tagliate con laser fibra, piegate e verniciate a liquido per ottenere sempre un colore rosso vivo che si sposa con i dettagli cromatici delle moto presenti nel museo e le boiserie a parete.

Planium for the Agostini Museum
3D logo: AGO

Marco Mignatti

Architettura

Nasce la partnership tra Syncronia e Jannelli&Volpi

Nel contesto del fuorisalone (17/22 aprile 2018), Jannelli&Volpi presenta l'evento 'Wallpaper Land', a cura di Matteo Ragni Studio. 

‘Wallpaper Land’ nasce dal voler raccontare il dietro le quinte di un’azienda - Jannelli&Volpi - che ha fatto della sua italianità e capacità produttiva altamente tecnologica, il successo nel settore della carta da parati. Che esporta da quasi sessant’anni, in tutto il mondo.Una storia che parla del prodotto. In fabbrica. Il luogo da cui partono le storie che scorrono e sono narrate sui rolli, che diventano carte da parati e viaggiano per arrivare a destinazione. Negli ambienti di chi ha scelto di raccontarle, sui muri delle singole architetture.

Nel contesto di questo evento, presenta il nuovo format PROJECT LOUNGE, che l’azienda italiana - leader nel settore dei rivestimenti murali e tessuti d'arredo - ha deciso di dedicare al contract - che occuperà in modo permanente un’intera sala al primo piano della sua storica sede di Milano (Via Melzo 7) - ideata per essere punto di incontro tra la fase produttiva e il prodotto, per professionisti e ambienti contract. Con la progettazione ideata insieme a Matteo Ragni Studio, la Project Lounge di Jannelli&Volpi vede protagonisti Syncronia - grazie alla partnership appena avviata - isieme a Hay, VeryWood e Waldmann.


Architettura

Acciaio riciclato, pannelli fotovoltaici e legno di scarto per il primo quartiere "Carbon Neutral"

19 Novembre 2018

Molteplici esempi di insediamenti residenziali testimoniano come da qualche anno, in Europa, la sostenibilità in architettura sia sempre più applicata alla dimensione urbana e non solo al singolo edificio. Il modello di sviluppo sotteso a questa tendenza è l’Ecoquartiere una tipologia insediativa in grado di associare alle tecnologie costruttive e ai principi progettuali tipici della bioarchitettura quello dell’aggregazione sociale, contemplando in tal modo i tre principali fattori della sostenibilità: preservazione dell’ambiente, fattibilità economica e benessere sociale. BedZed2

Il quartiere BedZED, Beddington Zero (fossil) Energy Development, costituisce il primo esempio di comunità Carbon Neutral realizzata.  Progettato dall'architetto Bill Dunster e dal gruppo ZEDfactory, è stato realizzato dal Peabody Trust, associazione operante nel settore dell'edilizia sociale, e nasce con l'obiettivo di esplorare le potenzialità di uno sviluppo urbano sostenibile ad alta densità a zero emissioni inquinanti e consumi energetici. Costruito su di un'area dismessa a sud di Londra, BedZED è un insediamento di 82 alloggi a conduzione mista (abitazione sociale, convenzionata e in vendita) con più di 3000mq di spazi dedicati al lavoro, servizi, commercio e usi ricreativi. BedZed1

I materiali sono tutti di recupero e prodotti ad una distanza inferiore ai 35 km dal sito, così da ridurre l'impatto ambientale dovuto alle emissioni nocive dei camion. In particolare, il 60% dei mattoni è fabbricato sul posto, il legno proviene da foreste sostenibili ed il ferro da una stazione ferroviaria demolita. Sotto l'asfalto, uno strato di vecchie bottiglie frantumate garantisce il drenaggio dell'acqua piovana. Il risparmio energetico è garantito attraverso l'orientamento dell'edificio e l’involucro edilizio altamente isolato, cinque volte superiore agli standard, grandi finestre a sud caratterizzate da doppi o tripli vetri e serre solari consentono di accumulare il calore in inverno.

bedzed21

Il ricambio dell’aria e la sua circolazione negli ambienti sono ottenuti con un sistema di ventilazione naturale attraverso camini a vento che contraddistinguono i tetti dell’abitato. Tetti verdi aumentano l'inerzia termica dell'edificio ma anche il valore ecologico del sito e la capacità di assorbimento del carbonio. Le scelte costruttive si declinano in struttura in acciaio riciclato per gli uffici; struttura in calcestruzzo per le residenze; impiego di un numero minimo di elementi prefabbricati e di sistemi ad alta tecnologia uniti a materiali edilizi tradizionali del luogo. cupr_bedzed_2007-1 L'energia necessaria agli appartamenti è generata da 777 mq di pannelli fotovoltaici posti sulle pareti a sud e da una centrale termica (impianto di cogenerazione alimentato da biomasse)che brucia legno di scarto proveniente da aziende locali, ovvero dalla potatura degli alberi di Boroughs, sutton e Croydon. Un apposito sistema sul tetto, convoglia le acque piovane poi raccolte in apposite vasche e riutilizzate per lo scarico dei bagni e per innaffiare le piante. ofnz_pep.ecn.nl_bedzed6

BedZED, i cui costi di realizzazione sono davvero poco superiori rispetto a quelli di un insediamento standard, è stato progettato per essere costruito ovunque, considerando che in Inghilterra, entro il 2016, ogni nuova costruzione dovrà essere alimentata con energia rinnovabile prodotta sul posto, questa sua caratteristica diviene fondamentale. Nel quartiere, inoltre, sono molto utilizzati il car sharing ed il car pooling nonché una scooter elettrici. Anche la spesa, attraverso un sistema di distribuzione del cibo a chilometri zero, oltre a ridurre gli impatti legati al trasporti delle merci o delle persone, favorisce lo sviluppo di un sistema economico locale. qbow_mattkatiebrown.files.wordpress.com_bedzed2 (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.zedfactory.com/zed www.bioregional.com Immagini: © 2010 Andrew Butterton; © 2010 ZEDfactory Ltd; ©2009One Planet Living; ©2008 The Independent

Carlo Bardelli

Bioedilizia