Residenza di lusso, tutta in cemento

Il cemento come materiale architettonico per una residenza di lusso. Il giovane architetto messicano Abraham Cherem (Cherem Arquitectos) ha recentemente completato il progetto di una residenza alla periferia di Mexico City, costruita per un noto calciatore locale. Cherem Arquitectos, House P, Bosque Real, Huixquilucan, Messico Il progetto è basato sullo studio delle viste della casa e della circolazione della luce al suo interno. L’architetto ha sovrapposto due parallelepipedi di cemento realizzando un insieme complesso di rettangoli e pareti curve. L’obiettivo è quello di minimizzare la vista sulla periferia degradata della metropoli, concentrando lo sguardo sul vasto patio centrale. Cherem Arquitectos, House P, Bosque Real, Huixquilucan, Messico   I muri, spessi 44 cm alternano pareti lisce a superfici corrugate. All’interno le pareti sono concepite come tende di cemento, che regolano gli spazi e l’ingresso della luce nelle diverse ore del giorno. Cherem Arquitectos, House P, Messico, pianta del piano terra   L’uso del cemento si inspira all’opera degli architetti brasiliani Lina Bo Bardi e Oscar Niemayer
Materiali

Suggestioni orientali per in termoarredo dalle alte prestazioni

Ridea presenta BambOOO, disegnato da Meneghello Paolelli Associati: il nuovo radiatore spicca per l'originale interpretazione del classico tubolare e per l’assoluta qualità Made in Italy che contraddistingue da sempre il brand.

Il design essenziale, moderno ed elegante ispirato alle canne di una foresta di bambù consente un armonioso inserimento sia in contesti contemporanei sia in spazi dall'impronta più classica. Peculiarità di BambOOO è il collettore che diventa un componente estetico in grado di donare sinuosità alle forme del radiatore.

Realizzato totalmente in alluminio riciclato, è un prodotto ad alta resa termica di notevole leggerezza e flessibilità d’utilizzo che unisce la forte valenza estetica alle alte prestazioni con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Questo modello garantisce, infatti, notevoli vantaggi, tra cui l'adattabilità agli impianti che si servono di acqua a bassa temperatura, nel rispetto dell'ambiente e dell'economicità di utilizzo.

BambOOO è attualmente disponibile nella versione idraulica e in quella elettrica, con elettronica INSIDE D EcoDesign 2018. La prima si declina nell'ampia palette cromatica Ridea che consente un'elevata personalizzazione, la seconda per il momento esclusivamente nella finitura bianco sablè e nero antracite sablè.

News dalle aziende

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Superbonus 110%

Una serra sospesa tra parco e città

Disegnato dagli Architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR, il nuovo ristorante sulla terrazza del Palazzo dell’Arte rappresenta, insieme al Padiglione “Arts & Foods” a cura di Germano Celant, una delle più rilevanti iniziative della Triennale di Milano per Expo 2015. Dopo aver restaurato la terrazza panoramica sopra il salone d’onore secondo il progetto originario di Giovanni Muzio, la Triennale di Milano offre al suo pubblico una nuova dimensione di ristorazione di qualità, curata dallo chef stellato Stefano Cerveni.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano

Da sempre le esposizioni della Triennale di Milano hanno definito una sintesi tra design e sperimentazione architettonica; in tali occasioni il parco si trasformava in un plateau teatrale dei nuovi miti per l'abitare urbano e l'edificio di Muzio diveniva un mirabile dispositivo di promozione culturale.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_9

Il progetto di OBR, vincitore del concorso d’idee indetto dalla Triennale di Milano nel luglio 2014, interpreta la tradizione della Triennale con una soluzione leggera, rigorosa e dinamica. Il ristorante è pensato come una serra trasparente immersa nel verde e sospesa sul Parco Sempione, con una vista spettacolare del Castello Sforzesco e dell’intero skyline di Milano. Salendo sulla terrazza del Palazzo dell’Arte, si viene accolti da un orto aromatico concepito dal paesaggista Antonio Perazzi, dietro il quale si articola il padiglione vetrato del ristorante (33 x 5 metri), arretrato rispetto ai portali della facciata storica.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_8

“La Triennale è da sempre un riferimento della vita sociale e culturale di Milano. Il ristorante come serra sospesa tra parco e città nasce dall’idea di valorizzare la terrazza del Palazzo dell’Arte come luogo di forte socialità urbana, spazio sensibile in perpetua evoluzione che interagisce in virtù degli scambi dinamici tra interno ed esterno” - Paolo Brescia e Tommaso Principi.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_7

 Il padiglione, completamente apribile su tutto il perimetro, è caratterizzato da una leggera struttura modulare in acciaio inox che consente un facile e veloce montaggio e smontaggio direttamente in situ, combinando tecnologie industriali con sapienza artigianale. Il disegno della struttura, ingegnerizzata da Buro Happold e Milan Ingegneria e realizzata dalla ditta Capoferri, riprende le geometrie delle campate storiche di Muzio.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_6

Una grande tenda mobile di 400 metri quadri fluttua sospesa sopra il padiglione vetrato. Aprendosi completamente su un lato, essa fa funzionare il padiglione come una serra bioclimatica termoregolante, con modalità d’uso differenti tra giorno/notte ed estate/inverno, e permettendo agli ospiti di pranzare riparati dal sole o di cenare sotto le stelle. Come una videoinstallazione, la tenda sospesa sulla serra si anima di immagini e di luci studiate da Guido Bianchi, rimandando agli eventi promossi da Triennale per Expo e offrendo ai propri ospiti un’esperienza unica tra alta cucina e design, sospesa tra parco e città.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_5

Il padiglione è lungo 33 metri, largo 4,7, alto 3 e ha una superficie di circa 150mq.

Il progetto architettonico è stato sviluppato da Paolo Brescia, Tommaso Principi e Andrea Casetto di OBR, con il supporto di Maddalena D’Alfonso, e prevede la realizzazione di un padiglione vetrato sopra la terrazza del Palazzo dell’Arte della Triennale di Milano, recentemente restaurato dall’arch. Alessandro Pedron.

© Gianluca Di Ioia - La Triennale di Milano_4

@alchimag

©-Gianluca-Di-Ioia

Architettura

Vetro o marmo?

08 Gennaio 2019

Un guscio esterno per proteggere il prezioso contenuto all'interno. Ecco l’obiettivo della facciata della Library della di Essen, Accademia di musica e arte nella regione della Renania Settentrionale-Vestfalia.

Una particolare struttura cristallina caratterizza un lato dell’edificio. L’exterior è composto da pannelli in vetro che regalano un suggestivo effetto ottico: grazie all’impiego di una particolare tecnica fotografica applicata al vetro, gli spettatori vivono l’illusione di essere di fronte a un materiale lapideo.

Folkwang University2

Quest'immagine riproduce la pietra grezza nelle sue dimensioni originali. In questo modo si possono intravedere le ombre di chi si trova oltre la facciata e la luce naturale viene filtrata all’interno della biblioteca. Di notte, invece, l’edificio illumina anche lo spazio esterno.

La facciata è agganciata alla struttura portante dell’edificio in cemento armato grazie a un sistema a montanti verticali. I pilastri in calcestruzzo sono stati dimensionati e posizionati in funzione delle proporzioni delle scaffalature interne, dove sono custoditi i volumi della biblioteca.

Per il rivestimento dei pilastri è stato utilizzato il medesimo legno di ciliegio impiegato per scaffali e arredi, non tutti però sono stati pensati come elementi portanti: all’interno delle cavità di alcuni di questi passano le tubazioni degli impianti di condizionamento dell’aria.

L’edificio è stato progettato dall’architetto Max Dudler, in collaborazione con il fotografo Stefan Müller. La Folkwang University è un edificio di grande fascino, ricavato all’interno del vecchio monastero benedettino di St. Ludgerus.

www.maxdudler.com

Edoardo Croci

Facciate

Panchoran Retreat, un paradiso naturale

28 Dicembre 2018

Panchoran  (in balinese vuol dire primavera) è un paradiso terrestre nascosto nelle foreste di Bali;  un luogo ideale per chi vuole fuggire dal caos della città e concedersi dei meravigliosi momenti di relax. Qui la designer irlandese Linda Garland ha realizzato il suo Panchoran Retreat. Panchoran Retreat è un rifugio costruito con il bambù, che cresce spontaneamente nella zona, e con i vecchi pali del telefono acquistati dal governo locale. Qui tutto è caldo, accogliente e realizzato con materiali naturali, la maggior parte dei quali riciclati o di provenienza locale. 89 Le cinque ariose ed indipendenti ville sparse per la foresta sono fatte in bambù e sono appoggiate su ex pali del telefono ed erbe native prelevate direttamente dal cortile del resort. I legni sono provenienti da vecchie abitazioni e i tetti sono fatti di alang alang, un tipo di erba che cresce nei terreni della tenuta. Panchoran Retreat A Panchoran Retreat non manca nemmeno la piscina immersa nel verde, delle cascate scintillanti e degli orti biologici, dove Garland coltiva riso, palme e piante medicinali. Anche gli arredi del Retreat sono stati quasi tutti progettati dalla designer; arredo minimal basato su tendaggi e cuscini. Il fiore all’occhiello di questo vero e proprio paradiso terrestre è la Jungle Gym, un'area dedicata allo yoga, sospesa come un ponte sopra il fiume. Utilizzando un piccolo sistema idroelettrico, Linda Garland, ha iniziato a produrre l’elettricità sfruttando l’acqua del fiume. Un paradiso, un omaggio alla natura!  

Carlo Bardelli

Bioedilizia

Kimano, il parquet decorato che diventa arredo

Il parquet si decora. E diventa arredo. La Xilo 1934, azienda specializzata (anche) nel settore dei pavimenti in legno, ha presentato al Cersaie 2015 un prodotto di grande interesse: il pavimento di design Kimano. Parliamo di un parquet decorato,  espressione di uno stile unico che unisce l’eleganza del prodotto in legno all’estetica di un rivestimento classico. XILO_KIMANO4.jpg

Un prodotto made in italy che presenta anche vantaggi, tra cui facile manutenzione, oltre ad essere più resistente ai graffi e, in caso di danni, la superficie è riparabile. Inoltre, è naturale: nessuna formaldeide né emissioni tossiche, ma solo verniciatura d’acqua con un maggior strato protettivo. Kimono, disponibile in più formati, è indicato per installazioni su fondi radianti e raffrescati; è indoneo per posa incollata e flottante.

XILO_KIMANO.jpg XILO_KIMANO2.jpg

E soprattutto da' vita a nuove ambientazioni. il parquet non è più solo rivestimenti per ambienti interni ed esterni, ma diventa materia per personalizzare le nostre stanze e creare disegni geometrici o figure che ne cambiano l'aspetto. 

Kimano è stato realizzato dall’artista palermitana Fiorella Bonanno. Figlia d’arte, un amore per le decorazioni nato fin dalla giovane età, Bonanno si dedica con passione allo studio e alla riproduzione su legno delle decorazioni tipiche siciliane, mantenendo vive le tradizioni artistiche della sua terra. www.xilo1934.it  

Materiali

SM02 Evolution

SM02 Evolution è un pavimento tecnico con sistema di posa a secco. Questa avviene tramite appoggio e aggancio meccanico tra piastrella e piastrella. La vite di aggancio rimane visibile in superficie e pertanto l’accoppiata di questo sistema di posa con la finitura in Acciaio è rilevante in quanto il dettaglio della vite conferisce sull’Acciaio una fisionomia industriale e high-tech. Un elemento di fissaggio permette una posa semplice, pulita e priva di fughe, abbattendo così i costi di manodopera, ideale per i progettisti alla ricerca di una pavimentazione dallo stile moderno e uniforme, in grado di ricreare un'elegante contrapposizione con la finitura del solaio. Le piastrelle hanno uno spessore minimale e sono calpestabili da subito, possono essere poste su massetto o su vecchie pavimentazioni che si vogliano ricoprire e preservare, ovviando ai disagi e ai costi di demolizione e smaltimento.

Evolution SM02

 

Acciaio riciclato, pannelli fotovoltaici e legno di scarto per il primo quartiere "Carbon Neutral"

19 Novembre 2018

Molteplici esempi di insediamenti residenziali testimoniano come da qualche anno, in Europa, la sostenibilità in architettura sia sempre più applicata alla dimensione urbana e non solo al singolo edificio. Il modello di sviluppo sotteso a questa tendenza è l’Ecoquartiere una tipologia insediativa in grado di associare alle tecnologie costruttive e ai principi progettuali tipici della bioarchitettura quello dell’aggregazione sociale, contemplando in tal modo i tre principali fattori della sostenibilità: preservazione dell’ambiente, fattibilità economica e benessere sociale. BedZed2

Il quartiere BedZED, Beddington Zero (fossil) Energy Development, costituisce il primo esempio di comunità Carbon Neutral realizzata.  Progettato dall'architetto Bill Dunster e dal gruppo ZEDfactory, è stato realizzato dal Peabody Trust, associazione operante nel settore dell'edilizia sociale, e nasce con l'obiettivo di esplorare le potenzialità di uno sviluppo urbano sostenibile ad alta densità a zero emissioni inquinanti e consumi energetici. Costruito su di un'area dismessa a sud di Londra, BedZED è un insediamento di 82 alloggi a conduzione mista (abitazione sociale, convenzionata e in vendita) con più di 3000mq di spazi dedicati al lavoro, servizi, commercio e usi ricreativi. BedZed1

I materiali sono tutti di recupero e prodotti ad una distanza inferiore ai 35 km dal sito, così da ridurre l'impatto ambientale dovuto alle emissioni nocive dei camion. In particolare, il 60% dei mattoni è fabbricato sul posto, il legno proviene da foreste sostenibili ed il ferro da una stazione ferroviaria demolita. Sotto l'asfalto, uno strato di vecchie bottiglie frantumate garantisce il drenaggio dell'acqua piovana. Il risparmio energetico è garantito attraverso l'orientamento dell'edificio e l’involucro edilizio altamente isolato, cinque volte superiore agli standard, grandi finestre a sud caratterizzate da doppi o tripli vetri e serre solari consentono di accumulare il calore in inverno.

bedzed21

Il ricambio dell’aria e la sua circolazione negli ambienti sono ottenuti con un sistema di ventilazione naturale attraverso camini a vento che contraddistinguono i tetti dell’abitato. Tetti verdi aumentano l'inerzia termica dell'edificio ma anche il valore ecologico del sito e la capacità di assorbimento del carbonio. Le scelte costruttive si declinano in struttura in acciaio riciclato per gli uffici; struttura in calcestruzzo per le residenze; impiego di un numero minimo di elementi prefabbricati e di sistemi ad alta tecnologia uniti a materiali edilizi tradizionali del luogo. cupr_bedzed_2007-1 L'energia necessaria agli appartamenti è generata da 777 mq di pannelli fotovoltaici posti sulle pareti a sud e da una centrale termica (impianto di cogenerazione alimentato da biomasse)che brucia legno di scarto proveniente da aziende locali, ovvero dalla potatura degli alberi di Boroughs, sutton e Croydon. Un apposito sistema sul tetto, convoglia le acque piovane poi raccolte in apposite vasche e riutilizzate per lo scarico dei bagni e per innaffiare le piante. ofnz_pep.ecn.nl_bedzed6

BedZED, i cui costi di realizzazione sono davvero poco superiori rispetto a quelli di un insediamento standard, è stato progettato per essere costruito ovunque, considerando che in Inghilterra, entro il 2016, ogni nuova costruzione dovrà essere alimentata con energia rinnovabile prodotta sul posto, questa sua caratteristica diviene fondamentale. Nel quartiere, inoltre, sono molto utilizzati il car sharing ed il car pooling nonché una scooter elettrici. Anche la spesa, attraverso un sistema di distribuzione del cibo a chilometri zero, oltre a ridurre gli impatti legati al trasporti delle merci o delle persone, favorisce lo sviluppo di un sistema economico locale. qbow_mattkatiebrown.files.wordpress.com_bedzed2 (Fabiana Cambiaso - Università La Sapienza) www.zedfactory.com/zed www.bioregional.com Immagini: © 2010 Andrew Butterton; © 2010 ZEDfactory Ltd; ©2009One Planet Living; ©2008 The Independent

Carlo Bardelli

Bioedilizia

Acciaio cor-ten e legno: reversibilità ad energia zero

02 Febbraio 2019

Un team di lavoro costituito dallo studio di architettura Traverso-Vighy e dal Dipartimento di Fisica Tecnica dell’Università di Padova hanno elaborato Tvzeb, un edificio sperimentale a 'energia zero' che combina caratteristiche energetiche di alta efficienza, insieme a elementi di riciclo, illuminazione naturale, scelta accurata di materiali naturali, innovative possibilità di composizione. Il progetto dell'edificio nasce per rispondere alla Direttiva Europea 2010/31/EU sulle prestazioni energetiche in edilizia. Il particolare design punta a massimizzare l’ingresso di radiazione solare diretta nei mesi invernali e per escluderla completamente nei mesi estivi. La facciata Sud è caratterizzata dal portico solare e dai tendaggi filtranti automatizzati del piano terra. Come accaduto in altre esperienze progettuali dello studio, anche Tvzeb è stato disegnato e costruito per parti da una rete locale di piccole aziende industriali ed artigiane, unendo componenti lavorate da macchine a controllo numerico e lavorazioni manuali.

 Tvzeb

La luce naturale è integrata da un sistema di luce artificiale costituito da una sequenza di barre led, sviluppate da COEMAR, incassate a pavimento che diffondono sulle superfici verticali in alluminio una luce miscelata di tre led selezionati differentemente. Le miscele, controllate da un sistema DMX, seguono spettralmente la luce naturale esterna e rendono anche possibili anche azioni correttive della temperatura di colore interna nei giorni di nebbia o neve.  Tvzeb

Il sistema fotovoltaico, integrato nella struttura dell’edificio, è composto da 16 pannelli “sunpower” ( 5,6 KW), calcolati per coprire, su base annua, l’intero fabbisogno elettrico dell’edificio. Il rivestimento dell’edificio principale è stato realizzato in lastre di cor-ten aggraffato, un materiale scelto per la sua cromaticità naturale che ben si armonizza ai colori del bosco. La sua principale caratteristica è l'ottima resistenza alla corrosione da agenti atmosferici dato che la naturale ossidazione si arresta con il tempo, formando una patina protettiva che non si modifica nel tempo e che impedendo il progressivo estendersi della corrosione all’interno, rende il metallo liscio e resistente. Il rivestimento esterno dell’edificio minore è stato realizzato in tavole di larice, noto per la sua resistenza agli agenti atmosferici.  Le pareti perimetrali e la copertura dell’edificio sono isolate con un doppio strato di 90 mm di lana di poliestere, prodotta da ORV, e derivante dal riciclo di circa 40.000 bottiglie di plastica. Il materiale oltre ad essere un ottimo isolante termico ed acustico, viene prodotto, a differenza delle lane minerali, con un minimo impiego di energia.

Tvzeb

I veloci tempi di assemblaggio sono stati possibili grazie alla progettazione attenta di tutti i nodi strutturali. La struttura principale, realizzata in larice lamellare e acciaio zincato, è sospesa sulle due linee di fondazione longitudinali ed è completamente assemblata a secco. La struttura dell’edificio è stata chiusa in copertura e nelle ali esterne con tavolati di larice dello spessore di 55mm, e con pannelli di Xlam sulle pareti longitudinali con funzione di controventi. Il suo montaggio è stato realizzato in 3 giorni di lavoro. La precisione di unione tra il legno e le piastre metalliche è stata ottenuta attraverso dei perni metallici con estremità lavorate al tornio per l’autocentratura. Il solaio è realizzato con lamiere grecate collaboranti Hi-Bond e poi successivamente completato con un getto di cemento armato.

 Tvzeb

Ciò implica che tutte le parti dell’edificio siano di fatto smontabili e realizzate con materiali riciclabili o riciclati: una volta finita la sua funzione potrà essere smontato e rimontato. Tvzeb

(Fabiana Cambiaso, Università La Sapienza) www.tvzeb.org www.traverso-vighy.com    

Carlo Bardelli

Architettura